Figlia quasi 16 enne, mai avuto dubbi sul suo orientamento sessuale, almeno così sembrava. Ha sempre
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Figlia quasi 16 enne, mai avuto dubbi sul suo orientamento sessuale, almeno così sembrava. Ha sempre avuto interesse per i maschi, coetanei. Da un po' di tempo è "attaccata" ad un'amica, a cui anche io voglio bene, che è lesbica. Mia figlia dice di essere innamorata di lei. La cosa mi ha spiazzato. Parto dal presupposto che non giudico e sono favorevole a tutte le forme di amore, ma dico che mi ha spiazzato perché non avrei mai sospettato una cosa del genere non avendo mai visto atteggiamenti che potessero farlo pensare. Secondo voi, è possibile che sia infatuazione? Non so come spiegarmi meglio. Le ragazze stanno sempre insieme, ogni cosa che fanno se lo comunicano telefonicamente. Ho il sospetto che mia figlia sia confusa tra affetto amichevole e amore. La mia è una ragazza che, se vuole bene a qualcuno, si focalizza solo su quella persona. Faccio una domanda che può sembrare cattiva e cruda, ma non lo è.
L'essere lesbica, le è scaturita stando sempre a contatto con l'amica? Perché so che i gay, comunque, sanno già da sempre dentro di sé cosa gli piace e cosa no. Ho parlato con lei a cuore aperto dicendo che a me importa solo della sua felicità. Non la giudico e sa che da parte mia c'è sempre il massimo sostegno.
L'essere lesbica, le è scaturita stando sempre a contatto con l'amica? Perché so che i gay, comunque, sanno già da sempre dentro di sé cosa gli piace e cosa no. Ho parlato con lei a cuore aperto dicendo che a me importa solo della sua felicità. Non la giudico e sa che da parte mia c'è sempre il massimo sostegno.
Salve, la consapevolezza rispetto all'orientamento o alle preferenze sessuali possono maturare anche nel tempo, non è detto siano così delineate già dall'infanzia; consideri anche però che non è infrequente in adolescenza sperimentare diversi tipi di rapporto di coppia, così da chiarirsi le idee laddove ci possono essere dubbi o cambiamenti.
Mi sentirei di dirle di continuare ad accoglierla nel suo percorso di crescita aiutandola ad ascoltarsi e a conoscersi sempre di più; questo sicuramente manterrà un buon rapporto fra di voi e la sosterrà nel proprio personale viaggio di scoperta di sé, di ciò che ama adesso e potrebbe continuare ad amare.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Mi sentirei di dirle di continuare ad accoglierla nel suo percorso di crescita aiutandola ad ascoltarsi e a conoscersi sempre di più; questo sicuramente manterrà un buon rapporto fra di voi e la sosterrà nel proprio personale viaggio di scoperta di sé, di ciò che ama adesso e potrebbe continuare ad amare.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
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Quello che racconta non parla tanto di un problema, ma di un passaggio delicato.
Capisco lo spiazzamento. Quando qualcosa non ce lo aspettavamo, la mente cerca subito una spiegazione: “è infatuazione?”, “è stata influenzata?”.
È un modo per rimettere ordine.
Il punto è che sua figlia è in un’età in cui non tutto è già definito.
Sta facendo esperienza di sé, di cosa prova, di come si lega.
E qui c’è un rischio sottile: nel tentativo di capire cosa sia, si finisce – anche senza volerlo – per orientare.
Dire “forse è solo infatuazione” può sembrare una possibilità tra tante, ma per chi lo ascolta può suonare come una direzione.
Lei ha già fatto una cosa importante: esserci, parlare, dire che le importa della sua felicità.
La differenza adesso sta tutta in un passaggio più difficile: restarci senza dover capire subito.
Non è tanto una questione di essere favorevoli o meno, ma di quanto spazio reale si riesce a lasciare.
Uno spazio in cui sua figlia non debba dimostrare, chiarire o definirsi.
A volte il modo più forte per esserci è proprio questo:
non togliere il dubbio, ma non riempirlo.
Se sua figlia sentirà di poter vivere quello che prova senza essere interpretata, sarà molto più facile che, se avrà bisogno, venga lei a cercarla.
E lì il confronto diventa davvero suo.
Se vuole, può continuare a scrivere e approfondire meglio alcuni passaggi.
Un caro saluto.
Capisco lo spiazzamento. Quando qualcosa non ce lo aspettavamo, la mente cerca subito una spiegazione: “è infatuazione?”, “è stata influenzata?”.
È un modo per rimettere ordine.
Il punto è che sua figlia è in un’età in cui non tutto è già definito.
Sta facendo esperienza di sé, di cosa prova, di come si lega.
E qui c’è un rischio sottile: nel tentativo di capire cosa sia, si finisce – anche senza volerlo – per orientare.
Dire “forse è solo infatuazione” può sembrare una possibilità tra tante, ma per chi lo ascolta può suonare come una direzione.
Lei ha già fatto una cosa importante: esserci, parlare, dire che le importa della sua felicità.
La differenza adesso sta tutta in un passaggio più difficile: restarci senza dover capire subito.
Non è tanto una questione di essere favorevoli o meno, ma di quanto spazio reale si riesce a lasciare.
Uno spazio in cui sua figlia non debba dimostrare, chiarire o definirsi.
A volte il modo più forte per esserci è proprio questo:
non togliere il dubbio, ma non riempirlo.
Se sua figlia sentirà di poter vivere quello che prova senza essere interpretata, sarà molto più facile che, se avrà bisogno, venga lei a cercarla.
E lì il confronto diventa davvero suo.
Se vuole, può continuare a scrivere e approfondire meglio alcuni passaggi.
Un caro saluto.
Buonasera,
La ringrazio per aver condiviso i suoi pensieri e le sue preoccupazioni.
Mi pare di cogliere tra le righe un po' di paura, per il comportamento inaspettato di sua figlia. E' forse questo che la preoccupa?
Un caro saluto,
Dott.ssa Giulia Burgalassi
La ringrazio per aver condiviso i suoi pensieri e le sue preoccupazioni.
Mi pare di cogliere tra le righe un po' di paura, per il comportamento inaspettato di sua figlia. E' forse questo che la preoccupa?
Un caro saluto,
Dott.ssa Giulia Burgalassi
Gentile utente,
più che chiedersi se sia “solo infatuazione”, o se l’amica abbia influenzato sua figlia (l’orientamento non nasce per contatto), forse può essere utile spostare l’attenzione su cosa questa scoperta muove in lei come madre. Lo spiazzamento è comprensibile, e può diventare uno spazio di ascolto, non di interpretazione.
In adolescenza sentimenti intensi, legami molto esclusivi e ricerca di sé possono intrecciarsi, senza dover definire tutto subito. Che sia amore, esplorazione o un’infatuazione, forse oggi conta più chiedersi: come posso restare presente e accogliente mentre mia figlia si comprende?
A volte il lavoro più importante è coltivare una relazione in cui lei possa scoprirlo sentendosi libera e sostenuta
più che chiedersi se sia “solo infatuazione”, o se l’amica abbia influenzato sua figlia (l’orientamento non nasce per contatto), forse può essere utile spostare l’attenzione su cosa questa scoperta muove in lei come madre. Lo spiazzamento è comprensibile, e può diventare uno spazio di ascolto, non di interpretazione.
In adolescenza sentimenti intensi, legami molto esclusivi e ricerca di sé possono intrecciarsi, senza dover definire tutto subito. Che sia amore, esplorazione o un’infatuazione, forse oggi conta più chiedersi: come posso restare presente e accogliente mentre mia figlia si comprende?
