Sono fidanzata da anni con un uomo. 2 anni fa però abbiamo chiuso per qualche mese in quanto io ero

17 risposte
Sono fidanzata da anni con un uomo. 2 anni fa però abbiamo chiuso per qualche mese in quanto io ero arrivata al punto da non sentire più nulla per lui. Ero insoddisfatta e nutrivo una grande curiosità nel conoscere nuove persone e fare nuove esperienze (anche fisiche). Durante il distacco ho conosciuto un'altra persona con la quale ho provato un fortissimo feeling ma entrambi poi ci siamo resi conto di non poter avere una relazione. Qualche mese dopo la rottura principale,ho risentito il mio ex che voleva riconquistarmi a tutti i costi. Io dopo vari tentennamenti ho però poi sentito quell'amore che era venuto a mancare e con calma siamo ritornati insieme. Nei mesi a seguire ho continuato a sentire anche l'altra persona che avevo conosciuto cosi come quella grande attrazione fisica-ricambiata-(e ci sono stati degli incontri). A distanza di tempo continuo ancora a provarla anche se so che si tratta di una cosa prettamente fisica e che non è persona per me dal punto di vista sentimentale. Questa situazione mi sta facendo impazzire perché sono arrivata a pensare che possa essere ammissibile mantenere le due relazioni contemporaneamente ( con la consapevolezza di tutti) ma chiaramente non è un'opzione etica o accettabile per il mio uomo. É normale provare queste cose anche se si ama il proprio uomo?
Prima di conoscere quell'altro ragazzo per me anche solo pensare a queste situazioni era inammissibile ma avendo provato sulla mia pelle cosa significa, ho completamente cambiato opinione e ritengo che chi non ha mai avuto questo coraggio e questa fortuna non possa capirmi....
Dott.ssa Annalisa Covri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Quello che descrive è un vissuto complesso e comprensibile. Le crisi di coppia e le esperienze significative possono riattivare bisogni diversi e portare a rivedere idee che prima sembravano molto stabili. Provare attrazione o ambivalenza non significa automaticamente non amare il proprio partner, ma spesso segnala una tensione interna che merita ascolto.
Più che chiedersi se sia “giusto” o “sbagliato” ciò che prova, può essere utile interrogarsi su cosa queste esperienze le stanno comunicando di sé, dei suoi bisogni attuali e del tipo di relazione che oggi riesce o desidera costruire. Un percorso psicologico può offrire uno spazio sicuro e non giudicante per fare chiarezza e orientarsi.
Le auguro una buona continuazione, dott.ssa Covri Annalisa.

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Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
la situazione qui descritta è molto complessa e lascia percepire il fatto che dentro di lei viva un forte conflitto fonte di profondo disagio e malessere. Valuti la possibilità di parlarne con uno psicoterapeuta, con il tempo un percorso psicologico potrà fornirle gli strumenti per poter decidere con maggior serenità della sua vita sentimentale.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, ricordi che pensieri, fantasie, sogni non sono sotto il nostro controllo e non ne siamo responsabili, così come non possiamo controllare ciò che proviamo a livello fisico ed emotivo. Ciò che possiamo controllare è invece il nostro comportamento, in base alla persona che vogliamo essere ed ai valori che guidano la nostra vita. Magari in questo momento potrebbe dedicare a se stessa del tempo per chiarire questi valori e capire che tipo di persona vuole diventare per vivere una vita piena e soddisfacente. In bocca al lupo!
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, quello che lei descrive può accadere. Probabilmente le due relazioni son in un certo senso complementari e soddisfano aspetti diversi di lei, sicuramente il rapporto più fisico continua a nutrirsi del fatto che sia saltuario, proibito e questo non fa perdere l'eccitazione sessuale. Con il suo partner principale, forse, sono in gioco elementi più affettivi e di sicurezza. Lei con entrambi integra questi elementi. Se ne ha necessità potrei essere disponibile ad aiutarla anche online. Buona Giornata. Dario Martelli
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buon pomeriggio,
la situazione che descrive è emotivamente complessa e comprensibilmente fonte di grande confusione e sofferenza.

