Buongiorno, mi chiamo Stefano, 29 anni e circa un mese fa sono stato lasciato dopo 3 anni di relazio

24 risposte
Buongiorno, mi chiamo Stefano, 29 anni e circa un mese fa sono stato lasciato dopo 3 anni di relazione (fatti il 7 settembre), la mia ex ha 3 anni in meno di me, per lei sono stato il primo ragazzo. Da un po' di mesi lamentava il fatto di avere delle ansie riguardo al nostro futuro, dubbi sul fatto se ero quello giusto,o se lei con il suo carattere a volte difficile era giusta per me e non mi faceva "perdere tempo". Abbiamo preso una piccola pausa a fine giugno, ma durata neanche una settimana, perchè lamentava il fatto che non ero indipendente al 100%,nel farmi da mangiare,vivendo ancora con i miei. Dopo la pausa pero' comunque stavamo andando bene, nel senso, abbiamo passato le vacanze insieme,addiritura a fine agosto mi ha presentato il suo nonno paterno,mi ha fatto regali per il compleanno e per l'anniversario,mi ha scritto una lettera con parole mai usate prima e invece poi venerdi 16 settembre dopo che al mattino prima di andare a lavoro li viene un colpo d'ansia forte, viene da me alla sera, facciamo una passeggiata e mi lascia, dicendo che doveva capire cosa voleva, che non poteva stare con me perchè c'erano queste ansie, doveva fare esperienze per paragonare il mio carattere ad altri, non avendoli avuti prima, che non era sicura al 100% che però' non c'entrava l'amore o la voglia di stare insieme...quindi io mi chiedo, come mai tutto questo? Io ho avuto tre relazioni, una da 2, una da 4 e questa da 3..e sono sempre stato lasciato,che devo fare?
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve Stefano, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Francesca Ponziani
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
buonasera Stefano , la scelta del partner si basa su alcune caratteristiche che ci aspettiamo di trovare, su dei modelli che creiamo nel corso dello sviluppo, accade cosi che cerchiamo inconsapevolmente persone , esperienze corrispondenti a qualcosa di già conosciuto, ritrovandosi a perpetuare relazioni simili già vissute. .e a ripetere i stessi copioni relazionali.. le suggerisco un percorso di supporto che lo aiuti ad attivare modalità relazionali differenti e più consapevoli...
Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Saronno
Gentile utente, percepisco il suo senso di frustrazione e tristezza per la situazione che continua a ripresentarsi. Purtroppo il successo o la fine delle relazioni dipendono da tantissimi fattori nostri e del partner, rendendo difficile individuare una causa precisa e quindi anche non corretto incolpare se stessi o l'altro.
Sicuramente un percorso psicologico potrebbe aiutarla a trovare uno spazio dove approfondire come funzionano le sue relazioni, parlare di sè e arrivare a conoscersi meglio, in modo da affrontare con una maggiore consapevolezza e maturità le relazioni future.
Augurandole il meglio, resto a sua disposizione per qualsiasi esigenza.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Torrente Cicero Claudia
Dott.ssa Elisa Pappacena
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Salve caro Stefano mi dispiace molto.
Le separazioni fanno sempre molto male!
Non credo che ci siano delle "colpe"nell'essere lasciati ma le relazioni di coppia terminano e qualcuno deve pur dirlo.
Si faccia aiutare in psicoterapia soprattutto per cogliere i segnali di una relazione sentimentale in crisi e per farsi spiegare le fasi si ciclo vitale di una coppia. Mi dispiace. Si faccia forza
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Dott.ssa Ilaria Grasso
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera Stefano, le domande che si fa sono legittime, ma la risposta può darla solo lei - e forse a volte nemmeno lei. La maggior parte delle relazioni si interrompono, soprattutto in giovane età e l'inesperienza può essere un motivo. Rifletta su cosa desidera in una relazione e come si muove in quella direzione, i sentimenti sono fondamentali ma le azioni e la compatibilità di caratteri, visione e modo di vivere lo sono forse anche di più.
Dott.ssa Simona Del Peschio
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve Stefano, grazie per aver posto la sua domanda nel portale. Mi dispiace molto stia sperimentando questo senso di frustrazione e questa tristezza a seguito della conclusione di questa relazione. Sembra quasi che lei descriva una sorta di 'copione' che tende a ripetersi, delle relazioni nelle quali la fine è sempre dettata dalla volontà dell'altro, come se lei non avesse voce in capitolo e la subisca. Potrebbe essere interessante darsi la possibilità di esplorare, in un percorso psicologico, quali siano le sue modalità relazionali, su quali persone ricada il suo interesse per costruire una relazione, le dinamiche che si vengono ad instaurare con le partner. Potrebbe essere un modo in cui può arrivare a conoscersi meglio e a capire come gestire i rapporti continuando ad avere presenti anche i propri bisogni ed i propri sentimenti.