A volte il lavoro più importante è coltivare una relazione in cui lei possa scoprirlo sentendosi libera e sostenuta
Salve ho letto ciò che ha condiviso sul suo vissuto con sua figlia, sarebbe utile approfondire quali preoccupazioni si sono attivate in lei come genitore. Lei parla di sua figlia che si è "attaccata" a questa sua amica, vede un rapporto (amore o amicizia che sia) che sta prendendo troppo spazio? La sta rendendo troppo dipendente? O ha notato solo questa confusione in lei? Un atteggiamento di accoglienza e supporto è utile per il vostro rapporto tra genitore e figlia e per mantenere sempre uno spazio sicuro, ma se in questo momento vorrebbe chiarire certi aspetti dell'orientamento sessuale e magari parlarne con uno psicologo, per poter rafforzare il dialogo su questa tematica con sua figlia, sicuramente sarebbe di aiuto ad entrambe.
Buongiorno. La propria identità sessuale è una scoperta, non un dato di fatto percepito da sempre: questo riguarda chiunque, indipendentemente dall'orientamento.
I nostri figli ci spiazzano in tanti modi, su tanti contenuti, perché fortunatamente hanno una loro anima e un loro pensiero.
I nostri figli ci spiazzano in tanti modi, su tanti contenuti, perché fortunatamente hanno una loro anima e un loro pensiero.
Buongiorno, sua figlia a 16 anni è nel pieno del periodi adolescenziale di esplorazione, scoperta di sé, rimaneggiamento di che bambina era e che ragazza e poi donna sarà.. per cui è perfettamente possibile che si stia magari rendendo conto adesso di poter innamorarsi di una donna come invece potrebbe sperimentare una relazione omosessuale per poi tornare ad interessarsi ai maschi. Tutto questo è perfettamente normale, non si deve preoccupare di niente se non di far sentire sua figlia che è sostenuta a prescindere dal suo orientamento. Cordialmente, dott.ssa Bonomi
Buonasera,
quello che descrive è un comportamento che può spiazzare, ma anche molto frequente in adolescenza, che è una fase in cui identità, affetti e orientamento si stanno ancora definendo.
Parto da un punto importante: l’orientamento sessuale non nasce per “influenza” di un’altra persona.
Il legame con l’amica può aver facilitato l’emergere di emozioni.
Puo' essere positivo non dare subito un’etichetta definitiva. In questa fase infatti può trattarsi di:
- una prima esperienza affettiva intensa,
- un innamoramento reale,
- un’esplorazione che nel tempo prenderà una forma più chiara.
Il fatto che sua figlia tenda a focalizzarsi molto su una persona è coerente con quello che osserva: non è tanto “confusione”, ma un modo di vivere i legami in modo intenso.
La domanda forse più utile non è “e' lesbica o è solo infatuazione”, ma:
- come sta vivendo questa esperienza?
- si sente libera, serena, rispettata?
Lei sta già facendo la cosa più importante: esserci senza giudizio e dichiarare il suo sostegno
Questo è ciò che davvero aiuta un/una ragazzo/a a orientarsi nel tempo.
Non è necessario capire tutto subito. L’adolescenza è uno spazio di scoperta, e forzare definizioni può creare più confusione che chiarezza.
Il suo ruolo in questo momento, più che “capire cosa è”, è offrirle un contesto sicuro in cui possa scoprirlo da sola.
Dott. ssa Melania Monaco
quello che descrive è un comportamento che può spiazzare, ma anche molto frequente in adolescenza, che è una fase in cui identità, affetti e orientamento si stanno ancora definendo.
Parto da un punto importante: l’orientamento sessuale non nasce per “influenza” di un’altra persona.
Il legame con l’amica può aver facilitato l’emergere di emozioni.
Puo' essere positivo non dare subito un’etichetta definitiva. In questa fase infatti può trattarsi di:
- una prima esperienza affettiva intensa,
- un innamoramento reale,
- un’esplorazione che nel tempo prenderà una forma più chiara.
Il fatto che sua figlia tenda a focalizzarsi molto su una persona è coerente con quello che osserva: non è tanto “confusione”, ma un modo di vivere i legami in modo intenso.
La domanda forse più utile non è “e' lesbica o è solo infatuazione”, ma:
- come sta vivendo questa esperienza?
- si sente libera, serena, rispettata?
Lei sta già facendo la cosa più importante: esserci senza giudizio e dichiarare il suo sostegno
Questo è ciò che davvero aiuta un/una ragazzo/a a orientarsi nel tempo.
Non è necessario capire tutto subito. L’adolescenza è uno spazio di scoperta, e forzare definizioni può creare più confusione che chiarezza.
Il suo ruolo in questo momento, più che “capire cosa è”, è offrirle un contesto sicuro in cui possa scoprirlo da sola.
Dott. ssa Melania Monaco
Durante l'adolescenza i ragazzi e le ragazze sono alla ricerca della propria identità, attraversano un periodo di molti cambiamenti che spesso li disorientano. Sono in una fase di ricerca e sperimentazione, l'attrazione per persone dello stesso sesso è frequente ma non necessariamente significa essere omosessuali, proprio perché scoprire la propria sessualità richiede tempo e mette in gioco sentimenti contraddittori. Come genitori è importante mostrare tolleranza e comprensione
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta apertura questa situazione.
È comprensibile sentirsi spiazzati: l’adolescenza è una fase in cui identità, emozioni e relazioni possono cambiare anche rapidamente, e questo può sorprendere chi osserva da fuori.
Quello che sua figlia sta vivendo può avere diversi significati: può essere una prima esperienza di innamoramento verso una ragazza, oppure una fase di esplorazione affettiva più ampia. Non è però qualcosa che “nasce” per influenza dell’amica: l’orientamento non si acquisisce per vicinanza, ma può emergere e diventare più consapevole proprio attraverso le relazioni.
Il fatto che lei si leghi molto intensamente a una persona quando prova affetto può rendere questa esperienza ancora più forte e totalizzante, ma non per questo meno autentica.
Più che cercare di definire subito “cos’è”, può essere utile lasciare spazio a questo processo, mantenendo il dialogo aperto e accogliente come sta già facendo. Sentirsi accettata senza pressioni è uno dei fattori più importanti per il suo benessere.
Un caro saluto.
Dottoressa Isabeau Bentivoglio
È comprensibile sentirsi spiazzati: l’adolescenza è una fase in cui identità, emozioni e relazioni possono cambiare anche rapidamente, e questo può sorprendere chi osserva da fuori.
Quello che sua figlia sta vivendo può avere diversi significati: può essere una prima esperienza di innamoramento verso una ragazza, oppure una fase di esplorazione affettiva più ampia. Non è però qualcosa che “nasce” per influenza dell’amica: l’orientamento non si acquisisce per vicinanza, ma può emergere e diventare più consapevole proprio attraverso le relazioni.
Il fatto che lei si leghi molto intensamente a una persona quando prova affetto può rendere questa esperienza ancora più forte e totalizzante, ma non per questo meno autentica.
Più che cercare di definire subito “cos’è”, può essere utile lasciare spazio a questo processo, mantenendo il dialogo aperto e accogliente come sta già facendo. Sentirsi accettata senza pressioni è uno dei fattori più importanti per il suo benessere.
Un caro saluto.
Dottoressa Isabeau Bentivoglio
Buonasera,
capisco la sua sorpresa. Quando una figlia mostra qualcosa che non ci aspettavamo, anche se pensiamo di essere aperti, può nascere smarrimento. Questo non significa giudicare sua figlia: significa che lei, come madre, deve riorientarsi senza mettere la ragazza sotto una lente. Troppa attenzione, a volte, fa male al seme che cresce.
Non insegua subito la domanda: “È una fase? È infatuazione? È definitivo?”. Chiudere tutto in una definizione rischia di fare danno. La crescita è un processo vivo, non una pratica da archiviare sotto un’etichetta. A volte il bisogno di definire nasce più dall’angoscia dell’adulto che da una reale necessità del ragazzo.
