Salve. Soffro da più di un anno di un dolore localizzato nella zona scapolare/cervicale che si irrad

Salve. Soffro da più di un anno di un dolore localizzato nella zona scapolare/cervicale che si irradia in fasi acute alla spalla e talvolta fino al gomito. Spesso il dolore si ripresenta quando passo del tempo in piedi o a camminare. Oppure a volte faccio fatica a fare alcune cose o si intensifica il dolore ad esempio quando passo l'aspirapolvere o quando tengo in braccio un bambino. Ho un po' di scoliosi e lavoro al PC. Ho ricevuto pareri contrastanti ma comunque ciò che ho provato non mi ha giovato. Infatti in questo tempo ho fatto 2 visite fisiatriche, diverse sedute da osteopata e fisioterapista, nonché rieducazione posturale. Secondo il fisioterapista sarebbe necessaria una risonanza, ma gli altri medici non la ritengono necessaria ritenendo il problema legato a postura e scoliosi. Un fisiatra proponeva terapia per l'appoggio dei piedi mentre l'altro fisiatra propone Tecar terapia nella fase acuta. Non so davvero più cosa fare per risolvere questo problema.. L' unica cosa che mi ha dato un lieve giovamento è stato un po' di nuoto.

11 risposte


personalmente valuterei una elettroneurografia, per capire se c'è un interruzione nella trasmissione dell'impulso del nervo, per poi svolgere un programma di esercizi come il nerve gliding

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Buongiorno, dalla descrizione sembra che il problema sia presente da tempo e che abbia già intrapreso diversi percorsi terapeutici senza un beneficio duraturo. In questi casi è fondamentale non concentrarsi esclusivamente sulla postura o sulla scoliosi, che spesso rappresentano solo un elemento del quadro clinico e non necessariamente la causa del dolore. Un dolore che dalla regione cervicale/scapolare si irradia fino alla spalla e talvolta al gomito merita una valutazione clinica approfondita per comprendere se l'origine sia muscolare, articolare o anche di natura neurologica. La necessità di eseguire una risonanza magnetica dipende dall'esame obiettivo e dalla presenza di eventuali segni clinici specifici: non è indicata in tutti i casi, ma può essere utile se il professionista, dopo la visita, sospetta un coinvolgimento delle strutture cervicali. Il fatto che il nuoto le abbia dato beneficio è un dato positivo e suggerisce che il movimento ben dosato possa essere parte della soluzione. Personalmente, ritengo che un trattamento manuale debba sempre essere affiancato da un programma di esercizi personalizzati e da una valutazione delle attività che scatenano i sintomi, per intervenire sulle reali cause del problema e non solo sul dolore. Le consiglio quindi di sottoporsi a una valutazione completa, così da impostare un percorso mirato sulla base dei reperti clinici e non solo degli esami strumentali.


Buonasera, consiglio di seguire il suggerimento della risonanza magnetica per non lasciare nulla al caso. Vedo che tra le tante cose provate non viene menzionata la MTC (medicina tradizionale cinese) e tutte le tecniche e applicazioni come la moxa e la coppettazione Ma per esperienza personale e lavorativa le suggerisco di considerare questo approccio integrato con medicina cinese, integrazione specifica e nutrizione personalizzata. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti Drssa G.Viviana Martiradonna


Capisco la sua preoccupazione. Il consiglio che mi sento di darle è di evitare di continuare a provare trattamenti diversi senza una chiara spiegazione della causa del dolore. Dopo oltre un anno di sintomi e diversi percorsi terapeutici senza un beneficio stabile, sarebbe opportuno effettuare una rivalutazione completa da parte di un professionista esperto in riabilitazione muscoloscheletrica, che analizzi in modo approfondito la colonna cervicale, la spalla, il movimento della scapola e il suo quadro posturale. Solo sulla base della visita si potrà capire se siano indicati ulteriori accertamenti, come una risonanza magnetica. Nel frattempo, se il nuoto le ha dato sollievo e non aumenta i sintomi, può essere una buona attività da proseguire con gradualità, evitando invece di sospendere completamente il movimento. Spesso, nei dolori persistenti, un programma di esercizi specifici e progressivi è più efficace delle sole terapie passive. Le consiglio inoltre di annotare quando il dolore compare, quali movimenti lo peggiorano e quali lo alleviano: queste informazioni possono essere molto utili durante la valutazione clinica.


