Salve a tutti. scrivo qui perché non so cosa mi succede in questo periodo ma mi sto perdendo . S

20 risposte
Salve a tutti.
scrivo qui perché non so cosa mi succede in questo periodo ma mi sto perdendo .
Seguo una asl per disturbi alimentari ma comunque da quando frequento l'asl per il trattamento della mia patologia non va bene.
Io ho sempre ritenuto che le asl non funzionino bene in generale perché possono solo offrire un supporto limitato come nel mio caso.
La terapia dura solo 15 minuti non dura di più , tra l'altro non ho nemmeno sviluppato un rapporto efficace con le mie terapeute perché mi sento non capita del tutto, insomma.. direi una situazione molto spiacevole per me.
Ora sta succedendo che nel momento in cui io dico alla mia famiglia che non mi sta bene seguire una terapia all'asl loro mi rispondono che io spezzo sempre i percorsi, che loro ( i miei genitori ) non possono pagarmi le terapie etc...
premetto che io mi definisco una ragazza immatura ( questo lo devo ammettere ) MA oltre ciò penso che abbia anche una grande capacità di ragionamento ed intelligenza emotiva per cui( nel momento in cui i miei genitori non condividano il fatto che io lasci il centro perchè loro non possono pagarmi le terapie) ritengo sia giusto e allo stesso tempo fondamentale che io sia INDIPENDENTE E CHE CERCHI UN LAVORO ANCHE PART- TIME . IL '' PROBLEMA'' è che :
1= non credo in me stessa , nel senso che penso che io non abbia mai l'opportunità di trovare e ottenere un lavoro P.S anche se voglio sottolineare che io conosco in modo perfetto 3 lingue straniere che sono inglese, francese e spagnolo e che ho trovato in passato dei lavori come receptionsit hotel, ho lavorato da zara ma non li ho mai portati a termine nonostante i miei si sono sempre messi a disposizione nell'accompagnarmi dato che io non guido ancora bene la macchina
2 = non ho autostima ovviamente NON credendo in me stessa . inizio una cosa poi la lascio poi la voglio riprendere etc..
io ho 24 anni e sono una studentessa di filosofia a Napoli ma comunque cari dottori io non frequento nemmeno il contesto sociale dell'università e non ho nemmeno amici e questa cosa mi mette tanta tristezza e demotivazione. Oggi purtroppo secondo me viviamo in una società in cui siamo circondati talmente tanto dai social che ci spingono ad allontanarci dal nostro centro esistenziale ed essenziale quest'ultimo anche per la crescita personale, perché secondo me nel momento in cui io mi confronto CONTINUAMENTE con l'altro perdo di vista io chi sono , le mie qualità , chi voglio essere ecc..
Faccio questo discorso perchè io mi confronto continuamente con gli altri e le altre ragazze della mia età facendo pensieri del tipo '' io non potrò mai arrivare a quel livello , io non potrò mai essere magra come lei .. insomma tutti pensieri disfunzionali ''...
ma il punto secondo me principale non è tanto il social quanto il mio ESSERE \IL MIO ESISTERE IN QUESTO MONDO.
Vedete cari dottori, io non so chi sono e non sapendo e riconoscendo io chi sono non so nemmeno chi voglio essere.....
Io penso ora che per quanto riguarda il mio futuro io debba stabilire degli obiettivi e creare degli obiettivi di vita che possano darmi forza e farmi stare bene .
io penso che l'obiettivo va suddiviso in piccoli step e gli step in step ancora più piccoli.
ad esempio :
obiettivo N 1 = dimagrire = cosa devo fare per dimagrire ? .. seguire una dieta, fare attività fisica anche passeggiata , bere acqua ecc.
obiettivo N 2 = università = cosa devo afre per laurearmi ? . .. in questo caso la laurea così come il dimagrimento sono obiettivi a lungo termine ovvero il risultato di un lavoro intenso e costante dei micro- obiettivi quotidiani
che ne pensate ? potete darmi anche voi una strategia ? ve ne sarei molto grata
Dott.ssa Elda Valente
Psicologo, Psicologo clinico
Torremaggiore
Salve, le pongo questa domanda: ha mai fatto qualcosa per se stessa, e sia stata apprezzata per ciò che ha fatto? Il semplice fatto di essere in terapia non significa che ne trae beneficio a prescindere. Credo che la strategia migliore dalla quale iniziare sia quella di credere in se stessa e iniziare a prendersi cura di sé in maniera autentica, così da trovare la strada e le strategie più adatte a lei. Credo che debba trovare il modo per ricevere l’aiuto di chi davvero vuole aiutarla, ed insieme trovare la strada adatta da percorrere. Cordialmente, dott.ssa Elda Valente

