Come dieta in questo periodo x il problema del Virus intestinale e con cura di antibiotici e Anterog
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Come dieta in questo periodo x il problema del Virus intestinale e con cura di antibiotici e Anterogermina ma anche.pasta in bianco continuo ad avere scariche
Gentile paziente,
Quando un virus intestinale incontra una terapia antibiotica, l’intestino si trova ad affrontare una doppia sfida: l’infezione da un lato e l’alterazione della flora batterica causata dall'antibiotico dall'altra. Questo rende la mucosa intestinale estremamente irritata , motivo per cui anche la classica pasta in bianco sembra non sortire l’effetto sperato. Le suggerisco di preferire il riso bianco molto ben cotto, consumandolo insieme a un po' della sua acqua di cottura, che ha un forte potere astringente. Prediliga proteine magre (come petto di pollo o sogliola) cotte in modo semplice. Come frutta, utilizzi solo la mela grattugiata o la banana poco matura. Continui pure con l'Enterogermina, ma è fondamentale assumerla a distanza di almeno 3 ore dall'antibiotico. Se la prende troppo vicino al farmaco, l'antibiotico purtroppo neutralizzerà l'azione dei fermenti prima che possano agire. Se dopo 24-48 ore con questi accorgimenti le scariche non dovessero diminuire in frequenza e consistenza, o se dovesse comparire febbre alta, Le consiglio di ricontattare il suo medico curante per valutare se la terapia antibiotica in corso sia la più adatta.Un cordiale saluto.
Quando un virus intestinale incontra una terapia antibiotica, l’intestino si trova ad affrontare una doppia sfida: l’infezione da un lato e l’alterazione della flora batterica causata dall'antibiotico dall'altra. Questo rende la mucosa intestinale estremamente irritata , motivo per cui anche la classica pasta in bianco sembra non sortire l’effetto sperato. Le suggerisco di preferire il riso bianco molto ben cotto, consumandolo insieme a un po' della sua acqua di cottura, che ha un forte potere astringente. Prediliga proteine magre (come petto di pollo o sogliola) cotte in modo semplice. Come frutta, utilizzi solo la mela grattugiata o la banana poco matura. Continui pure con l'Enterogermina, ma è fondamentale assumerla a distanza di almeno 3 ore dall'antibiotico. Se la prende troppo vicino al farmaco, l'antibiotico purtroppo neutralizzerà l'azione dei fermenti prima che possano agire. Se dopo 24-48 ore con questi accorgimenti le scariche non dovessero diminuire in frequenza e consistenza, o se dovesse comparire febbre alta, Le consiglio di ricontattare il suo medico curante per valutare se la terapia antibiotica in corso sia la più adatta.Un cordiale saluto.
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Buon pomeriggio,
in caso di virus intestinale la priorità non è tanto mangiare solo pasta in bianco, quanto reintegrare correttamente liquidi e sali, perché con le scariche si perdono acqua ed elettroliti.
In questi casi spesso è utile usare una soluzione reidratante orale a piccoli sorsi e con frequenza, perché è formulata per favorire l’assorbimento dei liquidi e prevenire la disidratazione.
Nell’adulto, un’indicazione pratica è bere circa 100–240 ml di soluzione reidratante orale dopo ogni scarica, aumentando o riducendo in base alla tolleranza.
Dal punto di vista della dieta, oltre a riso/pasta/pane, di solito si tollerano meglio anche patate lesse o al forno e proteine semplici (carni magre/pesce), mentre conviene limitare per qualche giorno alcol, cibi molto grassi o speziati e, se peggiorano i sintomi, latticini (a volte dopo una gastroenterite c’è una temporanea intolleranza al lattosio).
Se la diarrea è iniziata durante la terapia antibiotica, va considerato che la diarrea associata agli antibiotici è un effetto collaterale frequente e può comparire durante la cura o anche dopo.
In questo contesto i probiotici possono essere utili: revisioni e meta-analisi riportano beneficio soprattutto per alcuni ceppi specifici, come Saccharomyces boulardii e Lactobacillus rhamnosus GG, e S. boulardii ha anche il vantaggio di non essere “inattivato” direttamente dagli antibiotici.
Per completezza è importante informarla che se la diarrea è intensa o dura oltre 48–72 ore senza miglioramento, oppure se compaiono febbre alta, sangue/muco nelle feci, dolore addominale importante o segni di disidratazione (bocca secca, urine scarse, capogiri), dovrebbe contattare il suo medico per valutare se la causa sia solo virale/da antibiotico o se servano esami e una terapia diversa.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
in caso di virus intestinale la priorità non è tanto mangiare solo pasta in bianco, quanto reintegrare correttamente liquidi e sali, perché con le scariche si perdono acqua ed elettroliti.
In questi casi spesso è utile usare una soluzione reidratante orale a piccoli sorsi e con frequenza, perché è formulata per favorire l’assorbimento dei liquidi e prevenire la disidratazione.
Nell’adulto, un’indicazione pratica è bere circa 100–240 ml di soluzione reidratante orale dopo ogni scarica, aumentando o riducendo in base alla tolleranza.
