Io ho una disbiosi intestinale fermentativa scoperta un anno fa perché stavo malissimo, ho iniziato

Io ho una disbiosi intestinale fermentativa scoperta un anno fa perché stavo malissimo, ho iniziato una dieta con una nutrizionista dove mi ha tolto tutti i carboidrati, l'unica cosa che mangio è il riso e le gallette di riso, tolti tutti i zuccheri, frutta solo alcuni tipi così come le verdure, però ultimamente mi sento di nuovo gonfia, con acidità di stomaco, bruciore. Vorrei riprendere dei pro e prebiotici che mi aiuti a tornare senza gonfiore e respiro. Oltre che ho ripreso un kg di peso. Grazie

7 risposte


Buongiorno, capisco il suo disagio. Se, nonostante un anno di dieta, i sintomi sono ricomparsi, è opportuno rivalutare il quadro clinico insieme al gastroenterologo e alla nutrizionista, piuttosto che introdurre autonomamente probiotici o prebiotici. Una dieta molto restrittiva, soprattutto se protratta nel tempo, non sempre rappresenta la soluzione definitiva e, in alcuni casi, può essere necessario verificare la presenza di condizioni associate, come Small intestinal bacterial overgrowth, alterazioni della motilità intestinale o Sindrome dell'intestino irritabile. Anche i probiotici e i prebiotici non sono tutti uguali: alcuni ceppi possono essere utili, mentre altri possono aumentare gonfiore e fermentazione se non scelti in base alla situazione specifica. Per questo motivo è preferibile non assumerli senza una valutazione mirata. Infine, l'aumento di 1 kg non è necessariamente indice di peggioramento della disbiosi: può dipendere anche da normali variazioni di liquidi o del contenuto intestinale. Distinti saluti, Dr Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

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nutrizionista

Terrassa Padovana

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Ciao! Mi dispiace che tu stia tornando ad avere questi fastidi. Gonfiore, acidità e bruciore non vanno attribuiti automaticamente alla “disbiosi”, soprattutto dopo un periodo così lungo di alimentazione molto restrittiva. Probiotici e prebiotici non sono tutti uguali e, in alcune persone particolarmente sensibili alla fermentazione, prodotti scelti senza una valutazione mirata possono anche aumentare gonfiore e gas. Per questo eviterei di consigliarti un integratore specifico o di riprenderlo autonomamente. Il fatto che siano comparsi anche acidità e bruciore merita prima un confronto con il medico curante o un gastroenterologo, per valutare eventuale reflusso/gastrite e capire se siano utili approfondimenti. Nel frattempo sarebbe importante rivalutare l’alimentazione in modo graduale: una dieta mantenuta a lungo con pochissimi carboidrati, poca varietà di frutta e verdura e molti alimenti “sicuri” può diventare limitante e non sempre aiuta l’intestino nel lungo periodo. Un chilo in più, da solo, non è necessariamente aumento di grasso: può dipendere anche da gonfiore, ritenzione, ciclo, alvo o variazioni dell’alimentazione. L’obiettivo non dovrebbe essere togliere ancora alimenti, ma capire cosa sta riattivando i sintomi e reintrodurre progressivamente gli alimenti più tollerati, con quantità e frequenze personalizzate. Ti consiglierei quindi una valutazione completa, così da ricostruire sintomi, alvo, orari dei pasti, eventuali trigger del reflusso e alimenti attualmente esclusi, prima di impostare integrazione e percorso alimentare.


Buongiorno, Quando ricompaiono sintomi come gonfiore, acidità, bruciore di stomaco e alterazioni dell'alvo, è importante non attribuire tutto automaticamente alla disbiosi. La disbiosi può certamente contribuire ai disturbi, ma spesso rappresenta una conseguenza di altri fattori, come alimentazione, stress, alterazioni della motilità intestinale o eventuali patologie gastrointestinali che meritano un approfondimento. Per quanto riguarda probiotici e prebiotici, non esiste un prodotto valido per tutti. La loro efficacia dipende dal tipo di sintomi, dai ceppi utilizzati e dalla situazione clinica individuale. Inoltre, i prebiotici, se introdotti nel momento sbagliato o in quantità eccessive, possono addirittura aumentare il gonfiore nelle persone più sensibili. Anche una dieta molto restrittiva, protratta per lungo tempo, può influenzare negativamente il microbiota intestinale e rendere necessario un percorso di graduale reintroduzione degli alimenti, quando possibile, piuttosto che continuare con eliminazioni sempre più estese. L'aumento di un chilogrammo, invece, non è necessariamente indicativo di un aumento di massa grassa: potrebbe essere legato a ritenzione di liquidi, contenuto intestinale o variazioni fisiologiche del peso corporeo. Per questo motivo, prima di modificare nuovamente l'alimentazione o assumere integratori, sarebbe opportuno rivalutare il quadro clinico insieme al professionista che la segue o effettuare una nuova valutazione nutrizionale, eventualmente in collaborazione con il gastroenterologo se i sintomi persistono. Una consulenza nutrizionale permette di capire se sia necessario intervenire sulla composizione della dieta, individuare eventuali alimenti realmente problematici e scegliere, solo se indicato, il probiotico più adatto alla sua situazione, evitando trattamenti "standard" che potrebbero non essere efficaci. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


