Salve, ho 25 anni e vivo a Roma. Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo della Sicilia con cui ci v
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Salve, ho 25 anni e vivo a Roma.
Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo della Sicilia con cui ci vediamo ogni weekend.
A settembre abbiamo deciso che andremo a convivere ed io ho dei sentimenti contrapposti.
Se da un lato sono felice, dall’altro mi sento come se stessi abbandonando la mia famiglia (con la quale sono molto legata ed ho un rapporto bellissimo, soprattutto con mia sorella di 20 anni). Per questo motivo molto spesso mi sento indecisa su cosa voglio realmente a tal punto da bloccare ogni mio decisione.
Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo della Sicilia con cui ci vediamo ogni weekend.
A settembre abbiamo deciso che andremo a convivere ed io ho dei sentimenti contrapposti.
Se da un lato sono felice, dall’altro mi sento come se stessi abbandonando la mia famiglia (con la quale sono molto legata ed ho un rapporto bellissimo, soprattutto con mia sorella di 20 anni). Per questo motivo molto spesso mi sento indecisa su cosa voglio realmente a tal punto da bloccare ogni mio decisione.
Buongiorno, ne ha parlato con il suo fidanzato? Ha espresso le sue paure, remore, i suoi sentimenti? Chi ha stabilito l'inizio di questa convivenza? Quanto la preoccupazione è relativa al lasciare la sua famiglia e quanto, invece, a questo nuovo percorso con il suo fidanzato, al vederlo ogni giorno e non solo nel fine settimana?
Le auguro, in questi mesi, di aprire un dialogo dentro di sé relativamente a queste paure
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Gentilissima buongiorno, comprendo il suo turbamento: il passo che sta per compiere è impegnativo e impone delle scelte. Ogni scelta prevede delle acquisizioni e delle perdite , questo dovrà considerarlo qualunque scelta farà. Si ascolti con attenzione per capire cosa è importante per lei, quali sono gli obiettivi della sua vita, si immagini tra 10 anni per capire dove vorrà essere allora e con chi, e se questo non bastasse, se sentisse il bisogno di un sostegno psicologico per vedere più chiaro dentro di lei, io resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa
Cara utente, i cambiamenti muovono cose dentro di noi, aprono cassetti rimasti chiusi, smuovono innumerevoli emozioni. Sentire emozioni contrastanti è assolutamente normale. Tuttavia va compreso quali siano i pensieri che muovono tali sentimenti. Andare a convivere con un partner è un momento di oggettivo distacco dal proprio nucleo familiare d'origine. Cosa teme accadrebbe se se ne andasse? Come si immagina lontana dalla sua famiglia? Come immagina la sua convivenza? Rispondere a queste domande e a molte altre potrebbe essere importante per lei al fine di mettere ordine. Ciò che mi sento di suggerle, oltre a valutare la possibilità di elaborare tale vissuto con uno psicologo che la possa accompagnare verso la ricerca delle sue risposte, e di condividere in modo onesto e sincero le sue emozioni con il suo compagno. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Gentile utente,
l'ambivalenza che descrive potrebbe essere radicata in un conflitto tra il desiderio di autonomia e autodeterminazione, rappresentato dalle fantasie relative al trasferimento, e la paura di "perdere" i legami familiari esistenti. Sentire di "abbandonare" qualcuno, collude con il desiderio di percorrere nuovi sentieri, porta a domandarsi se la solidità e la sostenibilità dei legami affettivi resistono al cambiamento, generando quindi una sensazione di blocco, congelamento.
Non ho suggerimenti pratici da offrire riguardo la sua scelta, ma riflettendo su quanto ha condiviso, mi viene da pensare ad una parte di lei, profondamente spaventata, poiché sente il peso della responsabilità gravare sulle sue sole spalle.
Esalterei a questo punto il modo in cui descrive il rapporto con i suoi familiari che fa pensare ad un senso di solidità, serenità, ma soprattutto di cooperazione. Questi elementi sono fondamentali e sufficienti per garantire la sopravvivenza e la sostenibilità di un legame, specialmente di fronte alle piccole e grandi "sfide" della vita.
