Salve a tutti, sono una ragazza di 25anni e volevo esporre un problema importante per me in merito a
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Salve a tutti, sono una ragazza di 25anni e volevo esporre un problema importante per me in merito alla mia relazione per capire se si tratta di una forma di Doc (dato che sono una persona che tende a fissarsi eccessivamente sulle cose in più di una situazione).
Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo a cui tengo moltissimo, del quale mi sono fidata subito, abbiamo un legame abbastanza profondo e intimo. Il primo anno è stato tutto abbastanza ''perfetto'' e avevamo spesso dei rapporti intimi ai quali abbiamo prestato moltissima attenzione per non incorrere in gravidanze inaspettate. Purtroppo però abbiamo avuto un po' di sfortuna (subito risolta al meglio) però credo che questi incidenti abbiano destabilizzato il mio fidanzato il quale preso dalla paura ha automaticamente scelto di non avere più rapporti. All'inizio si è espresso in modo chiaro dicendo che non avrebbe voluto avere dei rapporti intimi per il momento per paura di fare danni; io pensavo che prima o poi questa situazione sarebbe cambiata invece non è stato così, anzi lui diceva che avrebbe migliorato le cose ma poi di fatto non è stato così nel tempo. Nell'arco di questi anni infatti ci sono stati momenti i alta e bassa passione ma senza arrivare ad un rapporto d'amore completo; mesi fa ho anche assunto la pillola per un paio di mesi ma nulla. Io l'ho visto intenzionato spesso ad andare oltre ma poi si bloccava sempre. È evidente che tra noi ci sia molto amore, lui mi da sostegno e conosce cose di me che nessuno sa, è davvero speciale, nonostante abbiamo avuto molte liti fino ad arrivare a lasciarci per 2 mesi l'anno scorso. Per esempio nel momento in cui ci siamo rivisti lui ha manifestato forte passione ma poi nella quotidianità nn ha mai fatto un passo verso altro. Con questo non voglio essere fraintesa come una malata di rapporti intimi però per me questo è importante perché in quel momento non esiste la sfera sporca come molte persone pensano ma appunto si manifesta tutto l'amore e la dolcezza e la complicità e l'intesa tra due persone che si amano davvero.
Il problema è iniziato quando io ho cominciato a farmi pesare un poco questa cosa e ad avere pensieri ossessivi. Premetto che se avessi voluto tradirlo avrei potuto farlo benissimo perché sono una bella ragazza; addirittura mi sono buttata sulla palestra e avevo tutti i ragazzi che mi guardavano mentre io ignoravo tutti. Questa situazione ha iniziato a generarmi pensieri e immagini intrusivi che mi facevano pensare di essere una traditrice o di essere attratta da qualunque essere maschile che mi si presentava davanti, adulto vecchio o bambino, paura di provare emozioni sporche per gli altri o di immaginare scene o organi vari, visi o altro, paura di fare del male al mio ragazzo che è stato il primo a cui ho concesso tutto (tra l'altro abbastanza geloso). Ho esposto indirettamente il problema ultimamente più volte, io credo che lui abbia capito ma non riesce ad affrontare il discorso, io mi faccio domande e non capisco sempre il perché di alcune cose. Sono una ragazza molto seria e con valori, non vorrei mai fare del male a qualcuno, vorrei solo vivere la mia vita in modo tranquillo con lui, senza ansie
Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo a cui tengo moltissimo, del quale mi sono fidata subito, abbiamo un legame abbastanza profondo e intimo. Il primo anno è stato tutto abbastanza ''perfetto'' e avevamo spesso dei rapporti intimi ai quali abbiamo prestato moltissima attenzione per non incorrere in gravidanze inaspettate. Purtroppo però abbiamo avuto un po' di sfortuna (subito risolta al meglio) però credo che questi incidenti abbiano destabilizzato il mio fidanzato il quale preso dalla paura ha automaticamente scelto di non avere più rapporti. All'inizio si è espresso in modo chiaro dicendo che non avrebbe voluto avere dei rapporti intimi per il momento per paura di fare danni; io pensavo che prima o poi questa situazione sarebbe cambiata invece non è stato così, anzi lui diceva che avrebbe migliorato le cose ma poi di fatto non è stato così nel tempo. Nell'arco di questi anni infatti ci sono stati momenti i alta e bassa passione ma senza arrivare ad un rapporto d'amore completo; mesi fa ho anche assunto la pillola per un paio di mesi ma nulla. Io l'ho visto intenzionato spesso ad andare oltre ma poi si bloccava sempre. È evidente che tra noi ci sia molto amore, lui mi da sostegno e conosce cose di me che nessuno sa, è davvero speciale, nonostante abbiamo avuto molte liti fino ad arrivare a lasciarci per 2 mesi l'anno scorso. Per esempio nel momento in cui ci siamo rivisti lui ha manifestato forte passione ma poi nella quotidianità nn ha mai fatto un passo verso altro. Con questo non voglio essere fraintesa come una malata di rapporti intimi però per me questo è importante perché in quel momento non esiste la sfera sporca come molte persone pensano ma appunto si manifesta tutto l'amore e la dolcezza e la complicità e l'intesa tra due persone che si amano davvero.
