Buongiorno, sono un ragazzo che da un po' di tempo si interroga sul proprio orientamento sessuale e

24 risposte
Buongiorno, sono un ragazzo che da un po' di tempo si interroga sul proprio orientamento sessuale e vorrei ricevere consigli su come poterlo capire con chiarezza: non ho esperienza né con ragazzi né con ragazze.
Da adolescente (ora ho 22 anni) ero sicuro di essere gay poiché guardavo e pensavo i ragazzi, anche nei momenti di autoerotismo (questa non è mai smessa); avevo ed ho una risposta fisica di fronte ad un uomo attraente. Per pregiudizi e discriminazioni ho iniziato a concentrarmi sulle ragazze poiché mi faceva sentire più uomo, ma nonostante il corpo femminile mi piaccia molto guardarlo non ricordo di aver avuto una risposta fisica o di aver pensato di farci qualcosa se non per curiosità; inoltre i genitali femminili non mi fanno effetto anzi non mi piace l'idea di farci qualcosa, tanto che guardando dei porno in cui le donne ricevono sesso orale o vengono toccate ammetto di aver pensato "che senso ha?! Che seccatura!" o in alcuni casi quasi ribrezzo, invece le stesse cose fatte ad un uomo mi piacciono molto da guardare e immaginare di farle. Non capisco se le donne mi piacciono solo che mi attraggono poco oppure no; se per gli uomini è solo attrazione fisica, una "trasgressione", o mi piacciono.
Con le ragazze, dopo una frequentazione nata per compatibilità mentale, mi capita di percepire come amiche ma può che non fossi coinvolto. Con i ragazzi non ho esperienza ma da quando ho visto (e mi piacciono tantissimo) video e film di coppie gay che si baciano, abbracciano e hanno una relazione mi ha fatto pensare che avessi il pregiudizio di poter avere una connessione mentale e una relazione romantica solo con le donne. Prima mi immaginavo con una ragazza, anche per la questione aspettative sociali che mi hanno influenzato; ora mi capita di pensarmi con un ragazzo, nonostante i timori.
So che con poche informazioni non è possibile comprendere una cosa così complessa e che l'esperienza sia fondamentale, vorrei solo avere qualche consiglio e indicazione che mi aiutino; sapete se ci sono segnali che facciano intendere che sono gay o bisex (etero lo escludo senza dubbi). Vorrei capire poiché non voglio ritrovarmi incastrato in una relazione pensando che avrei preferito altro, ma me lo sono negato per paura.
Grazie anticipatamente.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, ritengo che possa essere per lei importante intraprendere un percorso psicologico per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per poter vivere in piena sintonia con le proprie scelte.
Cordialmente, dott FDL

