Buongiorno. Sto cercando di uscire da un periodo veramente difficile che ha inizio 3 anni fa con l

20 risposte
Buongiorno.
Sto cercando di uscire da un periodo veramente difficile che ha inizio 3 anni fa con l inizio della mia gravidanza. Una gravidanza difficile che mi ha costretta a letto per circa 8 mesi. Per fortuna tutto è andato per il meglio. Dopo circa un anno però, mi viene diagnosticato il morbo di basedow, inizio la terapia che purtroppo non porta agli effetti desiderati in quanto forma molto aggressiva. Nel frattempo vengo operata in laparoscopia per un intervento di colecistectomia che purtroppo è andato male, sono stata rioperata il giorno dopo per una forte emorragia interna con trasfusione. Da li sono iniziati tutti i miei problemi "psicologici", il trauma è stato talmente forte che non sono mai riuscita a riprendermi. Il basedow peggiora, iniziano le crisi di panico notturne e diurne, esoftalmo peggiora, tachicardia sempre acuta, finché cambio endocrinologo che a 20 giorni dalla visita (ovvero mercoledì 14 giugno 2023) mi porta in sala operatoria per tiroidectomia totale. L intervento va benissimo, sin da subito scompaiono i sintomi di ansia e tachicardia, i battiti da 120 perenni arrivano a 75/88 giornalieri e la mia vita cambia.
La mia domanda è questa, perché se finalmente ho debellato ciò che mi portava l ansia e la tachicardia non riesco comunque a godere della mia guarigione? Perché non riesco ad affrontare con serenità il percorso di convalescenza? Perché ho paura di non assorbire l eutirox? Ho paura che il calcio diminuisca, ho paura che i battiti siano comunque alti 88 a riposo e ho paura sempre di morire? Perché non riesco a stare tranquilla? Per favore aiutatemi, sono stanca di stare cosi. Cosa mi sta succedendo?
Grazie a chi mi risponderà.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Giulia Zucchini
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Trieste
Salve.
Cavolo che situazione! terribile. mi spiace tanto per le complicanze mediche e per la "sfortuna".
Nel mio piccolo mi sento do tranquillizzarla.
Non è pazza o irriconoscente.
La convalescenza fisica sta andando bene, ma ha subito traumi importanti, si è vista portar via la sua incolumità fisica, ha creduto di morire, di non uscire più da una spirale di malattie, tutto ciò aggravato dal parto che nelle fasi immediatamente successive può portare a stati depressivi ed ansiosi davvero insopportabili.
Posso solo consigliarle una psicoterapia, perchè credo sia l'unica che possa aiutarla ad elaborare e superare il terrore. Con essa potrà tornare ad essere serena e godersi a pieno il suo bambino e la sua salute fisica. Non si privi di questo privilegio.
Le auguro davvero tanta fortuna, le mando un abbraccio.
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Dott.ssa Alessia Bacchini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile signora, è comprensibile che eventi stressanti e traumatici, specie se ravvicinati, conducano ad uno stato di preoccupazione generalizzata, molto intensa. Credo che la difficoltà a godere di una condizione legittima di serenità possa dipendere anche da un sistema di pensieri, emozioni e comportamenti, strutturatisi molto tempo prima, non allineati sulla dimensione della fiducia verso dati realmente positivi. Un buon sostegno terapeutico le potrebbe fornire una visione più conciliante delle sue vicende personali. Le auguro di trovare presto ciò che fa per lei.
Dott. Maurizio Talamoni
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Gent.ma, mi dispiace molto per la sua situazione. Quello che le posso suggerire è la possibilità di un percorso psicologico in quanto ogni malattia di origine organica porta con sé conseguenze legate a stress emotivo e sovvertire le proprie difese a livello psichico. Un percorso di sostegno potrebbe aiutarla a ritrovare un equilibrio interno. Le auguro il meglio.