Un caro saluto
Simona Del Peschio
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Buon pomeriggio Stefano,
non credo esista una risposta sintetica e univoca alla sua domanda, una relazione di coppia è una relazione molto complessa, e dipende da tanti fattori sia inter che intrapersonali. Non è sempre facile trovare "la persona giusta".
Lei sembra descrivere una dinamica relazionale che tende in qualche modo a ripetersi, un percorso psicoterapeutico può certamente aiutarla ad aprire una riflessione importante dando un senso a questo aspetto.
Cordialmente, EP
Dott.ssa Rosaria Mastrone
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
buonasera, da quello che la sua ragazza lamentava di lei emerge la sua mancanza di indipendenza. verrebbe da chiedersi se essa sia anche psicologica pertanto servirebbero dei colloqui con uno psicologo per vedere è necessario e in tale caso procedere in tale senso raggiungere una indipendenza che rende il soggetto sicuro e consapevole del proprio valore cambiando il modo di porsi verso l'altro. si sa che le persone sicure possono stare con chi vogliono perchè tutti si trovano bene con loro.se desidera fare un percorso sarei lieta di darle una mano. trova il mio contatto su Google mettendo nome e cognome. Rosaria Mastrone psicologa e psicoterapeuta.
Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Stefano, ogni fine di una relazione implica una riflessione su di sé, e in una qualche misura è sano mettersi sotto la lente di ingrandimento e valutare se c'è qualcosa che cambieremmo potendo tornare indietro. Da quello che scrive, però, l'impressione è che tre indizi stiano facendo una prova, ovvero che aver avuto tre storie e che siano tutte terminate, sembrano lasciarle in eredità un'informazione su di sé, scomoda e che crede vera. Non so quale sia, ma il suo domandarsi "che devo fare?" sembra esprimere il bisogno di una soluzione al problema dell'essere lasciato. Ci tengo a sottolinearlo, essere lasciati fa male a chiunque, ma nel suo caso sembra portarla a dubitare anche che ci sia qualcosa in lei che innesca la fuga delle sue partner, e questo aggiunge dolore al dolore. Potrebbe esserle utile affrontare questo tema in una psicoterapia, per chiarire a sé stesso qual'è il passaggio per il quale l'Altro mi lascia e la motivazione è in me. Un caro saluto
Dott.ssa Erika Santini
Psicologo clinico, Psicologo
Anguillara Sabazia
Buongiorno caro Stefano,
percepisco il suo senso di dolore e sofferenza. Credo potrebbe essere utile per lei un breve supporto psicologico dove potersi aprire sulle sue sensazioni ed emozioni sperimentate durante questa relazione. E' importante elaborare man mano ogni esperienza vissuta in modo da non risultarne passivi.
Posso proporle se lo desidera il mio contatto, mi può contattare su questa piattaforma,
Cari saluti
Dott.ssa Erika Santini
Dott.ssa Giada Piva
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Fossò
Gentile Stefano, mi dispiace per la situazione che le è capitata. Da quello che legge mi sembra di aver compreso che la turba maggiormente il fatto di essere stato lasciato 3 volte. Si è mai chiesto se può esserci qualche comportamento che può implicare l’allontanamento della compagna? Ha avuto lo stesso carattere e modo di essere per tutte le sue relazioni? Ha fatto qualcosa per capire il motivo di tale scelta? Provi a rispondersi. Può essere che ci sia qualcosa che non stona e lei non se ne accorge. Resto a disposizione se ha piacere di informarmi. Un caro saluto, Giada
Dott.ssa Suma Tani Onofri
Psicologo, Psicoterapeuta
Monte Porzio Catone
Buongiorno, mi dispiace che le sue relazioni non si siano concluse bene e capisco quanto sia doloroso per lei. Nelle relazioni si è attratti da persone che hanno caratteristiche simili, ma ognuno di noi porta con sè , modelli, abitudini e aspettative, di bisogni da soddisfare. Si vivono quindi le relazioni in funzione delle rappresentazioni interne e modelli costruiti nei rapporti più significativi. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per capire quale è il motivo per il quale le sue relazioni finiscano e per riaffermare un idea di sè positiva non dipendente dalle relazioni che ha instaurato e instaurerà in futuro. Cordiali saluti Dottoressa Onofri.
Dott.ssa Irene Buzzoni
Psicologo, Psicologo clinico
Mussolente
Buongiorno, comprendo dalle sue parole quanto possa essere doloroso ritrovarsi ogni volta nella stessa situazione, come un circolo vizioso che non ha mai fine. Sono in giorco sicuramente delle dinamiche copionali e finchè lei non ci lavora continueranno a tornare. In questo caso è necessario un percorso e cominciare a sviscerare.
Resto a disposizione anche online.