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Buona sera, grazie per aver condiviso con noi la sua storia.
Vista la sua giovane età è comprensibile che lei stia vivendo un momento di confusione. Le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia attraverso cui potrà fare chiarezza rispetto ai suoi vissuti emotivi e alle sue difficoltà relazionali. Purtroppo non ci sono segnali per capire se una persona è gay o bisex, in quanto questo aspetto si capisce attraverso un viaggio verso all'interno di sè stessi. Si affidi ad un terapeuta per iniziare questo viaggio, vedrà che non si sentirà giudicato ma anzi verrà accolto e compreso. Non abbia paura, si dia questa possibilità.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
cordialmente
dott.ssa Chiara De Battisti
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Salve, farsi troppe domande sul proprio orientamento sessuale non serve molto, piuttosto sarebbe utile iniziare ad accettarsi con tutte le proprie peculiarità ed eventualmente le proprie contraddizioni, senza angoscia nè paura. Un percorso psicoterapeutico l'aiuterebbe senza dubbio ad esplorare le sue emozioni senza autogiudicarsi. Un caro saluto, dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno comprendo il suo bisogno di avere risposte sulla sua identità sessuale e sui dubbi che l hanno sempre accompagnato.È veramente opportuno che lei intraprenda un percorso psicologico di approfondimento e conoscenza di sé e delle sue scelte sessuali.Deve superare i suoi timori per ritrovare un benessere . Resto a disposizione Dottssa Luciana Harari
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, credo che un percorso psicologico possa aiutarla a essere meno confuso e a trovare le risposte che cerca. Essendo un argomento complesso è più indicativo parlarne a voce.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Pamela Cornacchia
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, forse sente che affidarsi a dei criteri, ad una categoria indicata da altri, le darebbe un senso di maggiore sicurezza o di sollievo. Ma in realtà sta già facendo la cosa più giusta: esplorare, dare voce e importanza a quello che sente dentro di sé, cogliendo anche ciò che le impedisce di andare fino in fondo alla conoscenza di sé stesso.
Qualora tutto ciò dovesse causarle disagio e impedirle di vivere serenamente la sua vita, un percorso psicologico potrebbe senz'altro aiutarla.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Pamela Cornacchia
Dott.ssa Alice Carbone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
l'orientamento sessuale è un tema molto complesso e sfaccettato. Mi dispiace per questo vissuto di confusione e disagio che prova.
Il miglior modo per comprendere il nostro orientamento sessuale, è rimanere in ascolto delle nostre emozioni, dei nostri desideri e fantasie. Ascoltare il corpo. E mi sembra che lei l'abbia fatto e lo faccia.
Porrebbe esserle utile e credo sarebbe importante, provare ad iniziare un percorso psicologico per poter parlare di questi vissuti, per arrivare ad un'accettazione e comprensione di sé. In uno spazio di sostegno, accoglienza e assenza di giudizio.
Se vuole, mi occupo proprio di queste tematiche, orientamento sessuale in particolare e tematiche lgbt. Sono quindi disponibile, se è interessato.
Le auguro una buona serata, un caro saluto
Dott.ssa Alice Carbone
Dott.ssa Maria Lombardo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Meta
Buonasera ragazz* non mi sembra di avere poche informazioni leggendo questa lettera, anzi ha saputo descrivere in modo chiaro la sua situazione. Credo che possa ritrovare la sua serenità per affrontare e comprendere la sua identità di genere in un contesto di psicoterapia concentrandosi sulla narrazione di sè con i suoi aspetti emotivi, affettivi e sessuali. Mi rendo disponibile. Saluti.
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Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Al di là dell'orientamento sessuale, sarebbe utile che valutasse la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a fare chiarezza e ad esprimere i vissuti emotivi collegati ai suoi dubbi. Distinti saluti
Si lasci trasportare da ciò che le piace e che la fa stare bene con se stesso, senza giudicare e/o chiedersi spiegazioni.
Buona vita!
Dottoressa Mg Fanciulli
Buonasera, è importante dare voce alle proprie emozioni, ai propri desideri. Lei lo sta facendo, ma deve imparare anche ad accettare ciò che prova. Un percorso psicologico potrebbe esserle utile proprio per tirar fuori la sua storia personale, i suoi vissuti, le sue emozioni, e così lavorare sulla sua sicurezza e autostima.
Resto a disposizione, un caro saluto dottoressa Paola De Martino
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

come gia indicato da alcuni colleghi, in virtù del suo bisogno di avere risposte sulla sua identità sessuale e sui dubbi che l hanno sempre accompagnato è opportuno che lei intraprenda un percorso psicologico di approfondimento e conoscenza di sé e delle sue scelte sessuali, con il fine di poter aver maggiore consapevolezza dei propri bisogni e dei propri desideri.
Sicuramente la aiutera a vivere la vita di relazione più serenamente