Una cosa però va detta chiaramente: non si “diventa” lesbiche perché si frequenta un’amica lesbica. Non è un contagio, non è una trasmissione. Può accadere, invece, che vicino a una persona significativa emergano aspetti affettivi che prima non erano così chiari.
Il punto, oggi, non è stabilire un’etichetta. Il punto è restare in relazione con sua figlia. Senza interrogarla troppo, senza spingerla a definirsi, senza farle sentire che deve rassicurarla.
Semmai, il primo lavoro è che lei rassicuri sé stessa. Perché spesso le preoccupazioni dei genitori, quando diventano troppo insistenti, creano più problemi che soluzioni. Una figlia che cresce ha bisogno di sentirsi accompagnata, non studiata.
Una figlia, come una pianta, se riceve acqua, luce, spazio e un terreno buono, cresce e trova una forma propria, unica. Non va forzata: va accompagnata.
Può dire a sé stessa: “Non devo capire tutto subito, né anticipare previsioni su ciò che sarà. Devo prima rassicurarmi io e restare serena. Ciò che conta è che mia figlia sappia che con me può parlare senza paura e senza doversi difendere.”
Questo è già molto.
Un caro saluto.
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo e Psicoterapeuta
capisco la sua sorpresa. Quando una figlia mostra qualcosa che non ci aspettavamo, anche se pensiamo di essere aperti, può nascere smarrimento. Questo non significa giudicare sua figlia: significa che lei, come madre, deve riorientarsi senza mettere la ragazza sotto una lente. Troppa attenzione, a volte, fa male al seme che cresce.
Non insegua subito la domanda: “È una fase? È infatuazione? È definitivo?”. Chiudere tutto in una definizione rischia di fare danno. La crescita è un processo vivo, non una pratica da archiviare sotto un’etichetta. A volte il bisogno di definire nasce più dall’angoscia dell’adulto che da una reale necessità del ragazzo.
Una cosa però va detta chiaramente: non si “diventa” lesbiche perché si frequenta un’amica lesbica. Non è un contagio, non è una trasmissione. Può accadere, invece, che vicino a una persona significativa emergano aspetti affettivi che prima non erano così chiari.
Il punto, oggi, non è stabilire un’etichetta. Il punto è restare in relazione con sua figlia. Senza interrogarla troppo, senza spingerla a definirsi, senza farle sentire che deve rassicurarla.
Semmai, il primo lavoro è che lei rassicuri sé stessa. Perché spesso le preoccupazioni dei genitori, quando diventano troppo insistenti, creano più problemi che soluzioni. Una figlia che cresce ha bisogno di sentirsi accompagnata, non studiata.
Una figlia, come una pianta, se riceve acqua, luce, spazio e un terreno buono, cresce e trova una forma propria, unica. Non va forzata: va accompagnata.
Può dire a sé stessa: “Non devo capire tutto subito, né anticipare previsioni su ciò che sarà. Devo prima rassicurarmi io e restare serena. Ciò che conta è che mia figlia sappia che con me può parlare senza paura e senza doversi difendere.”
Questo è già molto.
Un caro saluto.
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo e Psicoterapeuta
Buonasera, quello che descrive è una situazione che può facilmente generare spaesamento in un genitore, soprattutto quando l’immagine che si aveva della propria figlia sembra improvvisamente arricchirsi di elementi nuovi e inattesi. È comprensibile che questo possa attivare domande, dubbi e anche il bisogno di dare un significato a ciò che sta accadendo. Da un punto di vista cognitivo comportamentale, è importante partire da un presupposto di base: l’adolescenza è una fase in cui l’identità affettiva, relazionale e anche sessuale è in costruzione. Questo non significa necessariamente instabilità o confusione in senso negativo, ma piuttosto un processo di esplorazione interna che può includere nuove esperienze emotive, nuovi legami e nuove modalità di vivere la vicinanza con gli altri. Il fatto che sua figlia abbia sempre mostrato interesse per i coetanei maschi e ora esprima un coinvolgimento intenso verso un’amica non è in contraddizione con il suo sviluppo, ma può rappresentare un momento di forte investimento emotivo su una persona specifica. In adolescenza, i legami possono assumere una qualità molto intensa, talvolta totalizzante, in cui la distinzione tra amicizia profonda e coinvolgimento affettivo più ampio non è sempre immediatamente chiara nemmeno per chi la vive. La domanda che lei si pone, cioè se si tratti di infatuazione o di una manifestazione più profonda della propria identità, è comprensibile, ma è anche una domanda a cui spesso non si può rispondere in modo immediato o definitivo. Dal punto di vista psicologico, l’orientamento affettivo non viene letto come qualcosa che necessariamente “emerge all’improvviso” o che segue una regola uguale per tutti. Per alcune persone può essere chiaro da molto presto, per altre può essere più fluido, esplorativo o legato a esperienze relazionali significative. È anche importante fare attenzione all’idea che il contatto con una persona possa “determinare” l’orientamento. Le relazioni possono certamente far emergere emozioni, consapevolezze e forme di attrazione che prima non erano state riconosciute o espresse, ma non sono in genere la causa di un orientamento, quanto piuttosto un contesto in cui alcune parti di sé possono diventare più visibili anche alla persona stessa. Da ciò che racconta emerge inoltre un elemento molto significativo: sua figlia sembra avere una modalità relazionale in cui, quando si affeziona, tende a focalizzarsi intensamente sull’altro. Questo aspetto, più che dirci qualcosa in modo diretto sull’orientamento, può dirci qualcosa sul modo in cui vive i legami affettivi, con un investimento emotivo elevato e una forte centralità della relazione. Il fatto che lei abbia già espresso apertura, ascolto e sostegno è un elemento estremamente importante. In adolescenza, la possibilità di sentirsi accolti senza giudizio è uno dei fattori più protettivi per la serenità psicologica e per una costruzione identitaria più sicura. Allo stesso tempo, può essere utile mantenere una posizione di ascolto che non cerchi di definire troppo rapidamente ciò che sta accadendo, ma che lasci spazio alla possibilità che sua figlia stessa possa comprendere meglio nel tempo ciò che prova. In situazioni come questa, anche per i genitori può essere utile uno spazio di confronto psicologico, non perché ci sia qualcosa di “sbagliato” nella situazione, ma per elaborare le proprie emozioni, ridurre il senso di spaesamento e trovare modalità comunicative che aiutino a mantenere un dialogo aperto e non orientato alla definizione immediata delle esperienze della ragazza. Un approccio cognitivo comportamentale può essere utile proprio per lavorare su pensieri, interpretazioni e reazioni emotive che naturalmente emergono in questi momenti, aiutando a mantenere una relazione con la figlia basata su sicurezza, ascolto e stabilità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno. Da ciò che racconta, non mi sentirei di dire che Sua figlia “sia diventata” lesbica stando accanto a un’amica lesbica. L’orientamento sessuale non si trasmette per vicinanza o frequentazione. Può invece accadere che, crescendo, una ragazza inizi a conoscersi meglio, a dare un nome a vissuti che prima non aveva ancora riconosciuto con chiarezza, oppure che stia vivendo un’infatuazione importante che col tempo prenderà una forma più definita. In adolescenza, infatti, affetto, identificazione, amicizia intensa e innamoramento possono anche intrecciarsi e non essere subito semplici da distinguere. La cosa più utile, da quello che scrive, mi sembra che Lei la stia già facendo: offrirle ascolto, sostegno e uno spazio non giudicante. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, oppure se sentisse il bisogno di orientarsi meglio come genitore, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona giornata.
Le auguro una buona giornata.
È comprensibile sentirsi spiazzati in una situazione come questa, soprattutto quando l’immagine che avevamo di nostro figlio o nostra figlia sembra cambiare improvvisamente. Allo stesso tempo, da quello che racconta, emerge un aspetto molto importante: sua figlia sa di poter contare su un genitore accogliente e non giudicante, e questo è un fattore di grande protezione per il suo benessere.
