Buongiorno, volevo esporvi un mio dubbio... da qualche mese ho iniziato ad andare da uno psicologo.
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Buongiorno, volevo esporvi un mio dubbio... da qualche mese ho iniziato ad andare da uno psicologo. E' stata una scelta difficile intraprendere questo percorso perchè ho vissuto in tutti questi anni "fingendo" ed andare significa affrontare certi discorsi e quindi nascondere la verità diventa più complesso.
Questo mi ha portato in passato (negli ultimi 10 anni) ad avere problemi di insonnia e quant'altro che non ci tengo a precisare.
Mi sono resa conto che da quando vado mi sento "peggio". Il mio umore è tendenzialmente basso e sono molto nervosa. Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo. Nell'ultima settimana poi la situazione è peggiorata nel senso che fatico a dormire più di 4/5 ore (non mi addormento, mi sveglio durante il sonno e mi sveglio prestissimo al mattino senza riaddormentarmi), non riesco a concentrarmi in nulla di ciò che faccio e mi ritrovo a perdermi tra i pensieri, allo stesso tempo non mi sento nè felice nè triste. Questo per chiedere... dovrei parlarne con lui ? La terapia non dovrebbe aiutarti a stare meglio? Dovrei interrompere la terapia? ... Su quest'ultima domanda aggiungo che credo di essermi molto attaccata/affezionata a lui... anche se anche su questo ho sentimenti spesso ambivalenti e contrari.
Questo mi ha portato in passato (negli ultimi 10 anni) ad avere problemi di insonnia e quant'altro che non ci tengo a precisare.
Mi sono resa conto che da quando vado mi sento "peggio". Il mio umore è tendenzialmente basso e sono molto nervosa. Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo. Nell'ultima settimana poi la situazione è peggiorata nel senso che fatico a dormire più di 4/5 ore (non mi addormento, mi sveglio durante il sonno e mi sveglio prestissimo al mattino senza riaddormentarmi), non riesco a concentrarmi in nulla di ciò che faccio e mi ritrovo a perdermi tra i pensieri, allo stesso tempo non mi sento nè felice nè triste. Questo per chiedere... dovrei parlarne con lui ? La terapia non dovrebbe aiutarti a stare meglio? Dovrei interrompere la terapia? ... Su quest'ultima domanda aggiungo che credo di essermi molto attaccata/affezionata a lui... anche se anche su questo ho sentimenti spesso ambivalenti e contrari.
Gentile utente, l'andare in terapia e l'affrontare discorsi un po 'scomodi' può creare questo stato di disagio, soprattutto in una fase iniziale. Certo, dovrebbe parlarne con il suo psicologo in modo da darle consigli anche lui. Da quello che racconta, non credo che sia il caso di interrompere la terapia, magari può chiedere di vedere meglio in seduta queste emozioni che lei crede di provare nei suoi confronti in modo che possa darle un consiglio anche lui. Se le sembra che i suoi dubbi sul suo psicologo, sono fondati, può provare a cambiare psicologo per vedere se si presentano le stesse dinamiche.
Le auguro il meglio!
Se dovesse avere dei dubbi, può inviarmi un messaggio premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Gentile utente, la terapia può portare a dei momenti in cui ci si sente peggio proprio perché si vanno a toccare dei nervi scoperti, che fuori dal colloquio possono fare male. Posto ciò, credo sia fondamentale parlarne e affrontare la questione apertamente con il suo psicologo, che sarà sicuramente in grado di guidarla verso la migliore soluzione.
Restando a disposizione, le auguro un buon proseguimento.
Restando a disposizione, le auguro un buon proseguimento.
Buonasera,
concordo con il collega quando afferma che l'inizio di una terapia possa essere destabilizzante ed è proprio per questo che dovrebbe parlarne con il suo terapeuta, per trovare un nuovo , più funzionale equilibrio .
la saluto affettuosamente
Dott.ssa Laura Bova
concordo con il collega quando afferma che l'inizio di una terapia possa essere destabilizzante ed è proprio per questo che dovrebbe parlarne con il suo terapeuta, per trovare un nuovo , più funzionale equilibrio .
