Salve, sono una ragazza di 22 anni che vive da quasi 6 anni con ansia costante. In realtà è un probl

24 risposte
Salve, sono una ragazza di 22 anni che vive da quasi 6 anni con ansia costante. In realtà è un problema che affronto sin da piccola; quando dovevo allontanarmi da casa o affrontare qualche situazione un po’ diversa avevo costantemente mal di pancia e di stomaco, con nausee e andavo spesso in bagno. Fino ai 16 anni sono stati questi i sintomi maggiori, che non capivo molto in realtà, poi da quel momento ho iniziato a soffrire sul serio di ansia e attacchi di panico. Dopo la fine della quarantena il tutto sembra essere peggiorato. Ogni volta che esco di casa sto male. Ansia, mal di pancia, nausea e addirittura vomito. Mi è difficile perfino andare a fare la spesa! Domani ritorno alla scuola di estetica che sto frequentando e ho paura di star male e di ricominciare questa routine, a cui ormai mi ero abituata senza avere problemi, perché penso che non la vivrò bene e che starò male come mi è successo l’ultimo giorno in cui sono andata a giugno, dove ho vomitato anche se apparentemente pensavo di essere tranquilla. Come posso affrontare ciò e migliorare questo mio problema? Prendo delle gocce di valeriana mattina e sera ma non sembrano fare molto effetto. Il mio medico di base mi ha consigliato di assumere qualcosa più vicina a dei medicinali ma io vorrei evitare. Qualche anno fa sono andata da uno psicologo dopo l’abbandono della scuola a causa degli attacchi di panico ma non ho risolto nulla.Qual è la soluzione migliore? Grazie in anticipo per la risposta.
Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Cara Ragazza,
posso immaginare quanta fatica costi concedersi ad esperienze o attività nuove sapendo che il prezzo da pagare saranno i forti stati ansiosi che ci racconti. E' un problema che ti accompagna praticamente da sempre e non deve stupire che tu lo senta "peggiorare", perché l'età che hai comporta ogni giorno di più andare verso una vita autonoma, fatta di esperienze, novità e sfide. La lunga storia di quest'ansia rende soluzioni come la valeriana niente più che un palliativo, ed anche i farmaci se non affiancati ad una valida psicoterapia faticano ad essere stabili nei risultati. Non so cosa abbia portato la precedente esperienza con lo psicologo a non andar bene, ma ti incoraggio a non demordere e concederti una seconda possibilità. La psicoterapia ti richiederà pazienza e di attraversare un sano grado di frustrazione nel cercare di cambiare, ma è il percorso che può liberarti. Un caro augurio di buona fortuna