Durante l’adolescenza è piuttosto frequente vivere esperienze affettive e sentimentali intense, anche verso persone dello stesso sesso, senza che questo definisca necessariamente in modo definitivo l’orientamento sessuale. Può trattarsi di un innamoramento, di una forte infatuazione o anche di un legame molto profondo che si colloca in una fase di esplorazione della propria identità. In questa età, infatti, i confini tra amicizia, affetto e amore possono essere meno netti e più in evoluzione.
Per quanto riguarda la sua domanda più diretta: no, l’orientamento sessuale non “si trasmette” per vicinanza o frequentazione. Non si diventa lesbiche o gay perché si sta a contatto con qualcuno che lo è. Piuttosto, la relazione con questa amica può aver favorito in sua figlia una maggiore consapevolezza o la possibilità di riconoscere e dare un nome a sentimenti che magari erano già presenti, anche se non ancora chiari.
Allo stesso tempo, non è necessario “etichettare” subito ciò che sta vivendo sua figlia. Potrebbe essere una fase, oppure una scoperta più stabile: entrambe le possibilità sono legittime. Ciò che conta davvero è lasciarle lo spazio di capire se stessa, senza pressioni o aspettative, mantenendo aperto il dialogo, proprio come sta già facendo.
Se nota che questa situazione genera confusione, sofferenza o difficoltà relazionali, può essere utile offrire a sua figlia uno spazio di ascolto con un professionista, dove possa esplorare liberamente i propri vissuti.
Resto dell’idea che, in questi casi, sia sempre consigliabile approfondire con uno specialista, per accompagnare al meglio sia i ragazzi che i genitori in queste fasi delicate di crescita.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Durante l’adolescenza è piuttosto frequente vivere esperienze affettive e sentimentali intense, anche verso persone dello stesso sesso, senza che questo definisca necessariamente in modo definitivo l’orientamento sessuale. Può trattarsi di un innamoramento, di una forte infatuazione o anche di un legame molto profondo che si colloca in una fase di esplorazione della propria identità. In questa età, infatti, i confini tra amicizia, affetto e amore possono essere meno netti e più in evoluzione.
Per quanto riguarda la sua domanda più diretta: no, l’orientamento sessuale non “si trasmette” per vicinanza o frequentazione. Non si diventa lesbiche o gay perché si sta a contatto con qualcuno che lo è. Piuttosto, la relazione con questa amica può aver favorito in sua figlia una maggiore consapevolezza o la possibilità di riconoscere e dare un nome a sentimenti che magari erano già presenti, anche se non ancora chiari.
Allo stesso tempo, non è necessario “etichettare” subito ciò che sta vivendo sua figlia. Potrebbe essere una fase, oppure una scoperta più stabile: entrambe le possibilità sono legittime. Ciò che conta davvero è lasciarle lo spazio di capire se stessa, senza pressioni o aspettative, mantenendo aperto il dialogo, proprio come sta già facendo.
Se nota che questa situazione genera confusione, sofferenza o difficoltà relazionali, può essere utile offrire a sua figlia uno spazio di ascolto con un professionista, dove possa esplorare liberamente i propri vissuti.
Resto dell’idea che, in questi casi, sia sempre consigliabile approfondire con uno specialista, per accompagnare al meglio sia i ragazzi che i genitori in queste fasi delicate di crescita.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta apertura una situazione che comprensibilmente può spiazzare.
Quello che sta vivendo sua figlia rientra spesso nei percorsi di crescita dell’adolescenza. A questa età è normale che le emozioni siano molto intense e che i legami, soprattutto quelli significativi, vengano vissuti in modo totalizzante.
Può trattarsi di un’infatuazione, così come di un primo innamoramento: in questa fase non è sempre possibile distinguere in modo netto tra affetto profondo, identificazione e attrazione. Non è necessariamente confusione “sbagliata”, ma piuttosto un modo di esplorare se stessi e le proprie emozioni.
Rispetto alla sua domanda più diretta: no, l’orientamento sessuale non “si sviluppa” per vicinanza o influenza di un’altra persona. La relazione con l’amica può aver fatto emergere qualcosa che sua figlia sta iniziando a riconoscere, ma non è qualcosa che nasce per imitazione o contatto.
Allo stesso tempo, non è nemmeno necessario definire subito “chi è” o dare un’etichetta precisa. Molti ragazzi attraversano fasi di esplorazione prima di arrivare a una maggiore chiarezza su di sé.
Il fatto che lei si sia posta in modo accogliente e non giudicante è un elemento molto importante: sua figlia ha uno spazio sicuro in cui poter essere sé stessa, e questo è ciò che più la aiuterà a orientarsi nel tempo.
Più che cercare di capire subito “se è così o no”, può essere utile restare in ascolto, osservare come evolve questa relazione e continuare a mantenere un dialogo aperto con lei, senza pressioni.
Se sente il bisogno di un confronto più approfondito su come accompagnarla in questa fase senza creare chiusure o tensioni, può essere utile un colloquio.
Ricevo anche online, quindi possiamo organizzarci facilmente anche a distanza.
Quello che sta vivendo sua figlia rientra spesso nei percorsi di crescita dell’adolescenza. A questa età è normale che le emozioni siano molto intense e che i legami, soprattutto quelli significativi, vengano vissuti in modo totalizzante.
Può trattarsi di un’infatuazione, così come di un primo innamoramento: in questa fase non è sempre possibile distinguere in modo netto tra affetto profondo, identificazione e attrazione. Non è necessariamente confusione “sbagliata”, ma piuttosto un modo di esplorare se stessi e le proprie emozioni.
Rispetto alla sua domanda più diretta: no, l’orientamento sessuale non “si sviluppa” per vicinanza o influenza di un’altra persona. La relazione con l’amica può aver fatto emergere qualcosa che sua figlia sta iniziando a riconoscere, ma non è qualcosa che nasce per imitazione o contatto.
Allo stesso tempo, non è nemmeno necessario definire subito “chi è” o dare un’etichetta precisa. Molti ragazzi attraversano fasi di esplorazione prima di arrivare a una maggiore chiarezza su di sé.
Il fatto che lei si sia posta in modo accogliente e non giudicante è un elemento molto importante: sua figlia ha uno spazio sicuro in cui poter essere sé stessa, e questo è ciò che più la aiuterà a orientarsi nel tempo.
Più che cercare di capire subito “se è così o no”, può essere utile restare in ascolto, osservare come evolve questa relazione e continuare a mantenere un dialogo aperto con lei, senza pressioni.
Se sente il bisogno di un confronto più approfondito su come accompagnarla in questa fase senza creare chiusure o tensioni, può essere utile un colloquio.
Ricevo anche online, quindi possiamo organizzarci facilmente anche a distanza.
Gentile utente,
essere mamma di una figlia adolescente è una sfida: l'adolescenza è un momento di grandi rivoluzioni, cambiamenti corporei repentini e scoperte. L'esplorazione che ragazzi e ragazze hanno bisogno di sperimentare a 16 anni può mettere in difficoltà anche il genitore più accogliente e ben disposto. Il suo atteggiamento nei confronti di sua figlia è infatti stato, per come lo riporta, il migliore possibile. Allo stesso tempo, la confusione che genera questo momento di passaggio e scoperta nei figli può essere disorientante per i genitori, che cominciano a rendersi conto che quei bambini di cui pensavano di sapere tutto hanno ora una vita sempre più autonoma ed indipendente. A volte può essere complesso accettare che parte dell'esplorazione dei figli coincide con una minore possibilità di proteggerli da parte dei genitori. E' un delicato momento di passaggio e trasformazione anche per lei, come mamma e come donna. Potrebbe essere utile e importante esplorare come la faccia sentire tutto questo in uno spazio che accolga anche le sue paure e dubbi. Se vorrà, sono a sua disposizione.