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Dott.ssa Letizia De Rita
Psicoterapeuta, Terapeuta, Psicologo
Roma
Buonasera, leggendoti, emerge con forza non solo il tuo disagio, ma anche la tua lucidità, la tua intelligenza emotiva e il desiderio autentico di cambiare. Questo è un punto di partenza molto importante, perché significa che dentro di te ci sono già risorse preziose da cui ripartire.

Hai fatto un’osservazione che condivido pienamente: gli obiettivi – anche quelli che ci sembrano lontani o faticosi – diventano più affrontabili se li spezzettiamo in piccoli passi concreti, quotidiani. Questo è un principio fondamentale anche nella terapia cognitivo-comportamentale, ed è molto significativo che tu lo abbia già intuito e iniziato ad applicare. Partire da piccoli cambiamenti, sostenibili, ci permette di non sentirci sopraffatti e di rinforzare pian piano la fiducia in noi stessi.

Allo stesso tempo, però, è importante ricordare che prima degli obiettivi, viene il tuo benessere. Senza un buon rapporto con te stessa, con il tuo corpo, con i tuoi pensieri, tutto rischia di diventare solo un altro “dovere” che alimenta la frustrazione. Ecco perché, prima ancora di pensare a dimagrire, lavorare, laurearsi, sarebbe utile che tu potessi costruire un senso di valore personale che prescinda da tutto questo. Ritrovare te stessa, capire chi sei ora, e non solo chi “dovresti” diventare.

In questo senso, lavorare sull’autostima e sull’identità personale potrebbe fare una grande differenza. Se senti che potremmo affrontare insieme questo percorso, io sono disponibile anche per incontri online, con tempi e modalità che possiamo definire in base alle tue esigenze.

Hai già fatto un primo passo importante scrivendo. Se lo vorrai, potrai continuare a camminare – un passo alla volta – verso una versione più autentica e serena di te stessa.

Un caro saluto,
Letizia De Rita
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,

se ritiene il supporto psicologico dell'ASL non alla altezza delle sue aspettative dovrebbe trovare un lavoro, anche part-time ed intraprendere un percorso psicoterapico nel privato. La motivazione al cambiamento è quello che può far la differenza. Pensi a tale possibilità e si chieda quanto vuole realmente migliorare la qualità della sua vita; infondo star bene è una scelta ed una assunzione di responsabilità.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Chiara Campagnano
Psicologo, Psicoterapeuta
Modena
Ciao, grazie per aver condiviso in modo così autentico quello che stai vivendo. È evidente che hai una forte capacità di introspezione e stai cercando con coraggio un senso e una direzione. Quello che descrivi — la difficoltà a portare avanti i percorsi, la poca fiducia in te stessa, il senso di solitudine — sono segnali che meritano uno spazio terapeutico stabile e accogliente. È comprensibile la tua frustrazione rispetto al servizio che stai ricevendo: quando il tempo è troppo breve o il legame con il terapeuta non si sviluppa, è difficile sentirsi davvero accompagnati. Proprio per questo, se non puoi al momento accedere a un percorso privato, potresti valutare se all’interno della stessa ASL ci siano alternative o altri professionisti con cui fare un colloquio conoscitivo. Intanto, l’idea di darti piccoli obiettivi quotidiani è molto valida: ti suggerisco di partire da cose semplici e realistiche, come ad esempio stabilire un orario fisso per alzarti, fare una breve passeggiata ogni giorno o contattare qualcuno che ti faccia sentire ascoltata. Piccoli passi costruiscono fiducia. Sei già su una strada importante: non fermarti nel cercare ciò che ti fa bene.
Un saluto
Dott.ssa Marika Fiori
Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Carissima sicuramente bisogna lavorare su obiettivi a breve, medio e lungo termine. Un consiglio è di non mollare il percorso con la asl perché li può trovare tutte le figure professionali di cui ha bisogno. Ne parli con i suoi referenti asl del bisogno di intensificare eventualmente i colloqui con le figure sanitarie
Dottsa Marika Fiori
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Cara ragazza,