la saluto affettuosamente
Dott.ssa Laura Bova
Gentile Utente,
La terapia è un viaggio in cui si può e si deve passare anche dal dolore. Hilmann sosteneva che bisogna ascendere per discendere. Un dolore che va visto, conosciuto e toccato. Di cui si fa parola e in cui non sentirsi soli ma accompagnati. La invito a parlarne con il collega che la segue, perché è sicuramente un dono prezioso che può fargli. Non abbia paura di ferirlo. Un caro saluto, Dott.Alessandro Esposito
La terapia è un viaggio in cui si può e si deve passare anche dal dolore. Hilmann sosteneva che bisogna ascendere per discendere. Un dolore che va visto, conosciuto e toccato. Di cui si fa parola e in cui non sentirsi soli ma accompagnati. La invito a parlarne con il collega che la segue, perché è sicuramente un dono prezioso che può fargli. Non abbia paura di ferirlo. Un caro saluto, Dott.Alessandro Esposito
Mi dispiace sentire che stai attraversando un periodo così difficile. È normale provare sentimenti contrastanti riguardo alla terapia. Ti consiglierei di parlarne apertamente con il tuo psicologo durante la prossima sessione. Esprimi le tue preoccupazioni e insieme potreste valutare quanto emerso. È importante comunicare apertamente i tuoi sentimenti per trovare la migliore soluzione per te.
Il tempo necessario per vedere i benefici della psicoterapia varia da persona a persona e dipende da molti fattori tra i quali, la gravità dei sintomi, la tipologia di terapia e l'impegno del paziente. Alcuni pazienti notano miglioramenti dopo alcune sessioni, mentre altri potrebbero richiedere più tempo.
Inoltre, è comune sentirsi peggio all'inizio della terapia poiché si affrontano e si esplorano temi difficili o dolorosi, portando temporaneamente a un aumento del disagio emotivo. Questo processo può far emergere emozioni e pensieri precedentemente soppressi, rendendo più difficile la gestione delle sensazioni.
Un caro saluto ,
Dott. Moro
Il tempo necessario per vedere i benefici della psicoterapia varia da persona a persona e dipende da molti fattori tra i quali, la gravità dei sintomi, la tipologia di terapia e l'impegno del paziente. Alcuni pazienti notano miglioramenti dopo alcune sessioni, mentre altri potrebbero richiedere più tempo.
Inoltre, è comune sentirsi peggio all'inizio della terapia poiché si affrontano e si esplorano temi difficili o dolorosi, portando temporaneamente a un aumento del disagio emotivo. Questo processo può far emergere emozioni e pensieri precedentemente soppressi, rendendo più difficile la gestione delle sensazioni.
Un caro saluto ,
Dott. Moro
Buona sera, affrontare temi dolorosi ed a volte in parte rimossi può in alcuni casi far sentire peggio: perchè il maggior contatto col problema fa riemergere le forti emozioni ad esso connesse.
é fondamentale in questa fase del lavoro confrontarsi col suo terapeuta. Il legame che sente è normale in terapia ed ha diversi nomi a seconda dei modelli terapuetici: si parla di transfert, attaccamento ecc..
Questi fenomeni sono non solo normali ma anche fondamentali per la riuscita della terapia, quando starà meglio ed imparerà a camminare da sola questo legame che sente si allenterà.
Comunque le consiglio di affrontare anche questi sentimenti che prova nei confronti del terapeuta col terapeuta stesso. Passerete così ad una fase più matura della terapia.
Qualsiasi scelta riguardo alla terapia stessa ( se è cominciata da pochi mesi direi che è ancora agli inizi ), o l'eventuale associazione di una terapia medica a quella psicologica va discussa col terapeuta stesso.
Se desidera un più approfondito colloquio con me sono disponibile anche on line. I miei più sentiti auguri.
é fondamentale in questa fase del lavoro confrontarsi col suo terapeuta. Il legame che sente è normale in terapia ed ha diversi nomi a seconda dei modelli terapuetici: si parla di transfert, attaccamento ecc..
Questi fenomeni sono non solo normali ma anche fondamentali per la riuscita della terapia, quando starà meglio ed imparerà a camminare da sola questo legame che sente si allenterà.
Comunque le consiglio di affrontare anche questi sentimenti che prova nei confronti del terapeuta col terapeuta stesso. Passerete così ad una fase più matura della terapia.
