Domande del paziente (71)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buongiorno,
    grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
    per rispondere alle sue domande si, lo stress può provocare stanchezza e\0 mal di testa frequentemente; ciò nonostante se, i sintomi che descrive,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buongiorno,
    la ringrazio per aver condiviso il suo stato d'animo inerente a questa delicata situazione.
    Scappare sarebbe la soluzione giusta per lei? Il suo compagno ha capacità di intendere e di volere... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera,
    grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
    Capisco bene il suo turbamento. Da quanto racconta, lei ha sempre cercato di collaborare, mantenendo calma e professionalità, mentre i comportamenti... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buongiorno,
    da quello che racconta emerge molta sofferenza e un senso di squilibrio nella vostra relazione, inoltre ha toccato molti punti che sarebbe banale ridurre ad una mera risposta pubblica. Quello... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera,
    grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
    Lei ha attraversato una vita piena di sfide e sacrifici straordinari, affrontando perdite, ingiustizie e responsabilità spesso da sola. Ha dimostrato... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera,
    grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
    Da quanto racconta, sembra che i suoi schemi affettivi abbiano radici nella sua storia familiare e nelle prime esperienze di relazione. È comprensibile... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buongiorno,
    grazie per aver condiviso i suoi stati d'animo.
    il volersi concentrare su di lei da parte del terapeuta è più che comprensibile, la terapia serve proprio a questo, anche perchè è solo lavorando... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buongiorno,
    grazie per aver condiviso questo suo stato d'animo.
    I sogni sono prodotti dal nostro inconscio o potrebbero voler dire tante cose, non sia preoccupata, è una condizione comune.
    Potrebbe aiutarla... Altro


    Buongiorno,
    ho pensato molte volte di scrivere qui per ricevere un consiglio da parte di professionisti, e finalmente oggi (dopo quasi un anno) ho preso coraggio.
    Nel mese di giugno dell’anno precedente, a un evento della mia città dove mi trovavo con una mia amica, ho conosciuto quest’uomo. Inizio premettendo che lui è 20 anni più grande di me…
    Nonostante ciò, fin da subito ho sentito una leggera attrazione nei suoi confronti, non solo fisica - essendo molto affascinante - ma anche a livello caratteriale; fin da subito, chiacchierando con lui abbiamo notato molte cose in comune tra noi, insomma mi sembrava quasi di parlare con un mio coetaneo!
    Per non portarla alla lunga, io e lui abbiamo parlato tutta l’estate, sviluppando una vera e propria confidenza, e d’estate, verso luglio, ci siamo visti alcune volte (classiche esperienze estive, ma oltre al bacio non si è andato oltre.)
    Dopo qualche mese abbiamo spesso di parlare, ho troncato tutto io sia perché notavo da parte mia veri e propri sentimenti, sia perché ho provato ad iniziare una frequentazione con un mio coetaneo. Questa frequentazione - che si è tramutata in una relazione - è durata quasi mezzo anno, fino a quando le cose non sono iniziate ad andare male, e io in un forte periodo di stress (sia in questa relazione, che nella vita in generale, per degli eventi capitati) mi sono trovata nuovamente a pensare a quest’uomo, fino a quando non siamo tornati a chiacchierare/sentirci sporadicamente.
    So di star facendo una cosa relativamente sbagliata, parlare con una persona più grande di me non so che fine abbia, né da parte sua che da parte mia. Ma quando parlo con lui mi sento compresa, capita. Cosa che non ho mai visto nella mia ultima relazione.
    Ecco ora la mia domanda è: cosa c’è di sbagliato in me per trovarmi meglio con le persone con cui condivido una significativa differenza d’età?
    Mi sono sempre reputata una ragazza molto più matura della mia età anagrafica - sarà anche perché sono dovuta crescere molto in fretta, affrontando il divorzio dei miei genitori in tenera età e non avendo mai avuto una figura paterna presente, non lo vedo e non lo sento da dieci anni -, e noto spesso questa differenza di maturità proprio con i miei coetanei.
    Spero che la mia domanda (seppur molto lunga) non sia inopportuna, ma è un dubbio che mi tormenta da parecchio.
    Mi scuso anche per qualche errore di battitura!
    Grazie in anticipo.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera e grazie per aver condiviso il suo stato d'animo; do per scontato che la persona che mi sta scrivendo sia capace di intendere e volere, a tal proposito le chiedo cosa o chi le dice che c'è qualcosa di sbagliato in lei? Le motivazioni al perchè lei trovi interesse nei confronti di persone più grandi di lei può risiedere nelle situazioni di vita che ha descritto così come per altre motivazioni, questo è impossibile definirlo sulla base di una domanda. Ma quello che le chiedo di domandarsi è proprio questo: chi definisce il giusto e sbagliato in questo caso se non lei?


