Gentili dottori, Mi rivolgo a voi per condividere le mie attuali condizioni di salute e cercare u

24 risposte
Gentili dottori,

Mi rivolgo a voi per condividere le mie attuali condizioni di salute e cercare un chiarimento su alcuni sintomi che mi preoccupano.

Ho 29 anni e da alcuni anni soffro di ansia e lievi attacchi di panico. Tra luglio e agosto 2022 ho eseguito vari controlli medici, tra cui analisi del sangue, ECG e eco doppler alla tiroide, per escludere eventuali problemi fisici: i risultati di tali esami non hanno evidenziato alcun problema significativo, se non alcuni valori leggermente alterati, probabilmente a causa di una dieta poco salutare che ho successivamente corretto.

Recentemente, ho notato un peggioramento dei miei sintomi. Lavoro totalmente da casa, trascorrendo lunghe ore davanti al PC o al telefono, e da qualche mese ho iniziato ad avvertire difficoltà nell'uscire di casa e nel frequentare i negozi. Anche se non ho problemi in senso stretto ad interagire con le persone, mi sembra che i cambi di ambiente mi causino disagio. Inoltre, mi sono reso conto che a volte mi infastidiscono le luci, e durante i pasti in compagnia, anche a casa mia con gli amici, provo un certo disagio che mi impedisce di godermi il cibo. Mangio in fretta, sperando che il pasto finisca presto, e questo comportamento mi preoccupa. Per questo motivo, ho anche smesso da un po' di frequentare locali quali ristoranti o pub.

Ieri sera c'è stato un episodio che ritengo importante per comprendere me stesso e questi sintomi: ero a cena a casa mia con degli amici, ci siamo seduti comodi a vedere Sanremo ma ad un certo punto, dopo aver cenato, ho sentito dapprima un forte calore (avevamo acceso i termosifoni ad una temperatura normale) e successivamente, mentre eravamo su Instagram insieme ad un amico, ho avuto un forte giramento di testa e una grande sensazione di disagio. Ho sentito l'impulso di correre in camera a sdraiarmi, cosa che ho fatto con loro presenti (sono stati molto supportivi). Abbiamo scongiurato, credo, l'ipotesi che potesse trattarsi di un calo di pressione perché ho provato a rialzarmi dopo poco con assoluto successo e senza provare vertigini o giramenti di testa ulteriori, ma rimanendo comunque un po' "confuso" successivamente per un'ora circa.

Questo episodio mi fa pensare: potrebbero essere gli occhiali cambiati a Dicembre? O comunque qualcosa di inerente alla vista? Non è mio ruolo fare diagnosi ma il collegamento fra il fastidio dato da alcuni tipi di luce e i cambi di ambiente "repentini" è un collegamento che ho spesso fatto. Ho sottolineato il fatto che questo episodio sia successo mentre ero su Instagram perché ho immediatamente pensato che magari possa avermi dato fastidio il repentino passaggio cellulare-tv.

Vorrei chiedervi se questi sintomi possono essere correlati all'ansia e agli attacchi di panico di cui soffro, oppure se potrebbero essere indicativi di altri problemi di salute che necessitano di ulteriori indagini diagnostiche. Vi sarei grato se poteste fornirmi un parere esperto in merito e eventualmente consigliarmi sui passi da seguire per affrontare al meglio la mia situazione.

Ringraziandovi anticipatamente per la vostra attenzione e competenza, resto a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento possa essere necessario.

