Ciao a tutti, ho la necessità di spiegarvi cosa mi sta accadendo. Sono un ragazzo di appena 18 anni
Ciao a tutti, ho la necessità di spiegarvi cosa mi sta accadendo. Sono un ragazzo di appena 18 anni sempre stato fin troppo sensibile, ho pochissimi amici e ogni tanto mi capita di soffrire per amore; nonostante la vita non vada sempre per il meglio sono quasi sempre abbastanza felice. Mi capitano però periodi di estrema confusione, tipo quello che sto attraversando: sento una forza interiore che mi sta portando alla depressione, non collasso solo perché c'è un'altra forza che mi spinge a guardare il bello della vita; come direbbe Dostoevskij “Satana lotta con Dio e il campo di battaglia è il cuore degli uomini”; mi capita addirittura di piangere parecchio per decine di minuti e poco dopo quasi ridere. Ad aggravare questa situazione c'è un ragazzo con cui ho litigato (per colpa mia) e sto cercando di risanare il rapporto, solo che non lo vedo affettuoso come prima e ciò mi sconforta ulteriormente. So solo che voglio capire come gestire tutto ciò, aiutatemi.
26 risposte
Caro utente, mi sembra di comprendere che ci siano molte cose che affollano la sua mente, come un tiro alla fine di emozioni diverse. Tanti pensieri. Ciò che mi sento di suggerirle e di parlare con i suoi genitori per poter chiedere il giusto supporto. Potrebbe anche appoggiarsi ad uno sportello psicologico. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
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Gentile utente, L’età che stai vivendo è caratterizzata da sensazione emotive molto intense. Comprendo dalle tue parole che tale vissuto ti spaventa, pertanto ti invito a confrontarti con le tue figure di riferimento ma anche con il gruppo di amici. Se presente nel tuo territorio, puoi anche pensare di iniziare un percorso tramite sportello di ascolto scolastico. Buona giornata, Dott.ssa Ninonà
Ti ringrazio per la tua condivisione così sentita. Capisco il momento di smarrimento che stai vivendo: una parte di te vorrebbe mollare tutto e lasciarsi andare, un'altra parte di te invece combatte per stare su. Stai vivendo un passaggio evolutivo importante, quello dall'adolescenza all'età adulta, si tratta di un periodo difficile e intenso dove si verificano tanti cambiamenti su tanti livelli diversi. Il mio consiglio è di cominciare un percorso con un professionista che possa guidarti in questa fase, per aiutarti ad ascoltarti e capirti in profondità: cosa rappresentano queste due parti di te, così diverse eppure così complementari? Cosa ti porta a buttarti giù e cosa invece a tenere duro? Sicuramente il confronto con i tuoi genitori e con i tuoi amici può aiutarti a non sentirti solo davanti a queste difficoltà, sentendo il supporto della rete più vicina a te, ma il rapporto con un professionista può aiutarti a dare un senso a queste parti e a risignificarle. Se avessi bisogno di ulteriore supporto resto a disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Elena Gianotti
Buongiorno, cerca di parlarne con chi ti sta vicino. Restare soli nella propria angoscia non risolve il dolore. Potrebbe esserti d'aiuto un supporto psicologico per uscire da questa fase. I sintomi che descrivi non vengono dal nulla ma dalla tau storia, dalle emozioni che vivi nella tua vita attuale. Sei riuscito a scrivere di ciò che ti preoccupa, adesso il passo successivo è prenderti cura di ciò che ti accade. Resto a disposizione. Dott.ssa Camilla Ballerini
Gentile utente, in questo momento mi sembra che la strada più adatta sia sgomberare la propria psiche, fare chiarezza tra le varie emozioni per non sentirsi sopraffatto, ritengo che in questa fase delicata quale l'adolescenza sia necessario chiedere un supporto ad uno specialista (anche in uno sportello scolastico) per fare ordine, parlare e confrontarsi anche con le figure di riferimento. Saluti
Buon pomeriggio, mi dispiace della difficoltà che racconta, mi sembra di capire che quest'ultimo litigio si aggiunga a una situazione già di fatica. Rispetto alla lotta interna a cui accenna Le suggerisco uno spazio in cui potersi confrontare e rafforzare le risorse. Alla Sua età la vita è ancora tutta da scrivere e, nonostante le fatiche, siamo artefici della nostra storia e la scriviamo ogni giorno. Saluti
