SONO UN RAGAZZO DEL 89 DI ROMA, DAL PERIODO DELL INFANZIA SINO AD OGGI ,MANIFESTO PROBLEMI DI SOCIA
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SONO UN RAGAZZO DEL 89 DI ROMA,
DAL PERIODO DELL INFANZIA SINO AD OGGI ,MANIFESTO PROBLEMI DI SOCIALIZZAZIONE,DISTURBO DELO SPETTRO AUTISTICO,DIFFICOLTA DI INSERIMENTO NEI VARI CONTESTI SOCIALI,HO FATTO LE SCUOLE ELEMENTARI MEDIE E LICEO CON MAGGIORE DIFFICOLTÁ AVEVO PAURA DI STACCARMI DAL AMBIENTE FAMIGLARE,DAL PASSATO FINO AD OGGI CÊ SEMPRE STATA UNA DIFFICOLTÁ DA PARTE DEI FAMIGLARI AD ACCETTARMI COME PERSONA PROBLEMATICA,HO SPESSO AVUTO ANSIA SOCIALE FOBIE ANSIA ATACCHI DI PANICO SPESSO MAL GESTITE DAI VARI TERAPEUTI PSICOLOGHI PSCHIATRI,IN PASSATO O PRESO A VOLTE DEI MEDICINALI ANCHE X DUE ANNI MA POI I PROBLEMI SI SONO RIPRESENTATI ,SOFFRO DI SOLITUDINE NON HO UNA VITA SOCIALE.
I MIEI FAMIGLARI VORREBBERO CHE INIZIO UN PERCORSO PER UNA MIA INDIPENDENZA FORSE ANDANDO TUTTE LE MATTINE LI CON PERSONE ANCHE DISABILI.
MA NON SO SE MI SENTO SICURO DATO LE MIE DIFFICOLTA DI ADATTAMENTO ANSIA DA SEPARAZIONE CHE STO VIVENDO ATTUALMENTE.CHE HO SEMPRE AVUTO!
I FAMIGLARI TAL VOLTA SI MOSTRANO ANCHE LORO NERVOSI IRRITANTI STRESSATI NEI MIEI CONFRONTI DATO ANCHE DAL FATTO DI NON SAPERE COME GESTIRE TANTI MIEI PROBLEMI...CHE MAGARI SCARICO SU DI LORO.
ANCHE IO DOPO UNPO MI INNERVOSISCO E SCARICO LA MIA RABBIA FRUTTRAZIONE NEI LORO CONFRONTI MA SUSSISTE SOLO UN CLIMA PESANTE E DIFICILE ALLA FINE!
POSSO AVERE UN CONSIGLIO?
DAL PERIODO DELL INFANZIA SINO AD OGGI ,MANIFESTO PROBLEMI DI SOCIALIZZAZIONE,DISTURBO DELO SPETTRO AUTISTICO,DIFFICOLTA DI INSERIMENTO NEI VARI CONTESTI SOCIALI,HO FATTO LE SCUOLE ELEMENTARI MEDIE E LICEO CON MAGGIORE DIFFICOLTÁ AVEVO PAURA DI STACCARMI DAL AMBIENTE FAMIGLARE,DAL PASSATO FINO AD OGGI CÊ SEMPRE STATA UNA DIFFICOLTÁ DA PARTE DEI FAMIGLARI AD ACCETTARMI COME PERSONA PROBLEMATICA,HO SPESSO AVUTO ANSIA SOCIALE FOBIE ANSIA ATACCHI DI PANICO SPESSO MAL GESTITE DAI VARI TERAPEUTI PSICOLOGHI PSCHIATRI,IN PASSATO O PRESO A VOLTE DEI MEDICINALI ANCHE X DUE ANNI MA POI I PROBLEMI SI SONO RIPRESENTATI ,SOFFRO DI SOLITUDINE NON HO UNA VITA SOCIALE.
I MIEI FAMIGLARI VORREBBERO CHE INIZIO UN PERCORSO PER UNA MIA INDIPENDENZA FORSE ANDANDO TUTTE LE MATTINE LI CON PERSONE ANCHE DISABILI.
MA NON SO SE MI SENTO SICURO DATO LE MIE DIFFICOLTA DI ADATTAMENTO ANSIA DA SEPARAZIONE CHE STO VIVENDO ATTUALMENTE.CHE HO SEMPRE AVUTO!
I FAMIGLARI TAL VOLTA SI MOSTRANO ANCHE LORO NERVOSI IRRITANTI STRESSATI NEI MIEI CONFRONTI DATO ANCHE DAL FATTO DI NON SAPERE COME GESTIRE TANTI MIEI PROBLEMI...CHE MAGARI SCARICO SU DI LORO.
ANCHE IO DOPO UNPO MI INNERVOSISCO E SCARICO LA MIA RABBIA FRUTTRAZIONE NEI LORO CONFRONTI MA SUSSISTE SOLO UN CLIMA PESANTE E DIFICILE ALLA FINE!
POSSO AVERE UN CONSIGLIO?