Le auguro di scegliere liberamente.
Un saluto
l'ambivalenza che descrive potrebbe essere radicata in un conflitto tra il desiderio di autonomia e autodeterminazione, rappresentato dalle fantasie relative al trasferimento, e la paura di "perdere" i legami familiari esistenti. Sentire di "abbandonare" qualcuno, collude con il desiderio di percorrere nuovi sentieri, porta a domandarsi se la solidità e la sostenibilità dei legami affettivi resistono al cambiamento, generando quindi una sensazione di blocco, congelamento.
Non ho suggerimenti pratici da offrire riguardo la sua scelta, ma riflettendo su quanto ha condiviso, mi viene da pensare ad una parte di lei, profondamente spaventata, poiché sente il peso della responsabilità gravare sulle sue sole spalle.
Esalterei a questo punto il modo in cui descrive il rapporto con i suoi familiari che fa pensare ad un senso di solidità, serenità, ma soprattutto di cooperazione. Questi elementi sono fondamentali e sufficienti per garantire la sopravvivenza e la sostenibilità di un legame, specialmente di fronte alle piccole e grandi "sfide" della vita.
Le auguro di scegliere liberamente.
Un saluto
Gentilissima,
Uscire di casa e lasciare la propria famiglia d'origine è un cambiamento importante che può attivare diverse risposte in noi. Da un lato si sente contenta poiché vivere da soli o convivere ci fa sentire grandi ma dall'altro spaventa e questa contrapposizione di emozioni è molto comune.
Lei usa la parola abbandono perciò le chiedo: si sente in colpa a lasciare casa? Per quale ragione e verso chi? Inoltre, non specifica dove andrà a vivere, si allontanerà dalla sua famiglia? Perché tali sensazioni negative possono essere esacerbate da una eventuale distanza.
Queste sono sono alcune domande che posso esserle da spunto per una riflessione più approfondita che può, eventualmente, condividere anche con il suo fidanzato.
Qualora lo ritenesse necessario sono a disposizione anche online, le questioni familiari e di coppia sono tra gli ambiti in cui ho maggiore esperienza.
Cordialmente
Simona Torrente
Uscire di casa e lasciare la propria famiglia d'origine è un cambiamento importante che può attivare diverse risposte in noi. Da un lato si sente contenta poiché vivere da soli o convivere ci fa sentire grandi ma dall'altro spaventa e questa contrapposizione di emozioni è molto comune.
Lei usa la parola abbandono perciò le chiedo: si sente in colpa a lasciare casa? Per quale ragione e verso chi? Inoltre, non specifica dove andrà a vivere, si allontanerà dalla sua famiglia? Perché tali sensazioni negative possono essere esacerbate da una eventuale distanza.
Queste sono sono alcune domande che posso esserle da spunto per una riflessione più approfondita che può, eventualmente, condividere anche con il suo fidanzato.
Qualora lo ritenesse necessario sono a disposizione anche online, le questioni familiari e di coppia sono tra gli ambiti in cui ho maggiore esperienza.
Cordialmente
Simona Torrente
Gentile Utente,
comprendo che stia attraversando un momento di grande riflessione e ambivalenza riguardo alla decisione di andare a convivere con il suo fidanzato. Può capitare di provare sentimenti contrastanti in una fase di transizione così significativa. La sensazione di allontanarsi della sua famiglia, con cui ha un buon legame, può generare dubbi e incertezze. La invito a provare a pensare alla possibilità di condividere con i suoi familiari, ed eventualmente anche con il suo fidanzato, i suoi timori. La comunicazione aperta e onesta può contribuire a consolidare i legami emotivi e a creare un ambiente in cui potersi sentire ascoltati e supportati. Potrebbe, inoltre, pensare alla possibilità di intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa aiutarla ad esplorare i suoi sentimenti e vissuti.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto.
