Salve, Un mesetto fa ho provato a preparare dell'olio al peperoncino. Non pensandoci due volte e no
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Salve,
Un mesetto fa ho provato a preparare dell'olio al peperoncino. Non pensandoci due volte e non pensando ad informarmi prima, ho semplicemente preso un paio di peperoncini freschi e li ho immersi nell'oliera.
Inizialmente, nei primi giorni, qualche peperoncino era rimasto a galla e vedevo alcune bolle d'aria salire da quelli sul fondo. Ho pensato fosse un processo naturale, data la presenza di un po' d'aria nel peperoncino.
In seguito tutti i pezzi sono affondati e non ho più visto bolle d'aria. Quindi ho usato l'olio saltuariamente per cucinare o a crudo nelle successive settimane.
Questa settimana invece mi sono accorto che l'olio era diventato torbido e i peperoncini non avevamo una bella cera, però l'ho utilizzato un paio di volte perché al gusto sembrava ancora buono. Oggi però era decisamente rancido, quindi l'ho gettato via.
Allora ho iniziato a cercare su internet ulteriori informazioni su cibi sott'olio e mi sono imbattuto in articoli abbastanza inquietanti riguardo i rischi della conservazione errata e del botulino e mi sono iniziato ad agitare. Quindi chiedo a voi: ho motivo di preoccuparmi per avere usato quell'olio? Il botulino si può creare anche in ambienti non strettamente anaerobici (la mia oliera non era sottovuoto)?
Grazie mille e scusate la paranoia. Ho imparato la lezione e sicuramente mi informerò meglio prima di fare stupidi esperimenti in cucina.
Un mesetto fa ho provato a preparare dell'olio al peperoncino. Non pensandoci due volte e non pensando ad informarmi prima, ho semplicemente preso un paio di peperoncini freschi e li ho immersi nell'oliera.
Inizialmente, nei primi giorni, qualche peperoncino era rimasto a galla e vedevo alcune bolle d'aria salire da quelli sul fondo. Ho pensato fosse un processo naturale, data la presenza di un po' d'aria nel peperoncino.
In seguito tutti i pezzi sono affondati e non ho più visto bolle d'aria. Quindi ho usato l'olio saltuariamente per cucinare o a crudo nelle successive settimane.
Questa settimana invece mi sono accorto che l'olio era diventato torbido e i peperoncini non avevamo una bella cera, però l'ho utilizzato un paio di volte perché al gusto sembrava ancora buono. Oggi però era decisamente rancido, quindi l'ho gettato via.
Allora ho iniziato a cercare su internet ulteriori informazioni su cibi sott'olio e mi sono imbattuto in articoli abbastanza inquietanti riguardo i rischi della conservazione errata e del botulino e mi sono iniziato ad agitare. Quindi chiedo a voi: ho motivo di preoccuparmi per avere usato quell'olio? Il botulino si può creare anche in ambienti non strettamente anaerobici (la mia oliera non era sottovuoto)?
Grazie mille e scusate la paranoia. Ho imparato la lezione e sicuramente mi informerò meglio prima di fare stupidi esperimenti in cucina.
Buonasera,
il metodo di realizzazione dell'olio piccante, in questo caso, non è tra i più sicuri, l'ideale sarebbe utilizzare peperoncini essiccati molto bene (si sbriciolano al tatto) oppure peperoncini tenuti sotto aceto o in salamoia.
Il botulino può crearsi anche se l'oliera non era sottovuoto in quanto l'olio è capace di isolare il prodotto creando comunque una condizione anaerobia e quindi permettere al batterio di produrre la tossina.
Comunque ha fatto bene a non consumarlo assiduamente ed a buttare il prodotto.
Saluti.
il metodo di realizzazione dell'olio piccante, in questo caso, non è tra i più sicuri, l'ideale sarebbe utilizzare peperoncini essiccati molto bene (si sbriciolano al tatto) oppure peperoncini tenuti sotto aceto o in salamoia.