Buongiorno gentile utente, mi dispiace per la situazione che sta attraversando.
Credo che abbia scritto un’altra domanda a cui ho risposto precedentemente.
Lei riferisce di avere difficoltà a distaccarsi dall’ambiente familiare che sicuramente è un ambiente confortevole per lei e soprattutto conosciuto. Potrebbe pensare di cominciare questo percorso verso l’indipendenza in modo graduale, affiancato da uno psicoterapeuta, così da potersi focalizzare sulle emozioni che si manifestano di volta in volta. Probabilmente i suoi familiari si mostrano nervosi in quanto vorrebbero che lei fosse più indipendente ma riconoscono la grande fatica e tutto questo può diventare frustrante.
Per quanto riguarda l’assenza della vita sociale, questo centro potrebbe piano piano diventare un contesto dove sperimentarsi come adulto.
Rimango a disposizione e Le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Credo che abbia scritto un’altra domanda a cui ho risposto precedentemente.
Lei riferisce di avere difficoltà a distaccarsi dall’ambiente familiare che sicuramente è un ambiente confortevole per lei e soprattutto conosciuto. Potrebbe pensare di cominciare questo percorso verso l’indipendenza in modo graduale, affiancato da uno psicoterapeuta, così da potersi focalizzare sulle emozioni che si manifestano di volta in volta. Probabilmente i suoi familiari si mostrano nervosi in quanto vorrebbero che lei fosse più indipendente ma riconoscono la grande fatica e tutto questo può diventare frustrante.
Per quanto riguarda l’assenza della vita sociale, questo centro potrebbe piano piano diventare un contesto dove sperimentarsi come adulto.
Rimango a disposizione e Le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
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Gentile ragazzo del 89, leggendo le sue parole mi arrivano tante tante emozioni tutte insieme. Immagino le sue difficoltà, mi permetto semplicemente di dirle che a volte ci identifichiamo con tutti i nostri problemi, e dimentichiamo le nostre risorse, qualità, punti di forza. Dentro ogni problema c'è sempre la soluzione! Le suggerisco di valutare questo aspetto, se vuole potremmo farlo insieme con una consulenza on line. Buona giornata.
Gentile utente, la situazione che descrive appare comprensibilmente complessa e dolorosa. Spesso le persone a noi care cercano di spronarci verso ciò che ritengono possa darci sollievo oppure cercano di starci vicino ma non sanno come farlo e questo può causare incomprensioni e frustrazione. Ciò che potrebbe darle una mano è innanzitutto distinguere i suoi bisogni e le sue aspettative da quelle altrui. E' sano che lei si ascolti e rispetti le proprie tempistiche nell'affrontare nuove situazioni ma è anche vero che talvolta le proprie paure possono ostacolare l'apertura verso nuove esperienze. Potrebbe essere più facile avviarsi verso un cambiamento lavorando passo passo su piccoli obiettivi in modo da non sentirsi sopraffatto da ciò che vive e dalle pressioni interne ed esterne. In questo percorso verso il cambiamento potrebbe esserle altresì d'aiuto il supporto di un professionista che possa guidarla nella definizione di obiettivi realistici basati sui suoi bisogni e accompagnarla fornendole gli strumenti più idonei per farla sentire in sicurezza. Resto dunque a sua disposizione. Un saluto!
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, grazie innanzi tutto per la sentita condivisione.
Una diagnosi ASD può esser difficile da assimilare e da gestire, soprattutto a livello familiare: una corretta gestione, con determinati aiuti e strategie, può aiutare concretamente in queste dinamiche.
Non si senta sbagliato, è semplicemente unico, come ogni persona può esserlo a suo modo.
Una volta presa coscienza del suo funzionamento e lavorato sulle criticità, evidenziando anche tutti i punti di forza e le risorse (di cui probabilmente ad oggi non si accorge), le cose miglioreranno notevolmente.
Se le cose adesso sembrano non funzionare significa solo che bisogna trovare un altro modo ma non si è sbagliati né degli alieni.
Un caro saluto.
Dr. Loris Liberatore
Una diagnosi ASD può esser difficile da assimilare e da gestire, soprattutto a livello familiare: una corretta gestione, con determinati aiuti e strategie, può aiutare concretamente in queste dinamiche.
Non si senta sbagliato, è semplicemente unico, come ogni persona può esserlo a suo modo.
Una volta presa coscienza del suo funzionamento e lavorato sulle criticità, evidenziando anche tutti i punti di forza e le risorse (di cui probabilmente ad oggi non si accorge), le cose miglioreranno notevolmente.
Se le cose adesso sembrano non funzionare significa solo che bisogna trovare un altro modo ma non si è sbagliati né degli alieni.
Un caro saluto.
Dr. Loris Liberatore
Buona sera. Comprendo le sue difficoltà, se le e stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico, le consiglio di affidarsi a chi pratica il metodo ABA, specificatamente studiato per facilitare l'indipendenza delle persone con difficoltà inerenti allo spettro autistico.La saluto. Dott.ssa Agostini Maria Grazia
Gentile utente,
La tua storia mi ha colpito molto. Capisco la difficoltà e la solitudine che stai vivendo.
