Salve dottori, sono una ragazza di 28 anni e da 10 anni ho la fibriomialgia, e da 2 anni circa mi ha
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Salve dottori, sono una ragazza di 28 anni e da 10 anni ho la fibriomialgia, e da 2 anni circa mi hanno diagnosticato la sindrome ansiosa depressiva con attacchi di panico, sono in cura sia farmacologica che psicologica, e negli ultimi anni la mia vita è totalmente cambiata, la mia vita si è fermata, io mi sono fermata. Ho vissuto per quasi 10 anni stando male per un problema gastrointestinale, avevo crampi, dolori, nausea, dissenteria continua e perdita di peso, poi si è scoperto che era il glutine e da circa 9 mesi sono seguita da una nutrizionista, ma vado a periodi come quello che sto attraversando in cui sono piena di dolori, fitte, debolezza muscolare, formicolio e a livello digestivo di nausea, gonfiore e perdita di appetito.
Vi chiedo se questi sintomi sono collegati alla fibriomialgia o al periodo che sto vivendo o se potrebbe essere anche altro.
Grazie mille per le vostre risposte.
Vi chiedo se questi sintomi sono collegati alla fibriomialgia o al periodo che sto vivendo o se potrebbe essere anche altro.
Grazie mille per le vostre risposte.
Gentile utente, posso solo immaginare l'enorme fatica che sente. Non conoscendo il suo caso nel dettaglio non posso darle una risposta precisa alla sua domanda. Vero è che potrebbero essere molte le ragioni sottostanti a questi fastidi fisici che sente. Sia correlati alla sua patologia che connessi alla componente ansioso depressiva che l'è stata diagnosticata. La cosa che mi sento di suggerirle è di parlarne con i suoi curanti, sia medici che lo/la psicologo/a che la seguono e conoscono il suo caso. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
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Salve,
mi dispiace molto per la situazione che descrive, che comprendo essere molto difficile da affrontare. I sintomi che riporta, come dolori diffusi, debolezza muscolare, formicolio, disturbi digestivi e perdita di appetito, potrebbero essere correlati alla fibromialgia, una condizione che spesso si manifesta con una vasta gamma di sintomi, inclusi problemi gastrointestinali legati alla cosiddetta sindrome dell’intestino irritabile. Tuttavia, anche i periodi di maggiore stress emotivo, ansia e depressione, come quello che sta attraversando, possono amplificare i sintomi sia fisici che psicologici, creando un circolo vizioso di sofferenza.
Essendo già seguita da un team di professionisti, è fondamentale comunicare loro ogni nuova manifestazione o peggioramento dei sintomi, in modo che possano valutare adeguatamente la situazione ed eventualmente modificare il percorso terapeutico. A volte, sintomi nuovi o diversi potrebbero indicare la necessità di ulteriori approfondimenti diagnostici o di un approccio terapeutico integrato.
Le consiglio di non affrontare tutto questo da sola: un supporto specialistico adeguato può fare la differenza, sia a livello medico che psicologico, per migliorare la qualità della sua vita e aiutarla a ritrovare un maggiore benessere.
Resto a disposizione per eventuali necessità.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
mi dispiace molto per la situazione che descrive, che comprendo essere molto difficile da affrontare. I sintomi che riporta, come dolori diffusi, debolezza muscolare, formicolio, disturbi digestivi e perdita di appetito, potrebbero essere correlati alla fibromialgia, una condizione che spesso si manifesta con una vasta gamma di sintomi, inclusi problemi gastrointestinali legati alla cosiddetta sindrome dell’intestino irritabile. Tuttavia, anche i periodi di maggiore stress emotivo, ansia e depressione, come quello che sta attraversando, possono amplificare i sintomi sia fisici che psicologici, creando un circolo vizioso di sofferenza.
Essendo già seguita da un team di professionisti, è fondamentale comunicare loro ogni nuova manifestazione o peggioramento dei sintomi, in modo che possano valutare adeguatamente la situazione ed eventualmente modificare il percorso terapeutico. A volte, sintomi nuovi o diversi potrebbero indicare la necessità di ulteriori approfondimenti diagnostici o di un approccio terapeutico integrato.
