Salve. Ho 44 anni e per tutta la vita ho avuto problemi di peso. Sono stata seguita da diversi nutri

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Salve. Ho 44 anni e per tutta la vita ho avuto problemi di peso. Sono stata seguita da diversi nutrizionisti, ho seguito diverse diete ma sempre senza risultati. Tre anni fa ho iniziato vari percorsi chetogenici che finalmente mi hanno fatto perdere 50 chili. Ora sono normopeso e al peso forma (taglia 40/42) da diversi mesi ma devo sempre rimanere in dieta super ferrea abbinata a tanto esercizio fisico per non ingrassare.
Una mia giornata tipo è:
- colazione: caffè latte senza zucchero, 3 biscotti integrali
-spuntino: yogurt di soia o Yoeggs
- pranzo 250 g di verdure (crude o al vapore) condite con un cucchiaino d’olio e 60 g di pane di segale
- spuntino: un frutto o 30 g di frutta secca
- cena: 250 g di verdure (crude o cotte al vapore) condite con un cucchiaino d’olio, 200 g di carne magra alla piastra o pesce al forno cotto con un filo d’olio e spezie o 2 uova
- circa 3 litri d’acqua al giorno
- 1 ora di palestra 5 giorni a settimana
Nel fine settimana mi capita magari di fare un pasto da “persona normale” o anche solo una pizza o un aperitivo e dí ritrovarmi il lunedì mattina con 3/4 chili in più rispetto al venerdì. Tutti gli esami metabolici fatti anni fa non hanno dato problemi. C’è qualcuno che potrebbe darmi una spiegazione logica e scientifica alla mia condizione? Non so più a che tipo di medico potermi rivolgere per poter trovare la causa e poter finalmente risolvere questo mio problema. Grazie
Dr. Bellissimo Andrea Rocco
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Torino
Buon pomeriggio.
Quello che descrive è molto più comune di quanto sembri, ma spesso viene spiegato male o in modo superficiale. Le do una risposta chiara e scientifica, senza minimizzare: non è normale dover vivere in restrizione così rigida per mantenere il peso, ma ci sono spiegazioni fisiologiche plausibili per quello che ti succede.
1. Quei “3–4 kg in un weekend” NON sono grasso
Partiamo da qui, perché è il punto più importante.
Per prendere 3–4 kg di grasso in 2 giorni dovresti introdurre circa 20.000–30.000 kcal in eccesso, cosa praticamente impossibile.
Quindi cosa succede?
È principalmente: Ritenzione idrica,Ripristino del glicogeno, Contenuto intestinale.
Dopo anni di dieta (soprattutto chetogenica), il tuo corpo:
tiene basse le scorte di glicogeno è più “sensibile” ai carboidrati.
Quando nel weekend mangia: pizza / carboidrati / sale / alcol il corpo ricarica glicogeno + trattiene acqua.
Ogni grammo di glicogeno lega circa 3 grammi di acqua, basta ricaricare le scorte per vedere +2/3 kg sulla bilancia.
2. Adattamento metabolico (il punto chiave)
Dopo una perdita di peso importante (50 kg è tantissimo), il corpo attiva un meccanismo chiamato: “Adattamento metabolico”.
Significa che: il suo metabolismo basale si abbassa più del previsto, il corpo diventa estremamente efficiente nel risparmiare energia.
Quindi: mangi poco → dimagrisci
aumenti anche solo un po’ → ingrassi facilmente.
Non è “colpa sua”, è biologia evolutiva (il corpo cerca di difendere il peso più alto di prima).
3. Dieta attuale: molto restrittiva (e sbilanciata)
La sua giornata tipo è molto ipocalorica e con:
pochi carboidrati, pochi grassi, proteine abbastanza alte.
Questo può portare a:
Effetti possibili: metabolismo rallentato
aumento cortisolo (stress fisiologico)
maggiore ritenzione idrica
maggiore “rebound” quando mangi di più.
In pratica: più stringi → più il corpo si difende
4. Allenamento intenso + poca energia
1 ora di palestra per 5 giorni con così poche calorie è tanto.
Questo può: aumentare stress fisiologico
aumentare ritenzione peggiorare la gestione dei carboidrati
5. Possibili fattori da escludere (ma meno probabili)
Hai già fatto esami, ma se vuoi essere scrupolosa:Tiroide (TSH, FT3, FT4),insulina e HOMA-IR, cortisolo,leptina (più rara da valutare ma interessante)
Non perché “ci sia sicuramente qualcosa”, ma per completezza.
6. A che medico rivolgerti?
Non tutti i nutrizionisti sono preparati su questi casi.
Ti servirebbe: un/una: endocrinologo/a esperto/a in obesità oppure
dietista/nutrizionista con approccio metabolico (non solo dietetico).
Cordialmente

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Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buon pomeriggio
Da quello che descrive, una spiegazione logica e scientifica c’è, e i 3-4 chili che vede comparire tra venerdì e lunedì non corrispondono a 3-4 chili di grasso, ma soprattutto a una combinazione di ritenzione idrica, ripristino delle scorte di glicogeno dopo un aumento di carboidrati e sale, e maggiore contenuto intestinale.

