Buongiorno, nel rapporto (oltre dieci anni...) che ho con la mia compagna sento che mi manca qualcos

24 risposte
Buongiorno, nel rapporto (oltre dieci anni...) che ho con la mia compagna sento che mi manca qualcosa per essere felice e non saprei proprio come uscirne, cosa fare per cambiare la triste situazione attuale; sarà perchè all'età di oltre cinquant'anni non viviamo ancora assieme; sarà perchè i momenti d'intimità non ci sono (non sappiamo nemmeno cosa voglia dire l'espressione "far l'amore"....); sarà perchè io non ho mai vissuto un rapporto d'amore nella fase giovanile della mia esistenza; sarà perchè gli anni passano....
Grazie!
Dott.ssa Cristina Schirato
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vicenza
Gentile utente,
grazie per aver condiviso con sincerità ciò che stai vivendo. Le tue parole raccontano un senso di insoddisfazione che merita ascolto e comprensione. È normale, dopo tanti anni di relazione, sentire che qualcosa è cambiato o che manca. Le esperienze del nostro passato possono influenzare il modo in cui viviamo il presente. Un percorso psicologico può essere molto utile per aiutarti a comprendere meglio cosa ti manca realmente, cosa desideri e come puoi ritrovare benessere nella sfera affettiva e personale.
Non è mai troppo tardi per ascoltarsi e prendersi cura di sé. Se vorrai intraprendere questo cammino, io sono disponibile per accompagnarti sia in presenza a Vicenza sia online.
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Schirato

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Dott.ssa Francesca Casolari
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
salve, come primo aspetto ne parli con lei, se non esaudisce i suoi bisogni in primis le manchera' sempre qualcosa dalla coppia poi i bisogni assieme a lei grazie
Dott.ssa Ingrid Madiai
Psicologo, Psicologo clinico
Campi Bisenzio
Gentile utente,
durante una relazione significativa di lunga durata comprendo le domande aperte che si pongono a se stessi e all'altro, insieme al desiderio di risposta.
Il cambiamento nel tempo, anche se fa parte dell'essere, è difficile da vivere, soprattutto insieme. Importante è il desiderio di ciascuna e parlarne con la partner è un buon modo per costruire un desiderio condiviso che possa restituire un progetto futuro appagante per entrambe insieme oppure non insieme, tuttavia autentico nel rispetto del desiderio di ciascuna. Penso che un colloquio con una/o psicologa/o, individualmente oppure in coppia, a vostra discrezione, possa essere opportuno per sciogliere quei nodi che creano sofferenza.
Rimango a disposizione. Cordiali Saluti, dott.ssa Ingrid Madiai.
Dott.ssa Alessandra Uliano
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torremaggiore
Buongiorno, avverto una profonda tristezza, che potrebbe far pensare ad un abbassamento del tono dell'umore, correlato a dinamiche socio-relazionali sicuramente da approfondire. Le consiglio di intraprendere un percorso che vada ad analizzare questi aspetti e possa aiutarla a rispondere anche alle domande che si pone rispetto il suo passato. Un caro saluto
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la sua riflessione è profondamente onesta e coraggiosa, e questo rappresenta già un primo passo importante. Quando, dopo così tanti anni di relazione, si avverte la mancanza di qualcosa di essenziale, come l’intimità, la condivisione quotidiana o semplicemente una felicità che ci si aspetterebbe di provare, è naturale che emergano sentimenti di confusione, insoddisfazione e anche tristezza.

Lei pone interrogativi molto lucidi: si chiede se sia una questione legata al tempo che passa, al fatto di non convivere ancora, o forse alla mancanza di esperienze precedenti in età più giovane. Tutti questi aspetti possono sicuramente influenzare la qualità e la profondità del legame che si vive nel presente. Tuttavia, ciò che emerge con più forza dalle sue parole è il bisogno, umano e legittimo, di sentirsi pienamente dentro una relazione, di sentirsi desiderato, accolto, connesso.