Dott.ssa Irene Buzzoni
Dott.ssa Miriam Aiello
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera Stefano.
Nelle relazioni sentimentali può succedere di ri-sperimentare dinamiche relazionali appartenenti a relazioni passate.
L'incontro con l'altro comporta un gioco di equilibrio tra aspettative, bisogni e desideri e non sempre la relazione riesce ad evolvere nel trovare nuovi equilibri.
Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico per poter farsi guidare nel comprendere meglio gli aspetti di se stesso che mette in gioco nelle relazioni sentimentali.
Un saluto e buon proseguimento.
Dott.ssa Aiello
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Ciao Stefano, mi dispiace sentire che stai attraversando un periodo difficile dopo la fine della tua relazione. È normale sentirsi confusi e feriti dopo una separazione, soprattutto quando ci sono state aspettative di un futuro insieme.

È importante ricordare che ogni persona e ogni relazione è unica, e non ci sono risposte universali sul perché le cose si siano sviluppate in un certo modo. Le dinamiche delle relazioni possono essere complesse e influenzate da molteplici fattori, inclusi i dubbi personali, le aspettative e le esperienze passate.

È possibile che la tua ex abbia avuto ansie riguardo al futuro della vostra relazione, che possono essere scaturite dalla giovane età e dalla mancanza di esperienze precedenti. Questi dubbi possono portare a una ricerca di sé stessa e a desiderare di confrontare la relazione con altre esperienze. È anche possibile che la tua ex abbia bisogno di tempo per esplorare se stessa e capire ciò che desidera davvero.

Ciò che puoi fare in questa situazione è cercare di prenderti cura di te stesso. È normale sentirsi feriti e tristi dopo una separazione, quindi permettiti di elaborare le tue emozioni. Cerca di trovare supporto da parte degli amici, della famiglia o di un professionista se ne senti il bisogno. Concentrati sulle tue passioni, gli hobby e le attività che ti fanno sentire bene. Questo ti aiuterà a ricostruire la tua fiducia e a investire in te stesso.

Non esiste una formula magica per evitare di essere lasciati, ma ricorda che una relazione richiede impegno e comunicazione da entrambe le parti. Inoltre, è importante trovare qualcuno che ti apprezzi per quello che sei e che sia disposto a lavorare sulla relazione insieme a te.

