Salve volevo sapere gli sportivi quelli seri quando accusano la fascite come la curano? Visto che ri
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Salve volevo sapere gli sportivi quelli seri quando accusano la fascite come la curano? Visto che ritornano subito a far sport!
Salve, probabilmente avendo necessità di tornare al più presto all’attività sportiva ricorrono a terapie farmacologiche forti che servono ad eliminare il dolore durante l’attività ma non eliminano la causa del dolore stesso.
Per i non sportivi sarebbe bene armarsi di pazienza ed effettuare una buona e duratura fisioterapia, magari facendo controlli periodicamente (2 volte l’anno) anche in assenza di sintomatologia dolorosa.
Saluti.
Per i non sportivi sarebbe bene armarsi di pazienza ed effettuare una buona e duratura fisioterapia, magari facendo controlli periodicamente (2 volte l’anno) anche in assenza di sintomatologia dolorosa.
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Buongiorno prima mi accerterei che fosse davvero fascite. Mi capita spesso di ricevere in studio pazienti con questo problema persistente e che non riescono a risolvere che in realtà si rileva essere un problema relativo al nervo plantare. Stessa localizzazione ma comportamento del dolore differente e che ha tutt altro trattamento. Se ha bisogno di maggiori informazioni mi contatti pure. Cordiali saluti
Buongiorno, gli sportivi avendo necessità di tornare al più presto in campo spesso abbinano ad una fisioterapia intensiva anche farmaci per non fargli sentire dolore durante l'attività. Poi tutto è relativo, bisogna capire se è effettivamente una fascite plantare e il grado di gravità.
Un caro saluto
Un caro saluto
Come detto già dai colleghi la terapia di base è quella farmacologica seguita da fisioterapia strumentale come potrebbero essere onde d’urto ,tecar ,laser a seconda dei casi a volte ripetute più volte nel corso dell’anno giornata.
Saluti.
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Buongiorno, solitamente per via farmacologiche e per terapia fisica strumentale intensiva abbinata a terapia manuale fisioterapica.
Cordiali saluti
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Buonasera, chi fa sport che sollecitano molto la fascia plantare è probabile abbia anche una fascia plantare capace di sopperire al carico richiesto, soprattutto se lo sport è praticato ad alta intensità.
A meno che non ci sia un effettivo danno della struttura interessata o di quelle circostanti, è opportuno valutare globalmente l'atleta per capire se quel dolore è solo la valvola di sfogo di un problema lontano dal piede.
Saluti e buona guarigione!
A meno che non ci sia un effettivo danno della struttura interessata o di quelle circostanti, è opportuno valutare globalmente l'atleta per capire se quel dolore è solo la valvola di sfogo di un problema lontano dal piede.
Saluti e buona guarigione!
Salve, spesso abbinano terapia farmacologica a terapia strumentale (onde d'urto o tecar), tecniche manuali se fossero presenti limitazioni della mobilità della caviglia o eccessiva tensione muscolare a livello del polpaccio, e ovviamente esercizi terapeutici per andare a stimolare la fascia plantare. Spesso gli sportivi hanno una capacità di carico delle strutture molto importante, ottime capacità di recupero e una maggior tolleranza al dolore.
Chi fa sport regolarmente ha dei tessuti con un metabolismo più "allenato" e quindi in caso di problemi come la fascite solitamente riescono a uscirne più velocemente. Inoltre la loro predisposizione a "non fermarsi" nei casi di problemi non gravi facilita la guarigione del tessuto.
Buongiorno
Avrei necessità di avere maggiori informazioni, potrebbe inviarmi un messaggio con il suo contatto telefonico? senza impegno. Grazie
Avrei necessità di avere maggiori informazioni, potrebbe inviarmi un messaggio con il suo contatto telefonico? senza impegno. Grazie
Tendenzialmente la fascite a livello sportivo alto viene curata con forti somministrazioni di antidolorifici... ricordiamoci che la fascite è quasi sempre un problema secondario causato da problematiche posturali e mancanza di mobilità a livello della caviglia-piede, oltre che una debolezza dei muscoli intrinseci del piede... quasi sempre risulta utile il trattamento del sintomo ma va sempre valutato anche il contesto globale per capire il motivo scatenante la fascite
Avendo necessità di ritornare il prima possibile ad intraprendere l'attività sportiva agonistica, abbinano terapie fisiche, terapia manuale, esercizio terapeutico e farmaci.
