Buongiorno, vorrei un aiuto riguardo i miei ultimi conflitti interiori. Sono con il mio compagno ins
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Buongiorno, vorrei un aiuto riguardo i miei ultimi conflitti interiori. Sono con il mio compagno insieme da 10 anni e abbiamo due figli di 4 e 2 anni. Non abbiamo più intimità dal concepimento del 2 figlio (2anni) e quando ne abbiamo parlato insieme ci giustifichiamo con la stanchezza e il carico mentale della genitorialitá.
Da poco, mi incontro per caso con un ragazzo, con il “mio primo amore” e ci scambiamo due chiacchiere informali. Da lì cambio modo di vedere il mio compagno e sento una voglia irrefrenabile di passare del tempo con questo ragazzo, come se tutti questi anni di distacco tra di noi non ci fossero mai stati. Ci sentiamo e sento delle vibrazioni interne positive. Cosa faccio? Mi spingo oltre per capire se è solo una passione fisica?
Da poco, mi incontro per caso con un ragazzo, con il “mio primo amore” e ci scambiamo due chiacchiere informali. Da lì cambio modo di vedere il mio compagno e sento una voglia irrefrenabile di passare del tempo con questo ragazzo, come se tutti questi anni di distacco tra di noi non ci fossero mai stati. Ci sentiamo e sento delle vibrazioni interne positive. Cosa faccio? Mi spingo oltre per capire se è solo una passione fisica?
Buongiorno,
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità un vissuto così complesso e delicato. Quello che descrivi tocca diversi livelli importanti: la relazione di coppia, la genitorialità, il desiderio, il bisogno di sentirsi visti e vitali.
È comprensibile che, dopo anni segnati da grandi cambiamenti come la nascita dei figli, la stanchezza fisica ed emotiva e la riduzione dell’intimità, possano emergere sentimenti di distanza e di vuoto. L’incontro con una persona legata a un periodo significativo della tua vita può riattivare sensazioni di leggerezza, desiderio e riconnessione con parti di te che forse senti sopite da tempo. Questo non significa automaticamente che tu voglia “sostituire” il tuo compagno, ma può essere un segnale da ascoltare.
Prima di chiederti se spingerti oltre o meno, potrebbe essere utile fermarti a esplorare cosa rappresentano per te queste “vibrazioni positive”:
– cosa senti che ti manca oggi nella tua vita e nella tua relazione?
– che bisogni emotivi o identitari sta riaccendendo questo incontro?
– che significato ha per te il desiderio in questo momento della tua vita?
Agire sull’impulso può dare risposte rapide, ma spesso non chiarisce davvero il conflitto interno, che rischia di ripresentarsi sotto altre forme. Il lavoro che possiamo fare insieme è proprio quello di creare uno spazio sicuro in cui comprendere meglio questi vissuti, senza giudizio, e aiutarti a fare scelte più consapevoli e in linea con ciò che senti profondamente.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dottoressa Isabeau Bentivoglio
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità un vissuto così complesso e delicato. Quello che descrivi tocca diversi livelli importanti: la relazione di coppia, la genitorialità, il desiderio, il bisogno di sentirsi visti e vitali.
È comprensibile che, dopo anni segnati da grandi cambiamenti come la nascita dei figli, la stanchezza fisica ed emotiva e la riduzione dell’intimità, possano emergere sentimenti di distanza e di vuoto. L’incontro con una persona legata a un periodo significativo della tua vita può riattivare sensazioni di leggerezza, desiderio e riconnessione con parti di te che forse senti sopite da tempo. Questo non significa automaticamente che tu voglia “sostituire” il tuo compagno, ma può essere un segnale da ascoltare.
Prima di chiederti se spingerti oltre o meno, potrebbe essere utile fermarti a esplorare cosa rappresentano per te queste “vibrazioni positive”:
– cosa senti che ti manca oggi nella tua vita e nella tua relazione?
– che bisogni emotivi o identitari sta riaccendendo questo incontro?
– che significato ha per te il desiderio in questo momento della tua vita?
Agire sull’impulso può dare risposte rapide, ma spesso non chiarisce davvero il conflitto interno, che rischia di ripresentarsi sotto altre forme. Il lavoro che possiamo fare insieme è proprio quello di creare uno spazio sicuro in cui comprendere meglio questi vissuti, senza giudizio, e aiutarti a fare scelte più consapevoli e in linea con ciò che senti profondamente.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dottoressa Isabeau Bentivoglio
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Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Ciò che sta vivendo può essere considerato un segnale che emerge all’interno del sistema familiare e di coppia. La fase attuale del ciclo di vita, con due figli piccoli e un carico genitoriale elevato, spesso porta la coppia a ridurre gli spazi di intimità e di scambio, senza che questo indichi necessariamente una crisi.
L’incontro con una persona significativa del passato può funzionare come un attivatore: riporta in primo piano emozioni, vitalità e parti di sé che erano rimaste sullo sfondo. Più che concentrarsi sull’idea di “spingersi oltre”, può essere utile leggere questo vissuto come un’informazione su bisogni personali che stanno cercando ascolto.
Il punto centrale, in questa fase, non è l’azione ma la riflessione: su ciò che oggi manca nella relazione di coppia, su come i ruoli familiari abbiano modificato l’equilibrio e su quali spazi personali siano rimasti inespressi.
Prendersi tempo per comprendere questi aspetti può aiutarla a mantenere una posizione più consapevole e a evitare scelte impulsive, dando valore a ciò che sta emergendo senza la necessità di agire immediatamente.
Un saluto,
Dottoressa Livia Sterza
L’incontro con una persona significativa del passato può funzionare come un attivatore: riporta in primo piano emozioni, vitalità e parti di sé che erano rimaste sullo sfondo. Più che concentrarsi sull’idea di “spingersi oltre”, può essere utile leggere questo vissuto come un’informazione su bisogni personali che stanno cercando ascolto.
