Domande del paziente (17)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
l’agitazione dopo l’assunzione di cocaina è una reazione frequente e comprensibile, legata all’effetto stimolante della sostanza sul sistema nervoso. In questi momenti possono emergere ansia intensa,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
da quello che scrive si sente chiaramente quanto questa esperienza l’abbia spaventata. Il timore di “aver perso il controllo” e l’idea di potersi essere rovinata la vita in così poco tempo possono...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
Quello che sta vivendo è comprensibile e spesso molto doloroso per un nonno o una nonna a cui il legame con il nipote è sempre stato stretto.
L’adolescenza è una fase in cui i ragazzi cambiano...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la risposta dipende molto da cosa intende lei per “passione”. Questo termine può riferirsi a dimensioni diverse: attrazione fisica, coinvolgimento emotivo, desiderio, idealizzazione, oppure a una...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da quanto racconta emerge un vissuto di conflitto interno tra ciò che ha costruito a livello personale e professionale e il ruolo che oggi ricopre nella sua vita familiare. Le parole di sua...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da quanto descrive emerge una situazione di grave compromissione dei confini familiari, che coinvolge aspetti economici, relazionali e di sicurezza personale. Il furto ripetuto, l’uso di sostanze...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
dal suo racconto emergono diversi elementi di sofferenza psicologica intrecciati. In particolare si osserva un forte senso di inadeguatezza, che sembra attivarsi nel nuovo contesto lavorativo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
comprendo quanto una situazione del genere possa generare confusione e mettere in discussione la fiducia nella relazione, soprattutto alla luce delle esperienze precedenti.
Eventi come questo possono...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
da ciò che descrive emerge una sofferenza emotiva significativa, che può presentarsi in modo oscillante: momenti di maggiore funzionamento alternati a fasi di forte stanchezza, pianto, ritiro e...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
il senso di colpa non è solo un’esperienza individuale, ma anche un costrutto profondamente culturale. Si forma all’interno delle relazioni significative e dei sistemi di valori in cui cresciamo:...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da quanto descrive emerge una sofferenza emotiva intensa legata a un cambiamento importante nella relazione. Non si tratta solo della sfera sessuale, ma di una perdita di vicinanza emotiva,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è una situazione di profonda sofferenza, e prima di tutto è importante riconoscere il coraggio che hai avuto nel raccontarla. Non stai parlando solo di una relazione difficile, ma di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
capisco quanto possa essere spaventoso fare sogni in cui i propri familiari muoiono, soprattutto se si soffre di ansia. È importante dirlo con chiarezza: i sogni non sono premonizioni. Non esiste...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
nelle sue parole si sente molta solitudine e fatica, e credo sia importante dirle che il fatto di sentirsi diversa dagli altri non significa che ci sia “qualcosa che non va” in lei.
Quando...
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Buongiorno,
ho pensato molte volte di scrivere qui per ricevere un consiglio da parte di professionisti, e finalmente oggi (dopo quasi un anno) ho preso coraggio.
Nel mese di giugno dell’anno precedente, a un evento della mia città dove mi trovavo con una mia amica, ho conosciuto quest’uomo. Inizio premettendo che lui è 20 anni più grande di me…
Nonostante ciò, fin da subito ho sentito una leggera attrazione nei suoi confronti, non solo fisica - essendo molto affascinante - ma anche a livello caratteriale; fin da subito, chiacchierando con lui abbiamo notato molte cose in comune tra noi, insomma mi sembrava quasi di parlare con un mio coetaneo!
Per non portarla alla lunga, io e lui abbiamo parlato tutta l’estate, sviluppando una vera e propria confidenza, e d’estate, verso luglio, ci siamo visti alcune volte (classiche esperienze estive, ma oltre al bacio non si è andato oltre.)
Dopo qualche mese abbiamo spesso di parlare, ho troncato tutto io sia perché notavo da parte mia veri e propri sentimenti, sia perché ho provato ad iniziare una frequentazione con un mio coetaneo. Questa frequentazione - che si è tramutata in una relazione - è durata quasi mezzo anno, fino a quando le cose non sono iniziate ad andare male, e io in un forte periodo di stress (sia in questa relazione, che nella vita in generale, per degli eventi capitati) mi sono trovata nuovamente a pensare a quest’uomo, fino a quando non siamo tornati a chiacchierare/sentirci sporadicamente.
So di star facendo una cosa relativamente sbagliata, parlare con una persona più grande di me non so che fine abbia, né da parte sua che da parte mia. Ma quando parlo con lui mi sento compresa, capita. Cosa che non ho mai visto nella mia ultima relazione.
Ecco ora la mia domanda è: cosa c’è di sbagliato in me per trovarmi meglio con le persone con cui condivido una significativa differenza d’età?