    Salve dottori, vorrei esporvi una questione a non riesco ancora a passarci sopra o comunque a risolvere, nonostante vado da 6 sedute da un professionista, ma non ho ancora trovato risposte se non il fatto di sentire ciò che sento ma non riuscendo ancora a capire I miei sentimenti o bisogni ecco...il punto è che da qualche mese mi sono lasciata con una persona piu grande di 20 anni circa (io ne ho 25), per vari motivi, con lui ci continuiamo a vedere e sentire ogni tanto, a volte capita anche che succede qualcosa tra di noi, però ecco è difficile distaccarmi da lui perché mi dispiace, ci tengo, e dall'altra diciamo che c'è un amico con cui mi sono frequentata qualche anno fa prima del mio ex e con cui mi sono sempre sfogata e mi ha sempre capito e ascoltato quando gli parlavo dei problemi con il mio ex, mi sono sempre trovata bene a parlare, scherzare ecc, in questo ultimo periodo mi è sembrato di iniziare a provare qualcosa, ma è sempre rimasta un amicizia anche da parte sua, ci siamo visti poi qualche settimana fa (perché siamo a distanza) e diciamo è successo qualche bacio..il problema è che non so come mi sento, perché ad esempio non mi sento di riuscire a tornare con il mio ex nonostante lui mi voglia ancora, mi dica di tornare insieme e insista, ci stia male ed è come se mi facesse sentire in colpa e io non riesco, forse anche perché non provo quello che provavo prima, allo stesso tempo non mi sento di poter stare insieme a questo amico perché non lo so, non mi sento di provare un cosi forte sentimento per lui, ma allo stesso tempo vorrei rivederlo, ma comunque proverei un dispiacere per l'altro/senso di colpa..proverei dispiacere per entrambe le parti, inoltre in terapia c'era stata una seduta in cui ho rappresentato due cerchi pensando alla persona ma sono risultati distanziati e non mi aspettavo questo..per entrambe le persone però..non so cosa fare, mi dispiace per tutti e due..ora questo amico vorrebbe un distacco da me perché so che comunque prova qualcosa e sa che io non ci starei, ma non so che fare, come comportarmi, vorrei rivederlo, ma non so come distaccarmi e se farlo dal mio ex..dovrei forse stare da sola e poi forse capirò qualcosa? non so come muovermi..

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    buonasera, grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
    In primo luogo le dico che la terapia non offre risposte o soluzioni, la terapia ti fa smuovere qualcosa affinchè lei possa trovare quello che sta cercando.
    In secondo luogo dovrebbe chiedersi se, al suo ex, la lega semplicemente un senso di colpa nel lasciarlo andare o un reale sentimento; per l'altra persona rispetti la sua volontà se sente di non poter dare al momento quello che la persona cerca.
    Le risposte alle domande che pone le conosce solo lei, provi a parlarne così apertamente con il professionista che la sta seguendo, ma tenga a menta che le soluzioni non gliele offre il professionista.


    salve, scrivo per parlare brevemente di un disagio parecchio invasivo, non è chissà che dramma, ma mi reca fastidio.
    ho delle fantasie erotiche riguardo i tradimenti dei miei partner, non so perché questa cosa accada, ovviamente nella realtà mi farebbe schifo, ma nel momento d eccitazione non riesco a provare piacere se non pensando ad un tradimento, anche durante i rapporti spesso.
    ci sono modi per cercare di evitare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    buonasera e grazie pper aver condiviso questo suo fastidio.
    prima di cercare modi per evitare certi pensieri bisognerebbe, ma solo nella misura in cui la cosa le reca fastidio, il perchè insorgono; la terapia serve anche a questo