Il problema è iniziato quando io ho cominciato a farmi pesare un poco questa cosa e ad avere pensieri ossessivi. Premetto che se avessi voluto tradirlo avrei potuto farlo benissimo perché sono una bella ragazza; addirittura mi sono buttata sulla palestra e avevo tutti i ragazzi che mi guardavano mentre io ignoravo tutti. Questa situazione ha iniziato a generarmi pensieri e immagini intrusivi che mi facevano pensare di essere una traditrice o di essere attratta da qualunque essere maschile che mi si presentava davanti, adulto vecchio o bambino, paura di provare emozioni sporche per gli altri o di immaginare scene o organi vari, visi o altro, paura di fare del male al mio ragazzo che è stato il primo a cui ho concesso tutto (tra l'altro abbastanza geloso). Ho esposto indirettamente il problema ultimamente più volte, io credo che lui abbia capito ma non riesce ad affrontare il discorso, io mi faccio domande e non capisco sempre il perché di alcune cose. Sono una ragazza molto seria e con valori, non vorrei mai fare del male a qualcuno, vorrei solo vivere la mia vita in modo tranquillo con lui, senza ansie
Gentile Utente,
non possiamo fare una diagnosi basandoci solo sul suo racconto, ma sicuramente traspare la sua sofferenza riguardo alla situazione con il suo ragazzo. Quanto sono frequenti questi pensieri che lei definisce "ossessivi" e quanto li percepisce come intrusivi? Se effettivamente questi pensieri influiscono sulla qualità della sua vita, le consiglio di fare un colloquio con un terapeuta per capire un po' meglio cosa sta succedendo.
non possiamo fare una diagnosi basandoci solo sul suo racconto, ma sicuramente traspare la sua sofferenza riguardo alla situazione con il suo ragazzo. Quanto sono frequenti questi pensieri che lei definisce "ossessivi" e quanto li percepisce come intrusivi? Se effettivamente questi pensieri influiscono sulla qualità della sua vita, le consiglio di fare un colloquio con un terapeuta per capire un po' meglio cosa sta succedendo.
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Gentile Utente, parrebbe che la situazione che lei chiama incidente sia stata traumatica per il suo fidanzato e che questo trauma non elaborato abbia destabilizzato la vostra relazione. Anzitutto parlerei con il suo ragazzo della necessità di affrontare con l'aiuto di uno/una psicoterapeuta la situazione traumatica e in parallelo la invito ad affrontare una psicoterapia individuale per il suo vissuto che si cela dietro questi pensieri "ossessivi".
Gentile Utente, dalle sue righe emerge una certa ansia circa l'accaduto e un'insicurezza, nel senso che traspare una paura, un senso di auto-colpevolizzarsi perché il suo ragazzo non riesce a "sbloccarsi" come un tempo. Chissà che questo non generi in lei dei vissuti di indesiderabilità!? Cosa succederebbe se ritornasse di colpo la passione? Quello che le posso dire è di parlare apertamente con il suo fidanzato, vi può aiutare percorrere il momento preciso in cui avete sentito scattare la scintilla per l'uno o per l'altro, chiedendovi come vi siete sentiti (ad esempio, lei si è potuta sentire non giudicata o compresa etc.), solo una comunicazione aperta può aiutarvi a comprendervi meglio e a cercare di capire se il suo ragazzo si sente bloccato per altro o per ciò che è successo tempo fa.
Resto a disposizione per maggiori info.
Dott.ssa Antonella Bascià
Resto a disposizione per maggiori info.
Dott.ssa Antonella Bascià
Salve, credo che l'unica cosa che possa fare è consigliare al suo ragazzo di intraprendere un percorso di psicoterapia.
