Buongiorno sono stata ricoverata in clinica per 40 giorni . Dopo qualche giorno ho iniziato a stare
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Buongiorno sono stata ricoverata in clinica per 40 giorni . Dopo qualche giorno ho iniziato a stare peggio di prima, non mi reggo in piedi ho voglia sempre di dormire e sinceramente ho avuto anche il pensiero del suicidio. Grazie in anticipo per la risposta.
Gentilissima, se è stata ricoverata in clinica ma sta ora nuovamente male e’ necessario, ed anche urgente, che lei contatti il suo psichiatra di riferimento, aggiornandolo della situazione, affinché lui possa consigliarla su come muoversi. Spero inoltre che stia già effettuando anche un percorso psicoterapeutico, se così non fosse consideri di iniziarne uno, perché è spesso proprio grazie alla terapia che si riesce a rendere duraturi i miglioramenti raggiunti grazie al ricovero in clinica e alla terapia farmacologica. Resto a disposizione per ogni necessità di chiarimento. Un caro saluto, Marta Corradi
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Gentile utente,
Sono molto d'accordo con la collega, è importante che lei possa confrontarsi con il suo psichiatra di riferimento e sicuramente valutare l'appoggio di un percorso psicologico in modo da poter dare continuità al suo percorso terapeutico. Il rientro a casa dopo un ricovero di questo tipo è spesso un momento delicato e complesso, occorre prendersene cura.
Cordiali saluti, Alessia Vaudano
Sono molto d'accordo con la collega, è importante che lei possa confrontarsi con il suo psichiatra di riferimento e sicuramente valutare l'appoggio di un percorso psicologico in modo da poter dare continuità al suo percorso terapeutico. Il rientro a casa dopo un ricovero di questo tipo è spesso un momento delicato e complesso, occorre prendersene cura.
Cordiali saluti, Alessia Vaudano
Buonasera. È possibile che la dimissione sia stata vissuta con un senso di incertezza più grande del previsto. Anche io concordo con la necessità di risentire il medico che conosce bene la sua storia. Interpretera' i suoi sintomi e potrà aiutarla in maniera più concreta ed efficace. Fermo restando che se occorre può scriverci
Salve, non ci dà nessuna notizia su di sè, che età ha e per quale motivo è stata ricoverata. Cmq sarebbe bene che lei contatti la clinica dove è stata ricoverata ed è importante per lei sapere perchè sta peggio di prima del ricovero. Potrebbe essere anche che sia un problema psicologico, cioè le potrebbe dare insicurezza essere a casa e che in clinica si sentiva più protetta. Prenda in considerazione anche di consultarsi con uno psicoterapeuta in modo da poterla tranquillizzare e capire insieme cosa le sta succedendo, la saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli.
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Salve, credo che potrebbe essere utile rivolgersi al più presto ad uno psicoterapeuta. Dr. Incoronato
Buongiorno,
io le consiglierei di rivolgersi allo psichiatra che l'ha seguita e contemporaneamente iniziare una terapia psicologica di supporto e integrazione ai farmaci.
cordialmente
Enrica Tavella
io le consiglierei di rivolgersi allo psichiatra che l'ha seguita e contemporaneamente iniziare una terapia psicologica di supporto e integrazione ai farmaci.
cordialmente
Enrica Tavella
Salve signora, sta assumendo la terapia prescrittale dagli specialisti della clinica dopo le dimissioni? La sintomatologia che lamenta potrebbe far pensare che non lo stia facendo o che il dosaggio non sia appropriato. Se l'hanno dimessa è probabile che il suo stato fosse migliorato.
In ogni caso contatti lo psichiatra di riferimento per pensare a una scelta adeguata al suo caso. Cordialmente MECinti
In ogni caso contatti lo psichiatra di riferimento per pensare a una scelta adeguata al suo caso. Cordialmente MECinti
Gentilissima, la invito a seguire la terapia che le hanno prescritto in clinica, inoltre a contattare subito il suo psichiatra. Non escluderei assolutamente un sostegno psicoterapico, da continuare ora che è uscita dalla clinica.
