Salve a tutti. Sono una ragazza di 20 anni, e voglio raccontarvi un po’ la mia storia. Io mi sono

19 risposte
Salve a tutti.
Sono una ragazza di 20 anni, e voglio raccontarvi un po’ la mia storia.
Io mi sono fidanzata quando avevo 15 anni, con un ragazzo più grande che all'epoca Aveva 19 anni.
Per questa persona, ho rinunciato a tutto pur di non perderla, ho lasciato i miei amici, il lavoro, non scendo nemmeno più da sola, la mia vita era solo lui, ho sempre cercato di mettere lui al primo posto, perché per me l’unica cosa importante era star con lui.
Tutto il contrario per lui, che scendeva con gli amici si ritira la mattina, tante volte ha il telefono spento, e partito anche senza dirmi nulla, ma io sono sempre stata lì ad aspettarlo, a capirlo.
Anzi lo rincorrevo pure se sbagliava lui.
Tantissime volte mi tratta male, mi offende, tante volte mi ha alzato le mani perché non rispondevo come voleva lui, è molto ossessivo nei miei confronti, mi riempie di domande, e le fa ogni volta che gli vengono in mente, anche se sono sempre le stesse.
Io però nonostante tutto, sono sempre stata innamorata di lui e non l’ho mai lasciato.
Ultimamente però siamo partiti, con sua mamma e il papà, e lì c’era il karaoke, e con il suo papà ho cantato una canzone, prima di cantare però ho chiesto se potevo, lui mi rispose di si, io senza malizia ho cantato, da quel momento lui mi ha lasciata, adesso capisco che si sarebbe aspettato che io non lo facevo, mi ha trattato male, e mi ha detto che non mi vuole più, adesso è una settimana che nn si fa sentire, perché mi ha detto che non conosceva veramente, che sono falsa che faccio schifo ect, tornati a Napoli due giorni dopo sono andata a casa sua e gli ho fatto una sorpresa nel suo palazzo, tutti palloncini cartelloni, scritta giù al palazzo.
Ma niente non si è fatto sentire, adesso però nemmeno io mi faccio sentire proprio perché non mi sembra di aver fatto qualcosa di male, e se pure ho sbagliato(DITEMI VOI) io ho sempre fatto l’impossibile per lui.
Quello che non capisco e non so cosa potrei fare, non so se ho sbagliato non so se torna non so più niente, sono quasi sei anni che stiamo insieme, è possibile che dopo tutto quello che ho rinunciato e che ho fatto per lui per questa sciocchezza deve finire una storia così importante?
Giuro che sto malissimo.
Cosa potrei fare.

Attendo una vostra risposta

Cordiali saluti
Dott.ssa Fabiana Fratello
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Napoli
Salve, scrivi che hai limitato molto la tua vita per lui (non esci, non lavori....), che ti tratta male, ti ha messo le mani addosso...ecc. La domanda che mi viene in mente è come mai sei stata disposta ad accettare tutto questo, perdendo molte occasioni di vita. Certamente avrai i tuoi motivi che potresti approfondire con un professionista. Il fatto che ora stai molto male è legato al fatto che ormai lui era il tuo mondo (chiedevi a lui anche il permesso per cantare una canzone al karaoke). Credo che questa sia per te la possibilità di riprenderti la tua vita, se credi, con l'aiuto di uno psicologo che possa aiutarti sia a superare questa tristezza sia a costruire una personalità più piena e soddisfacente. Non tutti i mali vengono per nuocere, a volte queste sono occasioni per cambiare in meglio.
In bocca al lupo
Dr.ssa Fabiana Fratello