Salve. Questo tipo di condizione patologica è molto diffusa e la questione relativa alla cura e al trattamento è più delicata di quello che si pensa. Ogni percorso è diverso, a partire, direi in questo caso, dalla scelta terapeutica. Il sintomo è un segno, una manifestazione, ma ciò che è determinante per la guarigione è la corretta interpretazione del sintomo. Lo sportivo, forse, ha come obiettivo immediato la competizione, non la comprensione del sintomo, unica via che porterebbe alla guarigione. Mai, come in questo caso, il percorso terapeutico che si sceglie di intraprendere assume maggior rilievo per il superamento del malessere. Provi a leggere diversamente questa patologia. Ognuno di noi è stabile se si muove su un terreno stabile. Chi soffre di questa patologia non riesce a trarre stabilità dal terreno sul quale si sposta. Se desidera approfondire la questione, il 12 novembre terrò, durante tutta la giornata, consulti gratuiti dedicati proprio a questa condizione patologica. Può inviarmi un messaggio per prenotarsi o, in alternativa, può procedere lei stesso con la prenotazione online (indirizzo Bari, consulti tematici). A disposizione per qualsiasi richiesta di chiarimento,
cordialità,
Alessia C
cordialità,
Alessia C
Gestione del carico previa educazione del paziente, esercizio terapeutico, terapia manuale per i tessuti molli, onde d'urto e plantare correttivo sono le strategie più importanti, alcune di queste fondamentali e risolutive. Può contattarmi per ulteriori spiegazioni e consulenze online.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
La fascite plantare è molto comune nei corridori, colpisce fino al 17% dei runner. È un classico infortunio da sovraccarico: il tessuto viene sollecitato più di quanto riesca ad adattarsi.
Le cause principali sono overtraining, piede non abituato al carico o problemi biomeccanici come l’eccessiva pronazione. Il fattore di rischio più importante è aver già avuto infortuni nei 12 mesi precedenti.
Quando valuto un atleta con fascite plantare guardo tutta la catena dal bacino al piede, non solo il punto che fa male. Spesso il problema nasce da compensi più in alto.
Il trattamento è sempre conservativo per almeno 3-6 mesi e funziona nella maggior parte dei casi. Il riposo attivo è fondamentale, quindi stop alla corsa ma si può continuare con nuoto e bicicletta per mantenere la forma fisica. Per il controllo del dolore uso crioterapia, antinfiammatori quando necessario e terapie fisiche come laser, Tecar o ultrasuoni.
La terapia manuale serve per mobilizzare le zone rigide e stabilizzare quelle ipermobili. L’esercizio terapeutico è la parte più importante e include rinforzo dei muscoli intrinseci del piede, esercizi propriocettivi, lavoro eccentrico e concentrico, esercizi in catena chiusa e aperta per migliorare il controllo neuromuscolare.
Quando servono correzioni biomeccaniche raccomando l’uso di plantari ortopedici per proteggere la fascia e correggere i difetti di appoggio.
Il ritorno allo sport deve essere graduale e programmato insieme all’allenatore. Chi pensa di tornare subito a correre come prima di solito ricomincia da capo. Il tessuto ha perso condizionamento e va riabituato piano piano con kilometraggi e velocità crescenti.
Con pazienza e il corretto approccio terapeutico la fascite plantare presenta una prognosi favorevole, tuttavia i tempi di guarigione si misurano in mesi, non in settimane.
È bene essere precisi su questo punto.
Le cause principali sono overtraining, piede non abituato al carico o problemi biomeccanici come l’eccessiva pronazione. Il fattore di rischio più importante è aver già avuto infortuni nei 12 mesi precedenti.
Quando valuto un atleta con fascite plantare guardo tutta la catena dal bacino al piede, non solo il punto che fa male. Spesso il problema nasce da compensi più in alto.
Il trattamento è sempre conservativo per almeno 3-6 mesi e funziona nella maggior parte dei casi. Il riposo attivo è fondamentale, quindi stop alla corsa ma si può continuare con nuoto e bicicletta per mantenere la forma fisica. Per il controllo del dolore uso crioterapia, antinfiammatori quando necessario e terapie fisiche come laser, Tecar o ultrasuoni.
La terapia manuale serve per mobilizzare le zone rigide e stabilizzare quelle ipermobili. L’esercizio terapeutico è la parte più importante e include rinforzo dei muscoli intrinseci del piede, esercizi propriocettivi, lavoro eccentrico e concentrico, esercizi in catena chiusa e aperta per migliorare il controllo neuromuscolare.
Quando servono correzioni biomeccaniche raccomando l’uso di plantari ortopedici per proteggere la fascia e correggere i difetti di appoggio.
Il ritorno allo sport deve essere graduale e programmato insieme all’allenatore. Chi pensa di tornare subito a correre come prima di solito ricomincia da capo. Il tessuto ha perso condizionamento e va riabituato piano piano con kilometraggi e velocità crescenti.
Con pazienza e il corretto approccio terapeutico la fascite plantare presenta una prognosi favorevole, tuttavia i tempi di guarigione si misurano in mesi, non in settimane.
È bene essere precisi su questo punto.
Buongiorno, dubito che gli sportivi professionisti tornino subito a fare sport con una fascite. Le terapia da fare sono le medesime come esercizi, rinforzo, onde d'urto e valutare possibile plantare. Dopodichè il professionista sicuramente dedica più tempo alla risoluzione del problema essendo esso causa di una riduzione della proprio performance.
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