Il botulino può crearsi anche se l'oliera non era sottovuoto in quanto l'olio è capace di isolare il prodotto creando comunque una condizione anaerobia e quindi permettere al batterio di produrre la tossina.
Comunque ha fatto bene a non consumarlo assiduamente ed a buttare il prodotto.
Saluti.
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L’olio non svolge un’azione antibatterica; l’essiccazione dei peperoncini è un metodo sicuro. Nel caso si volesse utilizzare invece peperoncini freschi è sempre consigliabile sanificarli facendoli sbollentare per 15/20 minuti in una soluzione di aceto (con acidità almeno del 5%) e acqua in parti uguali.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Salve, in accordo con i miei colleghi le confermo che l'oliera non crea condizioni di anaerobiosi, ma l'olio sì perchè all'interno di esso ovviamente non c'è aria ed è possibile che si sviluppi la tossina botulinica - ha fatto bene a buttare il prodotto e sicuramente il rischio di botulino è scongiurato (se sono passati diversi giorni dall'utilizzo e non ha avuto disturbi, probabilmente si è trattato solo di un irrancidimento del peperoncino). La prossima volta segua le linee guida sulla sterilizzazione degli alimenti conservati fatti in casa. Cordiali saluti, Dott. Francesco Cinti
Buonasera, concordo coi colleghi. al momento rischio scongiurato visto che non ha avuto sintomi. faccia più attenzione la prossima volta.
saluti
saluti
Salve, come già riportato dai miei colleghi sarebbe meglio utilizzare peperoncini essiccati o procedere con un accurato passaggio in aceto al 5%, per ridurre il rischio microbiologico.
Purtroppo alcune procedure di conservazione proposte in rete, alla televisione o alla radio, non forniscono sufficiente garanzia di sterilità o di stabilità per la conserva, che rischia di alterarsi o diventare pericolosa per la nostra salute, le consiglio, pertanto di fare riferimento alle Linee Guida presentate dal Ministero della Salute.
Ha fatto bene a non consumare il prodotto se quest'ultimo presentava dei segni evidenti di deterioramento.
Essendo passati diversi giorni dall'ultimo utilizzo e non avendo avuto sintomi, il rischio è scongiurato.
Saluti
Purtroppo alcune procedure di conservazione proposte in rete, alla televisione o alla radio, non forniscono sufficiente garanzia di sterilità o di stabilità per la conserva, che rischia di alterarsi o diventare pericolosa per la nostra salute, le consiglio, pertanto di fare riferimento alle Linee Guida presentate dal Ministero della Salute.
Ha fatto bene a non consumare il prodotto se quest'ultimo presentava dei segni evidenti di deterioramento.
Essendo passati diversi giorni dall'ultimo utilizzo e non avendo avuto sintomi, il rischio è scongiurato.
Saluti
Gentile Utente, l'olio viene spesso utilizzato come liquido di copertura di numerosi prodotti animali e vegetali, ma NON svolge un'azione batteriostatica o battericida, semplicemente agisce isolando l'alimento dell'aria e bloccando l'attività degli aerobi, ma risulta inefficace contro gli anaerobi (es. Clostridium botulinum), soprattutto se l'alimento contiene una quantità di acqua sufficiente all'attività microbica. Se prima di essere messo sott'olio alimento non è ben scolato, si può ritrovare una notevole quantità di flora microbica nello strato acquoso e, se il prodotto non è ben coperto dall'olio, è possibile riscontrare microrganismi responsabili di patine bianche.
questo metodo, (in industria in particolare) viene sempre abbinato ad altri metodi come pastorizzazione, sterilizzazione o tramite azione del sale e dell'aceto.
detto ciò, per quanto riguarda il Clostridium botulinum, il tempo di incubazione è di circa 12-36 ore, nel quale insorgono i sintomi tipo nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, seguiti da sintomi neurologici, con una mortalità che si aggira tra il 36-65%.