Sembra che tu stia affrontando da tempo una serie di problematiche che ti impediscono di vivere una vita piena e soddisfacente.
In particolare, ti senti a disagio in contesti sociali, hai difficoltà ad adattarti al cambiamento e soffri di ansia da separazione.
Queste difficoltà hanno un impatto significativo sulla tua vita quotidiana, sia dal punto di vista emotivo che pratico.
Capisco che i tuoi familiari siano preoccupati per te e vogliano aiutarti a raggiungere l'indipendenza.
Tuttavia, è importante che tu ti senta pronto e sicuro di te per intraprendere questo percorso.
Il suggerimento che mi sento di darti è quello di iniziare un percorso di psicoterapia individuale.
Un terapeuta esperto potrà aiutarti a comprendere meglio le tue difficoltà e a sviluppare strategie per affrontarle.
Inoltre, potrà aiutarti a costruire una relazione più sana con i tuoi familiari.
So che può essere difficile fare il primo passo, ma ti assicuro che ne vale la pena.
Un percorso di psicoterapia può davvero cambiare la tua vita.
Cordialmente,
Ilaria
ciao. comprendo le tue difficoltà, una diagnosi dello spettro autistico non è semplice da affrontare, spesso ci saranno incomprensioni ma è importante comprendersi ,supportarsi. attualmente la tua famiglia è la tua rete sociale, dove puoi sperimentare tra virgolette i vari modi di approccio relazionale che ti appartengono, per poi provare, quando sarai pronto, ad attuare fuori da tale contesto e costruire una rete sociale. un percorso terapeutico potrebbe esserti utile non per trovare una soluzione ma per scoprire altri punti di vista. per qualsiasi confronto sono a disposizione
Caro utente, la situazione che ha delineato sembra complessa e piena di sfumature emotive. Spesso, chi ci circonda cerca di darci consigli o di offrirci supporto, ma potrebbero avere difficoltà a comprendere appieno ciò di cui abbiamo bisogno, generando così situazioni di frustrazione o incomprensioni reciproche.
È possibile che i suoi parenti siano ansiosi perché desiderano che lei acquisisca una maggiore autonomia, ma allo stesso tempo, comprendo quanto sia impegnativo. Immagino la sua frustrazione. Per quanto riguarda il fatto di non avere molte interazioni sociali, un centro potrebbe gradualmente trasformarsi in un ambiente dove potrebbe esplorare il tuo ruolo da adulto.
Una strategia utile potrebbe essere quella di procedere gradualmente, fissando piccoli obiettivi. Questo la aiuterà a non sentirti sopraffatto dalle pressioni esterne o interne e renderà più gestibile il percorso verso il cambiamento.
Le consiglio, inoltre, di intraprendere un percorso psicoterapico. Fare il primo passo è difficile, ma una volta fatto vedrà che risultati meravigliosi.
Un carissimo saluto,
Dott.ssa Giorgia Lanza
È possibile che i suoi parenti siano ansiosi perché desiderano che lei acquisisca una maggiore autonomia, ma allo stesso tempo, comprendo quanto sia impegnativo. Immagino la sua frustrazione. Per quanto riguarda il fatto di non avere molte interazioni sociali, un centro potrebbe gradualmente trasformarsi in un ambiente dove potrebbe esplorare il tuo ruolo da adulto.
Una strategia utile potrebbe essere quella di procedere gradualmente, fissando piccoli obiettivi. Questo la aiuterà a non sentirti sopraffatto dalle pressioni esterne o interne e renderà più gestibile il percorso verso il cambiamento.
Le consiglio, inoltre, di intraprendere un percorso psicoterapico. Fare il primo passo è difficile, ma una volta fatto vedrà che risultati meravigliosi.
Un carissimo saluto,
Dott.ssa Giorgia Lanza
Gentile Utente, se lei rientra in una diagnosi di spettro autistico, occorrerebbe capire meglio quali sono i suoi punti di forza, considerando che i punti deboli riguardano la socialità. Avere una neurodivergenza non significa vivere una vita di solitudine, infatti, ci sono centri specializzati sull'autismo in tutte le sue forme che aiutano a migliorare le proprie abilità sociali e a fare leva sulle proprie altre abilità. Le consiglio di informarsi a questo riguardo, anche per poter conoscere altre persone che vivono il suo stesso disagio e poter fare rete. Un percorso psicoterapeutico con terapeuti specializzati potrebbe cambiare l'attuale prospettiva in meglio. Un cordiale saluto.
Dott.ssa Marina Bonadeni
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Gentile utente,
leggo le sue parole e sono molto dispiaciuta.
Penso sia importante per lei iniziare un percorso terapeutico affinchè potrà capire bene tutti i suoi dubbi, elaborare le sue emozioni e i suoi pensieri.
La ringrazio
Dott. ssa Supino
leggo le sue parole e sono molto dispiaciuta.