Dott.ssa Valeria Venturini
comprendo che stia attraversando un momento di grande riflessione e ambivalenza riguardo alla decisione di andare a convivere con il suo fidanzato. Può capitare di provare sentimenti contrastanti in una fase di transizione così significativa. La sensazione di allontanarsi della sua famiglia, con cui ha un buon legame, può generare dubbi e incertezze. La invito a provare a pensare alla possibilità di condividere con i suoi familiari, ed eventualmente anche con il suo fidanzato, i suoi timori. La comunicazione aperta e onesta può contribuire a consolidare i legami emotivi e a creare un ambiente in cui potersi sentire ascoltati e supportati. Potrebbe, inoltre, pensare alla possibilità di intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa aiutarla ad esplorare i suoi sentimenti e vissuti.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto.
Dott.ssa Valeria Venturini
Cara utente, i cambiamenti per quanto siano in positivo possono sempre far paura e portare con se cambiamenti contrastanti. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla ad affrontare al meglio questo cambiamento e ad avere maggiore consapevolezza di quello che realmente vuole. Resto a disposizione, un caro saluto. Dott.ssa Sonia Castagnolo
Salve, mi dispiace molto per la situazione che descrive perché posso comprendere il disagio connesso ad un cambio di vita così importante. Ritengo fondamentale che lei possa ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione delle riportata ed anche per capire ciò che sente e ciò che prova verso questa persona; sicuramente si trova in una fase della vita molto importante perché la decisione che ha preso ovviamente avrà un impatto per cui è importante che lei si apra per capire se ci possono essere timori più che legittimi che la accompagnano. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono la sofferenza in atto impedendole il benessere desiderato. Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Cordialmente, dott FDL
La decisione di andare a convivere con il tuo ragazzo può generare sentimenti contrastanti. È normale sentirsi indecisi e preoccupati per il cambiamento e la lontananza dalla famiglia. È importante esplorare questi sentimenti e comunicare apertamente con il tuo partner per trovare un equilibrio tra le tue esigenze personali e il desiderio di costruire una vita insieme. Una consulenza psicologica potrebbe essere utile per esplorare e comprendere meglio le tue emozioni e prendere decisioni consapevoli. Rimango a disposizione, Dott.ssa F. Gottofredi
Gentile utente, comprendo molto il suo stato d'animo.
Da quello che mi sembra di capire, lei sta cambiando regione per convivere con il suo fidanzato, allontanandosi così dalla sua famiglia di origine. Questo passo include quindi più cambiamenti in sé, è comprensibile che lei abbia momenti di indecisione.
Ogni cambiamento di vita, specialmente di questa portata, può generare molta paura. Sarebbe da esplorare se ha comunicato cosa sta vivendo in questo periodo al suo fidanzato e anche alla sua famiglia, come affronta di solito i cambiamenti, come affronta di solito la paura. Se avesse voglia di esplorarli insieme, sono a sua disposizione.
In bocca al lupo,
dott.ssa Chiara Russo
Da quello che mi sembra di capire, lei sta cambiando regione per convivere con il suo fidanzato, allontanandosi così dalla sua famiglia di origine. Questo passo include quindi più cambiamenti in sé, è comprensibile che lei abbia momenti di indecisione.
Ogni cambiamento di vita, specialmente di questa portata, può generare molta paura. Sarebbe da esplorare se ha comunicato cosa sta vivendo in questo periodo al suo fidanzato e anche alla sua famiglia, come affronta di solito i cambiamenti, come affronta di solito la paura. Se avesse voglia di esplorarli insieme, sono a sua disposizione.
In bocca al lupo,
dott.ssa Chiara Russo
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Buongiorno, comprendo molto bene come si sente. Quello che sta per affrontare è un passo importante che porta con sé molteplici cambiamenti (cambio città, cambio casa, allontanamento familiare, costruzione di nuove routine e della coppia in convivenza..). Ogni cambiamento di vita può generare sentimenti contrastanti e aprire riflessioni sul futuro o aspetti del passato particolari. Le consiglio di dedicarsi uno spazio per sé in cui meglio comprendere ed esplorare le sue emozioni, i suoi vissuti per affrontare questo momento di vita così importante per lei. Resto a disposizione se ha bisogno di chiarimenti o se vuole intraprendere un percorso online con me. Le auguro una buona giornata e le lascio un grosso augurio di successo per questa sfida.