Non avendo avuto sintomi, il rischio risulta essere scongiurato.
Saluti!
questo metodo, (in industria in particolare) viene sempre abbinato ad altri metodi come pastorizzazione, sterilizzazione o tramite azione del sale e dell'aceto.
detto ciò, per quanto riguarda il Clostridium botulinum, il tempo di incubazione è di circa 12-36 ore, nel quale insorgono i sintomi tipo nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, seguiti da sintomi neurologici, con una mortalità che si aggira tra il 36-65%.
Non avendo avuto sintomi, il rischio risulta essere scongiurato.
Saluti!
Buonasera, i Colleghi le hanno già risposto in maniera esaustiva, con i quali concordo.
Cordialità
Cordialità
Buongiorno, concordo con i colleghi, ma fortunatamente il rischio è scongiurata dalla mancata insorgenza di sintomi che generalmente è quasi immediata.
Saluti
Saluti
Buongiorno, mi associo ai colleghi nel tranquillizzarla. La prossima volta utilizzi peperoncino essiccato che non contiene acqua per cui non causa fermentazione di microrganismi patogeni.
Buona giornata
Dott.ssa Erika Benedetti
Buona giornata
Dott.ssa Erika Benedetti
Salve
Concordo Con i colleghi
Dott Stefano Carrara
Biologo nutrizionista e massaggi per il benessere
Cavenago di brianza e Rho
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Gentilissimo paziente,
Concordo con i miei colleghi su quanto detto.
Cordialmente
Dott.ssa F.A.
Concordo con i miei colleghi su quanto detto.
Cordialmente
Dott.ssa F.A.
Buongiorno,
l'olio può favorire lo sviluppo di tossina botulina per prodotti messi sott'olio in casa. Ha fatto bene a buttare tutto.
Drssa G.Viviana Martiradonna
l'olio può favorire lo sviluppo di tossina botulina per prodotti messi sott'olio in casa. Ha fatto bene a buttare tutto.
Drssa G.Viviana Martiradonna
è normale avere dubbi e preoccupazioni quando si tratta di sicurezza alimentare, specialmente dopo aver letto informazioni allarmanti!
Rischio di botulismo: Il botulismo è principalmente associato a cibi conservati in condizioni anaerobiche (senza ossigeno), come le conserve fatte in casa. Tuttavia, l'olio al peperoncino, se preparato in modo non corretto, può presentare rischi. I peperoncini freschi contengono umidità e, se non trattati adeguatamente, possono fornire un ambiente favorevole alla crescita di batteri, incluso il Clostridium botulinum.
Torbidezza e rancidità: La torbidezza e il sapore rancido indicano che l'olio non era più fresco e potrebbe essere stato contaminato. Anche se il tuo contenitore non era sottovuoto, la presenza di umidità e di peperoncini freschi può essere problematica. Se noti segni di deterioramento, è sempre meglio evitare di consumare il prodotto.
Precauzioni: È fondamentale informarsi prima di preparare cibi conservati. In futuro, se desideri fare un olio aromatizzato, considera di utilizzare peperoncini secchi, poiché contengono meno umidità. Inoltre, puoi sterilizzare i peperoncini in un acido (come l'aceto) prima di aggiungerli all'olio, per ridurre il rischio.
In sintesi, se hai utilizzato l'olio una o due volte e non hai avvertito sintomi di intossicazione, il rischio è probabilmente basso. Tuttavia, se dovessi mai avvertire sintomi come nausea, vomito o diarrea, è importante contattare un medico.
dott.ssa antelmi
Rischio di botulismo: Il botulismo è principalmente associato a cibi conservati in condizioni anaerobiche (senza ossigeno), come le conserve fatte in casa. Tuttavia, l'olio al peperoncino, se preparato in modo non corretto, può presentare rischi. I peperoncini freschi contengono umidità e, se non trattati adeguatamente, possono fornire un ambiente favorevole alla crescita di batteri, incluso il Clostridium botulinum.