grazie per aver condiviso in modo così sincero e articolato quello che stai vivendo. Le tue parole raccontano un vissuto complesso, fatto di consapevolezze importanti ma anche di grande fatica, solitudine e senso di smarrimento.

Hai già messo in luce un punto fondamentale: la consapevolezza di avere bisogno di obiettivi, e che questi vadano costruiti con pazienza, attraverso piccoli passi quotidiani. Questo è un pensiero molto lucido e maturo, che spesso arriva solo dopo un lungo lavoro su di sé.

Allo stesso tempo, è evidente quanto tu ti senta scoraggiata, incompresa e sfiduciata, sia nei confronti del contesto terapeutico che stai frequentando, sia nel rapporto con te stessa e con la tua famiglia. Purtroppo non tutte le terapie, soprattutto se troppo brevi o se non si instaura una buona alleanza terapeutica, riescono a fornire il supporto necessario. È legittimo sentirsi frustrati quando si percepisce che ciò che si sta ricevendo non è sufficiente rispetto ai propri bisogni.

Il tuo desiderio di diventare indipendente, cercare un lavoro, ritrovare fiducia in te stessa e dare un senso al tuo futuro, è sano e prezioso. Tuttavia, come tu stessa riconosci, questo desiderio si scontra con pensieri svalutanti, mancanza di autostima, paura di fallire e un confronto costante con gli altri che ti fa sentire "inadeguata".

Ti voglio dire con forza che questi pensieri non definiscono il tuo valore, ma sono il frutto del dolore che stai attraversando. Il fatto che tu riconosca questi meccanismi e che riesca ad analizzarli con tanta precisione è un segno della tua intelligenza emotiva, che hai menzionato con giusto orgoglio.

Proprio per questi motivi, è importante che tu possa affrontare questo percorso in un contesto terapeutico che ti faccia sentire davvero ascoltata, compresa e sostenuta. Quando si lotta con un disturbo del comportamento alimentare, con la costruzione dell’identità e dell’autonomia, con una sofferenza profonda, non basta voler stare meglio: serve una guida professionale che accompagni, passo dopo passo, senza giudizio.

Per questo sarebbe utile e consigliato approfondire la tua situazione rivolgendoti a uno specialista, che possa aiutarti a definire obiettivi concreti, lavorare sulla tua autostima, affrontare il senso di fallimento, le insicurezze e i conflitti familiari. Ogni persona merita uno spazio sicuro in cui ricostruire fiducia in sé stessa, e tu più che mai meriti questo spazio.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Gabriella Ciampi
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Roma
Gentile ragazza. A me sembra che lei abbia tante risorse e una buonissima capacità di riflessione e ragionamento. Credo anche che abbia centrato il punto focale e più profondo del suo disagio (andando oltre al discorso del confronto, della poca autostima ecc): l'ESSERE-ESISTERE IN QUESTO MONDO! Da brava filosofa non mi sorprende che lei ci sia già arrivata da sola :) A questo punto io le consiglierei di approfondire questo discorso seguendo un percorso non soltanto psicoterapeutico ma anche di crescita personale, sul filone della " ricerca di senso". Io seguo alcune persone via email facendo questo tipo di percorso a distanza. Se può esserle utile, ne approfitti considerando però che non è psicoterapia e non si sostituisce al lavoro psicologico che già sta facendo. Circa questo, approfitti il più possibile di ciò che la ASL le offre, anche esprimendo alle sue terapeute come si sente, ciò di cui ha bisogno e i suoi dubbi sul lavoro che fate insieme. Buon tutto.
Dr. Salvatore Garufi
Psicologo, Psicoterapeuta
Brescia
Quando una terapia pubblica dura soli 15 minuti, rischia di coprire il sintomo senza toccare i processi emotivi profondi. Mantenga pure l’ASL per il monitoraggio medico-nutrizionale, ma si conceda un setting più ampio dove lavorare su autostima, perfezionismo e paura di fallire.
Parta da un principio di ingegneria del cambiamento: obiettivi macro (laurea, recupero del peso-salute) si costruiscono su micro-azioni misurabili quotidiane. Esempio: «oggi leggo dieci pagine» è un traguardo monitorabile, mentre «devo recuperare tutti gli esami» genera ansia e paralisi. Annoti ogni micro-successo su un quaderno, senza giudicarsi se un giorno salta: la funzione del diario è testimoniare continuità, non punire le deviazioni.
Accanto ai compiti concreti, inserisca piccoli gesti di esposizione sociale graduale: scambiare due parole con un compagno di corso, partecipare a un seminario online, iscriversi a un gruppo di conversazione in lingua. Così allena la fiducia in contesti protetti, sfruttando le sue competenze linguistiche come punto di forza, non come prova da superare.

