Salve, spero possiate indirizzarmi per chiedere aiuto, da qualche anno quando parlavo con delle pers

Salve, spero possiate indirizzarmi per chiedere aiuto, da qualche anno quando parlavo con delle persone in certe situazioni cominciavo a tremare, alcune volte pensavo fosse per rabbia o perche mi dovevo trattenere, però sta peggiorando, ora anche ai colloqui della scuola quando cerco di parlare comincia questo tremore da battere i denti, la sensazione è proprio quella del freddo, un controllo incontrollabile e poi non succede se per esempio litigo con mio marito, qualcosa non va, mi sono resa conto che anche quando incontro certe persone cominciano a sudare le ascelle, non con tutti solo alcune, aiutatemi che devi fare, a quale dottore devo rivolgermi. Grazie.

25 risposte


Salve, potrebbe essere l'ansia e/o la paura. Servirebbero però ulteriori informazioni per poterle dare una risposta esaustiva. Ha pensato a un consulto psicologico? Buona giornata. Dott. Fiori

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Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Credo possa essere utile ritagliarsi uno spazio psicologico per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alle situazioni che vive quotidianamente al fine di trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Ritengo dunque fondamentale un consulto con uno psicologo. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


Salve, mi spiace molto per la situazione descritta. Potrebbe essere l’ansia o la paura, per avere una risposta certa servirebbero ulteriori informazioni. Ritengo comunque utile intraprendere un percorso psicologico al fine di elaborare pensieri e le emozioni connessi alla situazione descritta e trovare strategie utili per fronteggiarla. Se sceglierà di affidarsi ad un professionista, io faccio anche consulti online, resto a disposizione, Dott.ssa G.Mangano


Buonasera, descrive un quadro di disagio di tipo ansioso di fronte a persone significative o momenti per lei significativi. Le potrebbe essere utile affrontare la quesitone con un percorso psicologico per riappropriarsi dei suoi vissuti emotivi che sottostanno a questa attivazione corporea, cosi da risolverla. Rimango a disposizione anche online. Dott.ssa Camilla Ballerini


Salve, sulla base delle sue indicazioni è opportuno che chieda un consulto ad uno psicoterapeuta per valutare con lui la situazione e le eventuali o ulteriori attività. Le ipotesi che si possono fare vanno approfondite con delle informazioni che non sono presenti nella sua nota. Pertanto è molto più semplice per lei contattare uno specialista in psicoterapia e sentire il suo parere. In ogni caso la sua potrebbe e ripeto potrebbe essere una difficoltà su base ansiosa che può essere affrontata con le tecniche legare alla psicoterapia. In ogni caso le ricordo che si tratta solo di una ipotesi da verificare con un consulto- Un cordiale saluto


Carissima capisco bene come questo forte stato di tensione che lei percepisce in specifiche situazioni sia invalidante e la fa star male. credo che l'aiuto di uno psicologo potrebbe esserle d'aiuto per identificare il problema, la sua natura e aiutarla a gestirlo per tornare presto alla sua normalità


Gentilissima, innanzitutto vedo che contrariamente alla maggior parte delle persone, che decidono di ignorare i propri disagi o nascondere le proprie sofferenze, lei sta cercando attivamente una soluzione a una situazione che certamente ha riconosciuto come problematica. Sembrerà banale, ma se ci riflette noterà che spesso tendiamo a prenderci cura di noi stessi meno di quanto facciamo per il nostro animale domestico. Lei sembra aver deciso di prendersi cura di sé, avendo fatto il primo importante passo nel cercare un aiuto. Anche un percorso di poche sedute con un professionista, in grado di fornirle un suo spazio d'ascolto, può essere risolutore. Rimango volentieri a disposizione, Eloisa Iellici


Buongiorno, le sue descrizioni mi fanno pensare a forte ansia e paura. Forse è proprio la mancanza di controllo di alcune situazioni che le genera questi disagi. Provi ad affrontare quello xhe le sta accadendo con uno psicoterapeuta, sono convinta che sia questa la via giusta. Resto a disposizione Claudia m