L’assenza di intimità, soprattutto quando diventa cronica, può lasciare un senso di vuoto difficile da colmare con altri aspetti della vita di coppia. Non si tratta solo di fisicità, ma di una vicinanza emotiva che dà senso alla condivisione. Quando questo viene a mancare, è naturale iniziare a chiedersi se si è felici davvero, o se si sta semplicemente andando avanti per inerzia, per abitudine, o per timore di cambiare.

Non è mai troppo tardi per dare ascolto a questi segnali interiori. Anzi, può essere il momento giusto per fare chiarezza. Talvolta confrontarsi con la propria compagna, in modo aperto e sincero, su questi vissuti, può portare a una nuova consapevolezza reciproca. In altri casi, può essere utile rivolgersi a uno specialista per un percorso individuale o di coppia, dove poter esplorare senza giudizio i bisogni, le frustrazioni, e magari anche la possibilità di nuove direzioni.

Non esiste una sola risposta o una soluzione uguale per tutti, ma esiste sempre la possibilità di cercare (e costruire) una vita che ci rispecchi di più, anche a cinquant’anni e oltre. Ascoltare questo “mancare qualcosa” non è un segno di debolezza, ma una richiesta profonda di autenticità.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Aurora Corso
Psicologo, Psicologo clinico
Rescaldina
Gentile utente,
quello che descrive è un vissuto complesso e comprensibile. Dopo tanti anni, è naturale fermarsi a riflettere su ciò che si sente e su ciò che si vorrebbe. A volte, confrontarsi con uno spazio di ascolto neutro, come un percorso psicologico, può aiutare a fare chiarezza e a trovare nuove direzioni. Dott.ssa Aurora Corso
Gentile Utente,
le sue parole raccontano una sofferenza che sembra essersi accumulata nel tempo, fino a diventare difficile da ignorare. Dopo più di dieci anni di relazione, sentire che “manca qualcosa” per poter essere felici può generare confusione, fatica, a volte anche un senso di smarrimento.
Mi ha colpito in particolare la frase: “non sappiamo nemmeno cosa voglia dire far l’amore”. È un’espressione che sembra parlare non solo di un’assenza di intimità oggi ma, forse, di qualcosa che non c’è mai stato davvero, fin dall’inizio. A volte certe mancanze si stabiliscono in silenzio, diventano parte della relazione senza che ci sia mai stato modo di nominarle o affrontarle davvero. Eppure, col tempo, possono iniziare a pesare sempre di più. Anche gli altri elementi che riporta, la mancata convivenza, la sensazione di essersi persi qualcosa nella giovinezza, lo scorrere degli anni, sembrano intrecciarsi a questo senso di insoddisfazione. Forse ora sente il bisogno di capire se questa relazione rispecchia davvero ciò che desidera, oppure se sta cercando di dare voce a qualcosa che per troppo tempo è rimasto in secondo piano.
Parlarne potrebbe aiutarla a fare chiarezza e a dare finalmente ascolto a questa parte di sé che oggi sta portando alla luce ciò che non va.
Se vorrà approfondire resto a disposizione.

Un caro saluto
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Gentile utente,
ponendo a noi la domanda ha abbozzato alcune riflessioni circa le possibili cause della sua situazione.
Sarebbe necessario approfondire la vostra storia di coppia e la sua storia personale per poter esprimere un'opinione..
Il fatto però che dopo dieci anni lei si ponga e ci ponga la questione su cosa e come cambiare, potrebbe essere il segnale che c'è la possibilità di iniziare un percorso personale per comprendere meglio la sua posizione nella relazione e non solo. Per fare questo potrebbe contattare un/a specialista che la guidi in questo lavoro.
Un caro saluto
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
salve, cosa impedisce alla sua relazione di approfondire l'intimità? cosa intende per "non sappiamo neanche cosa significhi fare l'amore?
Dott. Febbraro Jacopo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, credo che in questa situazione di così forte sofferenza sia fondamentale anzitutto chiarirsi le proprie necessità, volontà e bisogni: mettersi in priorità, aldilà dell'altro, per poi in un secondo momento cercare di vivere l'altro al meglio. Per quel che riguarda la questione di coppia, sarebbe importante comprendere altresì cos'è che crea così tanta distanza tra voi, sia in termini pratici e logistici per quel che riguarda la non convivenza, sia per quel che riguarda una distanza più intima.
Dott.ssa Federica Zunino
Psicologo, Psicologo clinico
Albisola Superiore
Buongiorno,

