Salve, preferirei rimane anonima, sono una ragazza vado a scuola e da un po’ ho paura di avere un tu
20
risposte
Salve, preferirei rimane anonima, sono una ragazza vado a scuola e da un po’ ho paura di avere un tumore al cervello/cervelletto, penso di soffrire di ipocondria e guardare i sintomi online mi fa pensare di averceli tutti, ho mal di testa da più di una settimana nella zona dietro la testa a partire dal collo, giramenti di testa, tensione muscolare, e ho la sensazione di non avere forza, non riuscire a camminare/scrivere/usare il telefono ma in realtà riesco a fare tutto questo poi ho dolori muscolari e mi sveglio durante la notte. inoltre quando faccio un singolo errore a parlare scrivere questa paura aumenta. avvolte ho pure nausea. ho fatto le analisi del sangue e sono risultate tutte buone. ma ho il pensiero fisso di voler fare una tac al cervello/ total body.
ho anche spesso derealizzazione.
non vado in terapia da uno psicologo ma mi piacerebbe andare, non capisco se ci sia un problema serio o é solo un circolo di ansia che mi fa pensare di avere qualcosa.
questo pensiero fisso del tumore mi perseguita forse anche perché ho avuto un parente vicino che é morto per questo.
mi sapreste aiutare?
ho anche spesso derealizzazione.
non vado in terapia da uno psicologo ma mi piacerebbe andare, non capisco se ci sia un problema serio o é solo un circolo di ansia che mi fa pensare di avere qualcosa.
questo pensiero fisso del tumore mi perseguita forse anche perché ho avuto un parente vicino che é morto per questo.
mi sapreste aiutare?
Descrive un quadro compatibile con un disturbo d'ansia di malattia che beneficierebbe di un approfondimento con uno specialista psichiatra.
Cordialmente
Cordialmente
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Ciao, grazie per aver scritto. Da quello che descrivi, è molto probabile che tu stia vivendo un circolo di ansia e paura per la salute, alimentato dalle ricerche online e da un’esperienza familiare dolorosa. L’ansia può causare davvero mal di testa, nausea, tensioni e derealizzazione, anche se gli esami sono normali.
Il fatto che tu riesca comunque a fare tutto è un segnale rassicurante.
Fare continuamente controlli spesso dà solo sollievo momentaneo. La cosa più utile ora sarebbe iniziare un percorso con uno psicoterapeuta, per imparare a gestire questi pensieri e ridurre l’ansia.
Con il giusto supporto, si può stare molto meglio.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Il fatto che tu riesca comunque a fare tutto è un segnale rassicurante.
Fare continuamente controlli spesso dà solo sollievo momentaneo. La cosa più utile ora sarebbe iniziare un percorso con uno psicoterapeuta, per imparare a gestire questi pensieri e ridurre l’ansia.
Con il giusto supporto, si può stare molto meglio.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Buonasera, dai sintomi che descrive si tratta verosimilmente di una sindrome ansiosa. Può rivolgersi ad uno specialista psichiatra che la indirizzerà verso un percorso di psicoterapia eventualmente associato ad un trattamento farmacologico, se necessario. Cordiali saluti
Cara utente,
si percepisce quanto la paura stia occupando spazio nella mente e nel corpo, rendendo difficili anche le attività quotidiane. Dopo aver vissuto la perdita di una persona vicina per una malattia del genere, è naturale che certi pensieri tornino con forza e sembrino implacabili.
I sintomi descritti hanno senso in un corpo sotto forte ansia e non indicano necessariamente un problema fisico grave, soprattutto se gli esami risultano nella norma e le attività quotidiane restano possibili.
Avere uno spazio in cui poter esprimere questa fatica, senza doversi giustificare o sentirsi giudicati, può aiutare a ridurre il peso della paura e trovare maggiore respiro. Si può concedere spazio a questi pensieri, in un contesto sicuro, così da poterli esplorare senza giudizio e ritrovare gradualmente maggiore serenità nella vita quotidiana. A disposizione, un saluto.
si percepisce quanto la paura stia occupando spazio nella mente e nel corpo, rendendo difficili anche le attività quotidiane. Dopo aver vissuto la perdita di una persona vicina per una malattia del genere, è naturale che certi pensieri tornino con forza e sembrino implacabili.
I sintomi descritti hanno senso in un corpo sotto forte ansia e non indicano necessariamente un problema fisico grave, soprattutto se gli esami risultano nella norma e le attività quotidiane restano possibili.