Qualsiasi scelta riguardo alla terapia stessa ( se è cominciata da pochi mesi direi che è ancora agli inizi ), o l'eventuale associazione di una terapia medica a quella psicologica va discussa col terapeuta stesso.
Se desidera un più approfondito colloquio con me sono disponibile anche on line. I miei più sentiti auguri.
buongiorno, credo che tutto quello che lei stia attraversando faccia parte del percorso terapeutico, sarebbe utile, pertanto, parlarne integralmente con il collega in modo da poterla aiutare ala meglio.
cordialmente
Dott Berenati
cordialmente
Dott Berenati
Gentile utente, andando in terapia lei si è messo in gioco e ha deciso di affrontare temi e problemi personali che non la facevano star sereno. L'approfondire aspetti di noi più riservati e che ci fanno soffrire, può condurci a "sentirci peggio".
Anche ciò che prova, rispetto al collega, è un qualcosa che può accadere. Perciò, la invito a portare in seduta i suoi dubbi e preoccupazioni affinché possiate lavorare al meglio sulle sue esigenze e capire se il percorso che avete intrapreso è adatto a lei o se c'è necessità di un cambiamento nella tipologia di terapia.
Per qualsiasi dubbio resto a disposizione.
Le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Facciuto
Anche ciò che prova, rispetto al collega, è un qualcosa che può accadere. Perciò, la invito a portare in seduta i suoi dubbi e preoccupazioni affinché possiate lavorare al meglio sulle sue esigenze e capire se il percorso che avete intrapreso è adatto a lei o se c'è necessità di un cambiamento nella tipologia di terapia.
Per qualsiasi dubbio resto a disposizione.
Le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Facciuto
Gentile utente
Probabilmente il contatto con vissuti e sentimenti che per lungo tempo ha allontanato dalla sua mente genera dentro di lei un senso di malessere. Sebbene sia spiacevole, è un passaggio necessario. Credo sarebbe molto utile parlarne con il suo psicologo per poter Insieme dare il significato più appropriato per lei a tale vissuto.
Probabilmente il contatto con vissuti e sentimenti che per lungo tempo ha allontanato dalla sua mente genera dentro di lei un senso di malessere. Sebbene sia spiacevole, è un passaggio necessario. Credo sarebbe molto utile parlarne con il suo psicologo per poter Insieme dare il significato più appropriato per lei a tale vissuto.
Gentile utente, la relazione terapeutica dovrebbe essere basata sulla fiducia. Le consiglio di affrontare i suoi dubbi con il suo terapeuta. Anche le resistenze possono essere utili a capire meglio sè stessi e il proprio funzionamento al di fuori dello studio, e può senz' altro essere oggetto di lavoro clinico. Ogni dubbio va accolto ed ascoltato.
"La terapia non dovrebbe aiutarti a stare meglio?" certo, ma non subito. La terapia smuove, scava dentro di noi. Il processo che ci condurrà allo stare bene non è mai lineare. Alle volte si uscirà dalla stanza di terapia sentendosi più leggeri, altre volte pesanti, sconfortati o esausti. Per qualsiasi cosa, parli con il suo psicologo, e - se con lui si trova bene - non interrompa il percorso intrapreso.
Ciao, mi dispiace sentire che stai vivendo un periodo così difficile dopo aver iniziato la terapia. È comprensibile che un percorso terapeutico possa scatenare molte emozioni ed essere emotivamente intenso. Condividi apertamente con il tuo psicologo le tue esperienze e come ti senti da quando hai iniziato la terapia. Descrivi i sintomi che stai vivendo, come l'umore basso, la nervosità e i problemi di sonno. Spiega come ti stanno influenzando e chiedi il loro parere su cosa potresti fare. Fai domande al tuo psicologo riguardo al processo terapeutico e cosa aspettarti durante questo percorso. Può essere utile ottenere una migliore comprensione di come la terapia dovrebbe aiutarti a sentirti meglio nel tempo e cosa potrebbe essere alla base dei tuoi attuali sintomi o difficoltà.