Quando i carboidrati aumentano dopo una fase molto controllata, il corpo ricostituisce il glicogeno e con esso trattiene anche acqua; inoltre sodio e variazioni dell’introito di carboidrati modificano i liquidi corporei in tempi molto rapidi. Questo spiega perché una pizza, un aperitivo o un fine settimana più libero possano cambiare sensibilmente la bilancia nel giro di 24-48 ore, senza significare necessariamente un vero recupero di tessuto adiposo.

C’è poi un secondo aspetto importante: dopo un dimagrimento marcato, l’organismo può ridurre il dispendio energetico più di quanto ci si aspetterebbe dalla sola perdita di peso, un fenomeno chiamato termogenesi adattativa, che rende il mantenimento più faticoso e aumenta la tendenza al recupero ponderale.
In altre parole, non è detto che ci sia “qualcosa che non va” in senso grave, ma è possibile che il suo corpo oggi funzioni in modalità di forte risparmio energetico dopo anni di sovrappeso, diete ripetute e un calo molto importante.

Proprio per questo, la difficoltà che sta vivendo non va letta come scarsa volontà, ma come una condizione che merita una valutazione clinica più mirata.

Il passo successivo, a mio avviso, è rivolgersi a un endocrinologo o a un medico esperto nella gestione dell’obesità e del mantenimento del peso, perché quando il peso oscilla molto rapidamente è corretto rivalutare il quadro metabolico ed escludere anche eventuali cause endocrine o metaboliche, soprattutto se gli esami risalgono a diversi anni fa.
In parallelo, sarebbe molto utile una visita nutrizionale impostata non più in ottica “dimagrimento”, ma in ottica mantenimento: analisi della composizione corporea, valutazione della massa magra, della reale introduzione energetica, del rapporto con l’attività fisica e della sostenibilità del piano nel lungo periodo.

