Buongiorno, vorrei porre alla Vs attenzione la problematica della mia compagna per cercare di compre

24 risposte
Buongiorno, vorrei porre alla Vs attenzione la problematica della mia compagna per cercare di comprendere di cosa si tratta esattamente.
Credo che abbia un grave problema di “abuso di alcool”, nel senso che appena inizia a bere non riesce a fermarsi.
É capace di non bere un paio di giorni (sopratutto se non soldi per andare a comprarsi birre), ma appena ha la possibilità la sera dopo il lavoro comincia. Inizia col dire - beviamo una birra?
Ne compra 4 (2 della sua marca e due per me più leggere) e poi, come ieri sera, se le beve tutte e 4.
Per poi uscire alle 2 di notte (spesso inventando bugie) e tornare a casa alle 4 di notte sicuramente per andare a bere ulteriormente.
Io ormai cerco di non dire nulla, perché un paio di volte appena ho detto qualcosa il tutto é sfociato in violenza verbale/aggressività fisica.
E anche quando ne parlo in momenti in cui non beve, non ammette che questo sia un problema perché, dice “riesce a farne a meno per un paio di giorni e quando beve l’aiuta a rilassarsi”.
Senza entrare nel merito di tutto ciò di suo personale che c’é dietro a questo comportamento, io non so davvero come fare sia per aiutare me, sia per aiutare lei.
Dott.ssa Cristiana Coco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Salve, non è possibile fare una diagnosi precisa con questi elementi, anche se pare comunque che un malessere di base e una tendenza all'uso di alcol ci sia. Vista la delicatezza della situazione e la sua preoccupazione, le suggerirei come prima cosa di condividere il suo pensiero con le persone a voi più care e vicine, in modo tale da creare innanzitutto una rete di supporto che sappia cosa sta accadendo. Non rimanere soli in queste occasioni è il primo passo da fare, così poi da valutare insieme quello successivo!

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Dott. Gianluigi Torre
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
La situazione che descrive è molto seria e merita tutta l’attenzione e la cautela possibile. Da ciò che racconta, il comportamento della sua compagna presenta effettivamente caratteristiche compatibili con un disturbo da uso di alcol: il bisogno ricorrente di bere, la perdita di controllo una volta iniziato, la negazione del problema e l’aggressività quando qualcuno prova a metterlo in discussione. Non è necessario bere tutti i giorni per parlare di dipendenza: ciò che la definisce è proprio l’incapacità di fermarsi e la progressiva compromissione delle relazioni e della vita quotidiana.

Nel suo caso, la difficoltà non riguarda solo l’alcol in sé, ma anche il modo in cui lo utilizza: come strumento per rilassarsi, per anestetizzare pensieri o emozioni spiacevoli. È molto probabile che dietro ci siano fragilità emotive, vissuti di stress o sofferenze irrisolte che l’alcol, per ora, tiene “a bada” ma che in realtà rischia di amplificare nel tempo. Tuttavia, come lei stesso nota, parlare apertamente del problema non è semplice: quando una persona si sente messa “sotto accusa”, tende a difendersi o a reagire con rabbia, e in questo caso l’aggressività fisica è un segnale da non sottovalutare.

In questo momento, la priorità deve essere la sua sicurezza e il suo benessere personale. È comprensibile volerla aiutare, ma non può farlo da solo, né mettendo a rischio se stesso. Può invece rivolgersi a strutture specializzate come i Servizi per le Dipendenze (Ser.D) della sua zona, che offrono supporto sia alle persone con problemi di abuso sia ai familiari o partner che vivono accanto a loro. Anche solo un colloquio di consulenza per lei può aiutarla a capire come comportarsi, come proteggersi e come comunicare in modo più efficace con la sua compagna senza entrare in dinamiche distruttive.

Se la situazione dovesse degenerare in episodi di violenza, anche solo verbale o di minaccia, è importante contattare subito un centro antiviolenza o le forze dell’ordine: non si tratta di “drammatizzare”, ma di prevenire rischi reali.

Per quanto riguarda lei, è importante che mantenga confini chiari: evitare di coprire, giustificare o cercare di controllare il suo consumo, perché queste strategie, anche se mosse dall’amore, finiscono spesso per alimentare il ciclo della dipendenza. L’aiuto può partire solo quando la persona tocca un punto di consapevolezza, e perché ciò avvenga serve che chi le è accanto smetta di “sostenerla” in modo inconsapevole.

