Ma se una persona è stanca di vivere, si trascura, non ha voglia di fare niente, le cose che inizia
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Ma se una persona è stanca di vivere, si trascura, non ha voglia di fare niente, le cose che inizia non le porta mai a termine, non ha autostima, non ha forza di volontà, determinazione, non ha voglia di stare male, di sforzarsi, di attraversare il dolore, di affrontare le proprie paure, non ha una vita sociale ecc.
Secondo voi, iniziare lo stesso una psicoterapia potrebbe aiutarla o si sprecano solo soldi e tempo?
Secondo voi, iniziare lo stesso una psicoterapia potrebbe aiutarla o si sprecano solo soldi e tempo?
Buonasera. Quando una persona si indirizza volontariamente a uno psicoterapeuta ha già iniziato la cura: il primo passo è spesso il più difficoltoso, ma anche il più importante. Rivolgersi a un terapeuta significa riconoscere un punto di sofferenza che si vuole mettere al lavoro; individuare un groviglio che si vuole sciogliere; dirsi che c'è qualcosa che non va, in breve.
Se vi sono queste premesse, una psicoterapia può incominciare e fornire un aiuto concreto. sm
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Buonasera.. Io credo che se voglia confermare quanto già vive anche una psicoterapia può risultare poco soddisfacente, d'altro canto se una parte di lei si chiede se ne vale la pena forse c'è un margine per cui vale la pena provare.
Buona scelta
Massimiliano
Buona scelta
Massimiliano
Buonasera,
ad un certo punto scrive "se non ha voglia di stare male". È proprio questo il concetto a cui aggrapparsi per darsi una possibilità per provare a stare meglio.
Ovviamente serve crederci, metterci impegno e determinazione. Non tutti riescono, è vero. Però vorrei che riflettesse profondamente su un punto: il vero spreco di tempo è tentare un'evoluzione/miglioramento di sè, per quanto ciò possa essere complesso e non assicurato, o lasciarsi andare ad una vita che non ci gratifica in nessun modo?
Le faccio i miei migliori auguri.
ad un certo punto scrive "se non ha voglia di stare male". È proprio questo il concetto a cui aggrapparsi per darsi una possibilità per provare a stare meglio.
Ovviamente serve crederci, metterci impegno e determinazione. Non tutti riescono, è vero. Però vorrei che riflettesse profondamente su un punto: il vero spreco di tempo è tentare un'evoluzione/miglioramento di sè, per quanto ciò possa essere complesso e non assicurato, o lasciarsi andare ad una vita che non ci gratifica in nessun modo?
Le faccio i miei migliori auguri.
Porsi la domanda di iniziare o meno un percorso di psicoterapia è già un buon inizio! Sei consapevole di come ti stai sentendo.
Ora si tratta di porsi la domanda giusta..ciò che sto vivendo è davvero quello che voglio nel profondo del mio cuore?
Ora si tratta di porsi la domanda giusta..ciò che sto vivendo è davvero quello che voglio nel profondo del mio cuore?
Se c'è anche un minimo desiderio di uscire dal dolore e dalla sofferenza tentare la strada della psicoterapia non è mai una perdita di tempo e denaro. Anzi il tempo e il denaro sono le risorse reali e simboliche che si mettono in campo per darsi la possibilità di stare meglio. Cari saluti
Salve, proprio per tutte le motivazioni appena elencate sarebbe opportuno iniziare un percorso psicoterapeutico in cui dare valore a quello che sente!
Dott.ssa Francesca Tardio
Dott.ssa Francesca Tardio
Buonasera. Se la richiesta di andare da uno psicologo arriva direttamente dalla persona interessata sono convinta si possano fare moltissime cose. Diverso è se per qualche motivo è una persona terza che "forza" il soggetto in questione ad andarci.
Cordialmente
FT
Cordialmente
FT
Buonasera, in questi casi è indicata una psicoterapia magari accompagnata da un sostegno farmacologico. Non si può sapere a priori se funzionerà o meno, ma la motivazione a sforzarsi che manca all'inizio può anche arrivare durante il percorso o solo facendo un primo colloquio con il professionsta. Non demorda e accompagni il suo caro senza giudicarlo.
Buona sera, dalla sua domanda trapelano dei sintomi depressivi quindi sia un aiuto psicoterapeutico che farmacologico la potrebbero aiutare molto. Inoltre non è mai una perdita di tempo prendersi cura di noi volersi bene e fare del tutto per cercare di stare meglio, ci provi e vedrà che pia piano le cose potrebbero cambiare, cordiali saluti, dott. Eugenia Cardilli.