Il punto centrale, in questa fase, non è l’azione ma la riflessione: su ciò che oggi manca nella relazione di coppia, su come i ruoli familiari abbiano modificato l’equilibrio e su quali spazi personali siano rimasti inespressi.
Prendersi tempo per comprendere questi aspetti può aiutarla a mantenere una posizione più consapevole e a evitare scelte impulsive, dando valore a ciò che sta emergendo senza la necessità di agire immediatamente.
Un saluto,
Dottoressa Livia Sterza
Salve, prima di ogni scelta è importante fare chiarezza:
-è piuttosto normale un abbassamento dell'intimità e della sessualità con 2 figli piccoli, questo però non significa che il rapporto stia sfumando, bensì, che sta attraversando una fase di affaticamento; a volte il forzarsi un pochino per ricominciare ad avere un'intimità e una vita sessuale fa rifiorire la coppia.
-per quanto riguarda l'altra persona, non bisogna confondere le sensazioni che si provano in fase di infatuazione o innamoramento (farfalle nello stomaco) destinate a svanire sempre con e per tutti, con l'idea che sia più forte dell'amore (che invece è un sentimento coltivato da un iniziale innamoramento e portato avanti con impegno e condivisione di stima e progettualità a lungo termine).
Se dovesse avere dubbi ancora più profondi, le suggerirei un percorso psicologico individuale o di coppia con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possano sostenerla/vi nel fare chiarezza in modo ancora più puntuale.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
-è piuttosto normale un abbassamento dell'intimità e della sessualità con 2 figli piccoli, questo però non significa che il rapporto stia sfumando, bensì, che sta attraversando una fase di affaticamento; a volte il forzarsi un pochino per ricominciare ad avere un'intimità e una vita sessuale fa rifiorire la coppia.
-per quanto riguarda l'altra persona, non bisogna confondere le sensazioni che si provano in fase di infatuazione o innamoramento (farfalle nello stomaco) destinate a svanire sempre con e per tutti, con l'idea che sia più forte dell'amore (che invece è un sentimento coltivato da un iniziale innamoramento e portato avanti con impegno e condivisione di stima e progettualità a lungo termine).
Se dovesse avere dubbi ancora più profondi, le suggerirei un percorso psicologico individuale o di coppia con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possano sostenerla/vi nel fare chiarezza in modo ancora più puntuale.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione emotivamente molto intensa ma anche comprensibile. Dopo anni di relazione, due gravidanze ravvicinate e una forte richiesta legata alla genitorialità, è frequente che la coppia entri in una fase di distanza, soprattutto sul piano dell’intimità. Stanchezza, carico mentale e ridefinizione dei ruoli possono “congelare” il desiderio senza che questo significhi mancanza di amore.
L’incontro con il primo amore arriva spesso come uno stimolo potente: riattiva parti di sé legate alla leggerezza, al sentirsi desiderata, vista come donna e non solo come madre. Le “vibrazioni positive” che sente non vanno lette necessariamente come un segnale che l’altra persona sia la scelta giusta, ma come un campanello che indica un bisogno emotivo e relazionale importante rimasto inascoltato.
Spingersi oltre per “capire” può sembrare una soluzione, ma rischia di spostare l’attenzione fuori, senza prima chiarire cosa sta accadendo dentro di lei e nella sua relazione attuale. La domanda forse più utile non è tanto “chi scelgo?”, ma “cosa mi manca oggi, cosa desidero davvero e cosa non sto più trovando?”. Da lì diventa possibile decidere con maggiore consapevolezza, qualunque direzione prenda.
Vista la complessità emotiva e familiare della situazione, è consigliabile approfondire questi vissuti con uno specialista, che possa aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni, sul legame di coppia e sulle scelte future, in uno spazio protetto e non giudicante.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è una situazione emotivamente molto intensa ma anche comprensibile. Dopo anni di relazione, due gravidanze ravvicinate e una forte richiesta legata alla genitorialità, è frequente che la coppia entri in una fase di distanza, soprattutto sul piano dell’intimità. Stanchezza, carico mentale e ridefinizione dei ruoli possono “congelare” il desiderio senza che questo significhi mancanza di amore.
L’incontro con il primo amore arriva spesso come uno stimolo potente: riattiva parti di sé legate alla leggerezza, al sentirsi desiderata, vista come donna e non solo come madre. Le “vibrazioni positive” che sente non vanno lette necessariamente come un segnale che l’altra persona sia la scelta giusta, ma come un campanello che indica un bisogno emotivo e relazionale importante rimasto inascoltato.
Spingersi oltre per “capire” può sembrare una soluzione, ma rischia di spostare l’attenzione fuori, senza prima chiarire cosa sta accadendo dentro di lei e nella sua relazione attuale. La domanda forse più utile non è tanto “chi scelgo?”, ma “cosa mi manca oggi, cosa desidero davvero e cosa non sto più trovando?”. Da lì diventa possibile decidere con maggiore consapevolezza, qualunque direzione prenda.
Vista la complessità emotiva e familiare della situazione, è consigliabile approfondire questi vissuti con uno specialista, che possa aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni, sul legame di coppia e sulle scelte future, in uno spazio protetto e non giudicante.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno e grazie per aver condiviso il tuo vissuto. Quello che descrivi è molto umano, e anche molto comprensibile. Dieci anni di relazione, due gravidanze ravvicinate, due bambini piccoli: il corpo, la mente e il desiderio non attraversano queste fasi senza lasciare segni. Quando l’intimità sessuale si interrompe a lungo, spesso non è solo il sesso a mancare, ma una parte dell’identità personale: sentirsi desiderata, viva, scelta, non solo madre o funzione organizzativa della famiglia.
