Salve, sono una ragazza di 21 anni, non ho ancora fatto la prima dose di vaccino anti covid per paur
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Salve, sono una ragazza di 21 anni, non ho ancora fatto la prima dose di vaccino anti covid per paura, in particolare per eventuali effetti collaterali più o meno gravi, inoltre leggo su internet vari commenti di persone che accusano ancora dopo tanto dolori o altri effetti collaterali, questo mi spaventa ancora di più, perchè in certi momenti vorrei farlo per essere più "libera" e non dover fare il tampone, però ogni volta mi blocco per paura di quello che potrebbe succedere.. Cosa potrei fare?
Salve, Mi dispiace molto per la situazione che descrive poiché comprendo il disagio connesso. Effettivamente arrivano molte, forse troppe informazioni molte delle quali contrastanti che possono generare confusione e disorientamento nella popolazione. Ritengo importante che lei possa avere un consulto con il suo medico al fine di esporre a lui tutte le domande del caso. Credo che comunque possa essere utile per lei anche un consulto psicologico al fine di gestire meglio i momenti di ansia e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
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Carissima,
Partirei dal presupposto che vivere la paura in questo momento sia assolutamente fisiologico. Non c'è niente di anormale in questa emozione. 'E dalla paura che nasce il coraggio.
Ciò su cui proverei a lavorare è se le capita solo in questa situazione, o anche in altri momenti di vita le è capitato di rimanere bloccata dalla paura? Se è una situazione che le capita con maggiore frequenza, potrebbe essere il caso di condividere e affrontare le sue paure accompagnata da un professionista.
In bocca al lupo,
Dott.ssa Agnese Lombardi
Partirei dal presupposto che vivere la paura in questo momento sia assolutamente fisiologico. Non c'è niente di anormale in questa emozione. 'E dalla paura che nasce il coraggio.
Ciò su cui proverei a lavorare è se le capita solo in questa situazione, o anche in altri momenti di vita le è capitato di rimanere bloccata dalla paura? Se è una situazione che le capita con maggiore frequenza, potrebbe essere il caso di condividere e affrontare le sue paure accompagnata da un professionista.
In bocca al lupo,
Dott.ssa Agnese Lombardi
Buonasera, da quale effetto collaterale è più preoccupata e spaventata? Le informazioni in questo momento storico abbondano e non sempre sono affidabili. Il parere del medico di base è fondamentale, perché conosce la storia clinica dei suoi pazienti e sa consigliare sulla base di dati scientifici affidabili. Provi a parlarne con il medico e a chiarire i dubbi che non la fanno stare serena. Cordialmente, dott.ssa Semeraro
Salve, in relazione alle questioni legate agli "eventuali effetti collaterali più o meno gravi" non sono qualificato per darle indicazioni e le suggerisco la possibilità di contattare un medico di sua fiducia che sicuramente saprà darle tutte le spiegazioni che le servono in relazione al suo attuale stato di salute. Diversamente in merito agli aspetti psicologici della questione che propone potrebbe essere una buona possibilità per lei valutare l'ipotesi di contattare un esperto in psicoterapia per valutare con lui l'importanza e l'invasività della paura cui fa accenno nella sua nota. I temi che indica come "questo mi spaventa ancora di più" ... "ogni volta mi blocco per paura di quello che potrebbe succedere".. "Cosa potrei fare?" forse potrebbero essere degni di una maggiore attenzione ma questo si può stabilire solo con un consulto. Un cordiale saluto
Carissima, credo che avere dei timori nei confronti di ciò che è nuovo rientri nelle normali reazioni dell'uomo. Le consiglio di affidarsi alla lettura e all'approfondimento mediante siti di società scientifiche , oltre che a quello del Ministero della salute.
Buongiorno, la paura in questo momento è più che lecita. Le informazioni da cui siamo bombardati non aiutano di certo. Ne ha parlato con un medico di cui si fida? Magari le chiarisce i dubbi.
