Salve, sono uno studente universitario all'ultimo anno di una laurea triennale. Sono una persona abb

24 risposte
Salve, sono uno studente universitario all'ultimo anno di una laurea triennale. Sono una persona abbastanza ansiosa e perfezionista, ma prima di quest'anno non ho mai avuto problemi con lo studio e sono sempre stato uno studente eccellente. Quest'anno invece ho avuto grosse difficoltà... nonostante mi sia messo a studiare moltissimo ho avuto difficoltà a memorizzare, studiavo studiavo ma mi restava poco in mente... verso fine novembre, sentendomi impreparato in tutto sono andato sempre più in ansia per l'avvicinarsi della sessione e a dicembre sono "esploso" con crisi d'ansia, di pianto, depressione, rifiuto verso lo studio e un profondo senso di frustrazione per aver faticato così tanto rispetto ai miei colleghi, per poi magari trovarmi meno preparato. La sessione invernale è andata comunque bene ma tra ansia, stanchezza e mancanza di fiducia che mi portava a vergognarmi di stare con gli altri colleghi perché non mi sentivo più all'altezza della situazione è stata una fatica mostruosa affrontare gli esami.
Ora non riesco ad affrontare questa frustrazione... se forse avessi trovato un metodo di studio migliore, se avessi organizzato meglio il tempo, avrei ottenuto dei risultati buoni però senza perdere serenità e studiando il giusto numero di ore senza esagerare... Senza contare che mi sento anche frustrato perché penso che in fondo il materiale da studiare non è vasto, non frequento una laurea in cui ci sono da studiare enormi manuali e programmi vastissimi tipo giurisprudenza o medicina... nonostante questo non sono riuscito a stare in pari con lo studio pure studiando tutto il giorno, e ci ho guadagnato pure lo stare malissimo.
Come è possibile superare questo senso di frustrazione, visto che non posso tornare indietro per rimediare al danno fatto? Vorrei non essermi mai spinto a stare così male, ci penso di continuo...
Dott. Domenico Mattiello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Salve, capisco che stia vivendo un periodo di grande frustrazione e insoddisfazione rispetto al suo rendimento accademico e alla gestione dello studio. È importante considerare che ogni persona ha il proprio ritmo e che le difficoltà incontrate quest'anno non devono essere viste come un fallimento personale. La sensazione di ansia e perfezionismo può mettere pressione su di sé e ostacolare il processo di apprendimento. Ricordi che l'obiettivo non è solo quello di ottenere buoni risultati accademici, ma anche di mantenere un equilibrio nella sua vita e il benessere emotivo. È importante considerare che il successo accademico non dipende solo dalle ore di studio, ma anche da altri fattori come l'organizzazione, la qualità del riposo e la gestione dello stress. Inoltre, potrebbe essere utile riflettere sulle aspettative che si pone e sui confronti con i colleghi. Ognuno ha il proprio percorso e la propria velocità di apprendimento. Concentrarsi sul proprio progresso personale, piuttosto che paragonarsi agli altri, potrebbe ridurre la sensazione di frustrazione. Infine, è importante dare spazio anche alla cura di sé, dedicando del tempo alle attività che le piacciono e che la rilassano. Coltivare interessi al di fuori degli studi può essere un modo per ridurre lo stress e migliorare il benessere emotivo complessivo.
Resto a sua disposizione per ulteriori informazioni o per approfondire ulteriormente la situazione. Cordiali saluti, DM