Torbidezza e rancidità: La torbidezza e il sapore rancido indicano che l'olio non era più fresco e potrebbe essere stato contaminato. Anche se il tuo contenitore non era sottovuoto, la presenza di umidità e di peperoncini freschi può essere problematica. Se noti segni di deterioramento, è sempre meglio evitare di consumare il prodotto.
Precauzioni: È fondamentale informarsi prima di preparare cibi conservati. In futuro, se desideri fare un olio aromatizzato, considera di utilizzare peperoncini secchi, poiché contengono meno umidità. Inoltre, puoi sterilizzare i peperoncini in un acido (come l'aceto) prima di aggiungerli all'olio, per ridurre il rischio.
In sintesi, se hai utilizzato l'olio una o due volte e non hai avvertito sintomi di intossicazione, il rischio è probabilmente basso. Tuttavia, se dovessi mai avvertire sintomi come nausea, vomito o diarrea, è importante contattare un medico.
dott.ssa antelmi
Ciao! È normale preoccuparsi quando si scopre il rischio legato al botulino, ma cerchiamo di fare chiarezza. Il Clostridium botulinum può svilupparsi in condizioni anaerobiche, come in alimenti sott’olio con ingredienti freschi che contengono acqua, poiché la combinazione di acqua, assenza di ossigeno e temperatura ambiente favorisce la crescita del batterio e la produzione della tossina botulinica. Anche se l’ambiente non è perfettamente anaerobico, l’olio può creare sacche di micro-anaerobiosi sufficienti per il botulino. La torbidezza dell’olio e i peperoncini dall’aspetto alterato potrebbero indicare problemi, ma l’olio rancido di per sé non è sintomo di botulino, essendo più probabilmente dovuto a ossidazione o rilascio di acqua. Se hai consumato l’olio e non hai sintomi come debolezza muscolare, visione doppia, difficoltà a deglutire o respirare entro 18-36 ore dall’ingestione, è improbabile che tu abbia contratto il botulismo. Per il futuro, ti consiglio di sterilizzare contenitori e ingredienti, trattare o essiccare alimenti freschi prima di metterli sott’olio, conservare in frigorifero e consumare entro breve tempo. Se stai bene e non hai sintomi, non preoccuparti, ma hai fatto bene a informarti: ora saprai come sperimentare in cucina in totale sicurezza!
Il Clostridium botulinum è un batterio anaerobico, quindi si sviluppa in assenza di ossigeno, in ambienti umidi e con un pH neutro o leggermente alcalino. Gli alimenti sott’olio, se preparati in modo errato, possono essere a rischio perché l’olio crea un ambiente privo di ossigeno dove le spore possono germogliare e produrre tossine. Tuttavia, alcuni fattori riducono il rischio:
Il primo è la presenza iniziale di ossigeno: nei primi giorni c’era aria nei peperoncini, quindi l’ambiente non era completamente anaerobico subito e se l’olio veniva aperto e usato frequentemente, un minimo di ossigeno entrava, ostacolando la proliferazione del batterio. Inoltre il botulino non altera il sapore o l’odore, ma l’irrancidimento indica ossidazione dell’olio, non tossine batteriche. Il rischio non può essere escluso del tutto, ma è basso se non ha avuto sintomi dopo il consumo (il botulino agisce entro 6-36 ore con sintomi neurologici gravi come visione doppia, difficoltà a deglutire e debolezza muscolare) e se l’olio non è rimasto fermo per mesi senza essere usato.
Le do alcuni consigli in merito per la prossima volta. Usare sempre peperoncini secchi, perché l’umidità residua nei freschi favorisce la crescita batterica oppure scottare i peperoncini freschi in aceto prima di metterli nell’olio e conservare l’olio aromatizzato in frigo e consumarlo entro poche settimane.
Se non ha avuto sintomi, direi che puo stare tranquillo.
