Salve, vorrei un'informazione. Da luglio soffro di stitichezza,prima di allora non ho mai avuto ques
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Salve, vorrei un'informazione. Da luglio soffro di stitichezza,prima di allora non ho mai avuto questo problema. Ho fatto la colonscopia ma non risulta nulla. Da cosa può dipendere? Cosa dovrei fare? Come posso risolvere? Grazie.
Le consiglio di consumare più fibre (cibi integrali, frutta e verdura), bere almeno 2 litri d'acqua al giorno e fare un minimo di attività fisica settimanale. In aggiunta una piccola integrazione con probiotici.
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Sallve... dunque il mio consiglio ma penso anche quello degli altri miei colleghi è quello di idratarsi bene (bere almeno 2 litri di acqua) e introdurre maggiormente delle fibre tramite l'alimentazione
Salve, la comparsa di stitichezza in età adulta, soprattutto se prima non era mai presente, può dipendere da diversi fattori, anche in assenza di alterazioni alla colonscopia. Tra le cause più comuni rientrano cambiamenti nello stile di vita (ridotta attività fisica, minore assunzione di liquidi), modifiche dell’alimentazione, periodi di stress o ansia, variazioni ormonali, assunzione di alcuni farmaci (ad esempio antidolorifici, antidepressivi, integratori di ferro) o rallentamento della motilità intestinale.
In alcuni casi la stitichezza può essere di tipo “funzionale”, cioè non legata a una patologia organica, ma a un’alterazione del funzionamento dell’intestino. Anche disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile con alvo stitico possono manifestarsi in questo modo.
Cosa può fare:
1. Curare l’idratazione, bevendo almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno
2. Seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di fibre se ben tollerate (frutta, verdura, legumi), introducendole gradualmente
3. Mantenere una regolare attività fisica, anche moderata (camminare quotidianamente)
4. Cercare di rispettare orari regolari per l’evacuazione, senza forzare
5. Ridurre stress e tensione, che possono influenzare la funzione intestinale
Se il disturbo persiste, peggiora o si associa ad altri sintomi (dolore addominale importante, calo di peso, sangue nelle feci, anemia), è opportuno rivolgersi nuovamente al medico o a un gastroenterologo. Potrebbe essere utile valutare esami del sangue, la funzionalità tiroidea o impostare una terapia mirata (ad esempio lassativi osmotici o regolatori della motilità), sempre sotto controllo medico.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti.
In alcuni casi la stitichezza può essere di tipo “funzionale”, cioè non legata a una patologia organica, ma a un’alterazione del funzionamento dell’intestino. Anche disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile con alvo stitico possono manifestarsi in questo modo.
Cosa può fare:
1. Curare l’idratazione, bevendo almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno
2. Seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di fibre se ben tollerate (frutta, verdura, legumi), introducendole gradualmente
3. Mantenere una regolare attività fisica, anche moderata (camminare quotidianamente)
4. Cercare di rispettare orari regolari per l’evacuazione, senza forzare
5. Ridurre stress e tensione, che possono influenzare la funzione intestinale
Se il disturbo persiste, peggiora o si associa ad altri sintomi (dolore addominale importante, calo di peso, sangue nelle feci, anemia), è opportuno rivolgersi nuovamente al medico o a un gastroenterologo. Potrebbe essere utile valutare esami del sangue, la funzionalità tiroidea o impostare una terapia mirata (ad esempio lassativi osmotici o regolatori della motilità), sempre sotto controllo medico.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti.
Buongiorno,
la stitichezza può essere dovuta a tante situazioni diverse, anche a cambiamenti impercettibili di cui il paziente spesso non ci si accorge. Dal punto di vista nutrizionale, le do questi consigli:
- corretta idratrazione, l'acqua da consistenza alle feci, e ne facilità l'espulsione,
- consumo di fibra, anch'essa aiuta il transito, circa 25-30 grammi al giorno derivabile da frutta e verdura, avena, cereali, prodotti integrali,
-faccia dei pasti regolari.
la stitichezza può essere dovuta a tante situazioni diverse, anche a cambiamenti impercettibili di cui il paziente spesso non ci si accorge. Dal punto di vista nutrizionale, le do questi consigli:
- corretta idratrazione, l'acqua da consistenza alle feci, e ne facilità l'espulsione,
- consumo di fibra, anch'essa aiuta il transito, circa 25-30 grammi al giorno derivabile da frutta e verdura, avena, cereali, prodotti integrali,
-faccia dei pasti regolari.
