È possibile che l'ipocondria mi abbia causato un disturbo d'ansia? Anche paranoie, pensieri ricorren
23 risposte
È possibile che l'ipocondria mi abbia causato un disturbo d'ansia? Anche paranoie, pensieri ricorrenti e sensi di colpa fanno parte dell'ansia? E comunque si può curare andando da uno specialista o dovrò conviverci a vita?
Buongiorno, personalmente direi che l'ansia è la causa dell'ipocondria. Gli stati ansiosi sono mutevoli e seguono le vie che la nostra storia, i nostri pensieri, le nostre particolarità caratteriali preparano per loro.
L'ansia è un segnale spia che tutti sperimentano prima o poi in una certa quota e che non può essere eliminato come un'erbaccia.
La diminuzione della quota d'ansia si può ottenere, semplificando, "a valle" o "a monte". Nel primo caso, specie quando è eccessiva e interferisce con uno stile di vita soddisfacente, può essere d'aiuto una terapia farmacologia, che tiene a bada la sintomatologia senza però indagarne le cause. Nel secondo caso, quando l'ansia è tollerabile, o resa più tollerabile, una psicoterapia può approfondirne l'origine.
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SM

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Buongiorno, mi sento di dirle che le due cose sono strettamente correlate. Certamente pensieri ricorrenti, sensi di colpa e paranoie possono essere una manifestazione di uno stato ansioso e risultano variabili in base alla persona ed al momento che si sta vivendo.
Approfondire la questione con uno specialista l'aiuterà sicuramente ad indagare maggiormente le cause e ad individuare strategie utili per il superamento.
Buona giornata
Dott. Ssa Marina Calogero
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Gentile utente l'ansia è una manifestazione sintomatica che può avere origini e sviluppi diversi in base alle caratteristiche proprie di ognuno. Lei parla di ipocondria, paranoia e senso di colpa, tutti temi molto importanti a segnalare un disagio che va e deve essere affrontato, compreso ed elaborato. Una psicoterapia è quello che le consiglio. I miei auguri,
MG

Gentile Utente,
l'ipocondria, così come i "pensieri paranoici", sono tutte espressioni dell'ansia. La prima è ansia di contrarre una malattia o di averla già in circolo ad esempio, i secondi sono un'ansia più sofisticata, legata ad una forte sensibilità nei confronti degli altri, che sentiamo facilmente in grado di ferirci. In entrambi i casi, così come anche rispetto ai sensi di colpa, osserviamo delle modalità di reazione della nostra mente a fronte di certe sollecitazioni, ed è lì che devono andare curiosità ed attenzione da parte nostra. L'ansia è un'esperienza umana e naturale, non è auspicabile eliminarla, ma possiamo comprendere cosa la renda così intensa da farcelo desiderare; in questo il confronto con uno psicoterapeuta può esserle di grande aiuto. Qualora lo volesse, resto a disposizione. Un caro saluto

Buongiorno, l'ipocondria, molto spesso, è un sintomo dello stato ansioso e può essere benissimo curata all'interno di un percorso psicoterapeutico che la aiuterà a gestire meglio i suoi pensieri ricorrenti e le sue paranoie. Cordiali saluti Dr.ssa Claudia Sposini
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Buongiorno, tutti i sintomi da lei descritti sono ascrivibili al suo quadro ansioso, compresa l'ipocondria. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a comprendere meglio l'origine della sua ansia e ad alleviare i sintomi. Saluti Dott.ssa Michela Campioli

Salve, le due cose sono collegate tra loro.
Personalmente credo che con un percorso di psicoterapia possa raggiungere un equilibrio psichico migliore, alleviandole i sintomi.
Buona serata.
Dott. Fiori

Caro/a utente, l' ipocondria è proprio un disturbo in cui si prova una fortissima ansia che causa un disagio invalidante... Fondamentalmente consiste nella paura di poter avere qualche grave malattia, ci possono essere "fissazioni " per una patologia in particolare, oppure timori più generici.
Con la Psicoterapia cognitivo comportamentale può affrontare il disturbo e sconfiggerlo! Forza. In bocca al lupo di cuore
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Si può dire che l'ipocondria e gli altri sintomi citati sono tutte forme di ansia più o meno intensa. Una psicoterapia la aiuterà a comprendere il perché di tutti questi "campanelli d'allarme" che si attivano rendendo difficile la quotidianità.