Un saluto
Claudia m
Un saluto
Claudia m
Buonasera. La posso capire purtroppo, come i miei colleghi e colleghe hanno accennato in più di una risposta, la paura in questo periodo è qualcosa di tristemente permeante nella nostra quotidianità. Questa paura si declina in moltissimi ambiti, di cui mi sono occupato personalmente trattando proprio di queste situazioni. Vorrei dirle che c'è un modo univoco per attenuare questo suo stato d'ansia, ma ogni persona ha la sua soggettività e il suo modo di accettare o rifiutare le informazioni che le vengono fornite. Parlare con il suo o la sua medic* di base è un buon inizio. Un eventuale consulto psicologico può inoltre aiutarla a gestire le sue ansie e a dare a essere un nome e una direzione precisa, permettendole di esorcizzarle o di ridefinirle nell'attuale contesto. Rimango a sua disposizione, anche online. Corrado Schiavetto.
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Salve, la ringrazio per aver voluto condividere la sua situazione. Le consiglierei di approfondire la questione “effetti collaterali” con un suo medico di fiducia, che è operativamente qualificato a darle le informazioni di cui necessita. Eviti, se possibile, di utilizzare internet per cercare rassicurazioni in merito poiché un’informazione, se mal veicolata, può scatenare ansie e paure. Potrei consigliarle, in merito alla paura esposta, di intraprendere un percorso psicologico volto alla sua elaborazione, per capire la sua pervasività, risalire alle sue cause ed ottenere gli strumenti necessari al suo superamento. Resto a disposizione e le auguro una buona giornata. Dott. Greco
Gentile utente,
capisco le sue preoccupazioni e ne immagino il disagio correlato. Si affidi ad un bravo professionista, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a capire la natura delle sue paure e a superarla.
Cordiali saluti
Dott.ssa Z. Ballico
capisco le sue preoccupazioni e ne immagino il disagio correlato. Si affidi ad un bravo professionista, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a capire la natura delle sue paure e a superarla.
Cordiali saluti
Dott.ssa Z. Ballico
Cara, concordo con i colleghi nel dirle che la sua paura in questo momento storico è un qualcosa di fisiologico. Rientra nelle reazioni di quel che non conosciamo o conosciamo solo in parte. Proverei però ad indagare in modo più accurato e con una figura competente, se questa emozione sta diventando in qualche misura invalidante rispetto alla vita. Le consiglio un consulto per meglio approfondire. Rimanendo a disposizione, le auguro buona serata. Dott.ssa D. Parisi
Buonasera,
certamente informarsi è la condizione ideale prima di scegliere, tuttavia la fonte che lei utilizza può fare di gran lunga la differenza per la salute personale e quella collettiva.
Ne parli col suo medico o coloro che nel suo territorio prescrivono il vaccino, per conoscere bene il principio attivo, come funziona e che sintomini può dare dopo. Tenga conto che senza i vaccini che abbiamo avuto nella storia, prima di questo, buona parte della popolazione non sarebbe sopravvissuta.
Un saluto cordiale
Marzia Sellini
certamente informarsi è la condizione ideale prima di scegliere, tuttavia la fonte che lei utilizza può fare di gran lunga la differenza per la salute personale e quella collettiva.
Ne parli col suo medico o coloro che nel suo territorio prescrivono il vaccino, per conoscere bene il principio attivo, come funziona e che sintomini può dare dopo. Tenga conto che senza i vaccini che abbiamo avuto nella storia, prima di questo, buona parte della popolazione non sarebbe sopravvissuta.
Un saluto cordiale
Marzia Sellini
Cara Utente, comprendo il suo stato d'animo in questo momento storico, tuttavia non cerchi di risolvere i suoi dubbi da sola, altrimenti la sua ansia non può che aumentare. Si affidi alle indicazioni del suo medico di fiducia per la sua scelta vaccinale, ma se il suo stato di paura continua a persistere la invito a riflettere sulla possibilità di indagarne meglio l'origine con un/una psicoterapeuta. Cordiali saluti, dott. Virginia Galli
Buonasera,
in questo periodo storico non è raro provare queste emozioni relative a pensieri negativi, legati agli effetti collaterali del vaccino; da sanitaria posso dirle che gli studi accreditati e provenienti da fonti ufficiali ad oggi sostengono quanto il vaccino sia l'unico strumento utile, necessario e funzionale alla prevenzione (ciò che viene prima della cura) per proteggersi da danni gravi relativi al virus. Questo le può essere confermato, inoltre, consultando il/la medico/a di base. E' necessario creare rete in un momento così frastagliato. Coraggio.
