Ho la fibrillazione atriale da quasi 5 anni, con recidive che attualmente sono sempre più insistenti

13 risposte
Ho la fibrillazione atriale da quasi 5 anni, con recidive che attualmente sono sempre più insistenti e sopratutto quando pranzo o durante la cena. Soprattutto quando bevo, che sia acqua o vino è indifferente. Prendo come terapia almarytm, atenololo e lo xarelto. .a cosa è dovuto e come mi devo comportare? Cmq mi è stata diagnosticata :fibrillazione atriale parossistica. Grazie
Dr. Massimo Ricci
Medico di medicina generale, Cardiologo, Angiologo
Fonte Nuova
Probabilmente la fibrillazione, da episodi singoli, si cronicizzerà, diventando permanente. Sarà opportuno ottimizzare la terapia che assume.

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Dr. Roberto Bini
Cardiologo
Cesenatico
E' possibile che dopo diversi anni la terapia che sta assumendo per la prevenzione della fibrillazione non sia più efficace. Possono essere valutate diverse soluzioni: si puo' tentare un cambio della terapia antiaritmica utilizzando un farmaco diverso dall' almarytm, si puo' decidere di cronicizzare l' aritmia limitandosi al controllo della frequenza cardiaca, si puo' valutare un tentativo di ablazione transcatetere della fibrillazione.
La scelta fra queste opzioni dipende da moltissimi fattori fra cui la sua età, la presenza/assenza di cardiopatia strutturale sottostante, i dati ecocardiografici e non ultimo le Sue preferenze. Ritengo che il suo cardiologo di fiducia, che conosce completamente la sua storia, potrà consigliarla e discutere con lei i pro ed i contro delle varie opzioni.
Dr. Antonio Casciello
Cardiologo, Angiologo
Salerno
La terapia in corso mi sembra corretta anche se bisogna verificare il dosaggio dell'almarytm. In caso di mancata risposta ed in base alla presenza o meno di patologie cardiache e della sua età potrebbe essere utile una ablazione trancatetere.
I fatti dimostrano, che la terapia antiaritmica, non funzione, per cui, prima di pensare ad un'altra terpia, si dovrebbe sottoporre alla studio elettrofisiologico cardiaco, rivolgendosi ad un Centro specialistico.