Infine, sii gentile con te stesso e cerca di non farti influenzare troppo dai fallimenti passati. Ognuno di noi merita amore e felicità, e nel tempo potrai incontrare qualcuno che sarà in grado di apprezzarti appieno.

Ricorda che ci vuole tempo per guarire e che la tua autostima non dovrebbe essere influenzata dalle esperienze passate. Cerca di imparare dalle tue relazioni passate, crescere come individuo e mantenere la speranza per il futuro.
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Ciao Stefano, il porsi domande è lecito ma bisogna a volte capire che non siamo effettivamente del tutto responsabili di ciò che accade intorno a noi. Ogni persona vive la sua vita che in parte per questioni affettive, lavorative o altro si concatena con altre vite e soprattutto in amore si tende a concatenarle così tanto fino a pensare quasi in automatico che ciò che accade nella vita dell'altro è dipeso da un nostro modo di essere, di fare o di dire. Capisco che possa essere frustrante vivere più volte la stessa sensazione negativa come nel tuo caso che ti è capitato di essere stato lasciato, ma potrebbe essere occasione di soffermarti a riflettere su te stesso dell'epoca, sul te stesso di ora e del futuro. Cerca di non perderti e migliora sempre giorno dopo giorno. Un saluto!
Dott.ssa Roberta Parrilli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve Stefano, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo.. immagino sia molto difficile per lei. Nelle nostre relazioni tendiamo a cercare il partner che corrisponde al modello di amore al quale siamo abituati.. quello che ci appare più familiare. Ci ritroviamo spesso di fronte ad uno stesso copione che si ripete. Le posso consigliare di intraprendere un percorso con un professionista per diventare più consapevole di alcune dinamiche interne che la portano a scegliere una determinata partner piuttosto che un'altra, in modo da riuscire a rompere lo schema. Le auguro il meglio. Dott.ssa Roberta Parrilli
Dott.ssa Erica Farolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Forlì
Buongiorno, immagino sia pesante quello che è accaduto e che lo sia associare alle precedenti relazioni, tuttavia ogni relazione è a sè ed è importante valutare ogni storia nello specifico. Sapendo alcune informazioni solo di questa, passa come la sua ex cerchi risposte alla sua personale confusione, lei in tutto ciò come sta? Come ha vissuto e sta vivendo questa rottura? Se ne riesce a prendere cura?
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Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buonasera Stefano, le sue domande e le paure che espone sono assolutamente comprensibili, dato che la fine della relazione non l'ha scelta ma solo subita. Esistono molte possibili risposte a cui potete rispondere solo lei con la sua ex. A volte però, si passano momenti di confusione e niente è più così sicuro e definito. La invito quindi a focalizzarsi su di lei e a riflettere su cosa cerca in una relazione e su quali principi si deve basare, cosa lei vuole e cosa non accetta dall'altro, in modo da averlo ben chiaro quando inizia un nuovo rapporto e stabilisce da subito se ne vale la pena un suo investimento emotivo e sentimentale. Bisogna avere ben chiaro quali sono i personali bisogni, desideri, aspettative per iniziare un rapporto con l'altro. La relazione interpersonale è uno scambio reciproco di bisogni e desideri e MAI un monologo.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. È chiaro che sta attraversando un momento molto difficile dopo la fine della sua relazione, e le emozioni che sta vivendo sono del tutto normali. La rottura di una relazione, specialmente dopo un periodo significativo come tre anni, può portare a sentimenti di confusione, tristezza e persino ansia. È comprensibile che si chieda come mai tutto questo sia accaduto e perché le sue relazioni precedenti siano terminate in modo simile. La sua ex partner ha espresso dubbi e ansie riguardo al futuro della vostra relazione, il che può riflettere non solo le sue insicurezze personali, ma anche una difficoltà nel gestire le aspettative relazionali. È importante notare che molte persone, specialmente in giovane età e in una fase di crescita personale, possono sentirsi sopraffatte da tali pressioni. La sua decisione di interrompere la relazione per esplorare altre esperienze non significa necessariamente che non ci fosse amore; piuttosto, potrebbe indicare una ricerca di chiarezza su ciò che desidera nella vita e nelle relazioni. È naturale sentirsi tristi e disorientati dopo una rottura. Le emozioni come la rabbia, la confusione e la solitudine sono comuni e fanno parte del processo di elaborazione del lutto. È importante permettersi di vivere queste emozioni senza giudicarle. Prendersi del tempo per riflettere su ciò che è accaduto può essere utile per comprendere meglio se stessi e le proprie esigenze future. Per affrontare questa fase della sua vita, potrebbe essere utile concentrarsi su alcuni aspetti pratici. Iniziare a costruire una routine quotidiana che includa attività gratificanti può aiutarla a ritrovare un senso di stabilità. Riscoprire passioni o interessi che aveva accantonato durante la relazione può anche essere un modo efficace per ritrovare se stesso e costruire nuove esperienze positive. Inoltre, considerare l'idea di lavorare su aspetti della sua vita, come l'indipendenza personale, potrebbe aiutarla a sentirsi più sicuro e preparato per future relazioni. Questo non solo aumenterebbe la sua autostima, ma potrebbe anche renderla più attrattiva agli occhi degli altri. Se sente che il dolore e l'ansia sono troppo opprimenti da gestire da solo, potrebbe essere utile cercare il supporto di un professionista della salute mentale. La terapia cognitivo-comportamentale può fornire strumenti utili per affrontare l'ansia e migliorare la gestione delle emozioni. Un terapeuta può aiutarla a esplorare le sue paure legate alle relazioni e a sviluppare strategie per affrontarle in modo costruttivo. La ringrazio ancora per aver condiviso i suoi pensieri e sentimenti con me. Ricordi che il percorso verso la guarigione richiede tempo e pazienza, ma ogni passo che compie verso la comprensione di sé è un passo importante verso un futuro migliore. Dott. Andrea Boggero
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Ciao Stefano,