Le consiglio di non affrontare tutto questo da sola: un supporto specialistico adeguato può fare la differenza, sia a livello medico che psicologico, per migliorare la qualità della sua vita e aiutarla a ritrovare un maggiore benessere.
Resto a disposizione per eventuali necessità.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve, la ringrazio per aver condiviso la sua situazione. Affrontare contemporaneamente la fibromialgia, una sindrome ansioso-depressiva e le sfide legate al cambiamento della sua alimentazione richiede una grande forza e momenti di stanchezza e incertezza sono naturali. I sintomi che riporta, come dolori diffusi, debolezza muscolare, formicolio, nausea e difficoltà digestive, possono essere influenzati da diversi fattori: la fibromialgia, che spesso amplifica la percezione del dolore; lo stato emotivo e ansioso, che può avere un impatto sia fisico che psicologico; e il periodo di transizione legato alle nuove abitudini alimentali. Tuttavia, è sempre importante escludere altre cause attraverso un confronto approfondito con il suo medico curante o altri specialisti. Se sente che la complessità della sua situazione sta pesando gravemente o desidera uno spazio per approfondire il legame tra il suo corpo e le sue emozioni, potrebbe essere utile dedicare un momento per parlarne con un professionista in modo più mirato.
Un caro saluto
Un caro saluto
Gentilissima, comprendo il suo disagio rispetto a questa situazione. Quello che racconta potrebbe essere sia causa della fibromialgia, sia dovuto ad altre dinamiche (più psicologiche). Purtroppo rispondere tramite questo forum diventa impossibile perché molto limitato. La psicoterapia potrebbe essere un percorso da intraprendere per valutare quali dinamiche psicologiche possono essere attive e correlate alla sua sintomatologia. La letteratura scientifica spesso associa la fibromialgia con disturbi correlati a stress e/o traumi e a disturbi somatoformi. Potrebbe provare a rivolgersi ad un professionista specializzato in questi disturbi ed approfondire queste dinamiche. Resto a disposizione. SJC
Gent.ma paziente,
sono molto dispiaciuta per la situazione che sta vivendo.. io credo di poterle dire che l'approccio integrato in questi casi è il migliore.. medicina, nutrizione, fisioterapia, movimento leggero e camminate e psicologia-psicoterapia possono ricondurla a maggiore serenità e benessere.. sono convinta che con una dieta adatta a lei dovrebbe andare meglio, ma intanto deve riprendersi da questi anni di stress e paura, una psicoterapia in cui possa esprimere come un libro aperto e intanto ritrovare fiducia è quello che ci vuole!
Se vuole io sono disponibile per lei, anche online
sono molto dispiaciuta per la situazione che sta vivendo.. io credo di poterle dire che l'approccio integrato in questi casi è il migliore.. medicina, nutrizione, fisioterapia, movimento leggero e camminate e psicologia-psicoterapia possono ricondurla a maggiore serenità e benessere.. sono convinta che con una dieta adatta a lei dovrebbe andare meglio, ma intanto deve riprendersi da questi anni di stress e paura, una psicoterapia in cui possa esprimere come un libro aperto e intanto ritrovare fiducia è quello che ci vuole!
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Salve. L'approfondimento diagnostico strumentale è fondamentale per poter intraprendere sia un percorso psicoterapeutico che psicofarmacologico e farmacologico. I sintomi che descrive possono essere comuni ad entrambe le diagnosi ma ciascuna diagnosi ha caratteristiche sue proprie che la differenziano da altre. Inoltre sintomi più squisitamente psicologici possono influenzare il soma e viceversa creando un circolo negativo in cui "il periodo che sta vivendo" proprio perchè attraversa il suo vissuto si incastra con la sua sintomatologia. In entrambi i casi sia per l'ansia che per la fibromialgia sono molto utili percorsi psicoterapeutici che prevedono anche l'utilizzo di tecniche di rilassamento.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Carissima, grazie per il suo messaggio. Nella fibromialgia c'è spesso un intrecciarsi di sintomi somatici e psicologici, e spesso diventa difficile capire quali vengano prima e quali dopo. Certamente sperimentare dolore fisico genera sofferenza psicologica, vivere nel dolore genera tristezza e ansia e questo è particolarmente vero se pensiamo che la fibromialgia è una patologia "giovane", di cui si sa relativamente poco e di conseguenza spesso c'è poca certezza rispetto alle cure più efficaci da somministrare. E' tuttavia importante dare voce a questo dolore per poterlo accettare ed elaborare. Resto a disposizione, buona giornata, Valentina Penati
Gentilissima, la sua mi sembra una sintomatologia articolata che forse potrebbe essere l'esito non solo dalla sofferenza a livello organico, ma anche del vissuto di impotenza che questo dolore porta con sè in termini di umore, emozioni e pensieri. Potrebbe parlare con il suo terapeuta dei suoi dubbi e magari pensare di aumentare le sedute per avere un maggiore sostegno psicologico in questo momento.