Cordiali Saluti
Dottor. Diego Ferrara
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno,
mi sembra che lei si stia osservando e analizzando molto, su alcune cose è sicuro e su altre è più confuso. Per ora si è mantenuto a distanza però. Le manca l'esperienza diretta, quella la guiderà. Forse la domanda appropriata è: che cosa la spaventa dell'incontro con l'altro, maschio o femmina che sia? Le auguro buone esperienze!
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Gentile Signore i temi che sono presenti nella sua nota meritano sicuramente una maggiore attenzione rispetto ad un semplice consiglio o di un piccolo stratagemma. Sicuramente avrà già consultato molti siti e letto alcuni lavori su questo tema e pertanto avrà già una serie di conoscenze ed indicazioni. Forse la strada migliore è quella legata alla conoscenza delle ragioni che la spingo a questi comportamenti ovvero al rimanere in attesa di capire e sapere. Nella sua nota emerge in modo molto interessante la possibilità di essere in un certo modo ovvero il dubbio e la ricerca di risposte ovvero la certezza. Sicuramente lavorare su questi temi le potrebbe fornire degli elementi utili. Ovviamente lei è libero se continuare nella sua ricerca di una scorciatoia che le consenta di risolvere senza troppi problemi le questioni o se diversamente capire fino in fondo le questioni aumentando la sua consapevolezza e quindi le possibilità. Un cordiale saluto
Dott.ssa Viola Vigani
Psicologo, Psicologo clinico
Credaro
Salve. Il fatto che lei si sia sentito di condividere su questo portale quanto vive indica che vuole veramente comprendersi, quello che posso suggerirle è di ascoltare questa spinta, dandosi uno spazio in cui chiarire quanto ha riportato. Cordialmente, dott.ssa Vigani Viola
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve,

faccio un breve premessa: la sessualità umana è molto complessa, e le definizioni sono solo delle semplificazioni utili per orientarsi un po', ma non molto di più: non esiste un eterosessuale uguale all'altro, o un gay una lesbica. La sessualità ci rende umani, è una dimensione della nostra esistenza. Per questo comprende ma non si limita all'attrazione fisica, comprende anche l'immaginazione romantica, la progettualità, la capacità di prendersi cura, la stima di sé.
Si immagina in una relazione romantica con un ragazzo? una relazione con sesso, erotismo, amore, condivisione, "connessine mentale"? Dal suo messaggio, sembra che ci sia una certa omofobia interiorizzata (tutto quei pregiudizi che l'hanno spinta a mettersi alla prova con i porno con donne), e che potrebbe averle impedito finora di esplorare la sua sessualità con gli uomini. Una delle conseguenze dell'omofobia interiorizzata è spesso la negazione degli aspetti romantici e di cura di una relazione, per mettere in primo piano solo la componente sessuale.
Un percorso di terapia, con un terapeuta in grado di comprendere gli effetti che l'omofobia interiorizzata produce, potrebbe essere molto utile.

Sono a disposizione se vorrà intraprendere questo percorso.