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Gentile utente, grazie per averci esposto il suo attuale disagio che sembra essere molto profondo e invalidante. Da quello che descrive, ci sono tutti i sintomi per parlare di una sindrome da Stress, probabilmente un Burnout. Mi spiego meglio: quando le richieste ambientali sono molteplici e pressanti generano stress, una reazione dell'organismo che si attiva per affrontare le sfide e le difficoltà del momento, il più delle volte lo stress è fisiologico e adattivo, ma a volte diventa disagevole, quando le risorse a disposizione ci sembrano venire meno (nel suo caso, memoria, motivazione, fiducia). Quando lo stress si accumula al punto tale che ci si sente svuotati di ogni energia necessaria e si deve lottare quotidianamente con il senso di frustrazione, ansia e fatica mentale (anche portando a termine il lavoro) che schiacciano tutte le emozioni positive, si assiste al fenomeno del burnout. Curare le sindromi da stress è possibile e molti approcci sono validi ed efficaci. Io mi occupo di Psicologia Positiva e Mindfulness, discipline che, letteratura alla mano, garantiscono enormi benefici nel trattamento delle sindromi da stress e burnout. Attraverso pratiche di meditazione, consapevolezza corporea ed esercizi di attenzione piena, si ristabilisce l'equilibrio mentale e il benessere interiore. La Psicologia Positiva aiuta a scoprire le proprie Potenzialità e a investirle nel modo corretto nelle attività quotidiane, esaltando le emozioni positive, il coinvolgimento e imparando a gestire le difficoltà. Rimango a sua disposizione per altre informazioni e chiarimenti a riguardo, anche online. Dott. Antonio Cortese
Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la ringrazio per aver utilizzato questo portale.
Il disagio che sta vivendo merita di approfondimento. Non è possibile dare risposte generiche, le difficoltà relazionali o i sintomi sono sempre collegati e nascono all’interno di una storia di vita del tutto personale e unica. Quello che le posso suggerire è di fare una scelta su di sé, cioè prendersi cura di ciò che le accade. La direzione l'ha già intravista, ovvero quello di farsi accompagnare in questo momento difficile da uno psicologo/a.
Un buon percorso di psicoterapia in genere migliora la condizione di disagio che ci ha descritto e permette di valutare come proseguire per rimettere in moto la propria esistenza in una direzione più soddisfacente.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire anche online previa valutazione del suo caso specifico.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Dott.ssa Claudia Picciano
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve, capisco perfettamente che sta attraversando un momento di forte difficoltà che le sembra pesante da superare. L’università, con i suoi ritmi cadenzati, i tanti esami da superare, può essere un banco di prova per molti, in cui si sente di essere giudicati come persone e in cui entrano in gioco tante dinamiche emotive. Il consiglio che le posso dare è quello di affrontare tutte le emozioni negative che sono affiorate in un percorso psicologico che le possa dare il giusto supporto. Se ne esce, glielo posso assicurare non solo da professionista ma anche da ex studentessa. Per qualsiasi cosa mi contatti, posso darle un supporto anche online.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Picciano
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Mattia Moraschini
Psicologo, Psicologo clinico
Fano
Buongiorno e grazie per averci chiesto un parere. Posso immaginare la sua situazione di ansia e stress e proprio per questo le consiglio di rivolgersi ad un professionista, psicologo o psicoterapeuta, con il quale cercare di star meglio. Pare evidente dal suo racconto che il disagio percepito sia arrivato ad un punto di esasperazione e non esiterei oltre: si rivolga ad una figura professionale e cerchi di riprendersi in mano la sua vita.
Le faccio un grande in bocca al lupo per il futuro e rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordialmente, dottor Moraschini
Dott.ssa Lorena Menoncello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, la sua narrazione descrive una problematica molto diffusa nel percorso accademico: il confronto con quello che si è sempre stati e le nuove sfide, che possono modificare gli equilibri acquisiti negli anni di precedenti. Ci si trova spesso a non riconoscersi più, a vergognarsi di fronte ai colleghi che non ci conoscono bene e che possono vederci in un modo diverso da come siamo sempre stati considerati.
A questo punto si somma l'ansia da prestazione, con l'ansia sociale, il problema di autostima e il disorientamento sulle giuste strategie di studio.
Ed è da queste ultime che è utile riprendere il filo del percorso.
E' importante (anche con l'aiuto di un professionista) riprogrammare lo studio in base a sessioni, strategie e difficoltà emerse. Tutto questo per ripartire, mettendosi al centro del processo di apprendimento, con maggiore consapevolezza, affinché il percorso di studi porti, non solo alla laurea, ma anche al piacere di conoscere e di conoscersi, sempre più capaci.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti
Cordiali saluti
Dottoressa Lorena Menoncello
Dott.ssa Giusy Lacovara
Psicologo, Psicologo clinico
Mestre
Salve,
l'esperienza che descrive è comune a molti studenti universitari. Capita spesso, per i motivi più svariati, di attraversare un momento di difficoltà nello studio ma, gli standard di rendimento abituali unitamente al "peso" del confronto con i colleghi di corso, ci mortificano e demoralizzano, anche perché, probabilmente, si è consapevoli di potere rendere di più.
Ciò può portare a sviluppare un'ansia da prestazione, ovvero una forte preoccupazione per una situazione futura in cui viene richiesta una nostra performance. Si immaginano esiti negativi in cui si sentirà di aver fallito, di essere inadeguati e giudicati come tali dagli altri.
In linea generale, ansia e performance sono strettamente legate tra loro. L'ansia può esserci utile in quanto, un maggior stato di vigilanza, ci permette di essere prestanti nelle attività che svolgiamo. Tuttavia, se l’attivazione è molto alta, la nostra performance risulta compromessa: non riusciremo a concentrarci e sperimenteremo come un senso di black out.