L'ipocondria è un disturbo d'ansia e i sintomi che lei ha citato possono farne parte. Attraverso la consultazione con uno specialista potrà scoprirne le cause, conoscere "cosa ci sta dietro" e soprattutto imparare come gestire le emozioni e i bisogni sottostanti.
L' invito è di considerare la sua situazione come un occasione per imparare qualcosa su di sé e trasformarsi in modo da vivere meglio. Qualsiasi disagio porta in sé il seme del cambiamento. Le auguro una buona vita.
Gianni Battaglion

Buona sera. Concordo con quanto detto. La sintomatologia seppur apparentemente diversa è correlata. Assolutamente risolvibile all'interno di un percorso psicoterapico. Non dovrà affatto conviverci a vita. Trovi uno specialista a cui affidarsi e risolverà dando anche senso e voce a quanto accade. Saluti

Buongiorno. Fermo restando che, per dare risposte più articolate occorrerebbe conoscere il quadro clinico generale, l'ipocondria è certamente inserita in un quadro ansioso. Detto questo andrebbe trattata secondo protocolli specifici d'intervento.

Cordialità

MT

Concordo con i colleghi, l' ipocondria può rientrare in un quadro ansioso.Questo è solo la punta dell'iceberg.

Non dovrà convivere a vita con paranoie, pensieri ricorrenti e sensi di colpa. Li affronti con l'aiuto di uno specialista.Se vuole sono a sua disposizione.
Dott.ssa Monica D'Ettorre

Gent l'ipocondria è già una manifestazione di ansia che attiva pensieri persecutori e paranoici. Un percorso psicoterapeutico la potrà aiutare a capire la situazione di partenza che ha scatenato le sue reazioni emotive e la guiderà nell'apprendimento di tecniche di controllo e contenimento. Cordiali saluti

Gentile utente, concordo con i colleghi nel sostenere che tutti i sintomi che lei riporta possono avere a che fare con un tema di ansia sottostante, che trova in queste strade la possibilità di esprimersi. Sarebbe opportuno approfondire. Considero i sintomi dei messaggeri che ci segnalano la necessità di cercare un equilibrio nuovo rispetto a quello esistente che evidentemente non è più adatto. Le faccio i miei auguri indicandole di certo un approfondimento in un contesto di fiducia come quello psicoterapeutico. Dott.ssa F. Pagliara

Gentile Utente, lei pone un quesito complesso che riguarda l'utilizzo delle cosiddette categorie diagnostiche.
L'ipocondria è una particolare forma di disturbo d'ansia. E' difficile immaginare una singola forma di disturbo ansioso. Se una persona è ansiosa, lo sarà in svariate forme ed in svariati contesti. E' opportuno, comunque, sottolineare che l'ansia, al pari di qualsiasi sensazione è il correlato somatico di quella emozione che chiamiamo PAURA. Ogni emozione è l'informazione immediata che noi diamo a noi stessi in risposta a situazioni più o meno specifiche. Quando tutto ciò è segno di patologia? Quando l'informazione non viene elaborata per risolvere il problema.
Per fare un esempio: la paura di un brutto voto potrebbe motivarmi a studiare con metodo evitando non necessarie "distrazioni". Ma la paura di prendere un brutto voto potrebbe essere l'eredità di un passato traumatico non superato per cui ogni volta che immagino una interrogazione mi ritrovo bloccato ed impotente. In questo caso la PAURA genera una strategia in cui, al massimo eviterò di espormi all'interrogazione. Così il problema si perpetua, si generalizza e cronicizzandosi provoca scompensi somatici che vengomo letti come possibili malattie e non come la presenza di un passato che ci perseguita. Inoltre la "medicalizzazione" del problema, spostando il focus su un'altra dimensione ci mantiene lontani da quelle Parti di noi difficili da ascoltare proprio perché son portatrici di qualcosa di inaccettabile.
Se ne può uscire con un percorso terapeutico in cui non si spara sul postino (resistenza verso il vissuto emozionale e la credenza che lo accompagna). La regola, come direbbe Jim Morrison è la seguente: ""Non devi mai lasciare che il tuo passato sia scaraventato nel tuo presente per distruggere il tuo futuro".
Una considerazione sulla "paranoia". E' mia opiniano che il pensiero paranoico sia il risultato obbligato di un sistema cronicamente in allarme (ansia di stato). Essendo il cervello l'organo deputato a dare un senso a ciò che il corpo prova, ne deriva che se sono cronicamente in allarme, saraà molto probabile che quello sguardo corrucciato che vedo sul volto di quella persona sia interpretato con un: "quello ce l'ha con me!" mentre, forse sta pensando ad una multa appena presa. Le risposte emotive sono immediate ed informano all'azione. Il più delle volte non abbiamo il tempo per sottoporle ad un ulteriore vaglio. Questo è tipico dei sistemi di conoscenza cronicamente in allarme. Spero di esserle stato d'aiuto. Cordiali saluti.