Penso sia importante per lei iniziare un percorso terapeutico affinchè potrà capire bene tutti i suoi dubbi, elaborare le sue emozioni e i suoi pensieri.
La ringrazio
Dott. ssa Supino
Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Comprendo, leggendo la sua situazione, che non sia semplice iniziare un percorso di autonomia ed indipendenza senza un supporto adeguato che l'aiuti ad affrontare passo dopo passo le difficoltà che in questo momento avverte. La invito a considerare di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla a comprendere ed elaborare le sue emozioni ed accostare interventi educativi mirati per pianificare un graduale distacco dall'ambiente famigliare, muovendosi stabilendo obiettivi a medio e lungo termine. Rimango a disposizione e le auguro una buona giornata, dott.ssa Silvia Spelta.
Vorrei ringraziarlLa personalmente per il quesito presentato perché fornendo la Sua testimonianza ha offerto l’opportunità a coloro che vivono una condizione simile di potersi riconoscere nelle Sue parole e cercare aiuto, come ha fatto Lei, per migliorare la propria vita. Comprendo le sue difficoltà e mi dispiace che il contesto familiare non Le sia di supporto. Accettare una diagnosi può diventare un percorso lungo ed impegnativo sia per la persona e sia per chi gli sta accanto. Il consiglio che mi sento di darLe è quello di affidarsi a personale specializzato che possa prendere in carico Lei ed i Suoi famigliari per un percorso di sostegno che preveda tra le attività la psicoeducazione, un training sulle abilità sociali e un parent training. Qualora abitasse a Roma o Provincia e fosse interessato ad approfondire mi rendo disponibile a fornirLe il mio supporto e/o a darLe gli opportuni riferimenti. Un cordiale saluto
Buongiorno,
riesco a percepire la sua frustrazione, la sua solitudine e il suo non sentirsi capito, non dev'essere per nulla facile. Un percorso con un buon terapeuta, magari di orientamento transpersonale potrebbe essere un'ottima strategia, insieme anche a frequentare gruppi con persone con le sue stesse difficoltà. Sarebbe interessante inoltre circondarsi anche di una figura come un educatore, che potrebbe accompagnarla in giro e fare cose insieme a lei per cominciare a sondare l'ambito della vita sociale.
Spesso usiamo troppo la testa mentre dovremmo agire maggiormente.
Spero di averla in qualche modo rincuorata.
Le auguro il meglio
Dott. Ubaldo Balestriere
riesco a percepire la sua frustrazione, la sua solitudine e il suo non sentirsi capito, non dev'essere per nulla facile. Un percorso con un buon terapeuta, magari di orientamento transpersonale potrebbe essere un'ottima strategia, insieme anche a frequentare gruppi con persone con le sue stesse difficoltà. Sarebbe interessante inoltre circondarsi anche di una figura come un educatore, che potrebbe accompagnarla in giro e fare cose insieme a lei per cominciare a sondare l'ambito della vita sociale.
Spesso usiamo troppo la testa mentre dovremmo agire maggiormente.
Spero di averla in qualche modo rincuorata.
Le auguro il meglio
Dott. Ubaldo Balestriere
Buongiorno, comprendo per ragioni personali quanto sia difficile ciò che ha vissuto e ciò che affronta oggi. Malgrado Lei sia poco propenso è necessaria una terapia farmacologica al momento da integrare con la terapia di gruppo che le hanno proposto. Se ora sente di essere troppo fragile si appoggi alla mente e al consigli di chi la segue e di chi vuole aiutarla. Un caro saluto
Mi dispiace sentire che stai attraversando queste difficoltà. È importante cercare supporto professionale da uno psicologo o uno psichiatra specializzato nell'autismo e nei disturbi d'ansia. Potresti anche considerare l'opzione di un gruppo di supporto per persone con disabilità, dove potresti trovare comprensione e condivisione delle esperienze. È fondamentale comunicare apertamente con i tuoi familiari, cercando di trovare modi per gestire insieme le tensioni e lavorare su una migliore comprensione reciproca.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Buongiorno, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Le consiglio di riferirsi ad uno psicologo per maggiore supporto o ad uno specialista dello spettro autistico. Inoltre, esistono centri specializzati molto attrezzati ed inseriti nel territorio che potranno aiutarla ad inserirsi nella società e a guadagnare sempre più autonomamente la sua indipendenza. Le auguro di trovare la serenità che sta cercando. Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio
Gentile ragazzo dell'89, dal suo racconto arrivano tutte le emozioni che prova e nella stessa intensità. Da psicologa, già terapista ABA, comprendo a pieno le sue difficoltà e la domanda che lei riporta. É un lavoro difficile e lei oltre a sentire il peso della sua situazione avverte anche il peso della sua famiglia che "non accettando" la diagnosi non le da il giusto supporto del quale ha bisogno per poter superare gradualmente queste difficoltà ed uscire dalla confort zone aprendosi alla socializzazione ed essere finalmente indipendente.