Inoltre, le vorrei chiedere da dove nascono questi pensieri ossessivi che interferiscono con la sua routine.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Inoltre, le vorrei chiedere da dove nascono questi pensieri ossessivi che interferiscono con la sua routine.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buon giorno, credo sia difficile comprendere bene la situazione leggendo solo queste righe e quindi le suggerirei di fare un primo colloquio esplorativo con uno psicologo-psicoterapeuta : c'è sofferenza e quindi forse poterla condividere con un professionista che l'aiuti a fare chiarezza credo possa essere utile in questo momento, Buona serata, Dott.ssa Bianchi
Salve, comprendere appieno la situazione risulta difficile leggendo solo queste sue righe. Si evince, tuttavia la sua sofferenza e la sua preoccupazione riguardo a questi pensieri e alla situazione con il suo fidanzato. Potrebbe esserle utile intraprendere un percorso di psicoterapia individuale per cercare di comprendere da dove nascano questi pensieri e quale sia il loro significato profondo.
Buona serata.
Dott.ssa Federica Turrà
Buona serata.
Dott.ssa Federica Turrà
Cara utente, ti consiglio un consulto sessuologico di coppia, magari con poche sedute si risolve questo inghippo dove siete caduti, se tu stai bene con lui e lui con te non vedo perchè dovete avere questo problema. I pensieri ossessivi invece sono roba tua, ma vengono dopo, la sofferenza sta in questo sesso bloccato. Buona vita
Gentile Ragazza,
Descrive un compagno ormai molto spaventato, ma che nel proteggersi dalla paura sta privando la vostra coppia di uno spazio di incontro fondamentale, che è quello intimo. Lei sembra riconoscerne la buona fede, ma al tempo stesso le stanno mancando attenzioni che finiscono col venire dall’esterno della coppia, da sguardi rubati o fantasie sessuali. Ciò, forse anche in rapporto ai forti valori che possiede, la sta facendo sentire colpevole. Trovo molto normale tutto ciò, alla luce anche di un dialogo che fatica ad instaurarsi con questo ragazzo sul tema. Non abbiamo potere di cambiare la mente di lui, ma al momento di comprendere quali significati portano i rifiuti di intimità per lei. La terapia la aiuterebbe molto, consentendole in primis di assolversi da fantasie normali e condivisibili, testimoni di una profonda mancanza. Un caro saluto
Descrive un compagno ormai molto spaventato, ma che nel proteggersi dalla paura sta privando la vostra coppia di uno spazio di incontro fondamentale, che è quello intimo. Lei sembra riconoscerne la buona fede, ma al tempo stesso le stanno mancando attenzioni che finiscono col venire dall’esterno della coppia, da sguardi rubati o fantasie sessuali. Ciò, forse anche in rapporto ai forti valori che possiede, la sta facendo sentire colpevole. Trovo molto normale tutto ciò, alla luce anche di un dialogo che fatica ad instaurarsi con questo ragazzo sul tema. Non abbiamo potere di cambiare la mente di lui, ma al momento di comprendere quali significati portano i rifiuti di intimità per lei. La terapia la aiuterebbe molto, consentendole in primis di assolversi da fantasie normali e condivisibili, testimoni di una profonda mancanza. Un caro saluto
Lei illustra una situazione personale e di coppia che si è sempre di più complicata e che, allo stato attuale, è apportatrice di notevoli sofferenze. Le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta che l'aiuti, in primo luogo, a fare chiarezza su cosa sta accadendo in lei e a valutare la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico.
Salve, nel suo racconto emergono tante tematiche e nessuna che si possa definire bene. Penso che sarebbe utile un consulto di coppia per vedere se riuscite a sbloccare la situazione, in alternativa può fare lei un colloquio individuale in modo da chiarire e chiarirsi le tematiche per poter scegliere al meglio.
Saluti
Massimiliano
Saluti
Massimiliano
Gentile ragazza, mi dispiace per questo suo disagio di coppia. Provi a parlarne apertamente col suo ragazzo e, se desiderate, provate a fare una consulenza presso uno psicoterapeuta. Vi state precludendo un aspetto importante della vostra relazione che riguarda la vostra intimità sessuale.
Questo non può non avere conseguenze nella vostra relazione. Per quanto riguarda i pensieri che definisce ossessivi, sarebbe il caso che ne parlasse con uno psicoterapeuta per approfondirli e capirne il senso in questo momento della sua vita. Mi rendo disponibile, anche per un consulto online.
