Domande del paziente (13)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con tanta chiarezza. Dalle sue parole emerge una grande capacità di riflessione su ciò che accade nella sua mente, e questo è già un elemento molto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che lei descrive non riguarda soltanto un comportamento della sua compagna, ma tocca qualcosa di molto più profondo: il modo in cui vive il legame, la perdita, il tradimento e forse... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quello che racconta sembra che la vostra relazione si sia strutturata attorno a uno squilibrio di posizioni. Lei si è progressivamente trovato nel posto di chi sostiene: apre la casa, garantisce... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Se ha ricevuto una diagnosi di ADHD, è molto importante che possa essere seguito con continuità da professionisti. Molti degli aspetti che descrive – come le difficoltà legate alle condotte alimentari,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, credo che il primo passo possa essere quello di portare apertamente in seduta con la sua terapeuta le paure, i dubbi e i pensieri che sta vivendo in questo momento. La relazione terapeutica si basa... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da ciò che racconta emerge una situazione di forte disagio che immagino possa essere molto destabilizzante, soprattutto per la sensazione di confusione continua e per le difficoltà nello svolgere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e profondità un vissuto così complesso e doloroso. Dalle sue parole emerge chiaramente quanto la sofferenza che sta attraversando sia intensa,...
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Scusate il post lungo. Ho 27 anni e non ho mai avuto una relazione.
L'unica volta in cui ho baciato una ragazza è stata quando avevo 14 anni, provando una forte eccitazione tanto che mi vergognavo pure ad uscire dalla stanza perché avevo il pene in erezione.
A lungo andare ho scoperto - qui sorge il dubbio - di rimanere attratto da tutti i bei ragazzi: ogni qualvolta ne resto attratto sento un magone sul petto, una sorta di calore, ansia, batticuore e mi dico "ma che succede? perché con le ragazze non mi succede? Sono gay!".
Mi è capitato all'università di infatuarmi di due ragazze però non sentivo l'esigenza di fidanzarmi né avere un rapporto sessuale (in generale non la sento mai con nessuna persona) però mi è capitato anche di provare forti erezioni accanto ad una qualche amica dopo aver stretto forte confidenza oppure cercarne il contatto fisico, la vicinanza.
Ora sono nella situazione in cui penso che queste reazioni siano false e che sia un gay represso. Una volta ad un matrimonio di un mio amico - complice un bicchiere di troppo - corsi verso una 35enne che si stava strusciando con un un tipo e iniziai a ballare anch'io con lei con conseguente mia reazione/erezione. Dovetti però andare via perché scoprii che c'era il suo fidanzato.
Però ripeto, pur vedendo bellissime ragazze, non sento quell'attenzione estetica/fisica che sento quando vedo un bel ragazzo.
Una cosa che invece mi ricordo dall'adolescenza, quando avevo 12 anni, è che rimasi quasi incantato dalle gambe in collant della mia professoressa di italiano 40enne dell'epoca. Collego quella scoperta poi allo sviluppo del mio feticismo verso i collant.
Infatti amo molto massaggiare e se una ragazza mi chiede un massaggio ai piedi glielo faccio ma dovrei controllarmi perché il rischio di eccitarmi sarebbe molto alto.
Lato masturbazione ho provato qualsiasi cosa senza problemi. Se immagino un rapporto sessuale con un uomo però non provo alcun tipo di reazione, mentre con una donna qualcosina cambia.
Mi è capitata una cosa strana recentemente ad una festa: a primo impatto non ho provato attrazione verso ragazze, ma ho trovato belli e attraenti alcuni ragazzi. Durante la festa una mia amica mi ha presentato una sua amica più grande di me e non so come, data la mia timidezza, le ho proposto di andare a ballare verso il centro della pista. Durante, è come se ho avvertito una sorta di erezione lì sotto e non me l'aspettavo.
L'altra notte, pensando ad una scena dove io che massaggio i piedi in collant di una ragazza, mi sono eccitato tantissimo e questa cosa mi è capitata anche dal vivo tanto che poi mi masturbai in bagno.
L'unica cosa è che se immagino una scena di sesso tra me e un ragazzo che mi ha colpito non riesco mai ad eccitarmi, ma nemmeno un accenno di erezione manco a guardare un porno gay con due bei ragazzi.
Onestamente non so più cosa pensare, non è questione di etichette, solo per capire. Mi piacerebbe ricevere da voi un parere.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve! Quello che lei porta non è tanto un problema di “essere qualcosa” (etero, gay, ecc.), ma un rapporto complesso con il proprio desiderio.