Distinti saluti,

L
Dr. Roberto Prattichizzo
Psicologo, Psicoterapeuta
Napoli
Gentile utente, grazie per aver condiviso le tue condizioni di salute e sintomi con noi. È consigliabile consultare un medico per una diagnosi accurata e un piano di trattamento adeguato. Detto questo, cercherò di darti qualche informazione utile.
I sintomi che descrivi, come l'ansia, gli attacchi di panico e l'aumento del disagio in ambienti diversi, potrebbero essere correlati ai disturbi d'ansia che hai menzionato in precedenza. Gli attacchi di panico e l'ansia possono causare sintomi fisici come giramenti di testa, sensazioni di disagio, fastidi alle luci e difficoltà a goderti il cibo. È comune che l'ansia crei una maggiore sensibilità agli stimoli dell'ambiente e ai cambiamenti di routine.
Tuttavia, è importante considerare anche altri fattori che potrebbero influenzare i tuoi sintomi, come ad esempio la tua vista e gli occhiali che hai cambiato a dicembre. Una visione non corretta o un adattamento degli occhiali non ottimale potrebbero causare sintomi simili a quelli che hai descritto. Inoltre, l'uso prolungato di dispositivi digitali come PC, telefono e social media potrebbe anche contribuire all'accumulo di stress e all'aumento dell'ansia.
Per affrontare al meglio la tua situazione, ti consiglierei innanzitutto di consultare un medico o uno specialista in salute mentale per una valutazione completa dei tuoi sintomi e delle tue condizioni di salute. Potrebbe essere utile eseguire ulteriori indagini diagnostiche o valutare la necessità di un trattamento specifico per l'ansia e gli attacchi di panico.
Dr. Roberto Prattichizzo

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Dott.ssa Serena Grassi
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Milano
Salve, Non conoscendo la sua situazione specifica risulta difficile, alla luce di queste informazioni, esprimersi con certezza. L'episodio descritto, insieme alle altre esperienze di difficoltà riportate, sono compatibili con la sintomatologia ansiosa. Può essere utile svolgere ulteriori approfondimenti con i professionisti competenti: sia per escludere difficoltà legate alla vista, sia per approfondire i significati legati alla sintomatologia ansiosa e al suo peggioramento, che potrebbero limitare le possibilità di vivere alcuni contesti e situazioni (difficoltà a uscire di casa, frequentare negozi, momenti conviviali...).
Un caro saluto.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, da ciò che racconta sembrerà che i suoi sintomi fisici abbiano una causa psichica, dato che tutti gli esami clinici che ha effettuato, hanno avuto esito negativo.
Le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico per vedere meglio questa situazione.
Le auguro il meglio!
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, la descrizione seppur dettagliata non può portare a risposte univoche. Potrebbe essere un insieme di fattori, tra cui uno stato ansioso. Sicuramente la difficoltà nell'uscire ed il disagio che prova a mangiare con gli amici meritano di essere approfonditi alla luce della sua storia di vita e del contesto attuale di vita.
Un primo step potrebbe essere un colloquio psicologico per inquadrare meglio la situazione.
Resto a disposizione anche online.
Dott.ssa Camilla Ballerini
Gentile utente buongiorno.
Nel suo racconto manca un dettaglio per noi importante. Ha riferito di soffrire di disturbo d'ansia e lievi attacchi di panico, ma non ha specificato se sta facendo qualcosa per questo disagio, una cura farmacologica e/o un percorso psicologico.
L'episodio che lei ha raccontato sembra essere palesemente un attacco di panico. Nulla a che vedere con occhiali, stimolazione visiva, cellulare o tv. Sembra che lei cerchi cause esterne o di tipo medico a un problema prevalentemente psicologico.
Se non l'ha già fatto, il mio consiglio è di rivolgersi a un professionista per iniziare un percorso di supporto psicologico ben strutturato e mirato al trattamento dei disturbi dell'ansia e del panico. Avendo accertato che non ci sono motivi fisiologici, o medici, di cui preoccuparsi, il suo obiettivo adesso è determinare i meccanismi mentali che la portano a vivere queste situazioni così spiacevoli e invalidanti. Dall'ansia e dal panico ci si può liberare: non è un percorso facile, richiede impegno e costanza nell'applicare le giuste strategie e diventare buoni osservatori di sé stessi. Il primo passo è essere consapevoli del proprio disagio e non trascurarlo, ma rivolgersi a chi può aiutarla concretamente a rendere la qualità della sua vita migliore.
Se ha bisogno di ulteriori informazioni o chiarimenti su un percorso di questo tipo, non esiti a contattarmi, anche per una consulenza online.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Rossella Maria Sferrazzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Alba
Buonasera,
mi permetto di consigliabile di consultare un medico per valutare le sue difficoltà legate alla vista. Potrebbe rivelarsi utile anche consultare uno psicologo per rielaborare i significati nascosti dietro la sintomatologia ansiosa. Le consiglierei di eseguire ulteriori indagini diagnostiche e valutare la possibilità di effettuare un trattamento specifico per curare l'ansia e gli attacchi di panico.
Un saluto, Rossella Maria Sferrazzo
Dott. Attilio Rossi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Sarzana
Buonasera,
visto che ha già intrapreso degli accertamenti medici io li completerei togliendomi anche il dubbio circa la vista: avere degli occhiali che ben calibrati è fondamentale.
Detto ciò è invece molto molto probabile, anche ove ci fosse una componente da attribuire alla vista, che l'elemento principale sia da attribuire ad uno stato di ipervigilanza che conduca a dei "crolli" quando gli stimoli ambientali aumentano. Si è agitati cronicamente e non ce ne accorgiamo, quando siamo fuori dal nostro ambiente questa agitazione sale fino al cortocircuito e ci sentiamo confusi.