Con i migliori auguri
dr. Ventura
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, non ci sono segnali univoci per capire il proprio orientamento sessuale, soprattutto se non ci sono esperienze fisiche concrete con ragazzi o ragazze. Lei sta cercando le sue risposte e questo mi sembra già un buon inizio, ma credo che il blocco verso qualsiasi esperienza in entrambe le direzioni sessuali sia più importante dell'etichetta di gay o bisex. Ritengo che questo aspetto sia da approfondire in un percorso di psicoterapia, un luogo in cui sentirsi libero di raccontarsi e di riflettere su di sé e sulla sua storia personale.
Si dia questa possibilità.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Salve, ritengo che la capacità introspettiva che ha di sè possa essere un ottimo punto di partenza per esplorare e andare a fondo delle sensazioni, percezioni, pensieri e dubbi che ha rispetto al suo orientamento sessuale.
Iniziare un percorso d'aiuto in cui può parlare di sè sentendosi accolto, ascoltato e protetto assieme ad un collega psicologo potrebbe essere la chiave per una svolta e una crescita della sua persona e identità.
Le auguro buon cammino,
Dott.ssa Monica Giaquinto
Dott.ssa Giulia Montalbetti
Psicologo, Psicologo clinico
Vergiate
Buonasera, grazie per aver condiviso il suo pensiero. Per tutto quello che ho letto mi sorge una domanda: che tempo si è dato per capire ed accettare quale sia il suo orientamento? Data la sua giovane età è come se avessi letto tra le righe una richiesta più profonda: chi sono io?. Un percorso di terapia potrebbe in questo caso aiutarla a conoscersi a fondo, a togliere eventuali pregiudizi verso se stesso ed intraprendere un percorso di accettazione verso ciò che più intimamente desidera.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta apertura i suoi pensieri e le sue domande. Parlare di argomenti così personali e profondi non è mai semplice, e il fatto che lei lo faccia con questa riflessività è già un segno di grande consapevolezza di sé. L'orientamento sessuale è una parte importante della nostra identità, ma non è sempre facile da definire in modo netto e immediato. Da quello che descrive, sembra che lei abbia già osservato con attenzione i suoi pensieri, le sue emozioni e le sue reazioni, e che stia cercando di comprendere il significato che tutto questo ha per lei, al di là delle aspettative sociali e dei pregiudizi che ha vissuto. Un punto fondamentale è che l'orientamento sessuale non è solo una questione di attrazione fisica, ma include anche la dimensione emotiva e romantica. Lei ha notato che i ragazzi le suscitano non solo un’attrazione fisica, ma anche un interesse verso una connessione più profonda, come quella vista nei film o nei video che le piacciono. Questo è un indizio significativo e merita attenzione. È normale, però, che ci siano ancora dubbi, soprattutto se non ha avuto esperienze dirette: l’esperienza personale è spesso ciò che aiuta a chiarire meglio i propri sentimenti e desideri. Riguardo alle donne, sembra che ci sia una certa distanza emotiva e fisica, che lei associa anche a una mancanza di attrazione fisica o di desiderio sessuale. Questo non significa che non possano esserci donne con cui lei possa entrare in connessione, ma ciò che descrive potrebbe indicare che la sua attrazione verso il genere femminile sia meno centrale rispetto a quella verso gli uomini, o che possa trattarsi più di un apprezzamento estetico piuttosto che di un desiderio romantico o sessuale. Per quanto riguarda i "segnali" che aiutano a comprendere il proprio orientamento, ciò che conta maggiormente è ascoltarsi. Se, quando immagina una relazione o una vita condivisa, l'idea di stare con un uomo le sembra più naturale, piacevole o rassicurante rispetto a quella con una donna, questo è un indizio significativo. Altrettanto importante è osservare come si sente quando immagina di vivere apertamente come la persona che vuole essere, senza paura del giudizio. È naturale avere timori e incertezze, soprattutto quando si tratta di superare pregiudizi o aspettative sociali. È importante non giudicarsi e concedersi il tempo per esplorare con calma. Non c’è una fretta di arrivare a una definizione definitiva. Può essere utile parlare di queste riflessioni con il suo terapeuta, se ne ha uno, o cercare gruppi di supporto o comunità LGBTQ+ dove possa confrontarsi con persone che hanno vissuto esperienze simili. Questo confronto potrebbe aiutarla a sentirsi meno sola e a scoprire nuove prospettive. Infine, è importante ricordare che qualsiasi sia la risposta che emergerà, il valore della sua persona non cambia. Accettarsi per quello che si è, con i propri desideri, pensieri e emozioni, è il primo passo verso una vita più autentica e appagante. Mi scriva pure se ha bisogno di ulteriori chiarimenti o supporto. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Anna Verrino
Psicologo, Professional counselor
Milano
Carissimo rispondo con piacere alla tua richiesta di supporto e mi complimento con te per aver saputo chiedere aiuto per comprendere te stesso. Occorre fare chiarezza innanzitutto sulla differenza tra orientamento sessuale e identità di genere. In ogni caso in entrambi gli ambiti è necessario sentirsi liberi di esprimersi al di là dei condizionamenti sociali, stereotipi e tabù. Sarebbe opportuno un approfondimento ma da ciò che esprimi sembra che tu abbia attrazione sessuale per il maschile più che per il femminile. Ti consiglio di affrontare un percorso con uno specialista che ti possa accompagnare nella comprensione e accettazione della tua identità e dei tuoi desideri. Inoltre sarebbe necessario indagare le motivazioni che ti hanno limitato nell'esperienza sessuale e se sussistono eventuali condizionamenti e/o dinamiche familiari che possono influenzare le tue scelte. Un caloroso saluto sono a disposizione per necessità. Dott.ssa Anna Verrino
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Psicologo, Psicologo clinico
Cerveteri
Ciao! È completamente normale sentirsi confusi quando si riflette sull'orientamento sessuale, specialmente se non si è mai avuto esperienza diretta con altre persone in un contesto romantico o sessuale. La sessualità può essere fluida e molto personale, e il fatto che tu stia cercando di comprendere meglio i tuoi sentimenti è già un passo molto importante.