Discuti con il tuo psicologo le opzioni disponibili, come regolare la frequenza delle sessioni, cambiare approcci terapeutici o considerare l'aggiunta di altre forme di supporto. Insieme, potreste trovare la strategia più adatta alla tua situazione attuale. Esplora i tuoi sentimenti di attaccamento nei confronti del tuo psicologo durante la terapia. Parlarne con lui potrebbe aiutarti a capire meglio queste dinamiche e come potrebbero influire sul tuo percorso terapeutico.
Ricorda che la terapia è un percorso individuale e ogni persona reagisce in modo diverso. Non esitare a condividere apertamente i tuoi sentimenti e preoccupazioni con il tuo psicologo. Insieme, potrete valutare le migliori opzioni per il tuo benessere mentale.
Dr. Roberto Prattichizzo
Discuti con il tuo psicologo le opzioni disponibili, come regolare la frequenza delle sessioni, cambiare approcci terapeutici o considerare l'aggiunta di altre forme di supporto. Insieme, potreste trovare la strategia più adatta alla tua situazione attuale. Esplora i tuoi sentimenti di attaccamento nei confronti del tuo psicologo durante la terapia. Parlarne con lui potrebbe aiutarti a capire meglio queste dinamiche e come potrebbero influire sul tuo percorso terapeutico.
Ricorda che la terapia è un percorso individuale e ogni persona reagisce in modo diverso. Non esitare a condividere apertamente i tuoi sentimenti e preoccupazioni con il tuo psicologo. Insieme, potrete valutare le migliori opzioni per il tuo benessere mentale.
Dr. Roberto Prattichizzo
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
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E' importante riconoscere i cambiamenti che stai vivendo da quando hai iniziato la terapia. È comune sperimentare una fase di disagio o peggioramento temporaneo durante il percorso terapeutico, poiché spesso emergono emozioni e pensieri difficili da affrontare. Tuttavia, è fondamentale comunicare apertamente queste sensazioni al tuo terapeuta. Discutere di come ti senti può aiutare a comprendere meglio il processo terapeutico e trovare modi per affrontare le difficoltà che stai vivendo. Non necessariamente devi interrompere la terapia, ma comunicare le tue preoccupazioni è un passo importante per trovare soluzioni appropriate. Rimango a disposizione, Dott.ssa Francesca Gottofredi.
È comprensibile che tu stia attraversando un momento difficile e confuso. È importante ricordare che il processo terapeutico può essere complesso e che a volte possono verificarsi momenti di disagio o peggioramento prima di migliorare.
Parlare con il tuo terapeuta delle tue preoccupazioni è fondamentale per il successo del trattamento. Il tuo terapeuta è lì per aiutarti e supportarti, e può essere in grado di fornirti risorse e strategie per affrontare meglio ciò che stai vivendo. Potrebbe essere utile esplorare con lui come ti senti attualmente e se ci sono dei modi per adattare il trattamento in modo da soddisfare meglio le tue esigenze.
Potrebbe anche essere utile esaminare insieme al tuo terapeuta se ci sono motivi specifici per cui ti senti peggio da quando hai iniziato la terapia. Ad esempio, potresti sentirti più vulnerabile o esposto ora che stai affrontando certi discorsi che hai tenuto nascosti per anni.
Interrompere la terapia potrebbe essere una scelta da prendere in considerazione, ma è importante farlo in modo riflessivo e discuterne con il tuo terapeuta. Potrebbe essere utile esplorare insieme se ci sono modalità diverse di trattamento che potrebbero essere più adatte alle tue esigenze attuali.
Infine, è normale sviluppare un legame con il tuo terapeuta nel corso del tempo, specialmente se ti senti compreso e supportato da lui. Tuttavia, è anche importante essere consapevoli di come questo legame possa influenzare la terapia e di mantenere una prospettiva equilibrata sulla relazione terapeutica.
In sintesi, ti consiglio di parlare apertamente con il tuo terapeuta delle tue preoccupazioni e sensazioni attuali. Insieme potete esplorare le opzioni migliori per affrontare questa fase della terapia e trovare il percorso che sia più adatto alle tue esigenze e al tuo benessere.
Parlare con il tuo terapeuta delle tue preoccupazioni è fondamentale per il successo del trattamento. Il tuo terapeuta è lì per aiutarti e supportarti, e può essere in grado di fornirti risorse e strategie per affrontare meglio ciò che stai vivendo. Potrebbe essere utile esplorare con lui come ti senti attualmente e se ci sono dei modi per adattare il trattamento in modo da soddisfare meglio le tue esigenze.