Gentile utente i sintomi possono essere riconducibili ad uno stato infiammatorio generale che interessa tutto il sistema; lo stress, i disturbi intestinali che il glutine e gli zuccheri contribuiscono ad amplificare, le tensioni muscolari e i dolori migranti, sono tutti segni e sintomi che accompagnano alla diagnosi di fibromialgia. Ho seguito e seguo tante pazienti che ne soffrono e si sono rivelate utili le pratiche di gruppo che svolgiamo anche online, di ginnastica dolce, meditazione, confronto e ascolto. Inoltre la psicoterapia ad indirizzo bioenergetico ha ottenuto buoni riscontri perchè mira a lavorare sia sulla psiche e le emozioni, sia sul rilascio delle tensioni e delle memorie corporee attraverso esercizi espressivi e pratici. Spero di essere stata utile.
Salve,
innanzitutto, desidero ringraziarLa per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta attraversando. Comprendo quanto possa essere difficile convivere con una situazione così complessa e dolorosa, in cui il corpo e la mente sembrano essere bloccati in un circolo di sofferenza. Mi colpisce il coraggio che dimostra nel voler capire e affrontare ciò che Le sta accadendo.
Per quanto riguarda i sintomi che descrive, è importante sottolineare che la fibromialgia è una condizione complessa, che può influire non solo sul corpo, ma anche sulla qualità della vita, sulle emozioni e sulla capacità di affrontare le difficoltà quotidiane. I dolori, la debolezza muscolare, i formicolii e il malessere digestivo che riferisce potrebbero essere collegati alla fibromialgia, poiché essa può amplificare la sensibilità del corpo e accentuare il vissuto di dolore. Tuttavia, è altrettanto importante considerare come lo stress, l’ansia e la depressione possano influire sulla percezione di questi sintomi e intensificarli, creando un legame tra ciò che vive nel corpo e ciò che sente nella mente.
In un percorso psicoterapeutico relazionale, ci si potrebbe concentrarci su diversi aspetti:
1. Ascoltare il Suo corpo e le Sue emozioni: la terapia potrebbe aiutarLa a esplorare come il dolore fisico e il disagio emotivo si intrecciano nella Sua esperienza. Capire cosa il Suo corpo sta cercando di comunicarLe può essere un primo passo per dare un senso a ciò che sta vivendo e per riconoscere i segnali che, nel tempo, possono essere stati trascurati o repressi.
2. Riconoscere e accogliere la Sua sofferenza: il lavoro terapeutico non sarebbe solo orientato a trovare risposte mediche, ma anche a darle uno spazio in cui possa sentirsi compresa e accolta nella Sua totalità, senza giudizio. I sintomi fisici spesso portano con sé emozioni complesse – rabbia, frustrazione, paura, senso di impotenza – che meritano di essere esplorate e comprese.
3. Ristabilire un senso di controllo e autonomia: la sensazione che la Sua vita si sia fermata è un aspetto centrale da affrontare. In terapia, si potrebbe lavorare per ritrovare uno slancio, piccoli passi che possano aiutarLa a riappropriarsi del Suo tempo, dei Suoi spazi e della Sua energia. Anche quando il corpo sembra porre limiti, è possibile trovare modi per coltivare ciò che Le dà piacere e senso.
4. Gestire l’ansia e il dolore cronico: si potrebbero esplorare tecniche per affrontare l’ansia e le emozioni che emergono, lavorando sulla Sua capacità di stare nel presente, senza essere sopraffatta. La connessione mente-corpo sarebbe un aspetto centrale.