Salve! valuterei innanzitutto le sue abitudini alimentari e lo stile di vita. A livello di idratazione, si assicura di bere a sufficienza? almeno 2 L al giorno, poichè le feci disidratate sono di più difficile espulsione. Dopo di che, capirei quanta fibra assume: almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura sono consigliate, alternando tra cotte e crude e prediligendo prodotti di stagione. Potrebbe esserci anche un problema di mancanza di abitudini alimentari in termini di timing e ritmi circadiani come sonno veglia alterati.
Una valutazione approfondita con un nutrizionista le permetterà sicuramente di saperne di più e capire come risolvere il problema!
Una valutazione approfondita con un nutrizionista le permetterà sicuramente di saperne di più e capire come risolvere il problema!
Salve
Può dipendere da diversi fattori: dall’attività fisica, dallo stile di vita (magari diventato più sedentario rispetto prima), dall’idratazione (se vi è una corretta idratazione di acqua e anche dall tipologia, non tutte le acque sono uguali), dall’apporto di frutta e verdure che possono andare ad aumentare o anche semplicemente dati anche da fattori di stress dove è andato ad aumentare
Può dipendere da diversi fattori: dall’attività fisica, dallo stile di vita (magari diventato più sedentario rispetto prima), dall’idratazione (se vi è una corretta idratazione di acqua e anche dall tipologia, non tutte le acque sono uguali), dall’apporto di frutta e verdure che possono andare ad aumentare o anche semplicemente dati anche da fattori di stress dove è andato ad aumentare
Gentile paziente, la stitichezza, escluse patologie, cosa che ha già fatto eseguendo una colonscopia che è risultata negativa, di solito insorge se non beviamo abbastanza (circa 2 litri di acqua al giorno), se non consumiamo abbastanza fibre (contenute principalmente nella verdura, nella frutta e nei cereali integrali) o se non facciamo abbastanza movimento (almeno 30 minuti di camminata veloce al giorno).
Se anche facendo le suddette cose la stitichezza persiste, le consiglio di consumare un cucchiaino di semi di chia al giorno da lasciare in ammollo almeno 15 minuti nello yogurt, nel latte o in una bevanda di suo gradimento: si trasforma in un gel che aiuta il transito intestinale.
Spero di esserle stata di aiuto.
Buona giornata.
Dott.ssa Colciago
Se anche facendo le suddette cose la stitichezza persiste, le consiglio di consumare un cucchiaino di semi di chia al giorno da lasciare in ammollo almeno 15 minuti nello yogurt, nel latte o in una bevanda di suo gradimento: si trasforma in un gel che aiuta il transito intestinale.
Spero di esserle stata di aiuto.
Buona giornata.
Dott.ssa Colciago
Salve,
capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché si tratta di un disturbo nuovo e persistente. Il fatto che la colonscopia sia risultata negativa è un dato molto rassicurante, perché esclude cause organiche importanti. A questo punto è utile ragionare sulle cause funzionali, che sono le più frequenti quando la stitichezza compare improvvisamente in età adulta.
Spesso la stipsi può dipendere da una combinazione di fattori, anche se non sempre è facile individuarne uno solo. Cambiamenti nell’alimentazione, una riduzione dell’idratazione, meno movimento, periodi di stress o ansia, variazioni degli orari dei pasti o dell’evacuazione possono alterare l’equilibrio intestinale. Anche alcuni farmaci o integratori, se assunti negli ultimi mesi, possono incidere sul transito intestinale.
Un altro aspetto importante è la funzionalità dell’intestino: talvolta l’intestino rallenta senza una causa strutturale evidente, e questo può tradursi in stitichezza cronica, feci dure o difficoltà nell’evacuazione, pur in presenza di esami normali.
Dal punto di vista pratico, il primo step è lavorare su alcuni pilastri:
idratazione adeguata, distribuita bene durante la giornata;
regolarità: cercare di andare in bagno sempre allo stesso orario, senza fretta e senza sforzare;
attività fisica, anche moderata, ma costante;
alimentazione: fibre sì, ma con gradualità e in modo personalizzato, perché un eccesso improvviso può peggiorare il problema invece di risolverlo.
