Ho 3 domande in merito alla masturbazione femminile: 1. perché preferisco strusciarmi piuttosto che

6 risposte
Ho 3 domande in merito alla masturbazione femminile:
1. perché preferisco strusciarmi piuttosto che la penetrazione quando mi masturbo ma durante i rapporti di coppia invece mi piacciono entrambe le cose?
2. Perché quando mi masturbo (sempre strofinandomi) lo faccio per pochi secondi e poi mi fermo? Anche se non mi sento soddisfatta non riesco a capire come il mio corpo vorrebbe che continuassi e desidererei solo avere un rapporto.
3. Non sono sicura di quando raggiungo l'orgasmo, quando lo faccio da sola ci metto tantissimo tempo ad arrivarci e non sono comunque sicura al 100% di esserci arrivata, mentre durante i rapporti non mi rendo nemmeno conto di quando ci sto arrivando e così per capire se l'ho raggiunto o meno, mi baso sull'avere ancora desiderio dopo il rapporto o meno. Mi date un parere? Grazie
Dott. Natale Montalto
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Verona
Le tue domande sulla masturbazione femminile toccano aspetti comuni legati a preferenze personali, meccanismi fisiologici e consapevolezza corporea. Queste esperienze variano molto da donna a donna e possono dipendere da fattori psicologici, abituali e relazionali.
Lo strusciamento (o masturbazione clitoridea indiretta) è la forma più comune di autoerotismo femminile, preferita dall'80% delle donne perché stimola efficacemente il clitoride, che ha migliaia di terminazioni nervose. Durante la masturbazione sola, questa modalità permette un controllo rapido e intenso del piacere, mentre nei rapporti di coppia la penetrazione aggiunge stimolazione vaginale indiretta al clitoride (tramite pressione pubica), rendendo entrambe piacevoli grazie al contesto emotivo e alla varietà sensoriale. Non è un problema, ma un'abitudine personale che non preclude il piacere condiviso.
Fermarsi presto pur non soddisfatta può derivare da un "picco rapido" di stimolazione clitoridea che crea una memoria corporea del piacere breve, simile a pattern frettolosi osservati in alcuni comportamenti autoerotici. Il desiderio di un rapporto invece suggerisce che manca l'elemento relazionale (intimità, tocco del partner), rendendo la masturbazione sola meno appagante emotivamente; potresti esplorare stimolazioni più lente o variate per allungare il processo senza forzare. Se persiste insoddisfazione, potrebbe indicare tensioni emotive o abitudini consolidate da rivedere con calma.
L'orgasmo clitorideo durante la masturbazione può essere sottile (contrazioni ritmiche pelviche, battito accelerato, respiro affannoso, sensazione di "esplosione" o vibrazione corporea), e ci si mette di più perché richiede rilassamento totale senza distrazioni relazionali. Nei rapporti, arriva improvviso grazie all'eccitazione cumulativa e al contesto, mentre il "desiderio residuo" è un buon indicatore approssimativo (assenza indica orgasmo raggiunto). Per maggiore certezza da sola, focalizzati su segnali fisici come pulsazioni vaginali/anal i e prova masturbazioni esplorative con tocchi vari o vibratori, partendo lenti.
Ti consiglio di approcciare con curiosità e senza giudizio; se crea disagio persistente, un consulto con un sessuologo o ginecologo.

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Dott.ssa Elena Cito
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Senago
È molto comune che, da sola, lei preferisca la stimolazione esterna, il corpo tende spontaneamente a scegliere ciò che dà un risultato più immediato.
L’orgasmo femminile dipende sempre dalla stimolazione del clitoride, perché è la struttura più sensibile dell’apparato genitale. La parte esterna è quella che percepiamo di più, perché contiene la maggior concentrazione di terminazioni nervose. Ma il clitoride non è solo il “bottoncino” visibile: si estende internamente ai lati della vagina. Per questo alcune donne provano piacere anche con la penetrazione, perché le sue parti interne vengono stimolate indirettamente.
Durante i rapporti, invece, entrano in gioco eccitazione emotiva, contatto fisico e stimolazioni diverse, e questo può rendere piacevole anche la penetrazione.

Il fatto che durante la masturbazione si fermi dopo pochi secondi può dipendere da una difficoltà a mantenere il ritmo che il corpo richiede, da una stimolazione percepita come troppo intensa o da un coinvolgimento mentale non sufficiente. Non indica un problema fisico, ma un diverso modo di reagire agli stimoli quando è da sola.
Riguardo all’orgasmo, molte donne lo percepiscono in modo meno netto rispetto a quanto si immagina. Può essere più graduale, meno “esplosivo” o più difficile da riconoscere. Il fatto che lei non sia sempre sicura di averlo raggiunto, o che ci metta più tempo da sola, rientra nella normale variabilità della risposta sessuale femminile. Proprio per questo, potrebbe esserle utile intraprendere anche un breve percorso con una specialista, come una sessuologa o una psicologa specializzata, per imparare a conoscere meglio il proprio corpo, esplorare con maggiore consapevolezza le proprie sensazioni e acquisire più sicurezza nel provocare e riconoscere un orgasmo in autonomia.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
le sue domande sono molto comuni e toccano aspetti importanti della sessualità femminile, che è spesso più complessa e variabile rispetto a quanto si pensi.


Preferenza per lo sfregamento durante la masturbazione
Molte donne trovano più efficace la stimolazione esterna (in particolare clitoridea) rispetto alla penetrazione quando sono da sole. Lo “strusciamento” consente un controllo più preciso dell’intensità, del ritmo e della pressione, elementi fondamentali per il piacere.
Durante il rapporto di coppia, invece, entrano in gioco anche fattori emotivi, relazionali e di eccitazione globale che rendono piacevole anche la penetrazione. Non è affatto una contraddizione: sono semplicemente modalità diverse di vivere il piacere.