Avere uno spazio in cui poter esprimere questa fatica, senza doversi giustificare o sentirsi giudicati, può aiutare a ridurre il peso della paura e trovare maggiore respiro. Si può concedere spazio a questi pensieri, in un contesto sicuro, così da poterli esplorare senza giudizio e ritrovare gradualmente maggiore serenità nella vita quotidiana. A disposizione, un saluto.
Salve, mi dispiace per queste sensazioni che prova!
I sintomi che descrive, alla luce anche delle analisi fatte, potrebbero essere riconducibili ad una forte ansia.
Ora, non so se lei pensa di soffrire di ansia, ma sembrerebbe di sì.
Un questo caso le consiglio di provare un percorso di psicoterapia, spessissimo i sintomi fisici.sono segnali di malessere psicologico.
Se vuole, sono a disposizione
Un saluto
Claudia m
I sintomi che descrive, alla luce anche delle analisi fatte, potrebbero essere riconducibili ad una forte ansia.
Ora, non so se lei pensa di soffrire di ansia, ma sembrerebbe di sì.
Un questo caso le consiglio di provare un percorso di psicoterapia, spessissimo i sintomi fisici.sono segnali di malessere psicologico.
Se vuole, sono a disposizione
Un saluto
Claudia m
Ciao. Prima di tutto, ti ringrazio per esserti aperta. Immagino quanto possa essere paralizzante vivere con questo peso costante: l'ansia per la salute (quella che spesso chiamiamo ipocondria) non è una "stupida paura", ma un’esperienza che consuma molta energia mentale e fisica. È molto probabile che tu sia intrappolata in quello che definiamo un circolo vizioso tra ansia e sintomi psicosomatici. Cercare i sintomi online (il cosiddetto Cyberchondria) è la benzina sul fuoco: ogni ricerca conferma la tua paura anziché rassicurarti. Spiega al tuo medico di base non solo i sintomi, ma anche la tua paura specifica. Un medico può spiegarti la differenza tra un sintomo neurologico reale e uno ansioso meglio di qualsiasi sito web. Hai menzionato che ti piacerebbe andare da uno psicologo: è un’ottima idea per lavorare sulle tue preoccupazioni.
Cara ragazza,
grazie per aver scritto con tanta chiarezza e sincerità: quello che descrivi è comprensibilmente molto spaventoso, soprattutto considerando la tua giovane età e l’esperienza dolorosa vissuta con un familiare.
Da ciò che racconti emerge un quadro molto frequente nei disturbi d’ansia, in particolare nell’ansia di malattia (spesso chiamata ipocondria). Il meccanismo tipico è proprio quello che descrivi: un sintomo fisico iniziale (come il mal di testa o la tensione cervicale), la ricerca online dei sintomi, l’aumento della paura, l’iperattenzione al corpo e ai minimi segnali (errori nel parlare, sensazione di debolezza), che a sua volta amplifica ulteriormente i sintomi stessi. È un vero e proprio circolo vizioso.
Molti dei segnali che citi — cefalea tensiva che parte dal collo, giramenti di testa, tensione muscolare, nausea, risvegli notturni, derealizzazione, sensazione di “non farcela” pur riuscendo a fare tutto — sono estremamente comuni negli stati ansiosi prolungati. Anche il bisogno insistente di fare esami (TAC, total body) rientra spesso in questo tipo di ansia, perché la mente cerca rassicurazioni continue, che però durano poco.
Il fatto che gli esami del sangue siano nella norma e che tu riesca concretamente a camminare, scrivere, usare il telefono è un elemento rassicurante. Nei tumori cerebrali i sintomi neurologici tendono a essere progressivi, evidenti e non fluttuanti in base all’ansia o all’attenzione che si dà al corpo.
Questo non significa “è tutto nella tua testa” (frase che non aiuta), ma che l’ansia può produrre sintomi fisici reali e molto intensi. Inoltre, il lutto e la paura legata alla perdita del tuo parente possono aver reso questo tema particolarmente sensibile per te.
Il mio consiglio è di approfondire la situazione con uno specialista: un confronto con il medico curante per valutare serenamente i sintomi fisici e, soprattutto, l’inizio di un percorso psicologico che ti aiuti a interrompere questo circolo di paura e controllo. Prima si interviene, più è facile stare meglio.
Non sei sola e quello che stai vivendo è più comune di quanto pensi, ma merita attenzione e cura adeguata.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
grazie per aver scritto con tanta chiarezza e sincerità: quello che descrivi è comprensibilmente molto spaventoso, soprattutto considerando la tua giovane età e l’esperienza dolorosa vissuta con un familiare.