Si, immagino quanto questa situazione possa essere confusa e dolorosa. È interessante come tu stia cercando di comprendere cosa possa esserci dietro la decisione della tua ex, ma anche cosa questa esperienza possa dirti su di te, sulle tue relazioni e su come ti senti nei momenti di incertezza. Cosa pensi che ti stia insegnando questa situazione riguardo al tuo bisogno di indipendenza e di crescita personale, sia in una relazione che come individuo? Potresti esplorare cosa significa per te “essere il giusto per qualcun altro” e come ti rapporti con i tuoi desideri in una relazione?
Mi tengo a disposizione

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Giulia Casole
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno Stefano, comprendo il tuo smarrimento e il dolore per questa rottura, soprattutto dopo un periodo che sembrava sereno e pieno di segnali positivi. È naturale che tu ti ponga molte domande e che tu ti senta confuso di fronte a motivazioni che appaiono, se non contraddittorie, certamente complesse.
Le ansie della tua ex riguardo al futuro e i dubbi sulla vostra compatibilità, specialmente in relazione alla sua poca esperienza, sembrano indicare un suo bisogno di esplorazione e di definizione della propria identità, anche attraverso il confronto con altre esperienze. Il fatto che lei sottolinei che "non c'entra l'amore o la voglia di stare insieme" rende la situazione ancora più difficile da decifrare per te, perché sembrerebbe slegare la decisione da un sentimento di affetto presente.
È importante considerare che le motivazioni di una persona nel chiudere una relazione possono essere molteplici e non sempre completamente chiare o lineari, nemmeno per la persona stessa. La sua giovane età e la tua rappresentazione come "primo ragazzo" potrebbero averla portata a sentire una pressione o un'incertezza legata alla paura di "perdersi" qualcosa o di non conoscersi appieno all'interno di un impegno a lungo termine.
Per quanto riguarda la tua storia relazionale, essere lasciato ripetutamente può generare un senso di frustrazione e interrogativi sul tuo ruolo all'interno delle dinamiche di coppia. In questo momento, più che focalizzarti sul "cosa fare" in generale, potrebbe esserti utile concentrarti su te stesso e sul processo di elaborazione di questa perdita.
Permettiti di vivere le tue emozioni, di accettare il dolore e la confusione. Riflettere sulle tue passate relazioni, non tanto per trovare "colpe", ma per comprendere le dinamiche che si sono create e il tuo vissuto emotivo, potrebbe offrirti spunti di crescita personale per il futuro. Se senti che questo processo è particolarmente difficile o doloroso, un supporto psicologico potrebbe fornirti uno spazio sicuro per esplorare i tuoi sentimenti e sviluppare strategie per affrontare la situazione attuale e le future relazioni.
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile Stefano,
comprendo quanto possa essere doloroso affrontare una rottura, soprattutto dopo una relazione importante. Le domande che si pone sono comprensibili e meriterebbero uno spazio adeguato di riflessione. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a elaborare l’accaduto e a rafforzare la consapevolezza di sé e delle proprie dinamiche relazionali.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Caro Stefano,

