Salve a tutti,vorrei chiedervi un parere perché non so se sono io a farmi un’idea sbagliata… per dir

Salve a tutti,vorrei chiedervi un parere perché non so se sono io a farmi un’idea sbagliata… per dirla in breve io soffro da due anni di DCA,ma non in modo grave o almeno credo,il primo anno letteralmente passavo giornate a bere solo caffellatte e qualche merendina,d’inverno mangiavo e vomitavo (per l’ansia more il freddo e anche perché ormai era diventata un’abitudine soprattutto quando mi costringevano a cenare la sera). Dopo ho continuato sempre a cibarmi di merendine confezionate,biscotti,latte,ma senza superare le 800/900 kcal. Adesso invece ho periodi in cui un po’ mangio troppo,ma quasi sempre le solite cose,e giorni in cui mangio di nuovo poco. Questo giugno e luglio sono arrivata a pesare 45 kg (io ho 19 anni e sono alta 1.60) ,e ora sono di nuovo a 46/47 perché per un paio di giorni mi ero abbuffata e non riesco più a perdere peso. La mia famiglia mi vede come una denutrita,sciupata e pensa quasi che io sia anoressica,io so di essere arrivata un po’ al sottopeso ma quando mi guardo allo specchio letteralmente piango ,soprattutto ora che ripeso 47 kg,mi vedo con le cosce grandi,i fianchi larghi e appena mangio ho la pancia e i fianchi più larghi . Quando non mangio o mangio poco mi vedo molto magra ma solo dalle spalle ai fianchi perché quando non mangio mi vedo un po’ piatta,ma mi vedo sempre le gambe enormi,anche vestita. Mi sento in colpa ogni volta che mangio e mi pento,ho persino ordinato delle pillole naturali per sopprimere la fame per riuscire di nuovo a mangiare meno ,ormai è diventata una fissazione,ci penso quasi tutte le ore. Vado in panico ogni volta che la mia amica mi dice che vuole fare un aperitivo o vuole che io vada a mangiare da lei e puntualmente mi invento scuse perché anche se ci andassi poi vomiterei. Ci sono giorni in cui mi vedo col viso particolarmente pallido e “scavato” e io sono felicissima,e altri giorni in cui mi vedo il viso gonfio e normale e mi butto giù perché prima del fisico io guardo la mia faccia e mi assicuro di sembrare magra almeno da quella. Mi tocco sempre le clavicole ,le spalle,i lati dei fianchi per assicurarmi di sentire le ossa sporgenti ma ultimamente mi faccio troppe paranoie perché appunto mi vedo ingrassata.. mi tocco continuamente i polsi e noto che almeno da quelli e dalle braccia un po’ sembro secca però per il resto mi sento uno schifo ,inadeguata ecc… Non so che altro dire mi dispiace di essermi dilungata troppo. Vorrei solo un'opinione in merito da parte vostra. Grazie anticipo chi leggerà e scriverà qualcosa

25 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive e comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ciò che descrive è compatibile con DCA, come lei già sa, per il quale è fondamentale una presa in carico multidisciplinare per aiutarla a gestire e risolvere questa situazione difficile. In particolare, l'aspetto psicologico è di primaria importanza poichè pensieri ed emozioni disturbanti giocano un ruolo fondamentale non solo nella genesi ma soprattutto nel mantenimento del disturbo. Dunque, è essenziale, qualora non lo abbia già fatto, una presa in carico anche al fine di elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL

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Gentile utente, comprendo la sua situazione e quanto sia difficile conviverci. Dalla sua descrizione credo sia necessario intraprendere un percorso psicoterapeutico e magari confrontarsi anche con altre figure professionali che possano guidarla nell'alimentazione e nella sua salute fisica. Cordiali saluti, Dott.ssa Veneziano


Buonasera, mi occupo molto di Dca e sicuramente le consiglio di intraprendere un percorso con una persona che le possa dare fiducia. Ci sono tante motivazioni legate al suo comportamento alimentare che richiedono un approfondimento. Mi rendo disponibile Dott. Ssa Viola Barucci


Buonasera,mi dispiace molto per i dolorosi vissuti che sperimenta. Credo che parlare con uno psicologo potrebbe aiutarla a chiarire come si sente, cosa la fa stare bene e cosa la fa stare male. È stata molto coraggiosa a scrivere qui su questo spazio, ad aprirsi e condividere. Ha fatto il primo passo per iniziare ad occuparsi della sua salute. Sono sicura che un percorso combinato nutrizionista e psicologo la aiuterà a stare meglio e trovare serenità. Un caro saluto, dott.ssa Alice Carbone