Detto ciò, un percorso psicologico la aiuterebbe a ripartire, lasciandosi alle spalle quel senso di frustrazione che sta sperimentando.
Un percorso di tipo Cognitivo Comportamentale le permetterebbe di individuare e ridimensionare i pensieri poco funzionali sottostanti e, allo stesso tempo, riconoscere e modificare i concomitanti comportamenti di controllo ed evitamento che mantengono il problema. Probabilmente, ha bisogno anche di rivalutare e riadattare il metodo di studio, acquisendo strategie più funzionali e, al contempo, meno dispendiose.
Augurandole una buona giornata, resto a disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Cordiali Saluti
Caro utente, la ringrazio per la domanda. Comprendo come possa essere frustrante vivere una situazione come la sua. Per molte persone ottenere una laurea e completare gli studi è un obiettivo importante e fondamentale per la loro realizzazione personale, e ogni difficoltà può generare forti stati di disagio. Augurandomi che possa ritrovare presto la sicurezza nello studio e risultati scolastici che la soddisfano, la inviterei a non trascurare il malessere psicologico, dato che quest'ultimo è sempre il segnale di qualcosa che non va per il verso giusto e i fattori che lo scatenano sono spesso più di quelli che ci immaginiamo.
In questi casi l'aiuto di uno psicologo può essere fondamentale per dare significato alle emozioni e per ritrovare uno stato di miglior benessere mentale.
Cari saluti!
Dott. Eugenio di Giovanni
Psicologo
Mezzago
Buongiorno caro . Mi dispiace per quello che sta vivendo e penso sia legato tanto al suo modo di funzionare improntato molto sulla performance . Inevitabilmente non possiamo sempre rendere il massimo pertanto accettare un errore o un affaticamento è complicato avendo avuto sempre uno storico altamente qualitativo . Possiamo insieme intraprendere un percorso per capire che strategie utilizzare per vivere la sua vita più serenamente. Sicuramente il fatto che nonostante l ansia abbia superato gli esami la rendono una persona con tante risorse . Questo dovrebbe farla pensare che la qualità c è e credo anche tanta pertanto non deve preoccuparsi se ci sono dei periodi no . Se vuole approfondiamo l argomento in consulenza . L’aspetto.
Dott.Eugenio di Giovanni
Dott.ssa Teresa Incarnato
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Salve é spiacevole notare che per raggiungere dei risultati bisogna lavorare tantissimo. Ha detto che prima di quest' anno il suo rendimento nello studio è andato bene. A volte si esagera nel pretendere da sé stessi sempre il massimo o si pensa che tutto deve essere fatto sempre benissimo. Questo carica molto le aspettative e determina uno stato di stress che a sua volta innesca un meccanismo di ulteriore sress. Per ridurre l ansia e lo stress potrebbe essere utile dedicarsi ad attività rilassanti e gratificanti e se non dovesse essere sufficiente potrebbe chiedere aiuto per approfondire con uno specialista.
Dott. Felice Schettini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera. Credo possa essere importante affrontare i vissuti che riferisce dando loro voce e comprendendone più a fondo il senso e i significati personali che hanno per lei. Potrebbe rivolgersi ad un/a professionista se sentisse la necessità di approfondire la sua esperienza, concedendosi in tal modo anche la possibilità di valutare la possibilità di iniziare uno specifico percorso psicologico attraverso il quale poter essere supportato e sostenuto nella promozione del proprio benessere e della propria salute. Un saluto, Dott. Felice Schettini
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Buongiorno, mi dispiace per il suo sentimento di frustrazione e fallimento. Lei parla del suo essere sempre stato perfezionista e ansioso, sicuramente un percorso psicoterapeutico l'aiuterebbe a capire e liberarsi di questi suoi tratti che le impediscono di vivere in modo più sereno.
Intanto riuscire a non mettersi sempre in confronto con gli altri sarebbe di aiuto.
Resto a disposizione
Un saluto
Claudia m
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, potrebbe richiedere una consulenza per capire se il problema stia già nelle prime due righe che ha scritto (ansia e perfezionismo) o sia anche legato alla scelta fatta.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
lei porta un Tema delicatissimo che è quello dell' autostima. L ' ansia da prestazione nasce dalla premessa di dover eccellere, e quando questo non accade lei crolla in un uno stato depressivo accompagnato da profonde squalifiche che la buttano completamente giù. Sarebbe importante per lei approfondire tali aspetti e le premesse che si porta dietro, potrebbe con l' aiuto di uno specialista trovare la strada che meglio possa farle superare il circolo vizioso in cui è finito. L' indicazione è quella di cominciare quanto prima un percorso di psicoterapia al fine di poter tornare padrone della sua vita.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Martina Marcelletti
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Caro utente, il senso di frustrazione che descrivi in queste poche righe è molto forte e sarebbe opportuno dedicargli un approfondimento tramite un colloquio psicologico. Arrivare alla radice del perfezionismo con cui ti descrivi inizialmente può permetterti di affrontare il percorso universitario, e non solo, in modo diverso. Per qualsiasi approfondimento sono qui, un caro saluto. Dottoressa Martina Marcelletti
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno, credo che lei non abbia perso certamente le sue capacità ma possano essere sorte delle difficoltà di cui non ha, naturalmente, molta consapevolezza. A volte capita che nel mondo emotivo avvengano delle perturbazioni che la mente razionale fa fatica a cogliere. È utile allora richiedere un aiuto esterno, professionale. Perché non richiede un supporto psicologico che possa mettere in luce cosa è successo, per affrontarlo adeguatamente ed evitare strascichi in futuro? Ci pensi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco quanto possa essere frustrante e scoraggiante trovarsi in una situazione simile, soprattutto quando ci si aspetta di ottenere risultati migliori e ci si sente in difficoltà rispetto ai propri colleghi. E' importante ricordare che non sei solo in questa situazione e che molte persone affrontano difficoltà simili durante il percorso accademico.

Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a superare questo senso di frustrazione:

Accetta le tue emozioni: È normale provare frustrazione e delusione quando le cose non vanno come ci si aspetta. Accetta queste emozioni senza giudicarti troppo duramente. Riconoscere i tuoi sentimenti è il primo passo per affrontarli in modo costruttivo.
Focalizzati sul presente: Anche se non puoi tornare indietro per rimediare agli errori del passato, puoi concentrarti sul presente e sulle azioni che puoi intraprendere ora per migliorare la tua situazione. Guarda avanti e metti in pratica le lezioni apprese dalle tue difficoltà passate.
Pratica la compassione verso te stesso: Sii gentile con te stesso e ricorda che nessuno è perfetto. Imparare dagli errori e dalle difficoltà è parte integrante del processo di crescita e di apprendimento. Trattati con la stessa gentilezza e compassione che riserveresti a un amico in difficoltà.
Rifletti sulle tue aspettative: Prenditi del tempo per riflettere sulle tue aspettative e sui tuoi obiettivi accademici. Forse hai posto degli standard troppo elevati per te stesso, il che ha contribuito alla tua ansia e frustrazione. Cerca di essere realistico nelle tue aspettative e concentrati sui progressi che hai fatto, anche se sono piccoli.
Cerca supporto: Non esitare a cercare supporto da parte di amici, familiari o consulenti accademici. Parlare delle tue difficoltà con qualcuno di fiducia può aiutarti a sentirsi meno solo e a ottenere prospettive e consigli utili.
Sviluppa strategie di coping: Prova a identificare strategie di coping che ti aiutino a gestire lo stress e l'ansia legati allo studio. Queste possono includere la pratica di tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda o la meditazione, l'esercizio fisico regolare e la creazione di una routine di studio ben strutturata.
Ricorda che è normale incontrare ostacoli lungo il percorso accademico e che ci sono molte risorse e supporto disponibili per aiutarti a superarli. Sii gentile con te stesso e ricorda che ogni passo avanti è un progresso.
Dott. Michele Basigli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Salve. Prima di tutto, voglio dire che quello che stai vivendo è una situazione comune per molti studenti, specialmente quelli che tendono ad avere standard elevati per se stessi. È importante riconoscere che la pressione che ti sei messo può avere effetti profondi sul tuo benessere psicologico e sulla tua capacità di studiare.
È normale sentirsi frustrati quando le cose non vanno come sperato. Le emozioni che hai provato, dalla frustrazione all’ansia, sono legittime e valgono la pena di essere accolte. Accettare ciò che senti è il primo passo per andare avanti.
Considera se ci sono strategie di studio che potresti modificare. A volte, il semplice atto di cambiare metodo può fare la differenza. Potresti provare a suddividere il materiale in parti più piccole e stabilire obiettivi di studio più realistici. Tecniche come il pomodoro, che alternano studio e pause, possono aiutarti a mantenere la concentrazione.
Fai un bilancio delle aspettative, potresti aver impostato aspettative molto alte per te stesso. È importante ricordare che ogni studente ha il proprio ritmo di apprendimento e che i confronti con gli altri possono essere fuorvianti. Cerca di concentrarti sui tuoi progressi e sui tuoi successi, anche piccoli.
Non esitare a parlare con amici, familiari o professionisti. Condividere le tue preoccupazioni può alleggerire il carico emotivo. Anche il supporto di uno psicologo può offrire tecniche specifiche per gestire l’ansia e il perfezionismo.
Attività come la meditazione, il respiro profondo o il rilassamento possono aiutarti a gestire l’ansia e a ritrovare un po’ di serenità. La mindfulness ti allena a vivere il momento presente senza giudizio.
Invece di tornare indietro e pensare a cosa avresti potuto fare diversamente, prova a concentrarti sui prossimi passi. Cosa puoi fare per migliorare la tua esperienza di studio nei prossimi mesi e negli esami futuri?
Ricorda che è possibile superare la frustrazione e che ogni difficoltà affrontata è un’opportunità di crescita. Sii gentile con te stesso e riconosci i tuoi sforzi, indipendentemente dai risultati.
Rimango a completa disposizione. Un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Dott. Marco Grosso
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Grazie per aver condiviso la tua esperienza con tanta chiarezza e profondità. È evidente che sei una persona molto dedita, intelligente e con alti standard personali, ma proprio queste caratteristiche possono diventare controproducenti quando si combinano con l’ansia e il perfezionismo. È importante sapere che ciò che stai vivendo è comune e affrontabile. Ecco alcune riflessioni e suggerimenti per aiutarti a superare questo momento difficile.