Magari consultando le figure adatte può riuscire in questo ultimo step, perché lei è già pieno di risorse e molto consapevole nonostante tutto.
Per qualsiasi cosa resto a disposizione, Cordialmente Dott.ssa Anna Russo
Magari consultando le figure adatte può riuscire in questo ultimo step, perché lei è già pieno di risorse e molto consapevole nonostante tutto.
Per qualsiasi cosa resto a disposizione, Cordialmente Dott.ssa Anna Russo
Caro utente,
l'ambiente familiare è per noi tutti fonte di sicurezza ma è bene riuscire a sviluppare la propria autonomia. Creare un propria rete amicale, avere degli hobby e trascorrere del tempo "lontano" dal nido familiare.
La sua famiglia vuole solo il meglio per lei, le consiglio di ascoltare il loro consiglio e intraprendere un percorso, in modo graduale, che la possa rendere più libero e autonomo.
l'ambiente familiare è per noi tutti fonte di sicurezza ma è bene riuscire a sviluppare la propria autonomia. Creare un propria rete amicale, avere degli hobby e trascorrere del tempo "lontano" dal nido familiare.
La sua famiglia vuole solo il meglio per lei, le consiglio di ascoltare il loro consiglio e intraprendere un percorso, in modo graduale, che la possa rendere più libero e autonomo.
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Dalle sue parole emerge una storia di difficoltà relazionali e di adattamento che sembra influenzare sia il suo rapporto con gli altri che con se stesso. Il disturbo dello spettro autistico, associato all'ansia sociale e alle altre difficoltà emotive descritte, potrebbe contribuire a rendere più complessa la gestione delle interazioni sociali e dei cambiamenti nella sua vita. La tensione con i familiari, che sembrano desiderare il meglio per lei ma incontrano anch'essi difficoltà nel trovare il modo giusto per supportarla, può certamente aggiungere peso al clima familiare.
La proposta di un percorso in un ambiente strutturato potrebbe rappresentare un'opportunità per sperimentare un contesto supportivo, dove le sue difficoltà potrebbero essere comprese e accolte. Tuttavia, la sua insicurezza rispetto a questa prospettiva è comprensibile, specie alla luce della sua ansia da separazione e delle difficoltà di adattamento che ha vissuto. Un graduale approccio, accompagnato da una guida professionale, potrebbe aiutarla ad avvicinarsi a questa possibilità senza sentirsi sopraffatto.
Riguardo alla gestione della rabbia e delle tensioni familiari, un percorso con uno psicologo potrebbe supportarla nel trovare modi più efficaci per esprimere le sue emozioni e comunicare i suoi bisogni, aiutando anche i suoi familiari a comprendere meglio la sua condizione e a interagire con maggiore serenità.
Per ogni ulteriore approfondimento sono a sua disposizione anche online, il primo colloquio è gratuito.
Dalle sue parole emerge una storia di difficoltà relazionali e di adattamento che sembra influenzare sia il suo rapporto con gli altri che con se stesso. Il disturbo dello spettro autistico, associato all'ansia sociale e alle altre difficoltà emotive descritte, potrebbe contribuire a rendere più complessa la gestione delle interazioni sociali e dei cambiamenti nella sua vita. La tensione con i familiari, che sembrano desiderare il meglio per lei ma incontrano anch'essi difficoltà nel trovare il modo giusto per supportarla, può certamente aggiungere peso al clima familiare.
La proposta di un percorso in un ambiente strutturato potrebbe rappresentare un'opportunità per sperimentare un contesto supportivo, dove le sue difficoltà potrebbero essere comprese e accolte. Tuttavia, la sua insicurezza rispetto a questa prospettiva è comprensibile, specie alla luce della sua ansia da separazione e delle difficoltà di adattamento che ha vissuto. Un graduale approccio, accompagnato da una guida professionale, potrebbe aiutarla ad avvicinarsi a questa possibilità senza sentirsi sopraffatto.
Riguardo alla gestione della rabbia e delle tensioni familiari, un percorso con uno psicologo potrebbe supportarla nel trovare modi più efficaci per esprimere le sue emozioni e comunicare i suoi bisogni, aiutando anche i suoi familiari a comprendere meglio la sua condizione e a interagire con maggiore serenità.
Per ogni ulteriore approfondimento sono a sua disposizione anche online, il primo colloquio è gratuito.
Capisco, e ti ringrazio per avermelo fatto sapere.
Per affrontare la tua situazione, sarebbe utile esplorare un percorso terapeutico che possa aiutarti a gestire meglio l'ansia, le difficoltà sociali e la solitudine. La terapia cognitivo-comportamentale potrebbe essere un'opzione per lavorare su questi aspetti, soprattutto se non ti sei trovato bene con le esperienze passate. Inoltre, cercare un professionista che abbia esperienza con persone nello spettro autistico potrebbe offrirti un supporto più mirato e utile per le tue necessità.
Se la comunicazione con la tua famiglia è difficile, potrebbe essere utile provare ad aprirsi con loro in modo chiaro, esprimendo le tue difficoltà senza che si sentano accusati. Creare uno spazio di dialogo più empatico potrebbe migliorare la comprensione reciproca e ridurre il peso della situazione.
