Buongiorno Ho 72 anni ed ho sempre intrattenuto un’attività sessuale intensa cominciata fin dall’et
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Buongiorno
Ho 72 anni ed ho sempre intrattenuto un’attività sessuale intensa cominciata fin dall’età di 14 anni
La libido e’ancora alta ed a volte il desiderio ossessivo
La media dei miei rapporti e’di almeno due a settimana
Ma la mia situazione prostatica mi ha costretto a cure mediche che mi azzerano quasi la libido e se occasionalmente intrattengo rapporti questi avvengono senza eiaculazione di sperma Questa nuova condizione dopo circa 60 anni di iperattività sessuale mi ha dato però serenità e soprattutto la minzione urinaria che si era quasi azzerata adesso ha ripreso quasi normale Questa mia nuova condizione di astinenza totale con riposo dei sensi mi evita lo stress di prima e mi fa anche sentire meglio spiritualmente La domanda è:
Dopo tanti anni passare da una iperattività sessuale alla stasi totale può’ comportare problemi di salute al mio corpo?
Grazie
Ho 72 anni ed ho sempre intrattenuto un’attività sessuale intensa cominciata fin dall’età di 14 anni
La libido e’ancora alta ed a volte il desiderio ossessivo
La media dei miei rapporti e’di almeno due a settimana
Ma la mia situazione prostatica mi ha costretto a cure mediche che mi azzerano quasi la libido e se occasionalmente intrattengo rapporti questi avvengono senza eiaculazione di sperma Questa nuova condizione dopo circa 60 anni di iperattività sessuale mi ha dato però serenità e soprattutto la minzione urinaria che si era quasi azzerata adesso ha ripreso quasi normale Questa mia nuova condizione di astinenza totale con riposo dei sensi mi evita lo stress di prima e mi fa anche sentire meglio spiritualmente La domanda è:
Dopo tanti anni passare da una iperattività sessuale alla stasi totale può’ comportare problemi di salute al mio corpo?
Grazie
Gentile signore,
quanto da lei descritto potrebbe rientrare fra gli effeti collaterali di molti farmaci in uso per curare i problemi connessi con l'ipertrofia prostatica.
Si tratta pertanto di una situazione comune a molti soggetti di sesso maschile che affrontano tali terapie.
Cordiali saluti
dott. Piergiorgio Biondani
quanto da lei descritto potrebbe rientrare fra gli effeti collaterali di molti farmaci in uso per curare i problemi connessi con l'ipertrofia prostatica.
Si tratta pertanto di una situazione comune a molti soggetti di sesso maschile che affrontano tali terapie.
Cordiali saluti
dott. Piergiorgio Biondani
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Gentile signore, lei sta parlando di vivere un periodo sereno. Questo è molto bello, anche perchè può continuare ad avere rapporti di amicizia e affettivi con tranquillità e se successivamente ritornerà anche il desiderio riuscirà sicuramente a vivere bene anche una diversa situazione!!! Viva la vita al meglio come viene e se la goda facendo tante cose interessanti. Buone giornate !!!Dott. Lina Isardi
Lei sta descrivendo un periodo di serenità che le sta facendo bene e la rende tranquillo e in pace. In questo senso faccio fatica ad immaginare un possibile problema di salute collegato al suo quotidiano sessuale. Forse potrebbe fare alcune riflessioni rispetto alla sua identità maschile che è cambiata rispetto a quella che lei chiama "iperattività sessuale" in una percorso di conoscenza e consapevolezza di questo suo modo di vivere il rapporto che ha con il suo corpo e la sua libido.
Buona sera, come scrive lei, la condizione attuale che vive comporta benessere spirituale e organico. Dico quindi che il suo corpo sta recuperando.
Un caro saluto, dottoressa Teresita Forlano
Un caro saluto, dottoressa Teresita Forlano
Sono la Dottoressa Maria Cristina Giuliani, psicologa e sessuologa.