Il primo è la presenza iniziale di ossigeno: nei primi giorni c’era aria nei peperoncini, quindi l’ambiente non era completamente anaerobico subito e se l’olio veniva aperto e usato frequentemente, un minimo di ossigeno entrava, ostacolando la proliferazione del batterio. Inoltre il botulino non altera il sapore o l’odore, ma l’irrancidimento indica ossidazione dell’olio, non tossine batteriche. Il rischio non può essere escluso del tutto, ma è basso se non ha avuto sintomi dopo il consumo (il botulino agisce entro 6-36 ore con sintomi neurologici gravi come visione doppia, difficoltà a deglutire e debolezza muscolare) e se l’olio non è rimasto fermo per mesi senza essere usato.
Le do alcuni consigli in merito per la prossima volta. Usare sempre peperoncini secchi, perché l’umidità residua nei freschi favorisce la crescita batterica oppure scottare i peperoncini freschi in aceto prima di metterli nell’olio e conservare l’olio aromatizzato in frigo e consumarlo entro poche settimane.
Se non ha avuto sintomi, direi che puo stare tranquillo.
Assolutamente! Capisco benissimo la sua preoccupazione, soprattutto dopo un'esperienza che l'ha messa in allarme. La paranoia in questi casi è comprensibile, meglio essere prudenti!
Riguardo alla sua domanda specifica sul botulino e ambienti non strettamente anaerobici:
Il Clostridium botulinum, il batterio responsabile della produzione della tossina botulinica, è anaerobico obbligato. Questo significa che prolifera e produce la tossina in ambienti con scarsissima o assente quantità di ossigeno.
Tuttavia, è importante fare alcune precisazioni riguardo alla sua oliera:
* L'olio stesso crea un ambiente a basso contenuto di ossigeno: Anche se la sua oliera non era sottovuoto, l'olio in sé tende a creare un ambiente con poco ossigeno disciolto, soprattutto nella parte inferiore. Questo è uno dei motivi per cui le conserve sott'olio, se non preparate correttamente, possono rappresentare un rischio.
* Non è necessario il sottovuoto spinto: Per la crescita del botulino non è richiesto un sottovuoto industriale. Un ambiente con poco ossigeno, come quello che si può creare sotto uno strato d'olio, può essere sufficiente se ci sono anche altri fattori favorevoli (come umidità e pH non troppo acido).
* Spore resistenti: Le spore del Clostridium botulinum sono molto resistenti e possono sopravvivere in presenza di ossigeno. Se contaminate nell'olio e poi private di ossigeno, possono germinare e produrre la pericolosa tossina.
Quindi, per rispondere direttamente alla sua domanda: Sì, in teoria, il botulino potrebbe potenzialmente svilupparsi anche in un'oliera non sottovuoto se si fossero create le condizioni adatte (presenza di spore, ambiente a basso ossigeno, umidità da eventuali residui e un pH non troppo acido).
Perché l'olio puro è considerato a basso rischio (generalmente):
* Bassa attività dell'acqua: L'olio puro ha una bassissima quantità di acqua disponibile, un fattore essenziale per la crescita batterica.
* Assenza di nutrienti acquosi: Il Clostridium botulinum ha bisogno di un substrato acquoso con nutrienti per proliferare. L'olio puro ne è privo.
Il suo "stupido esperimento" è stata un'ottima lezione! La sicurezza alimentare è un argomento serio e la sua reazione di preoccupazione è del tutto giustificata.
Consigli per il futuro (e per tranquillizzarla):
* Olio aromatizzato fatto in casa: molta cautela! Se desidera aromatizzare l'olio, è fondamentale seguire procedure sicure per ridurre il rischio di botulino (ad esempio, utilizzare ingredienti completamente asciutti, possibilmente sbollentati in aceto, conservare in frigorifero e consumare in tempi brevi). Ci sono molte guide affidabili online e in libri di cucina sulla preparazione sicura di oli aromatizzati.