E' importante distinguere tra ciò che si sente, ciò che si immagina e ciò che fa segno nel corpo. Il desiderio, infatti, non è mai trasparente a se stesso: non si presenta in modo lineare o coerente, ma spesso attraverso scarti, contraddizioni, spostamenti.
Lei descrive una forte risonanza emotiva davanti ad alcuni uomini: un colpo al petto, un turbamento, quasi un eccesso. Questo potrebbe essere letto non tanto come un orientamento sessuale definito, ma come un incontro con qualcosa dell’immagine che la tocca profondamente. In termini lacaniani, potremmo dire che lì si attiva qualcosa dell’ordine dell’Ideale dell’Io: qualcosa che attrae, cattura, ma non necessariamente si traduce in desiderio sessuale.
Dall’altro lato, il suo corpo risponde in modo più netto in presenza di donne, ma in condizioni particolari: contatto, vicinanza, situazioni specifiche (come il massaggio, i collant). Qui siamo più sul versante della pulsione, che non coincide con l’oggetto “persona” ma si aggancia a dettagli, frammenti, elementi parziali. La sessualità, in questa prospettiva, non è mai totalmente “naturale” o spontanea, ma sempre organizzata attorno a questi punti di fissazione.
Il fatto che lei non riesca a eccitarsi immaginando un rapporto con un uomo è un elemento clinico importante: indica che ciò che la colpisce negli uomini non trova una traduzione sul piano del godimento sessuale. Questo scarto è strutturale, non qualcosa da “risolvere”.
Quando lei si chiede se sia “un gay represso”, sta cercando una risposta nel registro dell’identità. Ma per la psicoanalisi lacaniana, l’identità sessuale non è una verità da scoprire una volta per tutte: è piuttosto un modo, sempre parziale, con cui ciascuno tenta di dare un ordine al proprio desiderio.
La questione allora potrebbe spostarsi leggermente: non “cosa sono?”, ma “come funziona il mio desiderio?” e “in quali condizioni prende forma?”.
Quello che emerge dal suo racconto è che il suo desiderio non si orienta in modo semplice verso un oggetto globale (una persona in quanto tale), ma passa attraverso scene, dettagli, configurazioni precise. Questo non è un’anomalia: è, in fondo, il modo singolare in cui il suo inconscio ha costruito il rapporto con il corpo e con l’altro.
Più che cercare di rientrare in una categoria, potrebbe essere utile interrogare senza fretta queste manifestazioni: dove si attiva il desiderio, dove si spegne, cosa lo mette in moto, cosa lo blocca. È in questo lavoro di ascolto che, eventualmente, qualcosa della sua posizione soggettiva potrà chiarirsi.
Ho 26 anni, ho già fatto visite cardiologiche (anche in Germania) che sono risultate negative. Però sto malissimo: sento morsa al petto, scosse, peso allo stomaco e ho il terrore costante di morire. Non dormo bene e cerco un aiuto per gestire questi attacchi di panico e tornare a vivere tranquillo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco quanto possa essere spaventoso vivere sensazioni fisiche così intense, soprattutto quando coinvolgono il petto e si accompagnano al pensiero di poter avere qualcosa di grave. È importante però considerare un elemento rassicurante: il fatto che le visite cardiologiche, anche approfondite, siano risultate negative rende meno probabile una causa organica e orienta maggiormente verso una sintomatologia di tipo ansioso. Negli attacchi di panico, infatti, il corpo può attivare in modo molto forte il sistema di allarme: possono comparire oppressione al petto, tachicardia, sensazioni di “scosse”, nodo allo stomaco e soprattutto la paura intensa di morire o di perdere il controllo. Queste sensazioni, per quanto reali e molto spaventose, sono espressione di un’iperattivazione ansiosa e non di un pericolo fisico imminente. In molti casi, dare un nome a ciò che sta accadendo può già rappresentare un primo passo importante: riconoscere questi vissuti come manifestazioni d’ansia aiuta infatti a ridurre, almeno in parte, il circolo della paura che li alimenta.
Quando però questi episodi diventano frequenti e impattano sul sonno e sulla qualità della vita, il percorso più indicato è quello psicologico. Se non è già stato intrapreso, è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta, per lavorare in modo mirato sulla gestione dell’ansia e degli attacchi di panico e recuperare gradualmente un senso di sicurezza.
Un caro saluto
Gentili dottori, mi trovo in una situazione difficile da cui non riesco ad uscirne.
Ho 29 anni, sono laureato in Beni Culturali e attualmente studio archeologia alla magistrale.
Nel mio palazzo c'è uno studio dentistico, il dottore lo conosco da molti anni.