Per integrare l’intervento ASL e trasformare i suoi obiettivi in un piano di micro-passi monitorabili, prenoti una consulenza con me tramite MioDottore: elaboreremo un protocollo settimanale su misura e un sistema di autovalutazione che nutra – invece di erodere – la sua autostima.
Dott. Dimitri Abate
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Gent.ma,

grazie per aver condiviso con tanta profondità e coraggio il suo vissuto. Ha descritto con grande lucidità una sofferenza che molte persone provano ma faticano a esprimere.

È umano sentirsi smarriti, confrontarsi con gli altri e percepire una distanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere. Questa lotta interiore, pur dolorosa, testimonia il suo desiderio di cambiamento e crescita.

Da una prospettiva psicologica, il disagio che racconta può essere visto come una distanza tra i suoi valori (indipendenza, crescita personale, autenticità) e le azioni attuali, ostacolate da pensieri critici e insicurezze. L’obiettivo non è eliminare questi pensieri, ma imparare a conviverci mentre si compiono scelte coerenti con i propri valori.

Un piccolo passo potrebbe essere identificare ogni giorno un’azione, anche minima, che la avvicini alla persona che desidera diventare, accogliendo le difficoltà lungo il percorso.

Le consiglio vivamente di cercare uno psicoterapeuta con approccio ACT, che possa aiutarla a ritrovare flessibilità psicologica e motivazione.

Ha già dentro di sé molte risorse. Con il giusto supporto, può trasformare questo momento di crisi in una nuova direzione di vita.

