Convivo con mio marito e mia suocera. Quest'ultima ha atteggiamenti freddi, superiori ,autoritari, e
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Convivo con mio marito e mia suocera. Quest'ultima ha atteggiamenti freddi, superiori ,autoritari, egocentrici, disprezzanti e mi risponde con tono cattivo e malamente . Vuole imporre e comandare e mi controlla su tutto . Se le riservo lo stesso trattamento si lamenta della mia incapacità di essere riconoscente nei suoi confronti Questi comportamenti li ha anche con suo figlio e suo marito . Mio marito non prende posizione, dice che sono permalosa ,mi accusa che odio sua madre , e che sono viziata e preziosa e che non vede tutte queste problematiche che descrivo e alle offese che sua madre fa a lui non risponde nulla e fa finta di niente . Inoltre mi invita a non spendere soldi per tenerli in un futuro e di conseguenza non posso permettermi tanti svaghi perché ogni volta che prendo qualcosa, anche cibo,mi rimprovera della mia incapacità di risparmiare . Mi ha anche avvisato che mi controllerà affinché io compri poco o nulla . Mi ha inoltre sconsigliato ad andare a parlare con uno psicoterapeuta perché sprecherei solo soldi e non risolvo nulla.
Nonostante cerchi di essere sempre gentile con mia suocera quest'ultima mi rimprovera di non far mai abbastanza per lei rinfacciandomi che lei fa troppo per me Due giorni fa mia suocera mi ha mostrato il coltello e sia a me che a mio marito ha fatto il gesto dello strozzamento. Cosa posso fare?
Nonostante cerchi di essere sempre gentile con mia suocera quest'ultima mi rimprovera di non far mai abbastanza per lei rinfacciandomi che lei fa troppo per me Due giorni fa mia suocera mi ha mostrato il coltello e sia a me che a mio marito ha fatto il gesto dello strozzamento. Cosa posso fare?
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana.
E' molto grave ciò che descrive ed è necessaria una soluzione al più presto.
Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
E' molto grave ciò che descrive ed è necessaria una soluzione al più presto.
Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
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Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Contrariamente a quanto pensa suo marito, purtroppo, la psicoterapia potrebbe aiutarla a capire cosa è giusto per sé e a trovare la forza e la motivazione nel perseguire i propri obiettivi. La fiducia in noi stessi ci fa vedere soluzioni e non problemi. Un caro saluto.
Buongiorno Signora, mi spiace molto per la difficile situazione in cui si trova. Credo che sia importante per lei appoggiarsi ad un professionista che possa supportarla in questo momento così delicato.
Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Pedretti
Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Pedretti
Cara utente, la condizione che lei descrive è assai delicata e complessa. Credo sia importante per lei richiedere un supporto psicologico per poter affrontare, elaborare e gestire tali dinamiche. Inoltre credo che un percorso con un professionista le posse essere utile al fine di individuare i suoi obbiettivi di vita.
Non possiamo lavorare con sua suocera ne con suo marito, ma solo su di lei e su ciò che vuole e di cui ha bisogno.
Cordiali saluti Dott.ssa Alessia D'Angelo
Non possiamo lavorare con sua suocera ne con suo marito, ma solo su di lei e su ciò che vuole e di cui ha bisogno.
Cordiali saluti Dott.ssa Alessia D'Angelo
Salve. Parta da lei. Andando a vivere con sua suocera non ha costruito una nuova famiglia ma si è inserita in una famiglia già strutturata con le sue dinamiche relazionali e, mi sembra di capire, che è difficile per lei crearne di nuove. Cosa vorrebbe costruire nella sua vita in futuro? Quali sono i suoi progetti? Quali erano i progetti con suo marito al momento del matrimonio? Se non riesce a fare chiarezza da sola, non si lasci condizionare dagli altri ma dia spazio a se stessa e si conceda la possibilità di confrontarsi in un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a fare chiarezza, che possa sostenerla nelle sue fragilità e che possa stimolare la fiducia in se stessa per affrontare il futuro su nuove basi, senza dover subire quelle altrui. Sono disponibile per approfondimenti. Distinti saluti
Gentile Utente, la situazione che descrive sarebbe invivibile per chiunque, non è difficile immaginare quanto possa essere faticoso per lei. Racconta di una suocera tirannica, un suocero un passivo e suo marito, che al cospetto della madre veste più facilmente i panni del figlio che del suo partner. Non so se esista un comportamento o un gesto che scardini l’asperità di sua suocera, ma l’impressione a prescindere è che lei speri in un cambiamento di questa donna, o di suo marito nelle restrizioni che le impone. Questo è normale certo, camperebbe meglio se loro cambiassero, ma l’impressione è che la condanni ad una posizione di attesa. In una psicoterapia potrebbe davvero chiedersi se questa attesa è la massima attività che può concedersi, o se può porsi degli obiettivi differenti, che la vedano protagonista e impegnata a riprendersi diritti che le vengono negati giorno dopo giorno. Un caro augurio di buona fortuna
Buongiorno,
la situazione familiare che descrive è piuttosto complessa in termini relazionali e contiene aspetti che probabilmente renderebbero il contesto familiare molto difficile da vivere per chiunque. Una suocera che sembra fin troppo invischiata nella vostra dinamica di coppia e un marito che sembra in difficoltà nello stare contemporaneamente nel ruolo di figlio e in quello di partner di coppia.