Salve,
è un aspetto normale avere smarrimento in vista di un cambiamento importante nella vita. Si attraversano diversi passaggi, cosiddetti di SVINCOLO. Uno di questi è l'uscita dalla famiglia d'origine. E' importante prendersi cura di questo sentimento che l'attraversa per dargli la giusta collocazione e valore. Alcune volte già parlarne è il primo passo per stare meglio. Il suo fidanzato potrebbe essere la persona giusta. Ha le risorse per superare questo momento. Ne sono certa.
è un aspetto normale avere smarrimento in vista di un cambiamento importante nella vita. Si attraversano diversi passaggi, cosiddetti di SVINCOLO. Uno di questi è l'uscita dalla famiglia d'origine. E' importante prendersi cura di questo sentimento che l'attraversa per dargli la giusta collocazione e valore. Alcune volte già parlarne è il primo passo per stare meglio. Il suo fidanzato potrebbe essere la persona giusta. Ha le risorse per superare questo momento. Ne sono certa.
Gentile utente,
comprendo che si tratti di una decisione grande che comprova sentimenti ambivalenti. Lasciare il proprio nido smuove sempre dei sentimenti particolari, a maggior ragione se questo comporta allontanarsi tanto da qualcuno che si ama. D'altra parte ha la possibilità di sperimentare la propria vita sentimentale in una maniera più completa e soddisfacente, con una persona con cui presumo lei si trovi molto bene dato che avete pensato di andare a vivere insieme. A volte gestire queste sensazioni può non essere semplice, ma suppongo sia bene che lei segua le sue personali inclinazioni e tenti questo grande passo, sapendo che i legami con la sua famiglia resteranno: dopo tutto la famiglia ha il compito di crescere, accompagnare e poi lasciare andare. Se vuole parlarne, sono disponibile.
Cordialmente, dott.ssa Cecilia Bagnoli
comprendo che si tratti di una decisione grande che comprova sentimenti ambivalenti. Lasciare il proprio nido smuove sempre dei sentimenti particolari, a maggior ragione se questo comporta allontanarsi tanto da qualcuno che si ama. D'altra parte ha la possibilità di sperimentare la propria vita sentimentale in una maniera più completa e soddisfacente, con una persona con cui presumo lei si trovi molto bene dato che avete pensato di andare a vivere insieme. A volte gestire queste sensazioni può non essere semplice, ma suppongo sia bene che lei segua le sue personali inclinazioni e tenti questo grande passo, sapendo che i legami con la sua famiglia resteranno: dopo tutto la famiglia ha il compito di crescere, accompagnare e poi lasciare andare. Se vuole parlarne, sono disponibile.
Cordialmente, dott.ssa Cecilia Bagnoli
Gentile utente, i cambiamenti possono far paura e portare con se pensieri contrastanti. In queste situazioni può essere utile trovare un professionista che possa aiutarla a comprendere maggiormente di cosa realmente ha bisogno.
Resto a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Elisabetta Paviglianiti
Resto a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Elisabetta Paviglianiti
Alcuni cantano "niente è come casa nostra". Questo perchè, per chi vive l'ambiente familiare con un legame positivo, un allontanamento è un sinonimo di perdita, abbandono, rischio o semplicemente malessere legato ad una routine che viene stravolta. E di per se non c'è nulla di negativo. L'aspetto disadattivo è quando questi pensieri o emozioni si manifestano acutizzando uno stato di malessere o avendo conseguenze con ciò che si ha intorno: a livello sociale, relazionale o personale. Ma questo dice molto di lei ma anche molto della relazione che sta andando a costruire. Con queste poche informazioni non saprei neanche fare riflessioni personalizzate o individuare strategie. Ma sicuramente la cosa avrà ripercussioni su di lei, sulla relazione (questa o eventualmente le prossime) e sulla famiglia.