Infine, vorrei invitarLa a condividere queste preoccupazioni anche con i Suoi medici e specialisti. È importante che ci sia una collaborazione tra i professionisti che La seguono, per escludere eventuali altre cause dei Suoi sintomi (ad es. IBD) e garantire un approccio integrato.
Lei sta affrontando un percorso complesso. Esplorare queste difficoltà in maniera adeguata potrebbe aiutarLa a sentirsi meno sopraffatta e a recuperare un senso di sé più saldo, anche in mezzo alla sofferenza.
Sarebbe utile approfondire questi temi e costruire un percorso che tenga conto delle Sue esperienze, delle Sue difficoltà e delle Sue risorse.
Un caro saluto,
innanzitutto, desidero ringraziarLa per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta attraversando. Comprendo quanto possa essere difficile convivere con una situazione così complessa e dolorosa, in cui il corpo e la mente sembrano essere bloccati in un circolo di sofferenza. Mi colpisce il coraggio che dimostra nel voler capire e affrontare ciò che Le sta accadendo.
Per quanto riguarda i sintomi che descrive, è importante sottolineare che la fibromialgia è una condizione complessa, che può influire non solo sul corpo, ma anche sulla qualità della vita, sulle emozioni e sulla capacità di affrontare le difficoltà quotidiane. I dolori, la debolezza muscolare, i formicolii e il malessere digestivo che riferisce potrebbero essere collegati alla fibromialgia, poiché essa può amplificare la sensibilità del corpo e accentuare il vissuto di dolore. Tuttavia, è altrettanto importante considerare come lo stress, l’ansia e la depressione possano influire sulla percezione di questi sintomi e intensificarli, creando un legame tra ciò che vive nel corpo e ciò che sente nella mente.
In un percorso psicoterapeutico relazionale, ci si potrebbe concentrarci su diversi aspetti:
1. Ascoltare il Suo corpo e le Sue emozioni: la terapia potrebbe aiutarLa a esplorare come il dolore fisico e il disagio emotivo si intrecciano nella Sua esperienza. Capire cosa il Suo corpo sta cercando di comunicarLe può essere un primo passo per dare un senso a ciò che sta vivendo e per riconoscere i segnali che, nel tempo, possono essere stati trascurati o repressi.
2. Riconoscere e accogliere la Sua sofferenza: il lavoro terapeutico non sarebbe solo orientato a trovare risposte mediche, ma anche a darle uno spazio in cui possa sentirsi compresa e accolta nella Sua totalità, senza giudizio. I sintomi fisici spesso portano con sé emozioni complesse – rabbia, frustrazione, paura, senso di impotenza – che meritano di essere esplorate e comprese.
3. Ristabilire un senso di controllo e autonomia: la sensazione che la Sua vita si sia fermata è un aspetto centrale da affrontare. In terapia, si potrebbe lavorare per ritrovare uno slancio, piccoli passi che possano aiutarLa a riappropriarsi del Suo tempo, dei Suoi spazi e della Sua energia. Anche quando il corpo sembra porre limiti, è possibile trovare modi per coltivare ciò che Le dà piacere e senso.
4. Gestire l’ansia e il dolore cronico: si potrebbero esplorare tecniche per affrontare l’ansia e le emozioni che emergono, lavorando sulla Sua capacità di stare nel presente, senza essere sopraffatta. La connessione mente-corpo sarebbe un aspetto centrale.
Infine, vorrei invitarLa a condividere queste preoccupazioni anche con i Suoi medici e specialisti. È importante che ci sia una collaborazione tra i professionisti che La seguono, per escludere eventuali altre cause dei Suoi sintomi (ad es. IBD) e garantire un approccio integrato.
Lei sta affrontando un percorso complesso. Esplorare queste difficoltà in maniera adeguata potrebbe aiutarLa a sentirsi meno sopraffatta e a recuperare un senso di sé più saldo, anche in mezzo alla sofferenza.
Sarebbe utile approfondire questi temi e costruire un percorso che tenga conto delle Sue esperienze, delle Sue difficoltà e delle Sue risorse.
Un caro saluto,
Cara ragazza, questi sintomi sono dovuti alla crisi che stai vivendo in questi ultimi anni. Fai bene s prenderti cura di te, gli psicofarmaci sono un aiuto nelle fasi più acuta come questa ma è fondamentale fare un indagine approfondita su di te, sulla tua storia familiare e sulla tua adolescenza, e capire qual è la svolta che la vita ti sta chiedendo di fare...