L’incontro con il tuo primo amore arriva proprio lì. Non è casuale, anche se lo sembra. Più che di quella persona in sé, spesso in questi casi si riattiva uno stato interno: una versione di te più leggera, più spontanea, meno carica di responsabilità. Le vibrazioni positive che senti non parlano solo di attrazione, ma di riconnessione con una parte vitale di te che da tempo non trova spazio nella tua relazione attuale.
È importante dirlo chiaramente: questo non significa automaticamente che tu non ami il tuo compagno, né che la relazione sia finita. Significa che sei in una fase in cui il desiderio chiede di essere ascoltato, non messo a tacere con la sola razionalità (“siamo stanchi”, “è normale così”).
Mi soffermerei su una cosa che chiedi: “Mi spingo oltre per capire se è solo una passione fisica?”
Da un punto di vista clinico, questa è una domanda rischiosa, perché presuppone che l’unico modo per capire sia agire. In realtà, agire spesso chiarisce dopo, ma nel frattempo crea conseguenze emotive importanti: sensi di colpa, confusione, rotture di fiducia (verso l’altro ma anche verso sé stessi).
Prima di chiederti cosa fare, forse è più utile chiederti che cosa stai sentendo che ti manca profondamente? Quella attrazione parla di lui o parla di te, di un bisogno non ascoltato? Se nella tua relazione attuale tornasse uno spazio di desiderio, di gioco, di contatto, questa spinta avrebbe la stessa forza?
Spesso il “primo amore” funziona come uno specchio emotivo: riflette ciò che oggi non stai vivendo. Non è detto che rappresenti una reale alternativa relazionale; a volte rappresenta una via di fuga temporanea dal carico, dalla fatica, dalla rinuncia al proprio corpo erotico.
Due anni senza intimità dopo una gravidanza non sono rari, ma non vanno banalizzati. Il desiderio non torna da solo con il tempo, ha bisogno di condizioni emotive, di spazio, di sentirsi vista come donna e non solo come madre. Se il vostro dialogo si è fermato alle giustificazioni pratiche, forse non siete ancora entrati nel livello più profondo: quello dei bisogni, delle paure, delle distanze affettive.
Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
L’incontro con il tuo primo amore arriva proprio lì. Non è casuale, anche se lo sembra. Più che di quella persona in sé, spesso in questi casi si riattiva uno stato interno: una versione di te più leggera, più spontanea, meno carica di responsabilità. Le vibrazioni positive che senti non parlano solo di attrazione, ma di riconnessione con una parte vitale di te che da tempo non trova spazio nella tua relazione attuale.
È importante dirlo chiaramente: questo non significa automaticamente che tu non ami il tuo compagno, né che la relazione sia finita. Significa che sei in una fase in cui il desiderio chiede di essere ascoltato, non messo a tacere con la sola razionalità (“siamo stanchi”, “è normale così”).
Mi soffermerei su una cosa che chiedi: “Mi spingo oltre per capire se è solo una passione fisica?”
Da un punto di vista clinico, questa è una domanda rischiosa, perché presuppone che l’unico modo per capire sia agire. In realtà, agire spesso chiarisce dopo, ma nel frattempo crea conseguenze emotive importanti: sensi di colpa, confusione, rotture di fiducia (verso l’altro ma anche verso sé stessi).
Prima di chiederti cosa fare, forse è più utile chiederti che cosa stai sentendo che ti manca profondamente? Quella attrazione parla di lui o parla di te, di un bisogno non ascoltato? Se nella tua relazione attuale tornasse uno spazio di desiderio, di gioco, di contatto, questa spinta avrebbe la stessa forza?
Spesso il “primo amore” funziona come uno specchio emotivo: riflette ciò che oggi non stai vivendo. Non è detto che rappresenti una reale alternativa relazionale; a volte rappresenta una via di fuga temporanea dal carico, dalla fatica, dalla rinuncia al proprio corpo erotico.
Due anni senza intimità dopo una gravidanza non sono rari, ma non vanno banalizzati. Il desiderio non torna da solo con il tempo, ha bisogno di condizioni emotive, di spazio, di sentirsi vista come donna e non solo come madre. Se il vostro dialogo si è fermato alle giustificazioni pratiche, forse non siete ancora entrati nel livello più profondo: quello dei bisogni, delle paure, delle distanze affettive.
Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Buongiorno, innanzitutto mi dispiace se non riuscirò a darLe una risposta sul cosa fare. In questo contesto, posso solo aiutarLa a riflettere su alcuni punti.
Mi colpisce che, riispetto al non avere più intimità (per Lei che cosa è l'intimità?), Lei e il suo compagno vi "giustificate con la stanchezza e il carico mentale della genitoralità"; mi chiedo cosa ci sia nella complessità di questa affermazione: quali emozioni smuove? quali altri pensieri sono associati? quali bisogni vengono soddisfatti e quali no? La invito un po' a spacchettare le motivazioni e il vissuto che ci sono in questo "giustificarsi" che la allontana dall'intimità con il suo compagno.
Inoltre, quali altre emozioni Le ha smosso l'incontro con il "suo primo amore"? Nello specifico, quali caratteristiche di questo ragazzo o della relazione con lui Le fanno provare una voglia irrefrenabile di passare del tempo con lui? quali bisogni verrebbero soddisfatti se lei stesse con lui? Cosa significherebbe per Lei e cosa accadrebbe se capisse che è solo passione fisica? e cosa succederebbe se scoprisse delle novità?
Credo che un percorso psicologico professionista la aiuterebbe a far chiarezza e a trovare delle risposte ai suoi dubbi.
Buona giornata,
Dott.ssa Marie Jasmine Cazzaniga
Mi colpisce che, riispetto al non avere più intimità (per Lei che cosa è l'intimità?), Lei e il suo compagno vi "giustificate con la stanchezza e il carico mentale della genitoralità"; mi chiedo cosa ci sia nella complessità di questa affermazione: quali emozioni smuove? quali altri pensieri sono associati? quali bisogni vengono soddisfatti e quali no? La invito un po' a spacchettare le motivazioni e il vissuto che ci sono in questo "giustificarsi" che la allontana dall'intimità con il suo compagno.