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Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Lei deve ripartire da se stessa e riflettere su come vede le relazioni con l'altro sesso. Senza rendersene conto, data la sua giovane età, ha investito tutta se stessa in un rapporto non equilibrato, dove lei si è resa dipendente da un lui molto prevaricatore. Si faccia seguire da un terapeuta, se può, in un percorso che le insegni cos'è un rapporto paritario con l'altro sesso, al fine di non ripetere in futuro lo stesso copione. Un caro saluto e auguri per la sua vita ancora tutta da scrivere. Dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Daniela Guzzino
Psicoterapeuta, Psicologo, Neuropsicologo
Roma
Carissima, faccia un percorso personale per comprendere meglio la differenza tra dipendenza affettiva e rapporto di coppia, vedrà che con l’aiuto di un professionista riuscirà a trovare la strada per autodeterminarsi, affermare se stessa e trovare la rotta nelle “tempeste sentimentali” Buone esperienze di vita . Dottssa Guzzino
Dott.ssa Carmen Molinari
Psicologo, Psicoterapeuta
Piacenza
Salve, mi sembra che parlando di dipendenza affettiva i colleghi abbiano centrato il punto. Al suo posto ripartirei da qui, dalla mia autostima personale e dalla capacità di amare me stessa. Ha incontrato una persona maltrattante che per fortuna ora se ne è andato. Quando si è molto insicuri di sé stessi e del proprio valore può succedere di credersi innamorati di qualcuno che ci fa star male. Bisogna cominciare con l'innamorarsi di sé stessi e poi piano piano guardarsi intorno. Inizialmente meglio con l'aiuto di un professionista che ci aiuti a capire com'è una relazione sana e arricchente dove l'altro ti ama per quello che lei e non perché obbedisci a, sue astruse convinzioni. Sulla dipendenza, affettiva ci sono anche lavori di gruppo, può aiutare molto confrontarsi con altre persone che hanno lo stesso problema, in questo modo si riesce a capire che quello che crediamo un'esperienza solo nostra è in realtà una forma di relazione diffusa con precise caratteristiche e la persona che sta male e avverte il problema se vuole stare bene deve fare un proprio percorso per comprendere anche gli eventi lontani che l'hanno condotta a compiere scelte così distruttive. Quando poi riuscirà a stare con qualcuno che la ama davvero e la fa stare bene le sembrerà impossibile aver sopportato una storia come questa. Coraggio e in bocca al lupo
Dott.ssa Luisa Fossati
Psicoterapeuta
Firenze
Cara, ciao. La storia che descrivi appare molto disfunzionale. Mi sembra che tu abbia creato un rapporto di dipendenza da lui. Cosa ti porta ad amare una persona che agisce comportamenti che nulla hanno a che fare con l'amore? Cosa ti dà una storia violenta? È il momento di riprenderti la tua vita; con l'aiuto di un professionista cerca di mettere a fuoco cosa ti ha portata ad accettare una relazione così violenta, in modo da non cadere più nella stessa trappola. Un caro saluto
Dott.ssa Marzia Vercillo
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Cara ragazza,capisco la tua sofferenza,si tratta del primo amore e su di lui hai indirizzato i tuoi sogni di donna e i tuoi progetti per il futuro ,ma mi sento di dirti che quello che oggi ti sembra un dramma domani potra'essere visto come un momento di svolta della tua vita.Approfitra di questo allontanamento da parte sua per chiudere questa storia. , sicuramente importante per te ,ma fonte di disagio e tensione .L'amore cara 'ragazza" è soprattutto vicinanza tenerzza comprensione e deve farti stare bene.
Prendi coraggio e molla,pensa a studiare a fare cose belle ,andare al cinema leggere libri vedere gli amici ,vivi la tua età ,formati ! Sicuramente volendoti bene troverai qualcuno che te ne vorrà di più e con cui potrai vivere una bella e spensierata storia d'amore.
Auguri per la tua vita
Buongiorno, mi ha colpita la sofferenza che trasmette ciò che lei ci scrive. Ma non tanto la sofferenza che viene dall'essere lasciati (che è disperante, e può mettere ogni cosa in secondo piano). Soprattutto la sofferenza vissuta nel portare avanti una storia d'amore come quella che ci racconta. Immagino si sia dovuta confrontare con sentimenti di inadeguatezza e frequenti stati d'ansia. Condivido le osservazioni e i consigli dei colleghi che le hanno risposto. Mi permetto di invitarla a riflettere partendo da alcune sue frasi, che riprendo : "per me l'unica cosa importante era star con lui"-perché le importava solo questo? "Io però sono sempre stata innamorata di lui"-di cosa era innamorata, in lui e nel vostro rapporto? "....una storia cosi importante"-perché è così importante? Un caro saluto. Dottoressa Cinzia Lucia Bugni Batte
Dott.ssa Licia Filingeri
Psicologo, Psicoterapeuta
Genova
Cara giovane ventenne, le colleghe le hanno dato ottimi consigli, anche io ritengo che lei abbia un problema di dipendenza che deve assolutamente risolvere con una terapia psicologica, altrimenti rivivrà le stesse esperienze in tutti i rapporti di coppia che dovesse instaurare in futuro, E' davvero una fortuna che questo ragazzo si sia allontanato da lei, lei era in una vera e propria prigionia. Faccia leva sul suo star male (di cui non dubito) per trovare la forza di chiedere aiuto a una psicologa.Riprenda a vivere...e anche a lavorare!
Tanti cari auguri.
Dr. Anna Ambiveri
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