Un caro saluto,
Rosella Pettinari
Questo non può non avere conseguenze nella vostra relazione. Per quanto riguarda i pensieri che definisce ossessivi, sarebbe il caso che ne parlasse con uno psicoterapeuta per approfondirli e capirne il senso in questo momento della sua vita. Mi rendo disponibile, anche per un consulto online.
Un caro saluto,
Rosella Pettinari
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Salve. Prima di fissarsi su un senso di colpa, per una colpa inesistente, le consiglio un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a chiarire cosa vuole da questa relazione dove l'aspetto intimo è bloccato e cosa vuole lei nella vita. Eventualmente potrebbe anche valutare la possibilità di una terapia di coppia ma, per il momento, le consiglio di concentrarsi prima su di lei e poi sulla relazione. Sono disponibile per approfondimenti, anche on line. Distinti saluti
Cara ragazza, sembrerebbe che la difficoltà sia qualcosa che vivete entrambi. Ha usato più volte la parola “ sporco” riferendosi al sesso, questo lascia presupporre che sia una dimensione che dovrebbe esplorare per liberarla da tabù e timori .Le frustrazioni e le privazioni possono generare pesantezza e tendenza a pensare frequentemente a ciò che manca, le consiglio di iniziare una psicoterapia per affrontare e superare queste sue difficoltà . Se il suo ragazzo fosse favorevole potreste fare una psicoterapia di coppia che vi aiuterebbe a ripristinare la dimensione affettiva ed intima consentendovi di vivere serenamente la vostra storia.
Cordialmente
Dr.ssa Russo
Cordialmente
Dr.ssa Russo
Gentile utente da quanto racconta si evince un suo stato di malessere e disagio. potreste effettuare un consulto di coppia e successivamente se vi va intraprendere un percorso psicologico così da poter affrontare e risolvere il vostro disagio.cordiali saluti
Gentile utente di mio dottore,
mi sembra di capire che si possa riflettere sulla domanda che porta in questo spazio su due livelli.
Il primo riguarda la coppia, a partire dalle difficoltà di tipo sessuale che ha raccontato e che coinvolgono entrambi, direttamente e indirettamente.
Il secondo livello coinvolge lei, nelle sue difficoltà a stare ora in questa relazione.
Difficoltà che mi sembra di capire possono essere contestualizzate alle stesse difficoltà di coppia che state vivendo.
Non mi sembra abbia manifestato un disagio o bisogno prima di viverlo all’interno della coppia o mi sbaglio?
Le suggerisco pertanto di confrontarsi in il suo ragazzo e di lavorare in coppia a partire dalla crisi che coinvolge entrambi.
Saluti,
Dottore Diego Ferrara
mi sembra di capire che si possa riflettere sulla domanda che porta in questo spazio su due livelli.
Il primo riguarda la coppia, a partire dalle difficoltà di tipo sessuale che ha raccontato e che coinvolgono entrambi, direttamente e indirettamente.
Il secondo livello coinvolge lei, nelle sue difficoltà a stare ora in questa relazione.
Difficoltà che mi sembra di capire possono essere contestualizzate alle stesse difficoltà di coppia che state vivendo.
Non mi sembra abbia manifestato un disagio o bisogno prima di viverlo all’interno della coppia o mi sbaglio?
Le suggerisco pertanto di confrontarsi in il suo ragazzo e di lavorare in coppia a partire dalla crisi che coinvolge entrambi.
Saluti,
Dottore Diego Ferrara
Gent.ma 25nne,
Lei scrive: "vorrei solo vivere la mia vita in modo tranquillo con lui, senza ansie".
Di quale LUI sta parlando? Quello che conosceva prima dell'evento critico sembra sia scomparso e Lei è nel pieno della propria maturità sessuale. Riconoscere la potenza dei meccanismi biologici serve per evitare eccessi critici verso noi stessi. Sia indulgente con se stessa ed eventualmente cerchi un/una terapeuta che possa accompagnarLa in un percorso di auto svelamento.
P:S. Penso che questo percorso sia ancor più necessario per il suo ragazzo.
Cordialmente.
Lei scrive: "vorrei solo vivere la mia vita in modo tranquillo con lui, senza ansie".
Di quale LUI sta parlando? Quello che conosceva prima dell'evento critico sembra sia scomparso e Lei è nel pieno della propria maturità sessuale. Riconoscere la potenza dei meccanismi biologici serve per evitare eccessi critici verso noi stessi. Sia indulgente con se stessa ed eventualmente cerchi un/una terapeuta che possa accompagnarLa in un percorso di auto svelamento.