Gentile giovane donna, sembra che lei si trovi in una situazione di indecidibilità in cui due strade mostrano entrambe vantaggi e svantaggi tali da rendere difficile propendere per una o l'altra. Pare esserci in ballo un tema di fedeltà familiare. Come si può seguire la propria vita senza avere la sensazione di tradire la propria famiglia? Una possibilità è quella di provare ad interpellare la Vita dentro di lei, il suo sentire. Usare la ragione in questi casi spesso non porta a risultati... Le auguro giorni più sereni e resto a sua dipsosizione, anche online. Dott.ssa Franca Vocaturi
Salve, il passo di convivere con il suo fidanzato, soprattutto dopo 5 anni di relazione a distanza, può generare emozioni contrastanti, per cui è normale sentirsi felice e, allo stesso tempo, provare un senso di separazione o di abbandono nei confronti della famiglia di origine, con la quale ha un legame significativo.
La decisione di convivere infatti rappresenta un passo importante nella vita di coppia, perciò è comune sperimentare ansie e dubbi.
È importante esplorare più a fondo questi sentimenti e comprendere le ragioni dietro questa indecisione: a riguardo si chieda se ci sono aspetti specifici che la preoccupano o se il timore dell'abbandono è più ampio e radicato. Riflettere su questi pensieri potrebbe aiutarla a chiarire le sue emozioni.
Inoltre, potrebbe essere utile comunicare apertamente con il suo fidanzato riguardo ai sentimenti e ai dubbi che sta vivendo, dato che una comunicazione sincera può contribuire a costruire una comprensione reciproca e ad affrontare insieme le preoccupazioni.
Consideri anche di coinvolgere la sua famiglia nelle riflessioni, ed in particolare la sorella con cui ha questo bel legame, spiegando loro i sentimenti e le preoccupazioni che la affliggono. Il loro supporto e comprensione potrebbero essere importanti per lei durante questo periodo di transizione.
Ricordi che è normale sentirsi incerti di fronte ai cambiamenti, ma con tempo, comunicazione e supporto, potrebbe essere in grado di affrontare questa fase della tua vita con maggiore sicurezza e serenità. Cordialmente, dott.ssa Camilla Persico
La decisione di convivere infatti rappresenta un passo importante nella vita di coppia, perciò è comune sperimentare ansie e dubbi.
È importante esplorare più a fondo questi sentimenti e comprendere le ragioni dietro questa indecisione: a riguardo si chieda se ci sono aspetti specifici che la preoccupano o se il timore dell'abbandono è più ampio e radicato. Riflettere su questi pensieri potrebbe aiutarla a chiarire le sue emozioni.
Inoltre, potrebbe essere utile comunicare apertamente con il suo fidanzato riguardo ai sentimenti e ai dubbi che sta vivendo, dato che una comunicazione sincera può contribuire a costruire una comprensione reciproca e ad affrontare insieme le preoccupazioni.
Consideri anche di coinvolgere la sua famiglia nelle riflessioni, ed in particolare la sorella con cui ha questo bel legame, spiegando loro i sentimenti e le preoccupazioni che la affliggono. Il loro supporto e comprensione potrebbero essere importanti per lei durante questo periodo di transizione.