Buongiorno, nei periodi di grosso cambiamento, esteriore e interiore, si affollano dentro di noi emozioni e sentimenti a volte contrastanti. Il passaggio evolutivo che sta vivendo è uno di quei periodi. Le consiglio di parlarne, di non tenersi dentro ciò che prova. Ne parli con le persone intorno a lei delle quali si fida e anche con uno specialista se ne sente il bisogno. Si rivolga allo sportello psicologico dell'istituto che frequenta se va ancora a scuola o cerchi fra le associazioni presenti sul territorio della sua città uno sportello di aiuto per persone della sua età. Cordialmente, dott.ssa Gabriella Pringigallo
Caro utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza con noi. Le sue parole fanno comprendere la sua richezza emotiva e profodità. Un percorso potrebbe aiutarla a navigare nel modo giusto in questo maremoto emotivo e a fare di questa sensibilità la sua risorsa! Resto a sua disposizione, cari saluti Dott.ssa Alessandra Cristofaro
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Buon pomeriggio, grazie per aver condiviso questa parte della tua storia così piene e profonda con noi. Crescere comporta dei cambiamenti, prendere delle decisioni, compiere scelte e spesso ci si perde. Il mio consiglio è quello di iniziare un percorso psicoterapeutico che possa permetterti di conoscere i tuoi punti di forza e di debolezza e le strategie per fronteggiarli. Resto a disposizione, cordiali saluti. Dott.ssa Barretta
Gentile utente, il periodo di vita che sta attraversando unito ad un'indubbia profondità e sensibilità, sembra la stiano portando ad affrontare con difficoltà alcuni cambiamenti. Mi sembra possano esserci molti interrogativi dentro di lei e credo sarebbe positivo aprirsi alla possibilità di condividerli in un contesto libero e non giudicante. Un saluto, dott.ssa Bonomi
Gentile utente, i vissuti che descrive sono molto intensi. Come le hanno già fatto presente altri colleghi, gli sbalzi, le ambivalenze e il senso di confusione possono essere molto comuni nella fase di vita che sta attraversando. Nondimeno, si è definito da sempre "troppo sensibile": chissà che questa sensibilità non stia ora chiedendo a gran voce proprio di essere ascoltata. Le cose che proviamo, anche quando sembrano del tutto senza senso, in realtà ce l'hanno sempre, solo che spesso non è facile comprenderlo da soli. Le suggerisco di riflettere circa la possibilità di ritagliarsi un suo spazio personale in modo da esplorare e dare voce a questi suoi vissuti con l'aiuto di uno specialista. Resto a sua disposizione, anche online. Dott.ssa E.B.
Buongiorno, In queste poche righe è riuscito a raccontare molto di sé. Trovo che sia normale per un giovane della sua età iniziare a confrontarsi con i propri valori profondi, come i concetti di bene e male citati nella sua metafora...ed è possibile sentirsi confusi quando si scoprono o si conoscono nuove parti di sé. Tuttavia, quando nel percorso di scoperta di sé stessi si prova troppo dolore o disagio, può rivelarsi fondamentale chiedere aiuto ed intraprendere un percorso psicologico, che potrebbe aiutarla anche a gestire le gli sbalzi di umore che descrive. Per quanto riguarda il come gestire lo sconforto che ora sente riguardo il rapporto con quel ragazzo...intanto, è stato coraggioso a riconoscere a sé stesso la responsabilità della discussione e a provare a riparare. Però è necessario accettare che non sempre è possibile farlo perché non possiamo avere potere sullo stato emotivo dell'altro e sui suoi sentimenti. Quando teniamo molto ad una persona, è normale soffrire nel momento in cui ci accorgiamo di un cambiamento nel rapporto; il dolore può essere più grande quando sentiamo di averne la colpa. Se il tempo e la riflessione non risolveranno questo senso di sconforto, affronti anche questo tema all'interno di un percorso psicologico. Le auguro il meglio, rimango a disposizione.