Un saluto affettuoso
essere mamma di una figlia adolescente è una sfida: l'adolescenza è un momento di grandi rivoluzioni, cambiamenti corporei repentini e scoperte. L'esplorazione che ragazzi e ragazze hanno bisogno di sperimentare a 16 anni può mettere in difficoltà anche il genitore più accogliente e ben disposto. Il suo atteggiamento nei confronti di sua figlia è infatti stato, per come lo riporta, il migliore possibile. Allo stesso tempo, la confusione che genera questo momento di passaggio e scoperta nei figli può essere disorientante per i genitori, che cominciano a rendersi conto che quei bambini di cui pensavano di sapere tutto hanno ora una vita sempre più autonoma ed indipendente. A volte può essere complesso accettare che parte dell'esplorazione dei figli coincide con una minore possibilità di proteggerli da parte dei genitori. E' un delicato momento di passaggio e trasformazione anche per lei, come mamma e come donna. Potrebbe essere utile e importante esplorare come la faccia sentire tutto questo in uno spazio che accolga anche le sue paure e dubbi. Se vorrà, sono a sua disposizione.
Un saluto affettuoso
Capisco molto bene il suo disorientamento. E' normale che si senta cosi', pero' l'adolescenza è, per definizione, il momento della sperimentazione e della fluidità. A 16 anni i ragazzi sono alla ricerca della loro identità e non è raro che una ragazza che ha sempre mostrato interesse per i maschi scopra un’attrazione per una persona dello stesso sesso. Quando si pone la domanda se sua figlia stia facendo confusione tra affetto e innamoramento, si pone un dubbio molto acuto perche' in adolescenza, l'amicizia femminile è spesso simbiotica, esclusiva e totalizzante. Si chiama "amicizia romantica", ma che sia amore o amicizia profonda, in questo momento conta poco perche' per sua figlia il sentimento che prova è forte e reale.
Anche il fatto che si chieda se possa essere stato il contatto con l'amica a poter cambiare il suo orientamento sessuale, non e' una domanda "cattiva" e non la rende una persona cattiva. E' una mamma che sta cercando di capire e questo puo' essere solo positivo per lei, per sua figlia e per la vostra relazione. La risposta scientifica è no, non si puo' diventare lesbiche per "contagio", pero' potrebbe essere successo che lo stare vicino a questa persona abbia dato a sua figlia il "permesso mentale" di esplorare una parte di sé che magari era latente o che non aveva mai avuto modo di emergere.
Lei ha fatto la cosa giusta, le ha parlato con amore, sincerita' e assenza di giudizio. Continui cosi' e le stia vicino come si fa con una ragazza che sta vivendo un grande coinvolgimento emotivo. Il tempo fara' il resto. Gli adolescenti sono creature meravigliose con un estremo bisogno di essere capiti e lei questo lo sta facendo.
Anche il fatto che si chieda se possa essere stato il contatto con l'amica a poter cambiare il suo orientamento sessuale, non e' una domanda "cattiva" e non la rende una persona cattiva. E' una mamma che sta cercando di capire e questo puo' essere solo positivo per lei, per sua figlia e per la vostra relazione. La risposta scientifica è no, non si puo' diventare lesbiche per "contagio", pero' potrebbe essere successo che lo stare vicino a questa persona abbia dato a sua figlia il "permesso mentale" di esplorare una parte di sé che magari era latente o che non aveva mai avuto modo di emergere.
Lei ha fatto la cosa giusta, le ha parlato con amore, sincerita' e assenza di giudizio. Continui cosi' e le stia vicino come si fa con una ragazza che sta vivendo un grande coinvolgimento emotivo. Il tempo fara' il resto. Gli adolescenti sono creature meravigliose con un estremo bisogno di essere capiti e lei questo lo sta facendo.
Gentilissima,
è comprensibile che Lei si senta spiazzata di fronte a una rivelazione così improvvisa. Tuttavia ciò che Sua figlia sta vivendo non va necessariamente letto come una "scelta definitiva" o una "verità nascosta" da sempre, quanto piuttosto come un movimento evolutivo.
A sedici anni, i ragazzi non cercano solo l'amore, ma cercano uno specchio in cui capire chi stanno diventando. È possibile che questa amica rappresenti per Sua figlia un porto sicuro in cui rifugiare la propria fragilità o un modello di forza a cui appoggiarsi. Quello che Lei descrive come un "focalizzarsi" su una persona è tipico di una fase in cui il legame serve a costruire l'identità: a volte l'identità passa attraverso l'altro, anche attraverso una forma di innamoramento che nasce da una profonda sintonia amicale.
Non si senta in colpa per i Suoi dubbi sulla natura di questo sentimento. Il fatto che Sua figlia non abbia mai dato segnali in precedenza suggerisce che stia attraversando una fase di grande sperimentazione affettiva. Il Suo compito, che sta già assolvendo egregiamente, è quello di restare una figura accogliente e non giudicante.
Non è necessario dare oggi un nome certo a ciò che prova; l'importante è che Sua figlia senta di poter esplorare i propri sentimenti sapendo che Lei è lì, pronta a sostenerla qualunque sia la direzione che prenderà il suo percorso di crescita.
Un caro saluto
Dott.ssa Tornaghi
è comprensibile che Lei si senta spiazzata di fronte a una rivelazione così improvvisa. Tuttavia ciò che Sua figlia sta vivendo non va necessariamente letto come una "scelta definitiva" o una "verità nascosta" da sempre, quanto piuttosto come un movimento evolutivo.
A sedici anni, i ragazzi non cercano solo l'amore, ma cercano uno specchio in cui capire chi stanno diventando. È possibile che questa amica rappresenti per Sua figlia un porto sicuro in cui rifugiare la propria fragilità o un modello di forza a cui appoggiarsi. Quello che Lei descrive come un "focalizzarsi" su una persona è tipico di una fase in cui il legame serve a costruire l'identità: a volte l'identità passa attraverso l'altro, anche attraverso una forma di innamoramento che nasce da una profonda sintonia amicale.
Non si senta in colpa per i Suoi dubbi sulla natura di questo sentimento. Il fatto che Sua figlia non abbia mai dato segnali in precedenza suggerisce che stia attraversando una fase di grande sperimentazione affettiva. Il Suo compito, che sta già assolvendo egregiamente, è quello di restare una figura accogliente e non giudicante.
Non è necessario dare oggi un nome certo a ciò che prova; l'importante è che Sua figlia senta di poter esplorare i propri sentimenti sapendo che Lei è lì, pronta a sostenerla qualunque sia la direzione che prenderà il suo percorso di crescita.
Un caro saluto
Dott.ssa Tornaghi
Cara utente, grazie per questa intima condivisione. Ha fatto bene a parlare a cuore aperto a sua figlia, mi sembra molto importante che lei percepisca il suo sostegno. A 16 anni si è in piena adolescenza e ci si scopre continuamente, rispetto al proprio corpo che cambia, ma anche rispetto a tutta una serie di compiti evolutivi che l’individuo si trova a fronteggiare nella transizione verso l’età adulta. E’ possibile che ci sia ancora confusione in sua figlia proprio perché alla sua età tutto è in divenire e in via di definizione. Cosa la preoccupa? E’ comprensibile che si senta spiazzata, in parte potrebbe esserlo anche sua figlia. Resti connessa col suo sentire e aperta a più possibilità. Sono certa che col suo sostegno la ragazza imparerà a conoscere se stessa più chiaramente e con i suoi tempi. Se volesse parlarne di più, resto a disposizione.
Un caro saluto
Un caro saluto
Cara Amica,
è bello leggere queste queste parole di amore accoglienza! ce n'è un gran bisogno per tutti. Come è bello sapere che sua figlia ha una mamma così! complimenti!
