Buongiorno, vi scrivo perché sono seguita in un percorso dopo bypass gastrico e avrei bisogno di un

13 risposte
Buongiorno,
vi scrivo perché sono seguita in un percorso dopo bypass gastrico e avrei bisogno di un vostro parere sia su un episodio che mi è capitato oggi, sia sulla mia alimentazione in generale.

Oggi, in un momento di impulsività, ho mangiato una piadina (tipo piadina farcita “normale”, non dietetica).
Quello che mi ha colpito è che:
• non ho avuto dolori,
• non ho avuto nausea,
• niente sintomi di dumping (sudorazione, tachicardia, malessere forte),
e fisicamente mi sono sentita “normale”.

Questo mi sta creando molta confusione e preoccupazione, perché:
• da una parte mi sembra di “poter mangiare tutto”, visto che il corpo non ha reagito male in quel momento;
• dall’altra ho paura di mettere a rischio il risultato del bypass e di non rispettare le indicazioni nutrizionali.

In generale, faccio ancora un po’ di fatica a:
• seguire con costanza lo schema alimentare,
• gestire la fame nervosa e i momenti di impulsività,
• capire bene cosa è ancora vietato/sconsigliato in questa fase e cosa invece posso reinserire, e in che quantità.

Vi chiedo quindi se possiamo:
• chiarire se è “normale” che dopo un alimento come la piadina io non abbia avuto sintomi;
• capire quali sono i rischi reali di episodi come questo sul medio-lungo periodo;
• rivedere insieme la mia alimentazione attuale, in modo da avere uno schema chiaro e sostenibile, con indicazioni pratiche su cosa fare quando “sgarro” o sento l’impulso a mangiare cibi non adatti.

Il mio obiettivo è proteggere il risultato dell’intervento, imparare a gestire meglio l’alimentazione e non tornare ai vecchi schemi.

Vi ringrazio in anticipo per l’attenzione e resto disponibile per una visita o un confronto.
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Piove di Sacco
Buongiorno,
quello che ha sperimentato è assolutamente normale.
1. Perché non ha avuto dumping o nausea?
Il dumping non colpisce tutti e non dopo ogni alimento “non perfetto”.
Dipende da:
quantità mangiata,
velocità di assunzione,
tipo di farcia,
sensibilità individuale.
Non avere sintomi non significa che si può mangiare tutto liberamente, ma che lo stomaco operato sta gestendo quel pasto.
2. Ci sono rischi per un singolo episodio?
No. Una piadina una tantum non compromette il bypass.
Il rischio nasce solo se episodi del genere diventano frequenti:
rallentamento del dimagrimento,
ricomparsa di fame nervosa,
aumento del volume delle porzioni con il tempo.
3. Cosa fare ora
Sarebbe utile:
rivedere insieme lo schema alimentare,
avere una lista chiara di alimenti sì/no per la fase attuale,
strategie pratiche per gestire gli impulsi,
un piano di recupero dopo gli “sgarri” (senza compensazioni drastiche).

Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini

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Dott.ssa Patrizia Zecca
Nutrizionista
Monteroni di Lecce
Buongiorno. dovrebbe effettivamente farsi guidare da un/una nutrizionista. Solo con una corretta alimentazione può avere risultati consolidati a lungo termine.
Buondi,
Il fatto che dopo aver mangiato la piadina non abbia avuto sintomi particolari (dolore, nausea, dumping) può rientrare nella normalità: non tutti i pazienti manifestano reazioni evidenti a cibi più ricchi, soprattutto a distanza dall’intervento.
Dal suo messaggio emerge però un elemento rilevante: più che il singolo episodio alimentare, ciò che preoccupa è la sensazione di perdita di controllo, l’impulsività e il timore di mettere a rischio il percorso. Questo aspetto merita attenzione perché, dopo un intervento bariatrico, il lavoro non riguarda solo la scelta dei cibi ma anche il rapporto con l’alimentazione, la gestione degli stimoli e delle emozioni legate al cibo. Ha mai sentito parlare di mindful eating ad esempio? Ad ogni modo, in questi casi è utile:
• definire uno schema alimentare chiaro e sostenibile;
• lavorare sulla gestione degli episodi impulsivi e della fame emotiva;
• stabilire strategie operative per gli “sgarri” senza cadere in rigidità o senso di colpa;
• monitorare nel tempo eventuali ricorrenze, per prevenire recupero del peso o ritorno a vecchie abitudini.