Dal forum non è possibile fornire ulteriori pareri, penso che sia importante parlare con uno psicoterapeuta per approfondire.
Dott.ssa M. Federica Testa
Psicologo, Psicoterapeuta
Aci Castello
Gentile L, dagli eventi descritti e dai sintomi menzionati potrebbe trattarsi di un esacerbarsi dell'ansia già presente - il non riuscire a uscire più di casa, o incontrare gli amici anche in casa propria. L'ultimo episodio da lei descritto potrebbe essere parte di questo disturbo, ma fare un controllo con lo specialista oculista può comunque togliere ogni dubbio. Consiglio, se non l'ha mai fatto, di intraprendere un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale che potrà aiutarla a gestire meglio la sua ansia fornendole gli strumenti più adatti. Cordiali saluti
Dott.ssa Angela Fortini
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Perugia
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso in questo spazio la Sua esperienza di disagio psicologico. I sintomi che Lei descrive sono riferibili ad uno stato ansioso, anche esacerbato dal fatto che ha cominciato a limitare le Sue uscite di casa a causa del Suo lavoro in smart Working. Visto che ha gia’ effettualo qusi tutti gli accertamenti, per fugare ogni dubbio aggiungerei anche una visita oculistica. Dopodiche’ consulterei un Terapeuta di approccio Breve Strategico per conoscere ed imparare a gestire meglio il suo problema relativo ai sintomi ansiosi di cui soffre e in particolare riferibili all’episodio conviviale che ha cosi’ ben descritto. Sono disponibile per una consulenza di approfondimento anche online oppure puo’ contattarmi tramite il tasto” invia messaggio”sul mio profilo. Un caro saluto! Dott.ssa Angela Fortini
Dott.ssa Minerva Medina-Diaz
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Salve, i sintomi che lei riferisce sono molto frequenti e sono compatibili con una sintomatologia ansiosa, in cui intravedo anche un forte senso di controllo del suo corpo e del contesto. Questi sintomi fisici spesso avvengono in seguito a dei cambiamenti significativi nella propria vita che danno un maggiore senso di vulnerabilità. Il suo non è un problema difficile da risolvere, quindi le consiglio vivamente di intraprendere un percorso psicoterapeutico. Troverà molto giovamento.
Dr. Cristiano Guerzoni
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
Buonasera L.
Innanzitutto ci tengo a ringraziarla per aver condiviso la sua esperienza. Molto probabilmente altre persone che si trovano in una situazione simile alla sua troveranno utile leggere ed empatizzare con la sua storia.
Detto questo, i sintomi da lei riportati potrebbero far pensare a risposte fisiche legate all'ansia. Sembrerebbe che i sintomi peggiorino in situazioni sociali, nelle quali la presenza di altre persone forse la fa sentire maggiormente a disagio con il presentarsi dei segnali quali giramento di testa e senso di smarrimento. E' comunque importante che in questi momenti non si faccia timore ad esternare il suo malessere e a ricercare il supporto di chi le sta intorno, come come coraggiosamente ha scelto di fare nell'episodio raccontato.
Una valutazione più accurata della questione necessiterebbe prima di tutto di un controllo oculistico che possa escludere aspetti organici che causino sensibilità alla luce o agli schermi, e secondariamente di un consulto psicologico che abbia l'obiettivo di esplorare in maniera dettagliata i sintomi e i frangenti che li elicitano, così come l'origine e l'evoluzione degli stessi.
Resto a disposizione per qualsiasi necessità.
Le auguro una buona serata
Dott. Cristiano Guerzoni
Dott.ssa Elena Gianotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. I sintomi fisici che riporta possono essere collegati ad un disturbo legato all'ansia, anche perchè i precedenti accertamenti che ha fatto hanno sempre avuto esito negativo. Il mio consiglio è quello di intraprendere un percorso che possa aiutarla a comprendere quello che le sta succedendo, ad approfondire questi sintomi e a dare loro un senso. Con il giusto supporto recupererà la serenità che merita. Se avesse ulteriori domande resto a disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Elena Gianotti