Inoltre, quali altre emozioni Le ha smosso l'incontro con il "suo primo amore"? Nello specifico, quali caratteristiche di questo ragazzo o della relazione con lui Le fanno provare una voglia irrefrenabile di passare del tempo con lui? quali bisogni verrebbero soddisfatti se lei stesse con lui? Cosa significherebbe per Lei e cosa accadrebbe se capisse che è solo passione fisica? e cosa succederebbe se scoprisse delle novità?
Credo che un percorso psicologico professionista la aiuterebbe a far chiarezza e a trovare delle risposte ai suoi dubbi.
Buona giornata,
Dott.ssa Marie Jasmine Cazzaniga
Buongiorno, è una situazione complessa che necessiterebbe di più dettagli e credo che possa essere utile portare questa situazione in uno spazio dedicato. Nessuno può prendere la decisione per lei, ma può essere utile porsi alcune domande per capire meglio chi è lei oggi dopo la nascita dei figli, come è cambiata la relazione e se c'è la possibilità di conoscersi di nuovo, quali bisogni e significati ci sono dietro ad alcune sensazioni. A presto
Buongiorno, più che spingersi oltre ritengo necessario capire cosa, anche simbolicamente, possa indicare questo primo amore. Soprattutto in un momento come questo. Un supporto psicologico potrebbe essere utile.
Buonasera, nessuno può dire o dare consigli su cosa fare. Sicuramente ciò che accade intorno a noi è una bussola per iniziare a porre l'attenzione sui nostri bisogni, necessità e su cosa si muove al di sotto del visibile della quotidianità
Gentile,
da quello che racconta emerge un conflitto interiore comprensibile: da un lato c’è la vita consolidata con il suo compagno e i figli piccoli, con tutte le responsabilità e la stanchezza che la genitorialità comporta; dall’altro, il contatto con una persona del passato ha risvegliato emozioni e desideri che sembravano sopiti, facendole riscoprire una parte di sé legata all’entusiasmo, alla leggerezza e alla passione. È importante riconoscere che ciò che prova non è sbagliato di per sé: i sentimenti possono emergere spontaneamente, soprattutto in contesti in cui si percepisce un distacco nella relazione attuale.
Il punto centrale non è negare queste emozioni, ma comprenderle: sono un segnale di bisogni emotivi e intimi che forse non vengono più soddisfatti nel rapporto attuale. Prima di prendere decisioni concrete, può essere utile fermarsi a riflettere su ciò che desidera veramente, su cosa significa per lei intimità, complicità e soddisfazione emotiva, e se ci sono possibilità di recuperare questi aspetti nella relazione con il suo compagno.
Un confronto aperto e sincero con se stessa, e se lo desidera anche con un professionista, può aiutarla a chiarire se si tratta di un richiamo momentaneo o di qualcosa che merita di essere esplorato più a fondo, senza agire d’impulso e rischiare di ferire sé o gli altri.
Resto a disposizione,
Dottoressa Gloria Giacomin
da quello che racconta emerge un conflitto interiore comprensibile: da un lato c’è la vita consolidata con il suo compagno e i figli piccoli, con tutte le responsabilità e la stanchezza che la genitorialità comporta; dall’altro, il contatto con una persona del passato ha risvegliato emozioni e desideri che sembravano sopiti, facendole riscoprire una parte di sé legata all’entusiasmo, alla leggerezza e alla passione. È importante riconoscere che ciò che prova non è sbagliato di per sé: i sentimenti possono emergere spontaneamente, soprattutto in contesti in cui si percepisce un distacco nella relazione attuale.
Il punto centrale non è negare queste emozioni, ma comprenderle: sono un segnale di bisogni emotivi e intimi che forse non vengono più soddisfatti nel rapporto attuale. Prima di prendere decisioni concrete, può essere utile fermarsi a riflettere su ciò che desidera veramente, su cosa significa per lei intimità, complicità e soddisfazione emotiva, e se ci sono possibilità di recuperare questi aspetti nella relazione con il suo compagno.
Un confronto aperto e sincero con se stessa, e se lo desidera anche con un professionista, può aiutarla a chiarire se si tratta di un richiamo momentaneo o di qualcosa che merita di essere esplorato più a fondo, senza agire d’impulso e rischiare di ferire sé o gli altri.
Resto a disposizione,
Dottoressa Gloria Giacomin
Buonasera, grazie per aver scritto e per la sincerità con cui racconta questo momento così delicato. Quello che descrive non è raro quando una coppia attraversa anni molto intensi come quelli della genitorialità, soprattutto con figli piccoli: le energie cambiano, l’intimità si riduce e alcune parti di sé restano in secondo piano, senza che questo significhi necessariamente che l’amore sia finito. L’incontro con questa persona del passato sembra aver riattivato qualcosa di molto vivo dentro di lei, più che legato solo a lui in quanto tale. Spesso queste sensazioni non parlano tanto della persona che abbiamo davanti, ma di una parte di noi che da tempo non trova spazio: il sentirsi desiderata, vista, meno schiacciata solo sul ruolo di madre e compagna. È comprensibile che questo la confonda e la porti a chiedersi cosa stia davvero cercando. Prima di spingersi oltre, potrebbe essere utile fermarsi un momento e riportare l’attenzione su di sé, non per decidere subito cosa fare, ma per capire cosa sta accadendo dentro. Chiedersi se ciò che sente riguarda davvero quell’uomo o se è il segnale di un bisogno rimasto inascoltato nella relazione attuale può aiutare a fare chiarezza. A volte il tentativo di capire “andando avanti” rischia di aggiungere complessità e sofferenza, più che risposte. Questo momento può diventare un’occasione preziosa per interrogarsi su cosa le manca oggi, su che tipo di intimità desidera e su come si sente nel rapporto con il suo compagno. Prendersi uno spazio di riflessione personale, anche con l’aiuto di un professionista, può aiutarla a distinguere tra una spinta momentanea e un bisogno più profondo, e a fare scelte più consapevoli, nel rispetto di sé e della sua storia.