Rimango a disposizione.
Cordialmente.
Dott.ssa Polisca Barbara
in questo periodo storico non è raro provare queste emozioni relative a pensieri negativi, legati agli effetti collaterali del vaccino; da sanitaria posso dirle che gli studi accreditati e provenienti da fonti ufficiali ad oggi sostengono quanto il vaccino sia l'unico strumento utile, necessario e funzionale alla prevenzione (ciò che viene prima della cura) per proteggersi da danni gravi relativi al virus. Questo le può essere confermato, inoltre, consultando il/la medico/a di base. E' necessario creare rete in un momento così frastagliato. Coraggio.
Rimango a disposizione.
Cordialmente.
Dott.ssa Polisca Barbara
Buona sera gentile utente mi dispiace molto per il suo vissuto. In questo periodo è comprensibile provare questo tipo di emozione e di pensieri. Eviti di leggere notizie che non provengono da fonti ufficiali, altrimenti potrebbero innescare di circolo di ansia e pensieri negativi. Potrebbe esserle utile consultarsi con uno psicoterapeuta in modo da gestire i pensieri relativi a questa situazione e trovare delle strategie adatte a lei.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
cordiali saluti.
Dott.ssa Chiara De Battisti
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
cordiali saluti.
Dott.ssa Chiara De Battisti
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Buonasera. Il bloccarsi per paura, che spesso è un'ansia ingiustificata, trova giovamento in un supporto psicoterapeutico, magari anche breve se circoscritto solo a questa novità che si presta alla cattiva informazione dilagante.
Chi crede di informarsi dai social media spesso si inganna essendo terreno fertile per il passaggio di mis-informazione (scarsa attendibilità della fonte) e dis-informazione (notizie deliberatamente false diffuse da chi ha politiche avverse al riguardo). E’ il contagio dell’informazione (infodemìa), con allarmismi che viaggiano velocissimi più della verità che non fa notizia.
In un periodo di incertezza, instabilità, crisi e malessere, il nostro sistema neurobiologico di allerta ci porta a valutare le informazioni nel modo sbagliato (bias cognitivi), ovvero dando più peso a quelle negative e scoraggianti. Questo principio, che permette alla paura di guidare le nostre scelte, si applica anche al caso dei vaccini, nonostante sia chiaro che sono elementi fondamentali per la tutela della salute pubblica.
Fra i principali timori vi è l’associazione con un evento avverso, risultato di un rapporto rischio/pericolo influenzato dalla percezione di non avere il totale controllo della situazione.
Questo calcolo non è sempre razionale, basti pensare che le persone hanno più paura di fare un viaggio in aereo che in auto, nonostante quest’ultimo sia obiettivamente più pericoloso del primo. Il sottoporsi ad un vaccino, come volare su un aereo, ci espone alla sensazione di non avere il controllo su quello che succede e, pertanto, ne abbiamo paura.
Purtroppo la pretesa di avere il massimo controllo ci fa perdere il controllo emotivo; e spesso della salute non affidandoci alle cure ufficiali e ai vaccini sui quali tutti i ministeri della salute del mondo sono concordi.
Saluti
Gianpietro Rossi
Chi crede di informarsi dai social media spesso si inganna essendo terreno fertile per il passaggio di mis-informazione (scarsa attendibilità della fonte) e dis-informazione (notizie deliberatamente false diffuse da chi ha politiche avverse al riguardo). E’ il contagio dell’informazione (infodemìa), con allarmismi che viaggiano velocissimi più della verità che non fa notizia.
In un periodo di incertezza, instabilità, crisi e malessere, il nostro sistema neurobiologico di allerta ci porta a valutare le informazioni nel modo sbagliato (bias cognitivi), ovvero dando più peso a quelle negative e scoraggianti. Questo principio, che permette alla paura di guidare le nostre scelte, si applica anche al caso dei vaccini, nonostante sia chiaro che sono elementi fondamentali per la tutela della salute pubblica.