Buongiorno, Da come descrive il problema, più che pensare a una sola causa “posturale”, è ragionevole considerare un dolore di tipo cervico-scapolare che può avere componenti diverse: cervicale, muscolare/scapolare, della spalla oppure, in alcuni casi, irritativa sulle radici nervose. Il fatto che il dolore si irradi a spalla e talvolta fino al gomito, e che peggiori con attività come aspirapolvere, stare in piedi a lungo o tenere in braccio un bambino, merita quindi una valutazione clinica molto accurata di collo, spalla, forza, mobilità e possibile coinvolgimento neurologico, più che trattamenti “standard” ripetuti senza una diagnosi funzionale precisa. Sulla risonanza, in generale non va prescritta in modo automatico solo perché il dolore dura da tempo, perché le linee guida raccomandano che gli esami di imaging siano mirati a confermare un sospetto clinico e non usati di routine. La risonanza diventa più giustificata se all’esame clinico ci sono segni di compressione neurologica periferica, oppure se si sospettano patologie specifiche o più importanti. Per esempio, formicolii, alterazioni della sensibilità, vera perdita di forza, riflessi modificati, difficoltà fini della mano, dolore molto notturno o segni di sofferenza neurologica rendono più sensato approfondire. Un altro punto importante è che il suo racconto fa pensare anche a un possibile coinvolgimento della spalla, in particolare della cuffia dei rotatori, perché questo tipo di dolore tende a peggiorare nei movimenti e nei carichi del braccio, e può irradiarsi in aree vicine. Nei disturbi persistenti del collo, inoltre, l’approccio più utile è in genere attivo e multimodale: esercizio terapeutico, rinforzo e stabilizzazione muscolare, educazione al carico e lavoro su ergonomia e gesti quotidiani; le metodiche passive possono dare sollievo temporaneo, ma da sole spesso non risolvono il problema. Il fatto che il nuoto le abbia dato un lieve beneficio è un segnale interessante, ma non significa che “basti nuotare”: va capito quali movimenti la aiutano e quali invece le irritano, perché alcune attività di spalla sopra la testa possono essere ben tollerate oppure peggiorare il quadro a seconda della causa. Il mio consiglio pratico è di farsi rivalutare da uno specialista che osservi insieme rachide cervicale, scapola e spalla nella stessa visita, con un esame obiettivo completo e non limitato alla sola postura. Porti con sé un diario di 2-3 settimane con le attività che scatenano il dolore, l’eventuale presenza di formicolii o debolezza, il dolore notturno e i movimenti più fastidiosi: sono informazioni molto utili per capire se serve davvero una risonanza oppure se è più indicato un programma mirato di esercizio terapeutico. Una consulenza chinesiologica e riabilitativa ben costruita, dopo un inquadramento clinico preciso, può essere molto più efficace di cicli ripetuti di terapie passive. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


Salve, se non è in fase acuta, le consiglierei attività di rinforzo mirato in palestra con un chinesiologo e ginnastica posturale individuale.