È importante chiarire un primo punto: provare attrazione, desiderio o curiosità verso un’altra persona anche quando si ama il proprio partner è un’esperienza umana possibile, e non indica automaticamente mancanza d’amore o “anormalità”. Le relazioni di lunga durata attraversano fasi diverse, e in alcuni momenti possono riattivarsi bisogni di vitalità, riconoscimento, novità o conferma di sé.

Detto questo, ciò che oggi sembra metterla maggiormente in difficoltà non è tanto l’esistenza di due legami, quanto il conflitto interno tra ciò che sente, ciò che pensa sia giusto e ciò che concretamente può essere sostenuto in modo etico e relazionale. Il fatto che lei riconosca che una doppia relazione non sia accettabile per il suo compagno è un segnale importante di consapevolezza.

Un altro aspetto rilevante riguarda il significato che questa seconda relazione ha per lei: più che una scelta relazionale, potrebbe rappresentare uno spazio di conferma, libertà, intensità o trasgressione che oggi sente necessario esplorare. Questo non rende il suo partner “sbagliato”, né lei “incoerente”, ma indica un bisogno che chiede di essere compreso, non semplicemente agito.

Il rischio, quando si cerca di tenere insieme due relazioni incompatibili, è quello di rimanere bloccati in una tensione continua che, nel tempo, può minare la fiducia, il rispetto reciproco e anche l’immagine che si ha di sé.

Più che chiedersi se “sia normale”, potrebbe essere utile domandarsi:
che cosa mi sta dicendo questa esperienza su di me, sui miei bisogni affettivi e sulla relazione che sto vivendo?

Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio protetto per esplorare questi temi senza giudizio, aiutandola a fare chiarezza e a prendere decisioni più allineate a ciò che desidera davvero, assumendosene la responsabilità emotiva e relazionale.

Un cordiale saluto.

Fabio
Dott.ssa Martina Cremanti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bergamo
Gentile utente, dal punto di vista psicologico, ciò che sta vivendo è più comune di quanto si pensi e non è in contraddizione con l’amore che si può provare per un compagno. Amore e desiderio non coincidono sempre: l’amore di una relazione stabile si costruisce su legame, sicurezza e continuità, mentre il desiderio si nutre di novità, distanza e scoperta. Quando una relazione entra in crisi, spesso non scompare l’amore, ma si spegne il desiderio, lasciando spazio a insoddisfazione e vuoto emotivo.
L’incontro con l’altra persona è avvenuto in questo spazio e ha riattivato parti di lei legate a vitalità, curiosità e libertà.
La sofferenza potrebbe nascere da una divisione interna tra il bisogno di stabilità e quello di esplorazione.
La vera domanda non è se sia giusto o sbagliato, ma cosa questa esperienza le sta rivelando su di sé e su ciò di cui ha davvero bisogno oggi in una relazione.
Dott.ssa Maria Assunta Macrì
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Aci Catena
Salve.
Sì, è normale provare desiderio per un altro anche quando si ama il proprio partner.
Ma in psicoanalisi facciamo una distinzione fondamentale: l’amore e il desiderio non coincidono. L’amore tende alla stabilità, al legame, alla scelta.
Il desiderio, invece, nasce dalla mancanza e non si lascia addomesticare. Proprio quando una relazione si ricompone e ritrova equilibrio, il desiderio può riaccendersi altrove. La persona che descrivi non è “un’alternativa sentimentale”, ma il luogo in cui il tuo desiderio si è riattivato in modo puro, soprattutto sul piano corporeo. Per questo insiste, anche se sai razionalmente che non è “per te”. Non chiede un futuro: chiede di esistere. La sofferenza non viene dal desiderio in sé, ma dal tentativo di far coincidere tutto: essere una donna che ama, che sceglie, che è etica, e allo stesso tempo una donna che desidera senza limiti. Questa coincidenza è impossibile, e l’angoscia nasce proprio lì.Quando dici che “prima era inammissibile”, stai dicendo una cosa importante: prima il desiderio era tenuto sotto controllo da un ideale. Ora quell’ideale non regge più nello stesso modo. Questo non ti rende più libera né più colpevole: ti rende più divisa, come ogni soggetto. Il punto non è decidere se sia giusto o sbagliato.
La vera domanda analitica è: che posto ha per te il desiderio, e che prezzo sei disposta a pagare per non ascoltarlo o per ascoltarlo?
Il corpo, come vedi, non resta neutro davanti a questa divisione. E a volte parla lui, quando il soggetto resta sospeso tra due scelte.
Se vuoi continuare, la direzione non è “trovare la soluzione giusta”, ma capire che tipo di donna stai diventando per te stessa dentro questa esperienza.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
La situazione che descrive è emotivamente complessa, ma non rara. È possibile amare il proprio partner e, allo stesso tempo, provare attrazione o desiderio per un’altra persona: l’attrazione non si “spegne” automaticamente con l’amore, soprattutto quando entra in gioco una forte componente erotica, di novità e di riscoperta di sé. Questo non significa però che tutte le spinte interiori debbano necessariamente essere agite.