Può essere molto utile, per ora, che lei cerchi un supporto psicologico personale: non per risolvere il problema al posto suo, ma per imparare a gestire l’angoscia, la rabbia e il senso d’impotenza che inevitabilmente questa situazione genera.

In sintesi: non è lei a dover “salvarla”, ma può scegliere di tutelarsi e di farsi guidare da professionisti per capire se, quando e come coinvolgerla in un percorso di cura. Anche questo è un modo concreto e maturo di aiutarla.
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Salve, grazie per aver esposto la sua situazione che è molto complicata. L abuso di alcool è una problematica difficile da affrontare, sia per chi la vive (che porta in sé molta sofferenza soffocata dall'abuso) che da chi le sta accanto perché non ci sono modalità giuste.
Dovrebbe convincerla ad andare al serdp ma potrebbe essere un'arma per la vostra relazione.
Intanto può provare a chiedersi se è una situazione e relazione che riesce a sopportare o se a lungo andare non si sente in grado di rimanere, decisione difficile ma a volte è utile riconoscere i propri limiti. Deciso di rimanere proverei a cercare dei gruppi di persone che sono nella sua stessa situazione e rivolgersi magari al serdp stesso per capire come può fare.
Le sono vicina,
Dott.ssa Casumaro Giada
Salve paziente anonima.
Sono un formatore nazionale del metodo del Prof Hudolin un esperto in materia di alcol
La situazione descritta è tipica delle persone in generale che hanno un problema con la sostanza ma difficilmente lo ammettono in quanto l'alcol è una sostanza molto accettata a livello sociale, facilmente reperibile ma che crea problemi all'individuo alla famiglia alla società
Chieda aiuto su tutto territorio esistono gruppi specifici per questo aiuterà se stesso e anche la sua compagna
In bocca al lupo
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Dott.ssa Giulia Solinas
Psicologo, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
la dipendenza da alcol è una dipendenza subdola che nasconde di solito un disturbo dell'umore, o di personalità ; Nella storia dei pz alcolisti possono essere presenti traumi infantili, familiarità per abuso di alcol e anche di altre dipendenze o una impulsività importante tanto da determinare quel non riuscire a fermarsi. Il problema è da affrontare, mettendo magari un forte paletto relativamente al consumo proponendo di interrompere l'assunzione di qualsiasi sostanza alcolica ( attenzione aceto, sciroppi, maionese e tantissimi altri prodotti culinari in quanto l'alcol è il conservante a piu basso costo) e a casa non possono essere presenti sostanze alcoliche. Se lei tiene alla sua compagna elimini anche lei l'alcol , si proponga di eliminare l'alcol insieme e se dovessero manifestarsi segni di astinenza la accompagni al servizio per le dipendenze piu vicino in modo da renderla consapevole dei rischi che comporta l'abuso di alcol per gli organi nobili ( cuore, fegato, cervello ) . Se nel suo territorio dovesse esserci un servizio che si occupa di dipendenza da alcol dedicato si rivolga a loro.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
da quanto descrive, la situazione della sua compagna presenta diversi segnali che possono effettivamente far pensare a un possibile problema legato all’abuso di alcol. Il fatto che non riesca a fermarsi una volta iniziato a bere, che tenda a nascondere o a giustificare il comportamento, e che reagisca con rabbia o aggressività quando viene affrontata sull’argomento, sono indicatori importanti di una possibile dipendenza o comunque di un rapporto disfunzionale con l’alcol.

È importante sottolineare che l’alcolismo non è solo una questione di “forza di volontà”, ma spesso rappresenta un modo per gestire emozioni, stress o sofferenze profonde. Per questo motivo, il semplice “smettere di bere” risulta molto difficile senza un supporto adeguato.

In una situazione come la sua, è fondamentale che anche lei si protegga: non deve sentirsi responsabile del comportamento della sua compagna, né cercare di “salvarla” da sola. Può invece cercare sostegno per sé, per capire come affrontare la situazione senza esporsi a rischi o dinamiche distruttive.

Sarebbe molto utile incoraggiare la sua compagna a rivolgersi a uno specialista (psicologo o centro per le dipendenze), ma anche lei potrebbe beneficiare di un colloquio psicologico per ricevere supporto e orientamento.