Cara,
quello che sta vivendo può essere molto disorientante, e allo stesso tempo comprensibile. Dopo anni intensi dedicati alla relazione e alla genitorialità, l’emergere di emersioni nuove o sopite possono perturbare. Non c’è nulla di sbagliato nel sentire ciò che sente.
Prima ancora di capire cosa fare, forse è importante concedersi uno spazio in cui poter ascoltare con calma quello che sta accadendo dentro di Lei, senza giudizio. Un percorso psicologico può offrire proprio questo: un luogo sicuro in cui dare voce ai vissuti e orientarsi, interrogare quanto sta emergendo, passo dopo passo, in un momento così delicato.
quello che sta vivendo può essere molto disorientante, e allo stesso tempo comprensibile. Dopo anni intensi dedicati alla relazione e alla genitorialità, l’emergere di emersioni nuove o sopite possono perturbare. Non c’è nulla di sbagliato nel sentire ciò che sente.
Prima ancora di capire cosa fare, forse è importante concedersi uno spazio in cui poter ascoltare con calma quello che sta accadendo dentro di Lei, senza giudizio. Un percorso psicologico può offrire proprio questo: un luogo sicuro in cui dare voce ai vissuti e orientarsi, interrogare quanto sta emergendo, passo dopo passo, in un momento così delicato.
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata e vera della sua esperienza. Da ciò che descrive emerge molta consapevolezza, e questo è già un primo elemento di grande valore.
Quello che sta vivendo non è raro, soprattutto nelle coppie che attraversano una fase intensa come quella della genitorialità precoce. L’arrivo dei figli, in particolare quando sono piccoli e molto dipendenti, riorganizza profondamente il sistema familiare: le energie emotive, fisiche e mentali vengono assorbite quasi totalmente dal ruolo genitoriale, spesso a discapito dello spazio di coppia e dell’intimità. Non si tratta di un “fallimento” della relazione, ma di un cambiamento di assetto che, se non riconosciuto e curato, può creare distanza.
L’incontro con il suo primo amore arriva in questo contesto e, dal punto di vista sistemico-relazionale, può essere letto non tanto come un segnale che “l’altro è la risposta”, ma come un potente attivatore simbolico. Quella persona sembra riaccendere parti di lei che oggi si sentono poco viste o poco nutrite: il sentirsi desiderata, viva, leggera, riconosciuta come donna e non solo come madre. Le “vibrazioni positive” che descrive parlano molto di bisogni emotivi e relazionali attualmente inascoltati, più che necessariamente di un reale progetto relazionale con lui.
Spingersi oltre “per capire” può sembrare una via chiarificatrice, ma spesso rischia di spostare il focus all’esterno, senza affrontare ciò che sta accadendo dentro di lei e nel sistema di coppia. La domanda forse più utile, prima ancora di “cosa fare con questo ragazzo”, è:
Che cosa mi sta mostrando questa attrazione su di me, su ciò che mi manca, su ciò che desidero oggi nella mia relazione e nella mia vita?
Potrebbe essere un momento prezioso per fermarsi e ascoltarsi, magari chiedendosi:
• che spazio ha oggi la coppia, oltre ai ruoli genitoriali?
• che tipo di intimità (non solo sessuale) manca?
• quali bisogni non espressi sono rimasti sullo sfondo?
• che immagine di sé come donna sente di aver messo in pausa?
Un percorso psicologico, individuale o di coppia, può aiutarla a dare senso a questo conflitto interno senza giudizio, a distinguere tra desiderio, nostalgia, bisogno di conferma e reale scelta relazionale. Dal mio orientamento, lavorare su questi aspetti significa aiutare la persona e la coppia a rinegoziare i legami, i confini e i ruoli, restituendo spazio alla relazione senza agire impulsivamente ciò che chiede prima di tutto comprensione.
Non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma c’è la possibilità di trasformare questa crisi in un’occasione di crescita, personale e relazionale. Se lo desidera, questo è un tema che può essere approfondito con grande rispetto e profondità all’interno di uno spazio terapeutico.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata e vera della sua esperienza. Da ciò che descrive emerge molta consapevolezza, e questo è già un primo elemento di grande valore.
Quello che sta vivendo non è raro, soprattutto nelle coppie che attraversano una fase intensa come quella della genitorialità precoce. L’arrivo dei figli, in particolare quando sono piccoli e molto dipendenti, riorganizza profondamente il sistema familiare: le energie emotive, fisiche e mentali vengono assorbite quasi totalmente dal ruolo genitoriale, spesso a discapito dello spazio di coppia e dell’intimità. Non si tratta di un “fallimento” della relazione, ma di un cambiamento di assetto che, se non riconosciuto e curato, può creare distanza.
L’incontro con il suo primo amore arriva in questo contesto e, dal punto di vista sistemico-relazionale, può essere letto non tanto come un segnale che “l’altro è la risposta”, ma come un potente attivatore simbolico. Quella persona sembra riaccendere parti di lei che oggi si sentono poco viste o poco nutrite: il sentirsi desiderata, viva, leggera, riconosciuta come donna e non solo come madre. Le “vibrazioni positive” che descrive parlano molto di bisogni emotivi e relazionali attualmente inascoltati, più che necessariamente di un reale progetto relazionale con lui.
Spingersi oltre “per capire” può sembrare una via chiarificatrice, ma spesso rischia di spostare il focus all’esterno, senza affrontare ciò che sta accadendo dentro di lei e nel sistema di coppia. La domanda forse più utile, prima ancora di “cosa fare con questo ragazzo”, è:
Che cosa mi sta mostrando questa attrazione su di me, su ciò che mi manca, su ciò che desidero oggi nella mia relazione e nella mia vita?
