Salve, sono un ragazzo di 17 anni.Scrivo perché ho avuto problemi con la scuola per quasi tutto l’an

24 risposte
Salve, sono un ragazzo di 17 anni.Scrivo perché ho avuto problemi con la scuola per quasi tutto l’anno e ho attraversato un periodo difficile, anche se ho sempre avuto l’appoggio dei genitori .Ho avuto problemi con i professori e prendevo brutti voti anche se studiavo.
Un pomeriggio, dopo che la mattina avevo preso un pessimo voto in un interrogazione andata male, mi sono “bloccato” mentre facevo la cacca; non riuscivo più a pulirmi da solo e allora anche se molto imbarazzato ho chiamato mia mamma, le ho spiegato la situazione e le ho chiesto se poteva pulirmi lei.In un primo momento mia mamma è rimasta un po’ sconvolta della mia richiesta ma poi senza aggiungere altro mi ha pulito
Da allora, e ormai sono passati più di tre mesi, non riesco più a pulirmi da solo e infatti ogni volta quando finisco chiamo mia mamma e mi faccio pulire da lei
Mi potete aiutare anche perché quando esco da solo non so cosa fare se mi viene di fare la cacca e poi ho paura che prima o poi qualcuno scopre che ancora mi pulisce mia mamma
Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Caro Ragazzo,
è comprensibile che questa situazione ti generi imbarazzo e difficoltà, ed è un'ottima cosa che tu stia cercando di affrontare il problema. Purtroppo in questa sede è difficile darti una risposta risolutiva, perché abbiamo elementi sparsi che non sappiamo se sono connessi tra loro, come il faticoso rendimento scolastico ed ora il non riuscire ad essere completamente autonomo sul piano dell'igiene personale. Da come lo racconti sembra una condizione che va rafforzandosi ogni giorno di più, e per questo ti consiglio (con il consenso dei tuoi genitori perché sei minorenne) di contattare uno Psicologo per esplorare di che natura è questo blocco che avverti. In altre parole, cosa succede se nell'atto di pulirti provi a resistere alla spinta a chiedere aiuto a mamma, e lo fai tu? attenzione, non è un modo semplice per dire "fallo tu ed è risolto il problema", ma una strada per capire con precisione cosa accade nella tua mente nell'atto di pulirti da solo. Contattatemi pure per eventuali altri chiarimenti. Un caro augurio di buona fortuna