Le auguro il meglio.
Cordiali saluti,
Dott. Abate
Dott.ssa Silvia Marfisi
Psicologo, Psicoterapeuta
Lanciano
Salve, tornerei alla prima questione che è quella della terapia, se vuole cambiare e passare ad un contesto privato ma i suoi genitori non sono disponibili a pagare una terapia, potrebbe: 1. verificare nella sua zona se ci sono centri convenzionati o associazioni che forniscono questo servizio gratuitamente, oppure (come lei aveva individuato già) 2. trovare un lavoro anche part-time o nel weekend per pagarsi la terapia. la costruzione della propria identità e dei propri obiettivi avviene passo dopo passo, non si può pensare di arrivare in cima alla montagna se non si intraprende il sentiero che è a valle per arrivarci. un caro saluto.
Salve, sono una psicoterapeuta ed ho letto la sua richiesta d'aiuto. Mi dispiace molto per le difficoltà che sta attraversando e per il fatto che non sente di ricevere comprensione da parte dei suoi familiari. Trovo lodevole il suo tentativo di individuare delle strategie di azione per raggiungere i suoi obiettivi di vita, suddividendoli ad esempio in piccoli step: sicuramente ciò la potrà aiutare. Devo ad ogni modo aggiungere che è molto importante che sia ben supportata sia dalle persone care, che sul piano psicologico. In attesa di potersi permettere una vera e propria terapia, suggerirei di proseguire i colloqui all'Asl e di portare le sue domande così come le ha poste qui, alle terapeute che la seguono. So che è molto penoso non sentirsi capiti, ma una terapia di 15 minuti (??) a volte è preferibile a nessuna terapia. Dica loro le sue perplessità, le cose che non le piacciono di questo percorso e soprattutto, di cosa avrebbe bisogno. Consiglierei anche di provare a parlare ai suoi genitori a cuore aperto, senza dare troppe spiegazioni razionali ma facendo loro sentire che sta male e che ha bisogno di un valido aiuto. Le faccio i miei migliori auguri e rimango a disposizione, qualora volesse proseguire questa conversazione in privato.
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Ciao e grazie per aver condiviso con tanta profondità e consapevolezza quello che stai vivendo. Le tue riflessioni sono molto lucide e dimostrano una grande capacità di ascoltarti e cercare un senso in tutto questo, anche se al momento ti senti persa.
Capisco quanto possa essere frustrante sentirsi poco supportata da un percorso terapeutico che non risponde pienamente ai tuoi bisogni, così come il senso di solitudine, il confronto continuo con gli altri e la difficoltà a credere in te stessa. Sono tutte esperienze molto comuni, ma non per questo meno dolorose.
Hai già fatto un passo importante: riconoscere che vorresti costruire degli obiettivi e suddividerli in piccoli passi. È proprio da lì che si può partire per lavorare insieme, con calma, verso una maggiore chiarezza, forza e stabilità.
Se senti il bisogno di un supporto più profondo e mirato, possiamo fissare un incontro: sarò felice di accoglierti e camminare con te in questo percorso. Puoi contattarmi direttamente per prendere un appuntamento. Resto a disposizione per qualsiasi informazione, sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno

Dott.ssa Agne Rumi
Psicologo, Psicologo clinico
Dalmine
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai vivendo. È utile considerare come il tuo disagio si intrecci con le dinamiche familiari e il contesto relazionale più ampio in cui sei inserita. Il fatto che tu senta il bisogno di indipendenza e allo stesso tempo percepisca ostacoli interni come la bassa autostima o la difficoltà a portare a termine ciò che inizi, racconta di un equilibrio ancora in costruzione tra il tuo sé adulto e quello più giovane che forse ha ancora bisogno di essere riconosciuto e sostenuto.

La tua riflessione sugli obiettivi è molto lucida: spezzare i grandi traguardi in piccoli passi concreti è una strategia efficace. Ma ciò che può davvero aiutare è non affrontare questo cammino da sola. Un contesto terapeutico in cui tu possa sentirti ascoltata e compresa in profondità potrebbe davvero essere un aiuto significativo.
Ti invito a esplorare se ci siano altre strutture pubbliche o associazioni che offrano un supporto psicologico più continuativo e a prezzi calmierati e intanto puoi cominciare con piccoli atti di cura quotidiana verso te stessa, anche solo una passeggiata, una lettura che ti nutre, o scrivere ciò che senti.

