Salve a tutti, ad ottobre 2024 ho iniziato a soffrire di dolore sotto alla pianta del piede e al p
Salve a tutti, ad ottobre 2024 ho iniziato a soffrire di dolore sotto alla pianta del piede e al polpaccio. Ho fatto 8 sedute di tecar, vari massaggi, visita da ortopedico, podologa, radiografia e ecografia. Non è risultato nulla. Ho utilizzato per due mesi anche arnica e argilla. Giovedì sono stata dal fisioterapista che mi ha dato degli esercizi per il rinforzo del medio gluteo e del polpaccio. Sono disperata …ho paura che questo dolore non passi più. È normale che nn sia risultato nulla in nessun esame? Cosa posso fare ancora?
5 risposte
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione. In molti casi, come il suo, il dolore può dipendere da squilibri muscolari o fasciali che non emergono dagli esami. Il rinforzo del gluteo medio e del polpaccio è una strategia corretta, ma va seguito con costanza. Tra i trattamenti utili può considerare anche le **onde d’urto**, che spesso aiutano nei dolori plantari resistenti. Una valutazione medica può servire a personalizzare meglio il percorso. Con il giusto approccio, anche i dolori cronici possono migliorare. Non si scoraggi.
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Buongiorno, dai sintomi che riferisce sembra trattarsi di una fascite plantare che in genere si tratta con esercizi di allungamento dei Muscoli del polpaccio e della pianta del piede, ghiaccio e cambio di calzature con plantare morbido e piccolo rialzo al tacco. Saluti
Buongiorno, serve una diagnosi chiara e certa per impostare un trattamento mirato. Consulti un buon fisiatra nella sua zona per gestire entrambi gli aspetti. Cordialità PROF MASSIMILIANO NOSEDA, fisiatra a MILANO
Che gli esami risultino negativi non vuol dire che il dolore non abbia una causa: significa piuttosto che non c'è una lesione strutturale evidente, ed è una notizia migliore di quanto sembri. Il fatto che pianta del piede e polpaccio siano coinvolti insieme fa pensare a una sofferenza della catena posteriore - fascia plantare e tricipite surale - dove il problema è più funzionale che anatomico. In questi casi l'ecografia è utile solo se mirata sul punto esatto che le fa male e completata con manovre dinamiche: un esame generico della regione spesso non coglie ciò che serve. Da lì si capisce se il tessuto è realmente sofferente e quale trattamento ha senso, perché il percorso cambia molto a seconda della struttura coinvolta, e le stesse terapie fisiche funzionano quando sono applicate al bersaglio giusto. Il lavoro di rinforzo che ha appena iniziato è comunque la direzione corretta; richiede però settimane di continuità prima di dare un'idea attendibile del risultato.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