Spesso il problema non è mangiare ancora meno, ma costruire un assetto più stabile e meno rigido, che le permetta di mantenere il risultato senza vivere ogni pasto libero con preoccupazioni.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Gentile utente, la sua situazione ha una spiegazione scientifica molto precisa che risiede nella memoria biologica del tessuto adiposo e nella gestione dei fluidi, più che in un reale accumulo di grasso in 48 ore. I motivi per i quali vede quei 3/4 chili in più il lunedì sono dovuti a reidratazione del Glicogeno, adattamento Metabolico e infiammazione Sistemica di Basso Grado: Il passaggio repentino da una dieta super controllata a un pasto libero può innescare una transitoria risposta infiammatoria che aumenta la ritenzione idrica extracellulare. Il problema non è 'cosa' mangia, ma come il suo metabolismo reagisce agli zuccheri (flessibilità metabolica). Le consiglio di rivolgersi a un professionista per intraprendere una 'Reverse Diet' (dieta inversa): un aumento graduale e calcolato delle calorie e dei carboidrati per 'rieducare' i suoi mitocondri a bruciare energia invece di stoccarla per paura.
In questo percorso di rieducazione, l'auricoloterapia può fornire un supporto prezioso: agendo sulla stimolazione del nervo vago e sulla modulazione del sistema neurovegetativo, aiuta a ridurre i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) e a migliorare la sensibilità insulinica. Questo permette al corpo di uscire dalla modalità di 'emergenza', facilitando una risposta metabolica più equilibrata e meno reattiva agli sgarri occasionali. Cordiali saluti.
Dr. Fabio Leoni
Biologo nutrizionista
Verona
Buongiorno. La sua condizione ha una spiegazione scientifica molto chiara: si chiama adattamento metabolico ed è la conseguenza di una restrizione calorica e glucidica prolungata (i tre anni di chetogenica).
Perché recupera 3/4 kg in un weekend?
Non si tratta di grasso, ma di acqua e glicogeno. Dopo anni di dieta povera di carboidrati, i suoi muscoli sono 'affamati' di zuccheri. Quando mangia una pizza o fa un aperitivo, il corpo stocca immediatamente i carboidrati sotto forma di glicogeno muscolare. Poiché ogni grammo di glicogeno lega a sé circa 3-4 grammi d'acqua, l'aumento di peso sulla bilancia è puramente idrico e infiammatorio, non adiposo.
Il problema reale: il 'set-point' metabolico
La sua dieta attuale è eccessivamente ipocalorica per il volume di attività fisica che svolge (5 giorni di palestra). Questo ha istruito il suo metabolismo a diventare estremamente efficiente nel risparmio energetico: il suo corpo 'ha paura' della carestia e appena riceve un surplus (il pasto libero), lo stocca immediatamente.
Cosa fare e a chi rivolgersi?
Lei non ha bisogno di un medico generico, ma di un Nutrizionista esperto in Biochimica e Ricomposizione Corporea. La soluzione non è mangiare meno, ma intraprendere un percorso di 'Reverse Diet' (dieta inversa): un aumento graduale e controllato delle calorie e dei carboidrati per 'riattaccare' la centralina metabolica e ripristinare la flessibilità metabolica. Solo così potrà tornare a mangiare come una 'persona normale' senza oscillazioni drammatiche sulla bilancia. Un cordiale saluto.
Dr. Fabio Leoni
Dott. Massimo Coppolino
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Palermo
Lei vive un problema noto come "shit del glicogeno". Assume troppo pochi carboidrati per le ore di palestra che fa e consuma immediatamente le sue riserve di glicogeno nel fegato e nei muscoli (sovraccaricando il fegato). Appena assume una pizza, che contiene carboidrati e sale, poichè 1 gr di glicogeno tira a se 3 gr di acqua, lei gonfia immediatamente di liquidi. Assume inoltre un eccesso di proteine rispetto all'attività che fa (se le mangia ogni sera). Lo sbilanciamento tra le calorie assunte e l'attività fisica aumenta la produzione di cortisolo che rende il suo metabolismo fortemente sensibile ai cambi dietetici ed energeticamente instabile. Troppa dieta chetogenica: il suo organismo ha perso l'abitudine ad ossidare i carboidrati in modo efficiente stoccandoli immediatamente come riserve idriche-energetiche e l'ha portato in un stato d disordine metabolico che, nel medio-lungo periodo, potrà causarle gravi squilibri, fino al diabete di 2° tipo (resistenza insulinica). Le consiglio di tenere costantemente sotto controllo i seguenti valori ematici: TSH, FT3, FT4 (per controllare che non ci sia una disfunzione tiroidea), cortisolo, GOT, GPT, gamma GT, glicemia ed insulinemia a digiuno (basali) ed emoglobina glicata, emocromo con formula leucocitaria. Porti gli esami al suo medico di base. Dott. Prof. M. Coppolino - Biologo Molecolare, Nutrizione Clinica
Dott. Andrea Piras
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Cagliari
Gentile Paziente,

nel suo caso dovrebbe eseguire dei controlli perchè potrebbe avere un insulino resistenza. Le consiglio di ripetere gli esami con il suo medico, valutare i livelli di insulina e successivamente agire di conseguenza.
Cordialmente
Dott. Andrea Piras
Dott.ssa Eliana Bozzi
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Roma
Buongiorno,
Capisco bene la sua situazione, ed è più comune di quanto si pensi dopo un dimagrimento importante come il suo.
L’aumento di 3–4 kg dopo un pasto più libero (come una pizza o un aperitivo) non è grasso, ma nella maggior parte dei casi è dovuto a liquidi.
Quando si mangiano più carboidrati del solito, il corpo trattiene più acqua, e questo si riflette subito sulla bilancia. A questo si aggiungono anche il sale e semplicemente il fatto di aver mangiato di più rispetto alla routine.
Infatti, tornando alla sua alimentazione abituale, il peso tende a scendere di nuovo in pochi giorni.
Un altro aspetto importante è che, dopo aver perso molto peso, il corpo tende a “consumare meno” e a difendersi, quindi è normale avere la sensazione di dover essere molto rigidi per mantenere i risultati.
Più che un problema nel “gestire i carboidrati”, è probabile che il suo corpo si sia adattato nel tempo. In questi casi, può essere utile lavorare gradualmente per rendere l’alimentazione un po’ più flessibile, senza paura di inserire ogni tanto pasti diversi, così da trovare un equilibrio più sostenibile nel lungo periodo.
Dott.ssa Vera Pasciuta
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Ribera
Buonasera, capisco profondamente la sua frustrazione: ha fatto un percorso molto impegnativo e ha raggiunto un risultato importante, ma il fatto di dover mantenere un controllo così rigido per non riprendere peso può diventare molto faticoso nel tempo.
Quello che descrive è frequente dopo lunghi periodi di restrizione: il corpo può diventare più sensibile alle variazioni e gli aumenti rapidi dopo il weekend sono spesso legati a liquidi e glicogeno, non a un reale aumento di grasso.