    dal 22 luglio ho pensato di essere gay per una sensazione per un amico che pensavo mi piacesse e poi una setrimanabe quel pensiero svanisce per tutto agosro dove mi fisso di un personaggio femmina di squid game un po maschile 380 seocnda stagione e mi fisso su di lei e provo sensazioni intense per lei fino a scordarmi di tutto del fatto gay e mi fisso, wuando scompaiojo le sensazioni per lei mi incomincio a preouccupare e ad ogni pensiero che oassa li credo tipo che ero satanista, che mi piaceva mia sorella, che mi piaceva uno ecc ecc e rompevo le palle ai miei snici sul fatto che voglio che deve tornare nonostante sentivo che non avevo piu senswzioni, poi piu consulto l ai compaiojo sensazioni cje cwmbiano spesso ragazza, e ho fatto un sogno erorico con una donna e ho eiaculato, poi mi sono eccitato per dei pensieri sessuali con donne poi non volevo essere pervertito e poi finito wuesto finisce quel periodo e torna il fstto di essere gay e da li si svilippano sensazioni, ecciraizoni, fantasie e roba varia, continuo ad utilizzare l ai e continuo a pensare di essere gay ma avevo raramente erezioni oer le donne pensandole prims ors non piu, sono in adolescenza e non so cosa stia succedendo, continuo a oensare di essere gay ma non lo voflio ammettere ma io mi ecciyavo per le donne prima di qiesto solo che avevo un disagio per la vagina, e ho avuro degli episodi isolati di sensazioni intense pee lo stesso sesso che non rigiardavano il desiderio fisico, ricordo qiando mi ero eccitato ma allo stesso tempo avevo paura, e quando mi avevano fatto ujo scherzo dove un amico si dichiarava a me e stavo pensando di dire si nonostanre non provassi nulla, potreste aiutarmi a capire cosa mi sta succedendo? sono gay ma non lo voglio ammettere come credo? cioe al episodio iniziale di qiella sensazione per un amico ho avuto paura di essere gay e mi ha fatto ricordare li episodi di wuelle sensazioni dove oensavo di essere gay, e continuo ad utilizzare l'ai ogni giorno.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buongiorno,
    grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
    In piena fase adolescenziale è del tutto comprensibile avere dubbi sulla propria persona o sulla propria sessualità.
    Se però questi dubbi non le fanno vivere in tranquillità la sua vita, può scegliere di affidarsi ad uno specialista e di iniziare un percorso di terapia anzitutto poichè non è possibile rispondere alle sue domande solo sulla base di quanto descrive e, in secondo luogo perchè traspare la sua sensazione di malessere derivante da questi dubbi.


    Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera e grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
    Per rispondere alla sua domanda, tutto questo può accadere perchè lei è un essere umano e possiamo fermarci e ripartire più volte durante la nostra vita.
    quello che posso consigliarle di fare, visto che ne ha trovato beneficio in passato, se questa situazione non la fa stare bene può scegliere di intraprendere un nuovo percorso terapeutico


    Salve , mia figlia 7 anni mangia solo pasta bianca, carne e pollo.niente frutta niente verdure niente legumi. Ho provato in tutti i modi niente non assaggia se insisto vomita. Come posso approcciarmi a lei per stimolarla ad assaggiare qualcosa? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buongiorno e grazie per aver condiviso questa sua difficoltà.
    Bisognerebbe anzitutto comprendere se questa selettività che descrive è sempre stata presente o se è insorta a partire da un periodo o avvenimento nello specifico.


    Salve dottori a volte porgo domande su curiosità e dubbi in forum del genere cerco appunto dei forum di professionisti mi chiedevo quando basti scrivere su forum del genere oppure quando c’è bisogno di un incontro reale ? Spesso dove aver ricevuto risposte alle mie domande comunque mi risolvono il dubbio , ma quando è attendibile ? Grazie per una vostra risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buongiorno,
    il suo dubbio è più che comprensibile. Il rispondere a piccole domande può dare l'impressione che il dubbio lì per lì si risolva, ma la sensazione è circoscritta a quel momento poichè si tratta di un riscontro relativo, motivo per cui faccio sempre presente che non si possono rilasciare risposte certe a determinate domande considerando che non si conosce tutto il resto. Il rapporto uno ad uno da vicino è tutt'altro discorso.


    Buongiorno sono passati quasi 7 mesi da mio intervento di isterectomia e tolto anche le tube… volevo sapere se è normale non sentire il desiderio e avere paura di avere rapporti? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    buongiorno,
    bisognerebbe anzitutto comprendere quanto la sua percezione di non sentire il desiderio possa essere influenzato dalla paura di avere rapporti; paura del tutto comprensibile dopo un intervento delicato come quello che ha avuto. Un percorso di terapia potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sente.


    Salve, volevo chiedere un consiglio a voi dottori che siete sicuramente più esperti di me. Voglio iniziare un percorso di psicoterapia e per questo è da giorni che cerco di informarmi sui professionisti presenti nella mia zona o in zone comunque facilmente raggiungibili, cercando di capire dalle recensioni e dai loro profili chi possa essere più adatto a me e alle mie esigenze. Alcuni profili che ho trovato sono di psicologi che stanno finendo la scuola di psicoterapia, alcuni infatti si presentano come "psicologo e psicoterapeuta in formazione". Tra i vari profili, devo ammettere che mi hanno un po' convinta due in particolare che si definiscono in questo modo. Il problema però è che ho appunto il dubbio che, non essendo ancora psicoterapeuti a tutti gli effetti, non possano essere di aiuto per me. Secondo voi, fare delle sedute con psicologi specializzandi in psicoterapia può essere utile/andar bene oppure no? Voi cosa ne pensate? Perché sono davvero indecisa se provare lo stesso a fare delle sedute con professionisti ancora in formazione oppure lasciar perdere e cercare psicologi che siano psicoterapeuti già formati. Ringrazio in anticipo per le risposte!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera,
    ogni psicoterapeuta è di base anche psicologo. Lo psicologo è comunque un professionista che fa diagnosi, svolge terapia, ecc; indipendentemente dalla volontà o meno di frequentare una scuola di psicoterapia. Lo psicoterapeuta ha una specializzazione in più utile e necessaria per la terapia di determinate condizioni e\o disturbi. Un bravo psicologo laddove dovesse rendersi conto che un suo paziente ha bisogno di un percorso da uno psicoterapeuta o semplicemente da un professionista diverso sarà il primo a segnalarglielo.