Buongiorno, leggo tanta sofferenza nelle righe che ha scritto. Credo ci sia la necessità di fare ordine e di affrontare i temi che espone attraverso un percorso psicologico, in grado di supportarla nella sua esplorazione interiore dando un nome a quello che prova, riconoscendolo e imparando poi a gestirlo. Per qualsiasi necessità sono a disposizione, un saluto!
Buongiorno Gentile utente, da ciò che scrive si deduce che stia passando un periodo molto turbolento, questo è dettato anche dalla tappa di vita in cui lei sta vivendo e contemporaneamente affrontando con mille difficoltà. Sarebbe opportuno iniziare un percorso psicologico per esaminare al meglio tutti i suoi pensieri e tutte le sue emozioni e comprendere come affrontare ed accettare gli ostacoli e le vicissitudini vissute nella sua vita. Sono a sua disposizione, le auguro buona giornata.
Caro utente, grazie per la tua condivisione. Attualmente stai attraversando un passaggio evolutivo importante, quello dall'adolescenza all'età adulta, dove si verificano molti cambiamenti in aree differenti della tua vita con intensità diverse. In queste righe sei riuscito a raccontare molto di te e rispetto alla lotta interna che accennavi, dove da una parte vorrebbe mollare tutto ma un'altra invece lotta, combatte. Credo che un confronto con uno specialista potrebbe esserti da aiuto a comprendere quello che stai attraversando, fare leva sulle tue risorse e affrontare le possibili incertezze, paure, naturalmente, consiglio anche di parlare con i tuoi genitori. Cordialmente dott.ssa Pisani Alessia
Gentile utente, grazie per aver condiviso con noi il suo vissuto. Dalle sue parole traspare quanto queste emozioni ambigue possano spaventarla ma è necessario anche considerare la fase del ciclo di vita in cui si trova così da poterle contestualizzare. Traspare inoltre la sua consapevolezza e la sua motivazione che possono essere considerate come delle risorse positive. Sarebbe opportuno parlarne con la sua famiglia, con i suoi amici, oppure potrebbe considerare l'idea di parlarne con un professionista. Resto a disposizione, anche online. Saluti, Dott.ssa Silvia Itri
Buongiorno, mi sembra di capire che ci siano dei pensieri che in questo momento la stanno buttando giù. E' difficile stabilire con queste righe cosa stia succedendo; sicuramente intraprendere un percorso psicologico che mira a comprendere quale sia il malessere è un buon punto di partenza. Auguro il meglio per il proseguio.
Ciao, sentire questi sentimenti così vividi e forti mi tocca profondamente e vorrei ringraziarti per la condivisione. La citazione del buon Dostoevskij dal tetto della tua età denota una cultura ed una sensibilità preziose. Datti valore e non avere paura se l'ombra fa capolino e ti chiede di essere riconosciuta. Se desideri un percorso con uno psicologo, sappi che puoi contare su me o su uno dei miei colleghi. Coraggio.