Nel suo racconto emergono alcuni nodi importanti:

una fase di insoddisfazione nella relazione principale,

l’incontro con una persona che ha riattivato desiderio, vitalità ed erotismo,

il tentativo di tenere insieme bisogni diversi (stabilità affettiva da una parte, libertà ed esplorazione dall’altra),

il conflitto tra ciò che sente come “autentico per sé” e ciò che è compatibile con i valori e i limiti del suo partner.

È comprensibile che questa tensione la faccia stare male. Allo stesso tempo, è utile distinguere tra desiderio e scelta: provare attrazione o curiosità non è patologico né sbagliato; decidere come gestirle, invece, richiede responsabilità verso se stessi e verso l’altro. Le relazioni consensualmente non monogame esistono, ma funzionano solo quando sono coerenti con i bisogni e i confini di tutte le persone coinvolte. Se per il suo compagno questa non è un’opzione accettabile, il punto non è stabilire chi abbia “ragione”, ma capire se i vostri desideri relazionali sono davvero compatibili oggi.

Più che chiedersi se sia “normale”, potrebbe essere utile domandarsi:

che cosa rappresenta per me questa attrazione?

che bisogni sta esprimendo (erotici, identitari, di libertà, di conferma)?

che tipo di relazione desidero davvero nel lungo periodo?

Per fare chiarezza, ridurre la confusione e prendere decisioni più consapevoli, è fortemente consigliabile un approfondimento con uno specialista, che possa aiutarla a esplorare questi vissuti senza giudizio, ma con maggiore lucidità.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
È normale provare attrazione o curiosità per altre persone anche quando si ama profondamente il proprio partner. Quello che stai vivendo mette in luce bisogni emotivi e fisici che meritano attenzione e riflessione. È importante distinguere tra attrazione momentanea e ciò che conta realmente per te in termini di relazione e valori affettivi.