Da ciò che racconti emerge un quadro molto frequente nei disturbi d’ansia, in particolare nell’ansia di malattia (spesso chiamata ipocondria). Il meccanismo tipico è proprio quello che descrivi: un sintomo fisico iniziale (come il mal di testa o la tensione cervicale), la ricerca online dei sintomi, l’aumento della paura, l’iperattenzione al corpo e ai minimi segnali (errori nel parlare, sensazione di debolezza), che a sua volta amplifica ulteriormente i sintomi stessi. È un vero e proprio circolo vizioso.
Molti dei segnali che citi — cefalea tensiva che parte dal collo, giramenti di testa, tensione muscolare, nausea, risvegli notturni, derealizzazione, sensazione di “non farcela” pur riuscendo a fare tutto — sono estremamente comuni negli stati ansiosi prolungati. Anche il bisogno insistente di fare esami (TAC, total body) rientra spesso in questo tipo di ansia, perché la mente cerca rassicurazioni continue, che però durano poco.
Il fatto che gli esami del sangue siano nella norma e che tu riesca concretamente a camminare, scrivere, usare il telefono è un elemento rassicurante. Nei tumori cerebrali i sintomi neurologici tendono a essere progressivi, evidenti e non fluttuanti in base all’ansia o all’attenzione che si dà al corpo.
Questo non significa “è tutto nella tua testa” (frase che non aiuta), ma che l’ansia può produrre sintomi fisici reali e molto intensi. Inoltre, il lutto e la paura legata alla perdita del tuo parente possono aver reso questo tema particolarmente sensibile per te.
Il mio consiglio è di approfondire la situazione con uno specialista: un confronto con il medico curante per valutare serenamente i sintomi fisici e, soprattutto, l’inizio di un percorso psicologico che ti aiuti a interrompere questo circolo di paura e controllo. Prima si interviene, più è facile stare meglio.
Non sei sola e quello che stai vivendo è più comune di quanto pensi, ma merita attenzione e cura adeguata.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Capisco quanto possano essere spaventosi i sintomi e i pensieri fissi legati a malattie gravi. È comprensibile che la preoccupazione aumenti, soprattutto dopo aver vissuto la perdita di un parente per un tumore.
Dal suo racconto emerge che riesce a svolgere normalmente le attività quotidiane e che le analisi del sangue sono nella norma. Questo tipo di vissuto è spesso legato a ansia o ipocondria, in cui corpo e mente reagiscono creando sintomi reali, ma non indicativi di una malattia grave.
Il passo più importante è rivolgersi a uno psicoterapeuta, che potrà aiutarla a gestire ansia e pensieri fissi, e al medico di base per eventuali controlli cautelativi.
Intanto può:
evitare di cercare continuamente sintomi online,
annotare i sintomi in modo oggettivo,
fare brevi esercizi di respirazione o rilassamento per ridurre tensione e giramenti di testa.
Anche piccoli passi come questi sono già importanti.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o informazioni.
Un cordiale saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Capisco quanto possano essere spaventosi i sintomi e i pensieri fissi legati a malattie gravi. È comprensibile che la preoccupazione aumenti, soprattutto dopo aver vissuto la perdita di un parente per un tumore.
Dal suo racconto emerge che riesce a svolgere normalmente le attività quotidiane e che le analisi del sangue sono nella norma. Questo tipo di vissuto è spesso legato a ansia o ipocondria, in cui corpo e mente reagiscono creando sintomi reali, ma non indicativi di una malattia grave.
Il passo più importante è rivolgersi a uno psicoterapeuta, che potrà aiutarla a gestire ansia e pensieri fissi, e al medico di base per eventuali controlli cautelativi.
Intanto può:
evitare di cercare continuamente sintomi online,
annotare i sintomi in modo oggettivo,
fare brevi esercizi di respirazione o rilassamento per ridurre tensione e giramenti di testa.
Anche piccoli passi come questi sono già importanti.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o informazioni.