Allo stesso tempo, però, rimanere centrati continuamente sul peso può alimentare un circolo di controllo e ansia che non aiuta a stare bene. In questi casi può essere utile iniziare, con gradualità, ad allontanarsi dal numero sulla bilancia e spostare l’attenzione su altri aspetti: energia, segnali di fame e sazietà, benessere generale e qualità della vita.
Un approccio come l’alimentazione intuitiva non ha come obiettivo il peso, ma il recupero di un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo, costruendo nel tempo un equilibrio più stabile e sostenibile.
L’obiettivo non è solo mantenere il risultato raggiunto, ma farlo senza la sensazione di dover essere sempre in controllo.
Dott.ssa Arianna Curina
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Cascina
Salve.

Prima di tutto: un aumento di 3-4 kg dal venerdì al lunedì, dopo una pizza, un aperitivo o un pasto più ricco, non può essere aumento reale di grasso. Per aumentare 3-4 kg di massa grassa servirebbe un surplus calorico enorme, non compatibile con un singolo pasto o un weekend un po’ più libero.

Quello che vede sulla bilancia molto probabilmente è dovuto a una combinazione di:
• maggiore ritenzione di liquidi;
• aumento del glicogeno muscolare ed epatico, che trattiene acqua;
• più sale introdotto con pizza, aperitivi, alimenti da ristorante o prodotti più elaborati;
• maggior volume di cibo nell’intestino;
• possibile infiammazione/ritenzione legata anche all’allenamento;
• oscillazioni ormonali, ciclo, sonno e stress.

Dopo periodi lunghi di dieta molto restrittiva, soprattutto se associati a grande perdita di peso e tanta attività fisica, il corpo può diventare molto “sensibile” alle variazioni di carboidrati, sale e quantità di cibo. Questo non significa necessariamente che stia ingrassando, ma che il peso corporeo oscilla molto facilmente per liquidi e contenuto intestinale.

Un altro punto importante è che, da ciò che descrive, la sua alimentazione attuale sembra ancora molto controllata e probabilmente piuttosto restrittiva rispetto all’attività fisica che svolge. In alcuni casi, dopo grandi dimagrimenti, può essere utile lavorare non con ulteriori restrizioni, ma con una fase di mantenimento ben strutturata: aumentare gradualmente e con criterio l’apporto calorico, migliorare la distribuzione dei carboidrati, gestire il pasto libero senza oscillazioni estreme e valutare la composizione corporea, non solo il peso.

Le consiglierei di evitare di giudicare il risultato solo dal peso del lunedì mattina. Sarebbe più utile osservare la media del peso settimanale, le circonferenze, la composizione corporea, energia, fame, ciclo/menopausa, sonno, recupero dall’allenamento e rapporto con il cibo.

Dal punto di vista medico, se non lo ha già fatto di recente, può essere utile confrontarsi con il medico curante o con un endocrinologo per rivalutare tiroide, assetto glicemico-insulinico, profilo lipidico, funzionalità epatica/renale, cortisolo solo se indicato, eventuali alterazioni ormonali e stato nutrizionale generale. Però la variazione rapida di 3-4 kg nel weekend, di per sé, è molto più compatibile con liquidi/glicogeno/sodio che con grasso.

In un percorso nutrizionale, l’obiettivo potrebbe essere aiutarla a passare da una gestione “super ferrea” a un mantenimento più sostenibile, senza paura costante di ingrassare dopo un pasto normale. Questo va fatto con gradualità e monitoraggio, soprattutto dopo una perdita di peso importante come la sua.
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Terrassa Padovana
Buongiorno,

innanzitutto complimenti per il risultato raggiunto.

Un aumento di 3-4 kg dal venerdì al lunedì dopo un pasto libero è praticamente impossibile che corrisponda a un reale aumento di massa grassa. Nella maggior parte dei casi si tratta di un aumento temporaneo dovuto a glicogeno, acqua, sodio e contenuto intestinale.

Se invece la sensazione è quella di dover seguire una dieta molto restrittiva per mantenere il peso, potrebbe essere utile una rivalutazione completa con un nutrizionista esperto in composizione corporea ed eventualmente con un endocrinologo, per verificare il reale fabbisogno energetico e impostare un'alimentazione più sostenibile nel lungo periodo.

Distinti saluti,
Dr Luca Agostini

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