Un episodio isolato non compromette il risultato, ma se dovesse ripetersi con frequenza bisogna analizzarne le cause profonde.
Per questo le propongo una consulenza dedicata in cui valutare insieme il suo attuale piano alimentare, le difficoltà incontrate e gli strumenti pratici da adottare per mantenere il controllo e tutelare il risultato del bypass nel lungo periodo.
Dott.ssa Simona Giri
Dietista, Nutrizionista
Pavia
grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che è accaduto. Capisco bene la confusione e la preoccupazione che possono nascere quando si vive un episodio come questo dopo un intervento di bypass gastrico, soprattutto quando il corpo “sembra non reagire” come ci si aspetterebbe.
Cerco di rispondere ai tuoi dubbi:
Può essere assolutamente normale non avere sintomi
Il bypass non garantisce che ogni alimento “non ideale” scateni automaticamente dumping o fastidi:
• la risposta varia da persona a persona,
• dipende dal contenuto della piadina (quantità di grassi, zuccheri, tipo di farcitura),
• dipende dal momento della giornata, dalla velocità con cui si mangia, dalla fase del percorso post-operatorio.
Il fatto che tu non abbia avuto sintomi non significa che “puoi mangiare tutto” o che l’intervento abbia perso efficacia. Significa solo che in quel frangente specifico il tuo corpo non ha manifestato reazioni acute.
Un singolo episodio non compromette il risultato del bypass.
Il rischio non è l’errore in sé, ma la possibile ripetizione costante nel tempo:
• aumento dell’introito calorico oltre la capacità ridotta dello stomaco → rischio di stop al calo ponderale o ripresa del peso;
• reintroduzione abituale di alimenti ad alta densità energetica;
• ricomparsa di vecchie abitudini impulsive o emotive.
Quindi l’attenzione non deve essere sull’episodio isolato, ma su come gestire quello che è successo per prevenire che diventi un pattern.
Quello che descrivi non è un “fallimento”, ma un segnale:
• stai affrontando ancora impulsività alimentare e fame emotiva;
• hai bisogno di una guida più strutturata su cosa è permesso, cosa no, e in quali quantità;
• forse lo schema attuale non è ancora sufficientemente chiaro o sostenibile per la tua quotidianità.
E questo è normale: dopo un bypass l’alimentazione non si regola “da sola”, va accompagnata.
Si può e a mio avviso si deve lavorare su tre aspetti:
capire
• in che fase del post-operatorio sei,
• quali alimenti puoi reintrodurre,
• come farlo in sicurezza,
• come leggere le tue reazioni senza interpretarli come “via libera”.
Rinforzare gli aspetti nutrizionali
• schema settimanale pratico e sostenibile,
• porzioni, frequenze, distribuzione dei macronutrienti,
• opzioni rapide per quando hai poco tempo,
• cosa fare quando senti arrivare un impulso (strategie pratiche).
Lavorare sulla parte emotiva e impulsiva
Gli episodi di fame nervosa non sono “mancanza di volontà”:
sono pattern appresi che possono essere rimodellati con strumenti specifici.
In questi casi è molto importante farsi seguire da un terapeuta perché i problemi relativi ad una scorretta gestione del cibo non si risolvono con l’intervento, purtroppo.
Quindi, bisogna rivedere
• il tuo percorso post-bypass,
• la tua alimentazione attuale,
• le difficoltà emotive collegate,
• una strategia chiara e personalizzata.
Nel frattempo, ti rassicuro: l’episodio della piadina non mette a rischio il tuo intervento.
Buongiorno, grazie per aver scritto in modo così chiaro e onesto.

Capisco bene la confusione che sta provando, ma la cosa più importante è questa: **il fatto di non aver avuto sintomi dopo la piadina può essere del tutto normale** e non significa automaticamente che “vada tutto bene” mangiando liberamente, né che abbia compromesso il percorso per un singolo episodio.

### 1) È normale non avere dumping o disturbi?

Sì, può esserlo. Dopo bypass gastrico:

* **il dumping non si manifesta sempre**, e non con tutti gli alimenti o in tutte le situazioni;
* la risposta può variare in base a **quantità, velocità con cui si mangia, composizione del pasto** (più grassi vs più zuccheri), idratazione e tolleranza individuale;
* con il tempo alcune persone hanno **meno segnali immediati** anche su cibi meno adatti.

Quindi l’assenza di sintomi **non è un “via libera”**, ma neppure un segnale di fallimento.

### 2) Quali sono i rischi reali di episodi così?

**Un episodio isolato non rovina l’intervento.**
Il rischio vero nasce se questi episodi diventano frequenti o si trasformano in:

* **spiluccamento/grazing** durante la giornata,
* scelta ripetuta di cibi molto densi di calorie,
* graduale riduzione delle proteine e dei pasti strutturati.

