Gentile Dott. mi è stato programmato un intervento di ricostruzione del pavimento orbitale (post

Gentile Dott. mi è stato programmato un intervento di ricostruzione del pavimento orbitale (post-trauma) presso il King’s College di Londra. A distanza di oltre 2 mesi e mezzo dall’evento traumatico, l’operazione verrà eseguita senza aver effettuato una nuova TC, né altri esami recenti. La pianificazione si basa esclusivamente su una TC iniziale del trauma. Vorrei avere da parte Sua un parere tecnico: • È normale o clinicamente corretto procedere con un intervento orbitale senza valutazione aggiornata? • La presenza di possibili retrazioni, fibrosi, cambiamenti anatomici o risoluzione spontanea non dovrebbe essere esclusa prima dell’intervento? Non Le chiedo una valutazione del caso specifico, ma solo un orientamento professionale rispetto alla correttezza dell’approccio. Grazie in anticipo per l’attenzione e la disponibilità. Cordiali saluti

2 risposte


Gentile Paziente, in chirurgia ricostruttiva del pavimento orbitale, soprattutto quando l’intervento viene programmato a distanza di diverse settimane o mesi dal trauma, è buona pratica avere una valutazione aggiornata, sia clinica che radiologica. Questo perché, con il passare del tempo, possono verificarsi modifiche importanti rispetto alle condizioni rilevate subito dopo l’evento: • Risoluzione parziale o totale dell’edema e di eventuali emorragie che inizialmente alteravano la morfologia. • Retrattile fibrosi cicatriziale che può cambiare i rapporti anatomici tra muscoli, grasso orbitario e osso. • Rimodellamento spontaneo o parziale guarigione delle fratture minori. • Comparsa o evoluzione di deficit funzionali (diplopia, limitazione dei movimenti oculari, alterazioni di volume orbitario). Una TC aggiornata, preferibilmente a strato sottile e con ricostruzioni 3D, permette di confermare l’indicazione chirurgica, pianificare con maggiore precisione la ricostruzione e ridurre il rischio di sorprese intraoperatorie. Pur non potendo entrare nel merito del caso specifico e delle scelte del team che la seguirà, in un approccio standard si tende a correlare valutazione clinica attuale + imaging recente per assicurare che la decisione operatoria sia ancora valida e calibrata sulle condizioni attuali. Le suggerisco di porre queste stesse domande direttamente al chirurgo che la opererà: non è una mancanza di fiducia, ma un modo per chiarire se, nel loro protocollo, la TC iniziale sia ritenuta ancora sufficiente o se sia possibile integrare l’iter con esami più recenti prima dell’intervento. Dott. Umberto Tozzi Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale Specialista in Anestesia Medico e Chirurgo Estetico

Dott. Umberto Tozzi

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chirurgo maxillo facciale

Frosinone

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Rifare la TC non aggiungerebbe molto ai fini dell'intervento. Bisognerebbe conoscere lo stato della sua condizione di partenza ma se il pavimento orbitario è collassato non si è ricostruito da solo. Per ricostruzione del pavimento orbitario immagino metteranno una mesh in titanio o una membrana che verranno modellate in base a quello che è lo stato attuale al momento dell'intervento.

Dott. Giuseppe Tarallo

Dott. Giuseppe Tarallo

medico estetico

Porto Empedocle

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