Un percorso psicoterapeutico che la aiuti a far chiarezza relativamente al contesto familiare, dando la giusta rilevanza a quelli che sono i suoi bisogni e i suoi obbiettivi, può certamente aiutarla.
Cordialmente, EP
la situazione familiare che descrive è piuttosto complessa in termini relazionali e contiene aspetti che probabilmente renderebbero il contesto familiare molto difficile da vivere per chiunque. Una suocera che sembra fin troppo invischiata nella vostra dinamica di coppia e un marito che sembra in difficoltà nello stare contemporaneamente nel ruolo di figlio e in quello di partner di coppia.
Un percorso psicoterapeutico che la aiuti a far chiarezza relativamente al contesto familiare, dando la giusta rilevanza a quelli che sono i suoi bisogni e i suoi obbiettivi, può certamente aiutarla.
Cordialmente, EP
Salve, situazione classica in questo tipo di convivenza. Deve andare a vivere con suo marito altrove e " costringerlo" nel farlo per creare la vostra famiglia e allontarlo da ciò che è il passato. Non ci sono altre soluzioni. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Gentile utente, mi dispiace per la situazione che vive che si presenta piuttosto faticosa. In questo triangolo anche i ruoli appaiono confusi, l'unica cosa chiara è che lei si trova in una posizione in cui è sempre l'altro a decidere per lei, anche per il semplice fatto che lei stessa si aspetta che siano proprio gli altri a cambiare atteggiamento. Forse dovrebbe ripartire dai suoi bisogni, concedendosi la possibilità di ritrovarsi e fare chiarezza sulla sua situazione.
Sono a disposizione per un consulto più approfondito, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Froiio
Sono a disposizione per un consulto più approfondito, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Froiio
Salve. La situazione che lei vive contiene aspetti decisamente importanti e che compromettono in modo serio non solo la serenità della sua relazione di coppia, ma anche la possibilità di condurre una vita in equilibrio con i suoi desideri e bisogni essenziali di persona. Partirei da questi ultimi. Sentirsi costantemente sottoposti a controllo, disapprovazione, manipolazione, anche con mezzi che incutono paura, perchè includono minacce per la propria incolumità, debilita in modo progressivo la sua possibilità di autodeterminarsi, in un contesto già difficile da gestire, per il solo fatto di essere "in minoranza" come membro aggiunto di una famiglia evidentemente invischiata. Sarebbe certamente importante indagare sui motivi che l'hanno condotta a collocarsi in una struttura familiare/relazionale di questo tipo (e la psicoterapia, sconfessando il parere di suo marito, sarebbe davvero il contesto indicato per poter approfondire questi temi) ma al momento mi sembra di osservare che la priorità sia piuttosto quella di recuperare risorse che la fortifichino e la sostengano nel prendere una distanza (anche fisica) da un contesto così rigidamente strutturato in cui ogni possibile evoluzione appare impossibile. Queste risorse a cui può far capo, nell'auspicabile ipotesi che lei non si ritrovi per qualche motivo "isolata" dai suoi legami esterni a questa famiglia, sono le persone (familiari, amici...) di cui si fida e anche riferimenti territoriali (consultori, medici di base...) che la possono accogliere ed indirizzare al percorso giusto (anche nel servizio pubblico se non gode al momento di autonomia di spesa). Abbia cura di sè. Dott.ssa Simona Galatro
Buongiorno,
come si sente in questa situazione? Comprendere e dare voce a ciò che prova è un passo importante per capire come introdurre un cambiamento che possa farla stare bene. Per fare ciò è importante che trovi conforto e confronto con suo marito e, se ne sente la necessità, parli con uno specialista. Non si limiti a quello che ha senso per gli altri, per lei avrebbe senso iniziare un percorso?