Nel medio-lungo periodo questo può favorire:

* rallentamento del calo,
* **ripresa di peso**,
* peggiore controllo della fame,
* maggiore difficoltà nel mantenimento.

### 3) Come rendere lo schema più chiaro e sostenibile

Senza conoscere la sua fase post-operatoria e il suo diario alimentare, le lascio alcuni riferimenti pratici molto utili in generale:

**Priorità quotidiane**

1. **Proteine a ogni pasto** (sono la “protezione” del bypass):
pesce, uova, carni magre, latticini proteici, legumi ben tollerati.
2. **Pasti regolari e semplici** (evitare salti lunghi che aumentano l’impulsività).
3. **Verdure** se tollerate, e carboidrati in porzioni misurate.
4. **Bere lontano dai pasti** (se questo è previsto dalle sue indicazioni post-chirurgiche).

**Struttura minima che spesso funziona bene**

* Colazione + pranzo + cena
* 1-2 spuntini programmati se utili
L’obiettivo è ridurre le “zone grigie” in cui la fame nervosa prende spazio.

### 4) Cosa fare quando sente l’impulso

Qui non serve forza di volontà “eroica”, serve una strategia.

Può provare una **scala in 3 passaggi**:

1. **Pausa breve** (2-5 minuti): respiro, acqua, cambiare ambiente.
2. **Alternativa protettiva** già pronta:

* yogurt greco o skyr
* ricotta/fiocchi di latte
* uovo
* bresaola o tonno
* una piccola porzione di legumi
3. Se l’impulso resta, **una porzione piccola e consapevole**, seduta a tavola, evitando di trasformarlo in “giornata rovinata”.

### 5) Come gestire lo “sgarro” senza effetto valanga

Una regola molto efficace è:

* **non compensare con digiuni punitivi**,
* ma **tornare subito al pasto successivo equilibrato e proteico**.

Questo protegge sia il metabolismo sia il rapporto con il cibo.

---

### Messaggio chiave

Lei sta facendo una cosa molto positiva: **sta osservando, riflettendo e chiedendo aiuto**.
La difficoltà con la fame nervosa dopo chirurgia bariatrica è comune e non è un problema “di carattere”: è un tema che si affronta bene con:

* **schema pratico personalizzato**,
* strategie comportamentali,
* e se necessario un supporto psicologico mirato (spesso molto utile in parallelo).

---

Se desidera, in visita possiamo:

* capire **in che fase post-intervento si trova**,
* rivedere porzioni e tolleranze reali,
* costruire uno **schema sostenibile** con alternative concrete per momenti di impulsività,
* e impostare un piano di prevenzione del “grazing”.

Resto a disposizione per un confronto: con pochi aggiustamenti mirati si può rendere il percorso molto più sereno e stabile.
Dr. Paolo Capoccia
Nutrizionista
Cologno Monzese
Buongiorno,
la ringrazio per il messaggio e per come ha descritto la situazione. Quello che è successo con la piadina può essere del tutto normale: dopo il bypass non sempre compaiono dolore, nausea o dumping, e il fatto che non abbia avuto sintomi non significa che l’intervento “non funzioni” o che ora possa mangiare di tutto senza conseguenze.
Un singolo episodio come questo, da solo, non compromette il risultato del bypass; ciò che conta è cosa succede nel tempo, cioè la frequenza di questi episodi e come vengono gestiti fame nervosa e impulsività.
Saluti
Buongiorno,
grazie per aver condiviso in modo così dettagliato quello che è accaduto — è un segnale importante di consapevolezza e voglia di proteggere il risultato del percorso.
Vado con ordine per chiarire ogni punto.

1. È normale non avere avuto dolori o dumping dopo la piadina?
Sì, può essere assolutamente normale.
Il dumping non avviene con ogni alimento “non previsto”, e non è un indicatore affidabile del fatto che un cibo sia “consentito” o meno. Dipende da:


tempi di svuotamento gastrico,


quantità di zuccheri semplici e grassi,


velocità con cui mangi,


fase in cui sei del percorso post-bypass,


tua sensibilità individuale.


Molti pazienti, con il passare dei mesi, tollerano anche alimenti più complessi senza sintomi acuti, ma questo non significa che siano adatti all’obiettivo a lungo termine.

2. Episodi come questo mettono a rischio il risultato?
Un singolo episodio non compromette nulla.
Il rischio reale nasce solo quando:


gli episodi diventano frequenti,


si ricade spesso nell’impulsività alimentare,


aumentano progressivamente le calorie e i cibi ricchi di grassi/zuccheri.