Buon giorno,
La situazione che descrive è complessa, ed è evidente che lei stia convivendo con una serie di condizioni che si influenzano reciprocamente. Tutte queste componenti, sia fisiche che psicologiche, possono intrecciarsi e amplificarsi a vicenda, creando quella sensazione di "blocco" che ha espresso così bene. Tuttavia, è importante non attribuire automaticamente ogni sintomo alla fibromialgia o allo stato psicologico, perché altre condizioni potrebbero contribuire o sovrapporsi. La consiglio quindi di confrontarsi con i tuoi medici di riferimento per fare una valutazione più approfondita, magari attraverso esami specifici. Questo potrebbe aiutare a chiarire meglio le cause di ciò che sta sperimentando e a individuare strategie mirate per alleviare i sintomi. Dal punto di vista psicologico, ciò che sta vivendo – la sensazione che la sua vita si sia fermata – è comprensibile. Quando conviviamo con condizioni croniche, è normale sentirsi frustrati, demoralizzati e persino "bloccati". Per questo un percorso psicologico può essere un prezioso alleato per affrontare l'impatto emotivo, mentale e pratico di una malattia cronica come la fibromialgia, insieme alle altre difficoltà che ha descritto. Cordiali Saluti, Dott.ssa Carolina Giangrandi
La situazione che descrive è complessa, ed è evidente che lei stia convivendo con una serie di condizioni che si influenzano reciprocamente. Tutte queste componenti, sia fisiche che psicologiche, possono intrecciarsi e amplificarsi a vicenda, creando quella sensazione di "blocco" che ha espresso così bene. Tuttavia, è importante non attribuire automaticamente ogni sintomo alla fibromialgia o allo stato psicologico, perché altre condizioni potrebbero contribuire o sovrapporsi. La consiglio quindi di confrontarsi con i tuoi medici di riferimento per fare una valutazione più approfondita, magari attraverso esami specifici. Questo potrebbe aiutare a chiarire meglio le cause di ciò che sta sperimentando e a individuare strategie mirate per alleviare i sintomi. Dal punto di vista psicologico, ciò che sta vivendo – la sensazione che la sua vita si sia fermata – è comprensibile. Quando conviviamo con condizioni croniche, è normale sentirsi frustrati, demoralizzati e persino "bloccati". Per questo un percorso psicologico può essere un prezioso alleato per affrontare l'impatto emotivo, mentale e pratico di una malattia cronica come la fibromialgia, insieme alle altre difficoltà che ha descritto. Cordiali Saluti, Dott.ssa Carolina Giangrandi
Salve,
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Mi dispiace molto per il periodo difficile che sta attraversando. Purtroppo non posso fare diagnosi specifiche senza una valutazione approfondita, ma posso fornirle alcune informazioni generali.
I sintomi che descrive, come dolori diffusi, debolezza muscolare, formicolio, nausea, gonfiore e perdita di appetito, possono essere associati alla fibromialgia, ma potrebbero anche essere influenzati dal suo stato emotivo e dall'ansia. È comune che la fibromialgia e i disturbi ansiosi si influenzino reciprocamente, aggravando i sintomi.
Considerando che è già in cura sia farmacologica che psicologica, le consiglierei di parlare con il suo medico e il suo psicoterapeuta riguardo a questi sintomi. Possono aiutarla a identificare le cause specifiche e a trovare le strategie più efficaci per gestirli.
La sua nutrizionista sarà inoltre una risorsa preziosa per affrontare le problematiche digestive. Una comunicazione aperta e costante con tutti i professionisti che la seguono sarà fondamentale per migliorare il suo benessere complessivo.
Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e le auguro di trovare presto un miglioramento.
Cordialmente.
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Mi dispiace molto per il periodo difficile che sta attraversando. Purtroppo non posso fare diagnosi specifiche senza una valutazione approfondita, ma posso fornirle alcune informazioni generali.
I sintomi che descrive, come dolori diffusi, debolezza muscolare, formicolio, nausea, gonfiore e perdita di appetito, possono essere associati alla fibromialgia, ma potrebbero anche essere influenzati dal suo stato emotivo e dall'ansia. È comune che la fibromialgia e i disturbi ansiosi si influenzino reciprocamente, aggravando i sintomi.