Ricordi che è normale sentirsi incerti di fronte ai cambiamenti, ma con tempo, comunicazione e supporto, potrebbe essere in grado di affrontare questa fase della tua vita con maggiore sicurezza e serenità. Cordialmente, dott.ssa Camilla Persico
Carissima, il passaggio che lei sta facendo ha a che fare con il processo di separazione (dalla famiglia di origine) e individuazione (il suo essere pienamente adulta e indipendente): è una fase tanto delicata quanto necessaria per potersi definire pienamente adulti. Dopo 5 anni di fidanzamento immagino la sua storia abbia basi sufficientemente solide da farle pensare che è possibile fidarsi di sé stessa, del suo compagno e del vostro legame. Non ho sufficienti elementi ma da quello che lei ha scritto le suggerirei di fidarsi del suoi intuito; se invece dovesse accorgersi che questo passaggio diventa proprio indigeribile le suggerisco di prendere contatti con un professionista ed avviare una consulenza psicologica finalizzata a comprendere meglio il senso ed i significati relativi a questa sua difficoltà. Le faccio un in bocca al lupo e mi rendo disponibile per una consultazione, qualora lei lo ritenesse opportuno, anche da remoto, Cordiali saluti. Dottor Montanaro
Buongiorno e grazie per la condivisione. Mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo, a volte la vita ci mette davanti decisioni e strade da intraprendere che sembrano invalicabili. Fortunatamente abbiamo il potere di ridare un senso alle nostre giornate dandosi la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia per restituire colore a tutto. Dedichiamo impegno, pazienza e attenzione a noi stessi, ne avrà solo da guadagnare. Resto a disposizione per qualsiasi informazione, disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, D.ssa Cristina Sinno
Gentilissima, è comprensibile che la prospettiva di lasciare la tua famiglia per convivere con il tuo fidanzato possa generare ansia.
Potrebbe essere utile esplorare i sentimenti di attaccamento e sicurezza emotiva, cercando di capire cosa ti lega alla tua famiglia e come puoi mantenere connessioni significative anche quando inizi una nuova fase della tua vita. La comunicazione con il tuo ragazzo e la tua famiglia potrebbe facilitare il processo di adattamento, premettendoti di costruire un sostegno emotivo più ampio.
Mi tengo disponibile per qualsiasi approfondimento.
Dott.ssa Silvia Coluzzi
Potrebbe essere utile esplorare i sentimenti di attaccamento e sicurezza emotiva, cercando di capire cosa ti lega alla tua famiglia e come puoi mantenere connessioni significative anche quando inizi una nuova fase della tua vita. La comunicazione con il tuo ragazzo e la tua famiglia potrebbe facilitare il processo di adattamento, premettendoti di costruire un sostegno emotivo più ampio.
Mi tengo disponibile per qualsiasi approfondimento.
Dott.ssa Silvia Coluzzi
Buonasera, è comprensibile quello che sta provando, sta riflettendo se compiere un passo importante con il suo partner, per il suo futuro, può essere del tutto normale non sentirsi pronti per questo decisione, considerata anche la sua giovane età. Il distacco dalla famiglia di origine, anche se necessario nel corso della nostra vita, può risultare difficile da compiersi. Le consiglierei di iniziare un percorso di supporto psicologico che la aiuti a definire con maggior chiarezza i suoi reali bisogni e le consenta di prendere decisioni consapevoli per il suo futuro e per il suo benessere.
Un caro saluto
Un caro saluto
Salve, ogni cambiamento presuppone in parte un lato ignoto; si cambia qualcosa per andare incontro ad altro, che non sappiamo come sarà. Questo può far scaturire sensazioni di paura, angoscia, ansia ed anche sentimenti opposti a momenti alterni, come sottolinea lei. Inoltre, sicuramente, maggiore è l'entità del cambiamento, maggiore è il "carico emotivo" che può essere presente. Provi a domandarsi come mai ha preso questa decisione, se il suo fidanzato è la persona che vuole accanto con cui condividere la sua quotidianità, a domandarsi cosa la sta spaventando e perchè prova questo senso di colpa nei confronti della sua famiglia. Verbalizzi i suoi sentimenti e stati d'animo con la sua famiglia, con il suo compagno e se ne sente il bisogno con uno specialista del settore in un uno spazio di ascolto e supporto psicologico
Salve,
quello che sta vivendo è un passaggio molto importante della vita adulta, ed è assolutamente comprensibile provare emozioni contrastanti. Da una parte c’è la gioia di costruire qualcosa con il suo partner dopo anni di relazione; dall’altra c’è la paura di allontanarsi fisicamente dalla famiglia, soprattutto da un legame affettivo forte come quello con sua sorella.