Buongiorno, Da quanto racconto potrebbe trattarsi di ansia e quindi lo specialista più adatto è uno psicologo/psicoterapeuta


Buongiorno, da quello che riporta sembra quasi che l'incontro con le altre persone sia vissuto come qualcosa dal quale difendersi e scappare. Sarebbe utile iniziare un percorso con uno psicologo ed eventualmente valutare la possibilità di una psicoterapia per iniziare a capire da dove viene. Cordialmente, Dott.ssa Semeraro


Buonasera, da ciò che scrive sembra che lei tenda a nascondere o "bloccare" le sue emozioni che tentano di ergere provocandole ansia e tremori. Le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico in modo che possa essere accompagnata a comprendere la paura legata all'esprimere le sue emozioni e pian piano avvicinarsi ad esse.


Buonasera e grazie per aver condiviso con noi la sua esperienza con tanta generosità. Capisco che la situazione che sta vivendo sia per lei fonte di sofferenza e preoccupazione e credo che questo le vada a togliere la serenità necessaria per affrontare ogni momento della vita. Penso che la soluzione migliore possa essere quella di affrontare un percorso psicologico all'interno del quale provare ad esplorare il senso dei suoi vissuti e delle reazioni fisiche e psicologiche che ci ha spiegato. Uno spazio in cui ascoltarsi e sentirsi ascoltati può diventare la chiave per aprire una breccia nella situazione che sta affrontando. Sperando di esserle stato utile, le auguro una buona serata. Cordialmente, Andrea Brumana


Cara utente, la sua situazione interferisce in maniera significativa con il suo quotidiano? Le interazioni che ha con le persone sono condizionate da questo? Se le risposte sono affermative potrebbe valutare una consulenza psicologica per indagare che significato hanno per lei quelle specifiche persone che le causano questa reazione. Mi domando come mai proprio loro in particolare. Un saluto, Dott.ssa Abate


Buonasera. Quanto tu descrivi sembra molto collegato a situazioni di disagio o ansia. Nel senso che ci sono certe persone con cui non ti senti a tuo agio e qui bisognerebbe capire cosa scatta in te, quali sono le cose che cominci a dirti in quei momenti davanti a loro e cosa senti. Vedere qual è l'origine del tremore. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a comprendere tutti questi aspetti e poi a modulare la risposta fisiologica, che in questo momento è piuttosto forte.


Il freddo sembra voler congelare delle reazioni, tenere a freno qualcosa che invece vorrebbe esprimersi. Il sudore delle ascelle sembra invece una forma di calore. Bisognerebbe capire cosa produce nel suo corpo queste reazioni apparentemente contraddittorie. Lo dico sempre ai miei pazienti: "Prendevi tempo, fate lunghi percorsi di terapia, date tempo all'anima di dispiegare la propria narrazione. Fate in modo che la terapia vi accompagni per un periodo della vostra vita." Lo stesso dico a lei. Buona giornata.


Salve, comprendo il disagio che sta vivendo. Quello che posso consigliarle è di richiedere un consulto psicologico per comprendere l'origine della problematica, i contesti in cui si manifesta e se ci sono differenze, dal momento che lo esperisce solo nei confronti di alcune persone e non di altre, e quali azioni mettere in atto per ridurre il suo malessere. Resto a disposizione. Un cordiale saluto, Dott.ssa Matilde Ciaccia.


