Salve, sono una donna di 35 anni con una lunga storia di relazioni sentimentali non andate a buon fi
Salve, sono una donna di 35 anni con una lunga storia di relazioni sentimentali non andate a buon fine nonostante gli sforzi, la terapia individuale e di coppia. Faccio terapia da tempo e cerco di capire quale e'stato il mio ruolo in ogni passata relazione. Ci sono delle cose tuttavia a cui non ho ancora trovato risposta e che mi intrappolano nel passato.
1. Fino a che punto e' lecito giustificare il mentire e contraddirsi di una persona adulta (30+ anni) con l'ingenuita', inconsapevolezza e 'immaturita' emotiva? L'ingenuita' non appartiene solo ai bambini che non hanno fatto esperienza del mondo e di tutti i sentimenti umani possibili? Se una persona adulta agisce di nascosto non e' forse la prova che e' consapevole che quello che sta facendo puo' nuocere o avere conseguenze indesiderate? Una persona adulta puo' veramente sorprendersi di emozioni e sentimenti che hanno abitato nel suo cuore per lungo tempo solo quando vengono allo scoperto? E' veramente possibile nutrire sentimenti opposti (profondo amore e al contempo rabbia e disprezzo) verso una stessa persona? Il fatto che siano opposti non implica che si annullano vicedevolmente e necessariamente solo uno dei due e' reale?
2. Nella mia esperienza personale, ogni volta che ho dovuto affrontare la fine di una relazione duratura nel tempo, mi sono sentita dire dal terapeuta/i che mi fissavo troppo sul perche' delle cose, che il perche' delle cose successe non e' cosi importante. Che non c'e' giusto o sbagliato, non c'e' chi ha ragione e chi ha torto. Esiste solo "cosa e'/non e' giusto per me/per l'altro". Se cosi e', allora cosa ce ne facciamo dei fatti accaduti? Veramente non contano nulla? Veramente non e' rilevante chi ha responsabilita' di cosa? o comprendere cosa ha dettato le azioni fatte, le parole dette? Come si puo' chiedere a qualcuno di accettare la realta' ed andare avanti senza aver veramente capito cosa e' accaduto?
2. Non essere d'accordo sulle scelte ordinarie della vita quotidiana (come cucinare delle pietanze, come fare la spesa, gestire la casa, il tempo libero) vuol dire automaticamente litigare? O e' semplicemente evidenza del fatto che si hanno modi differenti di gestire le cose? E' ingenuo pensare che si possa dare espressione ai modi di entrambi ove possibile e dove non lo e' trovare un compromesso tra le 2 preferenze? E' questo qualcosa di insostenibile nella pratica di una relazione duratura? cosa vuol dire veramente andare d'accordo quando due persone sono molto differenti e poco accondiscendenti? Grazie a chi mi darà un parere.