Saluti.
Dott.ssa Erika Battaglia
come si sente in questa situazione? Comprendere e dare voce a ciò che prova è un passo importante per capire come introdurre un cambiamento che possa farla stare bene. Per fare ciò è importante che trovi conforto e confronto con suo marito e, se ne sente la necessità, parli con uno specialista. Non si limiti a quello che ha senso per gli altri, per lei avrebbe senso iniziare un percorso?
Saluti.
Dott.ssa Erika Battaglia
Buongiorno, ritengo utile, vista la situazione che descrive, trovare un supporto psicologico. Non dia mai retta a chi sconsiglia di prendersi cura di se stessi. In questo caso è plausibile che il motivo di questo pessimo consiglio sia che chi le sta vicino sa che il motivo del suo malessere deriva proprio dalla situazione relazionale della vostra famiglia. Lei necessita di prendere atto di ciò che sta vivendo per poter decidere in che direzione andare.
Se ritiene utile avere un confronto non esiti a contattarmi.
Dott.ssa CAMILLA BALLERINI
Se ritiene utile avere un confronto non esiti a contattarmi.
Dott.ssa CAMILLA BALLERINI
Buongiorno, ascolti il suo disagio e anche il suo desiderio di vita. Vivere nelle condizioni che descrive non favorisce lo sviluppo di una nuova famiglia, la sua e di suo marito, che invece richiede libertà e un nuovo equilibrio nelle relazioni. La scelta di una psicoterapia è una buona scelta: non distolga l'attenzione da ciò che è il suo obiettivo di chiarezza e di benessere.
Un cordiale saluto Dr. Marina Marzani
Un cordiale saluto Dr. Marina Marzani
Buongiorno, purtroppo è in una situazione complessa, molto, non tanto per la suocera ma per il marito che sembra essere ancora molto figlio nei confronti della madre. Il problema vero non è la suocera, ma un figlio piuttosto sottomesso a dinamiche molto svalutanti, che non vede o forse nega.
Cerchi di ascoltarsi bene, di lottare per le cose che può cambiare di guardare tutta la dinamica tra voi tre.
Cerchi di volersi bene,...
Buon cammino, qualunque esso sia
Goffredo Bordese
Cerchi di ascoltarsi bene, di lottare per le cose che può cambiare di guardare tutta la dinamica tra voi tre.
Cerchi di volersi bene,...
Buon cammino, qualunque esso sia
Goffredo Bordese
Buongiorno,
mi chiedo come mai viviate tutti e tre insieme ma posso comprendere che a volte ci siano delle esigenze o problematiche di natura fisica.
Sicuramente chiedere supporto e intraprendere un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a capire cosa è meglio per lei, che direzine scegliere, trovare un buon dialogo e costruttivo con suo marito rispetto alla presenza di sua suocera non solo in casa ma anche nelle dinamiche relazionali e familiari.
Mi sembra che così come ci presenta la sua situazione sia difficile andare avanti, bisogna lavorare per attuare un cambiamento.
A presto
mi chiedo come mai viviate tutti e tre insieme ma posso comprendere che a volte ci siano delle esigenze o problematiche di natura fisica.
Sicuramente chiedere supporto e intraprendere un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a capire cosa è meglio per lei, che direzine scegliere, trovare un buon dialogo e costruttivo con suo marito rispetto alla presenza di sua suocera non solo in casa ma anche nelle dinamiche relazionali e familiari.
Mi sembra che così come ci presenta la sua situazione sia difficile andare avanti, bisogna lavorare per attuare un cambiamento.