Cara utente, da ciò che scrivi emergono molte sensazioni: la confusione ed il malessere, ma anche il desiderio di stare meglio; emerge inoltre il timore di non disturbare (quando dice "spero di non essermi dilungata troppo). Ora che ha avuto il coraggio di chiedere aiuto, non si fermi, intraprenda un percorso psicoterapeutico per fare chiarezza in merito al disagio che sta vivendo. Un cordiale saluto. Dott.ssa Georgia


Salve. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a individuare le cause del suo problema, a elaborare i vissuti emotivi collegati alla situazione e a stimolare la fiducia in sé che le permetterà di essere, lasciando andare il dover essere. Distinti saluti


Gentile Utente, credo che al dii là della definizione diagnostica, sia molto importante, dare peso a quella che è la sua relazione con il cibo (stare attenti alle kcl e non al contenuto nutritivo ed alla qualità) ed alla relazione che lei vive con se stessa e con la sua immagine. Bisogna ascoltare la sua sofferenza nella paura di non riuscire a controllare sempre e di "essere felice" quando si vede "sciupata". Penso che possa essere veramente importante confrontarsi con un professionista o anche far riferimento ad uno dei centri che si occupano di disturbi dell'alimentazione sul suo territorio. Rimango disponibile ad ulteriori chiarimenti Cordiali saluti Dott.ssa Alessia Battista


Buongiorno, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. La descrizione che ha fornito sembra compatibile con un disturbo alimentare. Il lavoro inerente alla relazione con cibo, corpo e peso è un lavoro molto delicato e la presa in carico andrebbe fatta da un'equipe multidisciplinare. Sicuramente molto importante è l'aspetto psicologico, e un primo passo potrebbe essere intraprendere un percorso. Resto a disposizione, anche online. Un saluto, Dott.ssa Palombi Virginia


Buongiorno e grazie per averci contattato. Mi dispiace molto per la situazione che sta affrontando, immagino che sia difficile e doloroso. Dalle sue parole emerge un significativo disagio che merita di essere ascoltato, al di là delle etichette diagnostiche. Si dia la possibilità di prendersi cura di lei attraverso un percorso di psicoterapia. In questo modo inizierà a capirsi di più e si scopriranno delle strategie utili per stare meglio. Perchè mi creda, si può stare meglio. Resto a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Chiara De Battisti


Buongiorno le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta per capire meglio il suo Dca, che sappiamo essere una patologia complessa che non ha a che fare solo con l'aspetto fisico e il cibo. Sarebbe opportuno anche affiancarsi a un nutrizionista che lavori in tandem con il terapeuta. Buona giornata


Gent.ma, immagino si sia già rivolta ad uno specialista, dal momento che riferisce che da due anni soffre di un disturbo del comportamento alimentare. Potrebbe in questo caso rivolgersi a chi già l'ha incontrata. In caso invece non l'avesse fatto, sarebbe opportuno contattasse qualcuno che la aiuti a capire meglio il disturbo che riferisce e valutare con lo specialista un intervento che possa aiutarla a stare meglio. SG


Buonsaera. L'anoressia-bulimia è un disturbo che può avere più di una sfaccettatura: alcuni psicanalisti la chiamano una malattia dell'amore, in tal caso occorre non fissarsi a correggere il comportamento alimentare ma fare attenzione a ciò che sta dietro di esso, ovvero la situazione emotiva ed affettiva. Dopo un lavoro svolto in questa direzione il sintomo anoressico-bulimico può perdere d'importanza e lasciare al soggetto la possibilità di costruirsi una vita un pò più felice e meno ossessionata. Cordialmente A.M.


Cara utente, il racconto dell'esperienza che stai vivendo lascia emergere sofferenza, stanchezza e solitudine. Provo in grande dispiacere nell'immaginare il disagio che provi nel rapportarti a te, al tuo corpo e agli altri. Sai, il rapporto che abbiamo con il cibo risente di quello che ci accade, delle emozioni che proviamo, lo stesso vale per il modo in cui sentiamo e vediamo il nostro corpo. Magari la "pesantezza fisica" esprime una "pesantezza emotiva", una serie di dolori accumulati nel tempo che pesano a livello psicologico come peserebbero dei chili in più a livello corporeo. Se non lo stai già facendo, valuta la possibilità di iniziare un percorso di psicoterapia e di affiancare poi, gradualmente, un esperto di alimentazione che ti aiuti a ritrovare un modo sano di mangiare. Vedrai che iniziando ad alleggerire la tua mente, inizierai a sentire più leggero anche io tuo corpo. Se vorrai farlo, mi trovi qui. Puoi farcela.