Per quanto riguarda l'indipendenza, capisco che l'idea di cambiare o fare delle cose fuori dalla zona di comfort possa spaventarti. Potresti provare ad affrontare il percorso in modo graduale, iniziando da piccole attività che ti fanno sentire più sicuro, magari con il supporto di qualcuno che ti aiuti a fare questi primi passi.
Inoltre, trovare un modo per gestire la rabbia e la frustrazione, magari attraverso tecniche di rilassamento, mindfulness o attività fisiche, potrebbe essere utile per evitare che queste emozioni influenzino troppo la tua relazione con la famiglia.
Cercare una rete di supporto, come gruppi o comunità online per persone che affrontano situazioni simili, potrebbe aiutarti a sentirti meno solo e a trovare comprensione da chi ha vissuto esperienze simili. Ogni piccolo passo che fai, anche se ti sembra difficile, è comunque un progresso verso il miglioramento del tuo benessere.
Se ti senti sopraffatto, non esitare a rivolgerti a un professionista che possa guidarti nel trovare un percorso che ti faccia sentire più sicuro e supportato.
Per affrontare la tua situazione, sarebbe utile esplorare un percorso terapeutico che possa aiutarti a gestire meglio l'ansia, le difficoltà sociali e la solitudine. La terapia cognitivo-comportamentale potrebbe essere un'opzione per lavorare su questi aspetti, soprattutto se non ti sei trovato bene con le esperienze passate. Inoltre, cercare un professionista che abbia esperienza con persone nello spettro autistico potrebbe offrirti un supporto più mirato e utile per le tue necessità.
Se la comunicazione con la tua famiglia è difficile, potrebbe essere utile provare ad aprirsi con loro in modo chiaro, esprimendo le tue difficoltà senza che si sentano accusati. Creare uno spazio di dialogo più empatico potrebbe migliorare la comprensione reciproca e ridurre il peso della situazione.
Per quanto riguarda l'indipendenza, capisco che l'idea di cambiare o fare delle cose fuori dalla zona di comfort possa spaventarti. Potresti provare ad affrontare il percorso in modo graduale, iniziando da piccole attività che ti fanno sentire più sicuro, magari con il supporto di qualcuno che ti aiuti a fare questi primi passi.
Inoltre, trovare un modo per gestire la rabbia e la frustrazione, magari attraverso tecniche di rilassamento, mindfulness o attività fisiche, potrebbe essere utile per evitare che queste emozioni influenzino troppo la tua relazione con la famiglia.
Cercare una rete di supporto, come gruppi o comunità online per persone che affrontano situazioni simili, potrebbe aiutarti a sentirti meno solo e a trovare comprensione da chi ha vissuto esperienze simili. Ogni piccolo passo che fai, anche se ti sembra difficile, è comunque un progresso verso il miglioramento del tuo benessere.
Se ti senti sopraffatto, non esitare a rivolgerti a un professionista che possa guidarti nel trovare un percorso che ti faccia sentire più sicuro e supportato.
Capisco che la situazione che stai vivendo sia davvero complessa, e non deve essere facile affrontare così tante difficoltà, soprattutto quando si intrecciano ansia sociale, difficoltà relazionali e la sensazione di non essere accettato, né da te stesso né dai familiari. Le difficoltà che descrivi, come l'ansia, gli attacchi di panico e l'isolamento, sono sicuramente aspetti che influenzano molto la tua quotidianità, e comprendo anche la tua apprensione riguardo l'idea di cercare un'indipendenza, soprattutto quando sei sempre stato condizionato da un contesto familiare che non riesce a comprendere appieno le tue difficoltà. È molto comune in situazioni come la tua che i familiari, pur volendo il tuo bene, non sappiano come gestire tutto questo, e questo può generare tensioni.
Il fatto che i tuoi familiari ti propongano di intraprendere un percorso per l'indipendenza, purtroppo, non è sempre facile da accettare, soprattutto quando sei abituato a vivere in un certo modo e a dipendere dal supporto familiare. L'idea di separarsi da loro, di dover fare un passo verso l'autonomia, può scatenare molta ansia, proprio perché hai sempre vissuto con la paura della separazione e la difficoltà di adattarti ai cambiamenti. La sensazione di non essere pronto o abbastanza sicuro per affrontare questo passo è comprensibile.
Ciò che ti propongo, se lo ritieni utile, è di considerare un percorso psicologico che ti permetta di lavorare su più fronti. Una terapia, come la terapia cognitivo-neuropsicologica o comportamentale, potrebbe aiutarti molto nel gestire le emozioni legate all’ansia e agli attacchi di panico, dandoti strumenti concreti per affrontare situazioni che ti mettono in difficoltà. Questo tipo di terapia ti può aiutare a rielaborare i pensieri automatici che scatenano il malessere, migliorando anche la tua relazione con il mondo esterno e con te stesso.
