Da quando ero alle medie ho sempre avuto come amica una ragazza a cui ho fatto affidamento tutta la

Da quando ero alle medie ho sempre avuto come amica una ragazza a cui ho fatto affidamento tutta la mia vita sociale fino alla 2 superiore che ci siamo allontanate per via di altre amicizie. Non riesco a farmi più amici da allora nonostante io sia una ragazza espansiva e sempre con qualcosa su cui argomentare, ma ogni volta che qualcuno si avvicina a me sento che non è per un'amicizia, ma per una "parlata e via" e non riesco mai a formare un rapporto o almeno, io vorrei ma sento che dall'altra parte è no. Io credo che sia per la mia scarsa autostima e che per un certo senso io sia molto appiccicosa quando faccio amicizia con qualcuno, una volta aver fatto amicizia e vedo che quella persona si avvicina ad un'altra mi sento come sottovalutata ed ho paura che mi sostituisca. Cosa ne pensate?

25 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Credo che sia utile ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Sarebbe opportuno avere maggiori dettagli per poterla aiutare correttamente. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Buongiorno, mi scusi me le devo fare una domanda: quanti anni ha? Da quanto scrive dovrebbe averne circa 16. Specificarlo sarebbe utilissimo perché la fascia d'età è molto importante rispetto ai vissuti, alla propria immagine, alle relazioni con i coetanei, ecc. Il rischio di darle una risposta diventerebbe azzardato non conoscendo almeno questo dato. Le auguro una buona giornata, Gianpaolo Bocci


Buongiorno, comprendo il suo disagio ....certamente l'interruzione della relazione con l'"amica del cuore" , della sua prima fase adolescenziale, ha comportato, dentro di lei una certa destabilizzazione, sfiducia nell' altro, con conseguente abbassamento dell'autostima . L' evento può rappresentare una grande opportunità di crescita della sua sfera affettivo-relazionale ( lei non precisa l'età ma quella cronologica è relativa), che, a quanto riferisce, necessita di una valutazione psicologica e di un supporto. Un cordiale Saluto, Dr.ssa Maria Mumoli

Dott.ssa Maria Mumoli

Dott.ssa Maria Mumoli

psicologo

Marina di Davoli

Prenota visita

Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con noi questo suo vissuto così intimo e personale. Le chiedo, quando è stata la prima volta che lei si è sentita "sottovalutata" che ha avuto paura "che mi sostituisca". Non si chieda tanto perché non riesce a creare un rapporto di amicizia, ma perché lo vuole creare a tutti i costi? Riesce a godersi la conoscenza di nuove persone senza la ricerca continua di un legame più intenso e intimo? Rivolgersi a questo blog è sicuramente stato un passo importante, un altro importante passo potrebbe essere quello di rivolgersi a un professionista, uno psicologo con cui poter iniziare ad indagare tutti gli aspetti che vorrà approfondire legati alla sua autostima e alla ricerca continua di amicizie. Nella speranza di esserle stata d'aiuto, Cordialmente, Dott.ssa Fabiola Ribechini


A livello generale nella prima fase del’adolescenza Si tendono a costituire dei legami esclusivi con coetanei che diventano poi amici o amiche del cuore. Successivamente si passa al gruppo dei pari e quindi si tende un po’ a perdere quei legami più esclusivi per investire maggiormente sul gruppo. Questa fase non è sempre facile da affrontare e può destabilizzare la fiducia in se stessi come è successo a te E possono emergere sentimenti di inadeguatezza. Quello che posso consigliarti è di fare dei colloqui psicologici per lavorare su questi tuoi vissuti e migliorare la tua autostima. Resto a disposizione per delle video consulenze o colloqui telefonici. Dott. Michele Arnaboldi. Buon pomeriggio, Comprendo il disagio per la situazione riportata. A livello generale si può affermare che nella prima fase dell’adolescenza e

Dr. Michele Arnaboldi

Dr. Michele Arnaboldi

psicologo

Bovisio Masciago

Prenota visita

Buongiorno alla sua età sono frequenti questi dubbi e queste insicurezze nelle relazioni che diventano la prima fonte di calore e affetto al di fuori della famiglia! Soprattutto avendo lei delegato alla sua amica la gestione della vita sociale.. Provi a parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta per capire meglio cosa cerca nelle relazioni con gli altri e di acquisire una maggiore autostima saluti dr Fabio Bruno