Il tuo disturbo è frequente tra i 20 e 40 anni, non so quanti anni hai, se sei compresa/o in questa età hai un disturbo di intestino irritabile, che va affrontato in modo olistico. cioè oltre alla alimentazione devi implementare la attività fisica e ridurre le cause di stress. C'è anche una predisposizione genetica e una percezione del dolore viscerale che è esagerata. Non voglio terrorizzarti, anzi, occorre un approccio costante e seguire stili di vita positivi, anche le relazioni interpersonali difficoltose possono peggiorare i sintomi. Cerca di seguire questi consigli, fatti seguire da un gastroenterologo, da un/a nutrizionista, anche per introdurre nuovi cibi gradualmente e abbi fiducia. Se sei più grande...potrebbe essere una disbiosi, oltre alla dieta che va personalizzata, io spesso consiglio Akkermansia Muciniphila, un probiotico (un po' costoso) di nuova introduzione (non è sconosciuto, ma non si riusciva ad ottenerlo biologicamente attivo) che almeno 3 volte, nella mia esperienza, ha aiutato a migliorare i sintomi. Buona fortuna.


Buongiorno, se i sintomi sono ricomparsi, in aggiunta all'acidità e al bruciore di stomaco, le consiglio di parlare con il suo medico o con lo specialista che l'ha seguita, dato che conoscono il suo percorso ed eventuali integrazioni che ha già fatto. Le sconsiglio di prendere un integratore "fai da te" in modo da evitare eventuali peggioramenti. Inoltre, per la funzionalità intestinale, è fondamentale l'alimentazione, di conseguenza, anche da questo punto di vista, andrebbe rivisto il piano in modo da riuscire ad ottenere una varietà alimentare adeguata che permetta di ripristinare l'equilibrio intestinale!

Dott.ssa Federica Casella

Dott.ssa Federica Casella

nutrizionista

Sesto Fiorentino

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Gentile paziente, nella disbiosi fermentativa ( i batteri fermentano eccessivamente), non sono tutti i carboidrati che devono essere tolti, è un grave errore la loro eliminazione! Si devono evitare carboidrati a corta catena altamente fermentabili Dieta Low FODMAP, e integrare dei buoni probiotici per il ripristino della flora batterica intestinale. Gli alimenti da evitare o limitare sono i seguenti: zuccheri semplici ( comprese le gomme da masticare), lattosio( latticini e formaggi), Cereali contenenti glutine e derivati, alcuni tipi di frutta come: mele, pesche, pere, albicocche, prugne, fichi, datteri, anguria.; legumi, alcune verdure come aglio, cipolla, cavolfiori, broccolo, carciofi, asparagi, e funghi; alimenti processati; alcolici, e bibite gassate. Sicuramente, un bravo nutrizionista è in grado di impostare un adeguato piano alimentare.


Salve, mi dispiace molto della situazione che sta vivendo e capisco quanto sia invalidante. In questo caso l'approccio più corretto non è prendere un probiotico/prebiotico, ma seguire un percorso nutrizionale corretto e basato su dati scientifici (in cui gli alimenti non vengono eliminati in modo casuale) in modo da resettare il suo intestino, e ricostruirne la tolleranza alimentare, riportandola a vivere una vita serena con il cibo e con il suo intestino. I probiotici possono farne parte, ma c'è bisogno di seguirla per capire quali sono adatti a lei e soprattutto raramente si inseriscono subito, è importante prima vedere la risposta all'alimentazione e solo questo può indicare al professionista l'integrazione migliore per lei. Se fosse interessata sono a disposizione. Cordiali saluti, Dott.ssa Francesca Scantamburlo, specializzata in disturbi gastrointestinali

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.