Potrebbe anche essere utile esaminare insieme al tuo terapeuta se ci sono motivi specifici per cui ti senti peggio da quando hai iniziato la terapia. Ad esempio, potresti sentirti più vulnerabile o esposto ora che stai affrontando certi discorsi che hai tenuto nascosti per anni.
Interrompere la terapia potrebbe essere una scelta da prendere in considerazione, ma è importante farlo in modo riflessivo e discuterne con il tuo terapeuta. Potrebbe essere utile esplorare insieme se ci sono modalità diverse di trattamento che potrebbero essere più adatte alle tue esigenze attuali.
Infine, è normale sviluppare un legame con il tuo terapeuta nel corso del tempo, specialmente se ti senti compreso e supportato da lui. Tuttavia, è anche importante essere consapevoli di come questo legame possa influenzare la terapia e di mantenere una prospettiva equilibrata sulla relazione terapeutica.
In sintesi, ti consiglio di parlare apertamente con il tuo terapeuta delle tue preoccupazioni e sensazioni attuali. Insieme potete esplorare le opzioni migliori per affrontare questa fase della terapia e trovare il percorso che sia più adatto alle tue esigenze e al tuo benessere.
Buongiorno, concordo con vari colleghi quando affermano che l'inizio di una terapia possa essere destabilizzante ed è proprio per questo che dovrebbe parlarne con il suo terapeuta, per cercare insieme il giusto equilibrio, già il fatto che narra che si è affezionata al terapeuta fa presagire una buona alleanza terapeutica essenziale al buon esito della terapia.
Si confronti con il suo terapeuta anche nell'eventualità di poter prendere degli integratori con melatonina per favorire il sonno, le consiglio anche una adeguata alimentazione e integrazione e se il collega lo riterrà utile la indirizzerà ad una particolare terapia farmacologica, ma ovviamente questo solo il terapeuta potrà consigliarglielo e non un mio parere non avendola avuta in seduta.
La saluto e rimango a disposizione. Dr.ssa Versari Debora
Si confronti con il suo terapeuta anche nell'eventualità di poter prendere degli integratori con melatonina per favorire il sonno, le consiglio anche una adeguata alimentazione e integrazione e se il collega lo riterrà utile la indirizzerà ad una particolare terapia farmacologica, ma ovviamente questo solo il terapeuta potrà consigliarglielo e non un mio parere non avendola avuta in seduta.
La saluto e rimango a disposizione. Dr.ssa Versari Debora
Gentile utente, comprendo il suo disagio. Capita che durante un percorso si possa stare male e si possa constatare "un iniziale peggioramento dei sintomi", d'altronde come ha detto lei andare da uno psicologo significa dover affrontare certi discorsi. Le consiglio vivamente di affrontare con il suo psicologo in seduta questo, al fine di evitare di interrompere la terapia e gettare via le fatiche che ha affrontato fino a questo momento. Inoltre, le direi anche di parlare con lui di questi sentimenti ambivalenti che prova nei suoi confronti. Non abbia paura di mostrare al suo psicologo i dubbi e le paure che la assalgono, in quanto spesso sono elementi importanti per il lavoro che si sta facendo insieme. Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa Forino Anna Asia
Dott.ssa Forino Anna Asia
Buonasera, le auguro di sentirsi libera di esprimere tutto ciò che prova, sente, pensa all'interno della stanza di terapia. È l'unico modo per consentire al processo terapeutico di iniziare, e pian piano si stare meglio
Buongiorno, mi spiace per la situazione difficile che si trova a vivere da alcuni anni a questa parte. Sicuramente iniziare un percorso di terapia e affrontare alcuni temi difficili o scomodi può portare con sé una certa dose di malessere e di sofferenza. Sicuramente affrontare questi temi con il suo psicologo e portarli nella stanza di terapia può essere funzionale al suo percorso, aiutandola anche a non dover per forza fingere; cosa che, da quanto ha scritto, ha sempre fatto nel corso degli ultimi anni. Le auguro di fare un buon percorso. Cordiali saluti, dott.ssa Zenucchi
Buongiorno, tenendo conto della sua domanda, si può essere buono parlarne con lo psicologo che la sta seguendo. Solitamente il percorso di terapia non è lineare e non ci fa sentire subito meglio, ma ci possono essere dei momenti in cui si peggiora. Se lo immagini un pò non come una linea dritta che va verso l'alto ma come un percorso circolare, in cui effettivamente in alcuni momenti si può stare peggio. Ora non conosco nel dettaglio la sua situazione ma quello che le posso dire è di confrontarsi con il suo terapeuta.