Buongiorno gentile utente, la sensazione che ho leggendo il suo messaggio è che per lei l'amicizia sia formare un rapporto esclusivo con un'unica altra persona, il che somiglia di più a quello che succede in una relazione di coppia che in un rapporto di amiciza. Ci scrive di essere molto appiccicosa, di avere paura che se la persona si avvicina ad un'altra la potrebbe sostituire. Questo mi fa pensare che lei si possa sentire anche un po' gelosa. Credo ci sia del vero quando scrive che ha una scarsa autostima e che sia la mancanza di sicurezza in sé stessa quello che la porta o ad appiccicarsi o ad allontanarsi. La parola "amicizia" ha la stessa radice della parola "amore", l'amico è colui/colei che ama e che si ama. Faccia amicizia con sé stessa, si ami e si apprezzi di più. Le qualità che cerca negli altri sono certamente dentro di lei. Riconoscerle la aiuterebbe a smettere di sottovalutarsi e di avere paura. Un cordiale saluto e auguri!


Buonasera, dalle sue riflessioni emerge una volontà a lavorare su di sé e comprendere le sue modalità di relazionarsi con l'altro; per questo le consiglio di farsi accompagnare da un professionista in questo percorso in modo da fare chiarezza e raggiungere una conoscenza di sé che le permetta di costruire relazioni che la soddisfino.


Buongiorno, Mi sembra si sia incastrata nella dinamica del credo che una persona voglia fare una “parlata e via”, così facendo non cerca sempre conferma di questo?


Buonasera, ciò che racconta riguarda la sfera sociale e i rapporti amicali, vista la notevole importanza che esse hanno (in qualsiasi età) ma soprattutto in quella che pare essere proprio l'adolescenza, un consiglio che Le posso dare è quello di rivolgersi ad un\una professionista in modo da poter vedere la situazione anche da occhi esterni. Ad ogni modo, il suo essersi raccontata ad "estranei" può essere una buona motivazione per intraprendere un percorso di approfondimento e crescita personale. Rimango a disposizione qualora volesse contattarmi Saluti Dott.ssa Carlotta Cuvello


Buonasera. Mi colpisce e dispiace leggere che si senta sottovalutata, che gli altri, secondo lei, le si avvicinino per "una parlata e via", le sensazioni di "appiccicume" e la paura di "essere sostituita" che descrive. Bisognerebbe indagare in che modo si pone in relazione e come abbia strutturato questi modi di sentirsi con gli altri, per capire cosa accade. La invito, perciò, a ritagliarsi uno spazio con un professionista che la accompagni nelle domande che già ha iniziato a farsi. Dott. Francesco Dello Ioio


Salve forse potrebbe esserle utile approfondire la sua lettura di questi temi legati ai suoi modi di relazionarsi. Pertanto perché non prova a riflettere sulla possibilità di contattare un professionista per lavorare con lui sui perché di questi suoi vissuti. Un cordiale saluto


Buondì… Mi sembra lei stia attraversando un periodo abbastanza classico dell’adolescenza: PASSARE DALL’AMICA DEL CUORE A UN ALTRA ESPERIENZA DI RELAZIONE AMICALE… Non si risolve presto! Ci vuole un periodo di prove e tentativi! Un periodo di fallimenti è successi! Magari sentire che la persona contattata non è disposta ad avvicinarla non è completamente vero! Andrebbe capito meglio…

Dott. Luca Pezzano

Dott. Luca Pezzano

psicologo

Rosignano Marittimo

Prenota visita

Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con noi la sua storia. Posso immaginare la difficoltà che sta vivendo: il desiderio di stringere amicizia da una parte e questi pensieri che si innescano in lei dall'altra. Delle volte agiamo in un modo, senza però averne chiaro il motivo. Non deve però preoccuparsi di questo, imparare a conoscersi meglio è la chiave che le permetterà di aprire qualsiasi porta. Un percorso psicologico, in questo, potrebbe essere davvero prezioso. Potrà imparare a conoscersi, a spiegarsi il perché di quello che pensa e che le accade, così da vivere la sua vita in modo più sincero e autentico, tanto con lei quanto con gli altri che la circondano. Qualora avesse bisogno e ne avesse il desiderio, io sono a disposizione. Ho studio a Roma, ma ricevo anche online. La saluto e le faccio un in bocca al lupo. Dott.ssa Francesca Ape


