Buongiorno a tutti.
È da una settimana che convivo con il mio ragazzo. Stiamo insieme da otto anni
Buongiorno a tutti.
È da una settimana che convivo con il mio ragazzo. Stiamo insieme da otto anni (io ne ho 26) e pensavo che i primi giorni di convivenza sarei stata felicissima. In realtà, mi sento sì contenta, ma anche molto malinconica e confusa. Fino a poco fa vivevo con i miei genitori, con cui ho un rapporto molto stretto, e forse proprio il distacco da loro sta contribuendo a questo senso di smarrimento.
La confusione riguarda anche la nostra relazione. Mi chiedo se sia normale sentirsi così dopo un passo così importante come la convivenza. Può essere che tutto questo disorientamento sia legato proprio al cambiamento che stiamo vivendo?
C’è anche un altro aspetto: in passato il mio ragazzo ha avuto problemi di salute mentale e io gli sono stata accanto. In quel periodo non mi sentivo più la sua compagna, ma quasi la sua “infermiera”. Ora lui sta meglio, ha fatto grandi passi avanti — ha smesso di fumare, ha iniziato a fare sport — e sta cercando di migliorare la sua vita, andando anche da una psicologa che lo sta aiutando molto. Vedo infatti che sta molto meglio e sono felicissima per lui!
Eppure, in me è rimasta questa “indole del prendermi cura”, quando invece sento il bisogno che, per una volta, sia lui a prendersi cura di me. Vorrei sentirmi corteggiata, leggera. E da qui nasce forse anche il desiderio di evasione, la voglia di conoscere qualcuno di nuovo. Non è la prima volta che mi vengono questi pensieri. Con lui ne ho già parlato e lui dice che si sta impegnando e che gli dispiace di non riuscire a volte a rendermi felice. Io sono sempre stata quella "brava" e quella "forte" che se la cava sempre da sola, ma sono stanca di essere ritenuta così, come non avessi mai fatto fatica nella vita!!
Grazie!