Gentile utente, mi dispiace per ciò che ha raccontato, immagino che queste dinamiche non la facciano essere del tutto sereno. Le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico per fare un lavoro su ciò che ha descritto. Se dovesse avere dei dubbi, può scrivermi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi
Buongiorno, le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta intraprendendo un percorso che mi auguro le fornirà le strategie per affrontare al meglio la problematica lamentata. Occorre indagare la natura e i confini di queste emozioni e della confusione che racconta, oltre che del malessere condiviso. Cordiali saluti, dott.ssa Calci
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quello che descrive, sembra che stia vivendo un intenso conflitto interiore tra momenti di malinconia e una parte di sé che cerca di aggrapparsi al bello della vita. È positivo che riesca a riconoscere entrambi questi aspetti, ma il susseguirsi di emozioni forti e contrastanti può risultare molto faticoso. La sensibilità che ha sempre avuto può amplificare il peso delle relazioni e delle difficoltà quotidiane. Per quanto riguarda il litigio con questo ragazzo, può essere utile darsi del tempo: non sempre i rapporti tornano subito come prima, ma la sincerità e la costanza nel mostrare il proprio affetto possono fare la differenza. Parallelamente, potrebbe trarre beneficio dal confrontarsi con un professionista per comprendere meglio questi sbalzi emotivi e trovare strategie per gestirli. Ha già avuto esperienze con la terapia o ci ha mai pensato?
Salve, la situazione che descrive è molto delicata. Cerchiamo di non "colpevolizzare" la situazione per scatenare maggiori pensieri negativi. Le di raccontarmi nello specifico ? Da quanto avverte questa instabilità? Resto a sua disposizione.
Gentile utente, mi spiace che sta affrontando questo periodo di confusione piuttosto altalenante. Chiaramente, mi viene difficile comprendere le cause di questa suo disagio solo sulla base di queste informazioni. Mi riferisco in particolare a questo suo passare da uno stato di quasi depressione a un improvviso cambiamento del tono dell'umore. Qualora avesse bisogno di un consulto, mi contatti pure. Un caro saluto
Ciao, per capire come gestire la situazione che stai vivendo, potrebbe essere utile prima fare spazio in questa confusione. Se c'è una forza che spinge verso una depressione, nonostante si veda il bello nella vita, qualcosa di fondo potrebbe essere dissonante e proprio quella nota stonata sta chiedendo di essere ascoltata. In questi casi, fermarsi e capire cosa stia succedendo in primis a sé stessi è la chiave per gestire anche ciò che ci circonda. Farlo non è facile, ma uno psicologo può aiutare a mettere ordine. A volte serve solo un supporto. Spero di esserti stata d'aiuto
Buongiorno, quello che descrive sembra essere un periodo di forte instabilità emotiva, nel quale sentimenti anche molto diversi possono alternarsi rapidamente. Il fatto che in alcuni momenti pianga molto e poco dopo riesca a sorridere non significa necessariamente che una delle due emozioni sia falsa. È possibile sentirsi profondamente abbattuti e, nello stesso tempo, conservare una parte di sé capace di cogliere qualcosa di positivo. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, sarebbe utile provare a capire meno “quale forza sta vincendo” e più concretamente cosa accade nei momenti in cui il suo umore cambia. Per esempio, potrebbe esserci una situazione che la attiva, un pensiero che compare rapidamente e un’emozione che segue. Se dopo aver pensato al ragazzo con cui ha litigato le viene in mente “ormai non sarà più affettuoso con me come prima” oppure “ho rovinato tutto”, è comprensibile che aumentino tristezza e senso di colpa. Se successivamente qualcosa la distrae, parla con qualcuno o pensa a un aspetto positivo della propria vita, l’emozione può cambiare anche rapidamente. Questo non significa essere incoerenti. Le emozioni non sono stati fissi e possono variare molto, soprattutto quando una persona attraversa un periodo nel quale è più vulnerabile, affaticata o coinvolta in qualcosa che per lei conta molto. Mi soffermerei però sul modo in cui definisce ciò che prova: “una forza interiore che mi sta portando