Un giorno mi fermo' e mi chiese se qualche volta, la mattina potevo scendere per aiutarlo al computer con l'hard disk. Da lì è iniziata questa situazione. Piano piano sono passato ad aprire la porta, rispondere al telefono, fare servizi sino a diventare un dentista a tutti gli effetti. Adesso sto alla poltrona, aspiro il sangue, con lo specchietto e cose così.
Ovviamente mi dà una ricompensa ma io ho comunque il mio percorso e le mie attività. Nonostante ciò mi ha preso anche la divisa e vuole farmi scendere anche il pomeriggio.
La cosa che mi dà fastidio è che prima di tutto io non sono un dentista, sono un archeologo. Seconda cosa il dottore non recepisce.
Sia io sia mio padre gli diciamo che ho l'università che devo continuare, fare esami e attività, nonostante questo mi fa andare continuamente.
Una volta dice siamo da soli fai uno sforzo scendi, l'altra volta mi ha detto non puoi fare un'eccezione?
Non è perché io non voglio lavorare ma ho il mio percorso, la mia vita, la devo interrompere per fare il dentista?
Che cosa c'entra un Archeologo in uno studio dentistico?
Come faccio ad uscire da questa situazione?
Anche mio padre ha parlato con lui dicendo che ho l'università, devo seguire i corsi, ma il dottore non recepisce nonostante questo mi fa venire. Se io dico allora domani inizio l'università e lui mi risponde ah domani? Ci metti in difficoltà, non puoi fare un'eccezione?
Vi sembra normale?
Posso mai dire no non mi va più?
Se io sapevo dall'inizio tutto questo non avrei accettato, ma è partita semplicemente come un aiuto al computer.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da come viene raccontata la situazione, la domanda che emerge in questa sede forse non è tanto “cosa devo fare?”, perché in realtà la risposta sul piano concreto è abbastanza chiara: ha tutto il diritto di dire no e di sottrarsi a una richiesta che non è compatibile con il suo percorso di studi e con i suoi impegni. Piuttosto, sembra affiorare una domanda più profonda e meno esplicita: “perché faccio così fatica a sottrarmi?”, “cosa mi impedisce di mettere un confine chiaro nonostante il disagio?”.
Spesso, infatti, il nodo non riguarda la decisione in sé, ma la difficoltà nel sostenere emotivamente il limite: il senso di colpa, la pressione relazionale, il timore di deludere o creare conflitto possono rendere complesso qualcosa che razionalmente appare semplice.
In questo senso, può essere utile spostare l’attenzione dal “cosa devo fare” al “cosa mi succede quando provo a tutelare i miei confini”. Ed è proprio su questo livello che un confronto con un professionista potrebbe essere utile, per comprendere meglio le dinamiche interne che rendono difficile l’assertività in questa situazione.
Un caro saluto
masturbazione a 50 anni è normale? sento questa necessita almeno 3 volte a settimana e non ho una relazione stabile . sento che il corpo ne ha bisogno e cerco di assecondarlo eppure mi sembra di essere tornato adolescente
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La masturbazione in età adulta è una pratica del tutto comune e rientra nella fisiologia della sessualità umana, indipendentemente dall’età. Non esiste una “normalità” rigida in termini di frequenza: ciò che conta è il benessere soggettivo e l’assenza di vissuti di disagio o perdita di controllo. In assenza di una relazione stabile, inoltre, è frequente che la sessualità trovi espressione in forma individuale, senza che questo implichi regressione o qualcosa di “immaturo”. Il desiderio sessuale può variare nel corso della vita e risentire di fattori biologici, emotivi e relazionali.
Più che chiedersi se sia “normale”, può essere utile interrogarsi sul motivo per cui questa domanda emerge: cosa porta a mettere in dubbio un comportamento che, di per sé, appartiene alla variabilità umana della sessualità? A volte il tema non riguarda tanto l’atto in sé, quanto i significati, le credenze o i giudizi che vi vengono associati.
Se però la persona vive disagio, senso di colpa o la sensazione di perdita di controllo, può essere utile approfondire questi aspetti in uno spazio clinico, per comprenderne meglio la funzione nella propria vita.