Un cordiale saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità ciò che sta vivendo. Da quello che descrive emerge una sofferenza reale, fatta di paura, iperattenzione ai segnali corporei e di un pensiero che tende a fissarsi su un’ipotesi molto spaventosa, anche alla luce della perdita che ha vissuto in famiglia. È comprensibile che questa esperienza abbia reso il tema della malattia particolarmente sensibile per lei. I sintomi che riporta, pur essendo fastidiosi e fonte di grande allarme, possono essere fortemente influenzati da stati di ansia intensa e prolungata: l’ansia, infatti, è in grado di amplificare le sensazioni fisiche, creare tensioni muscolari, disturbi del sonno, nausea, difficoltà di concentrazione e fenomeni come la derealizzazione. La ricerca continua di rassicurazioni (come il controllo dei sintomi online o il desiderio urgente di esami strumentali) spesso finisce, paradossalmente, per mantenere e rinforzare il circolo della paura. È comunque importante che ogni dubbio venga condiviso con il medico curante, che può valutare il quadro complessivo e orientarla con serenità su eventuali accertamenti, senza affidarsi a conclusioni tratte in autonomia. Allo stesso tempo, il suo desiderio di intraprendere un percorso psicologico appare molto appropriato: uno spazio terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere meglio il funzionamento di questi pensieri, a elaborare il lutto vissuto e a trovare strumenti per ridurre l’ansia e il controllo costante del corpo. Chiedere aiuto è già un passo significativo. Un caro saluto
Salve, la paura di avere una malattia grave, come un tumore, può essere intensa e a volte logorante, soprattutto se si accompagna a sintomi fisici che sembrano confermarla. Spesso l'ansia può generare sintomi molto convincenti a livello fisico, tanto da farli apparire gravi. Il malessere che descrive è reale, tuttavia potrebbe essere una reazione alla paura.
Importante è considerare la mente e il corpo come profondamente connessi: un forte stato d'allerta potrebbe generare i sintomi che descrive.
Dott.ssa Nappa Noemi
Importante è considerare la mente e il corpo come profondamente connessi: un forte stato d'allerta potrebbe generare i sintomi che descrive.
Dott.ssa Nappa Noemi
Buonasera,
comprendo che il pensiero di avere una malattia importante possa diventare molto persistente durante la giornata e arrivare a generare un forte disagio. Spesso, infatti, il nostro corpo può manifestare attraverso i sintomi (reali o percepiti) qualcosa che è collegato alla nostra mente, ai nostri pensieri e alle nostre esperienze.
Ha fatto bene a svolgere accertamenti per verificare il suo stato di salute; allo stesso tempo, potrebbe essere utile valutare un consulto psicologico per comprendere se questa sintomatologia possa essere maggiormente collegata a un circolo di pensieri e preoccupazioni piuttosto che a una condizione fisiologica.
Uno spazio di ascolto professionale può aiutarla a fare chiarezza e a trovare modalità più serene per gestire ciò che sta vivendo. Un caro saluto.
comprendo che il pensiero di avere una malattia importante possa diventare molto persistente durante la giornata e arrivare a generare un forte disagio. Spesso, infatti, il nostro corpo può manifestare attraverso i sintomi (reali o percepiti) qualcosa che è collegato alla nostra mente, ai nostri pensieri e alle nostre esperienze.
Ha fatto bene a svolgere accertamenti per verificare il suo stato di salute; allo stesso tempo, potrebbe essere utile valutare un consulto psicologico per comprendere se questa sintomatologia possa essere maggiormente collegata a un circolo di pensieri e preoccupazioni piuttosto che a una condizione fisiologica.
Uno spazio di ascolto professionale può aiutarla a fare chiarezza e a trovare modalità più serene per gestire ciò che sta vivendo. Un caro saluto.
Buonasera. La ringrazio innanzitutto per la chiarezza con cui ha descritto ciò che sta vivendo. È evidente quanto questa situazione le stia causando paura e sofferenza, ed è importante dirle fin da subito che il suo disagio merita ascolto e rispetto. Non sta esagerando e non c’è nulla di “sbagliato” in ciò che prova.
Dalla descrizione dei sintomi e del modo in cui si sono sviluppati nel tempo, emerge un quadro che è molto compatibile con un forte stato d’ansia legato alla salute, spesso definito come ansia ipocondriaca. L’ansia può produrre sintomi fisici reali e intensi: mal di testa persistente, tensione muscolare a livello del collo e delle spalle, giramenti di testa, nausea, disturbi del sonno, senso di debolezza, difficoltà di concentrazione e derealizzazione sono manifestazioni frequenti quando il sistema nervoso è costantemente in uno stato di allerta.
Un elemento significativo è il fatto che lei tema di non riuscire a camminare, scrivere o usare il telefono, ma che nella realtà riesca comunque a svolgere queste attività. Questo non significa che stia “immaginando” i sintomi, ma che la paura la porta a monitorare continuamente il suo corpo e le sue prestazioni, trasformando ogni minima difficoltà o errore in una conferma del timore di avere una malattia grave. È un meccanismo tipico dell’ansia, che tende a interpretare in modo catastrofico segnali corporei comuni o legati allo stress.