Salve, Credo che lei possa trarre giovamento da uno spazio personale dove poter fare chiarezza dentro di sé aprendo spunti di riflessione profondi, ragionare sui suoi vissuti, cercare risposte ragionevoli a domande molto importanti che in questo particolare momento della sua vita sono fonte di sofferenza e disagio. Domande che andrebbero affrontate con calma e con più informazioni. Un percorso psicoterapeutico potrà certamente aiutarla. EP


Salve, mi dispiace per il disagio che prova nelle situazioni sociali. Da quello che ha scritto mi viene da ipotizzare che in certe situazioni sociali inizi a sentirsi in ansia e l'ansia si manifesti a livello fisico con i sintomi che ha riferito (sudorazione, sensazione freddo, battere i denti ecc...). Probabilmente in determinate situazioni sociali si attiva a livello psicofisiologico. Quello che è importante comprendere è il motivo per il quale si attiva. I pensieri che le passano per la mente in quel momento specifico in cui avverte i sintomi fisici le causano uno stato emotivo negativo. Ha timore di essere giudicata negativamente? Di dire qualcosa che possa essere valutato in modo negativo? Per affrontare la situazione di ansia le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeutica. Sono sicura che con l'aiuto di un professionista la situazione migliorerà. Rimango disponibile per dubbi e domande Dott.ssa Melania Filograna Buona giornata


Buongiorno, sembra che il suo corpo di stia facendo portavoce di alcuni stati ansiosi. Parlarne con un professionista può aiutare a fare chiarezza e a darle gli strumenti per gestire al meglio le sue interazioni.


Gentile utente, la situazione che descrive evidenzia una reazione emozionale intensa e specifica che si manifesta in alcune interazioni sociali, suggerendo una risposta ansiosa che potrebbe essere al centro del suo malessere. Il tremore e la sudorazione che sperimenta in determinate circostanze sono segnali del corpo che indicano che sta vivendo una forma di stress o di ansia, che può essere scatenata da fattori interpersonali o contestuali. È interessante notare che questo non accade in situazioni più familiari, come i conflitti con suo marito, il che potrebbe suggerire che vi siano dinamiche specifiche legate alle relazioni interpersonali che rimandano a insegnamenti più profondi sulla sua capacità di comunicare e di affrontare le vulnerabilità. Potrebbe essere utile esplorare queste reazioni in un contesto terapeutico, che le permetta di lavorare sulle sue ansie e di acquisire maggiore consapevolezza riguardo alle sue emozioni. Rivolgersi a uno psicologo che possa supportarla nell'affrontare queste difficoltà sarà un passo significativo verso la ricerca di strategie efficaci per affrontare le sue paure sociali. Se desidera discutere ulteriormente le sue esperienze e ricevere indicazioni su come procedere, non esiti a contattarmi. Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.


Salve, le consiglio un percorso di terapia del respiro e supporto psicologico per gestire l'ansia sociale. Probabilmente, ci saranno delle fragilità di fondo che le impediscono di avere una buona autostima e dunque controllo sereno delle azioni. Un abbraccio Dott.ssa Sabrina Rodogno


Buonasera, le consiglio un consulto psicologico. Cordiali saluti.


Buongiorno, le reazioni che descrive — tremori, sudorazione, sensazione di freddo e perdita di controllo in alcune situazioni — potrebbero essere legate a una forte attivazione fisica dell’emozione, che può comparire in contesti percepiti come stressanti o carichi di tensione. Può accadere anche quando non ci si sente “nervosi” in modo evidente: il corpo, in questi casi, reagisce prima della mente senza esserne consapevoli. Può essere utile parlarne con il medico di base, che valuterà se siano necessari accertamenti medici, e successivamente con uno psicologo, per comprendere l’origine di queste reazioni e imparare a gestirle in modo più sereno.