Dott.ssa Alessandra Carabba
Psicologo clinico, Psicologo
Empoli
Buongiorno utente!
Dal messaggio si evince la sua preoccupazione e la sua difficoltà nel riportarci questi episodi che, assolutamente, portano a uno stato di malessere.
Innanzitutto si, le consiglierei di fare tutti gli accertamenti medici per escludere qualsiasi tipo di causa organica (per cui anche gli occhiali, chiederei a uno specialista). Dopo aver escluso ciò, le consiglierei di fare una valutazione anche psicologica, perchè la causa potrebbe essere di natura ansiosa (come lei ha accennato dal messaggio).
Il comportamento di evitamento ha una sua criticità, cioè, inizialmente sembra aiutare i sintomi ansiosi perchè non ci si espone a ciò che possiamo temere, ma a lungo andare è un fattore di mantenimento dell'ansia, provocando un aumento della sintomatologia.
Sarebbe opportuno che lei approfondisse tale tematica e se vuole mi rendo disponibile per un consulto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alessandra Carabba
Dott.ssa Giulia Campana
Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno,
comprendo come vivere con la situazione che descrive possa essere fonte di disagio e preoccupazione. Non essendo un medico non mi sento di esprimermi in una materia che non mi compete, ma appunto per questo al fine di escludere altre situazioni più fisiche/organiche le consiglierei comunque di procedere con degli accertamenti in tal senso (essendo gli ultimi del 2022), che, al limite non porteranno a nulla. Penso tuttavia che siano manifestazioni che potrebbero sicuramente essere legate ad uno stato di ansia da lei sperimentato e in questo senso avrebbe importanza darsi l'occasione di comprendere meglio quali situazioni la scatenino maggiormente e come poterci lavorare. Mi pare anche importante considerare che queste difficoltà la stiano portando ad isolarsi progressivamente dal suo ambiente sociale e sarebbe prezioso poter intervenire prontamente per evitare che questi ostacoli si facciano più importanti ancora.
Qualora lo desiderasse, resto a disposizione per un eventuale percorso!
Dott.ssa Valentina Mestici
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Caro L. dopo aver escluso problemi di natura organica i sintomi che lei descrive sono riconducibile ad un forte stato di ansia che sfocia in attacchi di panico. La diversa sintomatologia che sta provonda potremmo interpretarla come il modo in cui il suo corpo le sta dicendo che qualcosa non va come dovrebbe. C'è sicuramente una causa che al momento potrebbe non essere a sua coscienza, per questo le consiglio vivamente di rivolgersi quanto prima ad un professionista così da poter intervenire sulla problematica per far rientrare la sintomatologia e tornare ad uno stato di benessere personale. Rimango a sua disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
Dott.ssa Sofia Bonetti Zappa
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Gentile utente,
non essendo a conoscenza della sua situazione specifica, esprimersi con certezza con le poche e semplici informazioni fornite risulta rischioso e complicato. Consiglierei nuovi approfondimenti da parte di professionisti competenti per escludere difficoltà legate alla vista e per approfondire i sintomi legati ai sintomi dell'ansia da lei riportati.
Resto a disposizione anche online.
Dott.ssa Bonetti Zappa Sofia
Dott.ssa Anna Asia Forino
Psicologo, Psicologo clinico
Trapani
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso le sue difficoltà. Innanzitutto le consiglio di chiedere un consulto ad un medico per scongiurare problematiche di natura fisica.
I sintomi da lei descritti durante l'episodio verificatosi in compagnia dei suoi amici hanno a che fare con lo spettro dell'anisa (giramenti di testa, disagio, confusione...). Da queste poche informazioni sento di consigliarle di rivolgersi ad uno psicologo, in quanto tutti i sintomi che ha riportato come fastidio delle luci, difficoltà in ambienti diversi e nell'uscire di casa, disagio con il cibo potrebbero essere eco di un disagio più profondo che necessita di prendere spazio in un contesto protetto con un professionista.