Buonasera, è evidente dal suo messaggio quanto tutto questo le crei preoccupazione e disagio e quanto, lei stessa, cerchi di trovare possibili risposte e collegamenti, anche rispetto a vissuti passati, per darsi spiegazioni nel presente, avendo riportato un episodio significativo per lei. A volte le nostre emozioni e i nostri vissuti non ci consentono di avere una visione chiara, sia di noi stessi, che di come gli altri ci percepiscono e può esserci d'aiuto confrontarci e riflettere insieme su nuovi possibili panorami da osservare, che rendono il quadro della vita più ampio e colorato. qualora volesse e ne sentisse la necessità sono a disposizione. Cari saluti. Dott.ssa Aurora Felicetti


Gentilissima, Quanti anni hai? Il tipo di rapporto amicale che descrivi e’ proprio quello tipico della fase pre adolescenziale, in cui si ha une relazione esclusiva con un’amica ‘quasi sorella’. Questo tipo di rapporti e’ destinato a modificarsi nel corso del tempo, così’ come e’ accaduto a te. In adolescenza si vive maggiormente la dimensione del gruppo, spesso e’ forte la competizione con i pari e le amicizie vanno e vengono. Il rapporto ‘morboso’ che tu descrivi non è più adeguato nelle fasi successive. Può essere che tu abbia necessità di progredire, di maturare in questa dimensione. E’ bene che tu ti interroghi su questo ma cercherei di non patologizzarlo. Naturalmente se vuoi vedere a fondo questo aspetto fai qualche colloquio mirato con uno psicoterapeuta. Spero di averti dato qualche spunto Marianna Pasello


Salve se sei minorenne chiedi ai tuoi genitori il consenso per rivolgerti a uno psicologo che ti aiuti in questo momento per te difficile, che ti aiuti a conoscerti e a instaurare nuove amicizie. A disposizione, Dott.ssa Francesca Ghislanzoni


La situazione che hai descritto sembra indicare che hai vissuto un legame significativo con la tua amica delle medie e che questo ha influenzato la tua percezione delle relazioni sociali. Il fatto che tu ti senta "appiccicosa" o che abbia paura di essere sostituita potrebbe essere legato a una scarsa autostima e alla paura della solitudine o dell'abbandono. Potrebbe essere utile esplorare questi sentimenti e pensieri in modo più approfondito, magari attraverso un percorso di psicoterapia o di sostegno psicologico. In questo modo potresti lavorare sulla tua autostima, sull'accettazione di te stessa e sulla gestione delle tue emozioni legate alle relazioni sociali. Inoltre, potrebbe essere importante anche riflettere su come ti approcci alle nuove relazioni e su come gestisci la tua percezione di te stessa in relazione agli altri. Probabilmente potrebbe essere utile esplorare quali sono i tuoi bisogni e desideri in termini relazionali e cercare di comunicarli in modo chiaro e onesto. In definitiva, è importante capire che le relazioni sociali sono complesse e che ognuno di noi ha le proprie paure, insicurezze e bisogni. Lavorare su questi aspetti potrebbe aiutarti a costruire relazioni più sane e soddisfacenti basate sull'autenticità e sulla reciproca fiducia. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di conoscenza. Dott. Cordoba


Buongiorno, posso capire quanto questo possa farti soffrire. Da quello che racconti, sembra che la perdita di quell’amicizia importante abbia creato un senso di vuoto e insicurezza nelle tue relazioni, come se il legame che avevi con lei fosse il punto di riferimento su cui basavi tutto. E adesso, nonostante tu sia una persona socievole e capace di creare contatti, ti sembra che queste nuove amicizie siano sempre superficiali, come se nessuno potesse davvero desiderare di conoscerti profondamente. Forse hai iniziato a proteggerti, a tenerti un po' in disparte o a dubitare dell'interesse degli altri per paura di essere ferita di nuovo, come se la tua mente volesse evitare di rivivere quel dolore che hai già provato in passato. È umano volere rapporti autentici e avere anche paura che, una volta creata un’intimità, questa possa svanire o che qualcun altro possa prendere il tuo posto. Accade a molti e spesso nasce proprio da esperienze come la tua, in cui abbiamo dato tanto a qualcuno e poi ci siamo sentiti un po’ persi quando il rapporto è cambiato o si è allentato. La cosa bella è che questo tipo di difficoltà può essere affrontato. Lavorare su pensieri come la paura di essere rimpiazzata o la sensazione di non essere "abbastanza" può aiutarti a vedere le relazioni in modo più sereno e a vivere i nuovi legami senza quel timore costante di perdere il tuo valore agli occhi degli altri. Ciò non significa che diventi più distaccata o meno legata alle persone; al contrario, significa che puoi scoprire un modo di stare in relazione che sia più libero e autentico, basato sulla sicurezza di chi sei, indipendentemente dagli altri. Con un percorso di terapia, potresti esplorare più a fondo queste emozioni e imparare a gestirle con più tranquillità. Ricorda: non sei sola in questo, e il fatto che tu sia qui a chiedere aiuto mostra già una grande forza e desiderio di migliorarti. Questo è il primo passo, e da qui puoi costruire quella serenità che cerchi nelle tue relazioni. Ti auguro il meglio. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno e grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi. Capisco quanto questa situazione possa essere difficile. Ho capito da quanto hai scritto il desiderio di connessioni autentiche, ma le insicurezze possono farti percepire le amicizie come fragili. La tua espansività è una risorsa preziosa! Sarebbe interessante comprendere meglio la situazione nello specifico ma in ogni modo è sempre importante ricordare che il tuo valore non dipende dall’attenzione degli altri. Le amicizie possono essere più o meno fluide, passeggere ecc... ma questo non diminuisce il tuo valore. Rimango disponibile per esplorare insieme l'argomento A presto


