Esperienze
Puoi scrivermi un'email a alexandrapiraino.psi@gmail.com
Credo nell'intervento psicologico come uno strumento al servizio dell'evoluzione personale e della libertà. Conoscendo meglio il proprio funzionamento, le proprie motivazioni, cosa ci spinge e cosa ci frena, diventa possibile dare un senso alla propria sofferenza, agire e non solo reagire, alla ricerca di un’esperienza di sé autentica, imprescindibile per sentire la propria esistenza come significativa e degna di essere vissuta.
*** FORMAZIONE
Laureata in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca con votazione di 110/110 e lode, ho conseguito un Master in Valutazione Multidimensionale Psicologica e Tecniche per il Cambiamento presso l’Università degli Studi di Bergamo e sto continuando a formarmi conseguendo la Specializzazione in Psicoterapia Analitica Individuale e di Gruppo presso la scuola Nuova Clinica Nuovi Setting di Milano. Attualmente opero come psicologa presso l’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, nel Centro Psicosociale di Zona 4, ho esperienza con pazienti adulti e giovani adulti con disturbi di personalità, problematiche legate alle dipendenze, ansia e crisi e evolutive, e ricevo privatamente in studio. Mi occupo di ricerca all’interno del corso di dottorato in Sanità Pubblica presso il Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Sono iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia con numero di iscrizione 25327.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicosomatica
Principali patologie trattate
- Borderline
- Crisi
- Ipocondria
- Sindrome da deficit di attenzione e iperattività
- Disturbo bipolare
- +19 a11y_sr_more_diseases
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Psicoterapia individuale
Prestazione gratuita -
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Test psicologici
Prestazione gratuita -
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Test di personalità
Prestazione gratuita -
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Studio clinico
Prestazione gratuita -
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Indirizzo
Via Tertulliano, Milano, Milano 20139
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
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ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, mio marito da qualche mese soffre di attacchi di panico. Dopo aver pensato di poter supe
Buongiorno, mio marito da qualche mese soffre di attacchi di panico. Dopo aver pensato di poter superare la situazione da solo ha deciso di intraprendere un precorso psicologico. Al momento ha fatto un paio di sedute. So che ci vorrà del tempo, che sarà un percorso lungo, ma è difficile vederlo star male e sentirmi così impotente. A tal proposito, se possibile, vorrei avere consigli su come supportarlo. So che è un percorso che deve affrontare lui e son felice di vedere che abbia tutta l’intenzione di superarlo, ma standogli vicino, io cosa dovrei fare? Al momento lo ascolto, non lo forzo in caso non avesse voglia di parlare, provo a proporgli di uscire e rispetto le sue decisioni, in caso di crisi respiro con lui e gli faccio capire che non è solo, ma non so se debba fare altro o cosa possa fare per bloccare tutti quei pensieri che gli vengono in mente. Avete dei consigli da darmi? Grazie a chi risponderà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
leggendo le sue parole emerge tutta l'intensità della sofferenza e della fatica che sta attraversando suo marito, come se la stesse vivendo anche lei in prima persona e non solo per la vicinanza ad una persona a cui vuole bene e che soffre. E' davvero un'ottima cosa che suo marito abbia deciso di rivolgersi ad uno/a professionista dopo soli pochi mesi... "pochi mesi", stando così male, possono sembrare un'eternità, ma le assicuro che spesso le persone fanno passare molto più tempo, per timore di sentirsi giudicate o anche solo perchè non hanno fiducia nel fatto che qualcuno li possa aiutare. Credere invece che un aiuto sia possibile è già una parte enorme di lavoro, e la invito davvero ad avere fiducia nel percorso che suo marito sta portando avanti.
Immagino però almeno alcune delle sue fatiche: il percorso di suo marito parte dall'interno, e magari lei da fuori cerca degli indizi, dei segnali per capire cosa sta succedendo. L'assenza di questi segnali può essere molto preoccupante e finire con il tenerla in uno stato continuo di allerta, tanto più estenuante dato che lei sente di dovergli lasciare spazio senza caricarlo ulteriormente mentre però dentro di lei la preoccupazione e l'impotenza, come dice, non è meno pressante di prima...
Inoltre quando una persona all'interno di una coppia inizia un percorso psicologico questo può anche scatenare delle preoccupazioni o sensi di colpa nel partner che può domandarsi se avrebbe dovuto o potuto fare di diverso... Questi pensieri possono anche essere riconosciuti come irrazionali - così come non ci sentiremmo in colpa o mancanti se il partner si rivolgesse ad un medico, ormai sappiamo che anche la salute mentale in certi momenti critici richiede la medesima competenza specifica - ma le emozioni a volte non riescono ad accordarsi perfettamente con i nostri pensieri consapevoli e razionali.
Ci viene inoltre chiesto di rispettare un spazio e un tempo, quello della cura e della relazione terapeutica, ed è una sospensione dolorosa perché vorremmo essere proprio lì, accanto alla persona a cui vogliamo bene.
Se si ritrova in quello che ho descritto, io spero davvero che già realizzare che quanto sta attraversando anche lei in prima persona è davvero difficile e impegnativo le permetta di fermarsi un attimo, smettere di trattenere il fiato e respirare. Anche solo una maggiore consapevolezza può aiutare a sentirsi meno compressi, pensare un po’ più lucidamente ed entrare in contatto con le proprie emozioni. Non sta a lei in questo momento occuparsi dei “sintomi” di suo marito, capire come aiutarlo a fermare i pensieri etc… questa parte “tecnica” la potete delegare al professionista. Io la invito a mettersi in ascolto anche di sé stessa e lavorare sulla comunicazione tra di voi: gli faccia sapere che lei è disponibile ad aiutarlo se ci saranno cose concrete che lui le vorrà chiederle, magari anche derivanti dal percorso psicologico. Ma anche trovare un modo per condividere i suoi pensieri e le sue emozioni: si può fare, anche in un momento di reciproca fragilità, se non siamo divorati dall’angoscia! E se non sente di poter andare in questa direzione, magari per il momento che sta attraversando suo marito o perché lei per prima si sente sopraffatta, trovi un suo spazio dove possa sentire accolta questa parte di sé. Può essere davvero anche una buona amicizia e, se invece sentisse che non è sufficiente, anche qualche colloquio di sostegno psicologico: non si deve per forza fare una lunga psicoterapia! A volte basta qualche incontro che ci aiuti a sostenerci nei momenti in cui ci sentiamo particolarmente messi alla prova e abbiamo bisogno di uno spazio sicuro.
Un caro saluto
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