Dalla descrizione del suo rapporto di coppia emergono suoi dubbi sulla relazione stessa, ritengo importante esplorare quali siano le sue aspettative di vita soprattutto per un futuro.
Potrebbe essere consigliata una terapia di coppia per comprendere meglio le aspettative, i bisogni emotivi ed affettivi di entrambi.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimento e/o integrazioni.
Cordialità
Dott.ssa Federica Zunino
Dott.ssa Gemma Santuccio
Psicologo, Psicologo clinico
Siracusa
Buon pomeriggio. La sensazione di mancanza che descrive sembra affondare le sue radici in tempi ben più lontani del momento attuale; ciò che manca non può essere trovato in qualcosa di esterno, c'è la possibilità se lo si vuole di iniziare a cercarlo all'interno di sè.

Grazie per aver chiesto aiuto e se vuole può contattarmi.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico per capire cosa le manca all'interno della coppia.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Letizia Turchetto
Psicologo, Psicologo clinico
Ponte di Piave
Buongiorno gentile Utente e grazie per avere scelto di portare il suo sentire.
Posso immaginare la situazione di difficoltà che sta attraversando, ne fa espressione molto chiara, sebbene al momento non sia possibile per lei darsi una giustificazione. E' proprio questo il punto centrale, ovvero è importante aprire uno spazio per esplorare in modo approfondito la fatica di cui parla.
Aprirsi alla sua compagna in modo aperto, onesto e disteso le consentirebbe di comprendere se i vostri interessi e progetti sono comuni, di modo da poter compartecipare ad essi. Qualora però la comunicazione dovesse complicarsi, consideri la possibilità di riferirsi ad un terapeuta di coppia, per un percorso congiunto, con la finalità di capire meglio le dinamiche relazionali e trovare le strategie per affrontare le difficoltà.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, le parole che ha scelto per descrivere ciò che sta vivendo fanno intuire un grande senso di fatica e di solitudine interiore. Dopo tanti anni di relazione, sentire che manca qualcosa di essenziale per sentirsi felice può generare una sofferenza profonda e spesso anche un senso di colpa o di confusione, come se non si sapesse più dove cercare risposte. Da quanto scrive, si percepisce il dolore di non aver mai potuto vivere un amore pieno, soprattutto nei suoi aspetti di intimità, vicinanza fisica e condivisione quotidiana. Questo può far sentire che la relazione, pur essendo stata parte della sua vita per tanto tempo, non abbia colmato un bisogno importante di calore, contatto, presenza stabile. Arrivati a questo punto, è naturale chiedersi se ci sia ancora uno spazio per cambiare qualcosa oppure se si debba accettare che le cose restino così. Nella prospettiva cognitivo-comportamentale è importante osservare la situazione partendo da ciò che è sotto il suo controllo. Forse la domanda più utile da porsi è se ha mai potuto parlare apertamente con la sua compagna di questo vuoto che sente, senza accusare né accusarsi, ma semplicemente raccontando ciò che manca, ciò che desidererebbe e ciò che la distanza emotiva e fisica provoca dentro di lei. A volte, dopo tanti anni, si danno per scontate certe dinamiche, si rinuncia a esprimere i propri desideri o ci si abitua a un equilibrio