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.ma, le suggerirei di provare a contattare uno specialista e concordare un periodo di consultazione così che possa raccontare queste esperienze dolorose sulla sua salute sorte in concomitanza della maternità. Un lavoro terapeutico potrebbe aiutarla a ritrovare un orientamento più soddisfacente nella sua vita e sostenerla in questo difficile periodo che pare essere iniziato qualche tempo fa. SG
Dott.ssa Valentina Sciubba
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile signora, esistono dei fattori psicologici che, dando origine a condizioni di stress (anche solo psicologico e poco o nulla presente alla coscienza), influenzano condizioni mediche che possono essere le più svariate. Essendo i suoi sintomi tipicamente ansiosi, penso che i medici avrebbero dovuto dirle già da tempo di consultare uno psicologo e spero lo abbiano fatto. Ad ogni modo se i sintomi d'ansia persistono, come ci dice, è più che opportuno che consulti uno psicoterapeuta. L'ansia non è altro che una paura non chiara alla coscienza e/o contro cui non si ritiene di avere strumenti per superarla. In genere la psicoterapia la neutralizza o nel peggiore dei casi la attenua. Ciò non toglie che soprattutto all'inizio e nei casi più seri sia necessaria anche una prescrizione di farmaci da parte del medico.
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, immagino che sia stato un periodo molto difficile ma che ha superato. Se non esistono più cause di natura fisiologica è probabile che lei abbia acquisito una " abitudine" psicologica a rispondere con attacchi più o meno acuti di ansia a situazioni di stress oppure di cambiamenti anche positivi come sta vivendo. Le suggerisco un incontro con uno psicologo che le consentirà di analizzare con maggiore attenzione ciò che le accade e trovare le giuste soluzioni. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott.ssa Sara Laghi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Ravenna
Salve, credo che la risposta alle sue domande sia in quella parola che anche lei ha usato: TRAUMA. nell'ultimo periodo ci sono stati eventi molto forti, che per definizione sono traumatici in quanto minano la vita. essi vanno esplorati ed elaborati. ha mai pensato di iniziare un percorso con EMDR? EMDR è una tecnica che aiuta a vedere il nostro percorso di vita e gli eventi traumatici.
per altre info mi trova disponibile. cordialmente Laghi S.
Dott. Massimo Figliolia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno signora, la ringrazio della sua condivisione e della richiesta di aiuto. Come già le hanno accennato i colleghi, un evento traumatico così stressante a livello fisico può avere forti ripercussioni sul piano psicologico, e va dunque affrontato con una psicoterapia per essere realmente superato. Da quello che ha scritto, leggo che è passato davvero poco tempo dal suo intervento, quindi a maggior ragione le sue paure sono più che legittime. E' richiesto un "tempo" di elaborazione delle ferite psicologiche e anche di riadattamento alle trasformazioni che sono avvenute sul piano fisico. Le auguro di trovare al più presto l'aiuto specialistico necessario alla sua completa guarigione e di ritrovare la serenità perduta.
Dott. Massimo Figliolia
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Buongiorno cara Signora, cosa dirle se non che è coraggiosa, forte per tutto ciò che è riuscita già ad affrontare che lascia degli strascichi, dei fantasmi che sembra continuino a bussare.
Chi ha provato alcuni dei sintomi del morbo che riferisce quali, ad esempio: dimagrimento, diarrea, labilità dell’Umore, difficoltà di concentrazione, insonnia, vampate di calore, agitazione, tachicardia, infiammazione oculare/orbitopatia con relativi disturbi, il timore di perdere calcio, è probabile avverta il timore di una ricaduta. E' del tutto normale che viva il futuro con ansia
Tenga invece presente che ora la situazione è cambiata; può condividere comunque le preoccupazioni sul malassorbimento del farmaco prescritto o relativamente alla tachicardia con l'endocrinologo che l'ha magistralmente seguita.
Stante comunque il periodo di stress passato e lo stato d'animo che ancora perdura le consiglio dii attivare un percorso con uno psicoterapeuta per elaborare il trauma.

Buona vita
Liza Bottacin
Dott.ssa Greta Tovaglieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera. Probabilmente questa malattia ha scatenato alcuni interrogativi, che non se ne sono andati al passare della problematica medesima. Mi spiace che ne soffra, ma perchè non cogliere l'occasione per dare spazio a queste questioni? Perchè non incominciare, se non l'ha già fatto, un percorso su di sè? Resto a disposizione. Cordialmente. Greta Tovaglieri
Dott.ssa Ramona Borla
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Orbassano
Cara utente, superare un trauma come quello subito da lei non è semplice ma assolutamente possibile. Per farlo ci vuole tempo e il giusto supporto. In queste circostanze risultano molto utili tecniche di rilassamento quali l'ipnosi, il training autogeno, la mindfulness. Le consiglio di non demordere e cercare il giusto aiuto. Un caro saluto.