Il desiderio insistente di sottoporsi a esami come TAC o controlli ripetuti è comprensibile: quando la paura è molto intensa, la mente cerca rassicurazioni continue. Tuttavia, spesso accade che nemmeno gli esami riescano a calmare stabilmente il pensiero fisso, perché il problema non è la mancanza di controlli, ma il circolo dell’ansia che si autoalimenta. Il fatto che gli esami del sangue siano risultati nella norma è un dato rassicurante, anche se è comprensibile che al momento non le sembri sufficiente per tranquillizzarsi.
La presenza di un parente stretto che è venuto a mancare a causa di un tumore rappresenta un fattore emotivo molto importante. Esperienze di questo tipo possono rendere la paura della malattia particolarmente intensa e persistente, come se la mente fosse costantemente impegnata a prevenire un pericolo già conosciuto. In questo senso, la sua paura ha una spiegazione emotiva comprensibile, anche se oggi le sta causando molta sofferenza.
La derealizzazione, per quanto spaventosa, è anch’essa un sintomo frequentemente associato agli stati d’ansia elevata e non indica un danno cerebrale. È una risposta del sistema nervoso a un sovraccarico di stress. Il fatto che lei stia considerando la possibilità di intraprendere un percorso psicologico è un segnale molto positivo. Rivolgersi a uno psicologo non significa che ci sia “qualcosa di grave” dal punto di vista fisico, ma che sta vivendo un disagio emotivo importante che può e deve essere affrontato con un supporto adeguato. Un percorso terapeutico può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi, ridurre il pensiero fisso e ritrovare un senso di sicurezza nel proprio corpo.
Dalla descrizione dei sintomi e del modo in cui si sono sviluppati nel tempo, emerge un quadro che è molto compatibile con un forte stato d’ansia legato alla salute, spesso definito come ansia ipocondriaca. L’ansia può produrre sintomi fisici reali e intensi: mal di testa persistente, tensione muscolare a livello del collo e delle spalle, giramenti di testa, nausea, disturbi del sonno, senso di debolezza, difficoltà di concentrazione e derealizzazione sono manifestazioni frequenti quando il sistema nervoso è costantemente in uno stato di allerta.
Un elemento significativo è il fatto che lei tema di non riuscire a camminare, scrivere o usare il telefono, ma che nella realtà riesca comunque a svolgere queste attività. Questo non significa che stia “immaginando” i sintomi, ma che la paura la porta a monitorare continuamente il suo corpo e le sue prestazioni, trasformando ogni minima difficoltà o errore in una conferma del timore di avere una malattia grave. È un meccanismo tipico dell’ansia, che tende a interpretare in modo catastrofico segnali corporei comuni o legati allo stress.
Il desiderio insistente di sottoporsi a esami come TAC o controlli ripetuti è comprensibile: quando la paura è molto intensa, la mente cerca rassicurazioni continue. Tuttavia, spesso accade che nemmeno gli esami riescano a calmare stabilmente il pensiero fisso, perché il problema non è la mancanza di controlli, ma il circolo dell’ansia che si autoalimenta. Il fatto che gli esami del sangue siano risultati nella norma è un dato rassicurante, anche se è comprensibile che al momento non le sembri sufficiente per tranquillizzarsi.
La presenza di un parente stretto che è venuto a mancare a causa di un tumore rappresenta un fattore emotivo molto importante. Esperienze di questo tipo possono rendere la paura della malattia particolarmente intensa e persistente, come se la mente fosse costantemente impegnata a prevenire un pericolo già conosciuto. In questo senso, la sua paura ha una spiegazione emotiva comprensibile, anche se oggi le sta causando molta sofferenza.
La derealizzazione, per quanto spaventosa, è anch’essa un sintomo frequentemente associato agli stati d’ansia elevata e non indica un danno cerebrale. È una risposta del sistema nervoso a un sovraccarico di stress. Il fatto che lei stia considerando la possibilità di intraprendere un percorso psicologico è un segnale molto positivo. Rivolgersi a uno psicologo non significa che ci sia “qualcosa di grave” dal punto di vista fisico, ma che sta vivendo un disagio emotivo importante che può e deve essere affrontato con un supporto adeguato. Un percorso terapeutico può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi, ridurre il pensiero fisso e ritrovare un senso di sicurezza nel proprio corpo.