le tue parole portano con sé lo smarrimento tipico di chi si ritrova davanti a un brusco cambiamento di rotta, proprio quando pensava di aver spiegato le vele verso un porto sicuro. Il 16 settembre non è stata solo la fine di una storia, ma il momento in cui la narrazione che avevi costruito — fatta di vacanze, lettere preziose e presentazioni in famiglia — si è interrotta senza un apparente perché logico.

Il dolore che senti è amplificato da questo paradosso: com'è possibile che parole mai usate prima e gesti di profonda inclusione familiare si trasformino, in poche ore, in un addio?

In una prospettiva umanistica, quello che è accaduto alla tua compagna sembra somigliare a un "corto circuito" emotivo. Per una ragazza di 26 anni, essere al primo legame importante può generare un’ansia identitaria profonda. A volte, proprio quando l'intimità diventa più seria e i progetti si fanno concreti, affiora la paura di non aver vissuto abbastanza "fuori" per poter scegliere davvero "dentro". Quei dubbi che lei esprimeva sul farti "perdere tempo" o sul confronto con altre esperienze, spesso non riguardano la qualità dell'altro, ma una profonda insicurezza su se stessi e sulla propria capacità di sostenere il peso di una scelta definitiva.

Tuttavia, c'è un punto nel tuo racconto che merita una carezza e, al contempo, una riflessione attenta: il tuo sentire di essere "sempre lasciato".

Quando una ferita si ripete per tre volte, con cadenze così simili, il dolore smette di essere legato solo all'ultima persona e diventa una domanda che riguarda la tua storia. È come se ci fosse un copione invisibile che ti porta a vivere legami intensi che poi, sul più bello, svaniscono. In psicologia chiamiamo questi eventi "coazioni a ripetere", ma preferisco pensarli come messaggi che il tuo destino ti invia: forse c'è una parte di te che, per un'antica lealtà a modelli vissuti in famiglia, sceglie o accetta dinamiche in cui il valore della tua presenza non viene pienamente riconosciuto o protetto.

Essere indipendenti nel "farsi da mangiare" è un dettaglio pratico, ma simbolicamente richiama la capacità di nutrirsi da soli, di bastarsi. Forse la vita ti sta invitando, attraverso questo dolore così acuto, a spostare lo sguardo dal "perché lei se n'è andata" al "come posso io diventare il centro della mia stessa cura".

Non c'è nulla di sbagliato in te, Stefano. C'è solo una narrazione che chiede di essere riscritta affinché tu non sia più colui che viene lasciato, ma colui che abita la relazione con una nuova consapevolezza del proprio valore.

Se senti che questo peso è troppo grande da portare da solo, sappia che esiste uno spazio — anche online — dove possiamo guardare insieme a questi fili invisibili che legano le tue relazioni passate, per evitare che diventino il disegno di quelle future.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologa Clinica e della Riabilitazione ad indirizzo Umanista
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