Quello che descrivi potrebbe essere un segnale di una possibile attrazione per persone dello stesso sesso, in quanto provi una risposta fisica verso gli uomini e una connessione emotiva che sembra più forte con il genere maschile. Il fatto che ti interessi principalmente delle dinamiche e delle relazioni romantiche tra uomini, e che anche a livello fisico le immagini e i contenuti riguardanti uomini ti attraggano di più, potrebbe essere un indizio del tuo orientamento omosessuale o bisessuale. D'altra parte, la tua mancanza di attrazione sessuale per le donne e il fatto che l'idea di intimità con loro ti lasci indifferente o ti generi ribrezzo, potrebbe suggerire che tu non sia principalmente eterosessuale.

L'orientamento sessuale può essere difficile da etichettare, e l’esperienza diretta è senza dubbio un passo fondamentale per comprenderlo meglio. Se ti trovi attratto da ragazzi e provi anche un certo tipo di connessione emotiva con loro, questo potrebbe essere un segnale che sei gay o bisessuale. Essere attratti da ragazzi può indicare che ti identifichi più come omosessuale, ma non c’è una risposta universale. L'orientamento sessuale non è sempre rigido, può cambiare nel tempo o esprimersi in modi diversi. Per esempio, alcuni uomini possono sentirsi attratti solo dagli uomini, altri possono sentirsi attratti da entrambi i generi. È un processo di auto-esplorazione che può richiedere tempo.

Tuttavia, la paura di intraprendere una relazione basata su una convinzione errata può essere comprensibile, ma ricorda che esplorare la propria sessualità non significa necessariamente fare una scelta definitiva e irreversibile subito. Puoi prenderti il tempo che ti serve per capire meglio cosa ti piace e come ti senti senza sentirti costretto a etichettarti in un certo modo. Potresti anche voler considerare l'idea di fare nuove esperienze, magari con un ragazzo, per capire meglio come ti senti in una relazione romantica o sessuale.

La cosa più importante è essere onesto con te stesso e non sentirti obbligato a seguire le aspettative sociali o familiari. La paura e le incertezze sono naturali, ma è essenziale vivere la propria sessualità in modo autentico, nel rispetto dei propri sentimenti e desideri. Se ti senti pronto, potresti anche cercare il supporto di un professionista, un terapista o un consulente, per parlare più apertamente dei tuoi dubbi e delle tue emozioni senza giudizio.