Se queste misure non sono sufficienti, può essere utile un confronto con il medico o con un professionista della nutrizione per valutare:
il tipo di fibre più adatte al suo caso,
eventuali probiotici mirati,
o, se necessario, un supporto temporaneo con prodotti che facilitino l’evacuazione senza creare dipendenza.
In sintesi, quando gli esami sono nella norma, la stitichezza è quasi sempre gestibile, ma richiede un approccio graduale e personalizzato. Il consiglio è di non improvvisare soluzioni drastiche e di farsi guidare, così da individuare la strategia più efficace e sostenibile per lei.
Se vuole, può dirmi qualcosa in più su alimentazione, farmaci o cambiamenti recenti: aiuta molto a inquadrare meglio la situazione.
capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché si tratta di un disturbo nuovo e persistente. Il fatto che la colonscopia sia risultata negativa è un dato molto rassicurante, perché esclude cause organiche importanti. A questo punto è utile ragionare sulle cause funzionali, che sono le più frequenti quando la stitichezza compare improvvisamente in età adulta.
Spesso la stipsi può dipendere da una combinazione di fattori, anche se non sempre è facile individuarne uno solo. Cambiamenti nell’alimentazione, una riduzione dell’idratazione, meno movimento, periodi di stress o ansia, variazioni degli orari dei pasti o dell’evacuazione possono alterare l’equilibrio intestinale. Anche alcuni farmaci o integratori, se assunti negli ultimi mesi, possono incidere sul transito intestinale.
Un altro aspetto importante è la funzionalità dell’intestino: talvolta l’intestino rallenta senza una causa strutturale evidente, e questo può tradursi in stitichezza cronica, feci dure o difficoltà nell’evacuazione, pur in presenza di esami normali.
Dal punto di vista pratico, il primo step è lavorare su alcuni pilastri:
idratazione adeguata, distribuita bene durante la giornata;
regolarità: cercare di andare in bagno sempre allo stesso orario, senza fretta e senza sforzare;
attività fisica, anche moderata, ma costante;
alimentazione: fibre sì, ma con gradualità e in modo personalizzato, perché un eccesso improvviso può peggiorare il problema invece di risolverlo.
Se queste misure non sono sufficienti, può essere utile un confronto con il medico o con un professionista della nutrizione per valutare:
il tipo di fibre più adatte al suo caso,
eventuali probiotici mirati,
o, se necessario, un supporto temporaneo con prodotti che facilitino l’evacuazione senza creare dipendenza.
In sintesi, quando gli esami sono nella norma, la stitichezza è quasi sempre gestibile, ma richiede un approccio graduale e personalizzato. Il consiglio è di non improvvisare soluzioni drastiche e di farsi guidare, così da individuare la strategia più efficace e sostenibile per lei.
Se vuole, può dirmi qualcosa in più su alimentazione, farmaci o cambiamenti recenti: aiuta molto a inquadrare meglio la situazione.
Buongiorno, intanto la colon non ha fatto emergere alcun problema, e questo è ottimo.
Le condizioni che fanno scattare una ridotta funzionalità intestinale sono veramente tante e se il soggetto non ne ha mai sofferto , si denota un cambio repentino di atteggiamenti a tavola o nello stile di vita, a che possono aver compromesso il MICROBIOTA e la recettività intestinale .
Caro/a paziente , magicamente non sono in grado di darle una risposta e certa sulla causa .
Solo una visita accurata e mirata a capire come sta procedendo dal punto di vista alimentare , ma non solo , andando anche a capire cosa sia successo al suo microbiota nell'ultimo periodo.
Si rende necessaria la consulenza per poterla aiutare e non farle rischiare di cronicizzare una problematica che ne consegue poi molte altre .(peso/ ritenzione/ debolezza e molte altre )
Fissi un appuntamento per prendere da subito in mano la situazione , che le garantisca un percorso personalizzato e mirato su di lei .
Mi sento anche di suggerirle di non passare da un fermento lattico / probiotico ecc all'altro , perchè potrebbe peggiorare la situazione .
Vanno assunti con coscienza e caso per caso . NON A CASO!!!
Se desidera può fissare un appuntamento sia in studio a Roma o consulenza a distanza ONLINE .