Grazie per aver condiviso il suo vissuto. Sembra che il legame con la sua amica d’infanzia abbia creato un modello difficile da ritrovare in nuove amicizie. Il timore di essere sostituita e la percezione di essere “appiccicosa” potrebbero derivare da una bassa autostima e dal bisogno di conferme. Provi a vivere le amicizie con maggiore leggerezza, senza aspettative immediate. Coltivare più interessi personali potrebbe aiutarla a sentirsi più sicura. Ha mai pensato di esplorare queste dinamiche con uno specialista?


La scarsa autostima è sicuramente un fattore che incide sul Suo personale modo di stringere amicizia e vivere le relazioni, ma non è responsabile del modo in cui gli altri si comportano nei Suoi confronti. Mi rendo disponibile per aiutarLa a fare chiarezza sulla questione e trovare, insieme, il modo per vivere più serenamente le relazioni e non sentirsi più esclusa e/o "sottovalutata" (come Lei si definisce) quando una persona a Lei cara instaura rapporti con altri. Ha sicuramente delle qualità che fanno la differenza: Le offro il mio aiuto per riuscire a farle venire a galla!

Dott.ssa Angela Ritella

Dott.ssa Angela Ritella

psicologo

Castellana Grotte

Prenota visita

Grazie per aver condiviso una parte così delicata di te. Le relazioni di amicizia sono come radici: se una si spezza o cambia direzione, ci sentiamo instabili.. Il tuo bisogno di "appartenenza" è autentico e profondo e la paura che "qualcuno prenda il tuo posto" assomiglia ad un bisogno di conferma. Cosa significa per te, "essere scelta?" e che spazio vorresti o senti di occupare nelle tue relazioni? Non soffermarti sugli altri ma su te stessa... non cercare di farti spazio nella vita degli altri, bensì comincia a riconoscere il fatto che tu hai valore a prescindere da chi ti sta accanto. Coltiva spazi tuoi, passioni e nei legami, concediti di restare senza temere di essere di troppo: l'amicizia non si misura in esclusività, ma in autenticità.


Buongiorno, dietro ad una situazione che viene vissuta in questo modo possono esserci molte motivazioni diverse che influiscono su come ci comportiamo e reagiamo. Un fattore principale è quanto questo aspetto influenza negativamente ed in maniera ampia la tua vita, per questo motivo, ti consiglierei di intraprendere un percorso psicologico che ti possa supportare nel dare ordine a questi vissuti e gestire diversamente e con maggiore consapevolezza quanto accade. Resto a disposizione, anche in modalità online, se volessi intraprendere questo percorso. Saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti


Secondo me da quando hai perso quell’amicizia così importante hai iniziato inconsapevolmente a vivere tutti i rapporti con la paura che prima o poi l’altra persona possa allontanarsi o trovare qualcuno “meglio” di te. E quando si ha questa paura dentro, anche un’amicizia normale rischia di diventare emotivamente pesantissima, perché ogni attenzione data ad altri può sembrare una conferma di non essere abbastanza importante. Il problema forse è che oggi vivi tutto questo più attraverso la paura di perdere che attraverso la tranquillità di sentirti scelta anche senza dover continuamente avere conferme. “Le possibilità sono infinite, anche quando sembrano poche. A volte però, dentro la sofferenza, è difficile riuscire a riconoscerle da soli e serve qualcuno che aiuti a vedere possibilità diverse da quelle che il dolore, la paura o la sfiducia fanno vedere.”

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.