Fra i principali timori vi è l’associazione con un evento avverso, risultato di un rapporto rischio/pericolo influenzato dalla percezione di non avere il totale controllo della situazione.
Questo calcolo non è sempre razionale, basti pensare che le persone hanno più paura di fare un viaggio in aereo che in auto, nonostante quest’ultimo sia obiettivamente più pericoloso del primo. Il sottoporsi ad un vaccino, come volare su un aereo, ci espone alla sensazione di non avere il controllo su quello che succede e, pertanto, ne abbiamo paura.
Purtroppo la pretesa di avere il massimo controllo ci fa perdere il controllo emotivo; e spesso della salute non affidandoci alle cure ufficiali e ai vaccini sui quali tutti i ministeri della salute del mondo sono concordi.
Saluti
Gianpietro Rossi
Gentile utente, è comprensibile il suo vissuto di paura che in questa situazione è quasi fisiologico. Rispetto alle possibili conseguenze mediche non saprei darle consigli, l’unica cosa che mi permetto di dirle è di informarsi da fonti serie e mediche. Può inoltre parlare col suo medico di base. Dal punto di vista psicologico la inviterei a riflettere se anche in altre situazioni si è sentita bloccata dalla paura. Saluti dottoressa marini
Salve, è comprensibile, in questo periodo storico che tutti stiamo vivendo, essere spaventati. Siamo sommersi di notizie e informazioni a volte contrastanti fra loro. Le consiglio di consultare innanzitutto il suo medico di base per accertarsi di non avere incompatibilità legate alla somministrazione del vaccino. Successivamente, le converrebbe soffermarsi sui pensieri associati alla paura che prova e, con l'aiuto di uno psicologo, provare a dare spazio a ciò che più la fa sentire vulnerabile.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Caliandro
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Caliandro
Salve, lo so che la situazione Covid ha scatenato ansia e preoccupazioni nelle persone. Penso di poter inferire che l'idea di fare il vaccino la fa sentire in ansia e leggere commenti di persone estranee non fa altro che aumentare la sua ansia. Inoltre pensare contenuti catastrofici del tipo "Se farò il vaccino starò sicuramente male" "Non lo sopporto, non tollero di poter stare male" aumenta la sua ansia e la porta a ricercare informazioni che vadano a confermare tali pensieri. Per superare tali contenuti cognitivi le consiglio un approccio psicoterapeutico che si chiama REBT. E' un approccio che si pone l'obiettivo di aiutare la persona a individuare i pensieri "nocivi" per poi cambiarli e renderli più funzionali alla sua vita.
In bocca al lupo!
Sono disponibile per dubbi e domande
Buona serata
Dott.ssa Melania Filograna
In bocca al lupo!
Sono disponibile per dubbi e domande
Buona serata
Dott.ssa Melania Filograna
Buongiorno.
Il covid fortunatamente non pesa più come tre o quattro anni fa, ma è sempre bene non sottovalutarlo. Non solo per la propria salute personale, ma anche perché si entra in contatto con persone che potrebbero non avere una salute di ferro: le scelte che facciamo per noi hanno effetti anche sugli altri.
In internet si legge di tutto, basarsi su internet significa infilarsi in un ginepraio da cui non si esce facilmente. Molto meglio confrontarsi con un medico.
Se può esserle utile, dato che tutto ciò ha naturalmente anche risvolti psicologici, possiamo incontrarci per un colloquio online.
Il covid fortunatamente non pesa più come tre o quattro anni fa, ma è sempre bene non sottovalutarlo. Non solo per la propria salute personale, ma anche perché si entra in contatto con persone che potrebbero non avere una salute di ferro: le scelte che facciamo per noi hanno effetti anche sugli altri.
In internet si legge di tutto, basarsi su internet significa infilarsi in un ginepraio da cui non si esce facilmente. Molto meglio confrontarsi con un medico.
Se può esserle utile, dato che tutto ciò ha naturalmente anche risvolti psicologici, possiamo incontrarci per un colloquio online.
Buongiorno, grazie della sua condivisione.