Un caro saluto
Buonasera,
Sono fidanzata da quasi 8 anni ed Ho scoperto sulla cronologia del suo telefono siti pornografici e di escort locali aperti… quando ho provato ad affrontarlo lui mi ha detto che era stato un suo amico ad aprire ed a contattare escort, e che lo aveva fatto con il telefono del mio ragazzo per paura che la moglie lo scoprisse. Ho insistito per farmi dire la verità ma alla fine si è concentrato sul fatto che io non credendoci non mi fido di lui… io in realtà adesso verso di lui ho mancanza di fiducia.. che devo fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco quanto possa essere destabilizzante trovarsi davanti a una situazione di questo tipo, soprattutto all’interno di una relazione lunga e significativa. Quando emerge qualcosa che mette in discussione la fiducia, è normale provare confusione, rabbia o insicurezza. In questi casi, più che concentrarsi solo sulla “verità oggettiva” dell’episodio, può essere utile spostare l’attenzione su ciò che sta accadendo nella relazione e soprattutto su ciò che accade dentro di sé: come si sta vivendo questa esperienza, cosa attiva emotivamente, e perché viene percepita in modo così dirompente. All’interno di una relazione, infatti, possiamo avere margine di intervento soprattutto su noi stessi: sulle nostre emozioni, sui nostri bisogni e sul significato che attribuiamo a ciò che accade. Per questo può essere utile chiedersi cosa rende questa situazione così scompensante, e perché viene vissuta come una forma di tradimento o di rottura della fiducia. A volte non è solo l’evento in sé, ma il significato che assume rispetto all’idea di coppia, di esclusività e di sicurezza affettiva.
La fiducia, infatti, non riguarda solo i fatti, ma anche la possibilità di sentirsi ascoltati, presi sul serio e rispettati nelle proprie percezioni emotive. Se questo viene meno, è comprensibile che si crei distanza e insicurezza.
Può essere utile, se entrambi disponibili, provare a riaprire un dialogo non accusatorio ma esplorativo, in cui ciascuno possa esprimere come ha vissuto la situazione. In alcuni casi, quando il confronto diventa difficile o si irrigidisce, può essere utile anche un supporto professionale di coppia per comprendere meglio cosa sta accadendo nella relazione e come ricostruire uno spazio di fiducia. Un caro saluto
Cosa deve fare un genitore di due figli uno di 11 e uno di 7 che si accorge del fatto che si stanno esplorando fisicamente ? Non voglio che ricolleghino a questo evento qualcosa di negativo, parlarne? O non parlarne?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco la preoccupazione di molti genitori davanti a situazioni come questa, ma è importante sapere che durante la crescita i bambini possono attraversare fasi di curiosità verso il proprio corpo e la corporeità in generale. La cosa più utile è cercare di mantenere un atteggiamento calmo e non giudicante, evitando reazioni di allarme, vergogna o punizione, che potrebbero far vivere al bambino il corpo e la sessualità con paura o senso di colpa. Anche se il bambino non manifesta questi comportamenti davanti al genitore, può essere comunque importante parlarne con delicatezza, senza interrogatori o toni accusatori. Spesso basta introdurre in modo naturale il tema della privacy, dell’intimità e del rispetto del proprio corpo e di quello degli altri, usando parole semplici e adatte all’età. Anzi, credo possa essere utile affrontare questi temi già dalla prima infanzia, in modo semplice e adeguato all’età, proprio perché oggi osserviamo sempre più spesso nei giovani difficoltà legate al rispetto dei confini personali, dell’intimità e della relazione con il proprio corpo e quello degli altri. I bambini, inoltre, ricevono molto precocemente stimoli e informazioni provenienti da internet e dai social, senza avere ancora gli strumenti emotivi e cognitivi per comprenderli ed elaborarli. Per questo il dialogo con gli adulti diventa fondamentale: parlare di privacy, consenso, rispetto e corporeità non significa “sessualizzare” i bambini, ma offrire loro parole e riferimenti sani con cui orientarsi nella crescita. È utile anche distinguere tra comportamenti occasionali, legati alla curiosità e vissuti nella privatezza, e comportamenti invece messi in atto apertamente davanti agli altri, molto frequenti o privi della percezione dei confini personali e sociali, che meritano maggiore attenzione.
L’obiettivo non è far sentire il bambino “sbagliato”, ma accompagnarlo con serenità nella comprensione dei confini e delle regole sociali legate all’intimità. Se dovessero emergere comportamenti persistenti, molto espliciti o associati a disagio emotivo, allora può essere utile confrontarsi con un professionista dell’età evolutiva.
Credo che il ruolo di un genitore sia soprattutto quello di contenere e regolare, offrendo ai bambini una cornice sicura dentro cui poter crescere ed esplorare il mondo. In questo senso gli adulti diventano una sorta di bussola: non giudici che colpevolizzano, ma punti di riferimento capaci di dare significato, confini e orientamento a esperienze che i bambini, da soli, non hanno ancora gli strumenti per comprendere pienamente.
Un caro saluto
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…