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Dott.ssa Elisa Galantini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, Anche data la sua giovane età sarebbe utile confrontarsi con uno psicoterapeuta Che possa sostenerla in questo difficile passaggio di crescita, cercando insieme le ragioni che la portano ad esprimere le sue fragilità in questi “sintomi”. Un cordiale saluto Dott Elisa galantini
Dr. Sara De Felice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
delle volte le emozioni emergono in modi che non comprendiamo, che ci confondo e che ci fanno sentire disagio e malessere.
Considerando la situazione e il persistere del problema sarebbe opportuno, attraverso un* psicolog*, approfondire le tematiche esposte.
Dott.ssa Marianna Genitore
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile utente, trovo molto interessante il modo che sceglie per esporre la sua questione: pone un collegamento fra l'insorgenza del "blocco" e alcune difficoltà incontrate o le pone soltanto in sequenza temporale? Credo Si gioverebbe di un lavoro di approfondimento terapeutico che potrebbe fornirle la giusta chiave di lettura.
Un saluto,
MG
Dott.ssa Francesca Barlone
Psicologo, Psicoterapeuta
Latina
Gentile ragazzo, comprendo come la situazione che vivi possa essere per te motivo di disagio. Quello che colgo è che mentre una parte di te legittimamente desidera recuperare l'autonomia nell'andare in bagno, un'altra parte esprime un blocco, richiede l'intervento della mamma e in questo modo sta comunicando qualcosa, sta esprimendo un bisogno. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarti a comprendere questi messaggi, a cogliere i bisogni sottostanti al comportamento problematico. Un ascolto empatico del tuo mondo interno è il primo passo per il cambiamento e la risoluzione del blocco di cui parli. I tuoi genitori ti sono vicini e sicuramente ti sosterranno se deciderai di iniziare una psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dott. Simone Tirelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Giovane utente, la sua preoccupazione è comprensibile. Direi che è necessario un approfondimento, capire che cosa intendi per “bloccato” e per “problemi con i professori”. Alla tua età le emozioni possono essere dirompenti, difficili da riconoscere e gestire in modo efficace.
Ti invito a parlare con i tuoi della possibilità di incontrare uno psicoterapeuta che ti aiuti a comprendere cosa sta accadendo e come affrontarlo.
Buona giornata
Dr Simone Tirelli
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, la difficoltà nel pulirsi da solo e il periodo difficile a scuola possono essere la spia di un malessere. Si possono fare diverse ipotesi e di sicuro si può risolvere, ma a distanza e con così poche informazioni non è possibile fare altro che consigliarle di discuterne con i suoi genitori e prendere appuntamento con uno psicoterapeuta.
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dr. Nicola Sereni
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Ciao,
il tuo sintomo relativo al blocco nelle operazioni di defecazione è senz'altro indice di malessere ad un livello più profondo e meno immediato.
Suggerisco di contattare quanto prima un terapeuta ed una volta espletate le formalità di rito relative alla tua minore età, iniziare un percorso di sostegno anche solo per evitare lo stigma sociale al quale potresti andare incontro qualora il problema persistesse.
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Ciao, intanto ti ringrazio per aver raccontato questo tuo vissuto. Purtroppo sei ancora minorenne, anche se manca molto poco, e senza previo consenso dei tuoi genitori non posso risponderti per numerosi motivi. Posso solo dirti che se senti il bisogno di consultare uno psicologo, parlane con i tuoi e contatta un professionista. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Ciao, la domanda che poni mi ha sorpreso per la sua immediatezza, come solo gli adolescenti sanno fare. E' un punto di forza, perché se inizierai un percorso di psicoterapia, come ti consiglio, questo ti sarà di grande aiuto.
Per ora sei minorenne, quindi dovrai avere il consenso di tua madre per poter avere anche solo un consulto. Ma ti invito a farlo, perché quello che ora è un problema imbarazzante e strano potrebbe diventare un problema serio, se non deciderai di ascoltarti.
Ti auguro di risolvere presto!
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, credo di aver già letto questa domanda da qualche parte.
Come ha scritto giustamente il mio collega, essendo minorenne non le posso rispondere per una serie di motivi.
Se la situazione dovesse prostrarsi nel tempo, contatti uno psicologo, parlandone prima con i suoi genitori.
Buona giornata
Dott. Fiori
Dott.ssa Paola Aparo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ragusa
Salve,credo che i sintomi di cui hai parlato siano legati ad un particolare momento del suo ciclo vitale e cioè l 'adolescenza in cui c 'è il desiderio e la paura dell ''autonomia.come pure la possibilità che si sviluppino dei blocchi di varia natura che vanno elaborati per essere compresi Sarebbe utile per te rivolgersi ad uno psicoterapeuta , naturalmente con il consenso dei tuoi genitori ,essendo tui un minorenne .Ti faccio i miei migliori auguri di risolvere al più presto
Dott.ssa Paola Aparo
Dott.ssa Sabrina Scarpetta
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Salerno
Gentile utente comprendo l'imbarazzo che lei può provare e già il fatto che ne parla è un ottimo passo .le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico . per qualsiasi informazione sono a sua disposizione. cordiali saluti
Dott.ssa Giulia Maria Filippa
Psicologo, Psicoterapeuta
Nichelino
Buongiorno, e' come se tu fossi tornato piccolino e bisognoso di attenzioni ed affetto. Lo sconforto sembra prevalere in altri ambiti della tua vita, non solamente in quello scolastico. Consiglio un consulto con uno psicoterapeuta. Cordiali saluti dott.ssa Filippa
Dott.ssa Eleonora Riva
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Carissimo,
Capisco che il tuo problema e fonte di imbarazzo ma anche di grande preoccupazione. Ti consiglio di fare dei colloqui di approfondimento con uno psicoterapeuta che ti faccia sentire a tuo agio, è che sia disponibile se necessario ad interagire con i tuoi genitori, dopo aver preso accordi con te. In questa fase della vita che stai attraversando una buona psicoterapia richiede privacy e autonomia, perché non sei più un bambino, ma richiede anche una minima interazione con la famiglia, perché non sei nemmeno già autonomo. Senza questo equilibrio tutto si complica. Buona fortuna e buone vacanze
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve,
per il fatto stesso che stai cercando un aiuto qui, vuol dire che hai l'intenzione di occuparti di te stesso.
Nessuna vergogna, le emozioni spesso, quasi sempre, sono incomprensibili alla logica.
Ti consiglio di pianificare una seduta con un professionista per comprendere le cause, le emozioni, e proporre un percorso che possa riportarti alla piena funzionalità sociale.
Un caro saluto,
MMM
Dott.ssa Serena Facchin
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Montemerlo
Ciao!
Capisco che la situazione in cui ti trovi sia debilitante per te, è comprensibile. In questa sede non è possibile darti una risposta esaustiva e precisa. Ti consiglio di chiedere ai tuoi genitori di contattare uno psicologo nella tua zona per iniziare un percorso che possa aiutarti ad attraversare questo periodo e risolvere i problemi che ti stanno mettendo a disagio.
Buona fortuna!
Dr. Maurizio Buonaugurio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Caro ragazzo buongiorno. La situazione che descrive è comprensibile che le causi imbarazzo e disagio, ma ha già capito che tale situazione è collegata al suo stato psicologico. Sebbene abbia descritto accuratamente lo stato di disagio che prova ci sono ancora molti elementi mancanti per poterle dire con precisione la causa e quindi stabilire con precisione un efficace programma di trattamento. Le consiglio di rivolgersi ai suoi genitori e di prenotare insieme una seduta presso uno psicologo, riuscirete a trovare le cause di tali problematiche e programmare un percorso di cura che renderà questa situazione solamente un brutto ricordo.
Dott.ssa Valentina Maggiore
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Carissimo, il disagio che esprimi è importante e da non lasciare in sordina. Il passo fatto, scrivendo questo messaggio, per richiedere aiuto a dei professionisti, indica una buona consapevolezza del problema che stai vivendo. Il mio consiglio è quello di intraprendere un percorso psicoterapico che possa aiutarti a comprendere le cause che ti hanno condotto a ciò. Sei giovanissimo e tutto è risolvibile. Hai già parlato con i tuoi genitori di questa possibilità? Sarebbe la strada per uscire da questo problema con il loro prezioso supporto.
Ovviamente solo iniziale, perchè con il loro consenso si potrebbe iniziare un percorso terapeutico individuale.
Ti auguro un buon inizio 2021 e ti faccio un grande in bocca al lupo!
Dott.ssa Valentina Maggiore
Dott. Luca Ferretti
Psicologo, Psicoterapeuta
Livorno
Buongiorno Le consiglio di intraprendere un percorso con un professionista al fine di valutare i fattori scatenanti del disagio che vive ( da quanto tempo si manifesta c’è stata una particolare situazione un particolare pensiero che lo ha innescato?) fattori di mantenimento (in quali stazioni si manifesta questo disagio? Quali pensieri ho in quel momento? Quali conseguenze teme che potrebbero accadere?)
Un percorso con un professionista può aiutarla a comprendere meglio il suo disagio Ed affrontarlo nel miglior modo possibile. Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Ciao, il tuo problema è molto intimo ed è importante che te sia comunque riuscito a parlarne, mostra una buona resilienza e capacità di volersi migliorare. Il tuo è probabilmente un blocco emotivo, non riuscendo a svolgere ciò che ti viene richiesto per la tua età - in questo caso andare bene a scuola, hai avuto una piccola regressione che ti ha portato a ritornare a fare appoggio su tua madre. E' ( basandomi solo da quanto leggo ) solamente un sintomo somatico di qualcosa che parte dalla sfera emotiva. L'appoggio dei genitori è importante ma attenzione a non sfociare mai nella sostituzione con l'altro. La cosa più importante è la tua indipendenza e ritrovare la via verso uno sviluppo armonioso e che vada alla pari con la tua età.
Dott.ssa Alessandra Fioretti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Melegnano
Ciao! Deve essere un problema davvero molto limitante e angosciante. I motivi per cui sei arrivato ad avere questa reazione possono essere svariati e meriterebbero di essere meglio capiti in un percorso di terapia. Al momento ciò che posso dirti è che ho l'impressione che è come se ti sentissi di non riuscire più a fare certe cose da solo, perché anche rispetto alla scuola dici che nonostante lo studio le interrogazioni vanno male. E' come se ti sentissi di avere bisogno di aiuto perché altrimenti da solo non ce la puoi fare. L'adolescenza è una fase molto difficile e alle volte chiedere un aiuto in questo senso può servire per affrontare certe tappe difficili tipiche di questa fase di vita. Ti auguro davvero di riuscire a superare al meglio questo periodo. Un caro saluto
Dott.ssa Maria Teresa Romeo
Psicologo clinico, Psicologo
Cagliari
Ciao,
quello che racconta è comprensibilmente imbarazzante e può farlo sentire molto a disagio, soprattutto perché riguarda qualcosa di così personale. Quello che è successo dopo quell’episodio è una reazione del corpo e della mente allo stress e all’ansia, e non significa che ci sia qualcosa di “sbagliato” in lei.

