Salve, il gastroenterologo mi ha diagnosticato una colite spastica, siccome non ho idea di cosa poss
Salve, il gastroenterologo mi ha diagnosticato una colite spastica, siccome non ho idea di cosa posso mangiare per stare bene ed evitare di mangiare sempre le stesse cose, avrei bisogno di una nutrizionista che mi aiuti in questo
11 risposte
Buongiorno, la diagnosi di colite spastica è spesso indicata anche come sindrome dell'intestino irritabile o IBS. La sensazione di non sapere cosa mettere nel piatto per paura di scatenare effetti collaterali ed evitare un'alimentazione troppo monotona che può impoverire il suo microbiota intestinale e rendere il colon ancora più sensibile. In qualità di biologa nutrizionista, il mio obiettivo è aiutarti a ritrovare varietà a tavola, rispettando la tua soglia di tolleranza. Una giusta terapia le permetterà nel tempo di tornare a mangiare quasi tutto con serenità. Se vuole può contattarmi.
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Buongiorno, il medico le ha dato un ottimo suggerimento. Sicuramente il piano alimentare va cucito sulla sua persona e inizierei con una dieta a basso residuo che porti ad una diminuzione della sintomatologia, e contemporaneamente opterei per alimenti antinfiammatori e ad un integrazione se necessaria.
Buongiorno, certamente posso esserle di aiuto. Può prenotare una prima visita con me e posso stilarti un piano alimentare personalizzati finalizzato al miglioramento della tua patologia
Buongiorno, comprendo perfettamente la sua situazione. Molto spesso, quando si riceve una diagnosi di colite spastica, la prima reazione è quella di eliminare quasi tutto per paura di stare male, finendo però per mangiare in modo monotono e poco appagante. Questo, a lungo andare, non solo diventa difficile da sostenere psicologicamente, ma non aiuta nemmeno il nostro intestino a guarire. La colite spastica (o sindrome dell'intestino irritabile) non si cura "togliendo cibi per sempre", ma imparando a capire quali alimenti il suo corpo fatica a gestire in questo momento e come reintegrarli gradualmente.Posso aiutarla a ritrovare la serenità a tavola attraverso un percorso mirato che non si limiti a una lista di divieti ma attraverso una strategia che miri a sfiammare l'intestino prima di tutto per poi supportare il microbiota. lavoreremo per nutrire i batteri "buoni" del suo intestino, rendendolo col tempo meno sensibile
Buonasera, La colite spastica, o sindrome dell’intestino irritabile, si può gestire molto bene con un’alimentazione personalizzata, perché non esiste una dieta uguale per tutti e spesso sono proprio alcuni cibi o combinazioni alimentari a peggiorare gonfiore, dolore, alvo irregolare o senso di pesantezza. In questi casi il supporto di una nutrizionista è assolutamente sensato, perché aiuta a costruire un piano alimentare vario, sostenibile e adatto ai suoi sintomi reali, evitando restrizioni inutili e la monotonia a tavola. In generale si tende a partire da alimenti più semplici e meglio tollerati, come riso, patate, avena, carni magre, pesce, uova, yogurt o latticini delattosati se ben tollerati, insieme a verdure cotte più delicate come zucchine, carote, finocchi e fagiolini. Al contrario, in molte persone possono peggiorare i sintomi alcuni cibi fermentabili, come cipolla, aglio, legumi interi, alcuni latticini, bevande gassate, alcol, pasti abbondanti, fritti e alimenti molto speziati, ma la tolleranza va sempre verificata individualmente e non per forza eliminata in modo definitivo. Un altro aspetto importante è capire se prevalga stipsi, diarrea o alternanza delle due condizioni, perché anche la gestione di fibre, idratazione e consistenza dei pasti cambia in base al quadro: per esempio, nella diarrea si tende spesso a ridurre le fibre più irritanti, mentre nella stipsi si lavora con maggiore gradualità su fibre e acqua, senza aumentare troppo alimenti che possono accentuare dolore e gonfiore. Anche mangiare con regolarità, fare pasti non troppo abbondanti e ridurre l’aria ingerita mangiando lentamente può aiutare molto nella gestione quotidiana dei sintomi. Il consiglio, quindi, è di prenotare una prima visita nutrizionale, così da impostare un percorso pratico con schema alimentare, alternative ai pasti, rotazione degli alimenti e indicazioni precise su cosa testare, cosa limitare e cosa reinserire gradualmente. In questo modo può tornare a mangiare con più serenità, varietà e consapevolezza, senza vivere ogni pasto con il timore di stare peggio. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
si faccia seguire da un professionista, magari valutando la situazione proverà un piano alimentare a basso contenuto di fodmap per capire quale dei vari gruppi alimentari posso dare meno fastidio
La colite spastica (o sindrome dell'intestino irritabile) è una condizione molto comune in cui l'intestino reagisce in modo esagerato a determinati alimenti, stress o sbalzi ormonali, alternando spesso gonfiore, dolore, stipsi o diarrea. Per evitare di cadere nella trappola di una dieta monotona e inutilmente restrittiva, le consiglio di prenotare una consulenza nutrizionale con me: svilupperemo un piano alimentare vario e personalizzato, basato su una strategia a fasi (come l'approccio Low-FODMAP), per disinfiammare il colon e farle riscoprire il piacere di mangiare in totale serenità. Al momento, i suoi sintomi principali tendono più verso la stitichezza, verso la diarrea, o variano di giorno in giorno? Dr. Fabio Leoni
Buongiorno, in presenza di Sindrome dell’intestino irritabile, l'alimentazione deve essere personalizzata, poiché gli alimenti che scatenano i sintomi possono variare molto da persona a persona. Un nutrizionista può sicuramente aiutarla a costruire un piano alimentare completo, variato e sostenibile, evitando restrizioni inutili. In alcuni casi può essere utile un percorso temporaneo con dieta a basso contenuto di FODMAP, seguito da una graduale reintroduzione degli alimenti per individuare quelli realmente responsabili dei sintomi. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




