Salve. Soffro da più di un anno di un dolore localizzato nella zona scapolare/cervicale che si irrad

Salve. Soffro da più di un anno di un dolore localizzato nella zona scapolare/cervicale che si irradia in fasi acute alla spalla e talvolta fino al gomito. Spesso il dolore si ripresenta quando passo del tempo in piedi o a camminare. Oppure a volte faccio fatica a fare alcune cose o si intensifica il dolore ad esempio quando passo l'aspirapolvere o quando tengo in braccio un bambino. Ho un po' di scoliosi e lavoro al PC. Ho ricevuto pareri contrastanti ma comunque ciò che ho provato non mi ha giovato. Infatti in questo tempo ho fatto 2 visite fisiatriche, diverse sedute da osteopata e fisioterapista, nonché rieducazione posturale. Secondo il fisioterapista sarebbe necessaria una risonanza, ma gli altri medici non la ritengono necessaria ritenendo il problema legato a postura e scoliosi. Un fisiatra proponeva terapia per l'appoggio dei piedi mentre l'altro fisiatra propone Tecar terapia nella fase acuta. Non so davvero più cosa fare per risolvere questo problema.. L' unica cosa che mi ha dato un lieve giovamento è stato un po' di nuoto.

5 risposte


personalmente valuterei una elettroneurografia, per capire se c'è un interruzione nella trasmissione dell'impulso del nervo, per poi svolgere un programma di esercizi come il nerve gliding

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Buongiorno, dalla descrizione sembra che il problema sia presente da tempo e che abbia già intrapreso diversi percorsi terapeutici senza un beneficio duraturo. In questi casi è fondamentale non concentrarsi esclusivamente sulla postura o sulla scoliosi, che spesso rappresentano solo un elemento del quadro clinico e non necessariamente la causa del dolore. Un dolore che dalla regione cervicale/scapolare si irradia fino alla spalla e talvolta al gomito merita una valutazione clinica approfondita per comprendere se l'origine sia muscolare, articolare o anche di natura neurologica. La necessità di eseguire una risonanza magnetica dipende dall'esame obiettivo e dalla presenza di eventuali segni clinici specifici: non è indicata in tutti i casi, ma può essere utile se il professionista, dopo la visita, sospetta un coinvolgimento delle strutture cervicali. Il fatto che il nuoto le abbia dato beneficio è un dato positivo e suggerisce che il movimento ben dosato possa essere parte della soluzione. Personalmente, ritengo che un trattamento manuale debba sempre essere affiancato da un programma di esercizi personalizzati e da una valutazione delle attività che scatenano i sintomi, per intervenire sulle reali cause del problema e non solo sul dolore. Le consiglio quindi di sottoporsi a una valutazione completa, così da impostare un percorso mirato sulla base dei reperti clinici e non solo degli esami strumentali.


Buonasera, consiglio di seguire il suggerimento della risonanza magnetica per non lasciare nulla al caso. Vedo che tra le tante cose provate non viene menzionata la MTC (medicina tradizionale cinese) e tutte le tecniche e applicazioni come la moxa e la coppettazione Ma per esperienza personale e lavorativa le suggerisco di considerare questo approccio integrato con medicina cinese, integrazione specifica e nutrizione personalizzata. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti Drssa G.Viviana Martiradonna


Capisco la sua preoccupazione. Il consiglio che mi sento di darle è di evitare di continuare a provare trattamenti diversi senza una chiara spiegazione della causa del dolore. Dopo oltre un anno di sintomi e diversi percorsi terapeutici senza un beneficio stabile, sarebbe opportuno effettuare una rivalutazione completa da parte di un professionista esperto in riabilitazione muscoloscheletrica, che analizzi in modo approfondito la colonna cervicale, la spalla, il movimento della scapola e il suo quadro posturale. Solo sulla base della visita si potrà capire se siano indicati ulteriori accertamenti, come una risonanza magnetica. Nel frattempo, se il nuoto le ha dato sollievo e non aumenta i sintomi, può essere una buona attività da proseguire con gradualità, evitando invece di sospendere completamente il movimento. Spesso, nei dolori persistenti, un programma di esercizi specifici e progressivi è più efficace delle sole terapie passive. Le consiglio inoltre di annotare quando il dolore compare, quali movimenti lo peggiorano e quali lo alleviano: queste informazioni possono essere molto utili durante la valutazione clinica.


Buongiorno, Da come descrive il problema, più che pensare a una sola causa “posturale”, è ragionevole considerare un dolore di tipo cervico-scapolare che può avere componenti diverse: cervicale, muscolare/scapolare, della spalla oppure, in alcuni casi, irritativa sulle radici nervose. Il fatto che il dolore si irradi a spalla e talvolta fino al gomito, e che peggiori con attività come aspirapolvere, stare in piedi a lungo o tenere in braccio un bambino, merita quindi una valutazione clinica molto accurata di collo, spalla, forza, mobilità e possibile coinvolgimento neurologico, più che trattamenti “standard” ripetuti senza una diagnosi funzionale precisa. Sulla risonanza, in generale non va prescritta in modo automatico solo perché il dolore dura da tempo, perché le linee guida raccomandano che gli esami di imaging siano mirati a confermare un sospetto clinico e non usati di routine. La risonanza diventa più giustificata se all’esame clinico ci sono segni di compressione neurologica periferica, oppure se si sospettano patologie specifiche o più importanti. Per esempio, formicolii, alterazioni della sensibilità, vera perdita di forza, riflessi modificati, difficoltà fini della mano, dolore molto notturno o segni di sofferenza neurologica rendono più sensato approfondire. Un altro punto importante è che il suo racconto fa pensare anche a un possibile coinvolgimento della spalla, in particolare della cuffia dei rotatori, perché questo tipo di dolore tende a peggiorare nei movimenti e nei carichi del braccio, e può irradiarsi in aree vicine. Nei disturbi persistenti del collo, inoltre, l’approccio più utile è in genere attivo e multimodale: esercizio terapeutico, rinforzo e stabilizzazione muscolare, educazione al carico e lavoro su ergonomia e gesti quotidiani; le metodiche passive possono dare sollievo temporaneo, ma da sole spesso non risolvono il problema. Il fatto che il nuoto le abbia dato un lieve beneficio è un segnale interessante, ma non significa che “basti nuotare”: va capito quali movimenti la aiutano e quali invece le irritano, perché alcune attività di spalla sopra la testa possono essere ben tollerate oppure peggiorare il quadro a seconda della causa. Il mio consiglio pratico è di farsi rivalutare da uno specialista che osservi insieme rachide cervicale, scapola e spalla nella stessa visita, con un esame obiettivo completo e non limitato alla sola postura. Porti con sé un diario di 2-3 settimane con le attività che scatenano il dolore, l’eventuale presenza di formicolii o debolezza, il dolore notturno e i movimenti più fastidiosi: sono informazioni molto utili per capire se serve davvero una risonanza oppure se è più indicato un programma mirato di esercizio terapeutico. Una consulenza chinesiologica e riabilitativa ben costruita, dopo un inquadramento clinico preciso, può essere molto più efficace di cicli ripetuti di terapie passive. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

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