Gentile utente, i sintomi che descrive — tremore improvviso, sensazione di freddo, denti che battono, sudorazione — sono manifestazioni fisiche tipiche dell’attivazione del sistema nervoso autonomo, cioè della risposta fisiologica che il corpo mette in atto quando percepisce una situazione come stressante o minacciosa. Non si tratta di un segno di malattia fisica, ma di una reazione d’ansia, che può emergere anche senza che ci sia una vera paura consapevole. Il fatto che le succeda solo in certi contesti — ad esempio durante colloqui o davanti a determinate persone — fa pensare a una forma di ansia situazionale o sociale, in cui il corpo reagisce automaticamente a situazioni percepite come di esposizione, giudizio o tensione. Anche se razionalmente sa che non c’è motivo di paura, il corpo continua a “rispondere” come se dovesse difendersi. Per affrontare il problema in modo efficace, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta, preferibilmente con esperienza nei disturbi d’ansia o nella gestione delle emozioni corporee. Attraverso un percorso mirato potrà: – imparare a riconoscere i segnali precoci dell’attivazione ansiosa; – applicare tecniche di respirazione e rilassamento muscolare per contenere i sintomi fisici; – comprendere quali pensieri o situazioni scatenano il tremore e come gestirli diversamente. Può anche valutare, come primo passo, di parlarne con il medico di base, che potrà escludere eventuali cause fisiche e indirizzarla verso il professionista più adatto. Non si spaventi: ciò che descrive è molto comune e può essere gestito con successo con il giusto supporto. Il corpo, in questo momento, sta solo “parlando” al posto della mente: imparare ad ascoltarlo e regolarlo è la chiave per ritrovare equilibrio e sicurezza nelle relazioni. Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

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Salve, la ringrazio per aver descritto in modo così chiaro quello che le sta accadendo, perché spesso quando si vivono questi fenomeni si tende anche a minimizzarli o a confondersi ulteriormente, mentre lei sta già facendo un passo importante nel riconoscerli e nel chiedere aiuto. Da quello che racconta emerge un’esperienza che sembra legata a momenti specifici di esposizione sociale, come colloqui o interazioni con alcune persone, in cui il corpo reagisce in modo intenso e automatico con tremori, sensazioni di freddo, sudorazione e una forte attivazione interna. È importante sottolineare che queste reazioni non sono sotto controllo volontario e non indicano una mancanza di volontà o di forza personale, ma piuttosto un sistema di allarme che, in certe situazioni, si attiva in modo più sensibile del necessario. In un’ottica cognitivo comportamentale, che si concentra proprio sul rapporto tra pensieri, emozioni e reazioni corporee, si osserva spesso come il corpo possa imparare a reagire in anticipo o in modo amplificato a situazioni percepite come valutative o cariche di significato, anche quando razionalmente la persona sa di non essere in pericolo. Questo può generare un circolo in cui la paura della reazione stessa finisce per aumentare la reazione, creando quella sensazione di perdita di controllo che lei descrive. Il fatto che questo non accada in tutte le situazioni, ma solo con alcune persone o contesti, è un elemento molto rilevante, perché suggerisce che il sistema di attivazione non è generalizzato, ma piuttosto legato a specifici significati che il suo corpo e la sua mente attribuiscono a quelle situazioni. Questo tipo di dinamica può diventare nel tempo molto faticosa da gestire, soprattutto perché porta anche a una anticipazione ansiosa, cioè la paura che il sintomo si ripresenti proprio mentre si sta per affrontare la situazione. È comprensibile che questo la porti a chiedersi a chi rivolgersi e cosa fare. In questi casi può essere molto utile intraprendere un percorso psicologico, in particolare con un orientamento cognitivo comportamentale, non perché ci sia qualcosa che non va in lei, ma perché questi meccanismi possono essere compresi con precisione e progressivamente modificati, lavorando sia sulla riduzione dell’attivazione corporea sia sul modo in cui vengono interpretate e anticipate queste sensazioni. Un percorso di questo tipo non si limita a “gestire il sintomo”, ma aiuta a ricostruire gradualmente un senso di sicurezza nelle situazioni che oggi risultano attivanti, permettendo alla persona di tornare a vivere le interazioni senza la costante paura della reazione fisica. Non si tratta di negare ciò che accade, ma di comprenderlo in profondità e ridurne l’impatto sulla vita quotidiana. Se questo disagio sta aumentando o limitando le sue attività, potrebbe essere utile non restare sola a gestirlo, ma iniziare a dare un significato diverso a ciò che sta vivendo attraverso uno spazio di lavoro guidato. Spesso già questo primo passo cambia in modo significativo il modo in cui il problema viene percepito e affrontato. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.