Spero di esserle stato d'aiuto.
Dott.ssa Forino Anna Asia
Dr. Domenico Pianelli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Ciao, i sintomi che descrivi possono ricollegarsi all'ansia e alla paura così come che condizioni mediche, inoltre racconti di stare per molto tempo da solo a lavorare e di avere poche occasioni di socialità, non è troppo bizzarro pensare che trovarsi in una situazione più o meno formale, a cui sei poco avvezzo ti metta in allarme e dall'allarme si passi all'ansia.
Come vedi i tuoi amici sono persone accoglienti e comprensibili e tutto è finito bene, eventualmente approfondisci la cosa con un professionista.
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno L., grazie per aver condiviso con noi i suoi sintomi. Comprendo quanto possa essere difficile vivere con l'ansia e gli attacchi di panico, e mi sembra che stia affrontando una situazione complicata che merita attenzione.
Il fatto che i suoi esami medici non abbiano rivelato problemi fisici significativi è sicuramente rassicurante, anche se è naturale che il corpo reagisca in modi complessi a lungo stress. I sintomi che descrive, come il disagio nei cambi di ambiente, la sensibilità alle luci e le difficoltà nei pasti in compagnia, potrebbero effettivamente essere legati all’ansia. Molti sintomi fisici dell'ansia, come vertigini, giramenti di testa e sensazioni di calore, possono essere simili a quelli che ha descritto. La sensazione di "confusione" dopo l'episodio potrebbe essere una manifestazione del corpo che reagisce a un sovraccarico emotivo o fisico, tipico durante episodi ansiosi. Inoltre, il comportamento di "mangiare in fretta" potrebbe riflettere una forma di ansia legata al cibo, che può essere comune in momenti di stress. Il fatto che abbia anche notato una maggiore sensibilità ai cambiamenti rapidi (come il passaggio tra cellulare e TV), potrebbe essere una reazione a stimoli visivi troppo rapidi o intensi, soprattutto se associata alla luce, che può essere accentuata dalla tensione nervosa.
Detto ciò, è importante considerare anche altre possibili cause, come ad esempio la vista, che potrebbe essere influenzata dai cambiamenti recenti negli occhiali. I cambiamenti nella prescrizione visiva potrebbero provocare disturbi visivi, che a loro volta potrebbero causare vertigini o disagio, specialmente quando si passa da uno schermo all’altro (cellulare alla TV, per esempio).
Le consiglierei di consultare un medico per un controllo generale, che includa anche una verifica della vista, così da escludere problematiche specifiche o capire se gli occhiali siano la causa. In aggiunta, potrebbe essere utile parlare con un professionista che si occupa di ansia o stress, come uno psicologo o un terapeuta, per approfondire i sintomi psicologici e trovare tecniche di gestione dell’ansia. Nel frattempo, cercare di ridurre lo stress, mantenere una routine sana, e fare attenzione a momenti di relax potrebbe aiutarla a gestire meglio i suoi sintomi.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento o domanda.
Dott.ssa Federica Palazzetti
Psicologo, Psicologo clinico
Vicenza
Buongiorno,
i sintomi che descrive potrebbero essere riconducibili ad un disturbo d'ansia. Può provare a contattare il suo medico di medicina generale per sentire un suo parere riguardo a possibili condizioni mediche, anche se dai sintomi che descrive il tutto sembrerebbe riconducibile ad una condizione di natura psicologica. Credo potrebbe essere utile per lei iniziare un percorso di terapia con uno specialista (psicologo o psicoterapeuta) che possa aiutarla a capire l'origine di tale ansia e risolverla.
Cordiali saluti
Dott.ssa Federica Palazzetti
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e precisione la sua esperienza. Da ciò che descrive, emerge una condizione complessa in cui ansia, sensibilità al contesto e difficoltà legate a cambi di ambiente sembrano intrecciarsi in modo significativo.