Capisco i suoi dubbi, che nascono dal bisogno di proteggere sua figlia. non vorremmo mai che i nostri figli soffrissero in qualche modo. Vorrei rassicurarla: l'orientamento sessuale non "cambia" per le nostre frequentazioni, e neppure per un'esperienza sessuale fatta per curiosità. E' una dimensione molto radicata della persona, che non si cambia "dall'esterno". Lasci pure che sua figlia faccia le sue esperienze, garantendole il suo sostegno: le cose andranno benissimo così!
con i migliori auguri,
dr. Ventura
è bello leggere queste queste parole di amore accoglienza! ce n'è un gran bisogno per tutti. Come è bello sapere che sua figlia ha una mamma così! complimenti!
Capisco i suoi dubbi, che nascono dal bisogno di proteggere sua figlia. non vorremmo mai che i nostri figli soffrissero in qualche modo. Vorrei rassicurarla: l'orientamento sessuale non "cambia" per le nostre frequentazioni, e neppure per un'esperienza sessuale fatta per curiosità. E' una dimensione molto radicata della persona, che non si cambia "dall'esterno". Lasci pure che sua figlia faccia le sue esperienze, garantendole il suo sostegno: le cose andranno benissimo così!
con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buonasera,
quello che sta vivendo è un passaggio che può essere spiazzante per un genitore, soprattutto quando sembra arrivare in modo inatteso rispetto all’immagine che si era costruito nel tempo di sua figlia. Il fatto che lei riesca a mantenere uno sguardo aperto e non giudicante, e che abbia già comunicato a sua figlia la sua disponibilità e il suo sostegno, è un elemento molto importante e prezioso.
In adolescenza è piuttosto frequente che i vissuti affettivi e identitari siano intensi, in evoluzione e talvolta anche contraddittori. Le relazioni, soprattutto quelle molto strette, possono assumere una centralità forte e diventare uno spazio in cui si esplorano parti di sé, compresa la dimensione affettiva e sessuale. In questo senso, non è tanto utile distinguere subito se si tratti di “infatuazione”, di amicizia o di amore, quanto riconoscere che per sua figlia quell’esperienza è significativa e reale nel qui e ora.
Rispetto al suo dubbio, l’orientamento sessuale non “nasce” dal contatto con una persona specifica. Le relazioni possono certamente facilitare la scoperta o la consapevolezza di aspetti di sé, ma non li determinano. Piuttosto, può accadere che proprio attraverso un legame importante emergano vissuti che prima non erano stati pensati o nominati.
Mi sembra anche rilevante ciò che lei osserva sul modo di sua figlia di legarsi, come il fatto che tenda a concentrarsi molto su una persona quando prova affetto può contribuire a rendere questa relazione particolarmente intensa, indipendentemente da come verrà poi definita nel tempo. Questo non significa necessariamente confusione, ma piuttosto uno stile relazionale che merita di essere compreso e accompagnato.
Più che cercare risposte definitive in questa fase, può essere utile continuare a offrirle uno spazio di ascolto in cui lei si senta libera di raccontarsi senza doversi definire o giustificare. Spesso i ragazzi hanno bisogno di tempo per dare un senso a ciò che provano, e la presenza di un adulto che non incalza, ma resta disponibile rappresenta una base molto solida.
Il suo ruolo, quindi, non è tanto quello di chiarire “che cosa è” questa esperienza, quanto di accompagnarla mentre lei stessa prova a capirlo, mantenendo quel clima di fiducia che lei ha già iniziato a costruire.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
quello che sta vivendo è un passaggio che può essere spiazzante per un genitore, soprattutto quando sembra arrivare in modo inatteso rispetto all’immagine che si era costruito nel tempo di sua figlia. Il fatto che lei riesca a mantenere uno sguardo aperto e non giudicante, e che abbia già comunicato a sua figlia la sua disponibilità e il suo sostegno, è un elemento molto importante e prezioso.
In adolescenza è piuttosto frequente che i vissuti affettivi e identitari siano intensi, in evoluzione e talvolta anche contraddittori. Le relazioni, soprattutto quelle molto strette, possono assumere una centralità forte e diventare uno spazio in cui si esplorano parti di sé, compresa la dimensione affettiva e sessuale. In questo senso, non è tanto utile distinguere subito se si tratti di “infatuazione”, di amicizia o di amore, quanto riconoscere che per sua figlia quell’esperienza è significativa e reale nel qui e ora.
Rispetto al suo dubbio, l’orientamento sessuale non “nasce” dal contatto con una persona specifica. Le relazioni possono certamente facilitare la scoperta o la consapevolezza di aspetti di sé, ma non li determinano. Piuttosto, può accadere che proprio attraverso un legame importante emergano vissuti che prima non erano stati pensati o nominati.
Mi sembra anche rilevante ciò che lei osserva sul modo di sua figlia di legarsi, come il fatto che tenda a concentrarsi molto su una persona quando prova affetto può contribuire a rendere questa relazione particolarmente intensa, indipendentemente da come verrà poi definita nel tempo. Questo non significa necessariamente confusione, ma piuttosto uno stile relazionale che merita di essere compreso e accompagnato.
Più che cercare risposte definitive in questa fase, può essere utile continuare a offrirle uno spazio di ascolto in cui lei si senta libera di raccontarsi senza doversi definire o giustificare. Spesso i ragazzi hanno bisogno di tempo per dare un senso a ciò che provano, e la presenza di un adulto che non incalza, ma resta disponibile rappresenta una base molto solida.
Il suo ruolo, quindi, non è tanto quello di chiarire “che cosa è” questa esperienza, quanto di accompagnarla mentre lei stessa prova a capirlo, mantenendo quel clima di fiducia che lei ha già iniziato a costruire.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
Salve,
da quello che descrive sembra già essere presente un aspetto prezioso come il sostegno che lei desidera offrire.
Durante l'adolescenza non è mai facile definire i sentimenti, spesso questi si intrecciano e tendono a confondersi tra loro ma è naturale e fa parte della scoperta di sé, compreso ad esempio il proprio orientamento sessuale. Dunque è utile, funzionale e necessario che sua figlia impari a conoscersi.
L’identità affettiva e sessuale si costruisce anche attraverso le relazioni significative, ma non “si diventa” omosessuali per influenza di qualcuno: la vicinanza con questa amica può averle piuttosto permesso di riconoscere aspetti di sé o di esplorare sentimenti già presenti.
Più che cercare di "capire", lei continui ad essere presente per i bisogni e le comunicazioni di sua figlia, lasciandole lo spazio di scoprire e conoscersi.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
da quello che descrive sembra già essere presente un aspetto prezioso come il sostegno che lei desidera offrire.
Durante l'adolescenza non è mai facile definire i sentimenti, spesso questi si intrecciano e tendono a confondersi tra loro ma è naturale e fa parte della scoperta di sé, compreso ad esempio il proprio orientamento sessuale. Dunque è utile, funzionale e necessario che sua figlia impari a conoscersi.
L’identità affettiva e sessuale si costruisce anche attraverso le relazioni significative, ma non “si diventa” omosessuali per influenza di qualcuno: la vicinanza con questa amica può averle piuttosto permesso di riconoscere aspetti di sé o di esplorare sentimenti già presenti.
Più che cercare di "capire", lei continui ad essere presente per i bisogni e le comunicazioni di sua figlia, lasciandole lo spazio di scoprire e conoscersi.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Buonasera, grazie per aver condiviso un tema così delicato. In adolescenza è possibile vivere sentimenti intensi e fasi di esplorazione affettiva e identitaria, che non necessariamente devono essere interpretate come definitive o “causate” da qualcuno. L’orientamento sessuale non nasce dal contatto con altre persone, ma è qualcosa di più complesso e personale.
Più che cercare una definizione, può essere utile continuare a offrirle uno spazio di ascolto e accoglienza, come sta già facendo, così che sua figlia possa comprendere serenamente ciò che prova.
Se il dubbio o la preoccupazione persistono, può essere utile confrontarsi con un professionista per essere accompagnati in questo momento. Un caro saluto.