Buonasera. Da quello che racconta, il suo dolore sembra avere caratteristiche che meritano una valutazione clinica approfondita e non è corretto attribuirlo automaticamente solo alla postura o alla scoliosi. Una lieve scoliosi, infatti, è molto comune e spesso non è di per sé la causa di un dolore persistente. Allo stesso modo, il lavoro al PC può rappresentare un fattore che contribuisce al problema, ma raramente è l'unica spiegazione. Il fatto che il dolore aumenti durante attività come camminare a lungo, stare in piedi, passare l'aspirapolvere o tenere in braccio un bambino suggerisce che alcuni carichi e movimenti provochino un sovraccarico della regione cervicale, scapolare e della spalla. Inoltre, l'irradiazione fino al gomito rende importante valutare con attenzione anche un possibile coinvolgimento delle strutture nervose o dell'articolazione della spalla, senza però trarre conclusioni affrettate. Per quanto riguarda la risonanza magnetica, non è un esame che va eseguito automaticamente in presenza di dolore, ma può diventare utile quando il quadro clinico è persistente, quando il dolore dura da molti mesi nonostante trattamenti ben condotti oppure quando dalla visita emergono segni che fanno sospettare un interessamento di specifiche strutture. È quindi una decisione che dovrebbe nascere dall'esame clinico e non solo dalla durata dei sintomi. Dal punto di vista conservativo, l'approccio che oggi trova maggiore supporto scientifico non è rappresentato tanto dalle terapie passive (come Tecar, manipolazioni o altri trattamenti manuali), che possono eventualmente offrire un sollievo temporaneo, quanto da un programma di esercizio terapeutico costruito sulle caratteristiche della persona. Questo significa lavorare in modo graduale sul controllo della muscolatura cervicale e scapolare, sulla forza, sulla resistenza ai carichi e sulla capacità di svolgere progressivamente le attività che oggi provocano dolore, adattando il programma in base alla risposta dei sintomi. Un elemento interessante del suo racconto è che il nuoto le abbia dato un lieve beneficio. Non significa necessariamente che il nuoto sia "la cura", ma suggerisce che il movimento, se ben dosato e tollerato, può rappresentare una strada promettente. In molti casi è più utile trovare un'attività fisica sostenibile e un programma di esercizi personalizzato piuttosto che ricercare continuamente un trattamento passivo. Il consiglio che mi sentirei di darle è quello di cercare un professionista che esegua una valutazione funzionale completa e che costruisca un percorso riabilitativo con obiettivi progressivi, rivalutando periodicamente i risultati. Se dopo un percorso di esercizio ben impostato il quadro non dovesse migliorare, oppure se comparissero perdita di forza, alterazioni della sensibilità persistenti o altri segni neurologici, avrebbe senso tornare dal fisiatra o dallo specialista per rivalutare anche l'opportunità di eseguire esami strumentali. Il fatto che finora non abbia trovato beneficio non significa necessariamente che il problema non sia risolvibile, ma probabilmente che non è stato ancora individuato il percorso più adatto al suo caso. Nei dolori muscoloscheletrici persistenti è abbastanza frequente che sia necessario un approccio più personalizzato e orientato alla funzione, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla postura o su singoli trattamenti.


Buonasera, non so se tra le varie indagini fatte le abbiano suggerito di concentrarsi in modo particolare sulla colonna cervicale. E' possibile vi siano delle concause ma è verosimile che l'origine della sua sintomatologia sia da riferire appunto principalmente al tratto cervicale. Non mi stupisce il fatto che il nuoto le crei giovamento in quanto, con la spinta idrostatica dell'acqua, il corpo viene alleggerito dalla forza di gravità e crea una decompressione vertebrale che probabilmente va a liberare il nervo compresso (forse a causa di un'ernia discale) che crea quindi spazio e miglioramento del sintomo. In ordine le consiglierei una RM, a seguire trattamenti osteopatici e riequilibrio posturale, anche parallelamente al nuoto.


Ha provato con la massoterapia? Le tecniche manuali decontratturanti potrebbero dare sollievo al Suo fastidio in attesa di esami più approfonditi.


Buongiorno, dal quadro che ha esposto mi viene da pensare che ha lavorato sempre sul sintomo e mai sulla causa, come prima cosa bisogna fare un' analisi a ritroso per capire se c'è stato qualche evento traumatico o modifica di atteggiamenti posturali che possono aver attivato una serie di compensi che hanno portato a questo sintomo. Come le hanno suggerito, anche un appoggio sbagliato del piede (cambiato magari banalmente da una calzatura nuova) può innescare meccanismi di compensazione sulla catena cinetica ascendente (se il dolore aumenta camminando questo può essere già un segnale) e soprattutto se presente già scoliosi, attuare delle modifiche che sovraccaricano il tratto cervicale. Le consiglio analisi posturale e raccolta dati con un chinesiologo esperto che potrà lavorare sul sintomo e sulla causa, e alcune sedute di Pancafit Metodo Raggi, che lavora le intere catene cinetiche.


Salve! I sintomi che lei riferisce fanno pensare a un problema al livello del cingolo scapolare probabilmente nella muscolatura della cuffia dei rotatori. Una risonanza aiuterebbe semplicemente a capire l'entità del problema: se è presente una lesione, un'infiammazione o problematiche a livello artrosico. Sicuramente la scoliosi incide sulla postura generale e di conseguenza sulla spalla e sulla zona cervicale. Il nuoto può alleviare il fastidio perchè va a mobilizzare le spalle in acqua dove è più semplice in quanto si percepisce il corpo più leggero, quindi consiglio di fare almeno 1 volta alla settimana nuoto. In più sicuramente bisogna lavorare con un allenamento mirato e di rinforzo nello specifico sulla spalla, in assenza di dolore, e poi un lavoro globale di rinforzo e miglioramento della postura, cosa che sicuramente possiamo fare insieme

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