Il bypass non perde efficacia per “una piadina”, ma può essere influenzato da schemi ripetuti nel tempo. Ed è proprio ciò che stai cercando di prevenire — e questo è già un ottimo segnale.

3. Perché la mancanza di sintomi può creare confusione?
È comune dopo un intervento bariatrico.
Quando il corpo “non punisce” uno sgarro, nasce la sensazione:

«Allora posso mangiare tutto, tanto non succede nulla».

Qui dobbiamo lavorare sul fatto che non è il sintomo acuto a guidare la scelta, ma l’obiettivo:


mantenere il calo ponderale,


rispettare il nuovo equilibrio digestivo,


evitare reintroduzioni eccessive come prima dell’intervento.



4. Come gestire fame nervosa e impulsi?
È una delle parti più difficili del post-bypass. Ti propongo queste strategie immediate:
Strategia “dei 10 minuti”
Quando arriva l’impulso, prima di mangiare fai partire un timer da 10 minuti.
Spesso non è fame, ma attivazione emotiva.
Idratazione e proteine costanti
Saltare proteine o bere poco durante il giorno aumenta gli attacchi di fame serale.
Alternative “di sicurezza”
Teniamo sempre in casa opzioni compatibili e veloci:


yogurt greco,


crackers integrali proteici,


hummus con verdure,


un frutto,


una mini piadina proteica (se serve una versione “simile” senza rischio).


Diario dei pensieri
Annotare:


cosa stava succedendo prima dell’impulso,


cosa ha fatto scattare la voglia,


come ti sei sentita dopo.


Ci aiuta tantissimo nel lavoro successivo.

5. Cosa è ancora sconsigliato e cosa si può reinserire?
Dipende dalla fase, ma in generale:
Da limitare / usare con attenzione


piadine classiche, pizze, fritti


dolci e zuccheri semplici


pane bianco / prodotti molto raffinati


cibi molto grassi


Consentiti con moderazione


pane integrale o proteico


piadina integrale/proteica 1–2 volte a settimana


carboidrati complessi in porzioni controllate


Da mantenere come base


proteine ad ogni pasto


verdure sempre


idratazione regolare


carboidrati nelle quantità suggerite



6. Cosa fare quando “sgarro”?
La regola è semplice:
non si recupera con digiuni o restrizioni.
Il passo giusto è:


Riconoscere l’episodio (come hai fatto oggi).


Tornare al pasto successivo con lo schema corretto.


Capire cosa l’ha scatenato.


È un percorso, non una linea perfetta.

7. Possiamo rivedere la tua alimentazione insieme
Assolutamente sì.
È il momento giusto per aggiornare:


porzioni,


tolleranze alimentari,


strategie psicologiche,


gestione della fame emotiva,


eventuali alimenti da reintrodurre con calma.


Ti propongo di fissare un incontro così possiamo costruire uno schema:


pratico,


sostenibile,


compatibile col tuo intervento,


che ti faccia sentire guidata e non “in balia” degli episodi impulsivi.



Se vuoi, puoi già mandarmi:


orari dei pasti,


cosa mangi di solito in una giornata-tipo,


eventuali difficoltà specifiche,


a quante settimane/mesi sei dall’intervento.


Così preparo tutto per la visita.
Resto a disposizione.
Dott. Luigi Morrone
Dietista, Nutrizionista
Roma
Buongiorno,
grazie per aver scritto in modo così chiaro e consapevole: le domande che pone sono molto comuni nel percorso dopo bypass gastrico e meritano attenzione.

Il fatto di non aver avuto dolore, nausea o dumping dopo aver mangiato una piadina può essere del tutto normale. Non tutti gli alimenti sconsigliati provocano sintomi immediati e la risposta varia molto da persona a persona e nel tempo. L’assenza di sintomi, però, non significa che l’alimento sia privo di effetti, ma solo che in quel momento è stato tollerato.

Il vero rischio non è il singolo episodio occasionale, ma la ripetizione nel tempo di scelte poco adatte al bypass, soprattutto se legate a impulsività o fame nervosa. Questo può interferire con il calo di peso e, nel lungo periodo, compromettere il mantenimento del risultato dell’intervento.

La confusione che descrive è frequente dopo chirurgia bariatrica e indica quanto sia importante avere indicazioni nutrizionali chiare, personalizzate e sostenibili, che aiutino anche a gestire impulsi e “sgarri” senza ansia. In questi percorsi, l’ideale è lavorare in équipe, affiancando al supporto nutrizionale anche un sostegno psicologico, per affrontare in modo completo sia gli aspetti pratici che quelli emotivi del rapporto con il cibo.