Buonasera! Le caratteristiche che ha elencato sono comuni a moltissimi pazienti. A seconda della "gravità"ci vuole più o meno tempo. Di certo all'interno di una buona relazione terapeutica si trovano risorse e si migliora. Non credo che investire nella propria salute siano tempo e denaro sprecato. In alternativa il vivere in questo modo è un non vivere bene.
La cosa più importante è scegliere un professionista con il quale sentirsi a proprio agio. Spero di esserle stata utile.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
La cosa più importante è scegliere un professionista con il quale sentirsi a proprio agio. Spero di esserle stata utile.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, il problema di base è: la persona vuole farsi aiutare ad uscire da questo stato ? Per il resto, è comprensibile che un percorso psicoterapeutico strutturato ed eventualmente anche un supporto farmacologico sono la via per affrontare i problemi che lei descrive. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Buongiorno, la scienza ha dimostrato che il cervello con la sua grande capacità di auto-plasmarsi (sto parlando della neuroplasticità) ha dimostrato che si può cambiare fino a 100 anni ed oltre. Una buona psicoterapia accelera questo processo. Vale la pena fare un tentativo. Anche un solo colloquio psicoterapico, talvolta, può essere di grande aiuto. Perde troppo a fare un unico piccolo tentativo? In bocca al lupo! Dr. Nunzio Nasti.
Gentile utente di mio dottore,
non è mai inutile combattere per la propria esistenza, c'è sempre un buon motivo per cui vale la pena continuare ad esserci. Aggiungo inoltre che la psicoterapia in questo può aiutare e molto, fornisce i giusti strumenti per poter nel tempo fronteggiare le avversità della vita. Le auguro vivamente di intraprendere quanto prima un percorso psicoterapico, vedrà che dopo ogni passo in avanti che avrà fatto si renderà conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermo.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
non è mai inutile combattere per la propria esistenza, c'è sempre un buon motivo per cui vale la pena continuare ad esserci. Aggiungo inoltre che la psicoterapia in questo può aiutare e molto, fornisce i giusti strumenti per poter nel tempo fronteggiare le avversità della vita. Le auguro vivamente di intraprendere quanto prima un percorso psicoterapico, vedrà che dopo ogni passo in avanti che avrà fatto si renderà conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermo.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile Signora/e o come preferisce definirsi "persona", la risposta alla sua domanda è molto semplice. Si è una buona possibilità, in merito ai risultati si può solo affermare che solitamente sono utili e raggiungibili ma questo si può stabilire solo alla fine di un lavoro e dipende da molte variabili. Un cordiale saluto
Cara Signora, credo che debba pensare a contattare un terapeuta, non ha nulla da perdere. Inizi a considerare l'idea che sicuramente è una cosa diversa rispetto al passato e quindi forse più utile rispetto al non darsi la possibilità di stare bene....
Dott.ssa Maria Lucia Dimaglie
Dott.ssa Maria Lucia Dimaglie
Gentile utente,
Si in questi casi è fondamentale contattare uno psicoterapeuta e iniziare con lui un percorso, grazie al quale si può iniziare a prendersi cura di sé e possono essere affrontate tutte le diverse emozioni percepite in questo delicato periodo di vita.
Cari saluti
Si in questi casi è fondamentale contattare uno psicoterapeuta e iniziare con lui un percorso, grazie al quale si può iniziare a prendersi cura di sé e possono essere affrontate tutte le diverse emozioni percepite in questo delicato periodo di vita.
Cari saluti
Buongiorno, se si sta ponendo la domanda immagino che ci sia una parte di lei che spera qualcosa si riesca a fare, che spera che la psicoterapia possa aiutarla. Questo è già un primo passo per risponderle che non sprecherebbe soldi e tempo: la speranza di stare meglio, la volontà di "non stare male", come lei stessa scrive, sono i presupposti iniziali per chiedere aiuto e intraprendere un percorso che porterà a risultati soddisfacenti. Saluti
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
La psicoterapia, nel caso che lei illustra, è l'unica vera possibilità di uscire bene da una situane così penosa. Io le indicherei di scegliere una tipologia di psicoterapia che operi per una consapevolizzazione delle vere cause di così tanto malessere. Diffidi di chi propone scorciatoie che promettono miracoli ma che poi si rivelano perdite assolute di tempo e denaro.