Un saluto
Dott.ssa Stefania Rubiero
Un saluto
Dott.ssa Stefania Rubiero
Gentile utente,
capisco che il momento che sta vivendo sia molto difficile e confuso. Intraprendere un percorso terapeutico è sempre una decisione importante, che implica la volontà di affrontare temi e emozioni talvolta dolorosi e, come lei stessa ha scritto, che ci si è abituati a nascondere o tenere sotto controllo. È normale, quindi, che la terapia possa provocare un’iniziale intensificazione del malessere, soprattutto quando si inizia a far emergere emozioni e pensieri che erano stati repressi per lungo tempo.
L'aumento della tensione emotiva, dei disturbi del sonno e la difficoltà di concentrarsi che sta sperimentando non sono rari nelle prime fasi di un percorso terapeutico, poiché il lavoro psicologico può portare a rivivere emozioni e situazioni passate che erano state trascurate. È fondamentale però che ne parli apertamente con il suo terapeuta. La terapia è uno spazio sicuro in cui esprimere anche i dubbi e le difficoltà legate al percorso stesso. A volte è proprio attraverso questi momenti di difficoltà che si riesce a fare progressi significativi.
Il fatto che lei si senta “attaccata” al suo terapeuta è altrettanto comprensibile e può essere parte del processo terapeutico, in quanto il legame con il terapeuta può diventare una fonte di sicurezza e supporto. Tuttavia, se questo legame le sta creando ambivalenza e confusione, è altrettanto importante esplorarlo insieme, per capire meglio cosa sta accadendo dentro di lei.
La terapia dovrebbe, infatti, aiutare a stare meglio, ma questo non significa che il processo sia sempre lineare o privo di difficoltà. La sensazione di "peggioramento" che descrive potrebbe essere solo una fase transitoria che precede una comprensione più profonda di sé, ma è importante discuterne con il professionista per valutare insieme come proseguire nel miglior modo possibile.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
capisco che il momento che sta vivendo sia molto difficile e confuso. Intraprendere un percorso terapeutico è sempre una decisione importante, che implica la volontà di affrontare temi e emozioni talvolta dolorosi e, come lei stessa ha scritto, che ci si è abituati a nascondere o tenere sotto controllo. È normale, quindi, che la terapia possa provocare un’iniziale intensificazione del malessere, soprattutto quando si inizia a far emergere emozioni e pensieri che erano stati repressi per lungo tempo.
L'aumento della tensione emotiva, dei disturbi del sonno e la difficoltà di concentrarsi che sta sperimentando non sono rari nelle prime fasi di un percorso terapeutico, poiché il lavoro psicologico può portare a rivivere emozioni e situazioni passate che erano state trascurate. È fondamentale però che ne parli apertamente con il suo terapeuta. La terapia è uno spazio sicuro in cui esprimere anche i dubbi e le difficoltà legate al percorso stesso. A volte è proprio attraverso questi momenti di difficoltà che si riesce a fare progressi significativi.
Il fatto che lei si senta “attaccata” al suo terapeuta è altrettanto comprensibile e può essere parte del processo terapeutico, in quanto il legame con il terapeuta può diventare una fonte di sicurezza e supporto. Tuttavia, se questo legame le sta creando ambivalenza e confusione, è altrettanto importante esplorarlo insieme, per capire meglio cosa sta accadendo dentro di lei.
La terapia dovrebbe, infatti, aiutare a stare meglio, ma questo non significa che il processo sia sempre lineare o privo di difficoltà. La sensazione di "peggioramento" che descrive potrebbe essere solo una fase transitoria che precede una comprensione più profonda di sé, ma è importante discuterne con il professionista per valutare insieme come proseguire nel miglior modo possibile.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno,
Assolutamente dovrebbe parlarne con lui!