Ogni percorso è diverso, e la cosa più importante è permetterti di vivere la tua sessualità come meglio credi, senza paura di fare errori. Non è mai troppo tardi per capire chi sei davvero, e ogni passo che fai ti aiuterà a conoscerti meglio.
Dott.ssa Gloria Giacomin
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,
le sue parole mostrano una profonda capacità di introspezione e il desiderio sincero di comprendere sé stesso senza giudizio. È molto importante che stia cercando di dare spazio e voce ai suoi vissuti interiori: l’orientamento sessuale non è una scelta, ma una scoperta graduale che si chiarisce attraverso la consapevolezza, l’esperienza e, soprattutto, l’ascolto autentico dei propri sentimenti.
Le sensazioni che descrive sono parte naturale di un percorso di esplorazione identitaria. Spesso, ciò che crea più sofferenza non è l’orientamento in sé, ma la paura di riconoscerlo o accettarlo per timore del giudizio esterno.
Non esistono “test” o segnali definitivi per capire chi si è: esiste un processo di conoscenza personale che, se affrontato in uno spazio accogliente e non giudicante, può diventare un’occasione preziosa per liberarsi da ansie e condizionamenti.
Per questo, un percorso di consulenza psicologica potrebbe esserle molto utile: non per “etichettarla”, ma per accompagnarla nella comprensione delle sue emozioni, dei suoi desideri e dei significati che attribuisce all’affettività e alla sessualità. Lavorare insieme permetterebbe di esplorare con calma ciò che sente, affrontare le paure legate al giudizio degli altri e trovare serenità nel riconoscersi per ciò che è, senza forzature né aspettative.
Se desidera, possiamo fissare un primo incontro per approfondire la sua storia, ascoltare le sue sensazioni e aiutarla a orientarsi in questo percorso di consapevolezza personale in modo delicato e rispettoso. È un passo che può davvero fare la differenza nel ritrovare chiarezza e autenticità.

Cordialmente
Dottoressa Gloria Giacomin
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza e onestà il suo vissuto. Quello che descrive è una riflessione molto profonda sulla propria sessualità, e il fatto stesso che se ne stia interrogando con attenzione e senza forzature è già un passo importante verso la consapevolezza.

È naturale che, soprattutto crescendo in un contesto in cui esistono pregiudizi o aspettative sociali, ci si possa spostare verso un orientamento “più accettabile” agli occhi degli altri, anche se il corpo e le emozioni suggeriscono altro. Nel suo caso, sembra che il desiderio fisico e l’immaginario erotico si orientino in modo più spontaneo verso i ragazzi, mentre con le ragazze prevalga un’attrazione più mentale o curiosa, senza coinvolgimento erotico autentico. Questo è un indicatore significativo: il corpo spesso “sa” prima della mente cosa lo attrae realmente, ma è importante non ridurre tutto a una sola dimensione fisica; la componente emotiva e relazionale ha lo stesso peso.

Non esistono segnali certi che possano dire “sei gay” o “sei bisessuale”: l’orientamento sessuale si manifesta nel tempo, attraverso attrazioni, desideri e relazioni, e può evolvere o chiarirsi con l’esperienza. La cosa più utile è osservare con attenzione le proprie reazioni emotive e fisiche, senza giudizio, e darsi la possibilità di esplorare gradualmente. Non c’è fretta di etichettarsi subito, e non è necessario confermare nulla per conformarsi a una norma esterna.

Un approccio pratico può essere quello di concedersi esperienze che rispettino i propri tempi: conoscere persone, instaurare amicizie profonde e, quando ci si sente pronti, vivere momenti di vicinanza affettiva o intima senza sentirsi obbligati a fare “scelte definitive”. Durante questo percorso, riflettere su cosa le fa provare piacere, interesse, desiderio di vicinanza e connessione emotiva aiuta a chiarire le inclinazioni naturali.

Se lo desidera, possiamo anche costruire un percorso personalizzato di esplorazione della sessualità e dell’identità, uno spazio sicuro in cui riflettere sui suoi sentimenti, sulle paure e le emozioni relazionate a questo tema. La saluto

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