Potrebbe essere un momento prezioso per fermarsi e ascoltarsi, magari chiedendosi:
• che spazio ha oggi la coppia, oltre ai ruoli genitoriali?
• che tipo di intimità (non solo sessuale) manca?
• quali bisogni non espressi sono rimasti sullo sfondo?
• che immagine di sé come donna sente di aver messo in pausa?
Un percorso psicologico, individuale o di coppia, può aiutarla a dare senso a questo conflitto interno senza giudizio, a distinguere tra desiderio, nostalgia, bisogno di conferma e reale scelta relazionale. Dal mio orientamento, lavorare su questi aspetti significa aiutare la persona e la coppia a rinegoziare i legami, i confini e i ruoli, restituendo spazio alla relazione senza agire impulsivamente ciò che chiede prima di tutto comprensione.
Non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma c’è la possibilità di trasformare questa crisi in un’occasione di crescita, personale e relazionale. Se lo desidera, questo è un tema che può essere approfondito con grande rispetto e profondità all’interno di uno spazio terapeutico.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Buongiorno,
i momenti di distanza e di stallo in una relazione lunga, soprattutto dopo l’arrivo dei figli, sono più frequenti di quanto si immagini. La stanchezza, il carico mentale e le responsabilità quotidiane possono mettere in secondo piano la coppia, anche quando il legame e il desiderio di capirsi restano presenti.
L’incontro con questa persona del passato può aver riattivato emozioni intense: non tanto perché rappresenti necessariamente una scelta alternativa, quanto perché richiama un tempo della vita associato a maggiore leggerezza e semplicità. Spesso il primo amore viene idealizzato e, insieme alla novità, può far emergere sensazioni di entusiasmo che oggi sembrano mancare nella routine.
Prima di prendere decisioni o “spingersi oltre”, può essere utile concedersi il tempo per ascoltare cosa queste emozioni stanno cercando di comunicare e chiedersi cosa sente di avere bisogno in questo momento. Riaprire il dialogo con il partner e provare, anche con piccoli passi, a ritagliarsi uno spazio di coppia può essere un primo tentativo gentile verso se stessa e la relazione.
Non è necessario avere subito tutte le risposte: prendersi del tempo per riflettere, eventualmente con il supporto di un professionista, può aiutare a fare chiarezza e a scegliere con maggiore consapevolezza ciò che è meglio per lei e per la sua famiglia.
i momenti di distanza e di stallo in una relazione lunga, soprattutto dopo l’arrivo dei figli, sono più frequenti di quanto si immagini. La stanchezza, il carico mentale e le responsabilità quotidiane possono mettere in secondo piano la coppia, anche quando il legame e il desiderio di capirsi restano presenti.
L’incontro con questa persona del passato può aver riattivato emozioni intense: non tanto perché rappresenti necessariamente una scelta alternativa, quanto perché richiama un tempo della vita associato a maggiore leggerezza e semplicità. Spesso il primo amore viene idealizzato e, insieme alla novità, può far emergere sensazioni di entusiasmo che oggi sembrano mancare nella routine.
Prima di prendere decisioni o “spingersi oltre”, può essere utile concedersi il tempo per ascoltare cosa queste emozioni stanno cercando di comunicare e chiedersi cosa sente di avere bisogno in questo momento. Riaprire il dialogo con il partner e provare, anche con piccoli passi, a ritagliarsi uno spazio di coppia può essere un primo tentativo gentile verso se stessa e la relazione.
Non è necessario avere subito tutte le risposte: prendersi del tempo per riflettere, eventualmente con il supporto di un professionista, può aiutare a fare chiarezza e a scegliere con maggiore consapevolezza ciò che è meglio per lei e per la sua famiglia.
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata. È comprensibile che, dopo anni segnati da stanchezza, carico mentale e distanza nell’intimità, possano emergere confusione e desideri contrastanti.
Vorrei essere chiara: non posso dirle io cosa deve fare o quale scelta sia “giusta”. Posso però dirle che l’incontro con una persona del passato spesso riattiva sensazioni di vitalità e riconoscimento che non parlano solo dell’altro, ma anche di bisogni personali oggi poco ascoltati.
Prima di chiedersi se spingersi oltre, potrebbe essere utile domandarsi cosa rappresenti per lei questo incontro e cosa sente che le manca in questo momento della sua vita e della sua relazione.
Se questa confusione la fa soffrire, uno spazio di ascolto dedicato può aiutarla a fare chiarezza e a compiere scelte più consapevoli. Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire.
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata. È comprensibile che, dopo anni segnati da stanchezza, carico mentale e distanza nell’intimità, possano emergere confusione e desideri contrastanti.
Vorrei essere chiara: non posso dirle io cosa deve fare o quale scelta sia “giusta”. Posso però dirle che l’incontro con una persona del passato spesso riattiva sensazioni di vitalità e riconoscimento che non parlano solo dell’altro, ma anche di bisogni personali oggi poco ascoltati.
Prima di chiedersi se spingersi oltre, potrebbe essere utile domandarsi cosa rappresenti per lei questo incontro e cosa sente che le manca in questo momento della sua vita e della sua relazione.
Se questa confusione la fa soffrire, uno spazio di ascolto dedicato può aiutarla a fare chiarezza e a compiere scelte più consapevoli. Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire.