Al tempo stesso, sarebbe utile un supporto che ti aiuti a gestire le dinamiche familiari. Il fatto che tu e i tuoi familiari viviate in un clima di frustrazione e tensione è qualcosa che potrebbe essere affrontato in un percorso di psicoterapia familiare, dove si impara a comunicare meglio, a capire le esigenze reciproche e a trovare soluzioni che possano soddisfare tutti, senza aggiungere ulteriori conflitti.
Inoltre, quando si parla di indipendenza, è fondamentale procedere con gradualità, senza cercare di fare tutto in una volta sola. Potresti iniziare con attività giornaliere che ti aiutano a sviluppare una routine e una maggiore fiducia nelle tue capacità. Questo approccio graduale potrebbe darti il tempo di adattarti senza sentirti sopraffatto. Ad esempio, potresti iniziare con attività in cui sei seguito da qualcuno, come un gruppo di supporto o attività sociali in un contesto protetto, che ti diano l’opportunità di fare esperienza di indipendenza in un ambiente sicuro.
Il consiglio che ti do è di non fare tutto da solo. Un professionista che conosca la tua situazione specifica, come uno psicologo esperto in disturbi dello spettro autistico, potrebbe aiutarti a definire un percorso che ti sostenga in tutte queste sfide, aiutandoti a trovare una direzione che ti faccia sentire più sicuro e meno isolato. Non è mai facile affrontare tutto da soli, e il supporto adeguato può davvero fare la differenza nel migliorare la qualità della vita e nell’aiutarti a gestire le difficoltà quotidiane.
Se senti di voler intraprendere un percorso del genere, ti consiglio di prendere il tempo necessario per riflettere e scegliere un professionista con cui ti senti a tuo agio, in modo che il processo possa essere davvero utile e positivo per te.
Il fatto che i tuoi familiari ti propongano di intraprendere un percorso per l'indipendenza, purtroppo, non è sempre facile da accettare, soprattutto quando sei abituato a vivere in un certo modo e a dipendere dal supporto familiare. L'idea di separarsi da loro, di dover fare un passo verso l'autonomia, può scatenare molta ansia, proprio perché hai sempre vissuto con la paura della separazione e la difficoltà di adattarti ai cambiamenti. La sensazione di non essere pronto o abbastanza sicuro per affrontare questo passo è comprensibile.
Ciò che ti propongo, se lo ritieni utile, è di considerare un percorso psicologico che ti permetta di lavorare su più fronti. Una terapia, come la terapia cognitivo-neuropsicologica o comportamentale, potrebbe aiutarti molto nel gestire le emozioni legate all’ansia e agli attacchi di panico, dandoti strumenti concreti per affrontare situazioni che ti mettono in difficoltà. Questo tipo di terapia ti può aiutare a rielaborare i pensieri automatici che scatenano il malessere, migliorando anche la tua relazione con il mondo esterno e con te stesso.
Al tempo stesso, sarebbe utile un supporto che ti aiuti a gestire le dinamiche familiari. Il fatto che tu e i tuoi familiari viviate in un clima di frustrazione e tensione è qualcosa che potrebbe essere affrontato in un percorso di psicoterapia familiare, dove si impara a comunicare meglio, a capire le esigenze reciproche e a trovare soluzioni che possano soddisfare tutti, senza aggiungere ulteriori conflitti.
Inoltre, quando si parla di indipendenza, è fondamentale procedere con gradualità, senza cercare di fare tutto in una volta sola. Potresti iniziare con attività giornaliere che ti aiutano a sviluppare una routine e una maggiore fiducia nelle tue capacità. Questo approccio graduale potrebbe darti il tempo di adattarti senza sentirti sopraffatto. Ad esempio, potresti iniziare con attività in cui sei seguito da qualcuno, come un gruppo di supporto o attività sociali in un contesto protetto, che ti diano l’opportunità di fare esperienza di indipendenza in un ambiente sicuro.
Il consiglio che ti do è di non fare tutto da solo. Un professionista che conosca la tua situazione specifica, come uno psicologo esperto in disturbi dello spettro autistico, potrebbe aiutarti a definire un percorso che ti sostenga in tutte queste sfide, aiutandoti a trovare una direzione che ti faccia sentire più sicuro e meno isolato. Non è mai facile affrontare tutto da soli, e il supporto adeguato può davvero fare la differenza nel migliorare la qualità della vita e nell’aiutarti a gestire le difficoltà quotidiane.
Se senti di voler intraprendere un percorso del genere, ti consiglio di prendere il tempo necessario per riflettere e scegliere un professionista con cui ti senti a tuo agio, in modo che il processo possa essere davvero utile e positivo per te.