A presto
Gentile utente, mi dispiace molto leggere il racconto della sua convivenza. Lei lavora? Perchè questo farebbe la differenza. L'indipendenza ti dà potere, e in quel caso potrebbe anche decidere di andarsene da casa, portando poi suo marito a lei. Se non lavora, dovrebbe cercarsi un impiego e fare la stessa cosa. Suo marito non sembra molto aperto. Cosa condividete? Fate qualcosa insieme? Da come lei dice si permette di vietarle le cose, o decidere lui per lei. Ma lei come mai glielo permette? Come è finita in questa casa? Ha un'amica fidata da cui e!ventualmente andare? L'ideale sarebbe che lei potesse fare una psicoterapia, che l'aiuti a rafforzarsi e piano piano, se ancora ci tiene, portare a lei suo marito. Oppure decidere altro. Mi dispiace questo contesto ha dei limiti, ma spero che tutti i suggerimenti le siano d'aiuto. Tanti auguri
La situazione che stai vivendo è complessa e difficile da gestire. È importante riconoscere i tuoi sentimenti e reazioni, magari tenendo un diario per riflettere sulle interazioni con tua suocera e tuo marito. Cerca di comunicare in modo assertivo, esprimendo chiaramente come ti senti riguardo ai comportamenti di tua suocera. Stabilire confini chiari è fondamentale per proteggere il tuo benessere, definendo quali comportamenti non sei disposta a tollerare. Considera anche la possibilità di cercare supporto esterno, come un terapeuta, per esplorare le tue emozioni e sviluppare strategie efficaci. Elabora un piano d'azione per gestire le interazioni difficili, limitando il tempo con tua suocera se necessario, e cerca di dedicare del tempo a te stessa per ridurre lo stress e mantenere il tuo benessere. È fondamentale che tu ricordi che meriti di essere trattata con rispetto e dignità.
Cara Persona,
innanzitutto dispiace molto per la situazione, piuttosto complessa: immagino il suo senso di impotenza perché, forse, lei vorrebbe che queste persone capissero il suo stato d'animo e rispettassero il suo ruolo. Purtroppo però non possiamo cambiare gli altri o sperare che loro capiscano il nostro vissuto, anche se ci mettiamo tanta buona volontà. E' chiaro che sua suocera e suo figlio hanno una cultura per cui è reciprocamente accettato questo invischiamento e ascendente sui figli. Sembra, tuttavia, che lei non condivida e che soffra questa modalità. Nessuno può dirle cosa fare ma è bene che lei si soffermi sulla questione che porta, che le dia credito e la legittimi perché nessuno lo farà per lei. Le consiglio di permettersi uno spazio dove lavorare su di lei per capire il modo in cui concepisce la relazione, il modo in cui lei si mette nella relazione, come si pensa lei all'interno di una relazione, i suoi modelli relazionali, stereotipi, apriori ecc ecc in modo tale da essere profondamente cosciente di chi è lei e di cosa la fa stare bene. Un caro augurio, Dott.ssa Laura Mandelli
innanzitutto dispiace molto per la situazione, piuttosto complessa: immagino il suo senso di impotenza perché, forse, lei vorrebbe che queste persone capissero il suo stato d'animo e rispettassero il suo ruolo. Purtroppo però non possiamo cambiare gli altri o sperare che loro capiscano il nostro vissuto, anche se ci mettiamo tanta buona volontà. E' chiaro che sua suocera e suo figlio hanno una cultura per cui è reciprocamente accettato questo invischiamento e ascendente sui figli. Sembra, tuttavia, che lei non condivida e che soffra questa modalità. Nessuno può dirle cosa fare ma è bene che lei si soffermi sulla questione che porta, che le dia credito e la legittimi perché nessuno lo farà per lei. Le consiglio di permettersi uno spazio dove lavorare su di lei per capire il modo in cui concepisce la relazione, il modo in cui lei si mette nella relazione, come si pensa lei all'interno di una relazione, i suoi modelli relazionali, stereotipi, apriori ecc ecc in modo tale da essere profondamente cosciente di chi è lei e di cosa la fa stare bene. Un caro augurio, Dott.ssa Laura Mandelli
La situazione che stai vivendo è estremamente difficile e carica di tensioni ed è comprensibile che tu ti senta sopraffatta e impotente. Ci sono però alcune riflessioni e strategie che possono aiutarti ad affrontarla in modo più efficace:
1. Non cadere nella trappola del conflitto diretto: Quando le persone agiscono con prepotenza o provocazioni, spesso si aspettano una reazione che alimenti lo scontro. Rispondere con la stessa moneta può rinforzare il circolo vizioso. Prova invece a rispondere con calma e in modo spiazzante. Ad esempio, davanti a un attacco, un semplice “Mi dispiace che la pensi così” o “Capisco il tuo punto di vista” può interrompere il gioco del potere.