Gentile utente,
grazie per aver scritto e per aver descritto così bene quello che sta vivendo. Da ciò che racconta emerge una grande sofferenza legata alla paura, più che segnali di una patologia grave.
I sintomi che descrive – mal di testa tensivo, giramenti, tensione muscolare, nausea, sensazione di debolezza, derealizzazione, risvegli notturni – sono molto frequenti nei quadri d’ansia intensa e di ansia ipocondriaca, soprattutto quando la mente è costantemente focalizzata sul controllo del corpo. Il fatto che lei riesca comunque a camminare, scrivere, usare il telefono è un elemento importante: l’ansia può far percepire una perdita di controllo anche quando le funzioni sono integre.
La ricerca continua dei sintomi online, purtroppo, alimenta il circolo dell’ansia: più si legge, più la paura cresce, più il corpo si tende e produce nuove sensazioni, che vengono interpretate come segnali di pericolo. La derealizzazione stessa è una risposta molto comune all’ansia prolungata e, per quanto spaventosa, non è pericolosa.
Il fatto che abbia avuto un parente vicino con questa malattia rende comprensibile che la paura si sia “agganciata” proprio a questo pensiero: quando c’è un vissuto traumatico o una perdita importante, la mente tende a rimanere in allerta e a cercare segnali di minaccia.
Le analisi del sangue nella norma sono un dato rassicurante. In genere, esami come TAC o total body non sono indicati in assenza di segni neurologici oggettivi, e spesso finiscono per rinforzare l’ansia invece di calmarla.
I miei consigli sono:
- parlare con il medico di base per condividere apertamente queste paure e valutare insieme se siano necessari ulteriori accertamenti;
- iniziare un percorso di psicoterapia, che sarebbe molto indicato per aiutarla a interrompere questo circolo di paura, controllo e sintomi corporei.
Non è “solo nella sua testa” nel senso di qualcosa di immaginato: il disagio è reale, ma molto probabilmente è legato all’ansia e non a una malattia grave. Con il giusto supporto, queste paure possono ridursi in modo significativo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
grazie per aver scritto e per aver descritto così bene quello che sta vivendo. Da ciò che racconta emerge una grande sofferenza legata alla paura, più che segnali di una patologia grave.
I sintomi che descrive – mal di testa tensivo, giramenti, tensione muscolare, nausea, sensazione di debolezza, derealizzazione, risvegli notturni – sono molto frequenti nei quadri d’ansia intensa e di ansia ipocondriaca, soprattutto quando la mente è costantemente focalizzata sul controllo del corpo. Il fatto che lei riesca comunque a camminare, scrivere, usare il telefono è un elemento importante: l’ansia può far percepire una perdita di controllo anche quando le funzioni sono integre.
La ricerca continua dei sintomi online, purtroppo, alimenta il circolo dell’ansia: più si legge, più la paura cresce, più il corpo si tende e produce nuove sensazioni, che vengono interpretate come segnali di pericolo. La derealizzazione stessa è una risposta molto comune all’ansia prolungata e, per quanto spaventosa, non è pericolosa.
Il fatto che abbia avuto un parente vicino con questa malattia rende comprensibile che la paura si sia “agganciata” proprio a questo pensiero: quando c’è un vissuto traumatico o una perdita importante, la mente tende a rimanere in allerta e a cercare segnali di minaccia.
Le analisi del sangue nella norma sono un dato rassicurante. In genere, esami come TAC o total body non sono indicati in assenza di segni neurologici oggettivi, e spesso finiscono per rinforzare l’ansia invece di calmarla.
I miei consigli sono:
- parlare con il medico di base per condividere apertamente queste paure e valutare insieme se siano necessari ulteriori accertamenti;
- iniziare un percorso di psicoterapia, che sarebbe molto indicato per aiutarla a interrompere questo circolo di paura, controllo e sintomi corporei.
Non è “solo nella sua testa” nel senso di qualcosa di immaginato: il disagio è reale, ma molto probabilmente è legato all’ansia e non a una malattia grave. Con il giusto supporto, queste paure possono ridursi in modo significativo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Cara utente,
capisco molto bene la paura che descrivi, soprattutto se hai vissuto da vicino una perdita per tumore. Quando si è stati “toccati” da una storia del genere, il cervello tende a restare in allerta e a leggere ogni sensazione come un possibile segnale di pericolo.