Riflettere su questi sentimenti, anche con uno psicoterapeuta, può aiutarti a capire come gestire le tue emozioni senza ferire te stessa o il tuo partner, e a fare scelte coerenti con i tuoi sentimenti e con il rispetto reciproco.
Dr. Ivano Ancora
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara Paziente anonimo.
Lei descrive qualcosa di estremamente frequente!!
Quando si decide qualcosa di importante è bene partire dal presupposto che la liberta è una faccia della moneta. La seconda è la responsabilità. Ognuno di noi è responsabile delle propria Crescita Personale. I percorsi sono molteplici e fra questi ci sono anche le nostre scelte sbagliate. Si pensi con i capelli bianchi a ripensare alla propria vita e alle scelte che ha fatto, senza rinnegarle, in quanto essere umano consapevole.
Buona fortuna!
La saluto cordialmente.
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera penso sia utile affidarsi ad un percorso di psicoterapia per fare chiarezza con se stessi! Comprendo come si sente, ma al di là degli uomini che frequenta forse dovrebbe capire meglio chi è Lei e ricostruire la propria storia personale. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno signorina,
sa quante persone hanno l'amente?
Che non sia etico è da stabilire in base alla definizione che si può dare di questo termine.
Potremmo definire si tratti di un'ingiustizia in relazione alla monogamia che organizza la vita sociale, degli esseri umani in occidente, e si tratta di una condizione culturalmente definita; potremmo dire che non fa esperienza di sè in forma integra, univoca, rigorosa in relazione ad una teoria dell'identità monadica, etc..
Capito questo, si può risignificare o ristrutturare l'esperienza ed il racconto che fa di sè.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott.ssa Maria Torlini
Psicologo, Psicoterapeuta
Viterbo
Gentile utente,
nessuno può sindacare sulle nostre esperienze personali proprio perché, pur manifestandosi magari con caratteristiche simili, sono comunque uniche e irripetibili, proprio come noi! Non c'è quindi "una ricetta" che salvi "capra e cavoli"... Fare delle scelte richiede consapevolezza di ciò che desideriamo sia bene per noi ma nelle relazioni questo si amplia enormemente perché non siamo più soli e il contesto e la dimensione relazionale si fa più complesso.
Detto questo le criticità di coppia possono avere innumerevoli motivazioni ma sono anche un banco di prova per vedere quanto i nostri progetti al riguardo siano coerenti con i nostri scopi evolutivi (crescere, fare esperienza con un "altro" diverso da noi..) oppure modellistici: quello che abbiamo non ci soddisfa e ci "accendiamo" di fronte a qualcosa di nuovo già pronto spesso perché noi stessi non ci rinnoviamo.
La valutazione che potremmo fare è quella di sentirci dentro e prendere la direzione più giusta e importante per noi. Una relazione puramente sessuale ha caratteristiche, aspettative e motivazioni diverse da una relazione sentimentale. Non ci sono relazioni giuste o sbagliate se seguiamo un filo evolutivo che ci permetta di crescere e di migliorarci. Più il livello si alza è più ci si orienta verso un progetto meno fast food (vario, vero, ma energeticamente dispersivo) e più continuativo.
Questo significa investire da protagonisti in progetti di Vita dinamici, con le energie di entrambi... Può essere che un'esperienza si esaurisca perché la coppia non ha più la spinta o le ha provate tutte e non ci si è riusciti... allora è inutile stagnare.
In ogni caso la Vita è "cambiamento" e quindi dentro o fuori la coppia questa è una "spinta evolutiva" più forte di qualsiasi modellistica di riferimento. L'amore non è un modello ma una dimensione che ognuno può scoprire e ampliare attraverso il proprio personale cammino. Buon tutto!!
Maria Torlini
Dr. Lorenzo Cella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Nel suo racconto si coglie chiaramente come la relazione principale rappresenti per lei una base affettiva importante: una storia lunga, un legame che ha attraversato una crisi, una separazione e poi una ricostruzione. Il fatto che l’amore sia tornato dopo un periodo di vuoto non è affatto raro; spesso accade quando una relazione viene messa in discussione e rinegoziata, e questo può riattivare sentimenti autentici. Allo stesso tempo, però, quella crisi non è stata “neutra”: ha aperto uno spazio nuovo, in cui lei ha potuto sperimentare una parte di sé che prima era rimasta inesplorata o inibita.