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Dott. Stefano Minelli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, la soluzione migliore è quella di riprendere a parlare con un professionista di questa ansia costante, che si è inasprita negli ultimi anni, al fine di comprendere quali Suoi pensieri la sostengano e quale sia il Suo contributo. La quarantena, mi pare di capire, ha attenuato la sintomatologia: forse tale fenomeno ha a che fare con il rapporto con le altre persone, che ora torna a sollecitarla. Che ne pensa?
A volte fa da ombrello una routine a cui riesce ad abituarsi, altre volte qualcosa sfugge al controllo e si ritrova in preda all'ansia. "Affrontare", come più volte ripete, non è l'unica strada; si può anche procedere fianco a fianco con l'ansia e considerarla un prezioso alleato per approfondire un po' delle proprie questioni. Per esempio: che cosa è successo 6 anni fa?
SM
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, nel suo caso credo che sia importante riprendere un percorso di psicoterapia, eventualmente con un altro professionista se non si è sentita a suo agio.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dr. Agostino Cielo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Salve. Lei racconta di un sintomo psicologico pervasivo, inabilitante e prolungato, eppure ne parla come se fosse "privo di causa". Un pò come se parlasse di una sciatalgia che disturba la sua vita da svariati anni.
Ma l'ansia è un segnale molto importante, che non può essere considerato semplicemente come un sintomo da "risolvere".
Forse il punto è proprio questo: restituire un senso al suo malessere.
Credo che sia arrivato il momento per lei di stabilire una connessione tra i gli eventi esterni, e quelli interni.
Con ogni probabilità, esistono ragioni profonde, radicate nella sue memorie, magari inconsce, ed altre, più superficiali, che si attivano nella vita di tutti i giorni, che causano la sua ansia.
Credo che la soluzione sia quella di riprendere un percorso psicoterapeutico. Non tanto alla ricerca di una soluzione, ma con l'obiettivo di fare luce sulla sua vita interiore ed ampliare la sua consapevolezza.
Dott.ssa Chiara Galantini
Psicologo, Psicoterapeuta
Desio
Buongiorno, comprendo la fatica di ricominciare le attività quotidiane con la paura di vivere forti stati ansiosi. Credo sia utile riprendere con un percorso di psicoterapia che la possa aiutare da un lato, a trovare strategie efficaci nell'immediato che le permettano di affrontare le situazioni che la espongono maggiormente all'ansia; dall'altro trovare il significato di questa sintomatologia così invalidante.
Un saluto
Dr. Galantini
Dott.ssa Melania Celi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Tivoli
Salve, la soluzione migliore sarebbe intraprendere un nuovo percorso psicoterapeutico con un altro professionista. Riferisce sintomi ansiosi acuti che le impediscono una normale quotidianità, questo non significa che deve imparare a conviverci ma che deve cercare, con l'aiuto di un professionista, di fronteggiarli.
Resto a sua disposizione, Dott.ssa Melania Celi
Dr. Davide De Rosa Saccone
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Riccione
Buongiorno, la sintomatologia che descrive ha un forte impatto sulla sua vita quotidiana, tanto da limitarla in alcuni semplici azioni come il fare la spesa. Sicuramente è auspicabile nel suo caso intraprendere, magari con un nuovo professionista, un percorso di psicoterapia con cui si potrebbe dapprima cercare di ridurre la sintomatologia ansiosa per permetterle la ripresa delle sue attività nel breve termine, mentre nel lungo termine si potrebbero indagare le origini di questa sensazione. L'ansia è sì una emozione che può essere invalidante, ma come tutte le emozioni ci fornisce informazioni sul nostro mondo interno ed esterno.
dott De Rosa Saccone Davide
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Gentile Signora la situazione che descrive può essere affrontata anche tramite una nuova psicoterapia. Dal suo racconto non emergono indicazioni sulle ragioni che l'hanno portata ad interrompere il precedente rapporto terapeutico. Pertanto valuti lei se ricontattare la precedente persona o trovarne una su questo sito. E' utile per lei notare che le questioni personali che riferisce, che le provocano ansia e disagio, solitamente migliorano con una psicoterapia. Ovviamente lei è libera di decidere come meglio ritiene per se stessa. Un cordiale saluto
Dott.ssa Silvia Rondi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Terapeuta
Brescia
Gentile, quando un sintomo o un insieme di sintomi riduce progressivamente il nostro raggio d'azione è utile - proprio come lei sta facendo ora - porsi domande sul significato che esso può assumere nel momento specifico in cui si manifesta. Riferisce che in effetti l'ansia è una condizione che la accompagna sin dai primi anni di vita: questo elemento è certamente significativo e meriterebbe di essere approfondito, anche in relazione all'esperienza presente ed ai problemi che essa comporta. Per quanto riguarda l'interruzione del precedente percorso psicologico, può accadere che una relazione non sia del tutto soddisfacente ed anche la relazione tra paziente e psicologo non sfugge a questa regola: se la sua esperienza di confronto con un professionista non è stata efficace la prima volta, non si perda d'animo! La psicoterapia è uno strumento prezioso nelle mani di una coppia creativa, quella formata da paziente e terapeuta. Se si instaura un clima positivo di collaborazione e fiducia, sono possibili grandi conquiste. Un caro saluto