Gentile, inizio con il dirle che le sono vicina per quanto le è accaduto e che vive tutt'ora. quando ci accadono eventi apparentemente inspiegabile rimaniamo attoniti e increduli con relativi disturbi a cascata per "gestire al meglio la situazione che ci ha travolto. il suo caso rientra nei cosiddetti traumi con la T maiuscola che se non elaborati possono cristallizzare il trauma impedendole di vivere la sua vita nel modo più ecologico possibile. Rispondo alle sue domande. I sintomi (disturbi che lei accusa) nonostante l'intervento e lo stare "fisicamente" relativamente bene hanno una ragion essere se si manifestano. evidentemente il loro ruolo non è ancora stato esplicitato ed è necessario che lo sia in breve. la tecnica Emdr è l'ideale per la risoluzione di traumi.
A sua disposizione per un confronto anche in modalità online.
Buona giornata
Dr Pesce.
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Dott.ssa Sara Chiara Pompili
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile Signora
E’ normale che lei senta ancora una forte ansia rispetto alla sua salute, poiché ha dovuto affrontare eventi traumatici uno dietro l’altro da tre anni ( gravidanza, diagnosi, interventi…). Il suo stato psicofisico si è abituato ad essere in una condizione di allerta molto intensa che le scatena delle forti ansie.
Fortunatamente ha superato le principali problematiche fisiche, ma deve ancora elaborare psicologicamente tutti i vissuti, le sofferenze collegate alle sue esperienze traumatiche. Alla luce di ciò ,le consiglierei un percorso psicoterapeutico che l’aiuti ad uscire da quel vortice di angosce.
Cordialmente
Sara Chiara Pompili
Dott.ssa Arianna Corotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Salve, penso che lei esca da situazioni molto traumatiche che necessitano di essere rielaborate per poi essere superate. Si rivolga ad un terapeuta e analizzi insieme a lui le emozioni e i sentimenti che ha provato e che prova dimodoché anche i pensieri intrusivi più o meno lentamente scompaiano
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentilissima, le esprimo innanzitutto la mia vicinanza per tutte le esperienze negative che ha avuto, così ravvicinate. Le esperienze negative sono state superate, quelle positive sono molto più importanti e durature: figlio o figlia, salute recuperata.Durante questi 3 anni passati lei avrà "tenuto botta"come si dice a Roma, cioè avrà affrontato tutto come un soldatino, facendo quello che doveva fare. 8 mesi a letto non sono uno scherzo, neanche un'emorragia interna con trasfusione e poi tutti i disturbi legati al morbo di basedow. Ora finalmente sta bene ma probabilmente è rimasto in lei un campanello d'allarme, un circuito di controllo, cioè un sistema interferente con il benessere che le crea ansia e paura. Paura che possa risuccedere qualcosa di negativo. Ha giustamente parlato di convalescenza. Come sta dando al corpo il tempo di riprendersi, così lo faccia con la sua psiche. Ha bisogno di essere rassicurata ed acquietata. Alla fine con il cambio di endocrinologo ha svoltato.Le soluzioni le ha trovate. Dopo 3 anni così intensi si prenda cura della sua interiorità, curi ora le ferite interiori attraverso un percorso di psicoterapia. Se lo deve. Sono disponibile, la saluto cordialmente, dott.ssa Silvia Ragni
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Dott.ssa Violeta Raileanu
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera. Gli ultimi tre anni sono stati segnati da eventi traumatici, sia fisici che emotivi, e il suo corpo e la sua mente hanno subito un carico enorme. Anche se il problema fisico è stato risolto con la tiroidectomia, il suo sistema nervoso potrebbe essere ancora in allerta dopo tutte le esperienze di stress e paura vissute.

Le paure che sta vivendo — la paura di non assorbire il farmaco, la paura dei battiti alti e di morire — potrebbero essere sintomi di un disturbo d'ansia, il quale si sviluppa spesso in risposta a eventi traumatici. L'ansia è una risposta naturale a ciò che ha vissuto, ed è possibile che il suo corpo abbia "imparato" a essere in uno stato di allarme costante. Questa condizione, purtroppo, non scompare automaticamente con la risoluzione dei problemi fisici.

Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a elaborare il trauma subito e a gestire meglio le paure che prova. La psicoterapia, in particolare, potrebbe fornirle strumenti per ridurre l'ansia e imparare a vivere il presente con più serenità. Non deve affrontare tutto da sola: il supporto di un terapeuta potrebbe davvero fare la differenza per aiutarla a godere finalmente della sua guarigione.
Un caro saluto, d.ssa Raileanu
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Mi sembra che la sua situazione sia molto complessa e che il trauma fisico e psicologico accumulato nel corso degli ultimi anni stia influenzando il suo benessere emotivo, nonostante la guarigione fisica dal morbo di Basedow. Dopo un lungo periodo di sofferenza fisica e psicologica, è comprensibile che la mente possa continuare a percepire il corpo come fragile, anche quando le cause fisiche dei suoi sintomi sono state risolte. Il suo bisogno di controllo, manifestato dalla paura di non assorbire correttamente l'eutirox o di avere alterazioni nei valori del calcio e dei battiti cardiaci, potrebbe essere legato a un meccanismo di ansia cronica che si è sviluppato durante il lungo periodo di malattia.

Queste paure, pur non essendo giustificate da dati medici concreti, sono manifestazioni comuni di ansia generalizzata, un tipo di ansia che non si placa facilmente anche quando le cause immediate del disagio sono risolte. Potrebbe essere utile continuare a lavorare su questo aspetto psicologico con il supporto di un professionista, come uno psicoterapeuta, che possa aiutarla a elaborare il trauma e affrontare queste paure in modo più sereno. Nonostante il miglioramento fisico, il suo corpo e la sua mente potrebbero aver bisogno di tempo per riacquistare fiducia nella salute e nel benessere.
Dott.ssa Carolina Giangrandi
Psicologo, Psicoterapeuta
Ladispoli
Buongiorno,
Quando si affrontano periodi di stress intenso e prolungato, corpo e mente reagiscono come un sistema unico, in cui emozioni profonde e traumi non elaborati possono manifestarsi fisicamente. Anche se il suo corpo sta guarendo, il suo mondo interno potrebbe essere ancora in cerca di un equilibrio, trattenendo paure e tensioni legate all’esperienza vissuta.
L’ansia persistente potrebbe riflettere non solo il ricordo del trauma medico, ma anche un conflitto più profondo legato al suo bisogno di sicurezza, al controllo e alla vulnerabilità. I sintomi fisici residui possono essere il linguaggio con cui esprime ciò che non è stato ancora pienamente elaborato.
Dare spazio a questi vissuti ed esplorare il significato della malattia e della guarigione potrebbe aiutarla a trasformare questa sofferenza in un'opportunità di crescita.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe rappresentare uno spazio sicuro e accogliente in cui esplorare in profondità l’impatto emotivo della sua esperienza, dando voce alle paure, alle tensioni e ai vissuti ancora irrisolti. Attraverso questo lavoro, potrebbe gradualmente integrare ciò che ha attraversato, trasformando la sofferenza in un'opportunità di comprensione e crescita personale. Questo processo le permetterebbe di ristabilire un equilibrio più armonioso tra corpo ed emozioni, aiutandola a ritrovare fiducia nel proprio benessere e a vivere con maggiore serenità il presente.
Cordiali Saluti, Dott.ssa Carolina Giangrandi
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Buonasera, la sua storia racconta una lunga e intensa battaglia, che ha coinvolto non solo il corpo ma anche la mente. È comprensibile che, nonostante l’intervento riuscito e il miglioramento fisico, lei continui a vivere una forte ansia e paura. Spesso, dopo eventi traumatici e prolungati come quelli che ha vissuto, il corpo e la mente restano in uno stato di allerta, e il timore di ricadute o complicazioni può persistere anche quando le condizioni sono migliorate.
Questa difficoltà a godere della guarigione è un sintomo comune nel percorso di recupero da traumi medici complessi. La paura di non assorbire bene i farmaci o di avere ancora battiti elevati riflette un bisogno profondo di sicurezza e controllo, che spesso si esprime attraverso ansia e preoccupazioni costanti. Un supporto psicologico mirato, magari con un approccio come EMDR, che aiuta a rielaborare traumi e paure radicate, potrebbe favorire un miglior equilibrio emotivo. La psicoterapia può accompagnarla a ricostruire fiducia nel suo corpo e nella sua capacità di guarigione, aiutandola a vivere la convalescenza con più serenità. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

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