Qualsiasi dubbio concernente il percorso o la relazione terapeutica è molto utile che venga condiviso con il/la proprio/a terapeuta. Solo voi due sapete le risposte circa il perchè lei si stia sentendo in questo modo.
La inviterei a parlare con lui anche dei suoi "sentimenti spesso ambivalenti e contrari", anche se le dovesse risultare non semplice.
In ogni caso, quel che posso dirle è che può accadere, soprattutto all'inizio della terapia, che la sintomatologia che si cerca di tenere a bada per tanti anni emerga in maniera forte (da qui il "sentirsi peggio"), d'altronde si intraprende questo percorso proprio perchè esca fuori, pian piano si impara anche a gestire. Non si scoraggi e cerchi di tenere duro, potrebbe essere solamente la prima fase!
Spero di esserle stata d'aiuto :)
Assolutamente dovrebbe parlarne con lui!
Qualsiasi dubbio concernente il percorso o la relazione terapeutica è molto utile che venga condiviso con il/la proprio/a terapeuta. Solo voi due sapete le risposte circa il perchè lei si stia sentendo in questo modo.
La inviterei a parlare con lui anche dei suoi "sentimenti spesso ambivalenti e contrari", anche se le dovesse risultare non semplice.
In ogni caso, quel che posso dirle è che può accadere, soprattutto all'inizio della terapia, che la sintomatologia che si cerca di tenere a bada per tanti anni emerga in maniera forte (da qui il "sentirsi peggio"), d'altronde si intraprende questo percorso proprio perchè esca fuori, pian piano si impara anche a gestire. Non si scoraggi e cerchi di tenere duro, potrebbe essere solamente la prima fase!
Spero di esserle stata d'aiuto :)
Buongiorno. E' molto bello che abbia avuto il coraggio di guardare da vicino la verità. E' possibile che lasciar cadere le barriere che la proteggevano fino a pochi mesi fa la faccia sentire indifesa: trovarsi faccia a faccia con i nostri mostri non è mai facile, può essere doloroso e può portare a sentirsi inizialmente confusi. E' possibile che sia un passaggio necessario prima di stare meglio, un po' come il dolore che si prova scoprendo una ferita e disinfettandola, prima che possa poco alla volta rimarginarsi. Proprio perchè desidera smettere di fingere, può esserle utile parlare di queste emozioni e di questi vissuti con il suo terapeuta, in modo che lui possa aiutarla a capire che cosa in particolare la sta facendo sentire di star regredendo, quali pensieri la tengono sveglia e le impediscono di concentrarsi. Condividere con lui questa sua difficoltà e l'ambivalenza che prova nei suoi confronti può aiutarlo a conoscerla meglio ed a prendersi cura di lei in modo migliore. Essere entrambi a conoscenza di come lei sta vivendo la terapia e il rapporto con lui vi permetterà di decidere insieme se vale la pena continuare o interrompere il percorso.
Spero di esserle stata utile
Spero di esserle stata utile
Gentilissima, è fondamentale che vi sia una certa sinergia tra paziente e terapeuta. I motivi per cui sente di star peggio possono essere di varia natura, tuttavia ritengo che sia molto importante che lei riporti al suo terapeuta questo suo malessere: è estremamente importante e deve essere considerato per il buon andamento della terapia. Da quello che riporta, mi sembra di capire che lei stia sperimentando una reazione indifferenziata di stress nella forma ansioso-depressiva (alterazione del ritmo circadiano e insonnia, facilità alla distrazione, apatia e indolenza emotiva). È probabile che lei stia sperimentando un "malessere senza nome", indefinito, poiché fa fatica a mentalizzarlo. Penso che dovrebbe trovare il modo di aprirsi di più con il suo terapeuta - oppure potrebbe cambiare terapeuta - visto che dovrebbe essere la norma, in un percorso/terapia, che questo malessere sia portato alla luce, altrimenti, a cosa serve la terapia? Un aspetto importante, credo, è proprio il suo timore di aprirsi, perché da come dice, lei ha vissuto tanti anni "fingendo", cioè auto-ingannandosi, evitando la mentalizzazione, ovvero la presa di coscienza delle sue problematiche - ognuno ha le sue proprie difficoltà, non c'è nulla di male o di cui vergognarsi ad esporre le proprie. Per questo motivo, penso che il lavoro che lei potrebbe trovare molto utile per imparare a risolverle è proprio quello di affrontare i suoi demoni: è questo il percorso da fare. Più che sul contenuto delle sue angosce, lei potrebbe lavorare con il terapeuta sul modo in cui deve affrontarle, ovvero le sue difese psichiche. Spero di esserle stato utile e le porgo i miei più cordiali saluti
Salve, quello che descrive può accadere più spesso di quanto si pensi quando si inizia un percorso terapeutico. Se per molto tempo ha “tenuto dentro” o ha cercato di adattarsi evitando alcuni vissuti, il fatto di iniziare a guardarli più da vicino può inizialmente aumentare il disagio, come se ciò che era rimasto sullo sfondo diventasse improvvisamente più presente.