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, arriva molto chiaramente la fatica che fa quotidianamente. Non vuole prendere i farmaci e penso che la sua sia una scelta anche coraggiosa. Il consiglio che posso darle è di rivolgersi ad uno psicologo per capire che significato ha tutta questa ansia nella sua vita e potersene liberare. Qualora volesse, sono a disposizione. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Gent.ma, credo che la sua giovane età e la sua consapevolezza possano portarla a leggere i suoi comportamenti e capire cosa si ripete in questo funzionamento. Ci ha scritto con quale richiesta o aspettativa? Purtroppo se l'obiettivo non è chiaro è difficile anche poterla aiutare. L'unica cosa che mi sento di dirle è che le condotte evitanti producono un peggioramento perciò non cada nella trappola di rinunciare!
Dott.ssa Claudia Bassanelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
potrebbe essere utile per lei in questo momento rivolgersi ad uno Psicologo/Psicoterapeuta per meglio comprendere la situazione da un punto di vista emotivo e relazionale.
Un caro saluto.
Dr. Leonardo Gottardo
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Padova
L'ansia ha origini profonde soprattutto se perdura da cosi tanto tempo. Può imparare delle tecniche utili alla sua gestione oltre che consigliarle una psicoterapia che vada ad indagarne l'origine.
Cordiali saluti.
Dott. Leonardo Gottardo.
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve,
prenoti un colloquio con un professionista di sua fiducia per approfondire questi sintomi, forse ascrivibili a un quadro ansioso.
Un saluto,
MMM
Dott.ssa Monica D'Ettorre
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Un sostegno psicologico sarebbe davvero importante per lei per indagare sulle origini dei sintomi. I sintomi le parlano di un qualcosa che ha bisogno di essere espresso, non ascoltandoli nel modo giusto diventano, sono diventati, invalidanti nella sua vita. Capire il significato ed il dar voce a questi sintomi permetterà di avvicinarsi ad una maggiore consapevolezza del suo vissuto interiore. Le sue emozioni sino ad ora agite attraverso i sintomi hanno bisogno di essere espresse ed accolte ed arrivare ad una sostituzione delle emozioni agite con le emozioni pensate. A suo disposizione Dott.ssa Monica D'Ettorre
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace per il disagio che l'accompagna da ormai parecchio tempo. Credo che sia arrivato il momento di cercare di invertire la rotta, comprendere a fondo le cause scatenanti e i fattori che hanno mantenuto questa intenso stato ansiogeno e tornare finalmente a essere padroni della propria vita e non vittime dei propri stati emotivi. Anche se il percorso psicologico non ha portato, in prima battuta, ai risultati sperati, non demorda e ci riprovi.
Cordialmente, dott. FDL
Dott. Raffaele Cuomo
Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno. Dal suo racconto si comprende quanta sofferenza le porta questa situazione. Essere limitati nella propria vita, nei propri spazi di movimento, nel piacere di fare le cose, è il vero grande handicap che le causa questo malessere. Se le gocce di valeriana non le portano alcun beneficio, ne parli al suo medico di famiglia e si affidi a lui. L'uso mirato nel dosaggio e nel tempo di un farmaco può aiutare, almeno nell'abbassare e controllare un po' la sintomatologia. Questo le porterà sicuramente un giovamento nel breve tempo. Però, per rendere strutturale e stabile il cambiamento, le consiglio caldamente di contattare un professionista (Psicologo o Psicoterapeuta). Analizzare le "cause" dei suoi sintomi, affrontare i vissuti emotivi che ne derivano, scardinare gli automatismi che alimentano l'ansia e gli attacchi di panico, le permetteranno di affrontare meglio e con maggiore consapevolezza questa fase difficile che sta passando. Lo faccia con fiducia e senza remore, ma lo faccia. Cordialmente, dott. RC
Dott.ssa Rosaria Bertuccelli
Psicologo, Professional counselor, Psicologo clinico
Messina
Buongiorno, dal suo racconto si percepisce la stanchezza e l'angoscia nell'affrontare ogni attività. Perché purtroppo gli attacchi di ansia limitano tantissimo la vita quotidiana. Hanno ripercussioni invalidanti su di noi. Le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico per trovare non solo spiegazioni ma soprattutto soluzioni concrete al suo disagio.
Dr.ssa Rosaria bertuccelli
Dott.ssa Beatrice Planas
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Dott. Luca Ferretti
Psicologo, Psicoterapeuta
Livorno
Buongiorno, mi dispiace per il suo disagio. Da sintomi che lei descrive (fermo restando che non ci siano cause organiche che potrà valutare con una visita dal suo medico curante)Sono sintomi tipici di ansia e attacchi di panico.
Le consiglio di intraprendere un percorso con un professionista al fine di valutare i fattori scatenanti del disagio che vive ( da quanto tempo si manifesta c’è stata una particolare situazione un particolare pensiero che lo ha innescato?) fattori di mantenimento (in quali stazioni si manifesta questo disagio? Quali pensieri ho in quel momento? Quali conseguenze teme che potrebbero accadere?)