Può essere utile provare gradualmente a riprendere autonomia, magari con piccoli passi, senza sentirsi pressato, e parlare con qualcuno di fiducia che possa ascoltarla senza giudicare. Capire perché si è instaurata questa difficoltà può aiutare a sentirsi più sicuro e a gestire meglio queste situazioni anche quando è fuori casa.

Un saluto,
Dott.ssa Maria Teresa Romeo – Psicologa
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Buon pomeriggio,
quello che descrive sembra essere nato in un momento di forte stress. Dopo una situazione difficile a scuola e una giornata particolarmente pesante, può succedere che il corpo e i gesti più semplici si “blocchino”. In quel momento chiedere aiuto a sua madre è stato probabilmente un modo per cercare rassicurazione e protezione.
Il fatto che poi questo gesto si sia ripetuto nel tempo può succedere: a volte, quando qualcosa ci ha aiutato in un momento di difficoltà, la mente tende a ripetere lo stesso comportamento per sentirsi più tranquilli. Non significa che lei non sia capace di farlo da solo, ma piuttosto che si è creato una specie di automatismo legato all’ansia.
In una prospettiva psicologica, più che il gesto in sé è importante capire il momento di pressione e di blocco che stava vivendo. Con un po’ di tempo e di fiducia in sé stesso è possibile tornare gradualmente a fare da solo.
Un caro saluto

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