che non soddisfa ma rassicura. Rompere questa abitudine non è facile, ma spesso è un primo passo per vedere se dall’altra parte esiste ancora un desiderio di costruire qualcosa di nuovo insieme. Il bisogno di intimità, di vivere la sessualità e di condividere la quotidianità è un bisogno umano, profondo, che non ha a che fare con l’età anagrafica ma con la vitalità emotiva che ognuno di noi porta dentro. Spesso, se per anni questi aspetti non sono stati coltivati, riprenderli in mano può generare imbarazzo, insicurezza, ma anche un senso di rinnovamento. Può essere utile riflettere su quanto lei stesso si senta libero di chiedere, di sperimentare, di proporre piccole novità che riattivino la complicità. Allo stesso tempo, è importante darsi il permesso di capire cosa veramente desidera: rimanere in questa relazione così com’è per timore di restare solo oppure provare a cambiare qualcosa, anche rischiando di mettere in discussione una stabilità che però, come scrive, non la rende felice. A volte, in questi percorsi, può essere di grande aiuto intraprendere un lavoro di terapia individuale o di coppia per dare spazio a queste domande, senza giudizio e senza l’idea di dover avere subito una risposta certa. Potrebbe emergere la consapevolezza che alcune difficoltà non dipendono solo dal rapporto attuale, ma anche da parti di sé rimaste inesplorate, come il bisogno di vicinanza emotiva che forse non ha mai trovato uno spazio sicuro dove potersi esprimere pienamente. Il fatto di non aver vissuto esperienze d’amore nella giovinezza può aver lasciato delle convinzioni su di sé e sulla possibilità di essere amato o desiderato che oggi pesano ancora. Lavorare su queste convinzioni, darle voce e metterle in discussione può aiutarla a costruire un nuovo modo di stare in relazione, più autentico e coraggioso, indipendentemente dall’età. Spero che queste parole possano accompagnarla a considerare la possibilità di non rassegnarsi ma di ripartire da una domanda semplice e profonda: di cosa ho bisogno oggi per sentirmi vivo e in contatto con l’altro? A volte la risposta non è immediata, ma cercarla è già un atto di cura verso di sé. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
gentilissimo, grazie per la condivisione. Capisco la situazione che descrive, e comprendo le sue domande rispetto il rapporto con la sua compagna. Credo che intraprendere dei colloqui di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a riflettere insieme sulle dinamiche che lei riporta, individuando strategie funzionali per affrontarle.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Buongiorno .. capita spesso di sentir poco la voglia di stare insieme con il proprio partner, magari perchè è da troppo tempo che state insieme o perchè ormai sembra tutto troppo scontanto ... vi consiglio di passare più tempo da soli, di scoprire cose nuove .. un bel viaggio, un hobby ecc...
Dott.ssa Stefania Conti
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buongiorno,
le sue parole esprimono un disagio profondo e sincero, che merita ascolto e rispetto. Dopo oltre dieci anni di relazione, sentire che "manca qualcosa" non è banale — è un segnale importante, specie se accompagnato da una mancanza di intimità, di progettualità condivisa (come la convivenza) e da un senso di vuoto emotivo.