Un percorso con un professionista può aiutarla a comprendere meglio il suo disagio Ed affrontarlo nel miglior modo possibile. Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve,
Posso capire la sua situazione e voglio innanzitutto dirle che non è sola in tutto questo. L’ansia, soprattutto quando si manifesta con sintomi fisici così intensi, può far sentire in trappola, come se ogni situazione fuori dalla propria zona di comfort diventasse una minaccia insormontabile. La buona notizia è che questo circolo vizioso può essere spezzato, e lei ha già fatto il primo passo: riconoscere il problema e cercare una soluzione. Da quello che racconta, l’ansia è stata una presenza costante nella sua vita fin dall’infanzia e nel tempo si è trasformata in qualcosa di sempre più limitante, fino a rendere difficile anche semplicemente uscire di casa. Questo accade perché il cervello impara ad associare certe situazioni al pericolo, anche se in realtà non esiste una vera minaccia. Il corpo reagisce con sintomi fisici come mal di pancia, nausea e vomito perché si attiva il sistema di allerta, che in teoria dovrebbe proteggerci, ma in questi casi finisce per essere eccessivo e fuori controllo. Un aspetto importante da affrontare è il fatto che il suo corpo ormai si aspetta di stare male ogni volta che esce. È un meccanismo automatico: più teme che accadrà, più l’ansia aumenta e più il corpo reagisce con quei sintomi, confermando la sua paura. Questo meccanismo di condizionamento anticipatorio è lo stesso principio per cui, ad esempio, qualcuno che ha avuto una brutta esperienza con un alimento finisce per sentirsi male anche solo a vederlo, anche se non c’è un vero problema fisico. Per interrompere questo schema, uno dei metodi più efficaci della terapia cognitivo-comportamentale è l’esposizione graduale. So che probabilmente vorrebbe una soluzione immediata per stare meglio domani, ma la chiave per un miglioramento duraturo è affrontare l’ansia poco alla volta, senza evitarla del tutto ma neanche forzandosi troppo. Potrebbe iniziare con piccoli passi: magari uscire per una passeggiata molto breve, andare a fare la spesa per pochi minuti e poi tornare a casa, cercando di osservare le sue sensazioni senza fuggire subito. Man mano che il suo cervello si abitua al fatto che può tollerare l’ansia senza starci male, il livello di disagio diminuirà. Un altro aspetto fondamentale è lavorare sui pensieri che alimentano l’ansia. Quando si dice “ho paura di star male” oppure “so che vomiterò”, il cervello prende queste frasi come un’istruzione e reagisce di conseguenza. Provare a riformulare i pensieri in modo più realistico e rassicurante può fare una grande differenza. Ad esempio, invece di “domani starò male”, potrebbe dirsi “potrei avere un po’ d’ansia, ma l’ho già affrontata in passato e posso farcela”. È un piccolo cambiamento, ma nel tempo può aiutarla a ridurre la paura. Capisco anche la sua esitazione nel prendere farmaci. È una scelta personale e il fatto che voglia provare a risolvere il problema senza aiuti farmacologici è comprensibile. Tuttavia, se l’ansia è così invalidante da impedirle di vivere normalmente, potrebbe valutare di parlarne di nuovo con un medico o con uno psicologo specializzato in terapia cognitivo-comportamentale. A volte, un breve supporto farmacologico può essere utile per abbassare l’intensità dell’ansia e permetterle di lavorarci meglio con la terapia. Non è una resa, ma un aiuto per riprendere il controllo della sua vita. Il fatto che una volta la terapia non abbia funzionato non significa che non possa aiutarla ora. A volte il percorso dipende dal metodo usato o dal legame che si crea con il terapeuta. Se sente che da sola fa fatica a mettere in pratica questi cambiamenti, cercare uno specialista che possa guidarla con tecniche specifiche può fare una grande differenza. Infine, voglio rassicurarla: questo problema può essere affrontato e superato. Può sembrare difficile ora, ma con i giusti strumenti può tornare a vivere senza sentirsi prigioniera dell’ansia. È già molto forte per il fatto di aver vissuto così a lungo con questa difficoltà e di essere qui a cercare una soluzione. Questo è un segnale di grande determinazione, e sarà la sua più grande alleata per uscirne.
Resto a disposizione
Dott. Andrea Boggero
Salve, ho letto con attenzione la sua storia e capisco il disagio e le difficoltà che sta passando. dalla descrizione dei sintomi che fa le consiglio di indagare a fondo iniziando un percorso psicologico, da sola non può farcela perchè sicuramente questi sintomi tutti insieme sono indice di qualcosa di importante non risolto dentro di lei, che magari lei neanche sospetta. Aspetti ad assumere farmaci... provi prima con un percorso. Le auguro il meglio e buona giornata. Manuela Cecchetti
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Ciao,
hai descritto con molta chiarezza un quadro che, purtroppo, è molto comune tra chi soffre di ansia da lungo tempo con sintomi fisici molto intensi. Il fatto che fin da bambina tu avverta l’ansia soprattutto “nello stomaco” — nausea, mal di pancia, bisogno di andare in bagno — indica che il tuo corpo reagisce agli stimoli di paura o cambiamento attraverso il sistema nervoso viscerale, cioè quello che regola la digestione e la tensione interna.