Buongiorno,
l'ansia si tratta con psicoterapia, meglio se cognitivo-comportamentale.
Ricerchi un professionista in tal senso.
dott Tealdi

Salve. Come può vedere ha avuto tante risposte sulla sua situazione. Ipocondria ed ansia sono fortemente correlate e tendono a mantenersi ed alimentarsi reciprocamente. Le posso suggerire una valutazione approfondita della sua situazione presso uno specialista perché la sua vita si liberi di questi meccanismi autolimitanti.
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.

Buonasera, le consiglio di cominciare un percorso di psicoterapia per riuscire ad elaborare che cosa nascondono i suoi sintomi. Potrebbero esserci dei traumi o degli avvenimenti successi nella sua infanzia che potrebbero procurargli i suoi sintomi. Non credo che debba conviverci per tutta la vita ma con un lavoro profondo ed accurato potrà risolvere i suoi malesseri. La saluto cordialmente, dott, Eugenia Cardilli.
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Salve,
ipocondria, paranoia, ansia ... forse è giunto per lei il momento di rivolgersi a un professionista ed evitare auto etichettamenti, anche perché spesso si confondono i sintomi se non opportunamente valutati.
Un saluto,
MMM

Gentile utente di mio dottore,

la problematica da lei descritta può esser tranquillamente affrontata intraprendendo un percorso di psicoterapia.
Quest'ultima potrebbe consentirle di andare all'origine del sintomo e di comprenderne maggiormente la funzionalità all'interno delle relazioni che costellano la sua vita. Alle volte i sintomi, nonostante determinino una profonda sofferenza interiore, danno anche un opportunità per poter attivare un cambiamento importante nella nostra vita.
Chissà che la mente non le stia dando una possibilità per poter avviare uno scatto evolutivo che le consenta di accederà alla serenità che merita.
Qualora avesse l'esigenza di poter approfondire con qualcuno questa riflessione non esiti a contattarmi.

Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
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Buonasera! Mi sembra che i disturbi di cui lei parla abbiano una radice comune, quale sia e il modo in cui uscirne sono l'obiettivo di un percorso di psicoterapia. E' il caso di contattarne uno e procedere ad una guarigione. Il diritto ad una vita serena vale anche per lei. In bocca al lupo
Dott.ssa Valeria Randisi

Salve, l'ipocondria è una preoccupazione eccessiva rispetto al corpo e alle malattia e ed inserita tra i problemi d'ansia, con tutte le sue componenti psicofisiche che lei descrive (iperattivazione fisiologica, pensieri ricorrenti, ecc.). Questi sintomi possono essere curati con psicoterapia (differenti approcci possono essere scelti) ed eventualmente con una terapia farmacologica, se necessario. Le suggerisco di cercare una consulenza psicologica, per valutare la situazione e scegliere il percorso piu adatto. In bocca al lupo

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