È importante sapere che queste due emozioni possono coesistere:
essere felice per la nuova vita di coppia non significa “abbandonare” la famiglia, né venir meno ai legami che per lei sono fondamentali. Spesso, però, chi ha un rapporto molto stretto con i propri familiari può vivere il distacco come qualcosa di innaturale o colpevolizzante, avvertendo confusione e indecisione.
Il blocco che descrive — la sensazione di non riuscire a prendere una decisione — può essere il segnale che sta cercando di tenere insieme due bisogni profondi: il desiderio di crescere e costruire la propria strada, e quello di mantenere la vicinanza emotiva con chi ama. Non è un “o l’uno o l’altro”: i legami familiari possono rimanere vivi e profondi anche a distanza, soprattutto quando c’è affetto sincero.
Potrebbe esserle utile chiedersi:
Che cosa mi spaventa davvero di questo cambiamento?
Quali aspetti del legame con la mia famiglia temo di perdere?
In che modo potrei mantenere quella vicinanza, pur costruendo la mia autonomia? Quanto del senso di colpa che provo (se presente) nasce da aspettative esterne/convinzioni esterne e quanto da mie convinzioni interne? Cosa mi farebbe sentire più pronta a prendere una decisione definitiva? Quali risorse interne o esterne (familiari, amici, supporto psicologico) posso attivare per affrontare questa fase di transizione?
Magari anche parlarne apertamente con la sua famiglia potrebbe aiutarla a sentire che il legame non viene messo in discussione se lei si trasferisce e che questo passaggio è una naturale evoluzione della sua vita.
Se questo conflitto interiore continua a generarle ansia o indecisione, un percorso di sostegno psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro per comprendere meglio i suoi bisogni e trovare il modo per lei più funzionale di affrontare questo periodo di cambiamento. Resto a disposizione qualora sentisse il bisogno di intraprendere un percorso di sostegno psicologico o di richiedere una consulenza mirata. Un caro saluto, Dott.ssa Chiara Pesce.
quello che sta vivendo è un passaggio molto importante della vita adulta, ed è assolutamente comprensibile provare emozioni contrastanti. Da una parte c’è la gioia di costruire qualcosa con il suo partner dopo anni di relazione; dall’altra c’è la paura di allontanarsi fisicamente dalla famiglia, soprattutto da un legame affettivo forte come quello con sua sorella.
È importante sapere che queste due emozioni possono coesistere:
essere felice per la nuova vita di coppia non significa “abbandonare” la famiglia, né venir meno ai legami che per lei sono fondamentali. Spesso, però, chi ha un rapporto molto stretto con i propri familiari può vivere il distacco come qualcosa di innaturale o colpevolizzante, avvertendo confusione e indecisione.
Il blocco che descrive — la sensazione di non riuscire a prendere una decisione — può essere il segnale che sta cercando di tenere insieme due bisogni profondi: il desiderio di crescere e costruire la propria strada, e quello di mantenere la vicinanza emotiva con chi ama. Non è un “o l’uno o l’altro”: i legami familiari possono rimanere vivi e profondi anche a distanza, soprattutto quando c’è affetto sincero.
Potrebbe esserle utile chiedersi:
Che cosa mi spaventa davvero di questo cambiamento?
Quali aspetti del legame con la mia famiglia temo di perdere?
In che modo potrei mantenere quella vicinanza, pur costruendo la mia autonomia? Quanto del senso di colpa che provo (se presente) nasce da aspettative esterne/convinzioni esterne e quanto da mie convinzioni interne? Cosa mi farebbe sentire più pronta a prendere una decisione definitiva? Quali risorse interne o esterne (familiari, amici, supporto psicologico) posso attivare per affrontare questa fase di transizione?
Magari anche parlarne apertamente con la sua famiglia potrebbe aiutarla a sentire che il legame non viene messo in discussione se lei si trasferisce e che questo passaggio è una naturale evoluzione della sua vita.