Negli anni, questa forma di ansia si è probabilmente trasformata in una fobia dell’uscire o dell’allontanarti da casa, non perché tu non voglia farlo, ma perché il corpo anticipa il malessere e scatena i sintomi ancora prima che accada qualcosa. Non è mancanza di forza o volontà: è un automatismo che si può correggere, ma serve il giusto approccio.

Ecco cosa puoi iniziare a fare:

Non affrontare da sola questo percorso.
Ti serve un nuovo percorso di psicoterapia mirata all’ansia e agli attacchi di panico, preferibilmente cognitivo-comportamentale, che lavora proprio sul legame tra pensiero, emozione e risposta fisica. È molto diversa da una psicoterapia solo “parlata” e ha ottimi risultati su sintomi come i tuoi.

Allenare la regolazione corporea.
Quando senti arrivare nausea o agitazione, prova esercizi di respirazione lenta (inspira 4 secondi, trattieni 2, espira 6) e di “radicamento”: senti i piedi a terra, guarda tre oggetti intorno a te, descrivili mentalmente. Aiuta a interrompere la spirale del panico.

Procedere a piccoli passi.
Invece di evitare le situazioni temute (scuola, spesa, uscire), prova a esporti gradualmente: anche solo restare pochi minuti fuori casa, poi un po’ di più ogni giorno, in modo da “insegnare” al corpo che non c’è pericolo reale.

Valutare con il medico un supporto farmacologico leggero.
Capisco la tua resistenza, ma a volte un aiuto farmacologico temporaneo può stabilizzare il sistema nervoso e permetterti di lavorare meglio in psicoterapia. Non significa dipendenza: è uno strumento, non una soluzione permanente.

La valeriana purtroppo, in casi come il tuo, ha un effetto troppo lieve. Il fatto che tu voglia evitare i farmaci è comprensibile, ma non chiuderti a priori: se la sofferenza è alta, puoi accettare un piccolo aiuto senza sentirti “debole”.

Hai già fatto molto semplicemente scrivendo questo messaggio: riconoscere il problema è il primo passo verso il cambiamento. Con il giusto supporto, puoi davvero tornare a vivere le tue giornate con tranquillità.

Dott.ssa Sara Petroni
Ciao..
quello che descrivi (nausea, mal di stomaco e vomito) racconta di un corpo che sta urlando un disagio che la mente non riesce ancora a tradurre a parole.
I sintomi che avverti fin da piccola sono il modo in cui il tuo corpo reagisce a situazione percepite come "diverse" o pericolose, attivando uno stato di allerta fisica immediata.
Se il precedente percorso psicologico non ha funzionato probabilmente è perché quell'approccio o quella relazione terapeutica non erano quelli giusti per te in quel momento, ti consiglio pertanto di provare ad affidarti ad un altro professionista.
Comprendo la tua cautela verso i farmaci, ma è importante riconoscere che, in questa fase, la valeriana potrebbe non avere forza necessaria per contrastare un'ansia così profonda e limitante.
Prova a cambiare prospettiva: il supporto farmacologico non è una "resa" ma somiglia piuttosto all'uso di una stampella, toglie il carico eccessivo dal tuo sistema nervoso, permettendo alla tua mente di riposare e ritrovare la "lucidità" necessaria per affrontare il percorso di guarigione.
Tuttavia, ricorda che il farmaco agisce come un "interruttore" sui sintomi fisici ma non scioglie i nodi che hanno originato l'ansia. Per quello, il lavoro psicologico resta lo strumento fondamentale per ottenere un benessere duratura.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Dott.ssa Anna Apicelli

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