Saresti disposta a esplorare queste alternative con il supporto di qualcuno che ti aiuti a vedere meglio le risorse che già possiedi?
Dott. Gianluca Pignatelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con tanta profondità quello che sta attraversando.
È comprensibile che, di fronte a un percorso in cui non si sente capita o sostenuta come avrebbe bisogno, emergano frustrazione, sfiducia e la voglia di cercare qualcosa di diverso. Anche il pensiero di rendersi indipendente e iniziare a lavorare mostra quanto lei senta il bisogno di riprendere in mano la sua vita, nonostante le paure e i dubbi. È importante riconoscere anche questo: lei sta cercando attivamente delle soluzioni, si mette in discussione, prova a costruire un’alternativa, e questo è un segnale prezioso.
La motivazione che oggi sente, quella di lavorare per potersi garantire uno spazio terapeutico più adeguato, potrebbe rappresentare una leva nuova, diversa rispetto al passato. Una motivazione autonoma, che nasce da un bisogno personale e non da pressioni esterne, può aiutarla a trovare maggiore continuità e stabilità nel proprio percorso.
Il senso di confusione che descrive, quel “non sapere chi si è”, non è raro quando ci si sente bloccati o quando, come lei scrive, si vive in un confronto costante con gli altri. I social amplificano questa distanza da sé, spingendoci verso immagini ideali e irraggiungibili, mentre ciò di cui avremmo più bisogno è uno spazio neutrale, sicuro, dove poterci ascoltare in profondità.
Lei ha già iniziato a costruire una strategia, suddividendo gli obiettivi in piccoli passi. È un metodo utile, che funziona ancora meglio se sostenuto da un lavoro terapeutico che la aiuti a mantenere il contatto con ciò che sente davvero importante per sé.
Se sente che il percorso attuale non è quello giusto per lei, non significa che il problema sia “lei”, ma forse che non si è ancora trovato il contesto adatto per farla sentire davvero vista. Ed è legittimo desiderarlo.
Un saluto, Dott. Gianluca Pignatelli
Dott.ssa Roberta Ravolo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
grazie per aver condiviso con così tanta lucidità e profondità ciò che sta vivendo. Le sue parole mostrano una grande consapevolezza di sé e una forte capacità di riflessione, anche in mezzo alla fatica e alla confusione che sta attraversando.

Quello che descrive – la difficoltà a portare avanti i percorsi, la sensazione di non essere capita, il confronto costante con gli altri, la bassa autostima, la solitudine e la ricerca di un’identità più stabile – è qualcosa che merita spazio, ascolto e strumenti adeguati.

Alcuni piccoli spunti iniziali:
• Riconoscere il valore del suo pensiero strategico, come nel modo in cui ha suddiviso gli obiettivi. È un punto di forza importante.
• Non patologizzare la sua fatica: interrompere un lavoro o un percorso non significa fallimento, ma può indicare un bisogno non ascoltato.
• Uscire dal giudizio verso di sé, anche quando si sente “immatura”: ognuno ha un tempo diverso per strutturarsi. Quello che conta è iniziare a farlo, con rispetto per la propria storia.

Tutto questo, però, non può essere affrontato da sola o in spazi terapeutici troppo brevi o impersonali. Le suggerisco di valutare un percorso psicoterapeutico individuale, in cui potremo:
• lavorare sulla sua identità e sul valore personale,
• affrontare insieme le difficoltà legate ai disturbi alimentari in modo più profondo,
• creare strategie concrete e sostenibili per piccoli obiettivi quotidiani che la riportino a sentirsi presente nella propria vita.

Se lo desidera, possiamo fissare un primo incontro: sarà uno spazio tutto suo, dove cominciare a costruire – con calma, ma con determinazione – una direzione più chiara e autentica.

Un caro saluto
Dott.ssa Lorena Menoncello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, lei parla di continui percorsi interrotti.
Spesso si interrompe il proprio sforzo a metà, perchè abbiamo paura di vedere quale sia il risultato, una volta finito il processo.
Lasciando le cose in sospeso invece, possiamo fantasticare su un ipotetico risultato finale, se solo l'avessimo portato a termine...
Lavorare sull'accettazione del limite (dato che la perfezione non esiste) potrebbe essere un obiettivo importante. Accettare il limite favorirebbe forse il processo, fatto di piccoli passi, che conduce verso gli obiettivi, valorizzando però ogni micro-obiettivo come fosse una vittoria. Parli con le sue terapeute dei suoi bisogni, del suo disagio e della sua insoddisfazione. Anche quello sarà un obiettivo importante per definire chi è, cosa vuole, cosa vuol essere.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti
Cordiali saluti
Dott.ssa Lorena Menoncello
Dott.ssa Chiara Rogora
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Varese
buongiorno,
per rispetto della complessità della situazione da lei descritta, La invito a contattarmi in modo da parlarne direttamente.