È consigliato, per approfondire e affrontare adeguatamente la situazione, rivolgersi a uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Melissa Angelini
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Torino
Buongiorno, grazie per aver condiviso una situazione così delicata. Quello che descrive è un contesto complesso e logorante, in cui lei si trova a convivere con un comportamento di abuso di alcol da parte della sua compagna, accompagnato da negazione del problema e da episodi di aggressività. È del tutto naturale che si senta disorientato e impotente. Da quanto riferisce, sembra effettivamente che la sua compagna presenti una forma di dipendenza da alcol o comunque un uso problematico, caratterizzato dalla perdita di controllo una volta iniziato a bere, dalla negazione del problema e dal bisogno ricorrente di ricorrere all’alcol per regolare le proprie emozioni. È importante sottolineare che questo tipo di dipendenza non è semplicemente una questione di “forza di volontà”, ma una condizione che coinvolge aspetti psicologici, relazionali e neurobiologici, e che spesso richiede un aiuto professionale mirato.
Può essere utile incoraggiare la sua compagna, nei momenti in cui è sobria e più recettiva, a chiedere supporto a un professionista — uno psicoterapeuta o un centro per le dipendenze (come un Servizio per le Dipendenze Patologiche, Ser.D.). Tuttavia, è importante accettare che la motivazione al cambiamento non può essere imposta: finché lei non riconoscerà pienamente il problema, sarà difficile che accetti un aiuto.
È altrettanto importante che anche lei si tuteli e cerchi supporto per sé, perchè vivere accanto a una persona con una dipendenza può diventare emotivamente devastante e generare sensi di colpa, rabbia, paura e confusione. Le consiglierei di rivolgersi a un professionista psicoterapeuta per aiutarla a comprendere come gestire la situazione senza annullarsi, come proteggersi in caso di episodi aggressivi e come mantenere dei confini chiari. Esistono inoltre gruppi di sostegno specifici per familiari e partner di persone con problemi di alcol. Un caro saluto
Gentile Utente, la situazione che descrive è certamente molto delicata e dolorosa, e le riconosco il grande sforzo che sta facendo nel cercare di capire cosa stia accadendo alla sua compagna, ma anche a lei stesso in questa relazione.

Da ciò che racconta, è presente un rapporto disfunzionale con l’alcol, che ha caratteristiche tipiche di un comportamento compulsivo: l’incapacità di fermarsi una volta iniziato, la negazione del problema, e le conseguenze che ricadono anche sulle relazioni più vicine. Il fatto che la sua compagna diventi aggressiva o minimizzi l’uso, rende ancora più difficile avviare un dialogo sincero e costruttivo.

Lei sta vivendo accanto a questa fatica con grande solitudine e senso di impotenza. E ha tutto il diritto di chiedersi come proteggere se stesso, senza per forza caricarsi del peso di “salvare” l’altra persona. È importante ricordare che nessuno può aiutare davvero chi non riconosce di avere un problema — ma può, questo sì, iniziare ad aiutare sé stesso.