In quanto adulta, lei ha pieno potere di scegliere cosa può essere meglio per lei. Al contempo, non è possibile determinare con assoluta certezza quali saranno gli effetti collaterali, se ci saranno, del vaccino.
Le consiglio di decida, rispetto a ciò che sta evitando di fare, quali possono essere i pro e i contro del vaccino, e poi di ascoltare cosa sente di più aderente al suo essere rispetto alla scelta.
A presto
VB
In quanto adulta, lei ha pieno potere di scegliere cosa può essere meglio per lei. Al contempo, non è possibile determinare con assoluta certezza quali saranno gli effetti collaterali, se ci saranno, del vaccino.
Le consiglio di decida, rispetto a ciò che sta evitando di fare, quali possono essere i pro e i contro del vaccino, e poi di ascoltare cosa sente di più aderente al suo essere rispetto alla scelta.
A presto
VB
Grazie per aver condiviso le sue preoccupazioni. La paura è comprensibile, soprattutto di fronte a informazioni contrastanti. Potrebbe essere utile rivolgersi a un medico di fiducia per chiarire i suoi dubbi sui rischi e i benefici del vaccino, basandosi su dati scientifici. Evitare di leggere testimonianze allarmanti online potrebbe aiutarla a ridurre l’ansia. Se sente che la paura la blocca, un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a gestire meglio l’ansia e prendere una decisione più serena. Ha già provato a parlarne con un professionista?
Salve, grazie per aver condiviso con tanta sincerità una difficoltà che tocca non solo l’aspetto pratico della sua quotidianità, ma anche emozioni profonde come la paura, l’incertezza e la sensazione di sentirsi divisa tra due scelte contrastanti. È del tutto comprensibile che, a 21 anni, possa trovarsi a vivere con intensità questa situazione, soprattutto in un’epoca in cui le informazioni viaggiano velocemente, spesso in modo confuso o allarmante, e il confine tra ciò che è affidabile e ciò che è emotivamente coinvolgente può diventare molto sottile. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, la sua esperienza può essere inquadrata come una forma di evitamento legata all’ansia anticipatoria. Significa che il suo cervello, per proteggerla da un evento percepito come potenzialmente pericoloso o doloroso, come può esserlo la vaccinazione, attiva una serie di pensieri che mettono in guardia: “E se succedesse qualcosa di grave?”, “E se non tornassi più come prima?”. Questi pensieri generano emozioni intense, come la paura, e il comportamento più istintivo in questi casi è quello di evitare ciò che spaventa. L’evitamento, nell’immediato, produce un sollievo: non facendo il vaccino, la paura sembra placarsi. Ma questo meccanismo, pur essendo comprensibile e umano, rischia nel tempo di rinforzare proprio la paura che cerca di combattere. Quando lei dice che vorrebbe vaccinarsi per essere più “libera”, coglie un punto fondamentale. Dentro di sé esiste una motivazione positiva, un desiderio di autonomia, di leggerezza, di poter scegliere senza essere vincolata dalla necessità del tampone o da altri limiti. Ma ogni volta che prova ad avvicinarsi a questa scelta, è come se una voce interna, carica di allarmi e scenari catastrofici, la spingesse indietro. È proprio su questa parte che il lavoro psicologico può agire: aiutandola a distinguere tra ciò che è un rischio reale e ciò che è una paura amplificata da informazioni non verificate o da interpretazioni disfunzionali. Internet, come ha già intuito, è uno spazio in cui le esperienze negative tendono ad avere molta visibilità. Questo accade perché il cervello umano è naturalmente attratto da ciò che genera allarme, e le storie spaventose colpiscono molto più di quelle neutre o rassicuranti. Ma ciò non significa che quelle esperienze rappresentino la norma o che debbano necessariamente applicarsi al suo caso. I dati ufficiali, raccolti e analizzati da enti scientifici e medici in tutto il mondo, mostrano un quadro molto diverso: gli effetti collaterali