È assolutamente possibile amare una persona e, allo stesso tempo, provare desiderio intenso per un’altra. L’amore e il desiderio non sempre coincidono, né si regolano secondo le stesse logiche. Molte persone vivono questa esperienza, ma non tutte riescono ad ammetterlo a sé stesse; il fatto che lei lo faccia non la rende più egoista, ma più consapevole. La sofferenza che prova nasce proprio dal tentativo di tenere insieme due parti che oggi sembrano incompatibili: quella che desidera continuità e quella che non vuole rinunciare a una nuova libertà interna.
Il punto cruciale, però, non riguarda tanto la “normalità” di ciò che sente, quanto la responsabilità verso se stessa e verso l’altro. Lei coglie bene che la soluzione di mantenere entrambe le relazioni, pur nella trasparenza, non è praticabile all’interno dei valori e dei confini del suo compagno. Questo la mette di fronte a una scelta difficile, perché qualsiasi decisione comporta una perdita. È comprensibile che questo la faccia sentire confusa e “impazzire”: quando si cerca di evitare il dolore della scelta, spesso si resta bloccati in una tensione continua.
 Eleonora Tosi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Pavia
buongiorno, so che può risultare una risposta molto banale, ma penso che in questo suo momento sia fondamentale intraprendere un percorso di psicoterapia, al fine di elaborare le emozioni che sta provando e di imparare ad ascoltarsi senza giudizio, ma con amore e rispetto.
Dott.ssa Arianna Aschelter
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Velletri
Buongiorno,
comprendo che la situazione che sta vivendo non è semplice da spiegare e da far accettare agli altri ma mi sento anche di rassicurarla sul fatto che quando si ha a che fare con i sentimenti, con l'intimità e con la sessualità non ci possono sempre essere regole o limiti prestabiliti. L'unico limite è il rispetto dell'altro e il non causare sofferenza all'altro e a se stessi. All'interno di una relazione è "normale" tutto ciò che fa stare bene entrambi, tutto ciò che è condiviso e che è frutto di una scelta libera e consapevole. Forse potrebbe essere utile un confronto, con il suo compagno ed un professionista, sul tema dell'intimità, della sessualità e su quali sono i bisogni profondi di entrambi collegati a queste importanti dimensioni identitarie e relazionali. Per capire se c'è la possibilità di trovare un punto di incontro senza che uno dei due debba rinunciare completamente ad una parte importante di sé.
Dott.ssa Arianna Aschelter
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Buongiorno, quello che descrive mette in luce un conflitto interno molto umano tra il bisogno di stabilità affettiva e il desiderio di esplorazione e vitalità. Queste due spinte non si escludono a priori, in quanto fanno parte della complessità delle relazioni adulte e possono emergere in momenti diversi del ciclo di vita di una coppia.
Il fatto di provare attrazione per un’altra persona anche mentre ama il suo compagno non significa automaticamente che il sentimento verso di lui sia falso o assente. L’attrazione è un fenomeno che nasce dall’incontro tra persone e contesti, mentre l’amore di coppia si costruisce nel tempo su scelte, valori e progetti condivisi. Il punto centrale diventa quindi come integrare queste esperienze con l’immagine di sé e con il tipo di relazione che desidera costruire.
La sua idea di una possibile doppia relazione segnala il tentativo di trovare una soluzione che tenga insieme bisogni diversi. Tuttavia ogni relazione è anche un sistema di accordi espliciti e impliciti: se i valori e i confini tra lei e il suo partner non coincidono su questo aspetto, il rischio è di creare una tensione che può erodere la fiducia.
Più che chiedersi se ciò che prova sia “normale”, può essere utile interrogarsi su cosa questa esperienza le sta comunicando sul suo modo di vivere l’intimità, la libertà e l’impegno. Portare questi temi in uno spazio di riflessione individuale o di coppia, potrebbe aiutarla a chiarire i suoi bisogni e a scegliere in modo più consapevole, assumendosi la responsabilità delle conseguenze emotive per sé e per l’altro.
Non esiste una risposta universale valida per tutti, ma esiste la possibilità di costruire coerenza tra ciò che sente, i suoi valori e le scelte relazionali che decide di portare avanti.

Un cordiale saluto.

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