È naturale che di fronte a sintomi nuovi o intensificati si cerchi una spiegazione chiara e immediata, magari legata a cause fisiche come una variazione della vista o l’esposizione a stimoli luminosi. Questo tipo di collegamenti, come lei stesso ha intuito, possono essere indicativi di come corpo e mente si influenzino a vicenda.
Il disagio che prova nelle situazioni sociali, la difficoltà a godere di momenti piacevoli come un pasto con amici, e i sintomi fisici come il giramento di testa, meritano sicuramente attenzione. Spesso l’ansia e gli attacchi di panico si manifestano con una varietà di segnali che il corpo invia, e che possono apparire anche molto intensi e destabilizzanti. Tuttavia, è importante non limitarsi a escludere problematiche mediche, ma anche esplorare il vissuto emotivo e le modalità con cui lei reagisce agli stimoli e ai cambiamenti di ambiente.
Mi permetta di suggerirle una riflessione: che significato ha per lei questo disagio legato ai cambi di ambiente e alla presenza degli altri? Quali paure o tensioni emergono in quei momenti? A volte, dietro la difficoltà a uscire o a sentirsi a proprio agio, si nascondono bisogni di protezione, timori di perdere il controllo, o anche ferite più profonde che meritano di essere ascoltate.
Questo è un passaggio che può risultare complesso e solitario, e in cui un percorso terapeutico potrebbe rappresentare un’occasione preziosa per acquisire strumenti concreti, ristrutturare le sue strategie di fronte all’ansia e riappropriarsi di spazi di libertà e piacere. Non si tratta solo di “gestire” i sintomi, ma di capire quali meccanismi interiori si attivano e come modificare quei circuiti che oggi la limitano.
Se sente che questi sintomi influenzano la qualità della sua vita e desidera trovare un modo per star meglio, valuti l’opportunità di iniziare un percorso di sostegno psicologico. Insieme potremmo lavorare per riportare equilibrio e serenità, anche nei piccoli gesti quotidiani, come una cena in compagnia o un’uscita fuori casa.
Resto a sua disposizione per accompagnarla in questo cammino di consapevolezza e cambiamento.
Un cordiale saluto.
Dott. Damiano Maccarri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissimo, naturalmente è possibile che l'episodio delle vertigini e del malessere mentre si trovava in compagnia dei suoi amici possa essere dovuto a cause fisiche, come ad esempio il cambio focale tv-smartphone. Tuttavia, se anche fosse dovuto a questo, penso che non dovrebbe preoccuparla più di tanto; di contro, sarebbe opportuno cercare di comprendere le cause psicologiche dei suoi sintomi ansiosi, i quali potrebbero influire come stressors ambientali somatizzanti. In linea generale, i sintomi ansiosi hanno un corrispettivo multicausale, ovvero è possibile rintracciare le ragioni del malessere ansioso in vari aspetti della vita, che spesso si sovrappongono in modo sinergico: le difficoltà lavorative si ripercuotono su quelle personali, che si ripercuotono su quelle relazionali, e così via. In altre parole, ritengo che la questione vada affrontata in modo globale, ad ampio respiro, cercando di identificare quelle cause che sono responsabili del suo malessere ansioso che si declina come sintomi somatizzanti, disagio nel cambio di ambiente, fotosensibilità, ecc. Dalla sua descrizione, in ogni caso, non è ancora possibile né auspicabile fare delle diagnosi, è comunque necessario avere più informazioni. Giusto per fare un esempio: lei è giovane, sta affrontando una fase della vita in cui si trova nel pieno della sua prima età adulta, e questo potrebbe essere un decisivo elemento di contesto, per cui la sua ansia potrebbe proprio avere a che fare con questo periodo o fase della vita; qualcosa nella sua storia personale potrebbe essersi non realizzata in un periodo in cui sente che dovrebbe esserlo - e quindi arriva il panico, l'ansia, la somatizzazione. Se lo ritiene, può contattarmi e spero di esserle stato utile in ogni caso. Con i miei più cordiali saluti, Dott. Maccarri

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