Probabilmente scoprirebbe che non è solo un'attrazione fisica, ma eidentemente questo ragazzo le ricorda delle cose, le trasmette quello di cui lei oggi sente la mancanza e così si rende conto di averne bisogno. E allora? Questo non vuol dire che lei e il suo compagno dovete lasciarvi. Spingersi oltre per capire qualcosa che possiamo prevedere? è anche normale che lei senta questo desiderio di spingersi oltre. Ma non lo faccia giustificandosi che lo fa per capire se c'è ancora qualcosa tra lei e il suo compagno. Consideri che al momento, data la condizione, lei non è perfettamente lucida per capire. Faccia affidamento sui fatti, ovvero che con il suo compagno ha scelto di fare due figli. Sono sopraggiunte delle difficoltà, e delle mancanze che possono essere colmate e affrontate. Non continuando ad aggiugera elementi di distrazione però. Quindi provi a fare una scelta consapevole, eliminando temporaneamente le emozioni. Le emozioni vanno e vengono, è un errore prendere delle decisioni sulla base di esse. Quando siamo troppo tristi o troppo felici, è bene rimandare il giudizio. Le consiglio, se deciderà di mantenere la sua relazione con il suo compagno, di intraprendere piuttosto un percorso psicologico, per avere un aiuto esterno, più lucido appunto. è chiaro che parlarne tra voi, non risolverà, ognuno di voi due tenderà a giustificarsi, a far passare tutto normale.
È comprensibile che tu stia vivendo un momento di confusione: dieci anni di relazione, due bambini piccoli, un’intimità che si è interrotta da tempo… e poi l’improvvisa riattivazione emotiva legata a una persona del passato. È una combinazione che può smuovere molto dentro. Non significa automaticamente che tu voglia lasciare il tuo compagno, né che tu voglia davvero iniziare qualcosa con quest’altra persona.
Significa che qualcosa dentro di te sta chiedendo attenzione.Non per senso del dovere, ma perché dieci anni e due figli creano un legame complesso, che merita di essere guardato con onestà.
Può essere utile:
riaprire il dialogo con il tuo compagno
parlare non solo della stanchezza, ma della distanza emotiva
capire se c’è spazio per ricostruire intimità e connessione
Non devi decidere tutto ora.
Ma agire sull’onda dell’emozione rischia di complicare molto le cose. SALUTI
Significa che qualcosa dentro di te sta chiedendo attenzione.Non per senso del dovere, ma perché dieci anni e due figli creano un legame complesso, che merita di essere guardato con onestà.
Può essere utile:
riaprire il dialogo con il tuo compagno
parlare non solo della stanchezza, ma della distanza emotiva
capire se c’è spazio per ricostruire intimità e connessione
Non devi decidere tutto ora.
Ma agire sull’onda dell’emozione rischia di complicare molto le cose. SALUTI
Quello che sta vivendo non parla di tradimento, ma di una parte di sé rimasta in sospeso che si è riattivata. L’incontro non è la causa, è il rivelatore di un vuoto già presente nella coppia. Spingersi oltre rischierebbe di confondere il bisogno di sentirsi viva con una scelta irreversibile.
Strategicamente, prima di cercare fuori una risposta, è utile riportare energia e verità dentro: non accusando, ma riconoscendo che qualcosa si è spento e va guardato. La domanda non è “chi scelgo”, ma che cosa mi manca oggi e come posso prendermene cura senza fuggire. Quando il bisogno viene ascoltato, l’urgenza cala.
Strategicamente, prima di cercare fuori una risposta, è utile riportare energia e verità dentro: non accusando, ma riconoscendo che qualcosa si è spento e va guardato. La domanda non è “chi scelgo”, ma che cosa mi manca oggi e come posso prendermene cura senza fuggire. Quando il bisogno viene ascoltato, l’urgenza cala.
Buongiorno, credo che lei abbia già scelto, ma la frena il timore di perdere tutto il resto. Prima di arrivare a questo provate a fare una terapia sistemico-relazionale insieme per comprendere dove la passione si è spenta e tentare di riaccenderla eliminando il blocco che l'ha causata. Se c'è ancora una coppia, altrimenti avrà già la risposta.
Buongiorno,
portare avanti una relazione con il/la partner è qualcosa che richiede responsabilità da entrambe le parti e quando succede qualcosa come in questo caso, dentro di noi, che ha a che fare con la relazione, può essere che la responsabilità di esso sia condivisa almeno in parte. E' dunque necessario capire quale sia il bisogno mancato nella relazione e se ci sono dei modi per dargli spazio all'interno della relazione. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo anche solo per una breve consulenza mirata alla situazione riportata.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
portare avanti una relazione con il/la partner è qualcosa che richiede responsabilità da entrambe le parti e quando succede qualcosa come in questo caso, dentro di noi, che ha a che fare con la relazione, può essere che la responsabilità di esso sia condivisa almeno in parte. E' dunque necessario capire quale sia il bisogno mancato nella relazione e se ci sono dei modi per dargli spazio all'interno della relazione. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo anche solo per una breve consulenza mirata alla situazione riportata.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno,
il fatto che tu ti stia fermando a riflettere prima di agire è un segnale di grande responsabilità emotiva. Dopo dieci anni di relazione e con due bambini piccoli, è frequente che la coppia entri in una fase di disequilibrio: la stanchezza, il carico mentale e il ruolo genitoriale possono mettere in secondo piano l’identità di donna, di partner e di persona desiderante. Potrebbe essere utile domandarti che cosa sta cercando davvero questa parte di te e che bisogno sta emergendo ora.
Sarebbe importante fare chiarezza su ciò che stai vivendo emotivamente e affettivamente, distinguere il desiderio dalla fuga, la passione dal bisogno di riconnessione con te stessa, comprendere se e come recuperare un dialogo autentico con il tuo compagno, oppure ridefinire i tuoi bisogni in modo più consapevole. Per fare questo, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di tipo psicologico, affinché possa esserci un supporto di fronte a questa novità.