La invito a cercare uno spazio di supporto, anche psicologico, per lei: non solo per capire meglio la dinamica in cui si trova, ma anche per poter mettere confini più chiari e proteggere il suo benessere. In alcuni casi, anche coinvolgere servizi specializzati nelle dipendenze può essere utile, ma è fondamentale che lei non resti solo. Un caro saluto,
Dott.ssa Silvia Falqui
silviafalqui.it
Buongiorno, mi dispiace per la.dofficile situazione.
È complicato aiutare qualcuno che nega di avere un problema.
La situazione migliore sarebbe riuscire a farsi aiutare, magari con un suo coinvolgimento diretto, provando un incontro di coppia, anche perché i comportamenti della.sua compagna, sfociano nella violenza, hanno un impatto importante sulla.coppia.
Un saluto
Claudia m
Dott.ssa Valentina Sartirana
Psicologo, Psicologo clinico
Paderno Dugnano
Buonasera, dal suo racconto emerge chiaramente quanto lei si senta impotente e disorientato di fronte al comportamento della sua compagna, e quanto desideri comprenderlo meglio per poterla aiutare, ma anche per prendersi cura di sé. È comprensibile che l’abuso di alcol, soprattutto quando si accompagna a momenti di aggressività o negazione del problema, generi in chi è vicino sentimenti contrastanti di paura, rabbia, tristezza e frustrazione. E’ importante considerare che il comportamento della sua compagna — pur essendo disfunzionale e dannoso — può rappresentare per lei un tentativo di regolare emozioni interne difficili o di gestire stati di tensione che, altrimenti, le risulterebbero insostenibili. Detto ciò, il primo passo utile è creare le condizioni perché possa sentirsi sufficientemente al sicuro da riconoscere che qualcosa la fa stare male e che ha bisogno di aiuto. Tuttavia, questo non significa che lei debba farsi carico da solo della situazione. Anche lei ha diritto ad ascolto e sostegno. Le consiglierei di considerare la possibilità di rivolgersi personalmente a uno psicologo: un percorso individuale potrebbe aiutarla a comprendere meglio come gestire la relazione con la sua compagna. In parallelo, se la sua compagna dovesse in futuro mostrare una minima disponibilità, sarebbe importante indirizzarla verso un servizio specialistico per la valutazione e il trattamento dei comportamenti di abuso di sostanze. Nel frattempo, si conceda il diritto di non affrontare tutto da solo: cercare supporto non significa abbandonare l’altro, ma prendersi cura del proprio benessere emotivo, che è la base da cui ogni reale aiuto può partire.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Valentina Sartirana
salve, grazie mille per aver scritto a Mio Dottore.
mi dispiace per quello che sta attraversando, non deve essere facile per lei.
purtroppo lei potrebbe suggerire alla sua compagna di rivolgersi ad un aiuto professionale, tuttavia da quello che leggo mi sembra di capire che lei possa non essere propensa ad accettare il suo suggerimento in virtù del fatto che non reputa il comportamento problematico?
consiglierei che anche lei si rivolga ad una figura professionale che possa supportarla in questo momento complesso
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, penso che la sua compagna ha una dipendenza da alcool. Però da parte sua accettare tutto questo, perché altrimenti fa una scenata, penso che non vada bene. La sua compagna pensa che intimorirla ha risolto il suo problema. Forse incominciate tutte e due ad assistere a degli incontri dell'anima alcolista, forse sentendo ciò che raccontano di sè gli altri che sono lì per il suo stesso problema, la farà riflettere che forse anche lei sta nella stessa condizione. Mettere la testa sotto la sabbia non vi farà risolvere la sua dipendenza che mi sembra molto grave. Se si rifiuta le dica che lei si allontanerà, forse la paura di perderla la convincerà a curarsi. Le auguro che il tutto si risolverà per il meglio, La saluto, dott., Eugenia Cardilli,
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, è impossibile aiutare chi non vuole essere aiutato. Le conviene quindi pensare a se stesso per non farsi trascinare a fondo con la sua compagna. Cordiali saluti.
Dott.ssa Virginia Bosca
Psicologo, Psicologo clinico
Calizzano
Buongiorno, varrebbe la pena entrare nello specifico con un sostegno psicologico. Se desidera, io mi occupo di dipendenze da sostanze anche per sostegno ai familiari.
Buongiorno, la sua compagna è chiaramente in difficoltà purtroppo e in questo momento non riesce a trovare una soluzione alternativa al suo malessere. Lei che scrive sembra consapevole delle motivazioni dietro al suo comportamento ma è giusto che non voglia giustificarle, soprattutto se da questo si giunge ad una violenza verbale e/o fisica. Se sono disponibili, potrebbe parlare di questa situazione con la famiglia o gli amici della sua compagna, magari uno di loro può essere più incisivo nell'aiutarla a rendersi conto della situazione. Per quanto la riguarda, se si rende conto di non volere o potere più tollerare questa situazione, potrebbe essere il caso di parlare con la sua compagna nel momento in cui è sobria per farle vedere quanto questa situazione la fa soffrire: senza puntare il dito contro di lei, potrebbe parlarle di come sta in questo momento, provare a trovare insieme modi alternativi per rilassarsi, suggerirle eventualmente la possibilità di chiedere aiuto, da sola o insieme.
Dott.ssa Arianna Poncetta
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,
potrebbe essere utile proporre alla sua compagna di iniziare un percorso psicologico, qualora lo potesse considerare di sostegno e di supporto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Arianna Poncetta
Dott.ssa Gabriella Verderame
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Monteforte Irpino
Le suggerirei di parlare con la sua compagna e rivolgersi ad un servizio specializzato come il Ser.D. così da valutare l'entità della dipendenza e valutare il percorso più idoneo.
Dott.ssa Beatrice Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, la sua preoccupazione è più che comprensibile, così come il senso di impotenza che può nascere in circostanze simili. Dalle sue parole emerge un quadro che potrebbe effettivamente indicare un problema legato all’uso di alcol. È importante sapere che il fatto di riuscire a non bere per qualche giorno non esclude la presenza di un disturbo: spesso chi vive questo tipo di difficoltà tende a minimizzare o negare il problema, perché affrontarlo significherebbe toccare aree molto fragili e dolorose.
Le sue paure, la tensione, la difficoltà a comunicare senza che la situazione degeneri sono segnali importanti, che raccontano un equilibrio relazionale ormai molto provato. In questi casi, non è possibile “salvare” l’altro da soli. Il rischio è di logorarsi senza riuscire davvero ad aiutare. È fondamentale un supporto professionale.
Può rivolgersi al SerD (Servizio Dipendenze) della sua zona, dove è possibile intraprendere gratuitamente un percorso psicologico e medico per l’abuso di alcol, anche senza ricovero. Se inizialmente rifiutasse l’idea, può comunque essere lei a chiedere un primo colloquio per capire come accompagnarla, con i giusti tempi e strumenti, verso una presa di consapevolezza.
Inoltre, anche per lei, un supporto individuale potrebbe fare la differenza: per chiarirsi le idee, comprendere meglio i suoi limiti e i suoi bisogni, e trovare strategie più efficaci per affrontare la situazione.
Se lo desidera, sono a disposizione per un primo colloquio.
Un caro saluto,
Dott.ssa Beatrice Carrara
Dott.ssa Virginia Balocco
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera,
comprendo quanto la situazione che sta vivendo possa essere difficile e dolorosa, sia per la preoccupazione verso la sua compagna sia per il senso di impotenza che può derivarne. Da ciò che descrive, sembrerebbe che il rapporto della sua compagna con l’alcol stia assumendo caratteristiche problematiche, se non altro per la perdita di controllo che riferisce e per le conseguenze relazionali ed emotive che questo comportamento comporta.