P:S. Penso che questo percorso sia ancor più necessario per il suo ragazzo.
Cordialmente.
Dalle sue parole sembra attraversare un momento davvero particolare e pesante da sopportare, che meriterebbe di essere condiviso per alleviarne il dolore. I suoi vissuti, così importanti e delicati, necessiterebbero di essere ascoltati e approfonditi in un contesto terapeutico, certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e ad affrontare questo momento, così difficile per lei. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
Gentile Utente,
intraprendere un percorso di psicoterapia può aiutarla ad elaborare e fare chiarezza rispetto a ciò che è successo e sta vivendo. Ha ragione, l'intimità nella coppia è un aspetto molto importante e anche ricco di significati nella relazione motivo per cui anche il suo ragazzo si vede così coinvolto dagli eventi.
Rimango disponibile in caso di necessità,
Buona continuazione,
Dott.ssa Valeria Marino
intraprendere un percorso di psicoterapia può aiutarla ad elaborare e fare chiarezza rispetto a ciò che è successo e sta vivendo. Ha ragione, l'intimità nella coppia è un aspetto molto importante e anche ricco di significati nella relazione motivo per cui anche il suo ragazzo si vede così coinvolto dagli eventi.
Rimango disponibile in caso di necessità,
Buona continuazione,
Dott.ssa Valeria Marino
Salve,
quello che descrive è complesso ma molto comprensibile se lo si guarda tenendo insieme due piani distinti: la difficoltà reale nella relazione e il modo in cui la sua mente sta reagendo a questa difficoltà.
Parto da un punto importante: i pensieri che riporta (paura di tradire, immagini intrusive, timore di essere attratta da chiunque, anche in modo “inappropriato”) hanno caratteristiche molto tipiche dei pensieri ossessivi. Sono intrusivi, indesiderati, in contrasto con i suoi valori e le generano forte ansia. Il fatto stesso che la spaventino e che lei li rifiuti è già un indicatore importante: non definiscono ciò che è, ma sono espressione di un meccanismo ansioso.
Detto questo, questi pensieri non nascono “dal nulla”. Si inseriscono in una situazione relazionale che, oggettivamente, è fonte di frustrazione e confusione per lei:
una relazione affettivamente significativa, ma con una forte difficoltà nella sfera intima, che dura da anni e non si è mai realmente risolta.
Questo è un punto centrale: il suo bisogno di intimità fisica è legittimo e non ha nulla a che vedere con l’essere “esagerata” o “malata di sesso”. È parte della relazione. Quando questo bisogno resta insoddisfatto a lungo, è normale che generi tensione emotiva.
Quello che sembra accadere è questo:
da una parte c’è un bisogno reale (intimità, completezza nella relazione)
dall’altra c’è una difficoltà concreta del partner (probabilmente legata a paura, ansia da prestazione o evitamento)
nel mezzo, la sua mente prova a “gestire” questa tensione… e lo fa attraverso il canale ossessivo
I pensieri tipo “e se fossi attratta da tutti?”, “e se tradissi?”, “e se avessi impulsi sbagliati?” diventano una sorta di cortocircuito: invece di affrontare il problema reale (la difficoltà nella relazione), l’ansia si sposta su dubbi interni su di sé.
Per questo motivo, lavorare solo sui pensieri senza considerare la relazione rischia di essere riduttivo.
Alcuni punti che possono aiutarla a orientarsi:
1. I pensieri non sono intenzioni
Non indicano che lei voglia tradire o che sia “sbagliata”. Sono un prodotto dell’ansia. Più cerca di controllarli o analizzarli, più aumentano.
2. Il problema relazionale esiste davvero
Il fatto che il suo partner eviti da anni un contatto intimo completo non è un dettaglio. È qualcosa che andrebbe affrontato in modo esplicito, non solo “intuito” o accennato.
3. Evitare il confronto mantiene il problema
Se lui fatica ad affrontare il tema, è comprensibile, ma nel lungo periodo questo lascia lei sola a gestire sia la frustrazione che l’ansia.
4. Il rischio è che lei interiorizzi il problema
Invece di dire “c’è una difficoltà nella relazione”, finisce per pensare “c’è qualcosa che non va in me”.
5. Serve un doppio lavoro
da una parte, imparare a non dare peso e significato ai pensieri intrusivi
dall’altra, affrontare in modo chiaro e diretto la questione della vostra intimità
Potrebbe essere utile chiedersi:
“Posso accettare questa relazione così com’è, anche se questa parte non cambia?”