Mi sono sempre reputata una ragazza molto più matura della mia età anagrafica - sarà anche perché sono dovuta crescere molto in fretta, affrontando il divorzio dei miei genitori in tenera età e non avendo mai avuto una figura paterna presente, non lo vedo e non lo sento da dieci anni -, e noto spesso questa differenza di maturità proprio con i miei coetanei.
Spero che la mia domanda (seppur molto lunga) non sia inopportuna, ma è un dubbio che mi tormenta da parecchio.
Mi scuso anche per qualche errore di battitura!
Grazie in anticipo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Non c’è nulla di “sbagliato” in te. Sentirti meglio con una persona più grande può essere comprensibile se con lui trovi ascolto, stabilità e sicurezza emotiva, soprattutto nei momenti di stress.
La tua storia personale può aver influenzato i tuoi bisogni affettivi, senza però determinare automaticamente le tue scelte.
Il sentirti capita è importante, ma da solo non basta: è fondamentale valutare anche la qualità della relazione (reciprocità, rispetto, confini).
Se questo dubbio ti pesa, può essere utile riflettere sui tuoi bisogni relazionali e su cosa cerchi davvero in un partner.
Buongiorno,
sono una ragazza di 20 anni e scrivo perché vorrei intraprendere un percorso di valutazione approfondita per ADHD e disturbo dello spettro autistico in età adulta.
Si tratta di un’ipotesi che considero da anni e che recentemente ho approfondito in modo più strutturato, informandomi anche su fonti ufficiali (ad esempio il DSM-5). Non è quindi una richiesta impulsiva o superficiale, ma il risultato di un lungo processo di riflessione e analisi personale. Il mio obiettivo non è necessariamente ottenere una diagnosi, ma poter valutare seriamente questa possibilità oppure escluderla in modo fondato.
Finora ho provato a confrontarmi con alcuni specialisti, ma purtroppo mi sono sentita sminuita: le mie difficoltà sono state liquidate in pochi minuti con motivazioni come “sei troppo intelligente”, “hai preso 30 e lode” oppure “se un libro ti piace lo riesci a leggere”.
Nel frattempo mi è stata prescritta una terapia farmacologica antidepressiva (Prozac e successivamente Daparox), ma le difficoltà principali che sto cercando di comprendere - in particolare legate alla concentrazione, alla gestione dello studio, alla regolazione dell’attenzione e alla sostenibilità delle interazioni sociali - sono rimaste invariate.
Non sapendo bene come orientarmi, speravo di poter ricevere qualche consiglio su come cercare una professionista con esperienza specifica nella valutazione di ADHD e disturbo dello spettro autistico negli adulti, idealmente con attenzione anche alle presentazioni meno evidenti. Mi sarebbe inoltre utile avere indicazioni su come orientarmi verso un percorso diagnostico adeguato.
Vi ringrazio molto per l’attenzione.
Cordiali saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con tanta chiarezza. Il suo desiderio di approfondire questi aspetti in modo serio e consapevole è assolutamente legittimo.
Purtroppo ADHD e autismo nell’adulto, soprattutto nelle presentazioni femminili o meno evidenti, vengono ancora spesso sottovalutati, anche in persone con buone capacità cognitive o ottimi risultati accademici. Questo però non esclude la presenza di difficoltà significative nella gestione dell’attenzione, dello studio, delle relazioni o del sovraccarico mentale.
Le consiglierei di cercare una psicologa o neuropsicologa esperta nella valutazione di ADHD e spettro autistico in età adulta, chiedendo esplicitamente se si occupa anche di presentazioni “mascherate” o ad alto funzionamento. Una valutazione accurata richiede tempo, colloqui approfonditi e strumenti specifici.
Mi sembra che il suo obiettivo non sia “ottenere un’etichetta”, ma comprendersi meglio, e questo è un punto molto importante.
Le auguro di trovare uno spazio di ascolto competente e non giudicante.
Un caro saluto.
Buongiorno per ansia e attacchi di panico la terapia cognitivo comportamentale va bene?
E in cosa consiste,il metodo?
Grazie Cordiali Saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la terapia cognitivo-comportamentale è indicata per ansia e attacchi di panico.
È un approccio strutturato che aiuta a comprendere come pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano tra loro e a intervenire su quei meccanismi che mantengono il problema.
Nel concreto si lavora su pensieri disfunzionali, sulla gestione dei sintomi fisici e sull’esposizione graduale alle situazioni o sensazioni temute.
In modelli più recenti, come l’Acceptance and Commitment Therapy, si integra anche il lavoro su accettazione delle emozioni, rapporto con i pensieri e valori personali.
L’obiettivo è ridurre il circolo dell’ansia e favorire un maggiore benessere nella vita quotidiana.
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Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…