Interruzione dopo pochi secondi
Il fatto che lei si fermi rapidamente potrebbe avere diverse spiegazioni. A volte può esserci una difficoltà a “lasciarsi andare” completamente alle sensazioni corporee, oppure una sorta di automatismo appreso nel tempo. In altri casi può esserci una lieve componente di ansia, controllo o fretta di arrivare al risultato.
Il corpo, però, spesso ha bisogno di gradualità: fermarsi continuamente può impedire all’eccitazione di crescere. Potrebbe essere utile provare a rallentare, variare modalità di stimolazione o semplicemente osservare le sensazioni senza l’obiettivo immediato dell’orgasmo.


Difficoltà a riconoscere l’orgasmo
Molte donne riferiscono incertezza su questo punto. L’orgasmo non è sempre un evento “eclatante”: può manifestarsi con contrazioni ritmiche, sensazione di rilascio, piacere diffuso o calo della tensione.
Il fatto che durante i rapporti lei non si accorga del momento preciso è piuttosto frequente, perché si è più coinvolti globalmente. Basarsi solo sul “desiderio dopo” non è sempre un indicatore affidabile, perché il desiderio può rimanere anche dopo un orgasmo, soprattutto nelle donne.
Il tempo più lungo durante la masturbazione può dipendere proprio da una minore eccitazione emotiva o da un eccessivo controllo.


In sintesi, ciò che descrive rientra nella variabilità normale della sessualità femminile, ma evidenzia anche una possibile difficoltà di connessione con le proprie sensazioni corporee e con il lasciarsi andare al piacere.
Per comprendere meglio questi aspetti e vivere la sessualità con maggiore consapevolezza e serenità, è consigliabile approfondire con uno specialista.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Stefania Loi
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Cagliari
Carissima, la sessualità femminile è estremamente soggettiva e quello che descrive è molto più comune di quanto si pensi e non indica necessariamente alcun problema.
Per quanto riguarda la prima domanda, Il fatto che durante la masturbazione lei preferisca lo strusciamento alla penetrazione è assolutamente normale. Molte donne provano maggiore eccitazione e raggiungono più facilmente l’orgasmo attraverso la stimolazione esterna del clitoride o della zona vulvare, mentre la penetrazione da sola può risultare meno coinvolgente. Nei rapporti di coppia, invece, entrano in gioco anche altri elementi come per esempio: coinvolgimento emotivo, desiderio verso l’altra persona e stimolazioni multiple contemporanee, per questo potrebbe vivere bene entrambe le modalità.
2: anche l'interruzione della stimolazione dopo pochi secondi può avere diverse spiegazioni e non è necessariamente “sbagliato”. A volte il corpo tende a interrompere automaticamente l’eccitazione quando si fa fatica a lasciarsi andare completamente, oppure quando si vive la masturbazione più come una ricerca di sollievo o tensione che come un’esperienza da esplorare con calma. Ad ogni modo, la variabilità individuale gioca un ruolo importante e le motivazioni sottostanti potrebbero essere le più varie.
3: l’orgasmo femminile può essere molto variabile: intenso o lieve, improvviso o graduale, localizzato o diffuso. Il fatto che lei non riesca sempre a identificarlo con certezza non significa necessariamente che non ci sia stato.
Spero che le sue domande siano state soddisfatte almeno in parte. In ogni caso un percorso di consulenza sessuologica potrebbe aiutarla a risolvere eventuali altri dubbi e vivere la sessualità con maggiore consapevolezza e serenità.
Rimango a disposizione, un saluto.
Dott.ssa Stefania Loi
Dott. Andrea Nodari
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Livorno
Buongiorno.
Cercherò di essere sintetico ed esaustivo per tutti e tre i punti in questione.
Per quanto riguarda il "preferire lo sfregamento da sola e vivere bene entrambe le cose in coppia": durante un'attività masturbatoria in solitudine, il corpo, cerca la "via più semplice e immediata"; nella relazione, invece, l’altro attiva canali diversi del piacere. Non è una contraddizione, ma due modalità della stessa sessualità.
Secondo punto; "fermarsi dopo pochi secondi": sembra che, nel suo caso, l’eccitazione solitaria non trovi continuità. Alcune persone funzionano meglio nella presenza dell’altro: da soli l’energia si accende, ma non resta. È un modo di essere, non un errore.
terzo punto, "difficoltà a riconoscere l’orgasmo": l’orgasmo può essere un’esperienza più sottile di quanto si immagini. Il corpo lo vive, ma la mente non sempre lo registra con chiarezza. Durante i rapporti, infatti, può accadere che la persona non si accorga del momento esatto in cui avviene.
Potrei aggiungere che nel complesso, da quello che lei racconta, emerge una sessualità più relazionale che solitaria: il piacere si esprime meglio nello scambio che nell’autostimolazione. È una configurazione personale del tutto comprensibile. Tenendo sempre a mente che, per quanto riguarda la sessualità, il mondo non si divide all'interno della classica polarizzazione "bianco e nero", ma all'interno di una scala di grigi, di molte tonalità, che ognuno, con il tempo, costruisce secondo la propria "equazione personale".
Saluti
Dott.ssa Teresita Forlano
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Roma
Buon giorno. Può fare dei colloqui con uno psicosessuologo; l'aiuteranno ad acquisire consapevolezze maggiore di sé stessa, e del processo sessuale di piacere.
Un saluto, dottoressa Teresita Forlano

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