Penso che debba telefonare subito ai medici della Clinica dove è stata ricoverata. Se un paziente dopo un ricovero sta male e pensa al suicidio 99 su 100 deve essere nuovamente ricoverato. In questa fase ritengo che psicoterapia sia inutile.
Buongiorno,
penso che portarsi addosso tanta fatica sia davvero difficile. Per questo credo che per iniziare a stare meglio sia necessario lavorare su due fronti: uno farmacologico con lo psichiatra, l'altro psicologico con la psicoterapeuta.
Io mi occupo della parte psicoterapeutica e posso dirle che la psicoterapia è un valido aiuto per capire cosa la opprime e da dove può partire per iniziare a stare meglio.
Sicuramente sarà un lavoro impegnativo e probabilmente lungo ma di cui vale la pena assumersi la responsabilità. Gli psicofarmaci, soprattutto all'inizio della psicoterapia, l'aiuteranno a sentirsi meno affranta. Nel suo caso non le consiglio la terapia on-line poiché potrebbe non essere sufficiente per sostenerla. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello
penso che portarsi addosso tanta fatica sia davvero difficile. Per questo credo che per iniziare a stare meglio sia necessario lavorare su due fronti: uno farmacologico con lo psichiatra, l'altro psicologico con la psicoterapeuta.
Io mi occupo della parte psicoterapeutica e posso dirle che la psicoterapia è un valido aiuto per capire cosa la opprime e da dove può partire per iniziare a stare meglio.
Sicuramente sarà un lavoro impegnativo e probabilmente lungo ma di cui vale la pena assumersi la responsabilità. Gli psicofarmaci, soprattutto all'inizio della psicoterapia, l'aiuteranno a sentirsi meno affranta. Nel suo caso non le consiglio la terapia on-line poiché potrebbe non essere sufficiente per sostenerla. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello
Buongiorno, è abbastanza urgente che lei contatti il suo psichiatra di fiducia e gli esprima il suo malessere. Lo stato in cui si trova potrebbe essere essere causato dal dosaggio dei farmaci che immagino stia assumendo. In ogni caso, è opportuno prendersi cura anche degli aspetti più psicologici che inevitabilmente entrano in gioco nella situazione che ci ha descritto. Per questo concordo con i colleghi che le hanno suggerito di prendere in considerazione la possibilità di iniziare un percorso di psicoterapia da associare alla cura farmacologica. Ritengo però che questo sia possibile in un secondo momento e cioè dopo aver raggiunto un equilibrio sufficientemente adeguato che le permetta di poter dedicare tempo e spazio alla riflessione e al confronto circa il senso più profondo del suo malessere. In bocca al lupo, Enza Cuzzucoli
Salve. Mi associo ai colleghi. Sarebbe opportuno che lei ricontatti il suo referente medico per metterlo al corrente delle sue condizioni di salute.
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Buonasera, le consiglio di rivolgersi al medico che l'ha seguita, verificare insieme la terapia farmacologica prescritta e una volta rientrati i sintomi che riferisce iniziare una psicoterapia ad integrazione dei farmaci. Le faccio i migliori auguri
Buongiorno Gentile signora,
deve essere un momento difficile pe lei, sono d'accordo con i colleghi. Le suggerirei di rivolgersi allo Psichiatra che la segue o al suo medico di base in modo da intervenire sulla terapia farmacologica. Potrebbe inoltre rivolgersi ad uno Psicoterapeuta in modo da affiancare un percorso psicologico a quello della terapia farmacologica che sta già seguendo.
un caro saluto
Dr.ssa Mara Mettola
deve essere un momento difficile pe lei, sono d'accordo con i colleghi. Le suggerirei di rivolgersi allo Psichiatra che la segue o al suo medico di base in modo da intervenire sulla terapia farmacologica. Potrebbe inoltre rivolgersi ad uno Psicoterapeuta in modo da affiancare un percorso psicologico a quello della terapia farmacologica che sta già seguendo.
un caro saluto
Dr.ssa Mara Mettola
La situazione che descrive è complessa e merita una valutazione psichiatrica approfondita e tempestiva. Il quadro clinico richiede un intervento specialistico che può includere la revisione della terapia farmacologica. Se desidera, sono disponibile per una visita psichiatrica online.
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