“Cosa mi serve davvero per stare bene in un rapporto?”
Non sono domande semplici, ma sono centrali.
Se il suo partner è disponibile, anche un percorso di coppia potrebbe essere molto utile, perché qui non si tratta solo di “capire lei”, ma di una dinamica a due.
In sintesi: sì, c’è una componente ossessiva nei pensieri che descrive, ma non va isolata dal contesto. Il suo disagio è anche un segnale che qualcosa, nella relazione, ha bisogno di essere visto e affrontato.
Se desidera approfondire meglio sia la gestione dei pensieri sia la parte relazionale, può prenotare una prima consulenza on line direttamente dal mio profilo.
quello che descrive è complesso ma molto comprensibile se lo si guarda tenendo insieme due piani distinti: la difficoltà reale nella relazione e il modo in cui la sua mente sta reagendo a questa difficoltà.
Parto da un punto importante: i pensieri che riporta (paura di tradire, immagini intrusive, timore di essere attratta da chiunque, anche in modo “inappropriato”) hanno caratteristiche molto tipiche dei pensieri ossessivi. Sono intrusivi, indesiderati, in contrasto con i suoi valori e le generano forte ansia. Il fatto stesso che la spaventino e che lei li rifiuti è già un indicatore importante: non definiscono ciò che è, ma sono espressione di un meccanismo ansioso.
Detto questo, questi pensieri non nascono “dal nulla”. Si inseriscono in una situazione relazionale che, oggettivamente, è fonte di frustrazione e confusione per lei:
una relazione affettivamente significativa, ma con una forte difficoltà nella sfera intima, che dura da anni e non si è mai realmente risolta.
Questo è un punto centrale: il suo bisogno di intimità fisica è legittimo e non ha nulla a che vedere con l’essere “esagerata” o “malata di sesso”. È parte della relazione. Quando questo bisogno resta insoddisfatto a lungo, è normale che generi tensione emotiva.
Quello che sembra accadere è questo:
da una parte c’è un bisogno reale (intimità, completezza nella relazione)
dall’altra c’è una difficoltà concreta del partner (probabilmente legata a paura, ansia da prestazione o evitamento)
nel mezzo, la sua mente prova a “gestire” questa tensione… e lo fa attraverso il canale ossessivo
I pensieri tipo “e se fossi attratta da tutti?”, “e se tradissi?”, “e se avessi impulsi sbagliati?” diventano una sorta di cortocircuito: invece di affrontare il problema reale (la difficoltà nella relazione), l’ansia si sposta su dubbi interni su di sé.
Per questo motivo, lavorare solo sui pensieri senza considerare la relazione rischia di essere riduttivo.
Alcuni punti che possono aiutarla a orientarsi:
1. I pensieri non sono intenzioni
Non indicano che lei voglia tradire o che sia “sbagliata”. Sono un prodotto dell’ansia. Più cerca di controllarli o analizzarli, più aumentano.
2. Il problema relazionale esiste davvero
Il fatto che il suo partner eviti da anni un contatto intimo completo non è un dettaglio. È qualcosa che andrebbe affrontato in modo esplicito, non solo “intuito” o accennato.
3. Evitare il confronto mantiene il problema
Se lui fatica ad affrontare il tema, è comprensibile, ma nel lungo periodo questo lascia lei sola a gestire sia la frustrazione che l’ansia.
4. Il rischio è che lei interiorizzi il problema
Invece di dire “c’è una difficoltà nella relazione”, finisce per pensare “c’è qualcosa che non va in me”.
5. Serve un doppio lavoro
da una parte, imparare a non dare peso e significato ai pensieri intrusivi
dall’altra, affrontare in modo chiaro e diretto la questione della vostra intimità
Potrebbe essere utile chiedersi:
“Posso accettare questa relazione così com’è, anche se questa parte non cambia?”
“Cosa mi serve davvero per stare bene in un rapporto?”
Non sono domande semplici, ma sono centrali.
Se il suo partner è disponibile, anche un percorso di coppia potrebbe essere molto utile, perché qui non si tratta solo di “capire lei”, ma di una dinamica a due.
In sintesi: sì, c’è una componente ossessiva nei pensieri che descrive, ma non va isolata dal contesto. Il suo disagio è anche un segnale che qualcosa, nella relazione, ha bisogno di essere visto e affrontato.
Se desidera approfondire meglio sia la gestione dei pensieri sia la parte relazionale, può prenotare una prima consulenza on line direttamente dal mio profilo.
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