È importante ricordare che affrontare una possibile dipendenza richiede innanzitutto consapevolezza e disponibilità al cambiamento da parte della persona coinvolta. Tuttavia, anche chi le è accanto, come lei, ha bisogno di sostegno per comprendere come proteggersi, come gestire la comunicazione e come non restare intrappolato in dinamiche che possono diventare logoranti o rischiose.

Le consiglierei di cercare un confronto con uno psicologo o un servizio per le dipendenze della sua zona per ricevere uno spazio di ascolto per sè e indicazioni pratiche su come muoversi. In alcuni casi, può essere utile anche un supporto di gruppo per familiari o partner di persone con problemi di dipendenza, dove condividere esperienze simili e trovare strumenti di gestione.

Nel frattempo, è importante che lei non si esponga a situazioni di aggressività fisica o verbale e che mantenga chiari i propri confini di sicurezza. Aiutare non significa farsi travolgere; prendersi cura di sé è il primo passo per poter muovere il cambiamento ed eventualmente sostenere anche l’altro.
Dott.ssa Lavinia Sestito
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve,
la situazione è complessa.
Due giorni senza bere non indicano una non dipendenza dall'alcool.
Potresti andare a capire in un valido rapporto di terapia, se ciò che vivi ora è ciò che vorrai continuare a vivere, ma soprattutto come aiutare te e di conseguenza la tua lei.
Un caro saluto
Lavinia
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
Putroppo non si può aiutare chi non vuol essere aiutato e spesso chi utilizza sostanze rifiuta aiuti esterni. Le consiglio di valutare un percorso per cercare quantomeno di tutelare sè stesso.
Dott. Marco Cenci
Dr. Simone Gagliardi
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno.
Da ciò che descrive, sembra che la situazione la stia logorando profondamente: da un lato la preoccupazione per la salute e la sicurezza della sua compagna, dall’altro la sensazione di impotenza di fronte a un comportamento che sfugge al controllo e che genera tensione, aggressività e paura. Appare come se lei fosse ormai costretto a muoversi in equilibrio tra il timore di provocare reazioni violente e il bisogno di porre un limite.

Il fatto che la compagna neghi il problema è parte integrante della dinamica dell’abuso: l’alcol diventa una difesa, una forma di regolazione emotiva che viene protetta a tutti i costi. Ogni tentativo di confronto diretto rischia di essere vissuto da lei come un attacco alla propria autonomia o come una minaccia al sollievo che la sostanza le procura.