Comprendo profondamente la natura di questo quesito, che porta con sé il peso di una stanchezza che non è solo fisica, ma esistenziale. Quando una persona si sente svuotata di ogni forza di volontà e non riesce a intravedere un senso nel "fare fatica", l'idea stessa di iniziare un percorso terapeutico può apparire come l'ennesimo compito gravoso da portare a termine, l'ennesima spesa di energie e denaro che si teme possa risolversi in un fallimento.
Nella prospettiva della psicologia del profondo, lo stato di trascuratezza e l'assenza di desideri che Lei descrive non sono segni di pigrizia o mancanza di carattere, ma sono il linguaggio con cui l'identità comunica un blocco profondo. Spesso, quando la vita sociale scompare e ci si sente "stanchi di vivere", è perché si è esaurita la capacità di mediare tra le proprie necessità interne e le richieste di un mondo esterno sentito come estraneo o schiacciante. In questi casi, la psicoterapia non dovrebbe essere vista come una palestra dove andare a "sforzarsi" o a "dimostrare forza di volontà", ma come un luogo di sosta e di accoglienza per questa stessa stanchezza.
Iniziare una terapia in queste condizioni non è affatto uno spreco, a patto che il percorso non sia finalizzato a una "prestazione" (come guarire in fretta o diventare produttivi), ma alla ricostruzione di un legame sicuro. Il terapeuta, in questo caso, agisce come qualcuno che tiene accesa la luce quando il paziente non ha più la forza di farlo, rispettando i tempi del silenzio e dell'immobilità. È proprio quando non si ha più nulla da offrire che il lavoro clinico diventa fondamentale: per riscoprire, sotto lo strato della depressione, quali sono le matrici vitali e i desideri che sono stati soffocati.
Non è necessario avere "determinazione" per iniziare; basta anche solo un piccolissimo spiraglio di curiosità verso questo proprio dolore, o il desiderio di non essere più soli in questo vuoto. La psicoterapia può essere lo spazio in cui questa stanchezza viene finalmente riconosciuta come un grido d'aiuto legittimo, permettendo alla persona di ricominciare, con estrema lentezza, a sentire di avere diritto a un posto nel mondo.
Le porgo i miei più sentiti saluti, con l'augurio che possa trovare un luogo in cui la Sua stanchezza possa essere finalmente ascoltata.
In questo momento di così forte demotivazione, sente che la paura più grande sia quella di non farcela o quella di scoprire che, anche provandoci, nulla possa cambiare?
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Nella prospettiva della psicologia del profondo, lo stato di trascuratezza e l'assenza di desideri che Lei descrive non sono segni di pigrizia o mancanza di carattere, ma sono il linguaggio con cui l'identità comunica un blocco profondo. Spesso, quando la vita sociale scompare e ci si sente "stanchi di vivere", è perché si è esaurita la capacità di mediare tra le proprie necessità interne e le richieste di un mondo esterno sentito come estraneo o schiacciante. In questi casi, la psicoterapia non dovrebbe essere vista come una palestra dove andare a "sforzarsi" o a "dimostrare forza di volontà", ma come un luogo di sosta e di accoglienza per questa stessa stanchezza.
Iniziare una terapia in queste condizioni non è affatto uno spreco, a patto che il percorso non sia finalizzato a una "prestazione" (come guarire in fretta o diventare produttivi), ma alla ricostruzione di un legame sicuro. Il terapeuta, in questo caso, agisce come qualcuno che tiene accesa la luce quando il paziente non ha più la forza di farlo, rispettando i tempi del silenzio e dell'immobilità. È proprio quando non si ha più nulla da offrire che il lavoro clinico diventa fondamentale: per riscoprire, sotto lo strato della depressione, quali sono le matrici vitali e i desideri che sono stati soffocati.
Non è necessario avere "determinazione" per iniziare; basta anche solo un piccolissimo spiraglio di curiosità verso questo proprio dolore, o il desiderio di non essere più soli in questo vuoto. La psicoterapia può essere lo spazio in cui questa stanchezza viene finalmente riconosciuta come un grido d'aiuto legittimo, permettendo alla persona di ricominciare, con estrema lentezza, a sentire di avere diritto a un posto nel mondo.
Le porgo i miei più sentiti saluti, con l'augurio che possa trovare un luogo in cui la Sua stanchezza possa essere finalmente ascoltata.
In questo momento di così forte demotivazione, sente che la paura più grande sia quella di non farcela o quella di scoprire che, anche provandoci, nulla possa cambiare?
Dott.ssa Giovanna Costanzo
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