Rimango a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
il fatto che tu ti stia fermando a riflettere prima di agire è un segnale di grande responsabilità emotiva. Dopo dieci anni di relazione e con due bambini piccoli, è frequente che la coppia entri in una fase di disequilibrio: la stanchezza, il carico mentale e il ruolo genitoriale possono mettere in secondo piano l’identità di donna, di partner e di persona desiderante. Potrebbe essere utile domandarti che cosa sta cercando davvero questa parte di te e che bisogno sta emergendo ora.
Sarebbe importante fare chiarezza su ciò che stai vivendo emotivamente e affettivamente, distinguere il desiderio dalla fuga, la passione dal bisogno di riconnessione con te stessa, comprendere se e come recuperare un dialogo autentico con il tuo compagno, oppure ridefinire i tuoi bisogni in modo più consapevole. Per fare questo, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di tipo psicologico, affinché possa esserci un supporto di fronte a questa novità.
Rimango a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buonasera, quello che sta vivendo è delicato e comprensibile, e merita di essere guardato con rispetto, senza giudizio. Dopo dieci anni di relazione e due figli piccoli, è molto frequente che la coppia entri in una fase di sospensione dell’intimità, non per mancanza d’amore ma per esaurimento emotivo, corporeo, mentale. In questi momenti si diventa soprattutto genitori e funzionatori, mentre la parte desiderante resta in silenzio, spesso a lungo.
L’incontro con questo ragazzo del passato sembra aver riattivato proprio quella parte. Non tanto la persona in sé, quanto ciò che rappresenta: una versione di Lei più leggera, più vista, più viva, non appesantita dai ruoli e dalle responsabilità. Le “vibrazioni positive” di cui parla sono spesso il segnale di un risveglio interno, non necessariamente l’indicazione che lì ci sia una risposta o una strada da seguire. Il rischio, in queste situazioni, è confondere il bisogno di sentirsi di nuovo desiderata e desiderante con il desiderio per una persona specifica.
Prima di spingersi oltre, può essere utile fermarsi a riconoscere che questo movimento parla soprattutto di Lei e di ciò che oggi Le manca nella relazione di coppia e nella sua identità di donna. Non è raro che un legame stabile diventi lo sfondo silenzioso su cui si proietta la frustrazione, mentre l’altro, nuovo o riapparso, diventa il contenitore di tutto ciò che è rimasto inespresso. Agire subito rischia di spostare il conflitto all’esterno, senza risolvere quello interno.
Questo momento può diventare un’occasione preziosa per interrogarsi su cosa desidera davvero recuperare: più contatto, più riconoscimento, più spazio per sé, più intimità emotiva e corporea. Lavorare su questo, eventualmente anche con un supporto psicologico, può aiutarLa a fare chiarezza senza decisioni affrettate che potrebbero lasciare strascichi di colpa o confusione. Non c’è qualcosa di “sbagliato” in ciò che sente, ma è importante che le sue scelte nascano da consapevolezza, non da una fame affettiva rimasta troppo a lungo inascoltata. Rimango a disposizione, un saluto!
L’incontro con questo ragazzo del passato sembra aver riattivato proprio quella parte. Non tanto la persona in sé, quanto ciò che rappresenta: una versione di Lei più leggera, più vista, più viva, non appesantita dai ruoli e dalle responsabilità. Le “vibrazioni positive” di cui parla sono spesso il segnale di un risveglio interno, non necessariamente l’indicazione che lì ci sia una risposta o una strada da seguire. Il rischio, in queste situazioni, è confondere il bisogno di sentirsi di nuovo desiderata e desiderante con il desiderio per una persona specifica.
Prima di spingersi oltre, può essere utile fermarsi a riconoscere che questo movimento parla soprattutto di Lei e di ciò che oggi Le manca nella relazione di coppia e nella sua identità di donna. Non è raro che un legame stabile diventi lo sfondo silenzioso su cui si proietta la frustrazione, mentre l’altro, nuovo o riapparso, diventa il contenitore di tutto ciò che è rimasto inespresso. Agire subito rischia di spostare il conflitto all’esterno, senza risolvere quello interno.
Questo momento può diventare un’occasione preziosa per interrogarsi su cosa desidera davvero recuperare: più contatto, più riconoscimento, più spazio per sé, più intimità emotiva e corporea. Lavorare su questo, eventualmente anche con un supporto psicologico, può aiutarLa a fare chiarezza senza decisioni affrettate che potrebbero lasciare strascichi di colpa o confusione. Non c’è qualcosa di “sbagliato” in ciò che sente, ma è importante che le sue scelte nascano da consapevolezza, non da una fame affettiva rimasta troppo a lungo inascoltata. Rimango a disposizione, un saluto!
Buongiorno,
quello che descrive è un vissuto complesso ma comprensibile, soprattutto in una fase di vita segnata da grandi cambiamenti come la genitorialità.
L’incontro con una persona del passato può riattivare emozioni intense e mettere in luce bisogni rimasti in secondo piano, senza che questo dia già una risposta su cosa fare. Prendersi uno spazio di riflessione, magari con l’aiuto di un professionista, può aiutarla a comprendere cosa sta cercando e a orientarsi con maggiore consapevolezza. Io sono disponibile ad indirizzarla nel suo percorso, può scrivermi un messaggio oppure prenotare direttamente in agenda un colloquio conoscitivo. La aspetto Dott.ssa Alessandra Corti
quello che descrive è un vissuto complesso ma comprensibile, soprattutto in una fase di vita segnata da grandi cambiamenti come la genitorialità.
L’incontro con una persona del passato può riattivare emozioni intense e mettere in luce bisogni rimasti in secondo piano, senza che questo dia già una risposta su cosa fare. Prendersi uno spazio di riflessione, magari con l’aiuto di un professionista, può aiutarla a comprendere cosa sta cercando e a orientarsi con maggiore consapevolezza. Io sono disponibile ad indirizzarla nel suo percorso, può scrivermi un messaggio oppure prenotare direttamente in agenda un colloquio conoscitivo. La aspetto Dott.ssa Alessandra Corti
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