Dott.ssa Gabriella Rea

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Gentile utente, come ha esordito dal suo messaggio, sembra proprio che lei stia affrontando un periodo difficile per lei dal punto di vista della regolamentazione della nutrizione. Sembrerebbe proprio opportuno per lei rivolgersi ad uno/a specialista in modo da indagare sui processi psicologici che entrano in gioco in relazione al cibo. Si prenda cura di sé. Cordialmente. D.ssa Golino


Buongiorno, quanto lei descrive potrebbe rientrare in quadro di DCA come già lei sa. Tuttavia, non è possibile fare diagnosi in questa sede. Sarebbe opportuno che si rivolgesse quanto prima a specialisti, in particolare psicologo e nutrizionista, affinché possano valutare il suo stato di salute fisica e mentale. Colga questo momento di difficoltà e di dubbi per lavorare su di sé, conoscersi meglio e comprendere quanto le sta accadendo. Le auguro di ritrovarsi. Un caro saluto Dott.ssa Alessandra Morosinotto


Gentile Utente, sicuramente la sua descrizione è meritevole di approfondimento clinico e psicodiagnostico. Le consiglierei di rivolgersi ad un equipe multidisciplinare formata da Psicologo/Psicoterapeuta e Medico nutrizionista per far si che la possano valutare ed eventualmente prendere in carico. Nonostante le difficoltà che sta incontrando e le paure relative all'alimentazione, vedo in lei tanta consapevolezza che è il primo passo fondamentale per affrontare e superare la problematica. Un cordiale saluto Dott. Damiano Spinali

Dott. Damiano Spinali

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Buonasera, mi permetto di darti del tu, e di esprimere la mia comprensione per il disagio che sta attraversando. Ciò che racconta in effetti pare essere una problematica del comportamento alimentare e sembra attraversare la fase in cui si vede grassa, per cui agisce una serie di evitamenti. In questi casi, soprattutto per i DCA, è consigliato una presa in carico multidisciplinare e quindi avvalendosi dei servizi territoriali, o di specialisti privati. E' molto importante un lavoro congiunto sugli aspetti psicologici per comprendere il motivo e l'origine del DCA, sugli aspetti più nutrizionali e medici. Se ha dubbi o domande, resto a disposizione per un supporto. Un caro saluto, Dott.ssa Matilde Ciaccia.


Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza. Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico

Dott. Daniele D'Amico

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Gentile Signora, La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità il Suo vissuto e le Sue preoccupazioni riguardo alla relazione con il cibo e l’immagine del corpo. È evidente che sta attraversando un periodo estremamente complesso, caratterizzato da alti e bassi emotivi e da una lotta interiore che può lasciare un segno profondo. La difficoltà nel mantenere un rapporto equilibrato con l’alimentazione e la costante preoccupazione per il Suo aspetto fisico possono derivare da una serie di fattori, inclusi pressioni esterne e un desiderio di controllare aspetti della propria vita che possono sembrare altrimenti inafferrabili. È normalissimo sentirsi vulnerabili di fronte a queste emozioni, e il fatto che riconosca il problema è già un passo importante verso la comprensione di sé. La Sua esperienza di provare sensi di colpa e ansia in relazione al cibo è molto comune, ma è essenziale che si prenda il tempo necessario per esplorare profondamente queste sensazioni e pensieri. È importante ricordare che non è sola in questo percorso e che il supporto di un professionista può fare la differenza nel trovare modi sani per affrontare queste sfide. Potrebbe essere utile iniziare a discutere delle Sue esperienze con qualcuno che possa offrirLe ascolto e guida in questo momento difficile. Non esiti a contattarmi se desidera approfondire questa riflessione e cercare insieme possibili percorsi di crescita e benessere. Cordialmente, Dottoressa Laura Lanocita


Buon pomeriggio e grazie per aver condiviso la sua sofferenza. I sintomi psichici hanno sempre un connotato simbolico relativo alla sfera affettivo-relazionale. In particolare, i DCA hanno radici aggrovigliate molto profonde. Lei sembra raccontarci di un quadro bulimico che talvolta assume le forme dell'anoressia. I disturbi alimentari necessitano di un trattamento multidimensionale nel quale lo psicologo/psicoterapeuta deve mantenere un'alleanza anche con altre figure professionali (nutrizionista soprattutto). Per quanto riguarda la sfera psichica, bisogna fare un lavoro che scavi profondamente sulla radice della sofferenza così da evitare che il corpo debba farsi sede della battaglia psichica e che lei torni ad avere il timone della sua psiche. Cordialmente. Dott. Francesco Puleo