Saluti Dott.ssa Patrizia Desogus
Le condizioni che fanno scattare una ridotta funzionalità intestinale sono veramente tante e se il soggetto non ne ha mai sofferto , si denota un cambio repentino di atteggiamenti a tavola o nello stile di vita, a che possono aver compromesso il MICROBIOTA e la recettività intestinale .
Caro/a paziente , magicamente non sono in grado di darle una risposta e certa sulla causa .
Solo una visita accurata e mirata a capire come sta procedendo dal punto di vista alimentare , ma non solo , andando anche a capire cosa sia successo al suo microbiota nell'ultimo periodo.
Si rende necessaria la consulenza per poterla aiutare e non farle rischiare di cronicizzare una problematica che ne consegue poi molte altre .(peso/ ritenzione/ debolezza e molte altre )
Fissi un appuntamento per prendere da subito in mano la situazione , che le garantisca un percorso personalizzato e mirato su di lei .
Mi sento anche di suggerirle di non passare da un fermento lattico / probiotico ecc all'altro , perchè potrebbe peggiorare la situazione .
Vanno assunti con coscienza e caso per caso . NON A CASO!!!
Se desidera può fissare un appuntamento sia in studio a Roma o consulenza a distanza ONLINE .
Saluti Dott.ssa Patrizia Desogus
Buongiorno,
la colonscopia non è l'esame più adatto in questi casi, sarebbe molto più interessante approfondire lo stato del suo microbiota e verificare un eventuale disequilibrio funzionale del suo sistema nervoso simpatico (una scarsa attivazione vagale accompagna normalmente la stipsi).
la colonscopia non è l'esame più adatto in questi casi, sarebbe molto più interessante approfondire lo stato del suo microbiota e verificare un eventuale disequilibrio funzionale del suo sistema nervoso simpatico (una scarsa attivazione vagale accompagna normalmente la stipsi).
Quando la colonscopia è normale, le cause più frequenti sono:
rallentamento della motilità intestinale
cambiamenti alimentari (meno carboidrati, meno volume fecale)
disidratazione
stress, ansia, cambiamenti di routine
squilibri della flora intestinale
uso di alcuni farmaci o integratori
Cosa fare in pratica:
bere almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno
non eliminare completamente i carboidrati
introdurre fibre gradualmente, non in eccesso
valutare fibre solubili (psyllium) o osmotici delicati se necessari
mantenere orari regolari per i pasti
Se il problema persiste, non è raro che si tratti di stipsi funzionale, gestibile più con stile di vita e alimentazione che con esami.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
rallentamento della motilità intestinale
cambiamenti alimentari (meno carboidrati, meno volume fecale)
disidratazione
stress, ansia, cambiamenti di routine
squilibri della flora intestinale
uso di alcuni farmaci o integratori
Cosa fare in pratica:
bere almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno
non eliminare completamente i carboidrati
introdurre fibre gradualmente, non in eccesso
valutare fibre solubili (psyllium) o osmotici delicati se necessari
mantenere orari regolari per i pasti
Se il problema persiste, non è raro che si tratti di stipsi funzionale, gestibile più con stile di vita e alimentazione che con esami.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Buonasera , sarebbe importante capire che tipo di alimentazione segue e qual è l'apporto di fibre che consuma quotidianamente. Affidarsi ad un professionista potrebbe essere la strada ideale per comprendere e superare la problematica, a volte bastano davvero pochi accorgimenti
Salve, per prima cosa è necessario rimettere in ordine l'intestino con un protocollo specifico di rigenerazione e arricchimento, poi per un periodo è necessario seguire un regime alimentare ricco in fibre, la salute del microbiota è alla base di tutto, se stai male con l'intestino a cascata si scatenano tante altre patologie.
Buonasera, la stitichezza recente, con colonscopia negativa, è spesso legata a fattori funzionali come alimentazione, idratazione e abitudini intestinali. Una valutazione nutrizionale personalizzata può aiutare a identificare le cause e costruire strategie concrete per migliorare la regolarità intestinale. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista della salute!
Salve. sta bevendo molta acqua? Fibre con frutta e verdure ne sta mangiando? Se si, è in un periodo di stress? La stitichezza può dipendere da diverse cose e fattori.