Più che cercare una definizione, può essere utile continuare a offrirle uno spazio di ascolto e accoglienza, come sta già facendo, così che sua figlia possa comprendere serenamente ciò che prova.
Se il dubbio o la preoccupazione persistono, può essere utile confrontarsi con un professionista per essere accompagnati in questo momento. Un caro saluto.
Gentile,
capisco quanto questa situazione possa averLa sorpresa: quando si tratta dei figli, anche restando aperti e accoglienti, ci sono momenti che arrivano un po’ all’improvviso e chiedono tempo per essere compresi.
Da quello che racconta, sua figlia sembra attraversare una fase emotivamente molto intensa, come spesso accade in adolescenza. A questa età i legami possono diventare profondi, centrali, quasi totalizzanti, e le emozioni – compreso l’innamoramento – si costruiscono e si chiariscono proprio attraverso l’esperienza.
Il fatto che provi qualcosa per un’amica non va necessariamente letto come “confusione”: può essere un sentimento autentico nel qui e ora, che poi nel tempo potrà evolvere, trasformarsi o definirsi meglio. In questa fase, più che trovare subito una risposta definitiva, è importante che lei possa sentirsi libera di esplorare ciò che prova.
Rispetto alla sua domanda, è comprensibile porsi dei dubbi, ma l’orientamento affettivo non nasce per influenza o per vicinanza a qualcuno. Le relazioni possono diventare uno spazio in cui ci si riconosce e ci si scopre.
Il modo in cui Lei si è rivolta a sua figlia – dicendole che per lei conta la sua felicità e che non c’è giudizio – è un punto molto importante. Continuare a mantenere questo clima di ascolto, senza fretta di spiegare o definire, può aiutare sua figlia a sentirsi libera di raccontarsi e di capire meglio se stessa.
Anche per Lei può essere utile darsi il tempo di entrare in contatto con ciò che prova, senza dover avere subito tutte le risposte. Restare in una posizione di presenza e disponibilità, senza giudizio, è molto importante: i ragazzi hanno bisogno di uno spazio sicuro.
Se sente che le emozioni sono molto intense o che la situazione la mette in difficoltà, può essere utile anche per Lei confrontarsi con un professionista, per sentirsi accompagnata in questo percorso.
Un caro saluto.
Dott.ssa Manuela Barzellato
capisco quanto questa situazione possa averLa sorpresa: quando si tratta dei figli, anche restando aperti e accoglienti, ci sono momenti che arrivano un po’ all’improvviso e chiedono tempo per essere compresi.
Da quello che racconta, sua figlia sembra attraversare una fase emotivamente molto intensa, come spesso accade in adolescenza. A questa età i legami possono diventare profondi, centrali, quasi totalizzanti, e le emozioni – compreso l’innamoramento – si costruiscono e si chiariscono proprio attraverso l’esperienza.
Il fatto che provi qualcosa per un’amica non va necessariamente letto come “confusione”: può essere un sentimento autentico nel qui e ora, che poi nel tempo potrà evolvere, trasformarsi o definirsi meglio. In questa fase, più che trovare subito una risposta definitiva, è importante che lei possa sentirsi libera di esplorare ciò che prova.
Rispetto alla sua domanda, è comprensibile porsi dei dubbi, ma l’orientamento affettivo non nasce per influenza o per vicinanza a qualcuno. Le relazioni possono diventare uno spazio in cui ci si riconosce e ci si scopre.
Il modo in cui Lei si è rivolta a sua figlia – dicendole che per lei conta la sua felicità e che non c’è giudizio – è un punto molto importante. Continuare a mantenere questo clima di ascolto, senza fretta di spiegare o definire, può aiutare sua figlia a sentirsi libera di raccontarsi e di capire meglio se stessa.
Anche per Lei può essere utile darsi il tempo di entrare in contatto con ciò che prova, senza dover avere subito tutte le risposte. Restare in una posizione di presenza e disponibilità, senza giudizio, è molto importante: i ragazzi hanno bisogno di uno spazio sicuro.
Se sente che le emozioni sono molto intense o che la situazione la mette in difficoltà, può essere utile anche per Lei confrontarsi con un professionista, per sentirsi accompagnata in questo percorso.
Un caro saluto.
Dott.ssa Manuela Barzellato
Buongiorno,
è comprensibile sentirsi spiazzati quando un figlio mostra qualcosa di inatteso, anche mantenendo un atteggiamento aperto e accogliente come il suo.
In adolescenza l’identità affettiva e sessuale è ancora in evoluzione: può capitare che emergano sentimenti nuovi, anche verso una persona dello stesso sesso, senza che questo debba per forza essere definito subito in modo stabile. Può essere un innamoramento, un’esplorazione o una fase di scoperta.
È importante chiarire che l’orientamento sessuale non “nasce” per influenza di un’amicizia: il legame con questa ragazza può aver facilitato l’emergere o la consapevolezza di certi sentimenti, ma non li crea da zero.
Il fatto che sua figlia si leghi molto intensamente a una persona è una caratteristica che lei stessa riconosce: questo può rendere i vissuti ancora più forti e totalizzanti.
L’aspetto più utile, come sta già facendo, è mantenere uno spazio di dialogo aperto e non giudicante, senza cercare subito una definizione (“è così o non è così”), ma accompagnandola a comprendere cosa prova.
Sentirsi accolta e non messa in discussione è ciò che più la aiuterà a orientarsi, qualunque sia poi il suo percorso.
Un caro saluto,
dott.ssa Veronica De Iuliis
è comprensibile sentirsi spiazzati quando un figlio mostra qualcosa di inatteso, anche mantenendo un atteggiamento aperto e accogliente come il suo.
In adolescenza l’identità affettiva e sessuale è ancora in evoluzione: può capitare che emergano sentimenti nuovi, anche verso una persona dello stesso sesso, senza che questo debba per forza essere definito subito in modo stabile. Può essere un innamoramento, un’esplorazione o una fase di scoperta.
È importante chiarire che l’orientamento sessuale non “nasce” per influenza di un’amicizia: il legame con questa ragazza può aver facilitato l’emergere o la consapevolezza di certi sentimenti, ma non li crea da zero.
Il fatto che sua figlia si leghi molto intensamente a una persona è una caratteristica che lei stessa riconosce: questo può rendere i vissuti ancora più forti e totalizzanti.
L’aspetto più utile, come sta già facendo, è mantenere uno spazio di dialogo aperto e non giudicante, senza cercare subito una definizione (“è così o non è così”), ma accompagnandola a comprendere cosa prova.
Sentirsi accolta e non messa in discussione è ciò che più la aiuterà a orientarsi, qualunque sia poi il suo percorso.
Un caro saluto,
dott.ssa Veronica De Iuliis
Buongiorno,
l'adolescenza è quel momento della vita in cui una persona più che in altri momenti prova a capire qualcosa più di sé e della propria identità. Anche la sessualità è un campo di esplorazione e come tale viene attraversato sino in fondo. Chissà che sua figlia non stia facendo lo stesso, cercando così, attraverso varie esperienze di trovare anche la sua di sessualità e la sua di collazione. La lasci fare liberamente, e piuttosto lavori sull'accettazione.... vedrà che sarà solo il tempo a darle le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
l'adolescenza è quel momento della vita in cui una persona più che in altri momenti prova a capire qualcosa più di sé e della propria identità. Anche la sessualità è un campo di esplorazione e come tale viene attraversato sino in fondo. Chissà che sua figlia non stia facendo lo stesso, cercando così, attraverso varie esperienze di trovare anche la sua di sessualità e la sua di collazione. La lasci fare liberamente, e piuttosto lavori sull'accettazione.... vedrà che sarà solo il tempo a darle le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno,comprendo bene il suo “spiazzamento”: è una reazione molto frequente nei genitori quando qualcosa nel percorso affettivo dei figli non corrisponde alle aspettative che si erano costruiti nel tempo.