1. Riconoscere il problema senza giudicarti

Quello che stai descrivendo ha tutti i segni di un esaurimento da stress e di un possibile sovraccarico mentale. Quando ci si spinge troppo, il cervello può “bloccarsi”, rendendo difficile memorizzare o concentrare l’attenzione. Questo è un meccanismo naturale e non una mancanza da parte tua. La tua mente ti sta inviando un segnale per rallentare.

2. Perfezionismo e confronto

Essere perfezionisti può sembrare una virtù, ma spesso si trasforma in una trappola:
• Ti paragoni agli altri: È normale, ma ti mette sotto pressione. Ricorda che ognuno ha i propri ritmi e che i tuoi successi non devono essere confrontati con quelli degli altri.
• Elevati standard personali: Non significa che devi essere perfetto o lavorare incessantemente per dimostrare il tuo valore. I tuoi risultati sono già eccellenti, ma è importante bilanciare impegno e benessere.

3. Affrontare il senso di frustrazione

Ecco alcune strategie per elaborare il passato e andare avanti:

1. Cambia prospettiva sul passato

Invece di vedere ciò che è successo come un “fallimento”, prova a considerarlo una lezione importante:
• Hai imparato dove sono i tuoi limiti.
• Ora sai che studiare troppo senza pause può essere controproducente.
• Puoi usare questa esperienza per costruire un metodo di studio più sostenibile per il futuro.

2. Coltiva l’auto-compassione

Prova a trattarti come faresti con un caro amico che si sente frustrato. Ti diresti:
• “Hai fatto del tuo meglio con le risorse che avevi in quel momento.”
• “Anche se non è andata come volevi, hai comunque superato gli esami e dimostrato resilienza.”

3. Concentrati sul presente

Il passato non può essere cambiato, ma puoi agire nel presente:
• Usa questa esperienza per migliorare il tuo approccio allo studio.
• Stabilisci obiettivi realistici e ricorda che il tuo valore non dipende solo dalle prestazioni accademiche.