Da quello che racconta, non emerge qualcosa che faccia pensare automaticamente a un danno per il corpo dovuto al passaggio da una vita sessuale molto attiva a una fase di astinenza o di forte riduzione dell’attività. In generale, l’astinenza sessuale in sé non è considerata pericolosa per la salute fisica maschile. Piuttosto, quello che va sempre valutato è come una persona vive questa condizione sul piano psicologico, relazionale e corporeo. Nel suo caso, inoltre, lei descrive anche un dato molto importante. Questa nuova condizione, pur avendo comportato un forte cambiamento rispetto al passato, le ha dato maggiore serenità, meno stress e un miglioramento urinario significativo. Questo aspetto non è secondario, perché nella valutazione clinica conta molto anche il bilancio complessivo tra benefici e costi della terapia. Se la cura prostatica sta migliorando in modo netto la qualità urinaria e le consente di sentirsi più in equilibrio, questo è un elemento di grande rilievo. La riduzione della libido e l’assenza o la marcata diminuzione dello sperma durante i rapporti possono effettivamente comparire con alcuni trattamenti per i disturbi prostatici. Alcuni farmaci usati per l’ipertrofia prostatica benigna possono ridurre il desiderio sessuale oppure alterare l’eiaculazione, e con alcuni alfa bloccanti può comparire eiaculazione molto ridotta o assente, evenienza generalmente considerata non pericolosa in sé. Quindi, sul piano strettamente fisico, il fatto di avere meno rapporti o anche di non averne per un periodo non comporta di per sé un danno al corpo. Il punto clinico semmai è monitorare che la terapia prostatica resti adatta a lei, che gli effetti collaterali sessuali siano compatibili con il suo benessere generale e che non compaiano altri sintomi da rivalutare con l’urologo curante. C’è poi un altro aspetto, più profondo, che nel suo messaggio si sente molto bene. A volte una sessualità vissuta per anni come intensa, pressante o addirittura faticosa può lasciare spazio, in una fase successiva della vita, a un’esperienza nuova di quiete, minor compulsione e maggiore senso di pace. Questo non è necessariamente un impoverimento. Può essere anche una trasformazione dell’equilibrio personale. Finché questa condizione non le procura sofferenza, frustrazione marcata o senso di perdita intollerabile, non la leggerei come qualcosa di patologico. L’unica cautela importante è questa. Non modifichi da solo la terapia per recuperare libido o eiaculazione. Se desidera capire meglio quale farmaco stia incidendo di più sulla funzione sessuale, o se esistano eventuali alternative compatibili con il suo quadro prostatico, questo va discusso esclusivamente con il medico o con l’urologo.
Da quello che racconta, non emerge qualcosa che faccia pensare automaticamente a un danno per il corpo dovuto al passaggio da una vita sessuale molto attiva a una fase di astinenza o di forte riduzione dell’attività. In generale, l’astinenza sessuale in sé non è considerata pericolosa per la salute fisica maschile. Piuttosto, quello che va sempre valutato è come una persona vive questa condizione sul piano psicologico, relazionale e corporeo. Nel suo caso, inoltre, lei descrive anche un dato molto importante. Questa nuova condizione, pur avendo comportato un forte cambiamento rispetto al passato, le ha dato maggiore serenità, meno stress e un miglioramento urinario significativo. Questo aspetto non è secondario, perché nella valutazione clinica conta molto anche il bilancio complessivo tra benefici e costi della terapia. Se la cura prostatica sta migliorando in modo netto la qualità urinaria e le consente di sentirsi più in equilibrio, questo è un elemento di grande rilievo. La riduzione della libido e l’assenza o la marcata diminuzione dello sperma durante i rapporti possono effettivamente comparire con alcuni trattamenti per i disturbi prostatici. Alcuni farmaci usati per l’ipertrofia prostatica benigna possono ridurre il desiderio sessuale oppure alterare l’eiaculazione, e con alcuni alfa bloccanti può comparire eiaculazione molto ridotta o assente, evenienza generalmente considerata non pericolosa in sé. Quindi, sul piano strettamente fisico, il fatto di avere meno rapporti o anche di non averne per un periodo non comporta di per sé un danno al corpo. Il punto clinico semmai è monitorare che la terapia prostatica resti adatta a lei, che gli effetti collaterali sessuali siano compatibili con il suo benessere generale e che non compaiano altri sintomi da rivalutare con l’urologo curante. C’è poi un altro aspetto, più profondo, che nel suo messaggio si sente molto bene. A volte una sessualità vissuta per anni come intensa, pressante o addirittura faticosa può lasciare spazio, in una fase successiva della vita, a un’esperienza nuova di quiete, minor compulsione e maggiore senso di pace. Questo non è necessariamente un impoverimento. Può essere anche una trasformazione dell’equilibrio personale. Finché questa condizione non le procura sofferenza, frustrazione marcata o senso di perdita intollerabile, non la leggerei come qualcosa di patologico. L’unica cautela importante è questa. Non modifichi da solo la terapia per recuperare libido o eiaculazione. Se desidera capire meglio quale farmaco stia incidendo di più sulla funzione sessuale, o se esistano eventuali alternative compatibili con il suo quadro prostatico, questo va discusso esclusivamente con il medico o con l’urologo.
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