Provo a darle alcuni riferimenti chiari, dal punto di vista psicologico.
In adolescenza è assolutamente normale vivere fasi di esplorazione dell’identità, anche sul piano affettivo e sessuale. L’innamoramento verso una persona dello stesso sesso può avere significati diversi: può essere un orientamento che si sta definendo, ma può anche rappresentare un’esperienza affettiva intensa legata a un legame profondo, alla vicinanza emotiva o al bisogno di sentirsi compresi. Non è possibile stabilirlo a priori, né è necessario farlo subito.
Rispetto alla sua domanda più diretta: no, l’orientamento sessuale non “si sviluppa” per influenza di un’amica o per frequentazione. Non si diventa lesbiche “per contatto”. Piuttosto, avere accanto una persona che vive apertamente il proprio orientamento può facilitare il riconoscimento o l’espressione di aspetti di sé che magari erano già presenti, anche in modo non consapevole.
È anche vero, però, che alcune ragazze (e ragazzi) in questa fase possono vivere relazioni molto intense e totalizzanti, in cui il confine tra amicizia profonda e sentimento amoroso può risultare poco chiaro. Questo non significa necessariamente “confusione patologica”, ma piuttosto un passaggio evolutivo, in cui si sperimentano emozioni forti e nuove.
Un elemento importante che lei stessa ha colto è la modalità relazionale di sua figlia: il fatto che tenda a focalizzarsi molto su una persona significativa. Questo può amplificare il coinvolgimento emotivo, indipendentemente dal genere dell’altra persona.
Il punto centrale, più che “capire subito cosa sia”, è mantenere uno spazio di dialogo aperto e non giudicante, come sta già facendo. Il messaggio più utile per sua figlia è: “puoi prenderti il tempo di capire cosa provi, senza doverti definire per forza adesso”.
Sta già facendo qualcosa di molto importante: esserci con apertura e rispetto. Questo è il fattore più protettivo per il benessere di sua figlia, qualunque sarà il suo percorso.
Se dovesse sentire il bisogno di un confronto più approfondito, anche solo per lei come genitore, un supporto psicologico può essere uno spazio utile per elaborare dubbi e vissuti. Resto a disposizione
Un caro saluto.
Provo a darle alcuni riferimenti chiari, dal punto di vista psicologico.
In adolescenza è assolutamente normale vivere fasi di esplorazione dell’identità, anche sul piano affettivo e sessuale. L’innamoramento verso una persona dello stesso sesso può avere significati diversi: può essere un orientamento che si sta definendo, ma può anche rappresentare un’esperienza affettiva intensa legata a un legame profondo, alla vicinanza emotiva o al bisogno di sentirsi compresi. Non è possibile stabilirlo a priori, né è necessario farlo subito.
Rispetto alla sua domanda più diretta: no, l’orientamento sessuale non “si sviluppa” per influenza di un’amica o per frequentazione. Non si diventa lesbiche “per contatto”. Piuttosto, avere accanto una persona che vive apertamente il proprio orientamento può facilitare il riconoscimento o l’espressione di aspetti di sé che magari erano già presenti, anche in modo non consapevole.
È anche vero, però, che alcune ragazze (e ragazzi) in questa fase possono vivere relazioni molto intense e totalizzanti, in cui il confine tra amicizia profonda e sentimento amoroso può risultare poco chiaro. Questo non significa necessariamente “confusione patologica”, ma piuttosto un passaggio evolutivo, in cui si sperimentano emozioni forti e nuove.
Un elemento importante che lei stessa ha colto è la modalità relazionale di sua figlia: il fatto che tenda a focalizzarsi molto su una persona significativa. Questo può amplificare il coinvolgimento emotivo, indipendentemente dal genere dell’altra persona.
Il punto centrale, più che “capire subito cosa sia”, è mantenere uno spazio di dialogo aperto e non giudicante, come sta già facendo. Il messaggio più utile per sua figlia è: “puoi prenderti il tempo di capire cosa provi, senza doverti definire per forza adesso”.
Sta già facendo qualcosa di molto importante: esserci con apertura e rispetto. Questo è il fattore più protettivo per il benessere di sua figlia, qualunque sarà il suo percorso.
Se dovesse sentire il bisogno di un confronto più approfondito, anche solo per lei come genitore, un supporto psicologico può essere uno spazio utile per elaborare dubbi e vissuti. Resto a disposizione
Un caro saluto.
Gentile Genitore,
Per quel che riguarda l'orientamento sessuale vi è una vasta gamma di possibilità: in alcuni casi lo si sa da sempre, in alcuni casi è una sorpresa per la persona stessa, in altri ancora una relazione omosessuale può essere una parentesi all'interno di una vita relazionale prettamente eterosessuale o viceversa. Un esperienza affettiva, di tipo omosessuale o eterosessuale, non definisce l'orientamento sessuale di una persona in modo definitivo, soprattutto a 16 anni. Dunque è presto per stabilire l'orientamento sessuale di sua figlia, è più corretto dire che, in questo momento della sua vita, sta facendo esperienza di quel tipo di affettività. Lei ha già messo in campo delle competenze genitoriali fondamentali come l'ascolto, il dialogo, l'accoglienza e la invito a tenere questa linea che ha già saggiamente intrapreso. Sebbene la rivelazione di un'esperienza affettiva per lei inaspettata sia comprensibilmente destabilizzante, a meritare un focus specifico potrebbero essere le modalità relazionali della ragazza, prima ancora della persona con cui le mette in atto. Modalità che, stando a quanto scrive, sembrano essere totalizzanti. Benchè a sedici anni si è in piena esplorazione del mondo delle relazioni e dell'affettività ed è quindi fuoriluogo aspettarsi un equilibrio ed una maturità caratteristiche di un'età successiva, si può comunque ipotizzare una tendenza a fondersi nelle relazioni perdendo, forse, dei fondamentali pezzi di sé. E' questo, a mio avviso, il punto da approfondire ed, eventualmente, da rieducare per il futuro relazionale della ragazza, che sia con un uomo o con una donna. La ringrazio per la preziosa condivisione e le auguro il meglio.
Per quel che riguarda l'orientamento sessuale vi è una vasta gamma di possibilità: in alcuni casi lo si sa da sempre, in alcuni casi è una sorpresa per la persona stessa, in altri ancora una relazione omosessuale può essere una parentesi all'interno di una vita relazionale prettamente eterosessuale o viceversa. Un esperienza affettiva, di tipo omosessuale o eterosessuale, non definisce l'orientamento sessuale di una persona in modo definitivo, soprattutto a 16 anni. Dunque è presto per stabilire l'orientamento sessuale di sua figlia, è più corretto dire che, in questo momento della sua vita, sta facendo esperienza di quel tipo di affettività. Lei ha già messo in campo delle competenze genitoriali fondamentali come l'ascolto, il dialogo, l'accoglienza e la invito a tenere questa linea che ha già saggiamente intrapreso. Sebbene la rivelazione di un'esperienza affettiva per lei inaspettata sia comprensibilmente destabilizzante, a meritare un focus specifico potrebbero essere le modalità relazionali della ragazza, prima ancora della persona con cui le mette in atto. Modalità che, stando a quanto scrive, sembrano essere totalizzanti. Benchè a sedici anni si è in piena esplorazione del mondo delle relazioni e dell'affettività ed è quindi fuoriluogo aspettarsi un equilibrio ed una maturità caratteristiche di un'età successiva, si può comunque ipotizzare una tendenza a fondersi nelle relazioni perdendo, forse, dei fondamentali pezzi di sé. E' questo, a mio avviso, il punto da approfondire ed, eventualmente, da rieducare per il futuro relazionale della ragazza, che sia con un uomo o con una donna. La ringrazio per la preziosa condivisione e le auguro il meglio.
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