Se questo conflitto interiore continua a generarle ansia o indecisione, un percorso di sostegno psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro per comprendere meglio i suoi bisogni e trovare il modo per lei più funzionale di affrontare questo periodo di cambiamento. Resto a disposizione qualora sentisse il bisogno di intraprendere un percorso di sostegno psicologico o di richiedere una consulenza mirata. Un caro saluto, Dott.ssa Chiara Pesce.
Gentile utente,
grazie per aver condiviso un momento così delicato e significativo della sua vita. Quello che descrive è tutt’altro che raro, anzi: è spesso il segnale che sta attraversando un passaggio evolutivo importante, non di una confusione “sbagliata” o di una mancanza di amore.
Dal punto di vista sistemico-relazionale, la convivenza non riguarda solo la coppia, ma implica una riorganizzazione dei legami familiari. Non si tratta di “andare via” dalla propria famiglia, quanto piuttosto di cambiare posizione all’interno del sistema: da figlia a giovane adulta che costruisce un proprio spazio affettivo. È comprensibile che questo passaggio attivi sentimenti di lealtà, senso di colpa e paura di perdere l’intimità con chi si ama profondamente, come sua sorella.
Il fatto che lei provi gioia e paura insieme non indica indecisione, ma complessità emotiva. Spesso il blocco decisionale nasce proprio dal tentativo di eliminare uno dei due poli (“devo essere solo felice” oppure “se soffro significa che non è la scelta giusta”). In realtà, crescere significa spesso tenere insieme emozioni contrastanti, senza doverne negare nessuna.
Può essere utile chiedersi:
• Cosa sto temendo davvero di perdere?
• In che modo posso restare emotivamente connessa alla mia famiglia pur cambiando assetto?
• Che tipo di confini e di continuità desidero costruire?
Anche il dialogo con il suo partner può diventare uno spazio prezioso per condividere queste ambivalenze, senza viverle come un ostacolo, ma come parte del percorso verso una convivenza più consapevole.
Se sente che questa indecisione la immobilizza e le provoca sofferenza, un percorso psicologico può aiutarla a dare senso a queste emozioni, sostenendo il passaggio senza forzature né rinunce interiori.
Resto a disposizione e le auguro di poter attraversare questo cambiamento con rispetto per sé, per i suoi legami e per il futuro che sta costruendo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
grazie per aver condiviso un momento così delicato e significativo della sua vita. Quello che descrive è tutt’altro che raro, anzi: è spesso il segnale che sta attraversando un passaggio evolutivo importante, non di una confusione “sbagliata” o di una mancanza di amore.
Dal punto di vista sistemico-relazionale, la convivenza non riguarda solo la coppia, ma implica una riorganizzazione dei legami familiari. Non si tratta di “andare via” dalla propria famiglia, quanto piuttosto di cambiare posizione all’interno del sistema: da figlia a giovane adulta che costruisce un proprio spazio affettivo. È comprensibile che questo passaggio attivi sentimenti di lealtà, senso di colpa e paura di perdere l’intimità con chi si ama profondamente, come sua sorella.
Il fatto che lei provi gioia e paura insieme non indica indecisione, ma complessità emotiva. Spesso il blocco decisionale nasce proprio dal tentativo di eliminare uno dei due poli (“devo essere solo felice” oppure “se soffro significa che non è la scelta giusta”). In realtà, crescere significa spesso tenere insieme emozioni contrastanti, senza doverne negare nessuna.
Può essere utile chiedersi:
• Cosa sto temendo davvero di perdere?
• In che modo posso restare emotivamente connessa alla mia famiglia pur cambiando assetto?
• Che tipo di confini e di continuità desidero costruire?
Anche il dialogo con il suo partner può diventare uno spazio prezioso per condividere queste ambivalenze, senza viverle come un ostacolo, ma come parte del percorso verso una convivenza più consapevole.
Se sente che questa indecisione la immobilizza e le provoca sofferenza, un percorso psicologico può aiutarla a dare senso a queste emozioni, sostenendo il passaggio senza forzature né rinunce interiori.
Resto a disposizione e le auguro di poter attraversare questo cambiamento con rispetto per sé, per i suoi legami e per il futuro che sta costruendo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
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