Buongiorno, spostare l'attenzione sul corpo e sul cibo è una delle tante forme per cercare di non stare in contatto con le nostre emozioni, spesso quelle spiacevoli. Mi dispiace molto per il periodo che stai passando e sento nelle tue parole una grande sofferenza..se non lo hai ancora intrapreso ti consiglio di iniziare un percorso psicoterapeutico affinchè tu possa scoprire cosa c'è al di là dei sintomi che descrivi.


Buongiorno, percepisco una forte preoccupazione associata al corpo e al peso, associata a comportamenti alimentari alterati. Le alterazioni nell'alimentazione, nella percezione di sé, nell'autostima, con sentimenti di inadeguatezza e senso di colpa sono segnali da non sottovalutare. Ha pensato di farsi aiutare per affrontare tutto questo? Credo che un supporto psicologico potrebbe aiutarla fortemente e toglierle il peso che immagino percepisca nel vivere quotidianamente con queste sensazioni, questi pensieri e questi comportamenti, al fine di recuperare una serenità e un benessere maggiori. Spero di esserle stata d'aiuto, la saluto e resto a disposizione


Ciao, ti ringrazio per il modo in cui ti sei raccontata — con un’onestà rara e con un dolore che traspare chiaramente, ma anche con il desiderio sincero di capire cosa ti sta accadendo. Quello che descrivi non è semplicemente un “mangiare poco” o “avere qualche fissazione per il corpo”: le tue parole parlano di un rapporto con il cibo e con l’immagine di te stessa che ti sta facendo soffrire, e che merita attenzione e cura. Ti dico subito una cosa importante: no, non sei tu a farti un’idea sbagliata. Quello che descrivi corrisponde ai segni di un disturbo del comportamento alimentare (DCA), anche se magari non ancora in forma grave dal punto di vista medico. Le oscillazioni tra restrizione, abbuffate, vomito autoindotto, sensi di colpa, controllo del peso e delle forme, fino all’uso di pillole soppressori dell’appetito, sono tutti indicatori che il tuo corpo e la tua mente sono in conflitto. Vedere il proprio corpo in modo distorto (“mi vedo le gambe enormi”, “mi tocco per sentire le ossa”) non significa che stai esagerando o inventando: è proprio uno degli aspetti più difficili dei DCA, in cui l’immagine corporea non rispecchia la realtà ma lo stato emotivo interno. La cosa più importante ora non è “tornare a pesare meno” o “controllare meglio”, ma interrompere questo circolo di paura, colpa e controllo, perché a lungo andare logora sia fisicamente che psicologicamente. Ti propongo alcuni passi concreti: Chiedi un aiuto specialistico specifico. Non serve affrontare tutto da sola. Esistono centri pubblici e privati che si occupano proprio di disturbi alimentari (DCA), con équipe composte da psicologo/psicoterapeuta, nutrizionista e medico. Ti basterà chiedere al tuo medico di base una valutazione per disturbo del comportamento alimentare per accedere ai servizi del territorio. Non fidarti delle “pillole naturali” o dei rimedi per sopprimere la fame. Oltre ad essere inefficaci, possono peggiorare lo stato fisico e rafforzare il ciclo di restrizione e abbuffata. La fame non è il nemico: è un segnale vitale, che si può imparare a riconoscere e rispettare con l’aiuto giusto. Prova a condividere ciò che stai vivendo con qualcuno di cui ti fidi. Può essere un familiare, un’amica o un medico: spesso chiedere aiuto è la parte più difficile, ma anche la più liberatoria. Ricorda che il tuo valore non è nel corpo. Quando ti guardi allo specchio e ti senti “sbagliata”, non è il corpo che sta parlando, ma il dolore. E quel dolore si può curare — non con la forza di volontà, ma con un percorso serio e rispettoso dei tuoi tempi. Hai già fatto il passo più importante: riconoscere che qualcosa non va e chiedere un parere. Ora il passo successivo è non restare sola in questo. Con l’aiuto giusto, si può uscire da questa prigione e tornare a sentirsi vivi, leggeri e liberi davvero — non perché magri, ma perché in pace. Dott.ssa Sara Petroni