Dal punto di vista della dieta, oltre a riso/pasta/pane, di solito si tollerano meglio anche patate lesse o al forno e proteine semplici (carni magre/pesce), mentre conviene limitare per qualche giorno alcol, cibi molto grassi o speziati e, se peggiorano i sintomi, latticini (a volte dopo una gastroenterite c’è una temporanea intolleranza al lattosio).
Se la diarrea è iniziata durante la terapia antibiotica, va considerato che la diarrea associata agli antibiotici è un effetto collaterale frequente e può comparire durante la cura o anche dopo.
In questo contesto i probiotici possono essere utili: revisioni e meta-analisi riportano beneficio soprattutto per alcuni ceppi specifici, come Saccharomyces boulardii e Lactobacillus rhamnosus GG, e S. boulardii ha anche il vantaggio di non essere “inattivato” direttamente dagli antibiotici.
Per completezza è importante informarla che se la diarrea è intensa o dura oltre 48–72 ore senza miglioramento, oppure se compaiono febbre alta, sangue/muco nelle feci, dolore addominale importante o segni di disidratazione (bocca secca, urine scarse, capogiri), dovrebbe contattare il suo medico per valutare se la causa sia solo virale/da antibiotico o se servano esami e una terapia diversa.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Buongiorno,
in presenza di un virus intestinale, soprattutto se associato a terapia antibiotica, è possibile che le scariche persistano per alcuni giorni anche seguendo un’alimentazione leggera come la pasta in bianco. Questo accade perché la mucosa intestinale risulta temporaneamente alterata e necessita di tempo per ristabilirsi.
Le consiglio di mantenere un’alimentazione semplice e facilmente digeribile composta da riso, patate lesse, carote cotte, zucchine lesse, banana non troppo matura, mela cotta, carne magra al forno o pesce bianco.
Vanno limitati temporaneamente i latticini (anche se tollerati abitualmente), cibi integrali, legumi, verdure crude, ma soprattutto ridurre/eliminare i fritti, gli alimenti ricchi di grassi e ricchi di zuccheri semplici (succhi di frutta, dolci, bevande zuccherate), che possono aumentare le scariche.
E' fondamentale mantenere una buona idratazione con acqua a piccoli sorsi durante la giornata.
La terapia antibiotica può alterare ulteriormente la flora intestinale, quindi è normale che l’intestino impieghi qualche giorno per riequilibrarsi anche con l’uso di probiotici. Generalmente si osserva un miglioramento progressivo nell’arco di 3–5 giorni dalla fine della fase acuta.
Se le scariche dovessero persistere oltre alcuni giorni, aumentare di frequenza, o comparissero febbre elevata, sangue nelle feci o segni di disidratazione, è opportuno contattare il medico curante.
Resto a disposizione per adattare il piano alimentare in modo più specifico in base all’andamento dei sintomi.
in presenza di un virus intestinale, soprattutto se associato a terapia antibiotica, è possibile che le scariche persistano per alcuni giorni anche seguendo un’alimentazione leggera come la pasta in bianco. Questo accade perché la mucosa intestinale risulta temporaneamente alterata e necessita di tempo per ristabilirsi.
Le consiglio di mantenere un’alimentazione semplice e facilmente digeribile composta da riso, patate lesse, carote cotte, zucchine lesse, banana non troppo matura, mela cotta, carne magra al forno o pesce bianco.
Vanno limitati temporaneamente i latticini (anche se tollerati abitualmente), cibi integrali, legumi, verdure crude, ma soprattutto ridurre/eliminare i fritti, gli alimenti ricchi di grassi e ricchi di zuccheri semplici (succhi di frutta, dolci, bevande zuccherate), che possono aumentare le scariche.
E' fondamentale mantenere una buona idratazione con acqua a piccoli sorsi durante la giornata.
La terapia antibiotica può alterare ulteriormente la flora intestinale, quindi è normale che l’intestino impieghi qualche giorno per riequilibrarsi anche con l’uso di probiotici. Generalmente si osserva un miglioramento progressivo nell’arco di 3–5 giorni dalla fine della fase acuta.
Se le scariche dovessero persistere oltre alcuni giorni, aumentare di frequenza, o comparissero febbre elevata, sangue nelle feci o segni di disidratazione, è opportuno contattare il medico curante.
Resto a disposizione per adattare il piano alimentare in modo più specifico in base all’andamento dei sintomi.
Buongiorno,
quando si è in presenza di un virus intestinale e contemporaneamente si sta assumendo una terapia antibiotica, è abbastanza frequente che le scariche continuino per alcuni giorni. Gli antibiotici, infatti, possono alterare temporaneamente il microbiota intestinale e favorire la diarrea anche se si segue una dieta leggera.
In questa fase la cosa più importante è mantenere una buona idratazione e seguire un’alimentazione semplice e facilmente digeribile. La pasta in bianco può andare bene, ma è utile variare leggermente introducendo anche altri alimenti che tendono ad aiutare la consistenza delle feci, come riso, patate lessate, carote cotte, banana matura o mela cotta. Anche piccole quantità di carne bianca o pesce magro possono essere consumate se ben tollerate.