gravi sono estremamente rari, e la vaccinazione resta uno strumento sicuro ed efficace per proteggere sé stessi e gli altri. Ciò che può aiutarla, in questo momento, è iniziare a osservare con gentilezza e curiosità il dialogo interno che si attiva ogni volta che pensa al vaccino. Quali immagini le vengono in mente? Quali pensieri automatici emergono? Cosa si dice, dentro di sé, che le fa decidere di rimandare? E soprattutto: cosa accadrebbe se imparasse a restare, con un po’ più di fiducia, dentro a quel disagio temporaneo, senza cedere subito alla spinta dell’evitamento? La terapia cognitivo-comportamentale lavora proprio su questo: identificare e mettere in discussione i pensieri disfunzionali, sviluppare strategie per tollerare l’ansia, costruire nuove abitudini basate su valori e obiettivi personali, e non solo sulla paura. Se desidera sentirsi più libera, autonoma e meno condizionata dall’ansia, questa potrebbe essere un’ottima direzione. Non si tratta di “obbligarsi” a fare qualcosa che la terrorizza, ma di imparare, passo dopo passo, a convivere con una quota gestibile di incertezza, scegliendo ciò che la avvicina alla vita che desidera, piuttosto che allontanarla. Potrebbe essere utile anche parlarne con il suo medico di fiducia, in modo da ricevere informazioni affidabili e personalizzate che possano ridurre l’ambiguità e abbassare il livello di allarme. Ma soprattutto, se sente che l’ansia sta condizionando in modo significativo la sua qualità di vita, consideri l’idea di un breve percorso psicoterapeutico: anche poche sedute possono aiutarla a sentirsi più forte e padrona delle sue decisioni. Lei non è sola, né sbagliata per avere paura. È una giovane donna che sta cercando di fare chiarezza dentro un momento difficile, e questa è già una grande prova di maturità e consapevolezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buon pomeriggio a questa ragazza di 21 anni attenta alle problematiche di salute e alla sua libertà.
Il fatto che senta il bisogno di chiarire che “non è obbligatorio” potrebbe indicare che sta cercando di alleggerire una pressione interna o esterna. È come se stesse dicendo: “Posso ancora scegliere, non devo forzarmi.” E questo è un punto importante. La libertà di scelta è anche la libertà di prendersi il tempo necessario per decidere. Al momento, in Italia, non c’è alcun obbligo vaccinale contro il Covid-19 per la popolazione generale. Le misure restrittive legate al Green Pass, ai tamponi o all’accesso a determinati luoghi sono state progressivamente allentate, e la vaccinazione è oggi una scelta personale, raccomandata soprattutto per le fasce più fragili o a rischio. Potrebbe sentire il medico di base di riferimento, certamente le darà indicazioni scrupolose. Capisco quanto possa essere difficile trovarsi in questa posizione, dove il desiderio di protezione e libertà si scontra con la paura di un possibile danno. È importante riconoscere che l'esitazione non è irrazionale, ma nasce da un bisogno di sicurezza e/o di controllo. Mi colpisce la sua attenzione attraverso le ricerche e che voglia sentirsi più libera: questo indica che c’è già una parte che desidera il cambiamento.
Se la paura è ancora presente, potremmo esplorare insieme cosa rappresenta questa paura per Lei, se è solo legata agli effetti collaterali, o c’è anche il timore più profondo verso una scelta definitiva. A volte, dietro la paura si nasconde un bisogno più profondo di rassicurazione, di fiducia, di sentirsi ascoltati. Le ricordo che la giovane età richiede anche un supporto alla crescita per cui se ha l'opportunità potrebbe parlane in primis con le sue figure di fiducia così da alleggerire il carico attuale. Non è necessario forzarsi a decidere subito, ma distinguere tra informazioni affidabili e quelle che amplificano il timore, e magari costruire un piccolo piano di avvicinamento alla scelta, rispettando i suoi tempi.
Grazie per la condivisione in piattaforma.