Da come scrivi, il quadro sembra compatibile con un circolo ansia–ipercontrollo–sintomi fisici–paura. Cercare i sintomi online, controllare continuamente il corpo, notare ogni piccolo errore nel parlare o nello scrivere, aumenta l’ansia e l’ansia a sua volta può dare mal di testa tensivo (spesso dalla nuca/collo), tensione muscolare, giramenti, nausea, insonnia, derealizzazione, sensazione di debolezza. Il fatto che “ti sembra di non riuscire” e poi in realtà riesci a fare le cose è tipico di quando il sistema nervoso è in iper-allerta.
Detto questo, su una piattaforma non si fa diagnosi e resta sempre corretto un criterio: se i sintomi sono nuovi, persistenti o ti spaventano, parlane con il medico. Il medico serve proprio a valutare se ci sono segnali che richiedono approfondimenti. Una valutazione clinica di base spesso riduce l’ansia perché mette dei paletti chiari. La TAC “total body” come risposta alla paura, invece, rischia di alimentare l’ipocondria: oggi cerchi sollievo, domani la mente troverà un nuovo dubbio.
Nel frattempo, ci sono due mosse utili e concrete.
La prima: stop alle ricerche online (sintomi, forum, video). È benzina sul fuoco. Se senti l’impulso, rimanda di 20 minuti e fai altro: cammina, doccia calda, esercizi di respirazione lenta, stretching del collo, musica. L’urgenza di controllare scende come un’onda.
La seconda: inizia un percorso psicologico. Per un pensiero fisso di malattia, derealizzazione e ansia, una terapia può aiutare molto: si lavora su interpretazioni catastrofiche, iper-monitoraggio, rassicurazioni continue, gestione dell’ansia nel corpo. Non significa che “è tutto nella tua testa”, significa che mente e corpo stanno andando in loop e si può spezzare.
Hai già fatto una cosa importante: hai riconosciuto il meccanismo e hai chiesto aiuto. È un ottimo punto di partenza.
Un caro saluto,
Gabriele
capisco molto bene la paura che descrivi, soprattutto se hai vissuto da vicino una perdita per tumore. Quando si è stati “toccati” da una storia del genere, il cervello tende a restare in allerta e a leggere ogni sensazione come un possibile segnale di pericolo.
Da come scrivi, il quadro sembra compatibile con un circolo ansia–ipercontrollo–sintomi fisici–paura. Cercare i sintomi online, controllare continuamente il corpo, notare ogni piccolo errore nel parlare o nello scrivere, aumenta l’ansia e l’ansia a sua volta può dare mal di testa tensivo (spesso dalla nuca/collo), tensione muscolare, giramenti, nausea, insonnia, derealizzazione, sensazione di debolezza. Il fatto che “ti sembra di non riuscire” e poi in realtà riesci a fare le cose è tipico di quando il sistema nervoso è in iper-allerta.
Detto questo, su una piattaforma non si fa diagnosi e resta sempre corretto un criterio: se i sintomi sono nuovi, persistenti o ti spaventano, parlane con il medico. Il medico serve proprio a valutare se ci sono segnali che richiedono approfondimenti. Una valutazione clinica di base spesso riduce l’ansia perché mette dei paletti chiari. La TAC “total body” come risposta alla paura, invece, rischia di alimentare l’ipocondria: oggi cerchi sollievo, domani la mente troverà un nuovo dubbio.
Nel frattempo, ci sono due mosse utili e concrete.
La prima: stop alle ricerche online (sintomi, forum, video). È benzina sul fuoco. Se senti l’impulso, rimanda di 20 minuti e fai altro: cammina, doccia calda, esercizi di respirazione lenta, stretching del collo, musica. L’urgenza di controllare scende come un’onda.
La seconda: inizia un percorso psicologico. Per un pensiero fisso di malattia, derealizzazione e ansia, una terapia può aiutare molto: si lavora su interpretazioni catastrofiche, iper-monitoraggio, rassicurazioni continue, gestione dell’ansia nel corpo. Non significa che “è tutto nella tua testa”, significa che mente e corpo stanno andando in loop e si può spezzare.
Hai già fatto una cosa importante: hai riconosciuto il meccanismo e hai chiesto aiuto. È un ottimo punto di partenza.
Un caro saluto,
Gabriele
Cara ragazza, Capisco quanto possa essere angoscioso avere questi pensieri. Il quadro che lei presenta effettivamente sembrerebbe riportare ad un disturbo d'ansia con componente ipocondriaca. Il fatto poi che recentemente ci sia stato un lutto in famiglia può avere acuito i sintomi. Le consiglierei di parlare con i suoi genitori di quanto sta vivendo e se possibile iniziare un percorso di terapia che la aiuti a gestire l'ansia.