concordo appieno con ciò che le hanno detto le colleghe. Nella vita nulla avviene per caso, approfitti di questa sofferenza per riprendersi la sua vita. Chi veramente ci ama non fa di noi una schiava, ma rispetta e sostiene la nostra individualità. Il fatto che lei abbia accettato per anni di stare alle condizioni che le venivano dettate da questo ragazzo sembra evidenziare un disturbo di dipendenza affettiva. Si rivolga ad uno psicoterapeuta per affrontare questa difficoltà e poter costruire, in futuro, un rapporto affettivo basato non sulla paura e sulla dipendenza, ma sul rispetto e sulla parità
Cordiali saluti
Anna Ambiveri
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Spero che tutto quello che ha letto la solleciti a prendere in considerazione una psicoterapia. Portata alle estreme conseguenze la sua condotta la porterebbe a tenere sempre meno in considerazione il rispetto di sé stessa.
È ancora giovane e può cambiare moltissime cose della sua vita.
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Dott.ssa Marta Calderaro
Psicoterapeuta, Neuropsichiatra infantile
Roma
Concordo con chi le ha consigliato una psicoterapia, così da comprendere quali sono i motivi per cui ha manifestato poco amore per se stessa ed evitare che succeda ancora. Alla sua età lo merita.
In bocca al lupo
Marta Calderaro
Dott.ssa Cristiana Fè d'Ostiani
Psicologo, Psicoterapeuta, Medico di medicina generale
Firenze
Gentile signorina,
mi sembra di poter comprendere quanto lei abbia investito su questo ragazzo da tutti i punti di vista, socialità, amicizie, lavoro dedicandogli la sua intera esistenza sino ad arrivare a permettergli di alzare le mani su di lei. Mi appare molto evidente quanto per lei non siano chiari i motivi per cui, nonostante tutti i suoi sforzi e concessioni, lui l'abbia lasciata. Questo la fa soffrire terribilmente e appare assai confusa riguardo l'accaduto. Lungo l'intera vicenda sembra che lei non solo si dimentichi di sè stessa ma mostra anche di essere unicamente concentrata sul suo ex ragazzo sui suoi bisogni e necessità cancellando totalmente sè stessa. Io credo che per ridefinire un poco i suoi contorni individuali e trovare contesualmente significato alla sua esperienza sarebbe opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la possa aiutare a riconnettersi con sè stessa.
Gentili saluti Dottoressa Fè d'Ostiani
Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Salve Credo di averle già risposto in un'altra sede. Rifletta sul senso che possa assumere per lei frequentare un partner di questo genere.
Dott. Daniel Michael Portolani
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Carissima, per forza si sente persa e sta malissimo: ha annullato completamente sé stessa per corrispondere totalmente un'Alterità incredibilmente definente, che evidentemente era ed è per Lei fonte di potente co-percezione, tanto che ad oggi la sua mancanza le toglie completamente il senso di sé e di stabilità personale. Colga questo momento di rottura come la più grande opportunità della Sua vita: intraprenda un percorso volto a comprendere i motivi per i quali ha permesso a un Altro, per quanto significativo, di definirla completamente. C'è il rischio concreto, altrimenti, che questa situazione si ripeta con il prossimo compagno. Per farlo dovrà però modificare radicalmente il focus della Sua domanda e intravedere in questa situazione una problematica da risolvere, anziché una rottura inspiegabile. In bocca al lupo, DMP
Dott.ssa Mariavittoria Zanchetta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bassano del Grappa
Buongiorno cara ragazza. Dal suo racconto colgo la sua sofferenza sia per la relazione vissuta con il suo partner che la fine di questa storia. Lei ha dovuto rinunciare a molte cose (gli amici, il lavoro...) e ha dovuto sopportare molti soprusi (lui la offendeva, alzava le mani): che è successo in lei da farle accettare tutto questo? Dalle sue parole sembra che ci siano grandi incomprensioni su questa relazioni e ancora più grandi manipolazioni da parte del suo ex compagno nei suoi confronti: quindi innanzitutto BRAVA perché è riuscita a chiedere un aiuto e un confronto (qui, su questa piattaforma). In secondo luogo, sarebbe importante che lei realizzasse che non è lei il problema per cui la vostra storia è finita (a differenza di quello che le ha detto il suo ragazzo), ma era la relazione stessa a essere il problema. Sarebbe importante che lei ascoltasse questa sua sofferenza e la indirizzasse a intraprendere un percorso di psicoterapia per comprendere le radici di questa storia, capire cos'è effettivamente andato storto in questi sei anni e far in modo che ciò non si ripeta nelle sue future relazioni.
Rimango a disposizione. Distinti saluti.
Dott.ssa Mariavittoria Zanchetta
Dott.ssa Loredana Aiello
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno, sembra che lei abbia a che fare con una persona molto insicura e complicata.
Le consiglio un percorso di psicoterapia, per comprendere i motivi che la spingono a volere una relazione con una persona che la umilia e la mortifica, togliendole libertà e serenità.
Cordiali saluti
Dott.ssa Loredana Aiello
Dott.ssa Gabriella Finizio
Psicoterapeuta, Psicologo
Pozzuoli
Carissima,
L'amore non fa male, se lo ripeta come un mantra. L'amore è una magia che aggiunge gioia e arricchisce la vita di una persona. Quello che Lei ha descritto, purtroppo, è un rapporto di dipendenza emotiva, dal quale Lei non riesce a separarsi. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicoterapeutico, nel Suo caso suggerirei un orientamento sistemico-relazionale, per guardare dentro se stessa e capire cosa La spinge ad aver bisogno di una relazione di questo tipo. Una psicoterapia La aiuterà anche a ri-scoprire la fiducia e l'amore per se stessa.
Un caro saluto,
GF
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova


“Per affrontare il suo problema, le consiglio di considerare la psicoterapia breve strategica. Se desidera ulteriori chiarimenti o informazioni, non esiti a contattarmi.
Cordiali saluti,
Dr. Michele Scala
Dott.ssa Sabrina Germi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Castegnero
Gentile paziente,
dal Suo racconto sembra essere incapace a dire no, questo porta inevitabilmente gli altri ad abituarsi ad essere sempre accontentati e a sentirsi in diritto di maltrattare il partner perché sanno già che tanto la prossima volta dirà comunque di sì.
Dal tuo racconto sembra che emerga un grande grido di rabbia e dolore, comune a molti dei miei pazienti: "Ho fatto tutto per lui e guarda il modo in cui mi ha ricompensato!".
Questo è un fenomeno altamente diffuso nella società odierna, chiamato PROSTITUZIONE RELAZIONALE, si tratta di un'espressione volutamente provocatoria, che esprime le conseguenze di un atteggiamento comunicativo eccessivamente accondiscendente.

La “prostituta relazionale” è quella persona che, per sentirsi apprezzata, per ottenere il consenso, l'approvazione e la riconoscenza degli altri antepone i bisogni altrui ai propri. La persona è eccessivamente disponibile e sempre attenta a quello che gli altri pensano, fanno, potrebbero pensare o fare perdendo di vista se stessa perché, continuamente, da importanza al giudizio degli altri più che al proprio.
Ovviamente, tutto ciò conduce ad instaurare relazioni tossiche perché costruite non sul piacere di stare insieme, ma sul bisogno strumentale altrui e sul bisogno affettivo suo, innescando una spirale che si autoalimenta.

A causa di questo comportamento, la persona si abitua a fare solo quello che vogliono gli altri, perdendo di vista la sua identità personale. In altre parole, può arrivare al punto di non sapere ciò che gli piace e quali sono i progetti di vita che desidera realizzare.

Come uscire da questo circolo vizioso?
LE SUGGERISCO un percorso psicologico, in questi casi, per rompere questa rigida modalità comunicativa, e imparare ad affermare i propri bisogni. Un semplice piccolo “no” al giorno, una piccola e controllata posizione comunicativa, ripetuti ogni giorno in situazioni diverse, è come una valanga che diventa una forza inarrestabile; fa sperimentare concretamente la sensazione di padroneggiare la propria vita, ma sopratutto crea una nuova credenza: gli altri mi accettano per quello che sono, anche quando metto al primo posto i miei bisogni.
A disposizione,
saluti

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