Il punto da cui partire non è forse convincerla a cambiare, ma proteggere sé stesso e definire chiaramente cosa può o non può più tollerare. In parallelo, può essere utile rivolgersi a un consultorio o a un centro specializzato sulle dipendenze, non solo per lei ma anche per sé, per ricevere sostegno nel gestire la relazione e non restarne intrappolato.
Dott.ssa SONIA SIMIONATO
Psicologo, Psicologo clinico
San Martino di Lupari
Buongiorno.. mi spiace molto per questa situazione, purtroppo è la sua compagna che deve farsi aiutare ed è proprio su quel "tutto ciò di suo personale che c'è dietro" che bisogna lavorare. La dipendenza da alcol come qualsiasi altro tipo di dipendenza è "solo" una conseguenza del problema, bisogna curare quello che sta alla base. Comunque, non sarebbe sicuramente inutile per lei cominciare un percorso psicologico, potrebbe esserle d'aiuto per affrontare questa situazione e soprattutto per proteggersi.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, capisco quanto la situazione che descrive possa essere difficile e dolorosa. Vivere accanto a una persona che ha un rapporto complicato con l’alcol significa spesso sentirsi impotenti, preoccupati e in tensione costante. Da ciò che racconta emerge la sua grande attenzione verso la compagna e il desiderio sincero di aiutarla, ma anche il peso emotivo che tutto questo le sta creando. È naturale che, tra la preoccupazione per lei e la necessità di proteggere se stesso, si senta diviso e non sappia più come agire. Quando una persona tende a usare l’alcol come strumento per rilassarsi o per affrontare le difficoltà, spesso non lo fa per “piacere di bere” ma perché, in qualche modo, quella sostanza diventa un mezzo per spegnere emozioni dolorose, pensieri pesanti o tensioni accumulate. Nel momento in cui l’alcol entra in questo ruolo, però, il controllo si riduce e la persona finisce per faticare a fermarsi, come se quel sollievo temporaneo diventasse qualcosa di cui si ha bisogno per sentirsi meglio, anche solo per un momento. E questo può rendere difficile accettare che ci sia un problema. Lei si trova ora in una posizione molto complessa, perché prova ad aiutare ma ogni tentativo di confronto rischia di trasformarsi in conflitto. È comprensibile che si senta scoraggiato. In questi casi è importante distinguere ciò che può davvero controllare da ciò che non dipende da lei. Non può convincere la sua compagna a smettere o a riconoscere il problema se lei stessa non è pronta a farlo, ma può prendersi cura di sé, trovare dei limiti chiari e cercare sostegno per non affrontare tutto da solo. Può essere utile cercare un momento di dialogo quando lei è lucida, con un tono calmo e affettuoso, spiegandole non tanto quanto il suo comportamento è “sbagliato”, ma quanto la fa stare male vederla così, quanto si preoccupa e quanto desidererebbe che lei potesse sentirsi meglio senza dover ricorrere all’alcol. Parlare dal proprio vissuto, senza accusare, spesso aiuta a evitare reazioni difensive. Allo stesso tempo, se la situazione dovesse diventare tesa o aggressiva, è importante che protegga la sua sicurezza e si allontani dal conflitto in quei momenti. Non si colpevolizzi per non riuscire a “salvarla”: nessuno può farsi carico del cambiamento di un’altra persona se quella persona non è pronta. Tuttavia, lei può essere un punto di riferimento stabile, coerente e rispettoso, offrendo sostegno quando la compagna mostrerà apertura, ma anche stabilendo confini chiari quando la situazione diventa nociva per lei. Può essere utile anche che lei stesso si confronti con un professionista o con un gruppo di sostegno per familiari di persone con problemi di dipendenza. Parlare con qualcuno che conosce queste dinamiche le permetterà di capire come gestire le emozioni, i sensi di colpa e la frustrazione, oltre che imparare a tutelarsi. Non è un segno di resa chiedere aiuto, ma un atto di responsabilità verso se stesso e verso la relazione. Anche se ora la situazione sembra ferma, piccoli cambiamenti nel modo in cui lei reagisce e comunica possono avere un impatto importante nel tempo. La cosa più preziosa che può fare è restare presente, ma senza sacrificare la propria serenità e sicurezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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