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità la sua storia e le difficoltà che sta vivendo. Quello che racconta trasmette bene il peso che da anni porta sulle spalle e quanto sia complicato sentirsi compreso, soprattutto quando le relazioni più vicine, come quelle familiari, non sempre riescono a darle il sostegno di cui avrebbe bisogno. Vivere con ansia sociale, attacchi di panico, solitudine e la sensazione di non riuscire ad adattarsi agli ambienti esterni può essere estremamente faticoso e generare frustrazione, che inevitabilmente rischia di riversarsi nei rapporti con chi le sta accanto. Da un punto di vista cognitivo comportamentale, ciò che descrive sembra un insieme di schemi che si sono rinforzati nel tempo: l’ansia che anticipa le situazioni sociali, il timore di non riuscire ad affrontarle, la conseguente tendenza ad evitarle e la sensazione di solitudine che ne deriva. Questo circolo vizioso diventa molto difficile da interrompere se affrontato da solo, ma con un percorso graduale, supportato da professionisti che conoscano le sue caratteristiche e le sue difficoltà, è possibile iniziare a costruire esperienze nuove che vadano a contrastare quelle più dolorose. Capisco bene il timore che prova di fronte all’idea di inserirsi in un contesto con altre persone, anche con disabilità, perché per lei l’adattamento a situazioni nuove è sempre stato fonte di ansia. Allo stesso tempo, proprio perché oggi la solitudine pesa e alimenta pensieri negativi, un ambiente protetto, con persone che possano guidarla e accompagnarla, potrebbe rappresentare un’occasione di sperimentare gradualmente una socialità diversa, senza la pressione di dover dimostrare qualcosa. Non è obbligatorio sentirsi pronti subito, ma talvolta la sicurezza arriva proprio facendo piccoli passi fuori dalla zona di protezione familiare, scoprendo che si può tollerare l’ansia e che questa, col tempo, tende a diminuire. Il rapporto con i suoi familiari, come descrive, è segnato dalla fatica reciproca. È comprensibile che loro possano reagire con nervosismo o stress, perché non sempre hanno strumenti per comprendere la complessità della sua situazione. Anche qui, il rischio è che un clima di tensione finisca per aumentare il senso di incomprensione e la sua rabbia. Lavorare insieme a un terapeuta che coinvolga anche la famiglia potrebbe essere utile per migliorare la comunicazione e ridurre il peso dei conflitti quotidiani. Un aspetto importante che può aiutarla è provare a considerare i suoi progressi non in termini di grandi cambiamenti immediati, ma di piccole conquiste. Anche solo uscire di casa per un breve tempo, partecipare a un’attività che le suscita curiosità o provare a gestire un momento di ansia senza evitarlo possono diventare esperienze che, se consolidate, le daranno maggiore fiducia e ridurranno l’idea di essere bloccato in una condizione senza via d’uscita. Il fatto che lei stia cercando consiglio e si stia interrogando su come migliorare la sua vita è già un segnale di motivazione importante, che merita di essere riconosciuto. Con il giusto sostegno e un percorso mirato alle sue esigenze, può costruire passo dopo passo una maggiore indipendenza e un rapporto più equilibrato sia con se stesso che con chi le sta vicino. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Grazie per aver condiviso con sincerità la tua esperienza. È evidente quanto tu stia cercando di capire te stesso e trovare un modo per stare meglio, anche in un contesto familiare che sembra faticoso per tutti.
Quello che stai vivendo non riguarda solo te, ma l’intero equilibrio familiare. Le tensioni, l’ansia, la frustrazione che descrivi non sono solo "tuoi sintomi", ma segnali di un sistema relazionale che fatica a sostenere e accogliere.
L'autonomia non è una corsa, puoi concederti il tempo di valutare le proposte (come il centro) senza forzarti. Spesso piccoli passi, concordati insieme, aiutano più di scelte drastiche.
La rabbia e l’ansia parlano e non sono un problema da "eliminare", ma segnali da ascoltare. Spesso nascondono bisogni non riconosciuti (sicurezza, comprensione, connessione).
Non serve fare tutto da solo, un percorso psicologico centrato sulla relazione potrebbe aiutarti non solo a gestire l’ansia, ma anche a ritrovare un posto più sereno dentro e fuori dalla famiglia. In alternativa posso consigliarti anche una terapia familiare con la tua famiglia in modo tale da poter agevolare un cambiamento positivo per tutti.
Quello che stai vivendo non riguarda solo te, ma l’intero equilibrio familiare. Le tensioni, l’ansia, la frustrazione che descrivi non sono solo "tuoi sintomi", ma segnali di un sistema relazionale che fatica a sostenere e accogliere.
L'autonomia non è una corsa, puoi concederti il tempo di valutare le proposte (come il centro) senza forzarti. Spesso piccoli passi, concordati insieme, aiutano più di scelte drastiche.
La rabbia e l’ansia parlano e non sono un problema da "eliminare", ma segnali da ascoltare. Spesso nascondono bisogni non riconosciuti (sicurezza, comprensione, connessione).
Non serve fare tutto da solo, un percorso psicologico centrato sulla relazione potrebbe aiutarti non solo a gestire l’ansia, ma anche a ritrovare un posto più sereno dentro e fuori dalla famiglia. In alternativa posso consigliarti anche una terapia familiare con la tua famiglia in modo tale da poter agevolare un cambiamento positivo per tutti.
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