Considerando che è già in cura sia farmacologica che psicologica, le consiglierei di parlare con il suo medico e il suo psicoterapeuta riguardo a questi sintomi. Possono aiutarla a identificare le cause specifiche e a trovare le strategie più efficaci per gestirli.
La sua nutrizionista sarà inoltre una risorsa preziosa per affrontare le problematiche digestive. Una comunicazione aperta e costante con tutti i professionisti che la seguono sarà fondamentale per migliorare il suo benessere complessivo.
Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e le auguro di trovare presto un miglioramento.
Cordialmente.
Buonasera, i sintomi da lei descritti sono sicuramente causati dalla fibromialgia e dalla sindrome ansiosa depressiva. Il dolore cronico che lei prova è associato ad una attivazione continua del sistema nervoso centrale, questo contribuisce a creare una disregolazione emotiva, incrementando la probabilità di far emergere i sintomi depressivi. La invito a prendersi cura di sé attraverso un supporto medico e psicologico in modo da poter affrontare al meglio il periodo che sta attraversando. Attraverso l'impegno personale e il supporto dei giusti professionisti riuscirà a affrontare e superare il disagio che sta attraversando. In bocca al lupo!
Buongiorno,
Innanzitutto mostro la mia comprensione per la situazione sicuramente difficile, che sta vivendo.
Consideri come la diagnosi di fibromialgia risulti effettivamente, spesso, associata ad un eziologia psichica o ad altra patologia fisica, potendosi ritrovare, in letteratura, associazioni di quest'ultima a stress, al disturbo post traumatico da stress, alla depressione e alla sindrome del colon irritabile.
Sarebbe utile che lei intraprendesse un percorso psicoterapico, che possa esserle d'aiuto nel chiarire questo aspetto, oltre che nell'elaborare il complesso di sintomi stress-correlato che plausibilmente ha vissuto, in concomitanza alla sintomatologia fisica invalidante.
Sperando di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Elisa Folliero
Innanzitutto mostro la mia comprensione per la situazione sicuramente difficile, che sta vivendo.
Consideri come la diagnosi di fibromialgia risulti effettivamente, spesso, associata ad un eziologia psichica o ad altra patologia fisica, potendosi ritrovare, in letteratura, associazioni di quest'ultima a stress, al disturbo post traumatico da stress, alla depressione e alla sindrome del colon irritabile.
Sarebbe utile che lei intraprendesse un percorso psicoterapico, che possa esserle d'aiuto nel chiarire questo aspetto, oltre che nell'elaborare il complesso di sintomi stress-correlato che plausibilmente ha vissuto, in concomitanza alla sintomatologia fisica invalidante.
Sperando di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Elisa Folliero
Ciao, capisco quanto possa essere difficile convivere con la fibromialgia e con i sintomi legati all’ansia e alla depressione. Le difficoltà che descrivi, come dolori muscolari, formicolii, nausea, gonfiore e perdita di appetito, sono comuni sia nella fibromialgia che nei disturbi legati all’ansia e alla depressione. A volte, questi sintomi si intrecciano e si amplificano, creando un circolo vizioso.
La fibromialgia è nota per causare dolori muscolari, stanchezza e altri sintomi fisici come quelli che descrivi. Inoltre, lo stress e l’ansia possono intensificare i sintomi fisici, inclusi quelli gastrointestinali. In alcuni casi, la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) può anche essere associata alla fibromialgia e potrebbe spiegare i tuoi problemi digestivi.
Poiché stai seguendo una cura sia farmacologica che psicologica, la terapia breve strategica potrebbe essere utile per interrompere il circolo vizioso di ansia e dolore. L’approccio si concentra su tecniche pratiche per gestire lo stress, ridurre l’ansia e migliorare la qualità della vita, intervenendo in modo mirato per alleviare i sintomi senza un lungo percorso terapeutico.
Ti consiglio di discuterne con il tuo medico o psicologo, in modo da esplorare ulteriori opzioni che potrebbero aiutarti a gestire meglio i sintomi e migliorare la tua condizione generale. Non sei sola in questo percorso, e c’è sempre una strada per migliorare.