2. Riformula la comunicazione con tuo marito: Spesso, chi non vive direttamente il conflitto tende a minimizzarlo. Invece di entrare in discussioni su chi ha ragione, prova a spostare il focus su come ti senti: “Non ti chiedo di scegliere tra me e tua madre, ma di comprendere il mio malessere. Possiamo affrontarlo insieme?”
3. Imponi confini chiari: La libertà personale, incluse le tue scelte su spese e attività, è fondamentale. Un confine non è una dichiarazione di guerra, ma una tutela della tua serenità. Puoi dire, ad esempio: “Comprendo le tue preoccupazioni economiche, ma alcune scelte personali fanno parte del mio benessere.”
4. Affronta i comportamenti intimidatori: Gesti come quello del coltello e dello strozzamento sono gravi. È essenziale che tu valuti con attenzione il livello di sicurezza nella convivenza. Non è solo una questione psicologica, ma anche di tutela personale. Parlane chiaramente con tuo marito e valuta se sia necessario un intervento esterno.
5. Non rinunciare al tuo percorso di supporto: L’idea che lo psicoterapeuta sia uno “spreco” è un luogo comune errato. Al contrario, può offrirti strumenti pratici e mirati per gestire la situazione e riprendere il controllo delle tue emozioni e delle dinamiche relazionali.
La tua situazione non è semplice, ma con le giuste strategie puoi iniziare a invertire la rotta. Se vuoi approfondire, un percorso psicoterapeutico breve strategico può aiutarti a trovare soluzioni concrete e rapide per affrontare questo difficile equilibrio familiare.
Un caro saluto,
Dr.ssa Giulia Di Federico, Psicoterapeuta
1. Non cadere nella trappola del conflitto diretto: Quando le persone agiscono con prepotenza o provocazioni, spesso si aspettano una reazione che alimenti lo scontro. Rispondere con la stessa moneta può rinforzare il circolo vizioso. Prova invece a rispondere con calma e in modo spiazzante. Ad esempio, davanti a un attacco, un semplice “Mi dispiace che la pensi così” o “Capisco il tuo punto di vista” può interrompere il gioco del potere.
2. Riformula la comunicazione con tuo marito: Spesso, chi non vive direttamente il conflitto tende a minimizzarlo. Invece di entrare in discussioni su chi ha ragione, prova a spostare il focus su come ti senti: “Non ti chiedo di scegliere tra me e tua madre, ma di comprendere il mio malessere. Possiamo affrontarlo insieme?”
3. Imponi confini chiari: La libertà personale, incluse le tue scelte su spese e attività, è fondamentale. Un confine non è una dichiarazione di guerra, ma una tutela della tua serenità. Puoi dire, ad esempio: “Comprendo le tue preoccupazioni economiche, ma alcune scelte personali fanno parte del mio benessere.”
4. Affronta i comportamenti intimidatori: Gesti come quello del coltello e dello strozzamento sono gravi. È essenziale che tu valuti con attenzione il livello di sicurezza nella convivenza. Non è solo una questione psicologica, ma anche di tutela personale. Parlane chiaramente con tuo marito e valuta se sia necessario un intervento esterno.
5. Non rinunciare al tuo percorso di supporto: L’idea che lo psicoterapeuta sia uno “spreco” è un luogo comune errato. Al contrario, può offrirti strumenti pratici e mirati per gestire la situazione e riprendere il controllo delle tue emozioni e delle dinamiche relazionali.
La tua situazione non è semplice, ma con le giuste strategie puoi iniziare a invertire la rotta. Se vuoi approfondire, un percorso psicoterapeutico breve strategico può aiutarti a trovare soluzioni concrete e rapide per affrontare questo difficile equilibrio familiare.
Un caro saluto,
Dr.ssa Giulia Di Federico, Psicoterapeuta
Salve, la situazione che descrive appare molto tesa e preoccupante, soprattutto considerando il comportamento aggressivo e minaccioso della sua suocera, che può generare un forte disagio emotivo. È importante che lei tuteli la propria sicurezza e benessere, e in casi di minacce o atteggiamenti violenti le suggerisco con urgenza di rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta per un supporto immediato, oltre a valutare anche l’intervento delle autorità competenti se la situazione dovesse aggravarsi. La posizione di suo marito sembra complicare ulteriormente le dinamiche familiari, e anche lui potrebbe beneficiare di un confronto con uno psicologo psicoterapeuta per comprendere meglio la situazione. La invito a non sottovalutare le sue emozioni e a prendersi cura di sé in modo prioritario. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
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