Buonasera. Potrebbe provare ad aumentare l'apporto di fibre solubili alla sua dieta, una maggiore idratazione lungo tutta la giornata e abbinare a ciò l'attività fisica, anche una camminata.
Un saluto
Un saluto
Buonasera,
Se la colonscopia è risultata negativa, è già un dato rassicurante, perché rende meno probabile una causa strutturale importante, ma non esclude affatto le cause funzionali o metaboliche della stitichezza. Una stitichezza comparsa da luglio può dipendere, per esempio, da riduzione dell’idratazione, scarso apporto di fibre, cambiamenti di routine, sedentarietà, stress, farmaci, alterazioni della funzione tiroidea o da un intestino che evacua con difficoltà anche in assenza di lesioni visibili alla colonscopia.
Il primo passo è capire bene “come” si manifesta il problema: evacuazioni rare, feci dure, sforzo, senso di incompleto svuotamento o blocco all’uscita non indicano sempre la stessa causa.
Le linee guida distinguono infatti forme a transito normale, forme a transito rallentato e disturbi dell’evacuazione del pavimento pelvico, che richiedono approcci diversi. Per questo, oltre alla colonscopia, spesso sono utili una buona anamnesi, la revisione dei farmaci assunti e, se indicato, esami del sangue mirati come emocromo, glicemia o HbA1c, elettroliti, calcio e funzionalità tiroidea.
Dal punto di vista pratico, di solito si parte da misure semplici ma costanti: aumentare gradualmente l’acqua, migliorare l’apporto di fibre se la dieta è povera, camminare ogni giorno e cercare di rispettare un orario regolare per andare in bagno senza trattenere lo stimolo. Se non basta, il medico può valutare lassativi appropriati o, nei casi che persistono, approfondimenti come il test del transito intestinale, la manometria anorettale o il balloon expulsion test, utili soprattutto quando si sospetta un problema di evacuazione più che di “colon lento”.
Le consiglierei quindi di non fermarsi al solo “non risulta nulla”, ma di far inquadrare meglio il tipo di stitichezza e le possibili cause correggibili. Una consulenza nutrizionale può essere molto utile per valutare se il problema dipenda anche dalla struttura della dieta quotidiana e per impostare un piano alimentare che aiuti davvero l’intestino, senza procedere per tentativi casuali.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Se la colonscopia è risultata negativa, è già un dato rassicurante, perché rende meno probabile una causa strutturale importante, ma non esclude affatto le cause funzionali o metaboliche della stitichezza. Una stitichezza comparsa da luglio può dipendere, per esempio, da riduzione dell’idratazione, scarso apporto di fibre, cambiamenti di routine, sedentarietà, stress, farmaci, alterazioni della funzione tiroidea o da un intestino che evacua con difficoltà anche in assenza di lesioni visibili alla colonscopia.
Il primo passo è capire bene “come” si manifesta il problema: evacuazioni rare, feci dure, sforzo, senso di incompleto svuotamento o blocco all’uscita non indicano sempre la stessa causa.
Le linee guida distinguono infatti forme a transito normale, forme a transito rallentato e disturbi dell’evacuazione del pavimento pelvico, che richiedono approcci diversi. Per questo, oltre alla colonscopia, spesso sono utili una buona anamnesi, la revisione dei farmaci assunti e, se indicato, esami del sangue mirati come emocromo, glicemia o HbA1c, elettroliti, calcio e funzionalità tiroidea.
Dal punto di vista pratico, di solito si parte da misure semplici ma costanti: aumentare gradualmente l’acqua, migliorare l’apporto di fibre se la dieta è povera, camminare ogni giorno e cercare di rispettare un orario regolare per andare in bagno senza trattenere lo stimolo. Se non basta, il medico può valutare lassativi appropriati o, nei casi che persistono, approfondimenti come il test del transito intestinale, la manometria anorettale o il balloon expulsion test, utili soprattutto quando si sospetta un problema di evacuazione più che di “colon lento”.
Le consiglierei quindi di non fermarsi al solo “non risulta nulla”, ma di far inquadrare meglio il tipo di stitichezza e le possibili cause correggibili. Una consulenza nutrizionale può essere molto utile per valutare se il problema dipenda anche dalla struttura della dieta quotidiana e per impostare un piano alimentare che aiuti davvero l’intestino, senza procedere per tentativi casuali.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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