La fibromialgia è nota per causare dolori muscolari, stanchezza e altri sintomi fisici come quelli che descrivi. Inoltre, lo stress e l’ansia possono intensificare i sintomi fisici, inclusi quelli gastrointestinali. In alcuni casi, la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) può anche essere associata alla fibromialgia e potrebbe spiegare i tuoi problemi digestivi.
Poiché stai seguendo una cura sia farmacologica che psicologica, la terapia breve strategica potrebbe essere utile per interrompere il circolo vizioso di ansia e dolore. L’approccio si concentra su tecniche pratiche per gestire lo stress, ridurre l’ansia e migliorare la qualità della vita, intervenendo in modo mirato per alleviare i sintomi senza un lungo percorso terapeutico.
Ti consiglio di discuterne con il tuo medico o psicologo, in modo da esplorare ulteriori opzioni che potrebbero aiutarti a gestire meglio i sintomi e migliorare la tua condizione generale. Non sei sola in questo percorso, e c’è sempre una strada per migliorare.
Salve, la ringrazio per aver scritto.
Descrive una condizione complessa e multifattoriale che comporta una ipersensibilità e un sovraccarico a tutto il corpo e alle sue funzioni, spesso in modo differente da persona a persona. In relazione ai sintomi su cui si interroga, gli esperti della ricerca neurologica moderna si stanno focalizzando proprio sui micronutrienti indispensabili alla salute dei nervi coinvolti nella sindrome fibromialgica. In ogni caso faccia sempre riferimento agli specialisti che la stanno seguendo per riportare loro il quadro completo.
Con l’augurio che possa ritrovare benessere e che possa ridare movimento alla vita anche grazie al percorso di supporto psicologico, le porgo un cordiale saluto.
Dott.ssa Di Costanzo
Descrive una condizione complessa e multifattoriale che comporta una ipersensibilità e un sovraccarico a tutto il corpo e alle sue funzioni, spesso in modo differente da persona a persona. In relazione ai sintomi su cui si interroga, gli esperti della ricerca neurologica moderna si stanno focalizzando proprio sui micronutrienti indispensabili alla salute dei nervi coinvolti nella sindrome fibromialgica. In ogni caso faccia sempre riferimento agli specialisti che la stanno seguendo per riportare loro il quadro completo.
Con l’augurio che possa ritrovare benessere e che possa ridare movimento alla vita anche grazie al percorso di supporto psicologico, le porgo un cordiale saluto.
Dott.ssa Di Costanzo
Cara Utente, innanzitutto grazie per aver condiviso qua i tuoi dubbi. Non so rispondere con precisione alla tua domanda, quello che so è che la fibromialgia per ora, purtroppo, è un disturbo ancora pieno di nebbia. Non so che tipo di terapia psicologica tu stia facendo, ma, durante un corso certificato, un'esperta ha parlato molto bene della Mindfulness associata a questo tipo di disturbo.
Spero di esserti stata di aiuto,
Dott.ssa Giada Valmonte
Spero di esserti stata di aiuto,
Dott.ssa Giada Valmonte
Buon pomeriggio,
spiacente per il vissuto che riporta, mi viene in mente un soldato in lotta.
In generale la fibromialgia e lo stress sono connessi. Non conosco l'obiettivo terapeutico con il/la collega, solitamente la componente psicologica è di grande rilievo nella percezione di sofferenza e anche nella soluzione, anche nei disturbi a sintomi fisici.
Comprendo il bisogno di approfondire ulteriormente, credo che questi dubbi sia utili vengano affrontati con gli specialisti che conoscono la Sua situazione-storico e possano esprimersi in maniera calzante.
Saluti
spiacente per il vissuto che riporta, mi viene in mente un soldato in lotta.
In generale la fibromialgia e lo stress sono connessi. Non conosco l'obiettivo terapeutico con il/la collega, solitamente la componente psicologica è di grande rilievo nella percezione di sofferenza e anche nella soluzione, anche nei disturbi a sintomi fisici.
Comprendo il bisogno di approfondire ulteriormente, credo che questi dubbi sia utili vengano affrontati con gli specialisti che conoscono la Sua situazione-storico e possano esprimersi in maniera calzante.
Saluti
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