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La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Non è affatto scontato riuscire a mettere per iscritto pensieri e comportamenti così intimi. Da ciò che descrive emerge chiaramente un quadro di sofferenza importante. Il dismorfismo corporeo è qualcosa che molto probabilmente è presente nella sua esperienza, come spesso accade nei disturbi alimentari: la percezione del corpo risulta alterata, severamente giudicata e monitorata in modo continuo, indipendentemente dal dato oggettivo del peso. Lei dice che “non è così grave”, ma la invito a non sottovalutare la situazione. Quando il cibo, il peso, lo specchio e il controllo del corpo diventano il centro della propria vita, quando si evitano aperitivi o momenti sociali per paura di mangiare, quando si prova felicità nel vedere segnali di denutrizione o si passa gran parte della giornata a toccarsi per verificare le ossa, significa che la qualità della vita è già fortemente compromessa. E questa è una soglia clinicamente significativa, a prescindere dal numero sulla bilancia. In ottica cognitivo-comportamentale, sarebbe importante lavorare sia sulle credenze profonde che ha su di sé (inadeguatezza, valore personale legato alla magrezza), sia sulle convinzioni disfunzionali relative al cibo e al controllo. È proprio intervenendo su questi schemi di pensiero e sui comportamenti di evitamento e compensazione che si può interrompere il “loop” di sofferenza che descrive, che immagino sia estremamente faticoso da sostenere ogni giorno. Le suggerisco di valutare seriamente un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), specifica per i disturbi alimentari. Intervenire ora, a 19 anni, è un atto di cura verso di sé e può fare una grande differenza nel suo futuro. Resto a disposizione.


Salve,ciò che descrivi non sembra affatto una semplice "fissazione per il peso" o una preoccupazione estetica normale. Nel tuo racconto emergono diversi elementi che meritano attenzione: Restrizione alimentare importante e prolungata (800-900 kcal al giorno per lunghi periodi). Episodi di vomito autoindotto. Paura intensa di ingrassare. Senso di colpa dopo aver mangiato. Evitamento di situazioni sociali che coinvolgono il cibo. Pensieri costanti su peso, forma del corpo e alimentazione. Controlli corporei ripetuti (toccare clavicole, polsi, fianchi, spalle per verificare le ossa). Forte sofferenza emotiva legata all'immagine corporea. Difficoltà a riconoscere il proprio stato fisico nonostante le preoccupazioni dei familiari. Quello che mi colpisce maggiormente è la discrepanza tra ciò che descrivi oggettivamente e come percepisci il tuo corpo. Con un'altezza di 1,60 m e un peso di 45 kg, il BMI è circa 17,6, quindi al di sotto della norma. A 46-47 kg sei ancora in una fascia molto bassa di peso corporeo. Eppure continui a vederti "grande", soprattutto nelle gambe, e il recupero di 1-2 kg viene vissuto come qualcosa di estremamente angosciante. Dal punto di vista clinico, questo tipo di esperienza viene spesso definita alterazione dell'immagine corporea: non significa che stai inventando ciò che vedi, ma che la percezione del tuo corpo è fortemente influenzata dall'ansia, dalla paura di ingrassare e dal disturbo alimentare stesso. C'è anche un'altra frase che considero importante: "Ormai è diventata una fissazione, ci penso quasi tutte le ore." Quando il pensiero su peso, cibo, calorie, corpo e controllo occupa così tanto spazio mentale, il problema non riguarda più soltanto il peso. Riguarda la qualità della vita, la libertà personale e il benessere psicologico. Inoltre, il fatto che tu stia pensando di usare pillole per sopprimere la fame mi fa pensare che la sofferenza sia ancora molto attiva. La fame non è il nemico: è un segnale fisiologico del corpo. Cercare sistematicamente di zittirla tende spesso a mantenere il circolo del disturbo alimentare. Da quello che scrivi, non mi sentirei di dire: "Non è grave". La gravità di un DCA non si misura solo dal peso corporeo. Si misura anche da quanto il disturbo controlla la tua vita, i tuoi pensieri, le tue emozioni e le tue relazioni. Ti vorrei incoraggiare seriamente a rivolgerti a uno psicologo o a un'équipe specializzata nei disturbi dell'alimentazione. Non perché sei "abbastanza magra" o "abbastanza malata", ma perché stai soffrendo molto e perché questi sintomi meritano di essere presi sul serio adesso, senza aspettare che peggiorino ulteriormente. Resto a disposizione Cordiali Saluti.

Dott.ssa Oxana Panetta

Dott.ssa Oxana Panetta

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