Non c'è nulla di sbagliato in quello che sta vivendo e provando ma l'ansia crea spesso un circolo vizioso alimentando disturbi psicosomatici che vanno a alimentare ancora di più i suoi timore. Le auguro di ritrovare presto la sua serenità.
Non c'è nulla di sbagliato in quello che sta vivendo e provando ma l'ansia crea spesso un circolo vizioso alimentando disturbi psicosomatici che vanno a alimentare ancora di più i suoi timore. Le auguro di ritrovare presto la sua serenità.
Buongiorno,
le manifestazioni di cui parla sono figlie di una condizione ansiosa. Si affidi ad uno specialista ed intraprenda un percorso di psicoterapia, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa dei suoi sintomi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
le manifestazioni di cui parla sono figlie di una condizione ansiosa. Si affidi ad uno specialista ed intraprenda un percorso di psicoterapia, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa dei suoi sintomi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buona sera. Fare delle sedute da un terapeuta le sarebbero d'aiuto per poter comprendere l'espressione dei sintomi e, quali segnali psicologici stanno dando questi aspetti nella sua vita.
Un caro saluto, dottoressa Teresita Forlano
Un caro saluto, dottoressa Teresita Forlano
Grazie per aver condiviso quello che sta vivendo, si percepisce quanta paura ci sia dietro questi pensieri. Da ciò che descrive, i sintomi sono compatibili con un circolo di ansia e preoccupazione per la salute, quando l’attenzione è costantemente focalizzata sul corpo ogni sensazione viene amplificata, e la ricerca di sintomi online, pur rassicurando nell’immediato, tende ad aumentare l’ansia. Il fatto che gli esami siano risultati nella norma è un dato rassicurante, e la paura del tumore può essere collegata anche all’esperienza della perdita del suo parente. Se il mal di testa dovesse persistere è corretto confrontarsi con il medico; parallelamente, un percorso psicologico potrebbe aiutarla concretamente a comprendere meglio il funzionamento dell’ansia e dell’ipocondria, riducendo i comportamenti di controllo e la ricerca compulsiva di informazioni, e a gestire la derealizzazione e la tensione fisica, dando spazio anche alle emozioni legate alla perdita del suo parente. Molte persone giovani vivono paure simili e, con il giusto supporto, è possibile ridurre significativamente questa sofferenza. Chiedere aiuto a uno psicologo è una scelta di cura verso se stessa e può aiutarla a spezzare questo circolo che ora la fa soffrire.
Buongiorno, il consiglio che le do è di effettuare intanto una visita medica con il suo medico di famiglia, a cui può affidarsi e che valuterà anche solo con una visita se effettivamente ci sono deficit neurologici. Mi sento però di tranquillizzarla che considerata la sua giovane età, la storia del suo parente che l'ha molto colpita e i sintomi che descrive, è molto probabile in realtà che soffra effettivamente di ansia e ipocondria. La derealizzazione è infatti un sintomo tipico dell'ansia e del panico, e quello che descrive sembra proprio il circolo vizioso dell'ansia: presta attenzione a un sintomo fisico (mal di testa o nausea ad esempio) e inizia ad aver paura che possa significare qualcosa di grave, l'ansia a questo punto intensifica il mal di testa e produce tensione muscolare, la tensione muscolare a livello cervicale produce a sua volta sensazione di capogiro, che incrementa spesso la nausea e di conseguenza l'ansia.
Un percorso di psicoterapia potrebbe esserle utile per superare questo periodo!
Resto a sua disposizione
Un percorso di psicoterapia potrebbe esserle utile per superare questo periodo!
Resto a sua disposizione
Gentilissima, la perdita di una persona cara è sempre un momento difficile da superare che, talvolta, finché il lutto non viene elaborato, può esser contrassegnato dalla paura di ammalarsi. Guardare i social non aiuta di certo, anzi, fanno aumentare l'ansia al punto da desiderare di fare esami diagnostici che probabilmente non servono e il cui risultato negativo non sarebbe sufficiente a ridurre la sua ansia. Certamente l'aiuto di un terapeuta potrebbe essere un valido strumento per permetterle di raggiungere una miglior autoconsapevolezza e di identificare i pensieri disfunzionali che stanno dietro al suo malessere. Individuerete assieme le strategie più adatte per poterli affrontare e inizierà pian piano a guardare alla vita in modo più sereno.
i miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
i miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.