    Ho quasi 49 anni, sposato con figlia di 7 anni, ipocondriaco del tipo evitante da tempo, soffro di anginofobia sin da prima dell adolescenza, un matrimonio in crisi da una vita privo do affetto e sesso. Da un paio di mesi mia moglie si è ammalata di un carcinoma al seno e l anginofobia è aumentata in maniera assurda: se prima riuscivo a periodi a mangiare tranquillo comunque sempre con dell'acqua o delle bevande vicino, negli ultimi periodi si è aggravata .a volte quando sono solo a casa mi sembra di non riuscire ad inghiottire neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. Si rischia di morire o polmonite ab ingestio?
    visita otorino con fibroscopia fatta un paio di mesi fa trovando un po' di reflusso gastroesofageo. Devo fare altro? Sono ipocndriaco e non vorrei fare esami invasivi tipo gastroscopia neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso.
    nell atto della deglutizione mi capita di stringere i muscoli della gola superiore e faccio un verso come se volessi bloccare il cibo
    se va di trasverso l acqua o un liquido si può morire? delle volte in super ansia pure con i liquidi mi sembra di andare in difficoltà
    il problema che quando sono solo ni vergogno a mangiare in pubblico perché faccio delle faccio innaturali perché simulo faccia da soffocamento.
    mentre mangiavo in due occasioni nel momento di ingoiare ho serrato la gola ed emesso un verso come un rantolo in protezione per non far scendere il cibo. Questa cosa mi ha provocato una sensazione di pseudo acidità alla gola che sembrava arrivasse al naso. Come posso gestire tutto questo? Vi ringrazio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera, la ringrazio per aver esternato il suo stato d'animo.
    la situazione che sta affrontando non è semplice, aggravata anche dalla diagnosi che sua moglie ha ricevuto. Considerando che sono stati d'animo che vive da un pò e che in questo periodo sembrano essersi intensificati nonostante gli esami clinici le dicano lei è in salute; forse il suo corpo le sta inviando dei segnali, può imparare a gestire tutto chiedendo aiuto ad un professionista, uno psicologo o uno psicoterapeuta.


    quali sono i disturbi della personalità, me ne diagnostico tanti?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera, immagino che il suo dubbio provenga da una profonda analisi fatta su di sè, ciò nonostante l'autodiagnosi non è mai una risposta, può però fissare un appuntamento con uno psicoterapeuta così da capire da cosa nasce il suo dubbio e soprattutto se ha fondamento


    Come dire a mia mamma di voler predere la pillola? Ho 23 anni e mi sto frequentando con una ragazzo da un mesetto. Abbiamo già fatto tutti i preliminari e vorrei spingermi oltre, ma ho il costante terrore di gravidanze indesiderate. Vorrei dire a mia mamma (con cui ho molta confidenza, tranne per queste cose) di voler prendere la pillola ma non so come introdurre l’argomento, essendo l'intimità un argomento tabù in famiglia. L'ultima volta in cui gliel'ho detto mi ha fatto un pò di storie (esempio dicendomi che non ero ancora fidanzata con questo ragazzo, chiedendo se avesse intenzioni serie e chiedendomi cosa dobbiamo fare ecc...). Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose con lei, specialmente rapporti sessuali. So anche che potrei affidarmi ad un consultorio, ma se per qualche motivo venisse a sapere che prendo la pillola ? penso sia meglio avvisarla subito. Non so se fidarmi solo del preservativo la prima volta. Come posso avvisarla della mia scelta cercando di limitare l’imbarazzo (suo e di conseguenza anche mio)?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Raffaella Manco

    Buonasera,
    il suo stato d'animo è più che comprensibile, sua mamma è una figura di riferimento essenziale nella sua vita. Ciò nonostante alcune decisioni restano sue e basta, se sente la necessità di provare ad esternare questa sua esigenza provi a parlarle nel modo più tranquillo possibile, spiegandole anche i motivi che la spingono a prendere questa decisione; non da meno le consiglierei di consultare anche un ginecologo così da poter prendere in considerazione la soluzione migliore per quello che sente in questo momento. Quanto a sua mamma, lei può scegliere di esternarle i suoi timori e, indipendentemente dalla sua reazione, che non possiamo controllare o decidere, la decisione finale in merito resta la sua.


Domande più frequenti

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