Dott.
Luca Musella
Nutrizionista
·
Analista clinico
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Esperienze
Se immaginiamo le patologie come la punta di un iceberg alla cui base coesistono tanti fattori che predispongono la persona allo sviluppo di essa e tanti altri che ne sono la causa scatenante, ecco dobbiamo pensare che il modo in cui mangiamo occupa buona parte di questa base.
Infatti ciò che introduciamo nel nostro organismo può proteggerci o predisporci allo sviluppo della maggior parte delle malattie che ci vengono in mente.
Con questo non voglio assolutamente affermare che il cibo sia la cura delle malattie, ma che può essere un’arma preziosa nella prevenzione, nei primi stadi di comparsa dei sintomi clinici e un valido aiutante nel momento in cui si inizia una cura farmacologica.
Aree di competenza principali:
- Biochimica medica
- Patologia clinica
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76 recensioni
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- Attenzione durante la visita
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C
Corrado d'aguanno colitto
Competente e serio complimenti lo consiglio bravo dottore....
• Casa di Cura Nuova ITOR • visita nutrizionale •
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M
Maddalena
Persona competente empatica è la prima persona che ascolta il paziente
• Casa di Cura Nuova ITOR • visita nutrizionale •
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RV
È un dottore attento e scrupoloso nel suo operato...spiega molto bene
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L
Luciano
mi trovo molto bene ed ho sempre risposte professionali alle mie domande/esigenze.
• Casa di Cura Nuova ITOR • analisi del microbiota intestinale •
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A
Alexandra
Da circa sei mesi sono seguita dal dott. Musella per riequilibrare il microbiota intestinale e ad oggi posso dire che la terapia alimentare prescritta (accompagnata da integratori) ha funzionato
Super preparato e sempre disponibile per qualsiasi chiarimento!
Grazie doc• Casa di Cura Nuova ITOR • •
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A
AMs
1 visita effettuata, ha spiegato bene il mio stato generale, cordiale
• Casa di Cura Nuova ITOR • visita nutrizionale •
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A
AF
Mi ha fatto una visita accurata, spero che finalmente possa trovare una dieta adatta a me
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C
C.M.
Per essere più precisa vorrei aspettare altre visite
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P
P.F
Molto disponibile. Un gran professionista. Lo ringrazierò a vita
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L
LG
Il dottore è stato puntualissimo e ha effettuato una visita approfondita e dettagliata, è stato rassicurante e ovviamente ha prescritto la terapia da seguire
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 16 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve. Una domanda . Cosa succede se mangio 2 mandorle amare ogni giorno ? Poniamo per un mese conse
Salve. Una domanda . Cosa succede se mangio 2 mandorle amare ogni giorno ? Poniamo per un mese consecutivo. Vi è pericolo di avvelenamento con questa dose giornaliera per un uomo adulto dal peso 75 kg ? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la domanda è interessante: le mandorle amare contengono amygdalina, che quando mastichi/ingoi rilascia cianuro (HCN). La quantità varia moltissimo da mandorla a mandorla (specie/lotto/provenienza/crudo-cotto), quindi il rischio non è mai “fisso”.
In pratica: 2 al giorno per un adulto di 75 kg?
L’avvelenamento acuto da cianuro in adulti avviene di solito con decine di mandorle amare masticate tutte insieme.
Due al giorno sono sotto la soglia tipica di tossicità acuta per la maggior parte delle persone, ma:
il contenuto di cianuro può essere molto alto in alcuni esemplari, la variabilità è il vero problema;
l’esposizione ripetuta (pur non “accumulandosi” il cianuro nel corpo) può dare sintomi lievi/cronici in soggetti sensibili o con diete povere di zolfo, problemi tiroidei, fumatori, bambini, donne in gravidanza/allattamento.
È “sicuro” farlo per un mese?
Non lo consiglierei. Anche se 2/die probabilmente non causano un’avvelenamento acuto in un adulto sano, è un’abitudine con beneficio zero e rischio non necessario per via dell’imprevedibilità del contenuto di cianuro. Molto meglio limitarsi alle mandorle dolci (le comuni “almonds” da supermercato), che non hanno quel contenuto di amygdalina.
Cordialità,
Dott. Luca Musella
Buon giorno , ho fatto il test della curva glicemica e insulinica. La glicemia basale è a 90. Mentre
Buon giorno , ho fatto il test della curva glicemica e insulinica. La glicemia basale è a 90. Mentre la glicemia sta nei limiti della norma. L'insulina basale è a 16. E nelle mezzora successiva sale fino a 120µU/mL. Mentre a 180 minuti è ancora a 78µU/mL.
È considerabile come insulino resistenza? Se così fosse , cosa consigliate? Considerando che ho seguito una dieta per mesi che non ha portato risultati è possibile che sia per questo motivo?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, tenendo conto dei valori da lei indicati e calcolando il HOMA-IR (stima della resistenza insulinica):
HOMA-IR = (glicemia a digiuno in mg/dL × insulina a digiuno in µU/mL) / 405
= 90 × 16 / 405 ≈ 3,56.
In molti contesti clinici valori >2–2,5 suggeriscono insulino-resistenza (cut-off dipendenti da età/sesso/centro). Inoltre, il picco molto alto e la persistenza di iperinsulinemia a 180’ sono compatibili con iperinsulinemia reattiva. Quindi sì: il quadro potrebbe essere compatibile con insulino-resistenza, nonostante la glicemia resti normale.
Questo può spiegare perché la dieta “non ha funzionato”?
Con IR l’organismo:
tende a stoccare più facilmente, presenta fame/“cravings” e cali di energia dopo i pasti ricchi di carboidrati,richiede deficit calorici più accurati e migliore gestione di proteine/fibre/tempi dei pasti.
Anche con “buona dieta”, se il timing, la quota proteica o l’attività muscolare non sono ottimizzati, i risultati possono essere scarsi.
Le consiglio comunque di rivolgersi ad un endocrinologo/a per una valutazione specialistica più precisa e puntuale.
Cordialità,
Dott. Luca Musella
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