4. Costruire un metodo di studio più sostenibile

Ecco alcune idee per organizzarti meglio e ridurre l’ansia nello studio:

1. Organizzazione e pianificazione
• Pianifica il lavoro in anticipo: Suddividi il materiale in piccole parti e assegna obiettivi giornalieri realistici.
• Fai delle pause regolari: Dopo 25-50 minuti di studio, prenditi 5-10 minuti di pausa. Questo migliora la concentrazione e la memoria.

2. Usa tecniche efficaci
• Metodo del pomodoro: Studia in sessioni brevi e intense con pause regolari.
• Ripasso attivo: Testati su ciò che stai studiando, invece di rileggere passivamente. Fai schemi, riassunti o rispondi a domande per verificare la comprensione.
• Spaced repetition (ripetizione dilazionata): Rivedi il materiale a intervalli crescenti di tempo per consolidare la memoria a lungo termine.

3. Evita il sovraccarico mentale
• Studia in fasce orarie ottimali: Identifica i momenti della giornata in cui sei più concentrato e sfruttali per lo studio.
• Bilancia studio e riposo: Dedica tempo a hobby, esercizio fisico e relax per evitare il burnout.

5. Gestione dell’ansia

L’ansia è una componente centrale del tuo malessere, ed è importante affrontarla. Ecco alcune strategie:

1. Tecniche di rilassamento
• Respirazione profonda: Prenditi 5 minuti per inspirare lentamente dal naso, trattenere il respiro per qualche secondo, ed espirare lentamente dalla bocca.
• Mindfulness o meditazione: Aiutano a ridurre i pensieri intrusivi e a concentrarti sul momento presente.

2. Riconosci i tuoi pensieri ansiosi

Quando ti senti sopraffatto da pensieri negativi come “Non sono all’altezza”, prova a sfidarli:
• “È davvero vero?”
• “Quali prove ho che dimostrano il contrario?”

3. Chiedi supporto

Se l’ansia continua a interferire con il tuo benessere, considera di rivolgerti a uno psicologo. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è particolarmente efficace per gestire l’ansia e il perfezionismo.

6. Un pensiero finale

Ciò che stai vivendo non definisce chi sei, ma è un segnale che hai bisogno di un approccio diverso. Sei già una persona di valore per il tuo impegno e la tua resilienza, indipendentemente dai risultati accademici.
Dott.ssa Valeria Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Montespertoli
Gentile utente, penso che potrebbe giovare di un percorso psicologico per capire da dove provengono queste difficoltà e soprattutto come poterle arginare. In modo tale da recuperare il controllo che sente esser venuto meno circa i suoi stati d'animo. Senza sapere di più circa il suo vissuto è difficile - se non impossibile - fornirle una risposta che possa dirsi esaustiva. Resto a disposizione per un colloquio, anche online. Saluti Dr.ssa Oliveri
Dott.ssa Francesca Cinotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi dispiace per la difficile situazione che sta vivendo.
Non deve essere facile affrontare l'università con la frustrazione, l'ansia e la mancanza di fiducia in sé che riferisce.
Mi sento di consigliarle di intraprendere un percorso psicologico per potersi aprire rispetto a questi vissuti, affrontarli e ritrovare la sua serenità.
Dott.ssa Angelica Guido
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buonasera, quello che descrive è una condizione molto frequente tra studenti perfezionisti: l’ansia e l’eccessiva pressione che ci mettiamo addosso possono alterare memoria, concentrazione e rendimento, generando frustrazione e calo di fiducia. Non è quindi “mancanza di capacità” ma il risultato di uno stress prolungato.
Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere i meccanismi con cui ansia e perfezionismo interferiscono con le sue risorse, a ritrovare un equilibrio e a costruire strategie di studio sostenibili senza logorarsi. In questo modo può dare nuovo significato a questa esperienza, imparando a trasformare ciò che è accaduto in un punto di partenza per gestire meglio pressione e aspettative.
Dott.ssa Lucia Mattia
Psicologo, Psicologo clinico
Potenza
Salve, i sintomi che lei descrive sono inquadrabili in un quadro di perfezionismo/procrastinazione nello studio che va sicuramento esplorato per comprenderne le cause ed aiutarla a stare meglio. Nulla è perduto, le consiglio di iniziare un percorso psicologico.
Saluti

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