È invece meglio evitare temporaneamente alimenti che possono irritare l’intestino o aumentare la motilità intestinale, come latte e latticini, fritti, cibi molto grassi, alcol, caffè, bevande zuccherate o grandi quantità di fibre crude.
L’Anterogermina può essere utile per favorire il riequilibrio della flora intestinale, ma l’effetto non è immediato e spesso servono alcuni giorni perché il microbiota inizi a ristabilirsi.
Se le scariche persistono per più di 3–4 giorni, oppure se compaiono febbre, forte debolezza, sangue nelle feci o segni di disidratazione, è opportuno contattare il medico curante per una valutazione più approfondita.
Nel frattempo continui con una dieta leggera, piccoli pasti durante la giornata e un’adeguata assunzione di liquidi.
Un cordiale saluto,
Dott. Filippo Floramo
Biologo nutrizionista
quando si è in presenza di un virus intestinale e contemporaneamente si sta assumendo una terapia antibiotica, è abbastanza frequente che le scariche continuino per alcuni giorni. Gli antibiotici, infatti, possono alterare temporaneamente il microbiota intestinale e favorire la diarrea anche se si segue una dieta leggera.
In questa fase la cosa più importante è mantenere una buona idratazione e seguire un’alimentazione semplice e facilmente digeribile. La pasta in bianco può andare bene, ma è utile variare leggermente introducendo anche altri alimenti che tendono ad aiutare la consistenza delle feci, come riso, patate lessate, carote cotte, banana matura o mela cotta. Anche piccole quantità di carne bianca o pesce magro possono essere consumate se ben tollerate.
È invece meglio evitare temporaneamente alimenti che possono irritare l’intestino o aumentare la motilità intestinale, come latte e latticini, fritti, cibi molto grassi, alcol, caffè, bevande zuccherate o grandi quantità di fibre crude.
L’Anterogermina può essere utile per favorire il riequilibrio della flora intestinale, ma l’effetto non è immediato e spesso servono alcuni giorni perché il microbiota inizi a ristabilirsi.
Se le scariche persistono per più di 3–4 giorni, oppure se compaiono febbre, forte debolezza, sangue nelle feci o segni di disidratazione, è opportuno contattare il medico curante per una valutazione più approfondita.
Nel frattempo continui con una dieta leggera, piccoli pasti durante la giornata e un’adeguata assunzione di liquidi.
Un cordiale saluto,
Dott. Filippo Floramo
Biologo nutrizionista
In caso di virus intestinale o disturbi gastrointestinali associati a terapia antibiotica, è abbastanza comune che la diarrea possa persistere per alcuni giorni, perché l’intestino ha bisogno di tempo per recuperare l’equilibrio della flora batterica.
Dal punto di vista alimentare può essere utile seguire temporaneamente un’alimentazione leggera e facilmente digeribile, privilegiando alimenti come riso, patate, carni magre, pesce, banane mature e alimenti ben cotti, limitando invece latticini, cibi grassi, fritti, alcol, caffè e alimenti molto ricchi di fibre finché i sintomi non migliorano.
Se le scariche persistono, è comunque importante confrontarsi con il proprio medico di medicina generale, che conosce la sua situazione clinica e può valutare se siano necessari ulteriori controlli o eventuali modifiche alla terapia.
Dal punto di vista alimentare può essere utile seguire temporaneamente un’alimentazione leggera e facilmente digeribile, privilegiando alimenti come riso, patate, carni magre, pesce, banane mature e alimenti ben cotti, limitando invece latticini, cibi grassi, fritti, alcol, caffè e alimenti molto ricchi di fibre finché i sintomi non migliorano.
Se le scariche persistono, è comunque importante confrontarsi con il proprio medico di medicina generale, che conosce la sua situazione clinica e può valutare se siano necessari ulteriori controlli o eventuali modifiche alla terapia.
digiuno liquido. Estratti verdi e qualche aminoacido.
Buongiorno, le posso rispondere dal punto di vista nutrizionale. Valuti con un professionista della NUTRIZIONE se è necessario iniziare ad introdurre verdure che possano fornire fibre (non in eccesso) per sostenere il microbiota intestinale.
Per gli aspetti medici chieda al suo medico.
A disposizione
Dott. Cristian Stranieri
Per gli aspetti medici chieda al suo medico.
A disposizione
Dott. Cristian Stranieri
Buongiorno. La persistenza delle scariche nonostante la 'pasta in bianco' e i fermenti indica una forte disbiosi iatrogena causata dall'antibiotico, unita a un'infiammazione della mucosa. La pasta in bianco (glutine e amidi) in questa fase può paradossalmente alimentare la fermentazione. In questa fase è prioritario ridurre il carico di carboidrati complessi e puntare su alimenti a bassissimo residuo e proteine nobili per riparare l'epitelio intestinale. Serve un protocollo di re-microbiotizzazione specifico, poiché i fermenti generici spesso non bastano a ricolonizzare un intestino compromesso. Un cordiale saluto.
Dr. Fabio Leoni
Dr. Fabio Leoni
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