Resto a disposizione anche online o telefonicamente per eventuali,
Un saluto e ogni bene,
Dr.ssa Manuela Valentini
Il fatto che senta il bisogno di chiarire che “non è obbligatorio” potrebbe indicare che sta cercando di alleggerire una pressione interna o esterna. È come se stesse dicendo: “Posso ancora scegliere, non devo forzarmi.” E questo è un punto importante. La libertà di scelta è anche la libertà di prendersi il tempo necessario per decidere. Al momento, in Italia, non c’è alcun obbligo vaccinale contro il Covid-19 per la popolazione generale. Le misure restrittive legate al Green Pass, ai tamponi o all’accesso a determinati luoghi sono state progressivamente allentate, e la vaccinazione è oggi una scelta personale, raccomandata soprattutto per le fasce più fragili o a rischio. Potrebbe sentire il medico di base di riferimento, certamente le darà indicazioni scrupolose. Capisco quanto possa essere difficile trovarsi in questa posizione, dove il desiderio di protezione e libertà si scontra con la paura di un possibile danno. È importante riconoscere che l'esitazione non è irrazionale, ma nasce da un bisogno di sicurezza e/o di controllo. Mi colpisce la sua attenzione attraverso le ricerche e che voglia sentirsi più libera: questo indica che c’è già una parte che desidera il cambiamento.
Se la paura è ancora presente, potremmo esplorare insieme cosa rappresenta questa paura per Lei, se è solo legata agli effetti collaterali, o c’è anche il timore più profondo verso una scelta definitiva. A volte, dietro la paura si nasconde un bisogno più profondo di rassicurazione, di fiducia, di sentirsi ascoltati. Le ricordo che la giovane età richiede anche un supporto alla crescita per cui se ha l'opportunità potrebbe parlane in primis con le sue figure di fiducia così da alleggerire il carico attuale. Non è necessario forzarsi a decidere subito, ma distinguere tra informazioni affidabili e quelle che amplificano il timore, e magari costruire un piccolo piano di avvicinamento alla scelta, rispettando i suoi tempi.
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Un saluto e ogni bene,
Dr.ssa Manuela Valentini
Cara amica, leggo questa tua mail e mi rendo conto che, sebbene sia passato del tempo dai momenti più critici dell'emergenza Covid, quel senso di blocco e di paura che descrivevi è qualcosa che merita ancora una riflessione.
Oggi, fortunatamente, quella pressione sociale estrema e l'obbligo dei tamponi sono ricordi del passato, ma la tua domanda nascondeva qualcosa di più profondo: il diritto di ascoltare il proprio corpo e i propri dubbi senza sentirsi giudicati.
In quel periodo la classe medica e la società hanno spinto molto verso una direzione unica, e chi come te provava timore si è sentito spesso 'in trappola'. Quello che vorrei dirti oggi, a mente fredda, è che quel tuo blocco era una forma di protezione: il tuo istinto ti chiedeva rispetto e tempo.
La lezione che possiamo trarre da quel momento è preziosa per il tuo futuro: non forzare mai te stessa a compiere scelte sulla tua salute solo per compiacere una norma o per paura del giudizio altrui. La tua 'libertà' più grande non è un certificato verde, ma la capacità di dire di no quando senti che qualcosa non risuona con il tuo equilibrio interno.
Spero che oggi tu possa vivere con più serenità e che quel timore si sia trasformato in una sana capacità di scegliere ciò che è meglio per te, con i tuoi tempi.
Dott.ssa Maria Pandolfo
Oggi, fortunatamente, quella pressione sociale estrema e l'obbligo dei tamponi sono ricordi del passato, ma la tua domanda nascondeva qualcosa di più profondo: il diritto di ascoltare il proprio corpo e i propri dubbi senza sentirsi giudicati.
In quel periodo la classe medica e la società hanno spinto molto verso una direzione unica, e chi come te provava timore si è sentito spesso 'in trappola'. Quello che vorrei dirti oggi, a mente fredda, è che quel tuo blocco era una forma di protezione: il tuo istinto ti chiedeva rispetto e tempo.
La lezione che possiamo trarre da quel momento è preziosa per il tuo futuro: non forzare mai te stessa a compiere scelte sulla tua salute solo per compiacere una norma o per paura del giudizio altrui. La tua 'libertà' più grande non è un certificato verde, ma la capacità di dire di no quando senti che qualcosa non risuona con il tuo equilibrio interno.
Spero che oggi tu possa vivere con più serenità e che quel timore si sia trasformato in una sana capacità di scegliere ciò che è meglio per te, con i tuoi tempi.
Dott.ssa Maria Pandolfo
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