cordialmente, Chiara Dottoressa Rogora
Dott.ssa Francesca Tedde
Psicologo, Psicologo clinico
Sassari
Grazie per aver condiviso così apertamente ciò che sta vivendo. Le sue parole arrivano forti e chiare, e raccontano un momento molto delicato, in cui si intrecciano confusione, desiderio di autonomia, fatica, solitudine, ma anche grande consapevolezza e capacità di riflessione. Sento quanto sia difficile per lei sentire di non essere capita né supportata come avrebbe bisogno, né nella relazione terapeutica né nel rapporto con la sua famiglia. E quanto questo la faccia sentire ancora più sola in un percorso che già richiede tanta forza interiore. Al tempo stesso, è evidente che lei possiede risorse importanti: una mente lucida, una profonda intelligenza emotiva, la capacità di porsi domande complesse e di cercare strade per migliorare la sua vita. È molto significativo che abbia pensato a strutturare i suoi obiettivi in step, perché questo è già un modo concreto per provare a uscire dal senso di smarrimento.
Quando scrive: “non so chi sono, e non sapendo chi sono non so nemmeno chi voglio essere”, sta toccando un punto esistenziale centrale, che richiede tempo, ascolto e uno spazio relazionale sicuro in cui poter essere esplorato. Le auguro di continuare a coltivare quello sguardo lucido e profondo che emerge dal suo messaggio, e di trovare uno spazio — dentro o fuori di sé — in cui sentirsi accolta, riconosciuta e libera di esistere per come è.
Dott. Simone Ciuffi
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Sambuceto
Buongiorno. Noto che ha una buona capacità introspettiva e sembra aver preso consapevolezza che occorre un cambiamento nella sua vita. Rispetto a quanto ha scritto nel finale potrebbe invertire gli obiettivi e le spiego perchè, oggi, da un punto dio vista bio- psico- culturale, per i ragazzi è sempre più difficile raggiungere la propria individuazione ossia costruire un' identità solida.
Inoltre viviamo in una società fluida e quindi in continuo cambiamento come se fosse acqua, perciò solo chi sa stare a galla si salva.
Detto questo, partirei dalla sua terapia e dal fatto che è consapevole di non portare a termine le cose che inizia. Allora che si può fare?
Si potrebbe iniziare con il trovare un lavoro, qualunque esso sia.
Si potrebbe scegliere il terapeuta con il quale instaurare una buona alleanza terapeutica (ossia una buona relazione terapeutica) perchè, una buona terapia dipende soprattutto da tale fattore.
Poi, una buona terapia che le permetterà di costruire un'identità più solida aumenterà la sua autostima e questo le permetterà di raggiungere gli altri obiettivi perchè quando ci avviciniamo alla risposta alla domanda: " chi sono?", vediamo le cose con altri occhi.
Le faccio io una domanda, lei ricorda i sogni che fa la notte?
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, le sue riflessioni sono molto valide e mostrano una grande consapevolezza. È comprensibile che la sua esperienza con le ASL non sia stata soddisfacente, soprattutto se la terapia è stata percepita come poco adeguata alle sue necessità. La frustrazione che prova per non riuscire a proseguire con i percorsi e per la difficoltà di trovare un lavoro è molto comune, ma è anche un segno del suo desiderio di cambiare.
La mancanza di autostima e la difficoltà nel trovare un equilibrio tra gli obiettivi di vita, l'università e la ricerca di un lavoro sono temi centrali. Il fatto che lei riconosca la necessità di porsi obiettivi più piccoli è un ottimo punto di partenza. Quando si hanno grandi obiettivi a lungo termine, come dimagrire o laurearsi, è essenziale suddividerli in passi più piccoli, più gestibili e concreti, proprio come ha fatto. Per quanto riguarda la strategiacpotrebbe, per esempio, fissare delle piccole attività quotidiane, come leggere un capitolo di un libro universitario o fare una passeggiata, che la aiutino a mantenere una certa stabilità. Inoltre, cercare supporto psicologico e psicoterapeutico per lavorare sulla sua autostima e sul suo rapporto con i social potrebbe essere un passo importante per ritrovare la sua identità e ridurre i pensieri negativi. Intraprendere un percorso che le permetta di riscoprire chi è, al di là dei confronti esterni, la aiuterà a sentirsi più in controllo della sua vita.
Non è facile, ma il fatto che stia cercando di mettersi in discussione e trovare una strategia è già un passo importante. Continui a dare valore a questi piccoli progressi.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

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