* Conservazione dell'olio: L'olio d'oliva normale si conserva meglio in un luogo fresco, al riparo dalla luce e con il tappo ben chiuso per evitare l'irrancidimento, non tanto per il rischio botulino.
* Fidarsi delle fonti affidabili: Prima di sperimentare in cucina con metodi di conservazione, si informi sempre da fonti autorevoli (ministero della salute, istituti di ricerca alimentare, esperti di conservazione).
Sono contento che abbia imparato la lezione e che la sua preoccupazione l'abbia spinta a informarsi. È il modo migliore per cucinare in sicurezza! Se ha altre domande, non esiti a chiedere.
Riguardo alla sua domanda specifica sul botulino e ambienti non strettamente anaerobici:
Il Clostridium botulinum, il batterio responsabile della produzione della tossina botulinica, è anaerobico obbligato. Questo significa che prolifera e produce la tossina in ambienti con scarsissima o assente quantità di ossigeno.
Tuttavia, è importante fare alcune precisazioni riguardo alla sua oliera:
* L'olio stesso crea un ambiente a basso contenuto di ossigeno: Anche se la sua oliera non era sottovuoto, l'olio in sé tende a creare un ambiente con poco ossigeno disciolto, soprattutto nella parte inferiore. Questo è uno dei motivi per cui le conserve sott'olio, se non preparate correttamente, possono rappresentare un rischio.
* Non è necessario il sottovuoto spinto: Per la crescita del botulino non è richiesto un sottovuoto industriale. Un ambiente con poco ossigeno, come quello che si può creare sotto uno strato d'olio, può essere sufficiente se ci sono anche altri fattori favorevoli (come umidità e pH non troppo acido).
* Spore resistenti: Le spore del Clostridium botulinum sono molto resistenti e possono sopravvivere in presenza di ossigeno. Se contaminate nell'olio e poi private di ossigeno, possono germinare e produrre la pericolosa tossina.
Quindi, per rispondere direttamente alla sua domanda: Sì, in teoria, il botulino potrebbe potenzialmente svilupparsi anche in un'oliera non sottovuoto se si fossero create le condizioni adatte (presenza di spore, ambiente a basso ossigeno, umidità da eventuali residui e un pH non troppo acido).
Perché l'olio puro è considerato a basso rischio (generalmente):
* Bassa attività dell'acqua: L'olio puro ha una bassissima quantità di acqua disponibile, un fattore essenziale per la crescita batterica.
* Assenza di nutrienti acquosi: Il Clostridium botulinum ha bisogno di un substrato acquoso con nutrienti per proliferare. L'olio puro ne è privo.
Il suo "stupido esperimento" è stata un'ottima lezione! La sicurezza alimentare è un argomento serio e la sua reazione di preoccupazione è del tutto giustificata.
Consigli per il futuro (e per tranquillizzarla):
* Olio aromatizzato fatto in casa: molta cautela! Se desidera aromatizzare l'olio, è fondamentale seguire procedure sicure per ridurre il rischio di botulino (ad esempio, utilizzare ingredienti completamente asciutti, possibilmente sbollentati in aceto, conservare in frigorifero e consumare in tempi brevi). Ci sono molte guide affidabili online e in libri di cucina sulla preparazione sicura di oli aromatizzati.
* Conservazione dell'olio: L'olio d'oliva normale si conserva meglio in un luogo fresco, al riparo dalla luce e con il tappo ben chiuso per evitare l'irrancidimento, non tanto per il rischio botulino.
* Fidarsi delle fonti affidabili: Prima di sperimentare in cucina con metodi di conservazione, si informi sempre da fonti autorevoli (ministero della salute, istituti di ricerca alimentare, esperti di conservazione).
Sono contento che abbia imparato la lezione e che la sua preoccupazione l'abbia spinta a informarsi. È il modo migliore per cucinare in sicurezza! Se ha altre domande, non esiti a chiedere.
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