Il sentirsi peggio non significa necessariamente che la terapia non stia funzionando, ma può indicare che si è entrati in una fase in cui stanno emergendo contenuti importanti. Tuttavia, questo non va dato per scontato o affrontato da sola: è molto importante che ne parli apertamente con il suo terapeuta, sia rispetto ai sintomi che descrive (insonnia, difficoltà di concentrazione, umore basso), sia rispetto ai vissuti che prova nei suoi confronti.
Anche il fatto di sentirsi affezionata e allo stesso tempo ambivalente rientra in ciò che può accadere in terapia e parlarne può diventare parte stessa del lavoro. La terapia non è solo “stare meglio subito”, ma costruire uno spazio in cui comprendere ciò che accade dentro di lei, anche quando è scomodo.
Più che interrompere bruscamente, potrebbe essere utile condividere questi dubbi proprio all’interno della relazione terapeutica, così da capire insieme come sta procedendo il percorso e se il modo in cui si sta lavorando è adatto ai suoi bisogni in questo momento.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa
Il sentirsi peggio non significa necessariamente che la terapia non stia funzionando, ma può indicare che si è entrati in una fase in cui stanno emergendo contenuti importanti. Tuttavia, questo non va dato per scontato o affrontato da sola: è molto importante che ne parli apertamente con il suo terapeuta, sia rispetto ai sintomi che descrive (insonnia, difficoltà di concentrazione, umore basso), sia rispetto ai vissuti che prova nei suoi confronti.
Anche il fatto di sentirsi affezionata e allo stesso tempo ambivalente rientra in ciò che può accadere in terapia e parlarne può diventare parte stessa del lavoro. La terapia non è solo “stare meglio subito”, ma costruire uno spazio in cui comprendere ciò che accade dentro di lei, anche quando è scomodo.
Più che interrompere bruscamente, potrebbe essere utile condividere questi dubbi proprio all’interno della relazione terapeutica, così da capire insieme come sta procedendo il percorso e se il modo in cui si sta lavorando è adatto ai suoi bisogni in questo momento.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa
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- Salve, un anno fa l'endocrinologo mi consigliò di prendere Tiroxil per aiutare la mia tiroide. Ho una tiroidite di Hashimoto. Per quanto tempo sarebbe bene prendere questo integratore? Mi trovo negli Stati Uniti dove lavoro e almeno fino a metà Giugno non potrò tornare in Italia. Dunque mi sto chiedendo…
- Buongiorno ho 48 anni e da circa una settimana ho un fastidio interno all'ano. Preciso che si è sempre trattato di un fastidio e mai di un dolore fortunatamente. Io evacuo solitamente una volta al giorno tutte le mattine. Continuo a farlo in questo periodo e pulendomi non noto alcuna traccia o macchia…
- Buongiorno sono Marco Illiano ho 50 anni ,l'oculista mi ha consigliato risonanza encefalo e nervo ottico con contrasto per campo visivo alterato e druseni,da piccolo ricordavo che essendo allergico al velamox mi fecero una tac senza contrasto perché non potevano rischiare di farla con il contrasto. Non…
- Buongiorno sono un uomo di 46 anni, faccio sport quasi regolarmente alto 178 cm e peso 69kg, alimentazione principalmente vegetariana e ogni tanto il pesce...ieri mattina ho eseguito le analisi del sangue (il giorno prima ho ripreso a correre i miei 10 km dopo un piccolo periodo di pausa). Dalle analisi…
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