Il suo obiettivo di proteggere il risultato dell’intervento è molto importante.

Resto a disposizione.

Cordialmente,
Dott. Luigi Morrone
Dietista Biologo Nutrizionista
Buongiorno,
grazie per aver condiviso in modo così dettagliato la sua esperienza. Quello che descrive, cioè l’assenza di sintomi dopo aver mangiato una piadina, può capitare: il corpo non reagisce sempre allo stesso modo, e il fatto di non avere nausea, dolori o sintomi di dumping non significa che tutti gli alimenti siano tollerati in ogni occasione, ma è comunque un segnale positivo che indica una certa adattabilità del suo apparato digestivo dopo l’intervento.

Tuttavia, episodi occasionali come questo, sebbene non provochino sintomi immediati, non devono diventare la regola, perché possono comunque influenzare progressivamente l’apporto calorico e proteico e mettere a rischio il mantenimento del peso raggiunto. L’obiettivo è imparare a gestire gli impulsi senza sensi di colpa, pianificando piccoli “sgarri” in modo controllato e sostenibile.

Per stabilizzare la situazione e ridurre ansia e confusione, è molto utile avere un piano alimentare chiaro e personalizzato, che tenga conto delle quantità, della distribuzione dei pasti e delle strategie da adottare nei momenti di fame nervosa o impulsiva. Questo permette di proteggere i risultati dell’intervento, favorire il recupero di nutrienti essenziali e sviluppare un rapporto più sereno con il cibo.

Una consulenza nutrizionale personalizzata, in studio o online, può aiutarla a rivedere l’alimentazione attuale, chiarire quali alimenti reinserire e in che modo, e costruire strumenti pratici per gestire gli episodi di impulsività senza compromettere il percorso post-bypass.

Resto a disposizione per seguirla passo passo in questo percorso.
Un caro saluto

Dott.ssa Monica Giovacchini
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Ciò che mi racconta sono pensieri naturali che possono comparire a seguito di un intervento di bypass gastrico.
L'importante è che quest'ultimo non è fatto con l'unico intento di modificare il suo peso ma con l'obiettivo più grande di poter agire su più aspetti della sua vita con l'intento generale di migliorare le sue condizioni di salute intesa, come definita dall'OMS, non sono fisica ma anche mentale e sociale.

Per comprendere al meglio la sua situazione, avrei bisogno di ulteriori informazioni ma intanto quello che posso dirle è che un singolo episodio non compromette il risultato dell’intervento. Il rischio reale non è legato all'assenza di sintomi castro-intestinali o alla presenza di un mangiare emotivo ma ai pensieri che seguono dopo, alla paura di aver sbaglio o di non avere più il controllo. Di tutti questi pensieri e comportamenti relativi tal cibo, se ne può parlare e come dice lei, riprendere in mano le sue abitudini alimentari al fine di trovare ciò che sente si adatti a lei definendo strategie pratiche per gestire non solo la sua normale routine ma anche gli episodi di mangiare emotivo a cui accenna.
SAREBBE MEGLIO RISPETTARE IL REGIME ALIMENTARE E PICCOLE QUANTITA'
Dott.ssa Carola Romanò
Nutrizionista
Capiago Intimiano
Ciao,

non preoccuparti: è normale che qualche “sgarro” come la piadina non dia sintomi immediati. Un episodio isolato raramente compromette il risultato dell’intervento.

Alcuni consigli pratici:
• Torna subito al tuo piano alimentare abituale dopo lo sgarrino.
• Mantieni un’alimentazione bilanciata e regolare: proteine, verdure e carboidrati complessi a ogni pasto.
• Ogni tanto ci si può concedere qualcosa in più, senza sensi di colpa.
• Segnare episodi di fame nervosa può aiutarti a gestirli meglio.

Con costanza, puoi proteggere il risultato del bypass e imparare a gestire gli impulsi senza stress.
Buongiorno,
grazie per il messaggio. Dopo un bypass gastrico può capitare di tollerare senza sintomi anche alimenti più “pesanti” come una piadina: l’assenza di dolore, nausea o dumping non è necessariamente un segnale negativo e non significa che si possa tornare a mangiare liberamente tutto. La tolleranza immediata non riflette da sola l’impatto sul percorso di dimagrimento o sul risultato a lungo termine.
Un singolo episodio non compromette il bypass, ma ripetere spesso scelte impulsive o fuori schema può ostacolare il calo ponderale e favorire il recupero di peso nel tempo. Per questo è importante continuare a seguire un’alimentazione strutturata e lavorare sulla gestione della fame emotiva.

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