alla depressione”. Potrebbe essere utile fare attenzione a non trasformare un periodo difficile in una previsione sul futuro. Sentirsi confusi, piangere molto o attraversare giorni pesanti non significa automaticamente che si stia andando inevitabilmente verso qualcosa di peggiore. Più utile potrebbe essere chiedersi: quanto spesso succede? Cosa tende a precedere questi momenti? Quanto durano? Riesce comunque a studiare, uscire, interessarsi alle cose e mantenere un minimo di quotidianità? Cosa la aiuta realmente a ritrovare equilibrio? Queste domande permettono di comprendere il funzionamento senza spaventarsi subito attraverso un’etichetta. Anche la questione con questo ragazzo sembra avere oggi un peso importante. Lei riconosce di aver avuto una responsabilità nel litigio e sta cercando di recuperare il rapporto. Questo è diverso dal dover necessariamente ottenere da lui lo stesso affetto di prima in tempi brevi. Se una persona si è sentita ferita, può aver bisogno di tempo. Il rischio è che lei osservi continuamente come le parla, quanto è affettuoso, se la cerca abbastanza o se è cambiato rispetto a prima. Ogni piccola distanza può allora diventare una conferma del pensiero “non tornerà più come prima”, aumentando ulteriormente il suo sconforto. Potrebbe invece concentrarsi su ciò che dipende da lei: riconoscere chiaramente ciò che ritiene di aver sbagliato, mostrare con i comportamenti che vuole ricostruire il rapporto e lasciare all’altra persona il tempo di decidere quanto e come riavvicinarsi. Non può controllare la sua risposta. E probabilmente una parte della sofferenza nasce proprio dal tentativo di ottenere rapidamente la certezza che tutto tornerà come prima. Mi sembra importante anche il fatto che lei dica di avere pochi amici e di soffrire molto quando qualcosa si rompe sul piano affettivo. Se poche relazioni assumono un valore enorme, ogni cambiamento può diventare emotivamente molto intenso perché sembra coinvolgere una parte molto grande della propria vita. Questo non significa che debba diventare improvvisamente una persona estremamente socievole. Potrebbe però essere utile allargare gradualmente il numero di contesti nei quali trova interesse, appartenenza e soddisfazione, in modo che il suo equilibrio non dipenda troppo da una singola relazione. Un altro passaggio importante riguarda la sensibilità che descrive. Essere molto sensibili non è necessariamente un problema, ma può diventare faticoso se ogni emozione viene vissuta come qualcosa da seguire fino in fondo o interpretare immediatamente. Potrebbe essere utile imparare a fare spazio a ciò che sente senza trasformare ogni momento triste in una valutazione globale della propria vita. Qualcosa come: “in questo momento sto molto male, ma questo non significa che starò così sempre”. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, lavorare sui pensieri automatici, sulle situazioni che attivano maggiormente il disagio e sui comportamenti che seguono potrebbe aiutarla molto a costruire una maggiore stabilità. Per questo potrebbe essere utile iniziare un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale, soprattutto se questi periodi di forte confusione tendono a ripetersi. Non per toglierle la sensibilità o farla diventare “più fredda”, ma per capire quali schemi la portano a vivere alcune esperienze in modo così intenso e come gestire meglio i momenti in cui le emozioni sembrano prendere tutto lo spazio. Il punto non sarebbe eliminare la tristezza, ma evitare che nei momenti peggiori diventi l’unica lente attraverso cui guarda se stesso e il futuro. Se invece dovessero comparire pensieri di farsi del male, di non voler più vivere o la sensazione di non riuscire a controllarsi, sarebbe importante non rimanere solo e chiedere subito aiuto a una persona fidata o ai servizi di emergenza. Per ora, più che cercare di capire quale delle due “forze” dentro di lei sia quella vera, potrebbe essere utile riconoscere che entrambe appartengono al momento che sta vivendo. La parte che soffre ha bisogno di essere capita. La parte che riesce ancora a vedere qualcosa di bello può diventare una risorsa da coltivare, senza pretendere che cancelli tutto il resto. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




