Auguri
Dr. Antonio Santoro
Cardiologo, Anestesista, Medico competente
Roma
lei deve eseguire un holter cardiaco,poi si decidera' se dopo un accurata ecografia,puo' esserci un lieve ingrandimento delle camere cardiache che insieme ad una iniziale sclerosi aortica potrebbe essere responsabili dei parossismi che lei descrive.spesso se il p. non e' giovane io consiglio minime terapia con flecainide e tutto si risolve.lei non deve assumere terapia se ha solo parossismi.
Dott. Alfredo Stefanelli
Cardiologo, Internista
San Sebastiano al Vesuvio
Buonasera. Generalmente in Medicina e' sempre meglio ricercare la causa di una patologia. Nel suo caso i parossismi possono derivare anche da cause extracardiache. La correlazione con i pasti lascia pensare ad una causa gastrica o anche colecistica ( gastrite iperacida , reflusso gastrico e/o biliare , etc ) che puo' scatenare questi parossismi. Le consiglio quindi un approfondimento da un gastroenterologo per una corretta dieta ed un'integrazione farmacologica
Dr. Maurizio Baldissara
Cardiologo, Geriatra, Ecografista
Napoli
Potrebbe essere utile tentativo di ablazione anche se dopo tante recidive il successo non sia certo
Carissimo paziente, una volta escludere le cause secondarie che possono essere fattori "trigger" cioè innescanti, è opportuno valutare l'ablazione transcatetere, soprattutto se i parossismi di fibrillazione si presentano nonostante terapia medica regolarmente assunta.
Dr. Carmine Mancusi
Cardiologo
San Valentino Torio
Buonasera. Nel suo caso, fibrillazione atriale parossistica refrattaria alla terapia farmacologica, è indicata l'ablazione transcatetere. L'isolamento delle vene polmonari è molto efficace in caso di aritmia parossistica, diventa meno efficace in caso di aritmia cronica. Oggi le tecniche consentono lesioni efficaci e durature. Consiglio un consulto con un elettrofisiologo esperto in ablazione della fibrillazione atriale che le potrà dare tutte le spiegazioni necessarie.
Da indicazioni recenti linee guida europee, nel caso di Fibrillazione parossistica sarebbe indicatata l'ablazione.procedura molto efficace nel suo caso e con bassissimo rischio di insuccesso e complicanze
Dott. Renato Cosimo
Cardiologo, Ecografista
Napoli
Buonasera,
le consiglio di effettuare una visita cardiologica al fine di capire se lei sia candidabile ad una procedura di ablazione della fibrillazione atriale.
Cordiali Saluti
La fibrillazione atriale parossistica che lei descrive, con recidive sempre più frequenti soprattutto in corrispondenza dei pasti o dopo l’assunzione di liquidi, può essere legata a una stimolazione vagale o a variazioni emodinamiche che si verificano durante la digestione. È noto che in alcuni pazienti questi fattori possono favorire l’insorgenza degli episodi aritmici. La terapia farmacologica che sta assumendo, composta da Almarytm, Atenololo e Xarelto, è appropriata per controllare la frequenza cardiaca, prevenire le aritmie e ridurre il rischio tromboembolico, ma nel suo caso sembra non essere sufficiente a evitare le recidive.
Considerando che le sue fibrillazioni atriali sono sempre più insistenti e fastidiose, una valida opzione terapeutica da valutare è l’ablazione transcatetere. Questa procedura consiste nell’isolare elettricamente le vene polmonari, spesso responsabili dell’innesco degli episodi di fibrillazione atriale, mediante l’utilizzo diversi tipi di energie. Nel nostro centro utilizziamo un nuovo tipo di energia che è l'elettroporazione, che garantisce un profilo di sicurezza migliore rispetto alle altre metodiche. L’ablazione rappresenta oggi un trattamento consolidato e molto efficace per la fibrillazione atriale parossistica, soprattutto in pazienti come lei che presentano recidive frequenti non completamente controllate dai farmaci. L’obiettivo è ridurre o eliminare gli episodi aritmici, migliorare la qualità della vita e, in molti casi, permettere una riduzione della terapia farmacologica.
Le consiglio quindi di sottoporsi a una valutazione cardiologica approfondita per confermare l’indicazione all’ablazione e programmare l’intervento in modo sicuro ed efficace. Nel frattempo è importante continuare la terapia anticoagulante e i farmaci prescritti, evitando eventuali fattori scatenanti noti e monitorando attentamente la comparsa dei sintomi. L’ablazione potrebbe rappresentare per lei una svolta importante nella gestione della fibrillazione atriale e le consentirebbe di vivere con maggiore serenità e meno limitazioni. Rimango a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o per organizzare insieme il percorso terapeutico più adatto.
Provo a risponderle nel modo più chiaro seppure il tema sia molto ampio.
Al momento lei sta assumendo una terapia per il controllo del ritmo con l'almarytm che però da quanto racconta risulta essere inefficace per via delle recidive di fibrillazione. Questo già di per sè potrebbe dipendere dal farmaco che potrebbe essere non efficace nel suo caso specifico e potrebbe essere necessario cambiare terapia ad esempio con amiodarone (ma questo previo esame ecocolordoppler cardiaco e valutazione di specifici esami ematochimici da parte dello specialista).
Se infine la terapia risultasse invece adeguata al suo caso specifico ma gli episodi di fibrillazione rimarrebbero recidivanti, allora si potrebbe valutare di procedere con la procedura di ablazione (che anche qui non porterebbe a garanzia della risoluzione del problema al 100%)

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