Le sue riflessioni sulle esperienze non vissute in gioventù, sul tempo che passa e sulla solitudine all’interno di una relazione sono lucide e toccano corde umane comuni. Non è mai troppo tardi per chiedersi: Cosa desidero davvero? Cosa mi rende sereno?.

Potrebbe essere utile iniziare un percorso di ascolto con uno psicoterapeuta, per esplorare meglio questi bisogni e capire se ci sono spazi ancora vitali nel rapporto o se è il momento di ridefinire ciò che vuole per sé. La sua insoddisfazione merita attenzione, non rassegnazione.

La vera domanda non è “cosa c’è che non va in me o nell’altro?”, ma piuttosto: cosa voglio costruire da oggi in avanti, e cosa mi serve per farlo?
Se lo desidera, mi può contattare per trovare uno spazio di ascolto in cui provare a dare risposta a queste domande

Dott.ssa STefania Conti, Psicologa
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno,
la sua riflessione è tanto sincera quanto preziosa, perché ha già in sé una tensione al cambiamento: quel “mi manca qualcosa” non è solo una constatazione, è una chiamata interiore.
Dopo più di dieci anni di relazione, sentirsi in una “triste situazione” non è qualcosa da ignorare o minimizzare. È una forma di onestà emotiva che, se accolta, può diventare una leva trasformativa. Lei si chiede: sarà perché non viviamo insieme? perché l’intimità è assente? perché il tempo passa? O perché qualcosa, forse, non è mai veramente iniziato?
Potremmo dire — con delicatezza ma con chiarezza — che a volte ci si ritrova a vivere un rapporto più per continuità che per scelta, come se l’abitudine avesse preso il posto del desiderio, del sogno, del progetto. Ma lei oggi sta mettendo in discussione proprio questo: “Cosa sto vivendo davvero? E perché non mi basta?”
Non possiamo cambiare ciò che non siamo disposti a guardare in faccia. E lei lo sta facendo, con coraggio.
Forse ora non si tratta tanto di capire "cosa manca", quanto di iniziare a chiedersi: che cosa desidero oggi, per me, nell’amore, nel corpo, nella vita?
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Forlì

Buongiorno, mi ha molto colpito il tuo messaggio perchè parlano di un rapporto che non c'è: non vivete insieme non fate l'amore non c'è intimità. In cosa consiste questo rapporto? vedervi ogni tanto e farvi compagnia in alcune situazioni?
. Forse in te c'è anche un bisogno mai soddisfatto, di vivere l’amore non solo come compagnia, ma come coinvolgimento autentico e nutriente. Quando si ha la sensazione di “non sapere come uscirne”, spesso non è mancanza di forza, ma confusione tra ciò che si desidera e ciò che si sente di poter chiedere o fare . È qui che diventa importante fermarsi
e riflettere, ma anche iniziare un percorso con un professionista può aiutarti a riallinearti con il tuo bisogno ( legittimo) di felicità e capire come mai tu ti sia accontentato di questa situazione. Riflettici seriamente. Io sono disponibile ad aiutarti. Un caro saluto
Dott.ssa Marzia Mazzavillani

Dott.ssa Stella Gelli
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Milano
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso queste parole così autentiche.
Si percepisce il peso di ciò che sta vivendo, ma anche la forza di chi, pur nel dubbio e nella fatica, si ferma ad ascoltarsi e a porsi domande importanti.

Forse non è una sola la causa di questo malessere, come lei stesso intuisce. A volte ci si accorge, anche dopo anni, che alcuni bisogni profondi — legati all’intimità, alla condivisione, alla vicinanza emotiva e corporea — non hanno mai avuto davvero spazio. O che il significato stesso che abbiamo dato all’amore, alla relazione, alla felicità, oggi non ci corrisponde più.

In un percorso psicologico possiamo prenderci tempo per:
– ascoltare il suo vissuto con rispetto, lasciando emergere ciò che spesso resta sullo sfondo;
– rileggere la sua storia affettiva, provando a comprenderne i passaggi, i sensi attribuiti, le forme relazionali costruite nel tempo;
– esplorare insieme che cosa oggi desidera, che tipo di legame sente possibile, e che direzione può avere il suo movimento verso una vita più autentica e soddisfacente.

Non è mai troppo tardi per riavvicinarsi a se stessi.

Un caro saluto,
Dott.ssa Stella Gelli
Dott. Marco Lenzi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno,
Dalle sue parole emerge un vissuto di mancanza relativo al rapporto.
Ha provato a parlare alla sua compagna delle sue esigenze? Cosa ne pensa?
Ritengo corretto esternare i propri bisogni e comunicare con sincerità nella coppia i propri desideri e anche quello che ci genera frustrazione e mancanza.
Vorrebbe vivere insieme alla sua compagna?
Per quale motivo non ci sono momenti di intimità? E' possibile ricavarli insieme?
Penso che un confronto con la sua compagna sia utile per chiarire questi aspetti e capire il suo punto di vista.
Resto a disposizione per ulteriori domande e informazioni nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, comprendo le sue preoccupazioni e le sono vicino. Non deve essere facile avvertire una qualche mancanza seppur in presenza della persona che amiamo, soprattutto se si ha difficoltà a trovare dei momenti di intimità e di scambio. Mi piacerebbe comprendere con lei cosa intende con essere felice, e cosa vorrebbe cambiare della sua situazione attuale. Se sente il bisogno di contattarmi, possiamo fissare un colloquio conoscitivo. Un caro saluto

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